Brusciano, i giglianti italoamericani di New York promuovono la “Ballata del Giglio di Sant’Antonio”

Riceviamo e pubblichiamo.

Brusciano, gli italoamericani organizzati nella “Giglio Society of East Harlem New York” promuovono la “Ballata del Giglio di Sant’Antonio dopo la rinuncia forzata dovuta al Covid-19.

Dopo la forzata rinuncia dell’anno scorso, dovuta alla Pandemia Covid-19, ritorna nel 2021 la “Ballata del Giglio di Sant’Antonio” promossa dagli italoamericani con origini familiari a Brusciano organizzati nella “Giglio Society of East Harlem New York”. Da qualche giorno, all’indirizzo web https://www.youtube.com/watch?v=QHaYlgSo5N0, video firmato Tommy Liquori Productions, sono state pubblicate le immagini di presentazione, dopo lo stop dell’anno scorso, per l’emergenza sanitaria, della “Giglio Dance”, con il previsto svolgimento dal 5 all’8 agosto 2021.

Da Brusciano è costante il contatto con gli USA ed i giglianti italoamericani di New York, tramite il sociologo Antonio Castaldo, che in quest’ultimo ventennio ha prodotto studi e ricerche, scambi culturali e reciproche visite nel segno della l’antica condivisione delle esperienze festive in onore di Sant’Antonio di Padova che si manifestano nella “Ballata dei Gigli”.

Prima dello iato pandemico, nell’anno 2019 era stato Mitch Farbman il “Capo n. 1” a guidare la “Ballata del Giglio di East Harlem,” mentre peri l’anno2021, così come era stato programmato per il saltato 2020, il “Capo n. 1” sarà Phil Bruno, nipote del pioniere Gioacchino Vivolo, storico “First #1 Capo Paranza” della “Giglio Dance” sulla 106esima strada a New York.

Partito da Brusciano all’età di 26 anni, Gioacchino Vivolo giunse in America nel dicembre del 1907 con la nave a vapore “Re d Italia” e dopo qualche tempo venne raggiunto dalla moglie Concetta con la figlia Anna. La devozione per Sant’Antonio di Padova e la tradizione della “Ballata dei Gigli” venivano traslate a East Harlem sula 106esima Strada grazie all’iniziativa di Gioacchino e suo fratello Rocco Vivolo entrambi membri della “Società Bruscianese”. Grazie alle ricerche del sociologo Antonio Castaldo, presso gli archivi del Comune di Brusciano e la testimonianza di Mast’AntonioD’Amore, generoso ospite presso la sua abitazione di Via Giovanni Esposito, “Casaromano”, durante le Feste dei Gigli, è stato possibile, negli anni scorsi, accertare e ripristinare, il perduto collegamento familiare tra l’italoamericano Phil Bruno e la famiglia D’Amore “E’ Fellune”.

In questi ultimi anni i rapporti fra i giglianti di Brusciano e di New York si sono intensificati. Negli anni dal 2013 al 2018 il rivestimento artistico del Giglio di Sant’Antonio, utilizzato per la Festa di East Harlem, è stato quello progettato e realizzato, in segno di “Friendship and Brotherhood – Amicizia e Fratellanza”, dall’architetto Luigi Romano e dal grafico Carmine Belfiore dell’Associazione Giglio Gioventù 1985, coordinati dal capoparanza Angelo Mocerino “O’ Piscatore” e dal socio fondatore Antonio Di Palma per la inedita spedizione in USA. Ora, il “Board”, Consiglio di Amministrazione, della GSEHNY con tutti i suoi membri, i cullatori e gli affezionati della “Giglio Dance” trepidanti attendono il montaggio della nuova veste, già pronta dall’anno scorso perché spedita a New York dopo la realizzazione a Brusciano. Quest’ultimo progetto intitolato “Union in Faith – Unione nella Fede” è stato ideato da Fiore D’Amore, musicista e presidente del Giglio Passo Veloce 1978 e poi realizzato presso la “Bottega Sessa” dal giovane Carmine Sessa, figlio di Pinuccio Sessa, in passato stimato capoparanzadell’Associazione del Giglio Ortolano. Il giovane Carmine con orgoglio e crescenti riconoscimenti sta portando avanti la tradizione artigianale degli indimenticabili e amati dal popolo di Brusciano, nonno Zì Carminiello “Zazà”, e zio Pierino.

