Somma Vesuviana, i giovani democratici propongono l’abolizione della tampon tax

Riceviamo e pubblichiamo dai Giovani Democratici che propongono l’abolizione o la detassazione della tampon tax dal 22% al 4%   La questione della tampon tax è ritenuta troppo distante dalle priorità politiche, sia nazionali che locali. Nella logica benaltrista non si è mai posta un attenzione necessaria a questa tematica. Mentre in altre città del mondo, ormai già da anni la tampon tax è stata eliminata o calmierata, in Italia, ad oggi, sono pochissime le città che hanno provveduto, in modo autonomo, ad agire in questa direzione. Ad oggi è paradossale che un rasoio, le sigarette, i “gratta e vinci” siano tassati al pari di un pacco di assorbenti. E la questione non è esclusivamente economica: lo Stato non considera un “bene di primaria necessità” un prodotto igienico sanitario di fondamentale importanza per le donne. Per tanto abbiamo deciso di agire, proponendo all’amministrazione delle misure da attuare, affinchè la tassazione sia calmierata al 4%. Speriamo che questa proposta possa rappresentare un passo importante verso una maggiore acquisizione di diritti e una solida azione politica verso le questioni di genere. Siccome siamo tra i primi in Campania e nel sud Italia ad aver proposto al governo locale l’eliminazione della tampon tax, ci auguriamo che anche le città limitrofe si attivino, affichè questa questione possa suscitare un reale interesse da parte del governo nazionale. #ilciclononèunlusso (fonte foto: rete internet)

Gori, i sindaci dei “Comuni per l’acqua pubblica” chiedono la riduzione delle tariffe

Riceviamo e pubblichiamo  

Si tiene oggi, 18 Maggio, alle ore 16 la seduta del Consiglio di Distretto Sarnese Vesuviano per l’approvazione dello schema regolatorio delle tariffe del gestore idrico GORI per il periodo ‪2020-2023‬.

I sindaci e i consiglieri appartenenti al gruppo “Comuni per l’acqua pubblica” si dichiarano contrari alla proposta di nuovi aumenti delle tariffe, che per gli anni 2022 e 2023 lieviterebbero ulteriormente del 2,5% circa all’anno. Rincari ingiustificati in un momento di così drammatica crisi economica, anche alla luce degli esorbitanti aumenti del 31% già applicati nel quadriennio ‪2016-2019‬. Un boom di costi a carico dei cittadini che prosegue senza sosta da un ventennio e che ha portato le bollette ad essere tra le più alte d’Italia e socialmente insostenibili per decine di migliaia di utenti. In Campania, infatti, confrontando le tariffe applicate negli altri territori, esiste da tempo un’inaccettabile diseguaglianza che penalizza ingiustamente 1 milione e mezzo di cittadini. Gli introiti tariffari GORI sono passati da 120 milioni di euro nel 2011 a ben 209 milioni nel 2019 e sono destinati a crescere considerevolmente anche nei prossimi anni. Eppure le tariffe all’ingrosso dell’acqua sono state congelate con delibera del comitato esecutivo dell’Ente Idrico Campano e non prevedono aumenti. L’unica strada percorribile è abbassare le tariffe: solo così può avvenire una reale inversione di tendenza. Ci sono già ora le condizioni per una sensibile riduzione delle tariffe, tenendo anche conto delle ingenti risorse pubbliche per investimenti che sono stanziate nei fondi europei e nel Recovery Fund (PNRR). Questa la posizione dei tredici consiglieri distrettuali eletti nelle liste dei “Comuni per l’acqua pubblica”: Rosario Bisogno (Mercato San Severino), Gianluca Del Mastro (Pomigliano D’Arco), Pasquale Di Marzo (Volla), Salvatore Di Sarno (Somma Vesuviana), Roberto Falcone (Angri), Maurizio Falanga (Poggiomarino), Vincenzo Fiengo (Cercola), Francesco Gioia (Fisciano), Giuseppe Grauso, Gianluca Napolitano, Massimo Pelliccia (Casalnuovo di Napoli), Edoardo Serpico (Scisciano), Manlio Torquato (Nocera Inferiore). “Da amministratori locali – sottolineano i rappresentanti – conosciamo bene l’impossibilità di tante famiglie di poter pagare bollette così elevate, i disservizi quotidiani, i distacchi selvaggi, la scarsità di investimenti sulla rete idrica e fognaria – se non con l’utilizzo di risorse provenienti dalla fiscalità generale – con conseguenti danni alla salute dei cittadini e all’ambiente. L’accesso all’acqua è un diritto umano universale, riconosciuto dall’ONU, indispensabile alla vita, oggi più che mai condizione essenziale per superare l’emergenza igienico-sanitaria che stiamo vivendo”. I Comuni, inoltre, sono completamente esclusi dal controllo societario del gestore GORI, la cui proprietà è nelle mani di un commissario di nomina regionale e della multinazionale Acea. Per questo motivo non è più rinviabile la distribuzione delle quote azionarie di GORI SpA agli enti locali, per promuovere una gestione pubblica, solidale e partecipata del servizio idrico, nel rispetto della volontà popolare espressa con i referendum del 2011: solo così si potrà produrre un cambiamento anche in efficienza.  

