San Giorgio a Cremano, un monumento per i Martiri di Pietrarsa

Riceviamo e pubblichiamo dal comune di San Giorgio a Cremano.

 

Il sindaco Zinno decide di realizzare un monumento commemorativo per gli operai uccisi il 6 agosto 1863 mentre scioperavano per il diritto al lavoro.

San Giorgio a Cremano – A cinque anni dall’intitolazione della prima strada in Italia ai Martiri di Pietrarsa, il Sindaco Giorgio Zinno, attraverso l’assessore alla Cultura e alla Toponomastica Pietro De Martino, decide di realizzare un monumento dedicato a quegli operai uccisi durante la strage del 6 agosto 1863 mentre scioperavano per il diritto al lavoro, davanti all’opificio ferroviario che si trova al confine tra San Giorgio a Cremano e Portici.

Verrà posizionato sulla strada che porta il loro nome e sarà realizzato su un’idea presentata gratuitamente dall’Arch. Umberto Ricciardi. In questo modo via Martiri di Pietrarsa, con l’installazione ad essi dedicata, diventeranno i simboli del Diritto al Lavoro e dell’importanza che la città di San Giorgio a Cremano attribuisce ad uno dei principi fondamentali sanciti nella Costituzione Italiana.

Quella strage segnò profondamente la storia, non solo di quel periodo ma anche delle generazioni successive e fino ad oggi, in quanto quel tragico episodio fece puntare i riflettori sul lavoro, sulla libertà e sulla dignità personale, soprattutto nel Meridione.  L’obiettivo infatti è anche quello di trasmettere alle future generazioni la conoscenza dei fatti che caratterizzarono un periodo storico in cui, a seguito dell’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d’Italia, il Sud fu depredato di ricchezza, arte, cultura e diritti non senza il sacrificio di tante vite umane.     

“Oggi, in un momento difficile per tantissime persone, che a causa di questa emergenza, un lavoro lo hanno perso o non riescono a trovarlo– spiega il Sindaco Giorgio Zinnoabbiamo deciso di realizzare “un monumento” dedicato proprio alla difesa del lavoro, ripensando a quegli operai uccisi dalle truppe sabaude. Sarà in questo luogo che ogni anno si potrà celebrare la ricorrenza del Primo Maggio, Festa dei Lavoratori e il 6 agosto, anniversario di quella tragedia – conclude. “

Finora l’unico monumento che ricorda quell’eccidio, in cui sul posto persero la vita Luigi Fabbricini, Aniello Marino, Domenico Del Grosso e Aniello Olivieri, mentre tanti altri morirono successivamente a causa delle ferite riportate, si trova all’interno del Museo Ferroviario di Pietrarsa. 

“Lì infatti le tante associazioni o privati cittadini che vogliono rendere omaggio ai caduti – aggiunge De Martino – sono costretti a pagare il biglietto del museo. Cosa che reputo inaudita, in quanto si vuole solo deporre una corona di fiori ai martiri. Per questo intendiamo realizzare un simbolo in un luogo pubblico, dove tra l’altro la prima amministrazione comunale riconobbe attraverso l’intitolazione di una strada le prime rivolte operaie in Italia”.

