Marigliano, area Pip: sequestrato un fabbricato di tre livelli completamente abusivo

Riceviamo e pubblichiamo

Continua il controllo della polizia locale nell’area Pip di Marigliano.  Sequestrato un  fabbricato di tre livelli completamente abusivo: presentava diversi appartamenti ed era abitato da anni da due nuclei familiari.

L’Area PiP di nuovo sotto osservazione: ancora sopralluoghi della polizia locale in collaborazione  con l’ufficio tecnico comunale.  Si studiano attentamente le carte e si scoprono depositi di nuova costruzione. Da qui il doppio sequestro della polizia locale di Marigliano ieri in prosecuzione della precedente attività.
Nella stessa giornata il comandante della Polizia Municipale ha diretto  un sopralluogo in una masseria dove, a seguito di un esposto, si acclara un fabbricato di tre livelli completamente abusivo.
Il manufatto in questione presentava diversi appartamenti ed era abitato da anni da due nuclei familiari. Dal sopralluogo ispettivo non sono state rilevate  altre residenze comprese quelle di cittadini extracomunitari e casi di locazione a nero.
“Nonostante l’assenza di personale- dichiara  il comandante Nacar- il contrasto alla illegalità diffusa non si è mai fermato da ottobre 2018. Attendiamo i tempi per il reinserimento di nuovo personale sebbene a tempo parziale per garantire il controllo del territorio e per scongiurare i fenomeni dei roghi che a Marigliano negli ultimi tre anni si sono ridotti del 70 per cento.”

PERstradaPERcaso, un volo sul complesso Monumentale di S. M. del Pozzo di Somma Vesuviana

#PERstradaPERcaso… é un raccoglitore di aspetti e peculiarità del nostro territorio, riassunti talvolta, con stile fantasioso in racconti brevi a cura di Ciro Notaro, autore peR passione e solidale al progetto #Legatialfilo@2021
Non molto tempo fa, dopo aver letto  l’annuncio delle registrazioni a Napoli dell’ultima serie dell’Amica Geniale, in un moto di malinconia, desiderai ritornare al rione LUZZATTI, raccontato dalla scrittrice Elena FERRANTE…quale luogo in cui era ambientata la sua storia e luogo del cuore per me, avendo vissuto proprio lì la mia adolescenza.
Fu una piacevole sensazione, ecco perché, feci un sopralluogo in quei posti che in qualche modo, attraverso i media, avevano focalizzato l’attenzione di un pubblico più vasto.
La breve storia di oggi nasce allo stesso modo, a tavolino, davanti ad un cappuccino e un caffè mentre, parlando del più del meno con il mio amico Carmine, abbiamo appreso da un post che, proprio nelle immediate vicinanze, avrebbero girato delle scene per un film ed una serie televisiva.
” E’ capito Carmine? É proprio qua vicino!… Che dici ci facciamo un giro?”
” Perché no!” – mi ha risposto entusiasta –  “STAMM IN PENSIONE…. CHE TENIMM A FA`!”
E così abbiamo avuto modo di visitare i set descritti nell’articolo, che si trovavano tutti in vari luoghi di Somma Vesuviana.
In particolare, ha attirato la mia attenzione il Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo, che non avevo mai visitato in precedenza, la cui storia mi ha decisamente rapito.
Uno spaccato di storia ed arte che va dal 1500 al 1700, che in breve vorrei riassumere.
Il complesso francescano della Chiesa di Santa Maria del Pozzo di Somma Vesuviana fu fondato nel 1510 dalla regina Giovanna III. La chiesa fu costruita al di sopra di quella di Re Roberto d’Angiò e adibita a cripta della chiesa Superiore del complesso.
Nella Chiesa inferiore sono raccolti numerosi frammenti riportanti episodi della Vita di Gesù che risalgono al IX secolo, oltre a numerosi affreschi votivi ed una serie di luminose Vergini allattanti.
La Chiesa superiore fu consacrata nel 1575, ma completata soltanto nel ‘700 e restaurata nel 1964.
Alla chiesa è addossato il convento dei Frati Minori dell’Osservanza e tra il ‘ 600 e il ‘700, vi furono aggiunti nuovi corpi di fabbrica, funzionali all’istituzione di un educandato per i frati e di una scuola di teologia e filosofia.
Le ampie cantine sono oggi occupate da un interessante Museo della Civiltà Contadina che ospita strumenti e oggetti relativi al lavoro nei campi, ai mestieri e alla vita domestica, dal Medioevo ad oggi.
Questo breve racconto sul magnifico Complesso Monumentale, merita certamente un maggiore approfondimento, che io e Carmine “CA NUN TENIMM NIENT A FA`”…faremo.
Soddisfatto per la visita, ho voluto esaltarne ancor di più la bellezza mostrandovi il Complesso ripreso dall’alto da un drone manovrato dall’ amico Carmine Scognamiglio, appassionato di voli di ricognizione e storie di luoghi e paesaggi.
Grazie al suo talento IL COMPLESSO MONUMENTALE appare, visto dall’alto,   come una gemma incastonata in un prestigioso gioiello…:
il nostro territorio Vesuviano!
CIRONOTARO é un ex funzionario dell’ AGENZIA Entrate di Napoli 3, con la passione, nata per caso, della scrittura semplice.
– Si definisce autore per passione e solidarietà, nel senso che ciò che scrive confluisce in qualche pubblicazione, i cui introiti fatti di donazioni spontanee, vanno a strutture che tutelano la salute dei bambini:​
Ospedale SANTOBONO di Napoli, SAVE THE Children Italia,​
Lega del filo d’oro.
– I versamenti vengono documentati e pubblicati.
Nel tempo ha pubblicato con la casa Editrice KUBERA,
ho scritto in diverse​ Rubriche dando vita ad altrettanti progetti “RACCONTINRIMA”,​ “ESPRESSOnapoletano”,​
“NOTIZIE a SFIZIO”,​
” IL BELLO DI NAPOLI “​
e non ultimo, con lo stesso intento per IL MEDIANO.it,​
” perSTRADAperCASO ” che siamo lieti di ospitare per i nostri lettori.​
CIRO con la stessa passione, cura sui social vari FORMAT per dare visibilità al progetto LEGATIALFILO©`.
🔸A FINALE come lui stesso ama dire a chi glielo chiede:​
“amo connettermi col mondo di amici solidali, con semplicità… direi con amore, per risvegliare l’amore per i più deboli.
Sarà una goccia nell’oceano?
Poco importa… in un deserto di sofferenza, anche una sola goccia disseta.
Piacere di conoscervi e di farmi conoscere.
video a cura di Carmine Scognamiglio