Fiorentina – Napoli (Partita 51), vincere mentre ti stai giocando qualcosa

Siamo agli sgoccioli del campionato, 4 squadre si giocano i posti Champions, il Napoli è padrone del suo destino.

 

 

Contro si trova la Fiorentina, che, a retrocessione scampata, non avrebbe nulla da chiedere al campionato, dovrebbe giocarsi la sua onesta partita, e invece sembra che si stia giocando qualcosa in più, forse motivata dal risultato dell’andata. Resta un atteggiamento estremamente agressivo e polemico, che non mi sarei aspettato. Sul campo il Napoli gioca un primo tempo in chiaroscuro, pungolato dagli avversari, che possono far male. Una traversa di Insigne e le corse di Osimhen non bastano, il Napoli deve fare di più per dimostrare di tenere a questa qualificazione. Servirà sangue freddo, coraggio e decisione, che sono mancati in questa prima frazione. Si deve fare di più nella ripresa. E mentre i viola si accontentavano di un pareggio d’oro per i loro obiettivi (sono ovviamente ironico), il Napoli cambia registro, segna con Insigne, che ribatte su un rigore sbagliato. Ribéry è imprendibile, la Fiorentina si risveglia, non ci sta. Palo di Insigne, e il Napoli raddoppia con un tiro di Zielinski, sulla deviazione di Venuti non può nulla Terracciano. La Fiorentina si risente dell’esultanza eccessiva di Contini, che abbraccia il suo compagno. Ma non capisco, una squadra che si sta giocando qualcosa di importante non può esultare perché vede quell’obiettivo avvicinarsi?

E’ un Napoli che mostra la maturità che spesso è mancata, ha trovato un Osimhen in forma e le giuste idee per questo scorcio di stagione. Manca poco. Un ultimo scoglio e il Napoli potrà decidere la sua sorte. Oggi non parliamo di una partita persa in albergo, ma di una vittoria che avvicina il Napoli ad un risultato che vale una stagione.