Per avere un’idea della realizzata “Festa dei Gigli a New York”, sia dal versante Bruscianese ad East Harlem e sia dal quello Nolano a Williamsburg, basta seguire il documentario dell’anno 2003 diretto e prodotto dal sociologo Antonio Castaldo per IESUS Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali e postato all’indirizzo web https://www.youtube.com/watch?v=hhTWIbflw5c .

Le ultime due visite degli italoamericani di New York della “Giglio Society of East Harlem” registrate a Brusciano durante la Festa dei Gigli in Onore di Sant’Antonio di Padova, sono state quella del 2016 con la partecipazione di Phil Bruno, Mitch Farbman, Jimmy & Tommy Granata, Nicolas Granata, John Spampinato & John Jr Spampinato, Bob Maida, Champ Vitale, Peter Tiscione e Joe Rinaldi come si evince visualmente dal sito webhttps://www.eastharlemgiglio.org/first-lift-2016-in-brusciano-italy/ , e del 2017, come testimoniato in video, all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=oV198z6I0CE , per il 40esimo Anniversario del Giglio “Passo Veloce” presieduto da Fiore D’Amore, cugino di Phil Bruno presente alla cerimonia insieme a John Spampinato.

E dunque il 2021 New York ed il quartiere East Harlem, antica Little Italy con folta presenza migratoria bruscianese, sulla 115esima Strada nominata anche “Giglio Way” vedrà, come programmato, la Festa del Giglio di Sant’Antonio svolgersi dal 5 all’8 agosto 2021, cui Antonio Castaldo ha rivolto questo pensiero: “My best regards to GSEHNY Board of Directors and congratulations to Phil Bruno #1 Capo Paranza 2021. Warmest greetings to the lifters and their families and to all people will come to visit Giglio Dance in East Harlem, remembering all ancestors and honouring and praying Saint Anthony of Padua, as well in USA as in Brusciano, Italy. Have good Feast – I miei migliori saluti al Consiglio di amministrazione della GSEHNY e congratulazioni a Phil Bruno, Capo Paranza n. 1 del 2021. Un caloroso saluto ai cullatori e alle loro famiglie e quanti verranno a far visita alla “Giglio Dance” in East Harlem, ricordando tutti gli antenati, onorando e pregando Sant’Antonio di Padova, sia negli Stati Uniti d’America e sia a Brusciano in Italia. Buona Festa!”

Minacce al comandante: l’impegno di Di Maio. Anche Costa scende in campo

Il ministro ha incontrato Maiello a margine di una serie di riunioni tenute nell’ufficio del sindaco 