Nella chiesa di Purgatorio ad Arco due capolavori di Massimo Stanzione e di Andrea Vaccaro

La storia di una chiesa consacrata alla preghiera per le anime “purganti prive di ogni aiuto mondano”, delle anime “pezzentelle”. La particolare decorazione della “chiesa superiore” e di quella “inferiore”, destinata ad essere “terra santa” e sepolcreto. L’importanza del quadro “ La Madonna delle anime del Purgatorio” di Massimo Stanzione – l’immagine apre l’articolo – e dell’opera di Andrea Vaccaro “ La morte di San Giuseppe”: il superamento del caravaggismo e l’apertura di un nuovo capitolo nella storia della pittura napoletana del ‘600.   A Napoli, all’incrocio di via Tribunali con via Nilo, c’è la chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio, detta anche Purgatorio ad Arco da una “torre d’arco” che venne demolita per ordine del viceré don Pedro di Toledo. Nei primi anni del sec. XVII venne costituita una congrega che si proponeva di far celebrare messe ogni giorno per i “fratelli” della congrega e per “tutte le altre anime purganti prive di ogni aiuto mondano”: insomma, per le anime “pezzentelle”. La congrega, il cui statuto venne approvato nel 1606 da papa Paolo V, ebbe la sua sede prima nella parrocchia di Sant’ Arcangelo a Baiano, poi nella chiesa della Rotonda, successivamente in quella di Sant’ Angelo a Nilo: infine, essendo copiose le “elemosine”, la congrega decise di costruire una nuova chiesa, questa di Purgatorio ad Arco. Secondo Renato Ruotolo, gli architetti della chiesa, che venne consacrata nel 1638, furono Giovanni Cola di Franco e Giovanni Giacomo di Conforto: ma non si può escludere che abbia ragione il Celano quando scrive che un notevole contributo al disegno e alla costruzione della chiesa venne dalla “bottega” di Cosimo Fanzago. La “bottega” del Fanzago e quella di Dionisio Lazzari costruirono all’ interno e all’esterno della chiesa la decorazione fatta di “teschi, femori, clessidre disposti secondo un’armonica e scenografica visione barocca della vita che si perpetua nella morte, ricordando con immagini funebri la caducità dell’uomo e la necessità di guardare alle anime ultraterrene” (V. Regina). Nei secoli la “terra santa” della chiesa inferiore divenne il centro più noto del culto dei morti e delle anime del Purgatorio. E questa particolare decorazione venne sistemata, ma non modificata, da Nicola Tammaro e da Pietro Ghetti, che, nei primi anni del’700, operarono significativi interventi sul “decoro” della facciata e delle cappelle laterali. Fanno parte del patrimonio della chiesa “La morte di Sant’ Alessio” che Luca Giordano dipinse nel 1661 e il “sepolcro di Giulio Mastrilli” che lo scultore Andrea Falcone “costruì” nel 1672. Giulio Mastrilli, morto nel 1652, intestò alla chiesa un cospicuo “lascito” che permise agli amministratori dell’epoca di completare la decorazione.. Ma i tesori d’arte più preziosi del sacro edificio sono due quadri, la “Madonna delle anime del Purgatorio” di Massimo Stanzione e “La morte di San Giuseppe” di Andrea Vaccaro. Nel quadro che lo Stanzione dipinse intorno al 1635 e che è collocato sull’altare maggiore “ la lezione di Caravaggio è ancora evidente in una serie di riferimenti iconografici che rimandano ad alcune opere del Maestro lombardo, in particolare alla tela delle “Sette opere di misericordia” che ispirò la figura