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Parco Nazionale del Vesuvio (veduta)

Riceviamo e pubblichiamo dal Parco Nazionale del Vesuvio. 

Parte in Italia il progetto – pilota “I tre cittadini” – libro in audio e video per spiegare ai ragazzi e alle famiglie il rischio sismico ed idrogeologico

Fiore: “Parte dalla Campania, esattamente dall’area vesuviana, il progetto “I tre cittadini” tratto dall’audio/video/libro con il quale spieghiamo ai ragazzi e tramite loro anche alle famiglie il rischio sismico, idroigeologico, i comportamenti e perché è importante trispettare l’ambiente. E’ anche audio/libro con distribuzione ai ragazzi non vedenti. Un progetto pilota che andrà nelle scuole, grazie al Rotary Club di Ottaviano”.

Tozzi : “Credo in questo tipo di comunicazione. Il cambiamento climatico c’è, è anomalo, è accelerato e dipende dalle attività dell’uomo, bisogna parlare ai ragazzi”.

Pirolo (docente MIUR): “Il manuale è una rivisitazione de “I tre porcellini” di Joseph Jacobs. L’audio/video/libro sarà il punto di partenza. Porteremo nelle scuole tre pilastri importanti: Costituzione, Economia Sostenibile, Cittadinanza Digitale. Il divulgatore scientifico sarà proprio il bambino. Porteremo la divulgazione ambientale su TIK TOK grazie a delle tracce musicali con le quali i ragazzi creeranno un balletto mediante il quale divulgheranno la sensibilità ambientale”.

Di Mezza, (Coordinatrice dell’Area Tematica Educazione Ambientale della SIGEA, ricercatrice INGV) : “I dati dicono che in Italia il 30% degli adulti non ha ancora consapevolezza delle tematiche ambientali”.

“Parte proprio dalla Campania ed esattamente dall’area vesuviana il progetto pilota su scala nazionale “I tre cittadini” con il quale, anche mediante la didattica a distanza, racconteremo la Geologia, i geo – rischi e le geo-risorse nelle scuole italiane. Il progetto si chiama “I tre cittadini” e prende spunto dal primo video/audio/libro realizzato per raccontare i geo – rischi ma anche la bellezza della Terra ai bambini ed ai ragazzi. Dunque è un piccolo manuale di educazione ambitale ideato con la collaborazione di Pino Zarbo e ispirato alla fiaba “I tre porcellini” di Joseph Jacobs, però guardando mio figlio rimasto profondamente attratto dalla fiaba ho trasformato il messaggio adattandolo alla sensibilità ambientale. Perché i poveri lupi devono essere sempre maltrattati? In questo modo attraverso la fiaba raccontiamo il rischio sismico ed idrogeologico ma anche i comportamenti da assumere, perché è importante rispettare l’ambiente e perché. Ringrazio il Rotary Club di Ottaviano, la Presidente che ha addirittura curato la voce narrante. Dunque anche audio/libro che verrà consegnato ai ragazzi non vedenti”. Lo ha annunciato Antonello Fiore, Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale.

E la prefazione è a firma del noto geologo Mario Tozzi, presente al WeBinar organizzato dal Rotary Club di Ottaviano. “Quella avuta dalla SIGEA e dal Rotary è un’idea vincente – ha affermato Mario Tozzi – e ben volentieri ho dato il mio contributo al manuale di educazione ambientale con una mia prefazione. Interessante anche l’ampio progetto di divulgazione nelle scuole. Io credo in questo nuovo tipo di comunicazione: mettere insieme la divulgazione scientifica piuttosto rigorosa con la divulgazione un poco più leggera per arrivare a tutti”.

E Tozzi ha illustrato “Un’ora e mezzo per salvare il mondo”, libro che ha scritto con Lorenzo Baglioni, di recente uscita e grande successo. “Si tratta di un libro concentrato sul cambiamento climatico e sulle tante disinformazioni che circolano sul cambiamento climatico. E’ un libro che viene da uno spettacolo che facciamo io e Lorenzo Baglioni – ha continuato Tozzi – portato in giro per l’Italia fin quando si è potuto. Lorenzo Baglioni è un matematico, insegnava matematica e ha sempre fatto canzoni didattiche. A me piace la divulgazione mescolata che mette insieme generi diversi. Abbiamo appena pubblicato un libro con all’interno un cd con Max Casacci, fondatore dei Subsonica. Con lui abbiamo fatto parlare gli ecosistemi, lui con la musica ed io con le parole. Il libro si chiama “Earthphonia – Le voci della Terra” e questo a me piace perché ritengo oramai una chiave che dobbiamo usare, senza banalizzare ovviamente la divulgazione.