Terra dei Fuochi, al setaccio aziende di concerie e pellamifici

Carabinieri per la tutela ambientale e la Transizione Ecologica. Nel corso degli ultimi mesi è stata intrapresa dai Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica una complessa campagna di controlli tesi a reprimere fenomeni di abbandono e combustione illecita di rifiuti nei territori tristemente noti come “Terra dei Fuochi”. In una prima fase è stato effettuato uno studio di analisi, finalizzato a censire le aree maggiormente utilizzate per l’abbandono e la combustione dei rifiuti e, successivamente, si è proceduto ad analizzare la particolare tipologia di rifiuti, oggetto di combustione. Da tale quadro, si è poi risaliti alle filiere produttive, da cui scaturisco particolari tipologie di scarti di produzione, pianificandone controlli “a tappeto”. La prima attenzione è stata dedicata alla filiera del pellame e del tessile, i cui primi iniziali controlli hanno consentito non solo di ravvisare numerose violazioni in materia di smaltimento degli scarti di lavorazione, ma soprattutto hanno condotto ad individuare ulteriori aziende operanti in modo illegale e abusivo nella stessa filiera. Proprio in virtù di tali primi positivi riscontri, nelle mese di settembre e di ottobre dello scorso anno e, da ultimo, alcuni giorni orsono, nei Comuni di Napoli, Casavatore (NA), Giugliano in Campania (NA), san Tammaro (CE) e Solofra (AV), Ottaviano (NA), San Giuseppe Vesuviano (NA), San Gennaro Vesuviano (NA) e Palma Campania (NA), i Carabinieri del Gruppo per la Tutela Ambientale di Napoli – Nuclei Operativi Ecologici di Napoli, Caserta, Salerno, Bari e Potenza –, collaborati da personale del Gruppo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Napoli – NIL di Napoli – e dai militari dei Comandi Provinciali di Napoli e Caserta hanno effettuato una serie di controlli finalizzati ad accertare le modalità di smaltimento degli scarti di lavorazione delle industrie tessili, avendo appurato che proprio gli scarti tessili rappresentano una delle tipologie di rifiuti più spesso dati alle fiamme nelle aree maggiormente interessate dalla combustione illecita di rifiuti. Nello specifico, circa 60 militari, hanno sottoposto a verifica numerosi opifici industriali nella Provincia di Napoli e Caserta. All’esito delle operazioni compiute i Carabinieri del N.O.E. hanno deferito all’Autorità Giudiziaria nr. 29 persone, titolari di altrettante ditte, ritenuti responsabili di smaltimento illecito di rifiuti e scarico illecito di acque reflue industriali in corpo idrico superficiale, sottoponendo a sequestro impianti e macchinari utilizzati per l’esercizio delle illecite attività di concia e lavorazione del pellame e dei tessuti. Nello stesso contesto, i Carabinieri del NOE di Napoli e del Nucleo Ispettorato del Lavoro dello stesso capoluogo hanno disposto la sospensione dell’attività produttiva di nr. 5 opifici della provincia di Napoli, in quanto, al momento del sopralluogo, verificavano l’abusivo stoccaggio di ingenti quantitativi di scarti di lavorazione, nessuno dei quali riportato sui registri previsti per legge e la presenza di nr. 39 operai “in nero”, su un totale di nr. 60 occupati. Nel corso dei controlli veniva acquisita cospicua documentazione, al vaglio degli investigatori, che consenta di risalire ad ulteriori filiere illegali. I riscontri ottenuti hanno permesso di confermare come la problematica dello smaltimento illecito di rifiuti, a mezzo di combustione degli stessi, sia dovuta principalmente: –       agli elevati oneri da sostenere per il regolare smaltimento dei rifiuti; –       all’esistenza di attività che operano con manodopera “in nero”; –       alla tendenza di talune aziende di nascondere al fisco la reale operatività, limitando la fatturazione attraverso la produzione “in nero” ed evitando dunque i previsti oneri di tassazione. Nel complesso, nel corso degli ultimi mesi, sono stati conseguiti i sequenti risultati: –       controllati nr. 54 opifici industriali operanti nella lavorazione e commercializzazione del pellame; –       denunciate nr. 29 persone; –       sequestrate nr. 11 aziende e numerosi impianti e macchinari utilizzati per le illecite attività, nonché numerosi sacchi contenenti scarti di lavorazione, destinati all’abbandono su strada; –       irrogate nr. 90 sanzioni amministrative per ‪285.000‬,00 (duecentottantacinquemila) euro complessivi. I controlli dei Carabinieri del N.O.E. proseguiranno anche nei confronti delle altre filiere produttive, individuate quale responsabili dei fenomeni di abbandono e combustione degli scarti di lavorazione.