della Madonna e quello sbattimento d’ali degli angeli, sospesi o tuffati per recuperare dalle fiamme le anime da salvare” (R. Ruotolo). Ma lo Stanzione va oltre Caravaggio quando indirizza lo “slancio” delle figure dal basso verso l’altro e modera la struttura verticale con la straordinaria variazione dei punti di vista prodotta dal movimento degli angeli e delle “anime” e con la geniale disposizione a cerchio delle figure al centro della tela: insomma, Stanzione ci dice, con questa tela, che il barocco incomincia a confrontarsi con i modelli del razionalismo classicista e a privilegiare quella precisione e quella consistenza del disegno che caratterizza anche il quadro di Andrea Vaccaro, “La morte di San Giuseppe”, collocato sul terzo altare di sinistra.   La mano tesa di Gesù e la mano destra di Maria indicano all’ osservatore qual è la linea di lettura dell’opera, e la parte oscura della tela serve soprattutto a mettere in risalto la parte più significativa della scena, il muto colloquio tra la Madonna e Suo Figlio: un quadro nel quadro. I colori di terra sono usati dalla tecnica sapiente di Vaccaro in tutte le loro gradazioni, dai toni lividi sul corpo di San Giuseppe alle calde sfumature sul volto della Madonna e sulla profonda, silenziosa tristezza di Cristo, ai corpi degli angeli che si intrecciano in alto, in un rituale che ormai è destinato a scomparire dalla pittura, e che qui serve soprattutto a bilanciare, nell’impaginazione, la spinta verso il basso “dettata” dalle dita tese della Madonna, dalla testa china di Cristo e dall’inclinazione del letto su cui è steso il corpo di Giuseppe. La raffinatezza della tessitura cromatica e il rigore del disegno sia nel profilo delle figure che nel disporsi del panneggio – e questo vale per entrambi i quadri – ci dicono che una nuova stagione sta iniziando nella storia della pittura napoletana del sec.XVII.  

DL Sostegni, il Governo si impiega a tutela dei distributori di prodotti alimentari e bevande

Riceviamo e pubblichiamo

DL Sostegni, dopo la totale assenza nei confronti dei grossisti della distribuzione di prodotti alimentari e bevande, il Governo si è dimostrato favorevole a supportare le aziende che si trovano di fronte ad una carenza improvvisa di liquidità.

Dopo mesi di silenzio e di totale assenza del nostro comparto tra le priorità del Governo, l’impegno di oggi rappresenta un punto di partenza prezioso e determinante nel percorso di riconoscimento dei diritti della nostra categoria e dell’intera filiera HO.RE.CA a conferma che il confronto istituzionale che stiamo portando avanti dalla nostra costituzione può giungere agli obiettivi sperati” Lo dichiarano in una nota Aldo Di Biagio, Presidente e Giuseppe Arditi, Vice Presidente dell’Associazione dei grossisti della distribuzione di prodotti alimentari e bevande AGRODIPAB a seguito del parere favorevole dato dal Governo all’ordine del giorno dell’On. Gianfranco Di Sarno nell’ambito del DL Sostegni a Montecitorio.

L’ordine del giorno ha posto l’accento sull’urgenza di supportare le aziende che si trovano di fronte ad una carenza improvvisa di liquidità – sottolineano – per questo il sostegno all’accesso e alla salvaguardia della liquidità delle aziende deve intendersi come riferimento imprescindibile anche nel prossimo decreto sostegni, su cui sarà forte il nostro impegno”.