Somma Vesuviana, “Carnevale in Mascherina” all’Istituto Scolastico M. Montessori

0
Riceviamo e pubblichiamo dall’Istituto Montessori
L’appuntamento è per lunedì 15 febbraio. La manifestazione è abbinata alla mostra-concorso “La mascherina …del benessere più bella”.
l nostro Istituto aderisce con grande entusiasmo, coerentemente con le attività previste del Piano Formativo, ad una delle festività più care al nostro territorio e ai nostri alunni: il carnevale.
Si tratta di una festività dalle tradizioni forti, ben radicate, caratterizzata dal folclore e da ricorrenze che, nonostante la situazione attuale, cercheranno comunque di essere valorizzate e rispettate: saranno dunque svolti i consueti laboratori per la lettura delle filastrocche e delle storie legate al carnevale, e per la creazione di disegni, cartelloni, video, foto, progetti in generale – tutto, ovviamente, rispettando in modo rigoroso le norme anti-Covid.
Si tratta di un momento di allegria e di colori che, nel momento di dialogo e di aggregazione che essa rappresenta, vogliamo condividere con tutta la comunità scolastica; questo servirà anche a “ricaricare le pile”, a spezzare la monotonia in cui rischiamo purtroppo di incappare, a darci una pausa distensiva, a rinnovare l’energia con cui riprenderemo ad affrontare le tappe successive del percorso didattico e del lavoro che ci accomuna tutti – alunni, docenti e personale. È anche un’occasione per coltivare relazioni serene e costruttive, nel confronto e nell’apprendimento reciproco.
Per fare tutto questo, il nostro istituto ha deciso inoltre di organizzare la manifestazione “Il Carnevale in mascherina”: i nostri allievi  saranno impegnati nella decorazione di una mascherina chirurgica, e tutti i lavori parteciperanno poi ad un concorso, intitolato “LA MASCHERINA DEL BENESSERE  PIU’ BELLA”. Gli studenti potranno modificarle, abbellirle, colorarle, e in generale personalizzarle nel modo che ritengono più originale o esteticamente piacevole.
L’idea è nata proprio a causa della situazione di emergenza sanitaria che stiamo ancora vivendo, nell’impossibilità di vivere il carnevale nel modo più canonico: nella difficoltà o addirittura nell’impossibilità di mascherarsi, abbiamo pensato di “sfruttare” questo presidio sanitario, che ci accompagna costantemente da un anno a questa parte, trasformandolo in una maschera vera e propria.
Il CONCORSO si svolgerà sulla piattaforma social di Facebook, così da poter agire nel pieno rispetto delle norme in vigore a causa del Covid-19: su Facebook infatti saranno pubblicate le foto delle mascherine   decorate dai nostri studenti e, nell’arco di tempo che va dal 12/02/2021 al 19/02/2021, sarà possibile votarle con un “like”. Vinceranno il concorso le tre mascherine che avranno ricevuto il maggior numero di like, quindi è importante la collaborazione e il sostegno di tutti: votate e invitate a votare!
In questo modo si spera di affiancare le consuete attività del nostro Istituto al fine di rendere più piacevole e interessante la scoperta di nuovi argomenti, e di trovare un approccio ludico e divertente per fare nuove esperienze di studio; soprattutto, l’intenzione è quella di mostrare la creatività, la fantasia e le capacità manuali dei nostri ragazzi.
Ricordiamo infine che queste manifestazioni non sono semplici intrattenimenti: sono lo sforzo e il risultato di impegni e di strategie che sono fondamentali, in particolar modo in un periodo storico così delicato, al fine di concedere a tutti noi un po’ di spensieratezza e al fine di mettere – anche solo per un attimo – da parte le ansie e i pensieri legati al Covid-19. La responsabilità deve andare di pari passo con sani momenti di leggerezza!

Disastro ambientale, il tribunale di Roma: “no alla revisione della condanna ai Pellini”

