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Genoa – Napoli 2 – 1. Se non aveste visto la partita pensereste al solito Napoli molle, senza nerbo, in difficoltà totale di pensiero ed azione, pensereste al Napoli dello Zero contro la Juve o del NaN con il Verona, pensereste al Napoli che ti fa accapponare la pelle di molte delle ultime uscite. Nulla di tutto ciò. La verità non è sempre quella che può emergere da 2 numeri su uno schermo, non può essere guidata da un pregiudizio, non può essere determinata dai giudizi che abbiamo fornito sulle partite precedenti.

Il mondo delle statistiche. E quindi, guardando il tabellino, scoprireste che il Napoli ha avuto un possesso palla del 68%. Ma non vi fidereste perché non sempre il possesso palla risulta efficace e costruttivo. Quindi leggereste di 8 parate di Perin e 0 per Ospina. Potreste pensare che è colpa di Ospina, ma non ci siete ancora vicini. Il Napoli ha tirato 24 volte, 11 nello specchio, ci ha provato spesso da fuori, Perin sugli scudi. Sono 7 i tiri in area. Nei soli primi 6 minuti il Napoli si era proposto con decisione, tirando per ben 3 volte, gli azzurri erano entrati in campo con le giuste intenzioni e le giuste idee. Ma potreste sospettare che la mole di tiri degli avversari, nonostante le 0 parate di Ospina, sia stata corposa. E invece il Genoa tira in porta solo 4 volte, e ne finalizza 2, su 2 errori azzurri, 2 sanguinose incertezze che costano al Napoli una dolorosa sconfitta, le 2 reti dell’ex Pandev. La Lega Serie A fornisce anche il numero delle azioni da gol, sono 12 per il Napoli e soltanto 2 per il Genoa, le 2 dei gol. Completo le statistiche con 584 passaggi riusciti contro 253, 151 passaggi nella 3/4 avversaria contro i 57 del Genoa, 88% di precisione nei passaggi contro il 74% avversario. Ah, dimenticavo. Come ciliegina sulla torta ci metto anche i due legni di Petagna e Insigne. Fonte Lega Serie A.

Il mondo del campo. Il risultato ci fornisce un’immagine totalmente diversa da quella delle statistiche, che al pari della inaccettabile ingiustizia con l’Inter, è veramente difficile da accettare. Non sto diminuendo i meriti del Genoa, che gioca una partita accorta. Chiude le vie centrali per il Napoli, blocca spesso la partenza da dietro, chiudendo i rifornimenti a Demme, e sfruttando le 2 uniche occasioni concesse. Il Napoli paga 2 indecisioni, 2 errori dei singoli, regalando agli avversari occasioni nitidissime. Il Napoli non è una squadra guarita dai suoi mali, ma mai come in questa partita ci ha provato, ha iniziato nel modo giusto, con le giuste intenzioni. Il Napoli ha proseguito e non si è arreso nemmeno sotto di due gol. Nel secondo tempo, seppur con molte difficoltà di manovra, spesso gli azzurri si sono trovati senza la doppia possibilità di passaggio. Ma l’arrembaggio c’è stato, arriva il gol di Politano che accorcia le distanze, ma non basta. Sono tanti gli aspetti che non mi sono piaciuti, la difesa nei singoli non è stata sempre all’altezza, e in avanti, quando entrato, Insigne non ha dato quello che doveva. Male nell’ultima conclusione, gridano vendetta le due palle scagliate sulla Luna da Osimhen e Elmas nella ripresa. E piangiamo i legni di Petagna e Insigne.

Ho criticato e continuo a criticare questa squadra, ma oggi non me la sento di farmi accecare da quanto ho visto e scritto nelle scorse partite. Oggi giudico quanto visto. Con il Genoa abbiamo vissuto su due mondi opposti, da un lato quello delle ciniche decisioni del campo, e degli errori azzurri, e dall’altro quello delle statistiche che ci avrebbero dovuto soltanto far sorridere, e invece, in maniera ancora più cinica, non lo hanno fatto.