Sant’Anastasia, sorpreso a confezionare crack e cocaina: arrestato

I carabinieri della stazione di Castello di Cisterna hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio e detenzione illegale di arma da fuoco Sabato di Marzo, 36enne di Sant’Anastasia, giĂ  noto alle forze dell’ordine Durante una perquisizione domiciliare, i militari hanno sorpreso il 36enne mentre confezionava dosi di cocaina e crack. 46 i grammi di cocaina sequestrati, 148 quelli di crack oltre a materiale vario per il confezionamento. Nello scantinato dell’abitazione i carabinieri hanno rinvenuto anche una pistola revolver cal. 38. L’arma sarĂ  sottoposta ad accertamenti balistici e dattiloscopici per verificare se sia stata utilizzata per fatti di sangue o intimidazione. Di Marzo è stato tradotto al carcere di Poggioreale.

Sant’Anastasia, l’amministrazione ricorda le vittime delle Foibe con una funzione eucaristica

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Sant’Anastasia
In occasione della giornata in memoria delle foibe l’Amministrazione del comune di Sant’Anastasia ha previsto una funzione commemorativa.
Con la legge n92  del 30 marzo 2004,  grazie all’onorevole Roberto Menia, legge che porta il suo nome,  è stato istituito il GIORNO DEL RICORDO per i caduti delle foibe e l’esodo degli italiani dell’Istria di fiume e della Dalmazia.
Una legge che è stata, prima di tutto, un grande atto di pacificazione per la ricostruzione della storia nazionale. In occasione il Sindaco Carmine Esposito:
“Abbiamo voluto commemorare -nostri fratelli italiani- che furono barbaramente uccisi e massacrati nelle foibe di Tito, con una funzione eucaristica .
Ho voluto che tale funzione fosse trasmessa online per dare a tutti la possibilitĂ  di partecipare anche da casa propria, per evitare assembramenti.
Volevo ringraziare il Priore Padre Alessio Romano e tutta la comunità dei padri domenicani per averci dato la possibilità di fare questa commemorazione all’interno del Santuario.”
Aggiunge poi l’assessora alla cultura Saveria Giordano: “Un momento di riflessione per mantenere vivo il ricordo, affinché tali avvenimenti non si ripetano in futuro, per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe e di tutti i regimi totalitari.”

Somma Vesuviana, covid, Di Sarno : “Oggi altri 5 positivi. Un nuovo caso alla scuola dell’Infanzia del Primo Circolo”

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Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Comune di Somma Vesuviana   Di Sarno: “Oggi “solo” 5 nuovi positivi. Purtroppo registriamo un nuovo positivo nella platea scolastica del Primo Circolo Didattico, ennesimo caso maturato in ambienti familiari. Se non rispettiamo le norme di sicurezza per strada, in piazza ed in altri ambienti chiusi, potremmo rischiare l’aumento della curva con conseguenziale chiusura delle scuole e non solo”. “Purtroppo in questo momento dobbiamo dare notizia di un nuovo alunno positivo al Primo Circolo Didattico di Somma Vesuviana, questa volta però interessa la Scuola d’Infanzia. Anche in questo caso si tratta dell’ennesimo caso familiare. Non è contagio scolastico. La scuola ha attivato subito il protocollo di sicurezza. Ed allora l’appello, chiaro, forte, è ai ragazzi, agli adulti: rispettate le norme di sicurezza sanitaria. Inoltre ricordo che i familiari delle persone positive, devono obbligatoriamente rispettare la quarantena. I controlli si stanno effettuando ma il personale di Polizia Municipale che ringrazio è di poche unitĂ . Rispettiamo tutti le norme di sicurezza nei negozi, negli ambienti chiusi. Non si circola senza mascherine, non si entra nei negozi senza mascherine, igienizziamo le mani e sanifichiamo gli ambienti. Grazie all’attivazione della Task Force stiamo avendo uno scambio veloce di notizie, adottando i provvedimenti che crediamo migliori. Abbiamo dovuto chiudere tutti i plessi delle medie in via precauzionale, infatti proprio nella platea scolastica delle medie, abbiamo registrato un nuovo caso di positivitĂ . Oggi su Somma non registriamo un aumento di positivi, in quanto ne abbiamo 5 nuovi ma se non rispettiamo le norme di sicurezza rischiamo la chiusura delle scuole la cui didattica in presenza non procede male. Infatti non abbiamo nuovi positivi al Secondo Circolo Didattico, non abbiamo nuovi positivi al Terzo Circolo Didattico, non abbiamo positivi in tutte le altre scuole tranne che nelle platee scolastiche citate nella parte iniziale del Comunicato Stampa”. Lo ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, comune del napoletano.