“Il Governo si è impegnato a valutare l’opportunità, nell’ambito dei prossimo provvedimento recante misure di sostegno alle imprese, di attuare una revisione dei parametri di accesso al contributo a fondo perduto in favore degli operatori economici, tenendo conto dei costi fissi sostenuti dagli stessi, in particolare per quanto riguarda i costi di acquisto della merce, ai fini del calcolo del contributo, di prorogare al 31 dicembre 2021 la moratoria prestiti e mutui, prevedendo nel contempo un allungamento del piano di ammortamento che consenta alle imprese di poter ripagare il debito connesso ai prestiti in tempi maggiormente funzionali alle esigenze di riavvio e di reale ripresa economica e agevolare l’accesso al credito delle PMI, anche valutando l’estensione della durata del rimborso dei finanziamenti garantiti, di cui al cosiddetto decreto liquidità”.

Finalmente si parla di distributori, finalmente si discute delle nostre esigenze e la nostra voce è stata portata nell’aula di Montecitorio – concludono– dopo un lavoro di confronto serrato in Senato che ha condotto alla presentazione di decine di emendamenti che la nostra Associazione ha consegnato a tutti i gruppi parlamentari che li hanno prontamente depositati. Ringraziamo l’On. Di Sarno per il supporto che ha voluto riservare alla nostra categoria. La strada è ancora lunga ma ci sono buoni presupposti per il rilancio del comparto”.

Somma Vesuviana, passaggio all’opposizione dei consiglieri Aliperta e Nocerino: la risposta del sindaco Di Sarno

Dal sindaco Salvatore Di Sarno riceviamo e pubblichiamo  

“Nel prendere atto di questa posizione intrapresa dal gruppo Siamo Sommesi (Consiglieri Adele Aliperta e Giuseppe Nocerino), mi corre l’obbligo di ricordare a me stesso, alle forze politiche di questa coalizione, ai consiglieri che la compongono, ma soprattutto  e sempre ai nostri concittadini, che mai e sottolineo mai, dal momento del nostro insediamento ad oggi, mi sia sottratto al confronto su tutte le scelte amministrative e  strategiche con tutti i gruppi politici di maggioranza, attori protagonisti a vario titolo, del rinnovamento politico-amministrativo e socio-culturale della Nostra città. Anche per questo in tante occasioni, ho subito attacchi personali, familiari e di ogni genere, ma, forte anche del vostro (credevo) imperituro sostegno, sono andato avanti. Senza se e senza ma, con la consapevolezza che eravamo e siamo ancora dalla parte della ragione, sacrificando, forse, più di tutti come sempre me stesso, per l’unico scopo che da sempre contraddistingue la mia azione politica : “il bene di Somma Vesuviana”. Nei QUATTRO anni appena trascorsi non è stato facile fare il Sindaco. Come riconosciuto da più parti, sono stati gli anni più difficili dell’ultimo mezzo secolo. Le conseguenze prodotte dalla grave crisi economica, sociale e dalla pandemia in corso, hanno profondamente cambiato il nostro Paese e la nostra comunità e inciso fortemente sull’attività amministrativa. Nonostante le difficoltà, siamo riusciti a raggiungere tanti risultati importanti ed ora mi parlate di progetti fermi, stallo amministrativo, improvvisazione, sopravvivenza e di anomale interpretazioni di regole. Eccomi pronto a mostrarmi a viso aperto, per dar conto come sempre ai cittadini e alle nostre coscienze. Anche questa volta lo facciamo con i fatti, quelli concreti, non ci interessano le “congiure di palazzo”. Questo principio era la pietra miliare del patto da noi sottoscritto nel 2017, ma che ahimè, già in passato ed ora più che mai, vedo vacillare. Una forza politica è libera di scegliere la via più comoda dell’opposizione, sperando di riuscire ad intercettare, il diffuso malcontento delle famiglie e delle imprese che stanno affrontando una durissima prova, oppure può decidere di condividere le responsabilità di amministrare, senza rifuggire a oneri e responsabilità. Abbiamo progettato, concordato e sviluppato, uniti come sempre, una rivoluzione concreta sulle politiche del personale, sui tanti progetti ed opere realizzate, altre ancora da completare e inserite nel programma ed ex novo, abbiamo ragionato insieme anche sul confronto serio e costruttivo da intraprendere con le forze di minoranza, che da subito erano entrate in sintonia con la nostra maggioranza per il bene comune. Tantissime erano e sono le idee che vogliamo portare avanti, le cose da fare. Devo dire che dobbiamo rimboccarci le maniche tutti insieme. Sarà un anno impegnativo e  ambizioso, in cui ci sarà ancora una volta  bisogno del contributo di tutti, e quando dico di tutti parlo di tutti i Consiglieri Comunali sia di Maggioranza sia non di Maggioranza, chiamiamoli così oggi, giustamente, perché credo che col contributo di tutti, se vogliamo veramente fare qualcosa per la nostra Città alla fine di questi cinque anni ci saremo tolti delle bellissime soddisfazioni e potremo dire di aver lavorato veramente per l’interesse generale e per i nostri concittadini. Mi sforzo di capire allo stato attuale, quale confronto radicale e funzionale vi sia mancato e che cosa vi aspettate ancora, visto che dovrebbero chiederlo altri, non certamente voi. Allo stato attuale vi è una sola certezza, ci siamo espressi sempre in modo chiaro e palese insieme; convengo con voi  su un’unica cosa ovvero confrontarci nel luogo deputato: il Consiglio Comunale. Da parte mia, c’è piena disponibilità a collaborare con tutti purché si instauri un rapporto leale, basato sul rispetto dei ruoli e delle persone.

