Ottaviano, studentessa ammalata non accende la webcam in Dad, il preside la riprende. Esposto al Ministero: “Provata dalle cure”

La famiglia dell’alunna denuncia il preside ma lui replica: “Abbiamo già chiarito la vicenda, se vi sono giustificati motivi si può ovviare con feedback sonori, il rimprovero era rivolto a tutti, non ad un’unica studentessa”. Silvia ha diciassette anni, frequenta il quarto anno delle superiori, con indirizzo linguistico, al liceo «Armando Diaz» di Ottaviano e fino a poco tempo fa era una ragazza studiosa e spensierata. Si era adattata, come quasi tutti i suoi coetanei, alle lezioni in didattica a distanza, una scelta di forza maggiore a causa della pandemia ma, a gennaio scorso, una diagnosi impietosa ha cambiato le sue prospettive: leucemia acuta. La ragazza ha dovuto iniziate subito le cure chemioterapiche, si è dovuta sottoporre ad esami diagnostici invasivi come il prelievo del midollo, nonostante ciò, anche durante i giorni di ricovero, pur avendo consegnato alla scuola tutta la documentazione attestante la grave malattia, si collegava in Dad per seguire le lezioni, scegliendo di non attivare la telecamera unicamente nelle fasi acute della terapia, oltremodo invasiva.  Il 23 febbraio, era un martedì, circa un mese dopo la diagnosi, Silvia è collegata in Dad durante l’ora di educazione fisica e il suo professore procede all’appello quando, in piattaforma, entra il dirigente scolastico, il preside del Diaz, il professore Sebastiano Pesce. Ed è in quel preciso istante che inizia l’incresciosa vicenda che ha spinto la famiglia di Silvia a rivolgersi ad un legale, l’avvocato Maria Spina, e a presentare un esposto al Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e al direttore generale dell’ufficio scolastico regionale della Campania, Luisa Franzese. «Il dirigente si accorge che l’alunna ha la telecamera spenta e la richiama dinanzi alla classe, anche se il professore prova a giustificarla ricordando il grave problema di salute – spiega l’avvocato Spina – ma il preside continua, mostrando una chiusura totale e asserendo che chi non ha la videochiamata accesa è assente e deve abbandonare la piattaforma, poi aggiunge “Io non posso sapere se lei attualmente si trova in un bar o realmente a casa”, parole che spingono l’alunna a ricordargli come un suo familiare avesse consegnato proprio nelle sue mani il certificato di malattia poche settimane prima». Nemmeno la precisazione avrebbe avuto effetto, tant’è che – stando alla versione che l’avvocato Spina ne dà nell’esposto – i toni si fanno più bruschi. Silvia esce dalla piattaforma e ha un tracollo psicologico, si sente umiliata, come «cacciata» dall’aula di fronte ai suoi compagni. Il suo stato di depressione e agitazione è certificato dalla psicologa dell’ospedale dove la ragazza sta ricevendo le cure. Una valutazione psicologica che ha spinto i genitori a rivolgersi ad un legale per denunciare il dirigente scolastico e chiedere che siano adottati provvedimenti disciplinari per «abuso di potere nell’ambito del proprio ufficio». «Sono state disattese le norme più elementari alla base della comunità scuola – sostiene l’avvocato Spina – e un assurdo comportamento ha determinato in lei uno stato di depressione, grave e pericoloso nel già difficile equilibrio psicofisico della ragazza». Dopo un mese dall’esposto, né il Ministro, né il direttore dell’ufficio scolastico regionale si sono attivati né hanno prodotto una qualsivoglia risposta. Silvia, intanto, si sta sottoponendo a terapie molto debilitanti. La versione che l’altro protagonista della vicenda, il professore Sebastiano Pesce, dirigente scolastico del Diaz, dà dell’episodio, è però molto diversa.  «La richiesta di accendere la videocamera – strumento prezioso di verifica – è stata fatta a tutti e non unicamente all’alunna della quale parliamo – asserisce il preside – da parte nostra c’è la massima disponibilità e nessuna intenzione di causare disagi, tant’è che ho successivamente spiegato ai familiari che la ragazza poteva, in condizioni particolari nelle quali non si sentisse di accendere la webcam, fornire dei feedback sonori. Non c’era e non poteva esserci alcuna volontà di accanimento o, peggio ancora, di crudeltà ma unicamente la volontà di far rispettare le regole per tutti, non è certo il caso dell’alunna in questione ma abbiamo avuto ragazzi collegati in Dad mentre erano in auto o in locali pubblici». Il nodo cruciale della questione, a prescindere dalla particolare vicenda che – come il legale della famiglia di Silvia precisa nell’esposto – potrà avere conseguenze legali e relative richieste di risarcimenti per danni morali e materiali, è: può un alunno essere obbligato ad usare la webcam se da tale circostanza deriva un danno ad altri diritti, come quello di non mostrare un aspetto fisico debilitato da cure invasive?

