I sacerdoti del tempio di Esculapio a Epidauro praticavano la medicina dell’“incubazione dei sogni”, e poiché questa terapia venne poi ereditata da alcuni santuari di San Michele in Asia Minore, è preferibile dedicare all’argomento un articolo a parte. Silla credeva nel valore profetico dei sogni: nei suoi “Commentari” consigliava a Lucullo, a cui l’opera era dedicata, “di non considerare nulla così sicuro come le indicazioni date dagli dei nei sogni notturni”. Invece Cicerone affermò nel “De divinatione” che i sogni notturni erano “un residuo” dell’attività diurna, e che una volta egli aveva sognato Caio Mario solo perché durante il giorno aveva parlato a lungo di quel grande condottiero. L’imperatore Marco Aurelio credeva che gli dei parlassero agli uomini meritevoli attraverso prodigi e sogni. Nella colonna che a lui venne dedicata dal figlio Commodo e che si innalza a Roma, in piazza Colonna, è rappresentato il “miracolo della pioggia” ( vedi immagine in appendice) che liberò dal tormento della sete le truppe romane in marcia contro i Marcomanni. Dagli ambienti di corte il “miracolo” venne attribuito al dio Thot supplicato dal mago egiziano Arnouphis, che accompagnava l’imperatore nella spedizione: invece, i soldati della XII legione, tutti cristiani, videro nel beneficio della pioggia la “mano” generosa del loro Dio.Scrive Svetonio che Cesare, quando si recò nella Spagna Ulteriore come questore, rimase turbato da un sogno nel quale “ gli era parso di aver commesso incesto con sua madre”: gli interpreti dei sogni lo esortarono a “concepire illimitate speranze”, perché quel sogno gli prometteva l’impero del mondo: “la madre che aveva sognato distesa sotto il suo corpo era la Terra, che deve ritenersi Madre di tutti gli uomini”. Plutarco scrive che Cesare fece questo sogno nella notte precedente il passaggio del Rubicone. La notte “cui tenne dietro il giorno dell’assassinio” Cesare – racconta Svetonio – sognò “ora di volteggiare al di sopra delle nubi, ora di stringere la mano a Giove”. Ma lo scetticismo, diventato negli anni sempre più forte, impedì al dittatore di dare importanza a questo sogno, e non lo turbò nemmeno il fatto che nessuno dei molti sacrifici offerti agli dei produsse presagi favorevoli: nella Curia dove lo aspettavano i congiurati egli entrò “con sprezzo di ogni timore religioso”, e quando vide l’aruspice Spurinna che qualche giorno prima lo aveva esortato a guardarsi dal 15 marzo, lo prese in giro “accusandolo di essere un ciarlatano, perché il 15 marzo era arrivato, e non era successo niente”. E Spurinna ribatté che,sì, il 15 marzo era arrivato, ma non era ancora passato. E intanto Bruto e gli altri si preparavano a tirar fuori i pugnali. Cesare sognò che faceva incesto con sua madre, e gli interpreti dei sogni gli dissero….