Dialogherò e dialogheremo con tutti.  Non smetteremo mai di ascoltare i cittadini e di confrontarci con tutte le forze politiche, sociali e culturali della Città e del territorio, alle quali chiedo di unirsi al tavolo politico di questa compagine, con un unico e chiaro obiettivo: il bene ed il futuro della Città! Ciò consentirà di ri-presentarci alla Città, alle prossime elezioni amministrative del 2022, più pronti e determinati convinto che le diverse peculiarità di ognuno di noi, siano indispensabili, in questa fase, se sogniamo una Città sempre più a misura d’uomo.

Ho accolto con favore quanto dichiarato dal Segretario Cittadino del PD, a mezzo comunicato stampa del 17 maggio sul Piano Urbanistico Comunale. Assumo l’impegno, ad un confronto aperto e multi – tematico su progettualità di interesse collettivo per accrescere le prosperità territoriali di una Città ricca di opportunità e proiettata al futuro. Un futuro fatto di risultati da raccogliere e di nuove e ambiziose sfide da portare avanti, completando il positivo percorso fatto finora e introducendo importanti elementi di innovazione.

La mia porta sarà sempre aperta per chi vuole il bene di Somma Vesuviana.

Concludo citando una frase di Enrico Berliguer: “Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno”.

Grazie!

Salvatore Di Sarno

Sindaco di Somma Vesuviana

Somma Vesuviana, zero positivi nelle ultime 24ore, Di Sarno: “Somma verso paese Covid Free ma non abbassiamo la guardia”