Somma Vesuviana, il «giallo» della Casa di Riposo

La manifestazione di interesse per la Casa di Riposo tra i temi dei question time proposti dal consigliere di opposizione Salvatore Rianna ai quali ha dato risposta il vicesindaco, e assessore alle politiche sociali, Sergio D’Avino. Un’assoluta discordanza di posizioni tra i due che, in verità, hanno permesso di comprendere con certezza un’unica cosa, almeno riguardo l’avviso pubblico sulla casa di riposo. Delle due l’una: o c’è un mero errore che a questo punto potrebbe mettere in discussione lo stesso avviso o l’avviso è stato sic et simpliciter copiato da più bandi simili per cui l’estensore non si è reso conto di due condizioni che non possono coesistere. Non sarebbe la prima volta che un copia & incolla «birichino» mette in difficoltà un’amministrazione, ma veniamo ai fatti: il 14 giugno del 2019 l’amministrazione Di Sarno avviava le procedure per raccogliere manifestazioni di interesse per la gestione dell’immobile, prospettandone un utilizzo dedicato agli anziani ma non esclusivo; a novembre del 2020, accantonando dunque la precedente iniziativa, si avvia invece un’indagine esplorativa per acquisire, anche stavolta, manifestazioni di interesse per «rendere funzionante la struttura della casa di riposo». E che in quest’occasione si pensi solo agli anziani è chiaro da note stampa diramate per conto dell’amministrazione e nelle quali D’Avino fa riferimento agli anziani annunciando di voler loro dedicare una struttura all’avanguardia. «A Somma Vesuviana nascerà la Casa Albergo per anziani, dopo 25 anni di attesa siamo la prima amministrazione a dare risposte». Risposte che dovranno attendere ancora un po’, quanto meno che l’ufficio politiche sociali apra le buste delle proposte (non si sa ancora quante) avanzate dai soggetti interessati, che le pubblichi come annunciato in avviso, che siano valutate e che eventualmente si proceda. Intanto, al quesito del consigliere Rianna, che ha poi fatto rilevare in videoconferenza un errore non di poco conto nell’avviso, risposte non sono arrivate. «La procedura è ancora in itinere, l’istruttoria non è conclusa» ha spiegato il vicesindaco, rimandando così le spiegazioni richieste dal consigliere in question time, vale a dire quante manifestazioni di interesse siano giunte, quali proposte siano prospettate e quali siano le intenzioni successive. «I termini sono scaduti l’11 dicembre, siamo al 5 febbraio – ha replicato Rianna – se si considera tanto importante la casa di riposo non comprendo perché si rimandi e, tra l’altro, non c’è alcuna istruttoria da compiere o procedura da terminare, basterebbe aprire le buste e pubblicare all’albo pretorio le proposte, salvo diversa indicazione di chi le ha formulate. Ma se non aprono le buste, non possono saperlo…». Quanto all’errore messo in luce dal consigliere, basta collegarsi al sito dell’ente e reperire l’avviso: ci si accorgerà che all’articolo 4 si legge: « Il Comune procederà alla pubblicazione sul sito istituzionale della Determinazione di presa d’atto della graduatoria dei soggetti partecipanti…». Qualche rigo più in basso, all’articolo 5, dunque solo il successivo, ecco comparire, nei “chiarimenti conclusivi” la seguente indicazione: «Ad esito della presente procedura non è prevista la formulazione di graduatorie…». Che dire, o qualcuno si è distratto o c’è un po’ di confusione a Palazzo Torino.

Somma Vesuviana, il consigliere Rianna nella seduta di Question Time: «Voi e la cultura siete antitetici»