I sacerdoti del tempio di Esculapio a Epidauro praticavano la medicina dell’“incubazione dei sogni”, e poiché questa terapia venne poi ereditata da alcuni santuari di San Michele in Asia Minore, è preferibile dedicare all’argomento un articolo a parte. Silla credeva nel valore profetico dei sogni: nei suoi “Commentari” consigliava a Lucullo, a cui l’opera era dedicata, “di non considerare nulla così sicuro come le indicazioni date dagli dei nei sogni notturni”. Invece Cicerone affermò nel “De divinatione” che i sogni notturni erano “un residuo” dell’attività diurna, e che una volta egli aveva sognato Caio Mario solo perché durante il giorno aveva parlato a lungo di quel grande condottiero. L’imperatore Marco Aurelio credeva che gli dei parlassero agli uomini meritevoli attraverso prodigi e sogni. Nella colonna che a lui venne dedicata dal figlio Commodo e che si innalza a Roma, in piazza Colonna, è rappresentato il “miracolo della pioggia” ( vedi immagine in appendice) che liberò dal tormento della sete le truppe romane in marcia contro i Marcomanni. Dagli ambienti di corte il “miracolo” venne attribuito al dio Thot supplicato dal mago egiziano Arnouphis, che accompagnava l’imperatore nella spedizione: invece, i soldati della XII legione, tutti cristiani, videro nel beneficio della pioggia la “mano” generosa del loro Dio.Scrive Svetonio che Cesare, quando si recò nella Spagna Ulteriore come questore, rimase turbato da un sogno nel quale “ gli era parso di aver commesso incesto con sua madre”: gli interpreti dei sogni lo esortarono a “concepire illimitate speranze”, perché quel sogno gli prometteva l’impero del mondo: “la madre che aveva sognato distesa sotto il suo corpo era la Terra, che deve ritenersi Madre di tutti gli uomini”. Plutarco scrive che Cesare fece questo sogno nella notte precedente il passaggio del Rubicone. La notte “cui tenne dietro il giorno dell’assassinio” Cesare – racconta Svetonio – sognò “ora di volteggiare al di sopra delle nubi, ora di stringere la mano a Giove”. Ma lo scetticismo, diventato negli anni sempre più forte, impedì al dittatore di dare importanza a questo sogno, e non lo turbò nemmeno il fatto che nessuno dei molti sacrifici offerti agli dei produsse presagi favorevoli: nella Curia dove lo aspettavano i congiurati egli entrò “con sprezzo di ogni timore religioso”, e quando vide l’aruspice Spurinna che qualche giorno prima lo aveva esortato a guardarsi dal 15 marzo, lo prese in giro “accusandolo di essere un ciarlatano, perché il 15 marzo era arrivato, e non era successo niente”. E Spurinna ribatté che,sì, il 15 marzo era arrivato, ma non era ancora passato. E intanto Bruto e gli altri si preparavano a tirar fuori i pugnali. Somma Vesuviana, accoglienza, digitalizzazione e lingue straniere : al via il progetto C. RE. S.CO
Scandalo edilizio di Pomigliano: il Tar annulla una serie di licenze
Oltre ai provvedimenti penali sopraggiunge una raffica di sentenze amministrative che mettono in dubbio il corretto operato tecnico del Comune nella redazione delle licenze del piano casa regionale
Scandalo edilizio di Pomigliano: dopo i numerosi sequestri penali di palazzi e cantieri, messi a segno da magistratura e polizia municipale, ora interviene a gamba tesa anche il Tar. Il Tribunale amministrativo regionale ha infatti emanato una serie di sentenze con cui sono state annullate sei licenze edilizie, autorizzazioni a costruire erogate dal Comune tra il 2019 e il 2020 ai sensi della legge regionale sul “Piano Casa”. L’ultima sentenza che va nella direzione della dichiarazione di illegittimità delle concessioni urbanistiche risale a qualche giorno fa. Riguarda un cantiere aperto a via Roma, una delle arterie più importanti del territorio, per l’ampliamento di una struttura residenziale nell’area del centro vecchio della città. Intanto gli edifici realizzati e i cantieri finora aperti a seguito di queste concessioni annullate adesso risultano frutto di atti pubblici scaturiti in violazione delle leggi urbanistiche. Al momento i manufatti edilizi sono dunque abusivi. Questo perché il Tar ha appena dato torto al Comune di Pomigliano in una serie di contenziosi relativi