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E’ scomparso all’età di 87 anni il professore Mario Federico Arturo Indolfi, decano degli insegnanti della città che a partire dalla metà degli anni cinquanta ha educato con prestigio generazioni di fanciulli sommesi presso la scuola elementare di via Don Minzoni fino al pensionamento.

 

 

Era nato il 20 luglio del 1934 a Somma Vesuviana in via Principe Amedeo da Giovanni, ufficiale giudiziario, e Anna Sorrentino. E’ stato per tanti giovani ragazzi, ora adulti, un vero e proprio punto di riferimento.  Uomo giusto, leale e saggio, fulgido esempio di dedizione alla scuola e alla cultura. Il Prof. Indolfi rimane, senza dubbio, per tutti noi un esempio da seguire.

Il prof. Luciano Esposito così lo ricorda: frequentai negli anni ’50 un doposcuola istituito nella sagrestia della Chiesa di san Pietro, quando evidentemente era solo un insegnante precario. Ricordo che aveva interessi per l’elettronica, per cui iniziò a riparare le prime televisioni che cominciavano a diffondersi sul nostro territorio. 

Il prof. Ciro Raia celebra, infine, la sua figura con queste ammirevoli parole: Con la scomparsa di Mario Indolfi si chiude definitivamente il capitolo riguardante i vecchi maestri della scuola elementare di Somma Vesuviana. Bisognerà, un giorno, scrivere anche la storia della scuola sommese, una sorta di epopea del secolo scorso, quando i maestri erano un punto di riferimento importante – se non unico – per la crescita civile, culturale e politica di intere generazioni. Il ricordo che ho di Mario è quello di una figura di intellettuale assorto nell’elaborazione del pensiero e sempre attento alle sollecitazioni che gli venivano dall’ambiente circostante. Alto, bel portamento, sobriamente vestito e di amabile disponibilità. Non lo vedevo da alcuni anni, ma ogni volta che incontravo la moglie  – che stringo in un affettuoso abbraccio – chiedevo sue notizie e gli inviavo attestati di stima e di amicizia. Ciao, maestro Indolfi, autentico galantuomo e prezioso testimone di una città in cui, a differenza di oggi, il valore dell’amicizia e dell’educazione era una cifra di nobiltà.