0
Respinta dalla corte di Appello della capitale l’istanza dei tre fratelli di Acerra di annullare la condanna a 7 anni per disastro ambientale immane nella Terra dei Fuochi      L’obiettivo era di cancellare la condanna per disastro ambientale immane passata in giudicato quasi quattro anni fa e di salvare così il patrimonio da ben 222 milioni di euro confiscato dallo Stato nell’aprile del 2019, confisca per la quale si attende il giudizio definitivo della magistratura civile. Ma ai fratelli Cuono, Giovanni e Salvatore Pellini è andata di nuovo male. La quinta sezione della corte di Appello di Roma (presidente Stefano Palla) ha infatti respinto il ricorso dei tre imprenditori dello smaltimento dei rifiuti per la revisione della condanna di disastro ambientale, decisa dalla Cassazione nel maggio del 2017. Ora dunque è sempre più vicina la confisca definitiva del tesoro dei tre acerrani ritenuti responsabili di uno degli smaltimenti abusivi di rifiuti tossici più ingenti mai perpetrati in provincia di Napoli, nei territori della Terra dei Fuochi compresi tra Acerra, Caivano, Bacoli e Qualiano. Comunque i Pellini hanno fatto appello anche contro la confisca, stavolta in sede civile. Tra poco il tribunale di Napoli si esprimerà in via definitiva sul destino di centinaia tra appartamenti e case sparsi tra Roma, il Napoletano e la Calabria e anche su quello che pende per una lunga serie di auto di lusso, di moto di grossa cilindrata e persino di tre elicotteri. Un ingente patrimonio che secondo gli inquirenti è stato il frutto dello sversamento illecito di veleni nei terreni e nei canali dell’area napoletana. A ogni modo i Pellini se la sono finora cavata sicuramente meglio di Cipriano Chianese, l’avvocato della zona casalese  che appena venti giorni fa è stato condannato in Cassazione a 18 anni di reclusione per associazione mafiosa e disastro ambientale in merito allo smaltimento illecito di rifiuti nella discarica Resit di Giugliano. Comunque loro, i Pellini, condannati a 7 anni, sono liberi. Da diversi mesi. Hanno usufruito di un indulto e di un cumulo, relativo al periodo trascorso nel 2006 in custodia cautelare, che gli hanno consentito di lasciare il carcere dopo avervi soggiornato per nemmeno un paio d’anni, tra uscite e rientri, a seguito dell’emanazione del terzo grado di giudizio. In ogni caso la loro condanna resterà intatta. La revisione non ci sarà. I tre imprenditori avevano portato all’attenzione della corte d’Appello quelle che secondo loro sono una serie di “nuove prove” a discarico. In particolare hanno fornito ai giudici i risultati delle analisi dell’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, datate 2008, cioè due anni dopo gli arresti e diversi anni dopo l’inizio delle indagini. Analisi dei terreni e delle acque di canale che per le zone di smaltimento individuate nell’inchiesta avevano dato esiti in grado di smentire il disastro ambientale. I Pellini, tra le altre cose, hanno affermato che nella zona Asi di Acerra, l’Area di sviluppo industriale, hanno smaltito 20mila tonnellate di rifiuti non pericolosi e non le 53mila tonnellate di rifiuti pricolosi che gli sarebbero state contestate. La corte di Appello di Roma ha però contestato questa versione dei fatti. Secondo i giudici le analisi deell’Arpac del 2008 non possono essere considerate nuove prove perché sono successive al periodo in cui è stata effettuata l’inchiesta. Del resto, aggiungono sostanzialmente i magistrati romani, i risultati delle investigazioni degli inquirenti sono talmente macroscopici e complessi da giustificare l’inammissibilità dell’istanza di revisione. (fonte foto: rete internet)

San Giuseppe Vesuviano, addio al Cinema Italia: un pezzo di storia che se ne va

0
Le ruspe sono già ai lavori in via Ugliani 2, spiazzale dov’era collocato lo storico Cinema Teatro Italia di San Giuseppe Vesuviano. Sede di incontri, di uscite con gli amici, di spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche: il Cinema Italia è sempre stato un luogo di ritrovo per i giovani fin dagli anni ’50, tanto da essere considerato un vero e proprio pezzo storico unico dalla comunità San giuseppese e non solo. Purtroppo erano anni che, a causa del degrado della struttura e probabilmente del cambio generazionale, questo teatro non era quasi più tenuto in considerazione. Gli spettacoli ridotti più del 50% rispetto ai decenni precedenti, stessa cosa per le proiezioni cinematografiche, a causa anche dell’apertura di altre strutture negli anni a venire considerate più moderne, più nuove e forse anche all’altezza di essere chiamati “cinema”. Tanti i messaggi di tristezza espressi dai cittadini di San Giuseppe e non solo che sui social ricordano i momenti di spensieratezza trascorsi proprio in quella struttura che oggi diventerà, a quanto pare, l’ennesimo supermercato. Certo, il Cinema Italia era una proprietà privata, dunque il proprietario ha sicuramente dovuto prendere una decisione non facile, resta però l’amaro in bocca per tutti per un altro pezzo di cultura che viene distrutto per far posto ad un mero meccanismo economico, un ciclo vitale che sembra interminabile. “Credono sia meglio continuare a riempire le pance che le menti“, è con queste parole che una donna commenta l’accaduto, sostenuta da decine di persone che chiedo un ultimo intervento disperato dell’amministrazione comunale e del Sindaco Vincenzo Catapano. È troppo tardi ormai. Pare che il proprietario abbia già venduto il Cinema Teatro Italia al miglior offerente, sono già iniziati infatti i lavori alla struttura e, anche se a malincuore, non si può far altro che aggrapparsi ai bei ricordi del passato perché il presente ha un retrogusto sicuramente meno dolce di come ci si poteva aspettare.