Somma Vesuviana, il PD: ” Puc, l’amministrazione faccia capire quale idea di città futura ha in mente”

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Dal Partito Democratico riceviamo e pubblichiamo   La lunga e complessa vicenda del PUC, documento fondamentale per la crescita della nostra comunità, sembra non avere fine. L’affidamento ufficiale dell’incarico alla società MATE di Bologna, classificatasi seconda, non ha cambiato la situazione rispetto a sei mesi fa, quando l’incarico fu affidato al gruppo di tecnici classificatosi al primo posto in graduatoria. La redazione del Documento di Indirizzi programmatici del PUC, che fissa le finalità generali della pianificazione urbanistica, basate su scelte politiche e articolate in strategie attuabili attraverso precise azioni, è considerato indispensabile per orientare il lavoro di qualsiasi tecnico incaricato. Tuttavia, ad oggi, né la Giunta, né il Consiglio Comunale hanno proceduto alla redazione, alla discussione ed all’approvazione di questo importantissimo documento preliminare. Il Partito Democratico chiede all’Amministrazione Comunale di chiarire e far conoscere all’opinione pubblica:
  1. i motivi di tale ritardo e inadempienza;
  2. quale idea di città futura ha in mente;
  3. che fine ha fatto la bozza di documento redatto e presentato dal primo gruppo classificato;
Il vecchio PRG (Piano Regolatore Generale) vigente, seppur oggetto di una recentissima e discutibile “variante”, risulta superato e necessitava, già da tempo, di una completa rivisitazione. La redazione delle linee guida programmatiche dovrebbero tener conto di alcuni elementi come il lento, ma costante, decremento della popolazione; della crisi economica e finanziaria; dei cambiamenti climatici e ambientali; della compatibilità della crescita urbana con i limiti delle risorse naturali. Il Partito Democratico sente il dovere di evidenziare questa grave carenza e invita i cittadini, le associazioni presenti sul territorio, i rappresentanti delle diverse categorie sociali e professionali ad aprire un dibattito sul tema. Per questo chiede all’Amministrazione comunale di far conoscere le linee d’indirizzo programmatiche che non possono e non devono essere elaborate dai professionisti di turno incaricati. Il Partito Democratico ritiene che questo sia un passaggio cruciale ed importantissimo al fine di pervenire a scelte e decisioni condivise e “partecipate” dalla nostra comunità in quanto la definizione del PUC interesserà il nostro territorio per almeno il prossimo ventennio.

Sant’Anastasia, lettera del segretario Pd: “Il piano assunzioni approvato in Consiglio non è adeguato”