Valorizzazione dei beni culturali, sportello Gori e manutenzione dei plessi scolastici, tra gli argomenti proposti dal consigliere di opposizione in consiglio comunale. Come normativa anti Covid vuole, anche la seduta di Question Time convocata per stamane è andata in videoconferenza. All’ordine del giorno sei quesiti, tutti firmati dal consigliere di opposizione Salvatore Rianna. Al di là della mera cronaca e dall’opportunità di evidenziare alcune anomalie, uno dei question time più acceso è stato l’ultimo, ossia quello in cui il consigliere chiedeva lumi sulle modalità con le quali l’amministrazione intenda valorizzare gli scavi archeologici di Somma Vesuviana – ossia la Villa Augustea di via Starza Regina – considerati i proclami con cui ci si era inseriti nell’annuncio di «Procida capitale della Cultura 2022», dando per acclarato (così si intendeva dalle note stampa) che la cittadina vesuviana avrà un ruolo in tutto ciò. Giacché al momento non risulta che la cittadina vesuviana faccia parte dei 44 progetti previsti per il lieto evento che vede l’isola di Arturo, così come la raccontava Elsa Morante, o di Graziella per dirla con Alphonse De Lamartine, location dell’ultimo film di Troisi che richiamava Neruda, ma anche la perla descritta da Giovenale, Stazio e Virgilio come più tardi da Boccaccio, alla ribalta, pare che anche nella risposta data dall’assessore delegato, Rosalinda Perna, ci siano solo buoni auspici. Ma ciò che il consigliere Rianna sembrava voler evidenziare non è strettamente legato a Procida, piuttosto alla Villa Augustea e a come, l’amministrazione in carica ormai dal 2017, intenda conferirle il ruolo che merita nel futuro culturale, sociale, turistico di Somma Vesuviana. E del resto, sono ormai anni che il professore Antonio De Simone, archeologo e autorità in materia nonché impegnato proprio negli scavi di Starza Regina, chiede a gran voce esattamente ciò che ha suggerito oggi il consigliere Rianna: a cominciare da una convenzione tra Comune e Soprintendenza affinché si possa poi affidare la gestione del sito ed avere numerose possibilità in più di chiedere ed ottenere finanziamenti e passando per un luogo adeguato dove conservare i reperti o per la necessità di un luogo di stazionamento. Finora nulla di fatto, a parte i proclami e il sogno nel cassetto «Somma come Procida». «Dovrete accendere un cero ai consiglieri regionali del territorio, se riuscirete a rientrare nella rosa delle iniziative che sanciranno lo start di Procida capitale della cultura» – ha detto Rianna, che ha poi commentato, più tardi, sui social le proposte illustrate dall’assessore Perna. Ecco, cosa ha proposto l’assessore per la valorizzazione dei beni culturali, e della promozione della cultura in senso stretto? Presto detto, tralasciando di infierire sulla evidente (si spera) gaffe con la quale la responsabile della cultura nella giunta Di Sarno ha parlato di «opportunità date dal Covid»: visite didattiche per studenti comunitari con la realizzazione di piattaforme online e corsi in presenza su cinque direttrici: archeologia e storia, arte e musica, tradizione e cultura locale, percorsi montani ed enogastronomia. «Il Comune di Somma Vesuviana non è un’agenzia di viaggio – ha commentato il consigliere – devo constatare che si è antitetici al concetto di cultura se si continua ad insistere nei luoghi comuni identificando la nostra città unicamente con il baccalà e le tamurriate. Gli scavi archeologici sono un tesoro finora troppo sottovalutato». Sugli altri question time che hanno preceduto la chiosa all’insegna del futuro della Villa Augustea e di tutto ciò che dovrebbe nascerle intorno, molte perplessità sono rimaste senza risposta. Fatta eccezione per la proposta avanzata da Rianna direttamente al sindaco in merito allo sportello Amico Gori: Di Sarno ha accolto con favore il suggerimento di una possibile implementazione del servizio, fornendo anche qualche dato interessante: circa 150 utenti al giorno ne fruiscono bisettimanalmente, con l’ausilio dello staff. La manutenzione delle scuole tra gli altri argomenti proposti dal consigliere di opposizione. Sulla manutenzione dei plessi, la risposta è giunta dall’assessore Salvatore Esposito che ha richiamato le relazioni dei tecnici e atavici problemi che rendono di fatto fatiscente il panorama dei plessi cittadini, assicurando che tra i finanziamenti giunti e la cura profusa, oggi si sarebbe «sul pezzo», al contrario di quanto accaduto in passato. Ma tralasciando le criticità sulle quali si è intervenuto in vari plessi (Fiordaliso, Cupa di Nola, San Giovanni Bosco) con un affidamento di somma urgenza il giorno della vigilia di Natale 2020, una domanda è rimasta senza risposta: come mai si è ricorsi ad una ditta che solo poco prima era stata beneficiaria di un altro affidamento, per un totale di 170mila euro in totale? E come mai, stando a quanto detto in videoconferenza, prima ancora dell’affidamento ci sarebbe stato un sopralluogo in loco con la stessa ditta poi divenuta affidataria? Quesiti ai quali, più che l’assessore, dovrebbe forse rispondere, ma non l’ha fatto, il segretario comunale.