ad altrettante autorizzazioni rilasciate dall’ente. Alcuni cittadini si erano rivolti alla giustizia amministrativa campana dopo aver evidenziato presunte irregolarità nell’erogazione di permessi a costruire accanto alle loro proprietà. Permessi concepiti per consentire ai beneficiari di realizzare abitazioni ampliando le loro palazzine del 20 % o del 35 %, in quest’ultimo caso attraverso l’abbattimento e la ricostruzione di manufatti vetusti che però avessero subito modifiche sostanziali negli ultimi cinquant’anni. Il problema però è che il Tar ha ravvisato che l’ufficio tecnico comunale ha consesso autorizzazioni per volumi edificabili giudicati molto superiori a quanto previsto dalla legge. La faccenda però non finisce qui. Sarà necessario comprendere se le parti soccombenti in sede giudiziaria, vale a dire il Comune e i titolari delle licenze annullate dal Tar, vorranno proseguire la battaglia legale rivolgendosi all’ultimo grado di giudizio, il Consiglio di Stato. “Non sarà necessario sequestrare i manufatti realizzati con queste licenze annullate – chiarisce nel frattempo il comandante della polizia municipale, Luigi Maiello – il fatto stesso che il Tar abbia annullato le concessioni li rende abusivi e quindi soggetti all’iter di legge conseguente”. Questa situazione sta amplificando una problematica davvero unica nel suo genere in tutto l’hinterland napoletano. Basti pensare che a Pomigliano sono 272 gli appartamenti sequestrati a partire dallo scorso ottobre con provvedimento penale dal gip del tribunale di Nola per una serie di presunte irregolarità nel rilascio e nella concretizzazione delle licenze redatte ai sensi del Piano Casa. L’inchiesta è del comandante della polizia municipale, il colonnello Luigi Maiello, ed è coordinata dalla procura di Nola. Gli indagati finora sono 14. Ci sono politici, imprenditori molto noti e tecnici che sembrano svolgere il ruolo di “asso pigliatutto” dei lavori edili nel territorio. Le cifre del business sono enormi. Gli alloggi sequestrati e già ultimati o in fase di ultimazione hanno un valore medio stimato di 250mila euro. E nell’attuale operazione di ripristino della legalità figurano anche diversi cantieri sigillati che avrebbero dovuto contenere un certo numero di appartamenti non ancora costruiti. Si calcola che le attività edilizie fino a questo momento bloccate dai sequestri e dalle sentenze del Tar i costruttori locali abbiano investito circa 70 milioni di euro. Soldi in buona parte messi in campo nel quinquennio tra il 2015 e il 2020. Molti i cantieri, destinati alla realizzazione di grandi condomini lussuosi, che sono stati aperti in piena pandemia e proprio a ridosso della campagna elettorale per le comunali tenuta nel settembre dello scorso anno.Palma Campania, spaccio della droga della “pazzia”: in manette un 30enne
Napoli – Udinese (Partita 50), una vittoria non vista
Il Napoli gioca, vince e io non ho visto la partita, ignoravo vi fosse un turno infrasettimanale: il lavoro è ai limiti, impegni privati che riempiono il tempo rimasto, ma non solo.
Ho seguito il Napoli in tutte le condizioni, quando perdeva, quando vinceva, quando arrivava al secondo posto, o quando a stento si qualificava per la Europa League. Ero appassionato, ma dopo quanto successo in questi due anni, ho perso quel sentimento che questi colori mi avevano trasmesso. E forse anche per questo, non riesco più a seguire quanto voglio.
In realtà qualcuno mi potrebbe criticare accusandomi di essere tifoso solo quando si vince, e non credo che questo sia il caso, perché il Napoli delle ultime settimane è vincente. Sta agguantando un risultato insperato, gioca alla grande, sublima le qualità dei singoli. E seppur fallisse la qualificazione Champions avrebbe comunque realizzato tanto, facendosi perdonare, almeno in parte, per una sciagurata parte della stagione. Lo fa anche con l’Udinese, dopo una partita che ho potuto vedere solo attraverso gli highlight. Non c’è stata storia. Gol di pregevole caratura, soprattutto quello di Fabian, gol che arrivano dopo la pressione alta, gol cercati e trovati, gol di squadra che ci crede e prova a conquistare almeno il quarto posto.