Dunque cresco in questo tipo di divulgazione. Nel libro scritto con Lorenzo evidenziamo le false notizie ma alla fine andiamo verso il propositivo indicando cosa fare. Ad esempio grazie ad un accordo obbligatorio fra i paesi per cambiare una produzione che era molto inquinante che era quella dei CFC Cloro Fluoro Carburi che, andavano ad impoverire lo strato di Ozono il quale avvolge l’atmosfera e che noi un poco impropriamente abbiamo definito buco dell’ozono, ora grazie a questo accordo tale situazione si sta ricucendo grazie al fatto che questi CFC siano stati banditi sotto la pressione degli ambientalisti e della scienza perché la scoperta del meccanismo di impoverimento dell’ozono è stata di tre chimici che hanno vinto il Premio Nobel per la Chimica ed uno di questi, Paul Crutzen, è stato anche l’inventore del termine “Antropocene”, il periodo in cui viviamo noi in cui le azioni dell’uomo lasciano una traccia molto evidente al punto tale da dedicare un periodo geologico. Dunque quando vogliono cambiare le cose i Sapiens lo fanno. Non c’è alcuna divisione della Comunità scientifica sul cambiamento climatico. Gli scienziati sono compatti sul cambiamento climatico, non ci sono due correnti. Il cambiamento climatico c’è, è anomalo, è accelerato e dipende dalle attività dell’uomo.

Si può ancora fare ma pare che tutte le cose si concentrino alla fine. Rimandiamo sempre la riduzione delle emissioni. Pare che lo vogliamo fare all’ultimo e dunque sembra che non ci sia la volontà politica. L’unica volta che sono stati chiamati a rispondere i petrolieri è stato nel 2015, dopo 30 anni di conferenze. Non bisogna azzerare tutte insieme le emissioni perché perderebbero il lavoro ben 10 milioni di persone nel mondo, impegnate nella ricerca petrocarbonifera ma si dovrebbe iniziare a non investire più in quel tipo di combustibile ed invece i dati non vanno nella direzione dell’accordo di Parigi”.

Dunque Mario Tozzi ha tenuto a battesimo il progetto di Educazione Ambientale nelle scuole italiane “I Tre cittadini” tratto dall’omonimo manuale che in queste ore, grazie alla divulgazione del Rotary Club di Ottaviano, ha ottenuto il Patrocinio Morale dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, della Città Metropolitana di Napoli e del Comune di Napoli.

“Il manuale di Educazione Ambientale “I tre cittadini” ideato dalla Società Italiana di Geologia Ambientale, tramite le iniziative che come Rotary Club di Ottaviano stiamo mettendo in campo sulla sostenibilità – ha affermato l’architetto Nunzia Ragosta, Presidente del Rotary Club di Ottaviano – verrà distribuito in almeno 400 scuole della Campania ed anche presso i soci del Rotary e gli ambienti Rotary. Il manuale ha ricevuto il patrocinio morale dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio del Comune di Napoli e della Città Metropolitana. Con loro porteremo nelle aule scolastiche il progetto di divulgazione della conoscenza geologica proprio attraverso il video/audio/libro di Antonello Fiore. Inoltre l’audio/libro sarà divulgato anche presso i ragazzi non vedenti stiamo provando a dare una mano a scuotere le coscienze. Rotary Club di Ottaviano e SIGEA saranno insieme nella campagna di divulgazione delle geo – scienze presso la popolazione giovanile”.

L’apprezzamento dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio.

“L’Ente Parco c’è sempre. Soprattutto su un territorio come il nostro è fondamentale diffondere conoscenza – ha dichiarato Agostino Casillo, Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio – informazione corretta ed invitare la popolazione al rispetto delle norme a rispetto dell’Ambiente”.

Ecco i dettagli del progetto:

“Oggi a tutto tondo la didattica civico/ambientale rientra in quella che è l’obbligatorietà di con tre pilastri che dobbiamo seguire: Costituzione, Economia Sostenibile, Cittadinanza Digitale. La divulgazione del video/audio/libro. Gli approcci sono tantissimi – ha affermato Antonella Pirolo, docente MIUR e formatrice in didattica interculturale, ed hanno tutti nomi inglesi. Eppure per la mia lunga esperienza dedicata ai diritti umani e all’ambiente posso dire con certezza che l’apice di ogni approccio laboratoriale parte invece dalla narrazione. La narrazione è un momento magico e fa il successo di quel laboratorio. Con il progetto “I Tre cittadini” al quale ho collaborato nella stesura andremo a sposare pienamente la Costituzione italiana. Il Rotary Club di Ottaviano assumerà un ruolo strategico perché con loro faremo rete sulla divulgazione scolastica. Il testo scritto dal geologo Antonello Fiore, con voce narrante di Nunzia Ragosta, emoziona per davvero in quanto ha una narrazione speciale con musiche inedite. I più piccoli riescono proprio ad immergersi dentro la storia, quella storia che ci servirà per lanciare il nostro imput eduicativo. Cosa faranno nelle scuole i ragazzi? Dopo l’ascolto dovranno indicare parole, parole da scrivere poi sulla lavagna. Parole che i bambini dovranno trasformare in immagine, disegnarle individualmente per poi rincontrarci. A quel punto lanceremo l’input educativo. Da dove partiremo? Dal nostro dettato Costituzionale. Noi abbiamo la Carta Costituzionale più bella che all’articolo 9 parla di rispetto del nostro patrimonio artistico ambientale ed immateriale. Preservare dunque l’ambiente in un aspetto du legalità. Se tu vai a sotterrare i rifiuti tossici sotto la tua terra significa che non tuteli la vita. Bisogna essere incisivi nel messaggio che daremo. Organizzeremo quella che è la costruzione di un prodotto importantissimo perché lascia una traccia visibile all’interno delle scuole. Di questo c’è bisogno perché ogni scuola che ha all’ingresso delle tracce visibili del messaggio riesce a trasmetterne con immediatezza il significato.

Compreremo scatole trasparenti. Poi inviteremo i ragazzi alla ricostruzione di ambienti, di quello che loro pensano di ricostruire, la percezione di quel territorio di cui hanno sentito parlare. Poi faremo fare un mega puzzle e cioè di fotografie di se stessi, di un amico, di un parente, nell’ambito di un’azione di rispetto dell’ambiente stesso. La fase dell’emozione, la fase della costruzione, la fase del mostrarsi. Alla fine dell’intera esperienza laboratoriale avremo la mostra di quanto realizzato. Ci saranno i genitori e a quel punto saranno i bambini a spiegare i prodotti realizzati. Il divulgatore scientifico sarà proprio il bambino. Porteremo la divulgazione ambientale su TIK TOK grazie a delle tracce musicali con le quali i ragazzi creeranno un balletto mediante il quale divulgheranno la sensibilità ambientale. Ecco la cittadinanza digitale, facendo comprendere che anche sul web si possono dare messaggi positivi”.

Il Covid non fermerà il progetto grazie alla strumentazione innovativa. “Certo per un poco non saranno possibili i workshop ma sarà possibile sempre partire da una narrazione di questo tipo – ha continuato Pirolo – e da un’attività asincrona parlando ai ragazzi degli obiettivi dell’Agenda 2030 : lotta alla povertà, l’economia sostenibile, la difesa dell’ambiente, la pace e la giustizia.

Ora ovviamente c’è il Covid ma non possiamo arrendere ma dobbiamo attrezzarci, non possiamo venire meno al nostro obbligo di educazione e capire quali siano le strumentazioni in nostro possesso, tenere in considerazione che l’ambiente sarà diverso perché non saremo più all’aperto o in una bella biblioteca. Però possiamo farlo lo stesso e alla fine lasceremo il nostro input di educazione ambientale”.

Il 30% degli adulti, in Italia non ha conoscenza delle tematiche ambientali, il 48% dei ragazzi non arriva alle superiori. “Negli ultimi anni ci siamo rivolti soprattutto ai giovani e dobbiamo spiegare loro l’importanza della sostenibilità e dobbiamo farlo subito. Purtroppo tutto viene demandato alla scuola e se vediamo nella scala delle priorità delle materie quelle scientifiche sono le ultime – ha affermato Maria Di Mezza, Coordinatrice dell’Area Tematica Educazione Ambientale della SIGEA, ricercatrice INGV, Vice Presidente Sigea Lazio, impegnata molto in attività di ricerca, pianificazione dei Beni Culturali, ideatrice di gioco da tavolo ed elettronici sulle tematiche delle geo – scienze – ed in particolare quelle riguardanti le tematiche ambientale. Sembra che queste tematiche non entrino a far parte della vita quotidiana e dell’economia.

I dati dicono che il 20% dei giovani iscritti al primo ciclo di studi e gli adulti in età lavorativa oltre il 30% non ha nessuna conoscenza delle tematiche ambientali e scientifiche di base. In Italia la fascia di popolazione tra i 24 e i 65 anni di età, il 48,2% ha conseguito come titolo superiore solamente il diploma di scuola media inferiore. Se vogliamo creare una coscienza ambientale dunque dobbiamo partire dall’età prescolare, dobbiamo cambiare approccio e adottare nuove metodologie che siano più vicine agli studenti, ad esempio i laboratori didattici che non devono ripetere quello fatto a scuola ma devono essere laboratori creativi, attivi, vivi, diversificati, divertenti, inclusivi, devono essere accattivanti utilizzando anche un linguaggio che sia vicino a loro. Dobbiamo arrivare agli adulti, ad un pubblico vasto”.