  Ieri il ministro Di Maio non ha incontrato nel castello Baronale, sede della polizia municipale, il comandante dei caschi bianchi ripetutamente minacciato di morte e infangato attraverso un dossieraggio anonimo fatto circolare in città. Evidentemente per motivi di tempo il faccia a faccia tra il responsabile della Farnesina, nonché cittadino pomiglianese, e il colonnello Maiello si è invece consumato in municipio, negli uffici del sindaco Del Mastro, dove poco prima Di Maio aveva tenuto una serie di incontri con gli esponenti pentastellati della giunta comunale e con altri personaggi locali. Comunque a margine di questa riunione Luigi Di Maio ha trovato poco più di un quarto d’ora di tempo per esprimere la sua solidarietà a Maiello. “Non resterai mai solo”, ha detto il ministro al dirigente degli agenti municipali che ha fatto sequestrare 272 appartamenti ritenuti illegittimi dal tribunale. Parole, queste, seguite da un comunicato dell’ex ministro dell’ambiente, Sergio Costa. “Anch’io come Maiello ho avuto gli stessi problemi e per questo sono sotto scorta – ha scritto Costa – sono sempre più convinto che occorra prendere posizione al fianco di persone come lui, abbracciarle, dire loro un sentito grazie, non farle rimanere sole. Solo così i criminali saranno isolati”. Ieri nel comando della municipale c’era don Peppino Gambardella. Il parroco di San Felice ha voluto stringere la mano a Maiello per dare “un segnale di vicinanza e solidarietà da parte della Chiesa”. Tornando infine alla riunione tenuta in municipio da Di Maio c’è da riferire che il ministro ha ribadito che “il governo sosterrà Pomigliano sul fronte dei progetti di riqualificazione urbanistica, delle politiche sociali e dello sviluppo industriale per il potenziamento del made in Italy”. Di Maio ha anche incontrato Serena Piccolo, la ragazza che l’anno scorso in piena pandemia si è voluta diplomare in presenza nonostante la malattia e l’imminenza del trapianto di midollo. Serena è stata insignita dal presidente Mattarella del titolo di cavaliere della Repubblica.

Mia Martini, il cielo e l’immenso

Il 12 maggio di ventisei anni fa ci lasciava (non artisticamente parlando) Mia Martini, una delle più grandi interpreti della musica d’autore italiana e internazionale. A Somma Vesuviana, dai primi anni novanta, è attiva una delle sedi di Chez Mimì, il suo fans club ufficiale, dalla cui esperienza nasce l’associazione no profit Universo di Mimì che tra le tante iniziative promosse, tra cui l’intitolazione di Piazza Mia Martini a Rione Trieste, organizza il Mia Martini Festival, giunto alla sua settima edizione. Mercoledì 12 alle 19.00, nella Real Chiesa di San Domenico, Universo di Mimì e la Parrocchia di San Michele Arcangelo, nella persona del parroco Don Nicola De Sena, vi invitano a una retrospettiva sulla tematica della spiritualità in alcuni testi dell’amata cantautrice calabrese che con Napoli e la sua provincia ha per anni intessuto un legame di amorosi sensi, ancora oggi tangibile nei ricordi della gente. Nel rispetto della normativa anti-Covid l’ingresso è consentito fino a un massimo di 120 persone. L’evento sarà trasmesso in diretta Facebook sui profili dei promotori.  

Le ricette di Biagio: pasta e piselli con provola. E il “piatto” di San Michele diventa il “piatto” della meditazione