Dal comune di Somma Vesuviana riceviamo e pubblichiamo   Di Sarno: “Per la prima volta a Somma ZERO nuovi positivi nelle ultime 24 ore. Però non mi fermo. Ho chiesto all’Asl la possibilità di ospitare a Somma Vesuviana un AstraDay aperto agli Under 30 in modo tale da velocizzare la vaccinazione di massa ed in particolare garantire copertura agli anziani non ancora vaccinati. Somma verso paese Covid Free ma prestiamo attenzione perché si continua a morire. Registriamo la 35 esima vittima. Da oggi il “coprifuoco” partirà alle ore 23”.     “Nelle ultime 24 ore abbiamo registrato ZERO nuovi positivi. E’ la prima volta che accade e sono particolarmente commosso perché abbiamo lavorato con sacrificio e costanza. Però non voglio fermarmi, anzi punto alla massima sicurezza. Ho chiesto all’Asl di poter fare sul territorio di Somma Vesuviana un AstraDay. In tutta Italia stanno partendo iniziative di Open Day, campagna di vaccinazione di massa in cui i residenti possono vaccinarsi senza limite di età. Aprire le porte a giovani under 30, tanto spesso accusati di condotte irresponsabili, e che invece, durante queste manifestazioni stanno dimostrando fiducia nella scienza e nella medicina andando oltre le fake news su questo o quel vaccino. Si otterrà un duplice effetto: sempre più persone immunizzate, e utilizzo di dosi di AstraZeneca (oggi “Vaxzevria”) che altrimenti rischierebbero di rimanere nei frigo.   Poi c’è un altro problema importante: rintracciare e vaccinare gli anziani rimasti senza copertura vaccinale proprio a causa della diffidenza nei confronti di Astrazeneca. Gli Open day consentirebbero di non rallentare la campagna vaccinate, anzi di accelerare e trasmettere fiducia negli altri. Sono fortemente convinto che solo vaccinando i1 maggior numero di cittadini si uscirà in tempi rapidi dalla pandemia evitando un potenziale rischio varianti”.  Lo ha dichiarato poco fa Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano che ha inviato una lettera alla dirigenza generale dell’Asl Na 3 Sud. Somma Vesuviana verso paese Covid Free. “Non è il momento però di abbassare l’attenzione anche perché si continua a morire anche a Somma Vesuviana dove registriamo la 35 esima vittima. In questo momento abbiamo 90 positivi attivi, dunque un crollo importante del numero riguardante i malati attuali e scende a 169 il numero delle persone in sorveglianza sanitaria, mentre le inoculazioni tra prima e seconda dose sono arrivate a 10.652. Merito delle vaccinazioni ma anche di scelte oculate come quelle sulle riaperture scolastiche e la chiusura delle piazze quando era necessario. Ha funzionato molto bene anche il servizio di Ambulanza Comunale attivato solo ed esclusivamente a Somma Vesuviana e per le persone affette da Covid. Ringrazio i volontari della Misericordia per l’umanità messa in campo e la grande professionalità. Ricordo che il team era formato, nella fase calda di fine 2020, da soccorritori, autista e medico a bordo con mini sala operativa a Palazzo Torino, sede del Municipio. Abbiamo voluto poi riprendere il servizio anche di recente ed i risultati sono stati davvero importanti: vite salvate, anziani mai soli, sicurezza e tranquillità per tutti i cittadini. Adesso, con l’uscita dall’emergenza il servizio non è più attivo. Abbiamo voluto ed ottenuto l’istituzione del Polo Vaccinale sul nostro territorio di Somma Vesuviana che sta funzionando molto bene, grazie alla Caritas, alla Curia di Nola e all’Asl. Sul fronte scuole abbiamo ottenuto risultati eccellenti. Il nostro Comune è riuscito a tenere le scuole aperte più di altri ed abbiamo anticipato anche decisioni importanti creando un modello basato su turnazioni miste ad interclassi. Sindaco, assessore all’Edilizia Scolastica, assessore alla Pubblica Istruzione, Dirigenti scolastici, genitori, medici di base, pediatri, tutti hanno fatto parte e fanno parte della Task Force Scuole. Abbiamo adeguato e attrezzato uscite secondarie ed aule in modo tale da garantire ingressi separati e rispetto delle norme di sicurezza. Sui sistemi di ricambio d’aria era da parte nostra una valutazione in essere ma su questo tema ci sono scuole di pensiero divergenti. E’ stata invece fondamentale l’opera di manutenzione, avviata dall’Assessore all’Edilizia Scolastica, Salvatore Esposito, già durante tutta l’Estate 2020 ed è stato fondamentale il lavoro di team con i dirigenti scolastici messo in campo da subito dall’allora assessore alla Pubblica Istruzione, Stefano Prisco e continuato dall’attuale assessore alla Pubblica Istruzione, Ciro Cimmino .  Le scuole avranno priorità assoluta anche nella nostra programmazione futura con la realizzazione di aule nuove e plessi nuovi a Somma Vesuviana. Non secondario è stato ed è ancora l’aspetto psicologico riguardante soprattutto i ragazzi. Ad inizio pandemia abbiamo subito avviato, grazie all’operato dell’Assessore alle Politiche Sociali, Sergio D’Avino, il Team  Psicologia – Emergenza Covid19 che ha avviato centinaia di colloqui e ha assistito ragazzi e famiglie ma anche malati di Covid. Il servizio è ancora attivo. Purtroppo però di Covid si muore ancora e si muore anche a Somma Vesuviana. In queste ore abbiamo registrato la 35 esima vittima. Dunque invito i cittadini a non abbassare la guardia e a rispettare le norme di sicurezza. Da oggi il “coprifuoco” partirà dalle ore 23”.