Brusciano, “Insieme si può”, spazio alla solidarietà a 360°

Riceviamo e pubblichiamo.

“Insieme si può odv” è una realtà del mondo del volontariato di tutta l’area metropolitana di Napoli e da anni è attiva sul territorio e che con numerose iniziative contribuiscono a rendere allegra la solidarietà.

Dalla messa alla prova all’assistenza ai clochard, dal carrello solidale allo sportello amico, passando per molte altre iniziativa. “Insieme si può odv”, con sede a Brusciano, è una realtà del mondo del volontariato di tutta l’area metropolitana di Napoli e da anni è attiva sul territorio con iniziative di solidarietà.

Tra queste, menzioniamo i progetti di “messa alla prova” di imputati per reati minori (sono 5 le persone che operano presso l’organizzazioni di volontariato di Brusciano) il carrello solidale, che in questo periodo di emergenza sanitaria ha avuto una funzione molto importante. I volontari di “Insieme si può” raccolgono, infatti, alimenti fuori ai market della zona intorno a Brusciano, dove si sistemano insieme a clown che regalano pop corn ai bambini: “È il nostro modo di rendere più allegra e coinvolgente la solidarietà, perché crediamo che tutti abbiamo sempre bisogno di un sorriso”, spiega il presidente dell’associazione Giuseppe Di Maio.

Una volta a settimana, inoltre, i volontari di “Insieme si può” portano pasti, vestiti e coperte ai clochard, mentre in sede è attivo il progetto “Guardaroba”, che consente di donare abiti che poi saranno destinati a chi ne ha bisogno. Attivo anche lo sportello amico, con l’assistenza a distanza di tipo psicologico da parte di un esperto e la spesa a domicilio per i malati di covid e chi sta in isolamento a Brusciano.

Spiega ancora il presidente Di Maio: “Siamo un gruppo compatto, animato dalla voglia di fare solidarietà. Appena sarà possibile torneremo ad organizzare anche i tanti laboratori in presenza, presso la nostra sede di via Padula, 127 a Brusciano”

Palma Campania, al via al progetto “Arte in Tour”: opere d’arte nelle attività commerciali

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Palma Campania.

Palma Campania: “Arte in tour” il nuovo progetto realizzato dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Palma Campania, con la partecipazione dell’Assessorato alle Attività Produttive e curato interamente dall’ associazione “Non me ne vado”: dal prossimo mese, fino all’ 8 marzo, la cittadina ospiterà le opere d’arte più varie, che saranno esposte nelle diverse attività commerciali.

Si chiama “Arte in Tour” il nuovo progetto dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Palma Campania, realizzato con la partecipazione dell’Assessorato alle Attività Produttive e curato interamente dall’ associazione “Non me ne vado”. Per il prossimo mese, fino all’ 8 marzo, la cittadina ospiterà le opere d’arte più varie, che saranno esposte nelle diverse attività commerciali di Palma Campania. Una “mostra itinerante” con l’intento di valorizzare l’arte, ma anche di rilanciare il commercio vittima della crisi economica, aggravata ancor più dalla pandemia.

“In questo periodo così delicato, dove tutti siamo intimoriti a partecipare a qualsiasi attività sociale, sperimentiamo un nuovo modo di fruizione della cultura che permetta ai cittadini di poter godere di opere e proposte artistiche nel rispetto delle norme anticovid, in piena sicurezza e tranquillità. Ringrazio l’assessore alla cultura Elvira Franzese e l’assessore alle attività produttive Luigi Albano per questa iniziativa: semplice, ma rivoluzionaria”, spiega il sindaco Nello Donnarumma.

Sarà un’occasione di scoperta e di conoscenza di nuove realtà del territorio, realizzata nel pieno rispetto delle norme di sicurezza e di tutela della salute”, aggiunge l’assessore alla cultura Elvira Franzese.

Poggiomarino, covid, misure di sostegno alla frequenza scolastica: le proposte dell’opposizione

Riceviamo e pubblichiamo

Poggiomarino, i consiglieri di opposizione propongono misure di sostegno alla
frequenza scolastica in prevenzione alla pandemia da Covid-19.