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Per il secondo anno consecutivo San Michele non “esce” per le vie di Ottaviano: e la Sua “assenza” ci costringe a meditare sui demoni che stanno devastando la nostra vita: il virus, il demone primo, e il suo seguito di spiriti maligni: l’indifferenza, l’egoismo, il cinismo di chi cerca di trarre vantaggi di ogni tipo dalle sofferenze degli altri. San Michele ci invita a ricordare: perché la memoria ci consente di restare padroni del nostro tempo e dei nostri valori, e di sperare che il domani non sia un cieco caos.   Ingredienti(4 persone): gr. 400 di “ditali”;  kg. 1 di piselli; gr. 250 di provola di Agerola; mezzo bicchiere di vino rosato del Vesuvio; 1 cipolla; prezzemolo; olio “evo”; sale; pepe nero. In un’ampia casseruola  fate appassire, nell’olio caldo e a fuoco moderato, le fette sottili di cipolla, e irroratele con il rosato. Versate i piselli, rimescolateli in modo che prendano sapore, fateli cuocere per venti minuti dopo averli coperti di acqua calda e  aggiungendo sale e pepe. Scolate i “ditali” dopo averli lessati a mezza cottura e uniteli ai piselli  con i cubetti della provola. Amalgamate il tutto a fuoco vivo, in modo che i cubetti di provola si sciolgano completamente. Cospargete il “piatto” con il prezzemolo tritato e portatelo in tavola, opportunamente caldo. (L’immagine è quella pubblicata sul sito “cookaround”).   Qualche anno fa tentammo di spiegare perché “pasta e piselli” era il “piatto” rituale che gli Ottavianesi consumavano l’8 maggio in onore dell’Arcangelo Michele, patrono della città. Quel rito ricordava che il San Michele venerato a Ottaviano era l’Arcangelo bizantino, patrono dell’agricoltura e taumaturgo non solo dell’anima, ma anche del corpo. La vendita dei piselli di Recupo era il primo “affare” di primavera dei contadini ottavianesi, dopo le pesanti fatiche invernali. I piselli erano cibo salutare: nell’Ottocento i medici napoletani li consigliavano come rimedio contro la febbre e contro i molti tormenti dello stomaco, rispettando le indicazioni della medicina antica. Per preparare “i piselli vitelliani” Apicio, lo storico della cucina romana, coniugava i piselli con i porri, il coriandolo, i fiori di malva, la maggiorana, i semi di finocchio e il miele, tutti ingredienti che la medicina romana considerava salutari. I piselli erano simbolo della vita, e “ornavano” le feste nuziali, mentre le fave “rappresentavano” la morte. Biagio ha aggiunto alla tradizionale “pasta e piselli” la provola di Agerola e il rosato del Vesuvio, il vino della meditazione e della comunicazione, e ne ha fatto un piatto cremoso, da gustare con lentezza e con l’attenzione assoluta della mente e dei sensi. Per il secondo anno consecutivo l’Arcangelo non è uscito per le strade di Ottaviano, ma non si può dire che abbia taciuto: Egli, anche quando non esce, non è mai “assente”, e forse “parla” a noi con una intensità ancora più grande. San Michele non esce per le strade di Ottaviano, e ci costringe a ricordare: il passato recente, il passato remoto, le scene, gli amici. Ci costringe a fermare il tempo, e a riviverlo: e ritornano dalla nebbia della dimenticanza le espressioni di sorpresa e di meraviglia dei forestieri che l’8 maggio assistevano alla festa della “diana” e al “volo degli angeli”. Ritornano le immagini delle processioni, degli improvvisi silenzi, del crepitio dei fuochi d’artificio,dei fedeli che gridavano e piangevano salutando la statua dell’Arcangelo che appariva sulla porta della Sua Chiesa; e poi i ricordi delle orchestre e dei cantanti, della “corsa dei ciucci”, dei “castagnari”. San Michele ci esorta a difenderci dai demoni che ci minacciano: dal demone primo, il virus, e dal suo seguito di spiriti maligni: l’indifferenza, le forme molteplici dell’egoismo, lo sfilacciarsi delle relazioni sociali, l’arroganza di chi si crede furbo, il solo furbo in mezzo a un mondo di stupidi, l’insopportabile cinismo di chi trae vantaggi, vantaggi di ogni tipo, dalla sofferenza degli altri. Delle “imprese” di questi cinici sono già piene le pagine dei giornali: e io me li immagino tutti con la faccia del diavolo che “San Michele ‘o piccirillo” schiaccia sotto il suo piede. Non sarà facile liberarci di questi demoni: ma sono certo che l’Arcangelo ci aiuterà. (fonte foto: Cooaraund)

Somma Vesuviana, giornata Mondiale della Croce Rossa : questa sera Palazzo Torino sarà illuminato di rosso