Non possiamo che approvare questa vittoria, approvare questo Napoli, spero soltanto di ritrovare la passione persa, spero che una vittoria non vista come questa sia solo un incidente nel mio percorso, e che possa essere normalità per il Napoli della prossima stagione, una stagione di vittorie viste e godute.
Alla Neuromed si sperimenta la diagnosi rapida dell’epilessia
Riceviamo e pubblichiamo da Neuromed
Neuromed, una collaborazione tutta italiana, attraverso le tecniche di “data mining” sarà possibile esaminare automaticamente i segnali cerebrali in tempo reale per una diagnosi più rapida e accurata dell’epilessia.
Migliorare la velocità e l’accuratezza del percorso diagnostico nei casi di epilessia. È l’obiettivo della ricerca coordinata dall’Unità di Bioingegneria Clinica dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli con la collaborazione dell’Università Federico II di Napoli e il Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali (CIRA) di Capua. Il lavoro scientifico è stato presentato alla IEEE International Conference on Data Science and Systems e pubblicato nei relativi proceedings. I ricercatori hanno utilizzato l’analisi temporale dei segnali cerebrali di pazienti epilettici e tecniche di “data mining” (capaci di individuare ed estrarre informazioni da grandi quantità di dati con una efficienza e rapidità impossibili per un essere umano) per riconoscere automaticamente le crisi.
“Nell’epilessia, soprattutto quella farmaco-resistente – dice l’ingegner Luigi Pavone, dell’Unità di Bioingegneria Clinica, che ha coordinato la ricerca – il gold standard per la diagnosi e il corretto inquadramento della patologia è l’esame del segnale elettroencefalografico (EEG). È qui che si possono trovare i segni caratteristici delle crisi epilettiche, che risulteranno fondamentali per stabilire i necessari passi successivi per il trattamento del paziente. Questa operazione, oggi, è eseguita dallo specialista epilettologo attraverso la metodica osservazione del tracciato. Si tratta di un’operazione che richiede molto tempo e molta accuratezza. Lo scopo del nostro lavoro è stato quello di creare un sistema interamente automatizzato, capace di individuare quei segni con affidabilità e rapidità molto maggiori. Significa offrire strumenti nuovi al neurologo, con un grande vantaggio per la qualità e la rapidità degli interventi terapeutici e soprattutto per la qualità di vita dei pazienti”. Con il data mining, in poche parole, è possibile estrarre informazioni a partire dalla grande quantità di dati presenti in un elettroencefalogramma, scovando associazioni o schemi ricorrenti che rappresentano segnali caratteristici di una crisi epilettica. Le tecniche utilizzate appartengono a campi diversi, dalla statistica al machine learning alla matematica. “La sfida – continua Pavone – non è solo quella di avere un sistema capace di individuare con estrema accuratezza le crisi epilettiche nei segnali cerebrali, ma di farlo in tempo reale, al fine di implementare questi modelli all’interno di dispositivi closed-loop per il monitoraggio e il controllo delle crisi stesse”. Ma l’obiettivo finale è ancora più ambizioso: prevedere le crisi epilettiche. “Stiamo lavorando – spiega l’ingegnere – in collaborazione con il dottor Gaetano Zazzaro del CIRA e il professor Paolo Bifulco dell’Università Federico II, a creare procedure e modelli informatici più sofisticati che, analizzando l’attività elettrica cerebrale in tempo reale, potranno prevedere le crisi prima ancora che si verifichino. Si tratta di una sfida molto difficile e sulla quale lavorano da anni prestigiosi gruppi di ricerca internazionali”. “Gli scenari della medicina dei prossimi anni – commenta l’ingegner Fabio Sebastiano, Direttore Operativo e Consigliere delegato alla ricerca del Neuromed – saranno sempre più basati su una ricerca traslazionale e interdisciplinare. Proprio come quella che è stata portata avanti in questo lavoro. Tecnologie avanzate e medicina saranno sempre più interconnesse, e questo rappresenta il nucleo centrale dell’innovazione portata avanti da Neuromed”.