Il verismo “surreale” di un giovane scrittore ottavianese, Mario Casillo

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Il “noir” “Bay of tales – Regina di fiori” del giovane scrittore ottavianese ha una trama particolare, in cui dalle pieghe della realtà quotidiana, vissuta e descritta dal protagonista, il giovane scrittore Sean McLain, si sprigionano le “figure” della metamorfosi.  Mario Casillo padroneggia con sicurezza lo stile “verista” e quello “surreale” e dispone le “scene” da sapiente regista. Questo romanzo è “un’opera aperta”, nel senso che appare come  il primo capitolo di una storia che continua.   Per antico vezzo, generato dalla passione per la pittura, quando leggo un romanzo o un racconto, sollecito la mia immaginazione a trovare una qualche relazione tra le “immagini” scritte e quelle dipinte, tra lo scrittore e un pittore. La cosa mi capitò, per la prima volta, molti anni fa: mentre rileggevo – quante volte l’ho letto e riletto – il “Mastro Don Gesualdo”, che considero il romanzo più bello del nostro Ottocento, la prosa di Verga mi indusse a “vedere” – una limpida memoria visiva – alcuni paesaggi siciliani raffigurati da due notevoli pittori, il palermitano Michele Catti e Ettore De Maria Bergler, che nacque a Napoli nel 1859 e morì a Palermo ottanta anni dopo. Quando ho letto l’ultima parte del romanzo di Mario Casillo “Bay of tales – Regina di fiori” il mio istinto “figurativo” mi ha imposto di associare la storia narrata dall’autore a qualche quadro del verismo “surreale”, a uno di quei quadri in cui nella scena disegnata e dipinta realisticamente si innestano dettagli e situazioni che capovolgono la realtà: surreali, appunto. E non ho pensato ai quadri di Salvador Dalì, perché il Maestro spagnolo usa per i dettagli realistici colori vivaci e pennellate vibranti, che tendono a segnare con note surreali anche il “vero”. Ho ricordato i quadri di Magritte, in cui il dettaglio “surreale” si innesta senza salti e forzature nella realtà quotidiana della scena: ho pensato a “Riproduzione vietata”, alla minuziosa descrizione del personaggio e della specchiera- una descrizione degna dell’ “occhio” e della mano di Silvestro Lega e di Felice Casorati –e ai “colori” della normalità con cui viene presentata la stranezza – non mi viene di chiamarla “prodigio” – di uno che si guarda allo specchio, e vede nello specchio non il suo volto, ma le sue spalle (vedi immagine in appendice). Anche Mario Casillo descrive un gioco deformante del vetro: il giovane protagonista si siede, nel bar, “ di fronte allo specchio, dove, su una scaffalatura in legno, erano esposti tutti i distillati del locale. In quella posizione potevo vedere il mio riflesso deformarsi attraverso tutte quelle bottiglie, mostrandomi il vero aspetto della mia anima”.Non  chiedetemi  perché la conclusione del romanzo ha evocato davanti ai miei occhi i quadri di Magritte: non posso svelare come si chiude il romanzo, e credo che questo finale sia solo una pausa, un momento di requie e di riflessione, perché sono certo che “Regina di fiori”  è solo il primo capitolo di una storia che continuerà. Il protagonista è Sean Mc Lain, un giovane che ha già messo alla prova la sua penna di scrittore, e che vive ogni giornata come la tappa di un viaggio intrapreso per conquistare, novello Giasone, il “vello d’oro” più prezioso: il senso della realtà e il senso di sé. Poi in questa sua quotidiana ricerca, che ha come centro il bar Moury’s, irrompe una giovane “Medea”, Claire Roberts, e Sean vede, e sente, che l’identità sua e la realtà subiscono impetuose e imprevedibili metamorfosi, e ogni verità consolidata viene messa in discussione dal surreale variare della sua “visione”. La prosa di Mario Casillo si sviluppa attraverso periodi brevi: essi sono l’immagine concreta dello sguardo di Sean che si posa lentamente su tutti gli oggetti e su tutte le persone, e ne percepisce “figura”, odori e suoni, e ne cerca il senso. Così, nelle prime pagine, l’odore del bar – “il mio limbo” – è “caldo, stagnante, a tratti quasi acre”: ma gli aggettivi non bastano allo scrittore, che cerca di fondere le sensazioni in un’immagine definitiva: “un odore simile al peccato, se mai dovesse averne uno, e quel posto n’era intriso fin dentro le pareti”. Il mogano scuro del bancone produceva “al tatto dei miei polpastrelli” una sensazione “ che era l’unica cosa in grado di darmi sollievo in quel luogo di tormenti”. Cindy, la cameriera, è “un fiore appassito, ma ancora attraente”. Nel bar ci sono molte “facce deplorevoli. Facce di esistenze ai margini della civiltà…in quell’insieme di umanità c’ero anche io”. Sean cerca di persuadersi: “non mi sentivo come loro”, ma “se solo per un attimo mi fossi fermato a riflettere, avrei trovato un pezzo di me in ognuno di quei reietti”. Nella seconda parte del romanzo, la presenza di Claire induce Mario Casillo a usare la penna come il pennello di un pittore: i raggi del sole “entrano tra gli spazi delle veneziane a sagomare la silhouette” di Claire che sta tra le braccia di Sean, “ la sua testa adagiata sul mio petto”, e subito dopo, mentre lui è intento a preparare la colazione, lei compare sulla porta della cucina, “con indosso la mia camicia del giorno prima, che la copriva fino alle cosce, e nulla più.”. In un momento drammatico della vicenda, Claire scoppia in lacrime “accasciandosi sul pavimento”: “la presi in braccio per alzarla da terra e farla sdraiare sul divano, mentre sprecava le lacrime sul mio petto”. Questo “sprecare” le lacrime dimostra quanto sia ricco il “lessico” di Mario Casillo,  quanto sia duttile la sua immaginazione e quanto solida la sua arte di “regista delle scene”.

