Somma Vesuviana, Di Sarno: “Differenziata al 71% ma si continua a sversare rifiuti in modo abusivo”
“Una cosa a piacere”: pizzo anche agli operai dei cantieri. E l’antiracket sbarca a Pomigliano
Emergono particolari sconfortanti dall’ultima operazione dei carabinieri coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia
Criminalità avida, pizzo che non risparmia nessuno, nemmeno gli operai al lavoro nei cantieri edili. “Una cosa a piacere”: con questa frase di rito si presentavano ai manovali di Pomigliano tre personaggi di Pomigliano. A un muratore sono pure riusciti a estorcere 200 euro, la paga di tre giorni di lavoro. La vicenda sconfortante emerge dalle carte dell’operazione dei carabinieri che nei giorni scorsi ha portato all’arresto di due pregiudicati, E.B., 51 anni, e A.R., 44 anni, ritenuti dalla Direzione Distrettuale Antimafia riconducibili al clan Mascitelli, organizzazione la cui base si trova nel rione della ricostruzione di Pomigliano e negli altri insediamenti ex legge “219” sparsi tra Ponticelli e Marigliano. Un altro componente del gruppo sotto inchiesta, G.V., 38 anni, sempre di Pomigliano, è indagato ma libero di circolare. I fatti risalgono a due anni fa. Secondo l’accusa tra marzo e giugno del 2019 i tre avevano puntato numerosi cantieri della zona. Le richieste di tangente avrebbero però coinvolto i soggetti più deboli, quelli più facilmente impressionabili. Nella rete degli estorsori è finito l’amministratore unico di una società di costruzioni di Casalnuovo che stava realizzando una palazzina a via Sulmona, rione di cooperative e case popolari ubicato a ridosso del centro di Pomigliano. L’imprenditore, sempre in base a quanto riportano i magistrati, avrebbe versato 5mila euro nell’ambito di una richiesta mensile equivalente da corrispondere in quattro rate. Ma il gruppo criminale non ha esitato a prendere di mira anche gli operai dei cantieri. Nell’indagine dei carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna c’è infatti un episodio consumato in un cantiere edile di via Principe di Piemonte, alla periferia nordoccidentale di Pomigliano. Qui un operaio, un muratore, dipendente di una piccola ditta locale, è stato fermato all’uscita dal lavoro. “Una cosa a piacere”, la frase che sarebbe stata rivolta al malcapitato da E.B. e G.V.. Parole in grado di mettere paura visto che il manovale ha poi consegnato nelle mani dei due circa 200 euro. Ma gli inquirenti sospettano che l’attività estorsiva degli indagati sia stata più ampia. I personaggi finiti nell’inchiesta sono stati pedinati. I carabinieri li hanno visti avvicinarsi a molti cantieri. Tuttavia gli imprenditori edili hanno poi dichiarato ai militari di non aver pagato nessuno. Comunque gli arresti operati il 16 aprile scorso prendono spunto oltre che dai pedinamenti anche da una serie di intercettazioni telefoniche dettagliate. C’è un quadro della situazione non proprio rassicurante. Per questo motivo stamattina l’associazione antiracket “Pomigliano Per la Legalità- Domenico Noviello”, presieduta da Salvatore Cantone, ha organizzato un’iniziativa pubblica con le forze dell’ordine, le istituzioni e gli imprenditori. Sarà presente il funzionario del settore antiracket della Prefettura, Claudio Salvia, figlio di Giuseppe, il vicedirettore del carcere di Poggioreale fatto uccidere nel 1981 dal boss Raffaele Cutolo. Nel frattempo però Giuseppe Gragnaniello, legale di uno degli indagati, R’A., commenta l’ultima operazione antiracket dichiarando che “è stato presentato ricorso al Tribunale del Riesame avendo maturato la ragionevole convinzione sia dell’insussistenza di un’attività estorsiva concretamente compiuta da parte del mio assistito, sia della plausibile non riferibilità di A.R. alla consorteria criminosa evocata nella richiesta cautelare, sia ancora della non rintracciabilità dell’aggravante del metodo camorristico”.Casalnuovo, rivogliono indietro i soldi di una ristrutturazione: tutti arrestati
Cinque arresti per un tentativo di estorsione ai danni di un imprenditore di Casalnuovo. Sono stati messi a segno ieri dai carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna su una richiesta della procura approvata dal gip di Nola
Ai domiciliari sono finiti A.D.C., 59 anni, pregiudicato, E.L., 30 anni, A.P., 32 anni, F.R., 49 anni, pregiudicato, C.D.P., 23 anni, noto alle forze dell’ordine, A.L., 61 anni. La vittima è un imprenditore edile di 46 anni. Tutti i protagonisti di questa vicenda abitano a Casalnuovo. Il fatto risale all’11 gennaio del 2020. In quell’occasione l’imprenditore era stato convocato per discutere dei lavori di ristrutturazione da lui effettuati in un appartamento ubicato a Napoli e di proprietà di E.L. . A un certo punto però la discussione ha preso una brutta piega. E.L. e gli altri suoi fiancheggiatori presenti all’appuntamento hanno minacciato ripetutamente il titolare della ditta edile con l’obiettivo di ottenere la restituzione di gran parte dell’ importo versato per i lavori, 13mila dei 16mila euro pattuiti. Ma la vittima ha denunciato tutto ai carabinieri. Sono quindi partite le indagini culminate con gli arresti di ieri. Comunque gli inquirenti precisano che gli arresti non coinvolgono situazioni riconducibili alla criminalità organizzata. Resta però l’amaro in bocca per una vicenda davvero sconcertante e che ha visto un imprenditore chiuso nella morsa di minacce piuttosto gravi per un lavoro concordato con il committente ma poi pesantemente messo in discussione con l’ausilio delle “maniere forti”.Omicidio Maurizio Cerrato: le dichiarazione del Vescovo di Nola, Francesco Marino
Di seguito le dichiarazioni del Vescovo di Nola Francesco Marino sull’omicidio di Maurizio Cerrato, il 61enne ucciso a Torre Annunziata per difendere la figlia.
