Scandalo edilizio di Pomigliano: il Tar annulla una serie di licenze

0
984

Oltre ai provvedimenti penali  sopraggiunge una raffica di sentenze amministrative che mettono in dubbio il corretto operato tecnico del Comune nella redazione delle licenze del piano casa regionale  

 

Scandalo edilizio di Pomigliano: dopo i numerosi sequestri penali di palazzi e cantieri, messi a segno da magistratura e polizia municipale, ora interviene a gamba tesa anche il Tar. Il Tribunale amministrativo regionale ha infatti emanato una serie di sentenze con cui sono state annullate sei licenze edilizie, autorizzazioni a costruire erogate dal Comune tra il 2019 e il 2020 ai sensi della legge regionale sul “Piano Casa”. L’ultima sentenza che va nella direzione della dichiarazione di illegittimità delle concessioni urbanistiche risale a qualche giorno fa. Riguarda un cantiere aperto a via Roma, una delle arterie più importanti del territorio, per l’ampliamento di una struttura residenziale nell’area del centro vecchio della città. Intanto gli edifici realizzati e i cantieri finora aperti a seguito di queste concessioni annullate adesso risultano frutto di atti pubblici scaturiti in violazione delle leggi urbanistiche. Al momento i manufatti edilizi sono dunque abusivi. Questo perché il Tar ha appena dato torto al Comune di Pomigliano in una serie di contenziosi relativi ad altrettante autorizzazioni rilasciate dall’ente. Alcuni cittadini si erano rivolti alla giustizia amministrativa campana dopo aver evidenziato presunte irregolarità nell’erogazione di permessi a costruire accanto alle loro proprietà. Permessi concepiti per consentire ai beneficiari di realizzare abitazioni ampliando le loro palazzine del 20 % o del 35 %, in quest’ultimo caso attraverso l’abbattimento e la ricostruzione di manufatti vetusti che però avessero subito modifiche sostanziali negli ultimi cinquant’anni. Il problema però è che il Tar ha ravvisato che l’ufficio tecnico comunale ha consesso autorizzazioni per volumi edificabili giudicati molto superiori a quanto previsto dalla legge. La faccenda però non finisce qui. Sarà necessario comprendere se le parti soccombenti in sede giudiziaria, vale a dire il Comune e i titolari delle licenze annullate dal Tar, vorranno proseguire la battaglia legale rivolgendosi all’ultimo grado di giudizio, il Consiglio di Stato. “Non sarà necessario sequestrare i manufatti realizzati con queste licenze annullate – chiarisce nel frattempo il comandante della polizia municipale, Luigi Maiello – il fatto stesso che il Tar abbia annullato le concessioni li rende abusivi e quindi soggetti all’iter di legge conseguente”. Questa situazione sta amplificando una problematica davvero unica nel suo genere in tutto l’hinterland napoletano. Basti pensare che a Pomigliano sono 272 gli appartamenti sequestrati a partire dallo scorso ottobre con provvedimento penale dal gip del tribunale di Nola per una serie di presunte irregolarità nel rilascio e nella concretizzazione delle licenze redatte ai sensi del Piano Casa. L’inchiesta è del comandante della polizia municipale, il colonnello Luigi Maiello, ed è coordinata dalla procura di Nola. Gli indagati finora sono 14. Ci sono politici, imprenditori molto noti e tecnici che sembrano svolgere il ruolo di “asso pigliatutto” dei lavori edili nel territorio. Le cifre del business sono enormi. Gli alloggi sequestrati e già ultimati o in fase di ultimazione hanno un valore medio stimato di 250mila euro. E nell’attuale operazione di ripristino della legalità figurano anche diversi cantieri sigillati che avrebbero dovuto contenere un certo numero di appartamenti non ancora costruiti. Si calcola che le attività edilizie fino a questo momento bloccate dai sequestri e dalle sentenze del Tar i costruttori locali abbiano investito circa 70 milioni di euro. Soldi in buona parte messi in campo nel quinquennio tra il 2015 e il 2020. Molti i cantieri, destinati alla realizzazione di grandi condomini lussuosi, che sono stati aperti in piena pandemia e proprio a ridosso della campagna elettorale per le comunali tenuta nel settembre dello scorso anno.