Da Antonio Pone, segretario del Pd Sant’Anastasia, riceviamo e pubblichiamo.   La scorsa settimana come gruppo dirigente e consiliare del PD Sant’Anastasia avevamo posto l’attenzione sulla mancanza di dipendenti comunali e sulla necessità di un piano assunzioni serio e di lunga prospettiva. Alcuni membri della maggioranza ci avevano caldamente invitato a “leggere le carte” perché il piano già c’era e venerdì scorso, con l’approvazione del DUP e del bilancio, è passato in consiglio comunale. Il problema però sta proprio nel fatto che noi le carte le abbiamo lette! La situazione del personale è nota ormai a chiunque si sia trovato, anche una sola volta, anche per caso, in un ufficio comunale negli ultimi tempi e per potervi far fronte c’è bisogno di scelte più coraggiose di quelle proposte. Facciamo qualche calcolo. Al 1° gennaio 2021 la pianta organica dell’Ente è di 78 unità (in cui sono già compresi i 6 posti dell’ufficio staff, di nomina fiduciaria e a tempo determinato) mentre al 31 dicembre 2023, tra nuove assunzioni e pensionamenti, sarà di 90. Tra queste 12 unità in più però la grande maggioranza è di categorie C (per intenderci, posizioni aperte ai diplomati), mentre tra le poche categorie D (laureati) spicca purtroppo in negativo la nomina di un solo assistente sociale, una posizione delicatissima e centrale in ogni comunità, che non può incaricarsi in solitudine di un lavoro immane. Salutiamo invece positivamente, proprio perché la nostra non è un’opposizione a prescindere, la scelta di assumere un esperto agronomo che possa occuparsi del nostro ricchissimo patrimonio arboreo. Tutte le altre categorie D saranno assunte a tempo determinato, con una scadenza che per legge non può essere superiore al mandato del sindaco. In sintesi, 14 sono ad oggi le D a tempo indeterminato in pianta organica, sempre 14 saranno a fine 2023! In questo modo non si crea una rete di dipendenti di lunga prospettiva, che possa nel corso del tempo maturare esperienza non solo delle procedure ma anche del contesto sociale ed economico e divenire vera e propria “memoria storica” del nostro comune, memoria che in passato è sempre stata fondamentale per la classe politica che si è alternata alla guida del Paese. Chiediamo poi con forza che quantomeno nelle “alte specializzazioni” richieste dalla legge per le assunzioni a tempo determinato ci sia al 1° posto la capacità di scrivere progetti e intercettare fondi europei, l’idea stessa che nel 2021 questa competenza non sia un assillo, quasi un’ossessione, per la politica è un pessimo segnale. Senza personale qualificato, libero da ogni possibile condizionamento, spronato a lavorare al 100% non usciremo mai da questa drammatica crisi! Anche per questo motivo, insieme a tanti altri che spiegheremo nel dettaglio ai cittadini (il famigerato rimborso TARI che sta creando solo confusione, l’IRPEF da pagare anche per chi ha un reddito annuo di soli 10.000 €, i fondi inesistenti alla voce cultura ecc.), abbiamo votato convintamente contro questo bilancio di previsione! Dall’opposizione continuiamo a lavorare senza sosta per una Sant’Anastasia migliore. Antonio Pone Segretario PD Sant’Anastasia

Ex Auchan di Nola e Giugliano, salvataggio in dubbio: 214 posti a rischio. Paura anche per Afragola e Quarto