Dal Comune di Somma Vesuviana riceviamo e pubblichiamo   Salvatore Di Sarno (sindaco di Somma): “Rallenta la curva epidemiologica a Somma Vesuviana ma purtroppo abbiamo la 34esima vittima. Più di 8000 le inoculazioni complessive somministrate. Un grande grazie oggi va ai volontari della Croce Rossa Italiana”. Oggi la Giornata Mondiale della Croce Rossa – Palazzo Torino questa sera sarà rosso. Panico : “A Somma Vesuviana abbiamo 120 volontari ed ogni mese assistiamo 90 famiglie e 360 persone”. “Rallenta la curva epidemiologica a Somma Vesuviana, nelle ultime 24 ore solo 7 nuovi positivi e scendono anche i positivi attivi dai 238 ai 215. Scende anche il numero delle persone in isolamento sanitario da 328 a 265. Purtroppo però registriamo la 34esima vittima e a nome dell’intera comunità sommese esprimo alla famiglia tutta la vicinanza.  Ricordo che non è opportuno, anzi non è possibile, fare feste di compleanno o altro tipo di cerimonie. Comportamenti sbagliati potrebbero fare risalire la curva dei contagi. C’è obbligo della mascherina anche all’aria aperta e sempre. Non è possibile consumare al bancone del bar e nelle aree interne. Per quanto concerne le scuole da Lunedì ci sarà la riapertura anche di tutti i plessi del Primo Circolo Didattico delle Elementari, mentre 4 casi si sono registrati alla scuola d’Infanzia del Terzo Circolo Didattico e si tratta di 2 bambini e 2 insegnanti. Questi casi sono stati isolati e gli ambienti sanificati. Ringrazio tutti i dirigenti scolastici delle Medie, delle Elementari e delle Superiori che stanno facendo un lavoro immane. Un Paese moderno deve ripartire dalla scuola ed è per questo motivo che invito tutti ad una profonda riflessione: non era meglio dare la possibilità agli insegnanti di vaccinarsi con Pfizer in modo tale da ridurre i tempi tra la prima e la seconda dose? Non era meglio vaccinare gli insegnanti subito dopo gli operatori sanitari? Questa è una valutazione che avrebbero dovuto fare a livello nazionale e nel precedente Governo. Procede a ritmo davvero serrato l’attività del Polo Vaccinale di Somma Vesuviana. Abbiamo aumentato il turno dalle ore 8 alle ore 20.  In paese, in totale, abbiamo superato  8000 inoculazioni includendo anche quelle somministrate ai sommesi presso gli altri centri vaccinali”. Lo ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano. Un grazie alla Croce Rossa Italiana. “Un grande grazie alla Croce Rossa Italiana – ha continuato Di Sarno – al Presidente Vincenzo Panico della locale sezione di Somma Vesuviana. Oggi è la Giornata Mondiale della Croce Rossa e vorrei sottolineare il grande lavoro che stanno espletando questi volontari. Da inizio pandemia hanno fornito un contributo determinante consegnando pacchi alimentari alle famiglie che avevano necessità, ma anche andando a fare la spesa e consegnando la spesa a quei cittadini come ad esempio anziani e malati che non potevano uscire di casa. Inoltre questi volontari uniti a quelli della Protezione Civile e dell’AISA stanno garantendo un servizio assistenziale di qualità proprio presso il Polo Vaccinale. Dunque cari volontari della Croce Rossa a voi tutti un grande grazie di cuore!!”. A Somma ben 120 volontari e 360 persone assistite ogni mese.  “A Somma Vesuviana abbiamo 120 volontari, seguiamo 90 famiglie per complessive 360 persone che necessitano di viveri di prima necessità. Durante la prima chiusura ed anche successivamente abbiamo prestato servizio volontario – ha dichiarato Vincenzo Panico, Referente della Corce Rossa sede Somma Vesuviana –  e gratuito di consegna spesa e farmaci alle altre famiglie impossibilitate ad uscire. Ed oggi siamo presenti anche nel servizio accoglienza presso il Polo Vaccinale di Via Trentola”. Palazzo Torino, sede centrale del Municipio, questa sera sarà illuminato di Rosso.