Il tribunale: “A Pomigliano licenze edilizie frutto di azioni fraudolente”

Oltre 500 appartamenti realizzati tra il 2015 e il 2020 soprattutto nel centro urbano. Prezzi stellari per ogni alloggi ma iter di legge pieno di punti oscuri secondo i magistrati. Finora però il Comune non è stato coinvolto nell’inchiesta             Cemento facile: dall’inchiesta della magistratura emergono circostanze da pelle d’oca. Si parla di certificazioni imposte dalla legge ma mai presentate al Comune, di dati e numeri volutamente omessi pur di dare il via alla realizzazione di una valanga di appartamenti illegali ma venduti a peso d’oro, con prezzi da 200mila fino a oltre 350mila euro per abitazione. Ieri la polizia municipale di Pomigliano, su ordine del giudice per le indagini preliminari di Nola, ha sequestrato in periferia, in via Masarda, 60 appartamenti quasi ultimati, 22 locali commerciali, un opificio, un garage e poi un cantiere nel centro storico, in via Imbriani, in cui erano in fase di realizzazione 18 appartamenti, e un cantiere in zona semiperiferica, in via Corradino, altri 22 alloggi previsti. Nel centro storico, in via Fiume, alla fine di novembre era giĂ  stato sequestrato un quarto cantiere per la costruzione di 50 alloggi mentre su un quinto complesso edilizio da 14 appartamenti, in via Firenze, pende un’ordinanza di abbattimento del Comune sospesa dal Tar fino a settembre in attesa di un parere di merito da parte del Consiglio di Stato sulla licenza edilizia, giĂ  bocciata dallo stesso Tribunale amministrativo regionale. Al centro di tutta quanta la maxi operazione relativa ai 164 appartamenti c’è, lo scrivono gli inquirenti, “la fraudolenta interpretazione degli strumenti urbanistici e della normativa di attuazione del Piano Casa”, cioè la legge regionale che ha consentito l’abbattimento e la ricostruzione, con ampliamento del 35 % dei volumi preesistenti, di vecchi edifici dei centri storici o di manufatti piazzati anche in periferia. Immobili da cui sono spuntati palazzi. Case nuove generalmente di piccole dimensioni ma dal costo stellare anche per un’area di provincia com’è quella di Pomigliano, territorio che presenta comunque i disagi tipici dell’entroterra di Napoli, dai trasporti pubblici carenti ai servizi idrici fatiscenti, dalla desolazione delle periferie alla precarietĂ  delle strade, dalla contaminazione dell’aria e dei terreni all’assenza di ospedali. Intanto i giudici hanno descritto il meccanismo con cui è stato realizzato a Pomigliano uno dei complessi edilizi piĂą grandi sequestrati, quello di via Masarda, al confine con Sant’Anastasia, nei pressi del terrapieno dell’asse mediano. Qui, secondo i magistrati, non poteva essere applicato il Piano Casa perchĂ©, si spiega sostanzialmente nel provvedimento di sequestro , “nei certificati rilasciati al Comune di Pomigliano per ottenere la licenza sono stati modificati e anche omessi i dati sia sulle destinazioni d’uso che sui volumi degli edifici preesistenti allo scopo di poter costruire usufruendo dello strumento urbanistico regionale e realizzando inoltre volumetrie abnormi”. I giudici affermano pure che alcune opere del parco sarebbero “state edificate nella fascia di rispetto autostradale”, zona off limits per legge. Un quadro drammatico. Tra quelli costruiti e quelli in costruzione sono circa 500 gli appartamenti spuntati a Pomigliano dall’interpretazione in salsa locale del Piano Casa, tra il 2015 e il 2020. Alloggi in buona parte realizzati radendo al suolo pezzi del centro storico oppure saturando fino all’inverosimile pezzi del centro moderno, quello che va verso gli svincoli autostradali per esempio. Al vaglio ci sono soprattutto le concessioni rilasciate dal Comune tra il 2017 e il settembre del 2020. “E’ il periodo in cui si sono sbizzarriti di più”, racconta un testimone che però chiede di restare nell’anonimato. “C’è paura e omertĂ ”, aggiunge chi ha vissuto in prima persona quegli anni. Finora la magistratura sta indagando i costruttori e i loro tecnici di fiducia, una decina di persone. Ma non è stato ancora toccato il livello dei pubblici funzionari. Trapelano però indiscrezioni: si parla di “un’inchiesta destinata ad allargarsi”.