Un presidio medico in ogni struttura scolastica di Poggiomarino, con
l’aiuto dei medici di base e delle associazioni di volontariato del territorio per garantire uno screening costante della popolazione scolastica in relazione al contagio da covid-19; il potenziamento della rete internet in tutte le scuole del territorio per garantire una migliore funzionalità della didattica integrata digitale; l’accelerazione delle opere strutturali per garantire una migliore connessione alla nuova scuola media.

Sono le proposte che i consiglieri di opposizione, Michele Cangianiello,
Giuseppe Annunziata, Nicola Salvati, Maria Stefania Franco, Nicola Guerrasio, Rossella Vorraro hanno inoltrato all’amministrazione comunale attraverso una lettera avente come oggetto: “misure di sostegno alla frequenza scolastica in prevenzione alla pandemia da covid-19”.

Spiegano i consiglieri: “Di fronte alla grave crisi sanitaria che vivono la Campania e l’Italia tutta, di fronte alla lentezza burocratica delle Asl, di fronte alle difficoltà che stanno vivendo famiglie e dirigenti scolastici, il Comune rappresenta il primo livello istituzionale per i cittadini e ha il dovere di fornire aiuti e sostegno per far fronte a queste problematiche di assoluta eccezionalità relative alla pandemia da
covid-19. Chiediamo interventi concreti e rapidi, da fare con i fondi statali ricevuti dal Comune, perché siamo consapevoli della grande preoccupazione che regna tra i genitori degli alunni di Poggiomarino e in tutto il mondo della scuola. Soprattutto, lo facciamo con spirito costruttivo, perché da questa emergenza si esce tutti insieme
”.

Somma Vesuviana, covid e scuola, Di Sarno: “Garantisco che la didattica in presenza ritornerà”