Somma Vesuviana, alunno del Liceo Torricelli campione italiano delle Olimpiadi di Filosofia

Alle Olimpiadi di Filosofia, ormai giunte alla XXVIII edizione, spicca un’eccellenza del Liceo Torricelli: il giovanissimo Giovanni D’Antonio è il campione italiano di Filosofia e gareggerà per la selezione internazionale in lingua inglese.  La scuola vince quando sono gli studenti a raggiungere il podio: Giovanni D’Antonio è il nuovo campione italiano di Filosofia della prestigiosa XXVIII edizione delle Olimpiadi. Un importante traguardo per il giovane studente del Liceo E. Torricelli di Somma Vesuviana, che pur essendo solo in quarta, con un bel bagaglio di studio e di letture personali, ha superato tutti e ha saputo argomentare, tra l’altro in lingua inglese, il miglior saggio filosofico proposto dalla Commissione scientifica presieduta dalla prof.ssa Carla Guetti, da cui ha ricevuto la notizia in diretta YouTube il 7 maggio 2021. La Dirigente del Liceo Torricelli, prof.ssa Anna Giugliano, ha accolto la notizia del successo con grande soddisfazione, perché quest’anno così tormentato sta portando risultati di prestigio per i suoi studenti, che nei concorsi filosofici si sono particolarmente distinti. Infatti, Giovanni non è il solo. Teresa Rea (5C) e Irene Mascia (5LC) hanno raggiunto il quarto posto nella selezione regionale delle Olimpiadi, la prima per la lingua italiana e la seconda per la lingua inglese. Infine, nel Premio Nazionale “Giambattista Vico” della Federico II, Martina De Stefano (4E) si è classificata seconda. Dal 1993, anno in cui è stata introdotta, l’Olimpiade di Filosofia dà modo di cimentarsi in un campo apparentemente lontano dalle prospettive di vita e lavoro dei più. Qualcuno prova – persino luminari della scienza come Stephen Hawking – a dichiarare la fine della filosofia, ma volendolo argomentare, alla madre di ogni ragionato pensiero non si potrà sfuggire. E se lo augura Giovanni, che ha grandi ambizioni, un progetto di studi universitari all’estero, nel campo dell’Economia. Già qualcuno gli obietta: “Perché non Filosofia, forse perché non dà pane?”. Dai tempi di Socrate e poi di Petrarca, che cantava: “Povera, e nuda vai, Filosofia”, sappiamo bene che il sale della antica disciplina, con molta umiltà, si presta a tutti e ha scelto di essere il famoso “lievito nella pasta”. Nel momento di estrema difficoltà e incertezza che stiamo vivendo, questi risultati fanno ben sperare e rassicurano sulla bontà del lavoro svolto nel Liceo, che nella persona del suo Dirigente ringrazia tutti gli studenti partecipanti ai Concorsi, che hanno voluto raccogliere questa sfida, insieme ai docenti che li hanno preparati e accompagnati.

Il dato pandemico ci mostra una proliferazione di un virus più pericoloso del covid: la mancanza di cultura