A febbraio sembrava che finalmente fossero salvi gli ipermercati passati prima a Conad e poi alla campana GDM. Ma è nato un brutto contenzioso con Ipercoop   La brutta notizia è stata appena resa nota dalla società GDM ai sindacati: è stata rinviata a data da stabilire la riapertura degli ipermercati ex Auchan di Nola e Giugliano, chiusi da mesi per ristrutturazione ma per i quali era stata fissata la ripresa entro il primo luglio prossimo. La riapertura dei due impianti, 88 i lavoratori dell’iper di Nola, ubicato nel centro commerciale Vulcano Buono, e 126 quelli della struttura omologa di Giugliano, era stata prevista tra alcune settimane, con l’inizio dell’estate. Nel frattempo i circa 214 lavoratori si trovano in cassa integrazione a zero ore dall’inizio dell’anno. Cassa integrazione che non viene anticipata dall’azienda e che quindi l’Inps eroga con grave ritardo. Tutti i dipendenti non stanno percependo la cassa integrazione, da tre mesi.    E dal confronto avvenuto oggi tra azienda e sindacati è arrivata la doccia gelata. GDM, la società campana che a febbraio ha rilevato da Margherita Distribuzione, una controllata di Conad, gli ipermercati dislocati a Nola e a Giugliano e che fino a tre anni fa erano della francese Auchan, ha detto ai sindacati che la grande cooperativa emiliana Alleanza 3.0 non vuole concederle l’uso del marchio Ipercoop, utilizzo che invece da anni le è concesso per la gestione degli ipermercati attualmente aperti di Afragola e di Giugliano. Intanto, sulla base delle notizie pervenute dall’assemblea sindacale che si sta svolgendo in questo momento con i lavoratori, il marchio Ipercoop , con la scadenza del contratto di franchising fissata al 2022, potrebbe essere messo in discussione anche negli ipermercati in questo momento in esercizio nei centri commerciali Le Porte di Napoli e Quarto Nuovo. Si tratta di una notizia deflagrante sul piano sociale, produttivo e occupazionale. Il salvataggio degli ipermercati di Nola e di Giugliano era stato salutato dai sindacati e dalla politica regionale in modo entusiastico. Ma adesso tutto viene messo in dubbio. Se le cose non dovessero cambiare si potrebbe aprire in Campania la vertenza più grave dopo quella della Whirlpool.  In questo momento il gruppo GDM conta circa 500 dipendenti distribuiti nei punti vendita di Afragola (aperto), Quarto (aperto), Torre Annunziata (aperto), Castellammare (aperto), Giugliano (chiuso) e Nola (chiuso). A ogni modo Alleanza 3.0 oggi ha risposto così, dalla sede centrale di Bologna, alle domande sul pericolo occupazionale che si sta profilando nel Napoletano: “I negozi di Afragola e Quarto continuano normalmente ad operare con il contratto di franchising che hanno con Ipercoop mentre Nola e Giugliano sono al momento fuori dal perimetro dei nostri franchising”. Il problema però è che GDM ha un vincolo di esclusiva con Alleanza 3.0 per l’utilizzo del marchio in franchising. la società campana non può usare altri marchi per l’inaugurazione di nuovi ipermercati, nuovi ipermercati come quelli appunto di Nola e Giugliano.        

Marigliano, l’area PiP sotto la lente d’ingrandimento della polizia locale

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Si spostano i controlli della polizia locale di Marigliano sull’ area PiP. Controllato un cannone, dove sono state riscontrate diverse violazioni.      Nonostante il comando sia senza personale stanno proseguendo i controlli di polizia edilizia . Questa volta la sinergia con il locale ufficio tecnico ha esteso il controllo su un capannone industriale ove sono emerse diverse violazioni. Cambio di destinazione d’uso; mancata presenza dei formulari di smaltimento dei prodotti di lavorazione; lavori difformi da quelli consentiti e mancanza di scia amministrativa per una determinata fattispecie . Il sopralluogo riguarda sia violazioni di carattere edilizia che di natura ambientale unitamente a controlli di polizia amministrativa. “I controlli- dichiara il comandante Nacar-  stanno continuando in particolare  con l’ ufficio tecnico anche per le inottemperanza alle ordinanze,  mentre si sta lavorando ancora in sinergia per la restituzione degli alloggi popolari nel rione 219 per gli aventi diritto. Contiamo di raggiungere altri risultati nei prossimi giorni “

Somma Vesuviana, politica, i consiglieri Aliperta e Nocerino lasciano la maggioranza

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dei consiglieri Aliperta e Nocerino

“Il nostro gruppo, premiato ed eletto nel 2017, dopo aver assunto l’onere di partecipare al governo della Città, ha lavorato proficuamente, si è impegnato con senso di responsabilità nell’attività amministrativa dell’Ente, risultando determinante nelle scelte strategiche e negli interessi generali“. Si legge nella comunicazione presentata dai consiglieri “Siamo Sommesi” Adele Aliperta e Giuseppe Nocerino all’attenzione del Sindaco Salvatore Di Sarno, dove vi è la decisione di entrambi di abbandonare la maggioranza. Una decisione che si sostanzia al margine di una netta riflessione, come si evince dallo stesso documento che riportiamo di seguito nella sua interezza.