0
Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Comune di Somma Vesuviana Di Sarno: “L’ultima ordinanza sindacale vieta riunioni all’aperto. Dunque no al Carnevale in piazza. Sto valutando la chiusura di zone interessate dalla movida ma dobbiamo evitare che gli assembramenti avvengano poi nelle case. Oggi nuovo caso nella platea scolastica dell’Infanzia, questa volta Terzo Circolo Didattico. Garantisco che le scuole medie, elementari e d’Infanzia, ritorneranno in presenza appena avremo un quadro chiaro ed una mappatura della situazione. Quando tutti chiudevano noi abbiamo aperto tenendo le elementari in presenza per quasi un mese, dando l’opportunità ai nostri bambini di vedersi. Gli studenti delle prime elementari, delle medie, delle superiori non si erano neanche conosciuti. A Somma stiamo riuscendo in questa alternanza DAD e presenza”. Giuliano (pediatri): “Chiusura è stata necessaria a causa di pericolosi focolai iniziali”. Fornaro (AFT Distretto sanitario 48): “Non c’è collaborazione da parte dei nuclei familiari. Ritengo giusto aver fatto sospendere le attività didattiche in presenza, evitando che questi piccoli focolai potessero innescare una diffusione massiva del Covid – 19”. Apice (Presidente Genitori Campania): “A Somma Vesuviana task – force modello innovativo e positivo senza precedenti in Campania. Il sindaco ha ascoltato tutti noi, inclusi tutti i dirigenti scolastici, prima di decidere”. “L’ultima ordinanza da me firmata vieta assembramenti e riunioni all’aperto. Dunque è chiaro che non potrà esserci il Carnevale in piazza. Non possiamo pretendere sacrifici dai nostri bambini e vedere persone che allo stesso tempo vanno in giro senza mascherina e senza rispettare il distanziamento. Per questo motivo sto valutando anche la chiusura delle zone dove in orari serali c’è movida. E’ una decisione da prendere con particolare attenzione per evitare che gli assembramenti possano spostarsi altrove, magari nelle case. Le scuole elementari abbiamo dovuto per forza chiuderle e l’ho fatto con particolare sacrificio perché si stavano verificando dei focolai molto preoccupanti. Il virus circola anche tra i bambini. Ad esempio abbiamo avuto un caso alla scuola d’Infanzia, dunque parliamo di bambini dai 3 ai 6 anni. Oggi altro positivo nella platea scolastica dell’Infanzia, questa volta Terzo Circolo Didattico, mentre per il Primo e Secondo Circolo Didattico avevamo positivi quasi in tutti i plessi, in qualche classe ben 6 positivi! Tutto questo perché nelle famiglie, tra gli adulti, non c’è la dovuta attenzione. La pandemia, invece c’è. Altri comuni non hanno aperto ancora le scuole ed altri ancora hanno aperto le elementari solo dopo i provvedimenti del Tar. Noi con coraggio e di questo ringrazio dirigenti e docenti abbiamo aperto le elementari quasi un mese fa, garantendo ai nostri bambini la possibilità di socializzare, di vedersi. Siamo riusciti ad aprire le medie per una settimana ad Ottobre e quasi per 10 giorni tra Gennaio e Febbraio dando la possibilità ai ragazzi di vedersi, di vivere un pezzo di normalità. Infatti la partecipazione alla didattica in presenza è stata alta, perché i ragazzi hanno voglia di scuola. Ora però dobbiamo pensare alla salute dei bambini, a tutelare loro. Garantisco tutti e confermo che la didattica in presenza ritornerà”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana comune del napoletano. Pediatri, medici di base e rappresentanti dei genitori sono compatti nel ribadire l’onestà delle misure adottate dall’Amministrazione Di Sarno. “La chiusura è stata decisa con la collaborazione dei pediatri – ha affermato Maria Giuliano, Presidente dell’Associazione Pediatri della Campania – che hanno ritenuto utile questa ordinanza in quanto si stavano verificando focolai tra i bambini”. Il confronto è avvenuto anche con i medici di base. “Preso atto che la situazione epidemiologica attuale, in riferimento alle scuole, segue una generale tendenza alla crescita, mettendo in evidenza che le strategie di contenimento come le mascherine, il distanziamento,  i tamponi, i test rapidi al personale scolastico e agli studenti – ha affermato Pasquale Fornaro, Coordinatore dell’Aggregazione Funzionale Territoriale del Distretto sanitario 48 dell’ambito Somma Vesuviana – non sono ancora misure sufficienti a garantire la sicurezza di tutti, ma più per la scarsa collaborazione dei nuclei familiari, che per le misure stesse, ritengo giusto aver fatto sospendere le attività didattiche in presenza, evitando che questi piccoli focolai potessero innescare una diffusione massiva del Covid – 19. L’istruzione ha un valore altissimo e sono consapevole che questo stop, tamponato in buona parte dalla DAD, abbia causato e causerà comunque conseguenze che reputo, tuttavia, recuperabili, ma in questo contesto storico credo anche che la priorità assoluta sia esclusivamente la salute di tutti”. Una decisione adottata con il consenso dei rappresentanti dei genitori dei vari istituti scolastici interessati. “I sindaci si ritrovano soli a garantire la salute pubblica. In qualità di Presidente di un’associazione che rappresenta i genitori quale è A.Ge. , non posso che comprendere e condividere l’ordinanza emessa dal Sindaco di Somma Vesuviana, che per primo ha intuito che bisognava creare e  ha creato una task – force con all’interno i Presidenti dei Consigli di Istituto – ha affermato Massimo Apice, Presidente dell’Associazione Italiana Genitori, sezione Campania –  i referenti di Medicina di Base e Pediatri, i rappresentanti del Comune, tutti i dirigenti scolastici, più la nostra associazione. Un modello di questo tipo non ha precedenti in Campania. Da un mese si stanno monitorando i casi positivi e le quarantene. Negli ultimi giorni la situazione esponenziale dei contagi riguardanti la platea scolastica prima delle medie, poi è toccato a quella d’Infanzia e delle elementari, ha reso necessario un provvedimento di chiusura momentanea, in attesa dei tracciamenti e dei risultati dei tamponi. A livello nazionale devono porsi un tema molto importante e devono farlo ora che è in corso il piano vaccinale: procedere alle vaccinazioni degli operatori scolastici e garantire la sicurezza di tutti, anche attraverso momentanee sospensioni della didattica in presenza”. La TASK FORCE  unisce tutti i Dirigenti Scolastici, i Presidenti dei Consigli di Istituto, il Coordinatore dei medici di medicina di base, il coordinatore dei pediatri di libera scelta, i rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Genitori presente in Campania e riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Stefano Prisco, l’Assessore all’Edilizia Scolastica, Salvatore Esposito, il rappresentante della Commissione Pubblica Istruzione, avv. Allocca Rubina e l’Associazione Ingegneri dell’Area Vesuviana.