Regi Lagni tra Acerra e Marigliano: contaminazione killer dalle fogne pirata delle fabbriche

Inquinamento assassino dei canali: denunce e sequestri nelle aziende. Infrastrutture abusive per scaricare liquami chimici nel canale borbonico   
  Un sistema di vasche e collettori per scaricare i liquami chimici delle aziende nel grande canale dei Regi Lagni e nei suoi affluenti. Tutto abusivo ovviamente: la posa delle vasche, dei tubi, tutti i lavori per realizzare queste vere e proprie infrastrutture industriali “pirata”. I carabinieri negli ultimi giorni ne hanno scoperti cinque di questi impianti killer dell’ambiente. L’ultimo in ordine di tempo è stato scovato ad Acerra, dove un’azienda di carpenteria pesante con macchinari all’avanguardia operante in via dei Borbone, zona periferica a nord della città, aveva allestito in un capannone una vasca di contenimento dei liquami che utilizzando il metodo del “troppo pieno”, una sorta di tracimazione controllata, sversava valanghe di schifezze liquide nell’alveo “Inferno”, un nome che fa proprio al caso, un canale le cui acque sfociano nell’enorme serpentone cementificato e ultra contaminato dei Regi Lagni, il grande inquinatore del mare che bagna il litorale domizio. Secondo quanto trapelato finora lo sversamento illegale effettuato ad Acerra con infrastrutture prive di autorizzazione si stava trascinando da anni. A poca distanza dalle vasche di tracimazione dei liquami i militari hanno anche trovato un cassone pieno di rifiuti speciali mescolati: neon rotti e bombolette spray, materiale plastico e ferroso, guaine e altri scarti di vario genere. I carabinieri della stazione di Acerra, diretti dal maresciallo Giovanni Caccavale, e i carabinieri forestali della stazione di Marigliano, diretti dal maresciallo Alessandro Cavallo, hanno quindi denunciato la titolare dell’azienda, una 48enne, e sequestrato un’area di 85metri quadrati. “Il problema – spiegano le forze dell’ordine che ogni giorno vanno a caccia di illeciti ambientali – è che se queste aziende hanno realizzato infrastrutture abusive non collegate ai depuratori ma direttamente o indirettamente connesse ai Regi lagni significa che nessuno nel territorio ha controllato”. Il riferimento è al ruolo assunto dalle municipalità locali nel rapporto con le aziende e con i controlli dovuti. Ma data la situazione complessiva è palese che questo non sia certo solo un problema relativo ad Acerra. Negli ultimi giorni i carabinieri forestali hanno infatti denunciato e sequestrato altre 4 aziende che utilizzavano lo stesso sistema della fabbrica acerrana per scaricare i liquami di produzione. Si trovano tutte tra Marigliano, Mariglianella e Brusciano. Sversavano abusivamente nei lagni Lagnuolo, in località Faibano, e  Alveo Campagna, in località Ponte Scipione, due altri canali dei Regi Lagni. Anche in questo caso i titolari sono stati denunciati a piede libero. Dovranno rispondere di una serie di reati ambientali e urbanistici davanti all’autorità giudiziari del tribunale di Nola. Nella stessa zona i forestali hanno sanzionato tre persone che avevano appena abbandonato dei rifiuti sul greto dei canalone borbonico. Hanno avuto ciascuno una multa di 600 euro. Alcune settimane fa, sempre nell’area di campagna compresa tra Marigliano e Brusciano, i militari dell’Arma hanno denunciato il proprietario di un’azienda di giardinaggio per abbandono di rifiuti. L’imprenditore è stato anche multato (1200 euro l’ammontare della sanzione), perché nella sua proprietà teneva accatastate una serie di traverse ferroviarie, scarti molto pericolosi perché sono intrisi di una sostanza cancerogena, il creosoto, che è un potente impermeabilizzante ma molto dannoso alla salute. Restano carenze di fondo sul fronte dei controlli. Mancano uomini, mezzi e l’organizzazione giusta.