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.” Questa sembra essere la frase più significativa perché la nostra esistenza abbia un senso, una motivazione per cui essere bella e segna di essere vissuta. Gesù pronuncia queste parole nel contesto della sua passione, poche ore prima di essere arrestato: egli stesso metterà in pratica questo ultimo insegnamento dato ai suoi discepoli. Dare la vita è un verbo che esprime non solo interesse, ma pre-occupazione per le sorti e le difficoltà degli altri; è un verbo che dispiega l’amore verso gli altri, quel dono di sé che si esprime nel fondamento cristiano come prima regola del vivere insieme. Dare la vita significa nel contempo essere responsabili della vita e della salvaguardia di tutti e, mai come in questo tempo, questa frase evangelica è raccontata dai gesti di coloro che stanno sacrificando la vita per il bene di tutti. Dare la vita significa esprimere in pienezza la propria libertà che non deve tradursi in una semplice possibilità di agire come si vuole, ma in capacità di condivisione del proprio essere nel mondo “per qualcuno”. Oggi, ad un anno dall’inizio della pandemia, siamo tutti stanchi, provati, abbiamo bisogno di ossigenarci con una normalità graduale, ma come poter declinare il consiglio evangelico del donarsi con questa nuova fase delle graduali aperture? Basta osservare le nostre città per renderci conto che questa dimensione sembra essere del tutto assente. Rispettare le disposizioni sanitarie non è solo un obbligo di legge, ma è capacità nostra di prenderci cura di tutti, soprattutto della salute dei più fragili e dei più deboli. La cultura del “prendersi cura” sta cedendo sempre più il terreno ad un libertinismo misto a menefreghismo che allarma, non tanto per il rischio dell’aumento dei contagi, ma perché sgretola l’intera nostra cultura fondata sui valori del cristianesimo e, di conseguenza, anche nel Dare la vita, cioè nella custodia degli altri. Indossare la mascherina non è solo un modo per proteggersi, ma è anche un messaggio rassicurante per l’altro che mi incontra, perché in esso si cela la responsabilità verso tutti; tenere le distanze non è solo un rimedio per evitare la diffusione del contagio, ma un segno di maturità civile e umana, perché è la convivenza pacifica la base del nostro stare insieme. Il dato pandemico ci mostra in realtà una proliferazione di un virus più pericoloso del covid: la mancanza di cultura. Questa incapacità di tradurre in stile di vita un insegnamento trasmesso dalle precedenti generazioni crea una crasi tra la nostra paventata modernità e un tempo passato in cui questi valori universali erano condivisi e rispettati da tutti. Per questo, il vangelo, l’insegnamento di Gesù, non è solo una lezioncina di catechismo disincarnato dalla vita, ma un monito per tutti noi battezzati perché riconosciamo in queste pagine la nostra vita, la nostra cultura, la nostra civiltà. Nel vangelo si riscopre quanto oggi noi dobbiamo camminare per diventare una società equa e giusta, responsabile e solidale; non possiamo proprio ora tirarci indietro. Non possiamo lasciare spazio all’inciviltà e all’egoismo; dobbiamo accompagnare le giovani generazioni in questa graduale crescita di responsabilità. Per fare questo, occorre che noi adulti, noi responsabili della vita pubblica e religiosa, impariamo ad essere innanzitutto testimoni credibili e fruitori di questa attenzione e cura verso tutti. Tutti siamo amici, perché tutti condividiamo questa terra. Tutti siamo responsabili perché l’altro mi interessa. Tutti dobbiamo ancora maturare una vera e piena coscienza di custodia. Non bastano le devozioni e le visite alla chiese per essere cristiani, serve innanzitutto uno stile e una cultura tanto desiderata da Gesù: dare la vita per guadagnarne il senso e vivere piuttosto che sopravvivere. (fonte foto:l’Adige)

Somma Vesuviana, La Lega giovani apre la sua campagna di adesione alla città

Riceviamo e pubblichiamo da Lega Giovani “La Lega giovani apre oggi la sua campagna di adesione alla città di Somma Vesuviana. Si tratta di un modo unico per raggruppare giovani appassionati o che vogliono appassionarsi alla politica locale. Il nostro invito di adesione alla Lega Giovani é rivolto a quei giovani (dai 16 ai 30 anni) che vogliono mettersi in gioco per migliorare il proprio paese, portando al gruppo idee, che verranno tramutate in proposte, istanze, in un programma da portare avanti. Chiunque voglia far parte del gruppo basta che scriva all’email del nostro portale ( lega.sommagiovani@gmail.com) e verrà ricontattato appena possibile.”

Pollena Trocchia, scuole, il sindaco: “Abbiamo lavorato per rendere le scuole adeguate, sicure e accoglienti”

Riceviamo e pubblichiamo dal comune di Pollena Trocchia.

 Il Sindaco: “Noi come Amministrazione Comunale, però, abbiamo lavorato costantemente affinché le strutture territoriali fossero sempre adeguate, sicure e accoglienti.”