Pomigliano D’Arco, controllo serrato sul territorio: un arresto, contravvenzioni e sequestri

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comando provinciale dei Carabinieri di Napoli.  Controlli serrati dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli nella città di Pomigliano d’Arco. In campo i militari della compagnia di Castello di Cisterna che hanno identificato 64 persone e controllato 31 veicoli. Arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio un 27enne incensurato di Arzano. Controllato in Via Leopardi, all’interno del complesso popolare “ex lege 219”, è stato trovato in possesso di 163 dosi di crack e 100 di cocaina. Sottoposto ai domiciliari, è ora in attesa di giudizio. Ancora droga, questa volta sequestrata a carico di ignoti. In un’area condominiale dello stesso rione i militari hanno rinvenuto 7,8 grammi di hashish. Numerose le contravvenzioni al cds, molte delle quali per guida senza copertura assicurativa e guida senza casco. I controlli continueranno anche nei prossimi giorni.

Somma Vesuviana, la storia, le imprese e la vita violenta di Sabato di Palma ò scansone

Il prof. Domenico Parisi, membro del Centro studi dell’Archivio storico cittadino,  traccia un curioso e dettagliato ritratto del famigerato Sabatiello di Palma alias ‘o scansone. Molte notizie sono tratte da «Il mondo illustrato», Anno IV n. 49 del 7 Dicembre 1861, nella rubrica «Tipi e scene del brigantaggio», ad opera di un non meglio identificato redattore.     «Poniamo fine ai ritratti ed ai quadri più drammatici offertici dal brigantaggio napoletano, con quel di un uomo meno degli altri scellerato ed il quale è oramai in via di compiuta riabilitazione. Ciò non toglie nulla alla singolarità di codesto tipo». Sabato di Palma nacque a Somma in strada San Sossio il 7 ottobre del 1831 da Raffaele, di condizione contadino, e da Mariantonia Marzano. Cominciò a rendersi noto alla legge all’età di 25 anni, nel 1856, quando fece fuori un uomo per gelosia d’amore. Il colpevole, quantunque si era sempre dichiarato innocente, aveva sempre asserito che nulla poteva essere così falso come l’accusa di omicidio datagli dalla unanime testimonianza del suo paese natale. Vera o falsa la pubblica voce e la sua indiscutibile fama di omicida, venne condannato a trent’anni di galera. Prof. Parisi, che accadde a Sabato di Palma dopo l’omicidio? “Sabato fu molto astuto: malgrado la sua pretesa innocenza di presentarsi al giudizio, si lasciò condannare in contumacia e, dopo la sentenza, si rifugiò nei boschi della provincia di Avellino, procurandosi viveri e munizioni in un podere abitato da alcuni suoi parenti. Un piccolo intrigo amoroso, stavolta, non solo prese ben grandi proporzioni, ma pose un po’di piacevole varietà nella sua agitata esistenza. Il parente avellinese aveva una figlia molto graziosa, di appena 16 anni, che si innamorò del fuorilegge. Il fortunato Sabato, ogni notte, dopo essersi ben bene approvvigionato, faceva finta, d’accordo con il suo parente, di ritornarsene nelle boscaglie, ed invece tornava al podere per raggiungere la finestra della stanza dell’adorata fanciulla. E li, in quella camera, trascorreva felicemente le lunghe notti fino al canto del gallo. La tresca durò vari mesi, fino a quando il governo borbonico, nei suoi strani modi di fare giustizia, non potendolo aver nelle mani, arrestò tutta la sua famiglia e la tenne prigioniera per molti anni. Sabato conosceva bene i suoi polli. Egli sapeva bene che se fosse andato volontariamente a mettersi in gabbia, secondo ogni probabilità, non avrebbe giovato a liberare i suoi parenti, perché poveri e senza amici; perciò, facendo tacere ogni stimolo di generosità e d’abnegazione, proseguì a viver nei boschi più selvaggio, più romito e più ramingo che mai”. Sabatiello ritornò a Somma? “I nuovi eventi del 1860 permisero a Sabato di tornare finalmente a Somma nella sua casa paterna. Da