Movimento Lir e PiĂą Europa verso patto federativo

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Riceviamo e pubblichiamo “Con Più Europa e col suo segretario nazionale c’è grande sintonia: condividiamo la necessità di dare al Paese una impronta liberale ed europeista. Per questo stiamo lavorando per un patto federativo, nel solco dell’accordo elettorale già siglato alle Regionali in Campania, quando sono stato candidato proprio con la lista di Più Europa”. A dichiararlo è Enzo Peluso, segretario nazionale del Movimento Lir – Coordinamento dei Liberali e Repubblicani, che ha anche dato vita al gruppo territoriale “Più Europa – Napoli Liberale”. Peluso aggiunge: “Nei prossimi giorni approfondiremo con Più Europa diverse tematiche, nel solco di un confronto che prosegue da tempo. Poi, appena i tempi saranno maturi, parleremo di patto federativo. Intanto mi sento di ringraziare Benedetto Della Vedova per la disponibilità e la volontà al dialogo”

San Giorgio a Cremano, affidamenti diretti per il Premio Massimo Troisi, FreeCremano scrive al Responsabile dell’Anti corruzione

Riceviamo e pubblichiamo da FreeCremano.

Il collettivo FreeCremano scrive al Responsabile dell’Anti corruzione per segnalare alcune procedure.

Affidamenti diretti senza indagini di mercato e costi degli appalti ritenuti poco congrui per le attività dell’ultima edizione del Premio Massimo Troisi. Su queste argomentazioni il collettivo FreeCremano ha focalizzato le proprie attenzioni attraverso un esposto trasmesso all’indirizzo del Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e dell’Organismo indipendente di Valutazione.
Sotto la lente di ingrandimento degli attivisti sangiorgesi sono finite due procedure di affidamento che hanno riguardato l’organizzazione della kermesse svolta a Dicembre scorso. La prima, sulla realizzazione del nuovo sito internet istituzionale e sulla gestione dei canali social per un importo di 30.500€, la seconda, sul noleggio a caldo del service audio-video-luci impianti di registrazione e montaggio riprese per un importo di 39.894€. Per entrambe l’affidamento è avvenuto attraverso una trattativa diretta con un’unica ditta individuata facendo ricorso alla piattaforma informatica di acquisti per le pubbliche amministrazioni. A parere di FreeCremano sarebbe sempre buona norma per le stazioni appaltanti consultare più ditte per garantire un confronto concorrenziale mettendo a raffronto più preventivi. Inoltre, alcuni interrogativi, vengono sollevati anche in merito ai costi sostenuti.

“Quando si utilizzano – dichiara Danilo Cascone, referente di FreeCremano e ex Consigliere comunale – risorse pubbliche bisognerebbe adottare il criterio del buon padre di famiglia, soprattutto di questi tempi con una grave crisi economica causata dalla pandemia. Se su questi appalti fossero stati richiesti piĂą preventivi per la fornitura dei medesimi servizi probabilmente si sarebbe registrato un risparmio per le casse comunali. Inoltre ci chiediamo come mai, rispetto alla passata edizione del Premio, ad esempio il service sia costato 9mila Euro in piĂą se non si è registrato il pubblico in sala, durante le esibizioni, a causa delle note restrizioni dettate dall’emergenza pandemica.”

La patata bollente ora è passata nelle mani della Dottoressa Maria Rosaria Impresa, nella sua qualità di Responsabile dell’anti corruzione, la quale sarà chiamata a far luce su quanto è stato fatto emergere.

Confesercenti Campania, 20mila aziende fallite, Schiavo: “Fate presto crisi politica inaccettabile.”

Riceviamo e pubblichiamo da Confesercenti Campania.

Il presidente di Confesercenti Campania Vincenzo Schiavo: «Crisi di governo è un’ulteriore violenza che subiscono le imprese, che attendono ancora i ristori per sopravvivere. Urge un anno bianco per tutte le imprese del Sud».

Un grido d’allarme potente e fragoroso arriva da Confesercenti Campania e dal suo presidente Vincenzo Schiavo: «La crisi politica attuale è inaccettabile, lo Stato faccia presto o avrà sulla coscienza altre imprese fallite e ulteriori migliaia di disoccupati». 