Boscoreale, servizio “alto impatto” dei Carabinieri: 4 arresti, 1 persona denunciata e 12 le sanzioni anti-covid

Servizio “alto impatto” dei Carabinieri. Strade presidiate: 4 arresti, 1 persona denunciata e 12 le sanzioni anti-covid.

 

I Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, supportati dai militari del 10° Reggimento “Campania” e del Nucleo Cinofili di Sarno, hanno svolto un servizio ad “alto impatto” disposto dal Comando Provinciale di Napoli a Boscoreale e nei comuni limitrofi. 4 le persone arrestate e 1 denunciata all’Autorità Giudiziaria.
Diverse perquisizioni e posti di controllo sono stati effettuati all’interno del “Piano Napoli” di Villa Regina. Un 46enne è stato denunciato per contrabbando di t.l.e., dopo essere stato trovato in possesso, all’interno della propria abitazione all’isolato 8, di 46 stecche di sigarette di contrabbando multimarca. Due persone, sottoposte a perquisizione personale e veicolare nel corso dei controlli stradali, sono state invece segnalate al Prefetto quali consumatori di sostanze stupefacenti, essendo state sorprese in possesso di modiche quantità di cocaina ed hashish.
A Torre Annunziata, due 49enni sono stati arrestati in virtù dell’ordine di esecuzione pena emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli, dovendo scontare la condanna rispettivamente a 8 e 6 anni di reclusione, per reati inerenti il traffico di sostanze stupefacenti. I due erano stati arrestati nell’operazione “Mano Nera”, condotta nel 2013 dal Nucleo Investigativo del Gruppo di Torre Annunziata.
A Terzigno, un 52enne è stato raggiunto da un ordine di esecuzione, dovendo scontare la pena di 2 anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia e rapina. Un 47enne è stato invece raggiunto da un ordine di esecuzione per una pena da scontare di 8 anni per detenzione e spaccio di stupefacenti. Entrambi sono stati tradotti alla casa circondariale di Napoli Poggioreale.
Nel corso del servizio sono state 11 le perquisizioni complessivamente eseguite a carico di persone, veicoli e domicili. 126 le persone identificate e 61 i veicoli controllati. Nel corso dell’intero servizio sono state elevate 11 contravvenzioni al codice della strada, mentre 1 veicolo è stato sequestrato ed 1 patente è stata ritirata.
Sempre elevata l’attenzione verso la verifica sul rispetto delle norme anti-contagio. 12 persone sono state sanzionate per l’inosservanza al divieto di spostamenti tra comuni diversi o privi di dispositivi di protezione individuale.

“Siamo del clan Mascitelli”: pizzo di 5mila euro mensili a Pomigliano

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L’ultimo episodio fa delineare il profilo di un’organizzazione che oltre alla droga è attiva anche in altri traffici illeciti. Il boss cresciuto all’ombra del clan Sarno      Tra il marzo e il giugno del 2019 chiesero a un imprenditore edile di Pomigliano una tangente di 5mila euro al mese. Ma il costruttore non volle cedere al ricatto e si è rivolse ai carabinieri denunciando tutto. L’altro giorno quindi, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, il gip del tribunale di Napoli ha fatto scattare gli arresti a carico di E.B., 51 anni, di Castello di Cisterna, ed A.R., 45 anni, di Capaccio, in provincia di Salerno, quest’ultimo già in carcere per altri motivi. Anche E.B. ora è in carcere. Sono entrambi noti alle forze dell’ordine.  In base alle indagini della sezione operativa della compagnia carabinieri di Castello di Cisterna i due estorsori hanno chiesto una tangente di 5mila euro al mese per un lavoro edile che stava facendo effettuare l’amministratore unico di una società, un imprenditore di Pomigliano. Ma il costruttore non ha pagato es è andato dai militari. Gli estorsori avevano preso di mira il cantiere di una palazzina in costruzione nel centro di Pomigliano. Quando si sono presentati all’imprenditore per la richiesta del pizzo hanno dichiarato, sempre in base a quanto comunicato dai carabinieri, di agire per conto del clan Mascitelli, un’organizzazione operante nell’area pomiglianese ma non solo. L’ultima importante operazione dei carabinieri contro questo clan è recente, risale al dicembre dell’anno scorso:  22 ordinanze di custodia cautelare, in buona parte notificate a soggetti in carcere da tempo, spiccate dal tribunale di Napoli su richiesta della Dda. L’indagine è stata dei carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna e della stazione di Pomigliano, che si sono avvalsi anche della collaborazione di alcuni pentiti. Un’inchiesta da cui è stato possibile comprendere che almeno fino al 2017 il punto di riferimento principale della piazza di spaccio h 24 ubicata nel rione 219 di Castelcisterna era un’altra importante base del traffico di droga e cioè il rione della ricostruzione di Pomigliano, tre chilometri più a ovest. Un degradato insediamento del post terremoto dove fino a tre anni fa risiedeva il boss Bruno Mascitelli, soprannominato o’canotto. Mascitelli si trova in carcere dal 2017, quando i carabinieri lo arrestarono durante una latitanza trascorsa nella casa di un nipote, a Giugliano. E’ un boss cresciuto inizialmente all’ombra del clan Sarno di Ponticelli.  