quel momento, da brigante e fuorilegge, diventò un patriota sui generis, utile alla causa della Nazione. Il suo primo atto fu di far entrare suo fratello, caporale dell’esercito borbonico in Sicilia, fra i volontari di Garibaldi. In quanto a lui, come riferisce il non meglio identificato redattore,  si pose al servizio della Guardia nazionale, scortandola come esploratore solerte, intelligente e specchiato. A tal riguardo, non era un iscritto; infatti, quando non collaborava con la Guardia nazionale, agiva per proprio conto, andandosene, solo soletto, a perlustrare la campagna e le boscaglie dei dintorni, da lui conosciuti a perfezione. Il fratello Domenico, invece, nato nel 1837, era un componente della Guardia nazionale. Il 4 gennaio del 1861 si segnalò con un atto degno degli antichi paladini che tenevano da soli fronte ad un intero esercito, sventando un ricatto ai danni del cav. Sersale, ricco benestante di Sant’Anastasia, e arrestando i colpevoli.  Un mese dopo, il 20 febbraio, nella casa di tale Lucia Capasso, operò la cattura di altri cinque ladri. Il 6 aprile, insieme con la Guardia nazionale, eseguì l’arresto di alcuni reazionari a Castello di Cisterna”.  Quale fu il ruolo del di Palma con i piemontesi? “Quando i bersaglieri piemontesi si insediarono a Somma, Sabatiello fu sempre il primo a marciare innanzi ai plotoni, a qualunque ora del giorno e della notte. Nella spedizione importantissima del 24 agosto del 1861, di cui i giornali diedero dettagliate informazioni, guidò i bersaglieri sulla montagna di Sant’Anastasia in un attacco contro una banda di circa cento briganti: ne uccise parecchi e ne ferì altri. Sette giorni dopo, chiamato di nuovo dai bersaglieri, ne ammazzò quattro. Nei fatti posteriori a quelli di Somma, Sabato di Palma condusse la sua attività, sempre e dappertutto, col massimo coraggio. Ad onta di tutto ciò era sempre sotto il peso d’una condanna di trent’anni di galera. Il governo italiano nelle provincie napoletane, perdette talmente la bussola, che consimili irregolarità erano all’epoca frequentissime. Persone su cui pesavano condanne infamanti ed alle quali furono attribuiti delitti che nulla hanno a che fare con la politica, partecipavano alla vita governativa in termini di grande intimità ed amicizia. Così avvenne per  Sabatiello di Palma, il quale da anni era stato  impiegato a nome e per conto della legge a reprimere il brigantaggio”.  A tal riguardo, come fu il rapporto con il popolo sommese dopo il passaggio con i bersaglieri? “La grazia gli fu promessa. Gli abitanti di Somma, che cinque anni addietro lo volevano giustiziato, indirizzarono al Re una petizione, coperta dai nomi delle persone più influenti del paese, in cui si reclamava oblio, amnistia e riabilitazione per Sabato Di Palma. Il 19 gennaio del 1862, insieme con i Carabinieri in provincia di Avellino, arrestò di notte tre sbandati. L’11 giugno successivo, all’una di notte, nella Masseria San Giorgio di Somma, uccise in uno scontro a fuoco il brigante Alfonso Aliperta alias malacciso. Nel 1863, per l’opera prestata nella repressione, gli fu conferita la medaglia d’argento al valor civile e 100 ducati di premio. Dopo essere entrato meritatamente nelle guardie campestri di Somma, il 28 luglio del 1891 convolò a nozze (matr. parte civile) con la quarantacinquenne Luisa Mosca. Cinque anni dopo, il 16 dicembre del 1896, morì in Strada Santa Croce all’età di sessantasei anni con i gradi di capo delle guardie. Il Consiglio municipale,  con verbale del 12 gennaio 1897, approvò una pensione per la vedova Mosca.  Nel 1935, la Commissione toponomastica, istituita con decisione podestarile del 29 aprile 1935, propose di intitolargli la strada, che dall’alveo del Bosco si dirigeva verso sud – est per terminare dopo milletrecento metri nelle selve demaniali del Comune (dal Scarico al Demanio). La proposta rimase, comunque, incompiuta come tante altre”.