«Condividendo con la chiesa sorella di Napoli lo zelo e l’amore per questa magnifica terra, sento di esprimere alla moglie e alle figlie di Maurizio Cerrato, vittima di tanta brutale violenza, la vicinanza spirituale e assicurare la preghiera mia e della chiesa di Nola tutta. La coltellata che ha ucciso Maurizio è un colpo mortale all’intera comunità civile ed ecclesiale di Torre Annunziata. Preghiamo il Signore per lui, come per un fratello del quale speriamo la pienezza della vita. Si fa difficoltà, poi, a definire ‘umano’ l’efferato agire di quelli che ieri hanno voluto ‘punire’ un padre e una figlia per non aver rispettato regole da loro imposte, decretando la condanna a morte di tale padre. In tempi già segnati da tanto dolore è ancora più inaccettabile che qualcuno si ritenga padrone della vita di altri, oltre che padrone di pezzi di territorio comune: assurdo che un’intera città, ricca di rette coscienze, debba essere infangata dalla delinquenza di pochi. Invoco il Signore perché doni a tutti un vero sussulto di autoconsapevolezza e la volontà fattiva di costruire insieme, nella vita quotidiana,tessuti di giustizia e legalità».
Cambio ai vertici della GORI, Vittorio Cuciniello è il nuovo amministratore delegato e Sabino De Blasi il nuovo presidente
Riceviamo e pubblichiamo da Gori.
Nuovo consiglio di amministrazione GORI che ha affidato la carica del nuovo Consiglio di Amministrazione a Vittorio Cuciniello che succede a Giovanni Paolo Marati. Nuovo profilo anche per il ruolo di Presidente, Sabino De Blasi che succede al professore Michele Di Natale.
L’Assemblea dei Soci, riunitasi ieri pomeriggio, ha deliberato la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione di GORI: Vittorio Cuciniello, classe ‘74, originario di Torre del Greco, succede a Giovanni Paolo Marati nella guida dell’azienda che gestisce la risorsa idrica in 74 comuni della Campania. Laureato in ingegneria meccanica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Cuciniello in passatoha ricoperto diversi ruoli strategici in GORI, per poi divenire, nel 2019, Amministratore Delegato di Gesesa, incarico che ora sarà ricoperto da Salvatore Rubbo, Responsabile Human Resources e Organization di GORI. Nuovo profilo anche per il ruolo di Presidente: l’avvocato salernitano Sabino De Blasi, patrocinante in Cassazione e Presidente del CdA di Salerno Energia, succede al professore Michele Di Natale, presente in GORI dal 2016 al 2021.
“Assumere quest’incarico è per me un grande onore, alla luce soprattutto del notevole lavoro svolto da Michele Di Natale, a cui vanno i miei ringraziamenti. GORI oggi è un’azienda forte e consolidata sul territorio, sarà per me una sfida ricoprire al meglio questo ruolo” il commento del nuovo Presidente, Sabino De Blasi.
“È con grande emozione che torno in GORI, ritrovando un’azienda che ho visto crescere, e nella quale io stesso sono cresciuto. Proseguiremo nella grande opera di potenziamento del servizio avviata da Giovanni Paolo Marati, con un approccio sempre più innovativo e attento alle esigenze della comunità e alla tutela dell’ambiente” – le parole del nuovo Amministratore Delegato, Vittorio Cuciniello.
Completano il Consiglio di Amministrazione di GORI: l’avvocato penalista Luigi Mennella, che mantiene l’incarico di Vicepresidente vicario del CdA, la Responsabile Sviluppo e Organizzazione Human Resources di Acea, Federica Marinetti, e l’avvocato amministrativista Virgilia Fogliame.