Con il rientro in aula di una sempre maggiore percentuale di studenti anche sul territorio comunale, la scuola torna a far parlare di sé al culmine di un altro anno assai particolare, tra sospensioni dell’attività didattica, dad e zone rosse, che hanno a lungo impedito agli studenti di frequentare le strutture scolastiche cittadine. Le quali, se sono rimaste vuote, non sono però rimaste fuori dall’attenzione dell’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Carlo Esposito, che ha lavorato in questi lunghi e difficili mesi per la messa in sicurezza degli istituti scolastici cittadini e a tal fine per il reperimento di fondi sovracomunali, dando vita a un’intensa fase di progettazione che sta ora mostrando i suoi importanti frutti.
È lungo, infatti, l’elenco dei progetti e degli interventi le cui protagoniste sono le scuole di Pollena Trocchia: il finanziamento da parte della Città Metropolitana di Napoli della copertura del campo sportivo del plesso “San Gennariello” dell’I.C. Gaetano Donizetti; l’adeguamento sismico ed impiantistico nonché l’efficientamento energetico e il miglioramento dell’attrattività del plesso “Viviani” dello stesso istituto; le verifiche di stabilità dei solai e dei controsoffitti di sette plessi scolastici cittadini. E ancora: il progetto esecutivo relativo al plesso “Tartaglia” definito cantierabile e inserito nel PTES 2021/23, il Piano Triennale dell’Edilizia Scolastica; il finanziamento definitivo ed esecutivo per lo spostamento di alcuni plessi scolastici in una struttura nuova all’interno dell’area del Parco Europa, che accoglierà la scuola primaria ed eventualmente la scuola dell’infanzia. Con le risorse statali stanziate per fronteggiare l’emergenza Covid-19 – 70mila euro – si è poi provveduto alla sistemazione e alla messa in sicurezza dei plessi scolastici che più necessitavano di interventi.
«È inutile negare che questi ultimi due anni sono stati, per il mondo scolastico, davvero sconvolgenti. Noi come Amministrazione Comunale, però, abbiamo lavorato costantemente affinché le strutture territoriali fossero sempre adeguate, sicure e accoglienti. In questo senso abbiamo anche approntato un contratto quadro per la manutenzione delle scuole cittadine, che abbiamo dunque separato dalla manutenzione degli altri edifici pubblici per garantire interventi più rapidi e puntuali, evitando inutili dispersioni di tempo ed energia. Nella stessa direzione va l’affidamento a un’ulteriore ditta del servizio antincendio» ha detto il sindaco di Pollena Trocchia Carlo Esposito, sottolineando «il proficuo impegno nell’attività di progettazione, che ha consentito all’Ente di reperire fondi sovracomunali validi per la sistemazione delle scuole, la realizzazione di strutture ex novo, il tutto senza gravare sulle casse comunali».

Napoli, scoperto dai Carabinieri un pericoloso arsenale di armi e sequestrati 13 kg di droga

I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, questa notte nel quartiere di Bagnoli, hanno rinvenuto e sequestrato un vero e proprio arsenale di armi all’interno di un negozio di ortofrutta in via Miseno. I militari hanno scoperto 10 pistole, 6 kalashnikov, 5 pistole mitragliatrici, due giubbetti anti-proiettili, 1 bomba carta e diverso munizionamento. I Carabinieri hanno trovato nel negozio anche 13 chili di sostanza stupefacente tra hashish e marijuana. Arrestati il titolare 41enne dell’attività e un suo parente 74enne – anche lui all’interno dell’esercizio commerciale. Sono entrambi del posto e incensurati. Sono tuttora in corso i rilievi tecnici e le armi saranno sottoposte anche rilievi balistici per appurare il loro eventuale utilizzo in fatti di sangue e negli eventi delittuosi avvenuti di recente nei quartieri dell’area occidentale della città.