Dopo aver informato e sentito i Consiglieri del gruppo “Siamo Sommesi”, Giuseppe Sommese e Luisa Carmen Feola che, pur essendone a conoscenza non sottoscrivono questo documento, nonché l’assessore al Bilancio Raffaele Irollo, che ha condiviso il contenuto. Dopo aver, nei mesi precedenti, ripetutamente portato alla Sua attenzione la necessità di definire con puntualità e responsabilità, i metodi di attuazione e di finalizzazione del programma di governo della Città di Somma Vesuviana 2017-2022, visto che tale confronto non ha prodotto, né avviato, concrete soluzioni ed indirizzi politico-amministrativi condivisi. I risultati raggiunti, senza dubbio migliorabili, sono anche frutto di studio, di confronti, scontri, approfondimenti, tutti certificabili alla Città con i requisiti della trasparenza, legittimità e soprattutto della massima condivisione. L’anno 2020 ha condizionato l’azione amministrativa e gli obiettivi sono stati in parte raggiunti ed in parte rimandati per fronteggiare l’emergenza sanitaria ed anche in tale fase abbiamo dato prova di responsabilità e dedizione, fornendo alla comunità il nostro contributo con coerenza e lealtà, pur sottolineandoLe direttamente e in più di un’occasione l’importanza di una ripartenza basata sulla maggiore capacità amministrativa ed indicando il 2021 come l’anno della accelerazione e del recupero, avendo come canovaccio il metodo del confronto con tutte le forze politiche in cui prevalgono il buon senso e gli interessi economici e sociali della Città.

È preoccupante constatare e non senza amarezza, che malgrado i ripetuti solleciti di stimolare e promuovere dei confronti chiarificatori, i risultati politico-amministrativi di oggi sono i seguenti:

a) Progetti fermi a causa di un irresponsabile stallo amministrativo;

b) Assenza totale di riunioni di maggioranza, che intanto ha cambiato composizione;

c) Improvvisazione, sopravvivenza, mancanza di responsabilità per governare e guidare processi di attuazione di opere finanziate;

d) Anomale interpretazioni di regole, norme e regolamenti sembrano aver preso piede nella nostra amministrazione mettendo di fatto “in minoranza” il concetto fondamentale di Buona Amministrazione della organizzazione politica “Siamo Sommesi” che, per fare chiarezza e per senso di responsabilità, esplicita a Lei ed alla Città di Somma Vesuviana di “non essere più parte della maggioranza”.

Alla luce di tutto ciò, nel rispetto del mandato elettorale e fino a quando non ci sarà un serio, radicale e funzionale confronto, riteniamo doveroso non sostenere l’azione di governo e scegliere coscientemente di valutare autonomamente, abbandonando il vincolo di maggioranza, ogni atto amministrativo che non abbia efficacia positiva sulla vita sociale ed economica della Città o che non sia utile a completare il programma elettorale 2017-2022.

Uno degli atti fondamentali che porteremo in Consiglio con il Dr. Irollo Raffaele sarà il Bilancio di Previsione 2021-2023 che, come tutti sanno, è lo strumento autorizzatorio per ogni azione e spesa dell’Ente locale territoriale. Il Consiglio Comunale è stato e sarà il nostro Organo fondamentale e luogo di confronto deputato a far emergere le nostre idee per la città e dove Lei sarà chiamato ad esprimersi in modo chiaro, anche al fine di poter, eventualmente, recuperare quanto riteniamo smarrito negli ultimi mesi. “

Portici, festa in casa con musica e invitati:sanzionate 9 persone

Continuano i controlli dei carabinieri per la verifica del rispetto normativa anti covid. A Portici, poco prima delle 22, i Carabinieri – allarmati dal 112 – sono intervenuti in via poli. Avevano segnalato degli schiamazzi. Da un appartamento musica ad alto volume, luci e grida di festa. I carabinieri sono entrati ed hanno accertato che si trattava di una festa di 18 anni. La proprietaria dell’appartamento e gli 8 ragazzi presenti sono stati identificati. Saranno sanzionati per aver violato le normative anti-contagio.