Casamarciano, prorogata la chiusura delle scuole: didattica a distanza fino al 23 aprile

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Casamarciano.

Casamarciano, prorogata ordinanza di chiusura delle scuole: didattica a distanza fino al 23 aprile.


Nessun rientro in aula per gli alunni che frequentano le scuole di Casamarciano. Il sindaco Carmela De Stefano proroga di un’altra settimana la didattica a distanza per i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado.
“Un provvedimento ancora necessario e cautelativo considerata la curva dei contagi in diminuzione nelle ultime due settimane ma ancora in zona di allerta – spiega il sindaco Carmela de StefanoAuspichiamo una regressione del contagio così da poter ipotizzare la riapertura dei plessi già dalla prossima settimana e rivedere così i ragazzi tra i banchi. Incrociamo le dita”.

Marigliano, la polizia locale scopre bestiame morto smaltito illegalmente sul ciglio della strada

Riceviamo e pubblichiamo.

Marigliano, bestiame morto smaltito illegalmente sul ciglio della strada: la scoperta della polizia locale durante un pattugliamento. Si riusciva immediatamente a risalire al lotto di produzione dell’animale.

Non si fermavano davanti a niente pur di scaricare qualsiasi cosa. Anche bestiame non tracciato. Questa l’ultima scoperta scabrosa della polizia locale di Marigliano .
Durante il pattugliamento veniva segnalato un animale morto sul ciglio della strada e prontamente gli agenti si portavano sul posto.
Allertato il servizio veterinario poco tempo faceva comprendere agli agenti che occorreva andare oltre . Difatti si riusciva immediatamente a risalire al lotto di produzione dell’animale che era stato smaltito illegalmente .
Una volta ricostruito il fascicolo, il comandante della municipale apprendeva agevolmente, grazie al nucleo viabilità, che il proprietario del capo di bestiame aveva cercato di smaltire illecitamente l’animale .
Dalle prime indagini ricostruite dagli agenti del comando il proprietario dell’animale non era in grado di dimostrare lo smaltimento dello stesso .
“Devo ancora una volta ringraziare gli agenti a tempo determinato in scadenza al 30/04 per il lavoro investigativo svolto e non semplice. Non escludiamo-conclude il comandante Nacar- il coinvolgimento di fette di uffici pubblici.”

Ottaviano, scuole: si continua con la Dad. In presenza solo infanzia e prime e seconde classi della primaria

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Con l’ordinanza n. 47 datata 17 aprile, il Sindaco di Ottaviano Luca Capasso, insieme all’Assessore Virginia Nappo, ha confermato  la didattica a distanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado ad eccezione della scuola dell’infanzia e delle classi prime e seconde della scuola primaria.   Una decisione sicuramente non facile ma necessaria se si guardano ai numeri dei contagi di covid-19. L’ultimo bollettino dell’Unità di Crisi comunale di qualche giorno fa era piuttosto chiaro: 323 persone positive in totale con 50 cittadini dichiarati guariti e 37 nuovi positivi in tre giorni su un totale di 313 tamponi effettuati. Sono numeri, questi, che continuano a spaventare i cittadini ottavianesi e che diminuiscono, ma troppo lentamente. Ed è proprio questa lentezza a non concedere una ripartenza all’intero paese, ai ragazzi di ritornare a scuola, ai commercianti di sentirsi liberi di svolgere il proprio lavoro in totale serenità. Le scuole non riapriranno, almeno fino alla prossima settimana, dunque si continuerà con la didattica a distanza che sembrerebbe essere l’unico modo per tutelare i ragazzi, il personale scolastico e l’intera comunità. Eppure si festeggiano cresime con 200 persone, nelle piazze continuano a formarsi i soliti gruppetti di persone che proprio non sono in grado, o forse semplicemente non si sforzano, di capire che c’è chi non lavora da mesi, alcuni addirittura da inizio pandemia, c’è chi è stato costretto a chiudere la propria attività e a rinunciare al sogno di una vita a causa delle scelte sbagliate degli altri. Per non parlare del fatto che c’è chi addirittura ha perso la vita a causa del covid-19. I contagi diminuiscono lentamente perché i nuovi positivi ogni giorno sono sempre troppi ormai da mesi e, per quanto alcune persone si sforzino di ritornare alla normalità infrangendo spudoratamente ogni regola esistente, siamo ancora lontani dal ricominciare. (FONTE FOTO:RETE INTERNET)  

