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L’episodio è avvenuto a Pomigliano, nel rione Paciano. 35enne arrestato per minacce e maltrattamenti

 

Non c’è pace per la famiglia di Peppe Di Marzo, il disoccupato ucciso dall’imprenditore Vincenzo La Gatta con un colpo di pistola alla testa, durante il Natale del 2015. L’altro ieri il fratello di Di Marzo, Francesco, è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Pomigliano perché ha terrorizzato un condominio, il palazzo in cui abita con la mamma, in una traversa di via San Pietro, nel rione Paciano. Di Marzo, infuriato a causa di un banale pettegolezzo, ha fatto irruzione urlando a squarciagola nell’appartamento di una vicina di casa. Qui ha cosparso il pavimento di benzina e, non contento, ha gettato il liquido anche su un motorino parcheggiato nel cortile. Obiettivo: dare fuoco a tutto. E’ stata la mamma del 35enne a sventare il peggio. La donna ha ingaggiato una colluttazione col figlio per provare a placarne la furia ma è rimasta ferita, sia pure in modo non grave. Alla fine sono accorsi i carabinieri che hanno arrestato Francesco Di Marzo e lo hanno portato in carcere con le accuse di minacce, danneggiamento e maltrattamenti. La madre è stata curata al pronto soccorso dell’ospedale di Nola. Secondo quanto riferito dai carabinieri Francesco Di Marzo è un pregiudicato con un passato, e probabilmente anche un presente, di dipendenza dalle droghe. Da quando il fratello è stato ucciso sta peggiorando i suoi comportamenti. Intanto l’uomo che ha ucciso Giuseppe Di Marzo, l’imprenditore aeronautico Vincenzo La Gatta, è stato di recente condannato a 10 anni per omicidio volontario scaturito da futili motivi. Subito dopo la condanna di primo grado La Gatta ha finito di scontare gli arresti domiciliari ed ora è libero. Circostanze che hanno fatto inviperire la famiglia Di Marzo. “Spero proprio che questo episodio che l’altra sera ha coinvolto mio fratello Francesco – commenta Imma Di Marzo, sorella di Francesco e di Peppe – non venga utilizzato per influenzare la decisione della corte di Appello sull’omicidio di Peppe, corte d’Appello alla quale ci rivolgeremo per chiedere quella giusta condanna che non è arrivata in primo grado. Comunque, tornando all’episodio dell’altra sera relativo a Francesco, la mia famiglia precisa che mamma non è stata aggredita da mio fratello né ha subito da lui un tentativo di strangolamento, come si tende a insinuare. Piuttosto un parente della vicina ha reagito all’azione di mio fratello minacciando mia madre e sfondandole la porta di casa”.

(fonte foto: rete internet)