“Il biscotto del cinese”:un intreccio d’amore agrodolce raccontato da Ciro Taurino

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Esce “Il biscotto cinese”, un singolo di Tauri, nome d’arte di Ciro Taurino, un ragazzo di talento napoletano che fa musica Indy e che ha avuto un riconoscimento approdando in finale durante la rassegna ‘CantaRandom’.

Se ritorni indietro attento alle sorprese“, questa è la frase che riecheggia nella testa del cantautore partenopeo dopo averla trovata in un tipico Biscotto della Fortuna. Sembra essere un avvertimento alla sua complicata situazione sentimentale: ‘’Tu sei con Lui ed Io sto con Lei, ma noi intrecciati come gli Shangai’’. Il tema ricorrente del brano è l’ossessiva ricerca della felicità laddove si è persa. Il brano dalle sonorità Indie Lofi, si sviluppa tra rime Rap/Hiphop e melodie melanconiche avvolte da un retrogusto Orientale.

‘’Il biscotto del cinese’’ è stato presentato in anteprima durante la rassegna ‘CantaRandom’, riscuotendo molto gradimento dal pubblico in diretta Instagram e da Random, Alberto Urso e SamuraiJay accedendo alla Finale che si svolgerà prossimamente.

Il singolo è pubblicato da ”Future Artist” , prodotto da Nyobass, scritto da Ciro Taurino in collaborazione con Ennio Mirra, distribuito in digitale da A1 Artist First.

Il biscotto del cinese” è disponibile da martedì 18 maggio in streaming e download su tutti i principali store digitali.
Multilink : https://tauri.lnk.to/IlBiscottoDelCinese

Chi è Tauri: Ciro Taurino nasce a Napoli il 26 ottobre 1998. Inizia il suo percorso musicale studiando il sassofono all’età di 12 anni, frequentando il conservatorio di Avellino. Successivamente impara a suonare anche la chitarra e il pianoforte, ma scopre anche un’innata passione per il canto. Frequenta nel 2018 una Masterclass di scrittura d’autore indetta dal TMF e, nello stesso anno, partecipa ad AreaSanremo. Dopo aver frequentato una seconda Masterclass, nel 2020 collabora con il cantautore partenopeo Mikele Buonocore ed inizia un percorso artistico col produttore Ennio Mirra (Nyobass) entrando nel roster di Future Artist. A cavallo tra il 2020 ed il 2021 pubblica 4 brani (Drive In, Ven17, Pendolo, Pareti).

Link Artista : Instagram Spotify Future Artist
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Sorrento, armati di coltelli e bastoni sul treno: fermati due ragazzi di Casoria

Erano armati di coltelli e bastoni sfollagente i due giovani a bordo di un treno dell’Eav diretto a Sorrento. Denunciati in stato di libertà dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Sorrento per porto illegale di armi bianche.   A segnalare i due ragazzi, provenienti da Casoria , è stata la telefonata al 112 di un cittadino. Ottenuta la descrizione sommaria dei due sospetti, un equipaggio del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Sorrento è intervenuto nella stazione ferroviaria, riuscendo a fermare i due segnalati appena scesi dal treno. A seguito di perquisizione personale i militari hanno trovato addosso ai minori due coltelli con manici rotanti, cosiddetti “butterfly”, e due manganelli sfollagente telescopici. “Volevamo fare una passeggiata a Sorrento e avevamo paura di essere aggrediti” è stata la giustificazione dei due ragazzini una volta fermati dai carabinieri. Le armi rinvenute sono state sottoposte a sequestro, mentre i due giovani sono stati affidati ai rispettivi genitori. (

Ercolano, la GDF sequestra 400 tonnellate di indumenti usati e stoccati senza sanificazione

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Circa 400 tonnellate di indumenti usati e di scarti di lavorazione tessile sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza, a Ercolano in un’ impresa di commercio all’ ingrosso e recupero di rifiuti tessili. Il materiale non era sanificato ed era stoccato in un’ area di 1600 metri quadrati, che è stata sequestrata insieme al deposito. Nel locale sono state trovate anche 2 tonnellate di materiale plastico ed attrezzature da lavoro. I finanzieri del Comando di Portici hanno identificato 18 lavoratori in nero, 4 dei quali sono risultati percettori del Reddito di Cittadinanza. Due responsabili dell’ impresa un 50enne e un 49 enne di Ercolano, sono stati denunciati per la mancanza di autorizzazioni in materia ambientale. L’ impresa è stata segnalata alla Direzione Territoriale del ministero del Lavoro per un provvedimento di sospensione