Acerra, premiazione del Praemium Acerranum 2021

Riceviamo e pubblichiamo.

 La premiazione del Concorso nazionale di Lingua e Cultura Latina, aspettando il Certamen Acerranum.

Venerdì 16 aprile, alle ore 17:00 in diretta web si é svolta la Cerimonia di premiazione del Praemium Acerranum 2021. In questo tempo sospeso determinato dalla pandemia da CoVid 19, il D.S. Prof. Giovanni La Montagna e il Comitato tecnico-scientifico composto da docenti di Lettere del Liceo Alfonso Maria de’ Liguori di Acerra hanno ritenuto opportuno non sospendere l’annuale appuntamento con la cultura classica e, in attesa di tornare a celebrare il Certamen Acerranum in presenza, hanno indetto, in modalità telematica, il Praemium Acerranum, che ha visto la partecipazione, per la sezione Laus Italiae, di 84 studenti da 34 Licei Classici e Scientifici di 10 regioni italiane, dalla Sicilia al Piemonte. La sezione denominata Acerrae era invece riservata agli studenti (18) del liceo cittadino. Una scommessa coraggiosa, quella del Praemium, che si può definire vinta, nella certezza che il solco tracciato continuerà a ricevere semi fecondi di cultura.

I giovani latinisti sono stati chiamati a confrontarsi sfidandosi nell’analisi lessicale, retorica e stilistica di un brano delle Georgiche di Virgilio, di cui è stata anche proposta una traduzione d’autore, senza trascurare l’interpretazione critica del brano assegnato, alla luce dei valori culturali ed umani che l’opera virgiliana sottende.

La premiazione in diretta streaming, ha aperto i lavori con una lectio magistralis del Presidente della Commissione giudicatrice, Chiar.mo Prof. Crescenzo Formicola, con il quale validamente collaborano la D.S. prof.ssa Silvia Rosati, la prof.ssa Anna Lucia Iroso e il prof. Antonio Sena. La lectio, intitolata VARIANTI DI LETTURA:VIRGILIO E GLI “ANTICHI”; NOI E VIRGILIO, ha sottolineato l’”eroismo” dell’agricola e i veri valori da seguire alla ricerca della felicità, in una dotta esposizione alla ricerca degli ipotesti virgiliani, con evidenti e significativi richiami all’ethos e ai valori universali cui solo è possibile affidare una rinascita dell’umanità.

I Premi, messi in palio anche col contributo finanziario di alcuni degli enti patrocinatori dell’iniziativa (Comune di Acerra, Lions Club Valle di Suessola, Rotary Club Acerra-Casalnuovo “Aniello Montano”), sono stati assegnati ai primi tre classificati per entrambe le sezioni, con l’aggiunta, per la sezione esterna, di ben 7 menzioni di merito e di una per la sezione interna.

Alle studentesse e agli studenti classificatisi (1 ° Michele Clemente, Liceo Bonghi Rosmini di Lucera , FG; 2° Mattia Venanzi, Liceo Cardarelli di Tuscania, VT; 3° Lavinia Pizzuti, Liceo Turriziani, Frosinone; per la sezione interna, Alessandra Toscano, Giovanna Petrella, Alessia Guarino) va il nostro plauso e l’invito a non dimenticare mai la grande lezione dei classici.

Confesercenti Campania, zona arancione: “Riaprire solo per non chiudere mai più”

Riceviamo e pubblichiamo da Confesercenti-Campania.

 Il Presidente Vincenzo Schiavo: «Le imprese non potrebbero sopportare una nuova chiusura, mai dipendente dalle nostre attività. I nuovi decreti a sostegno dell’economia stanno recependo le nostre indicazioni».