Il momento è molto difficile e delicato, come evidenziano i dati raccolti dal “Centro Studi di Confesercenti”. Le imprese in Italia attive sono oltre cinque milioni (5.149.000), delle quali il 30% sono del Sud Italia (1.712.000) e 495mila della Campania. Dopo un anno di lockdown e di crisi legata alla pandemia le imprese in default, perché hanno contratto debiti insanabili con banche, erario e che quindi stanno per fallire, sono 165mila. Di esse 20mila sono della Campania. «Il dramma – spiega Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania ma anche responsabile delle politiche per il Sud di Confesercenti si amplifica se si pensa al fatturato “bruciato” in un anno. Nel 2020, solo nella nostra regione, sono stati persi 35 miliardi di euro, dei quali 16 miliardi nella città Metropolitana di Napoli che diventano 120 miliardi al Sud».
Le tipologie di imprese che perdono di piĂą nel 2020 in Campania sono quelle legate a fiere e convegni (85-90% in meno in 12 mesi), seguite da cinema e teatri (80%), da alberghi e strutture ricettive extra alberghiere (tra il 60 e il 70%), agenzie di viaggio e tour operator (forbice 58-63%), informazione e comunicazione (60%), ristorazione (50-60%), eventi e filiera del wedding (50-60%), autonoleggio (50-55%) e moda (48-55%).
Al dramma delle aziende si aggiunge quello dei lavoratori: secondo lo studio di Confesercenti in Campania ci sono 2,6 milioni di persone che non lavorano, non hanno reddito e che non lo stanno cercando, tra cui 380mila disoccupati che hanno perso lavoro e che sono alla ricerca di un impiego. «Con la prossima chiusura di 20mila aziende – dichiara Vincenzo Schiavonella nostra regione sono 60mila i lavoratori che perderanno il lavoro e che dunque si aggiungeranno alla quota giĂ  alta di disoccupati. Per questo il nostro grido d’allarme è: fate presto! L’attuale crisi politica è inaccettabile, in questo momento non avere un governo è una violenza ulteriore sulle attivitĂ  d’impresa. Al Sud c’è bisogno di interventi mirati immediati, le aziende sono ancora in attesa dei ristori per sopravvivere e che dovevano arrivare giĂ  da tempo. Accade invece che gli imprenditori sono ancora in attesa che la politica si muova nella giusta direzione cogliendo l’urlo di dolore che arriva dal Paese. La responsabilitĂ  è di tutte le forze politiche, maggioranza o opposizione che siano. Urge il ristoro immediato per tutte le aziende». Per frenare l’emorragia economica il presidente Schiavo rilancia anche un’ulteriore proposta: «Gli imprenditori hanno bisogno di incassare, di fatturare per potersi rimettere in pista, per sostenere la forza lavoro e per tentare di recuperare il debito che hanno con le banche e con l’erario. Per farlo c’è bisogno di un “anno bianco”, senza tasse, indispensabile per rimettere in moto l’economia, specialmente al Sud».

Volla, nuova condotta idrica in Via De Filippo e Via Parco Panorama

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Volla.

Volla, nasce la sinergia tra Gori e Amministrazione comunale per la nuova condotta idrica in Via De Filippo e Via Parco Panorama.

Si è svolto il 3 febbraio, presso la sede del Municipio di Volla, l’incontro tra alcuni responsabili di GORI e il Sindaco, Pasquale Di Marzo, finalizzato a definire alcune attività sinergiche per la realizzazione di una nuova condotta in via De Filippo e via Parco Panorama. I lavori, che inizieranno a partire da marzo 2021 e avranno una durata stimata di circa tre settimane, consentiranno di normalizzare gli allacci alla rete idrica per circa 40 famiglie residenti nel condominio “Via Verdi”. L’obiettivo, infatti, è quello di migliorare la distribuzione idrica e i livelli di pressione, riducendo anche le criticità legate alle perdite diffuse.

“Oggi avviamo una proficua collaborazione con l’amministrazione comunale al fine di ottimizzare e potenziare il servizio sul territorio cittadino – sottolinea l’Amministratore Delegato di GORI, Giovanni Paolo MaratiNell’ambito delle previsioni del Piano degli Interventi 2021, provvederemo a normalizzare la distribuzione idrica per queste famiglie attraverso la posa di una nuova condotta di circa 200 metri, in ghisa sferoidale, e cento millimetri di diametro”.

“Un passo importante e un intervento molto atteso dai cittadini – dichiara il Sindaco, Pasquale Di MarzoIn sinergia con GORI sono in programma anche altre opere per il potenziamento delle infrastrutture idriche presenti sul territorio, oltre ad un progetto che prevede la riqualificazione della rete fognaria in via Montanino, via Monteoliveto, via Beato Vincenzo Romano e via Lufrano”.