Confesercenti Campania accoglie con fiducia il ritorno della Campania in “zona arancione”, con conseguente riapertura di molte attività. «E’ una buona opportunità per diverse imprese– commenta Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania -, purchè però si avvii una chiara programmazione in modo da non richiudere mai più, altrimenti il danno sarebbe maggiore. Confesercenti chiede infatti alle Istituzioni di governare questi processi con estrema trasparenza, senza essere leggeri. Come esigiamo dalle nostre attività la pedissequa applicazione dei protocolli anti-Covid, dalla sanificazione dei locali alle distanze di sicurezza, così esigiamo dal Governo di riaprire per non richiudere mai più. Un’eventuale nuova chiusura sarebbe un macigno insostenibile per i nostri esercenti, le imprese non avrebbero le forze per pagare un eventuale nuovo scotto legato a questa tragica pandemia».
Confesercenti intende continuare a dialogare con la politica per trovare le soluzioni più logiche e sicure per imprese e cittadini. «Invochiamo una sempre più imponente campagna vaccinale – dice Schiavo – ma anche le opportune attività da parte del Governo, che ha il compito di prendere le misure adeguate per scongiurare assembramenti nei trasporti, nelle piazze e per strada, attraverso controlli mirati. Non è stata colpa delle nostre aziende lo sviluppo del contagio del Covid, ci rifiutiamo di assumerci eventuali nuove responsabilità in questo senso».Il presidente Schiavo, anche delegato alle politiche del Mezzogiorno per Confesercenti, sottolinea anche che il Governo ha accolto, sostanzialmente, l’idea lanciata con la manifestazione nazionale del 7 aprile, di varare una sorta di “decreto legge per le imprese”, prevedendo, con il DEF 2021, 40 miliardi di euro per le aziende e che sta lavorando per un nuovo Decreto Sostegni. «Sono battaglie che Confesercenti porta avanti da mesi: da sempre ci stiamo battendo per avere sostegni e ristori adeguati e concreti, mettendoci la faccia a nome di migliaia di imprese. Le proposte delle Regioni per una riapertura graduale hanno seguito anche le nostre indicazioni sulla ripresa per gradi, ma certa, anche di palestre, centri sportivi, cinema, teatri, locali del wedding, fiere e mercati, tutti estremamente vessati dalla chiusura per pandemia. Continueremo a batterci a tutela di tutte le nostre categorie anche su altri fronti. Stiamo sollecitando i parlamentari del Sud anche su altri temi: vogliamo che anche le attività che hanno segnalazioni al Crif (ovvero che sono nell’elenco dei cosiddetti “cattivi pagatori”) possano accedere a finanziamenti. Chiediamo di allungare da 5 a 15 anni il pagamento di debiti contratti nell’ultimo periodo e pensiamo sia doveroso sospendere per un anno il pagamento di fitti, utenze e tasse per le attività in crisi»

Acerra, Recovery Plan, Lettieri: “Soddisfazione per l’aumento dei fondi al Sud”

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Acerra.

Il Sindaco Lettieri sul Recovery Plan: soddisfazione per l’aumento dei fondi al Sud. Per evitare ritardi più coinvolgimento degli Enti locali.

Apprendiamo con viva soddisfazione che una maggiore percentuale dei fondi del Pnrr, per l’attuazione del Recovery Plan, andranno al Mezzogiorno per investire nella sua ricostruzione e nel recupero del divario con il resto del Paese. Ci aspettiamo anche che questa percentuale possa crescere e andare oltre il 40%”– afferma il Sindaco di Acerra Raffaele Lettieri in una nota. “Riteniamo che l’Italia è Europa solo se c’è il Sud Italia. Tra le tante missioni – continua ancora il primo cittadino – questi fondi finanzieranno l’alta velocità ferroviaria nel Mezzogiorno con la linea Napoli-Bari, infrastrutture per una mobilità sostenibile, transizione ecologica, turismo e cultura. È sicuramente una maggiore attenzione verso il Mezzogiorno, per la quale va ringraziato il lavoro fatto dal Ministro per il Sud e la Coesione Mara Carfagna, assicura investimenti tempestivi e una ricaduta efficace di sviluppo sui territori. Guardiamo con favore alla particolare attenzione che il governo attribuisce al Sud, aspettiamo di conoscere gli ulteriori dettagli ma sull’impiego di queste risorse vanno evitati ritardi e colli di bottiglia coinvolgendo anche nella fase di progettazione e gestione gli Enti locali. I Comuni possono e vogliono contribuire allo sforzo dell’intero Paese per rialzarsi, per cogliere un obiettivo ambizioso e vitale”