Racket con “regolare” fattura: 31 arresti e sequestri. Colpo al clan “Amato-Pagano”

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 Se il commerciante vittima del “pizzo” pagava con un bonifico, poteva ricevere anche una fattura da usare per “scaricare” la “spesa”: è una “primizia” investigativa, una sorta di racket 2.0, quello emerso dall’inchiesta della Guardia di Finanza e della Squadra Mobile di Napoli che hanno arrestato 31 persone (22 in carcere e 9 agli arresti domiciliari) ritenute dalla DDA appartenenti o che comunque avrebbero favorito il clan degli Amato Pagano di Secondigliano.   Una ditta compiacente, dopo avere ricevuto il bonifico, restituiva la somma in contanti al clan trattenendo per sé l’importo dell’Iva. Infine emetteva “regolare” fattura al commerciale.  L’ordinanza è stata eseguita tra Napoli e Caserta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e la Questura di Napoli, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. Associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni, traffico di stupefacenti, aggravati dal “metodo mafioso”, questi i reati a vario titolo contestati agli indagati. Contestualmente, sono in corso, tra Campania, Molise ed Emilia Romagna, sequestri di beni immobili, società e denaro contante per un valore di oltre 25 milioni di euro.

Lite tra tre donne dopo un incidente. Un arresto e due denunce per rissa

I carabinieri della Stazione di Qualiano hanno arrestato per resistenza e lesione a P.U.  e denunciato per rissa una 27enne del posto e denunciato per rissa, altre due giovani donne di 21 e 18 anni.   I militari erano intervenuti in piazza Rosselli dopo un incidente stradale con feriti. Nel corso delle operazioni di rilevamento, per futili motivi, era iniziata una discussione poi degenerata in una rissa tra tre donne, una delle quali fidanzata di uno dei soggetti coinvolti nell’incidente. Anche i Carabinieri, durante l’intervento, sono stati ripetutamente colpiti dalla 27enne,  poi bloccata e accompagnata in caserma. La 21enne e la 18enne hanno riportato lesioni personali giudicate guaribili in 2 giorni, mentre i militari sono stati refertati con 5 giorni. (fonte foto:rete internet)

Salerno, sequestrate 821 tonnellate di pomodoro ritenuto contaminato da pesticidi

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La Procura della Repubblica di Nocera Inferiore (Salerno) e i Carabinieri per la Tutela Agroalimentare hanno sequestrato, d’urgenza, 821 tonnellate di pomodoro semilavorato, del valore di circa un milione di euro, ritenuto contaminato da pesticidi. I livelli dei composti chimici rilevati nel pomodoro erano tali da far ritenere agli inquirenti concreto il rischio di nocività per la salute umana. La merce era stoccata in migliaia di fusti metallici contenenti ognuno mediamente 250 kg di prodotto in attesa di essere lavorata e confezionata, solitamente in barattoli e tubetti di diversi formati, per la successiva vendita sul mercato – prevalentemente estero – come doppio o triplo concentrato di pomodoro. Per quanto ingente, la quantità di pomodoro semilavorato sequestrato rappresenta solo ciò che resta di una partita ancora più importante: è stato accertato, infatti, che già alcune centinaia di tonnellate sono state commercializzate in Paesi UE ed extra UE. I titolari dell’azienda dell’Agro-Nocerino-Sarnese, leader nel settore conserviero, dove il pomodoro è stato posto sotto sequestro, sono stati denunciati sia per frode in commercio (la fattispecie applicata tende difatti a tutelare l’interesse concernente l’ordine economico in relazione alla lealtà e alla moralità del commercio, assicurando così la buona fede negli scambi commerciali), sia per commercio di sostanze alimentari nocive.

La battaglia del prof. Natale Ammaturo contro la retorica dei “luoghi comuni” sui giovani

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Nel libro “Un sociologo per il Mezzogiorno” studiosi, amici e colleghi hanno “disegnato” con chiarezza e con una partecipazione intensa i passaggi fondamentali del pensiero di Natale Ammaturo (1945 – 2018), professore di sociologia all’Università di Salerno e dal 2011 direttore del Dipartimento di Scienze umane, filosofiche e della “formazione –DISSUF”  presso l’ Ateneo salernitano. Autore di libri e di centinaia di articoli, direttore di riviste,  Natale Ammaturo ha partecipato a conferenze internazionali su invito di Università della Spagna, della Francia, dell’Ungheria, del Marocco. In un prossimo articolo parleremo delle sue importanti riflessioni sulla “questione meridionale”.     Molte cose belle, dettate dal cuore e dalla mente, hanno scritto, su Natale Ammaturo, amici e colleghi. Giuseppe Masullo ha giustamente ricordato che il prof. Ammaturo non condivideva le tendenze dello struttural- funzionalismo che “non ha occhi né cuore per il destino del singolo e per le angosce dell’uomo che vive in situazioni di emarginazione”. Conobbi Natale Ammaturo nel mio primo anno di insegnamento, a San Gennaro Ves.no: era il 1970. Egli si accorse subito del fatto che le mie idee sulla sociologia “sapevano” di scetticismo. La mattina, prima di entrare nell’Istituto, prendevamo il caffè al chiosco in piazza, e si chiacchierava, mentre arrivavano dal Vesuviano e dal Nolano gli alunni: e lui, tra una chiacchiera e l’altra, commentava, con la levità di tono che lo distingueva, i gesti e i modi dei ragazzi, e i segni della loro “persona”: e lo faceva con un affetto e un rispetto che non ho più dimenticato. Pochi colleghi ho incontrato nella mia carriera a cui gli alunni abbiano tributato lo stesso rispetto che il mio amico Natalino meritò: il rispetto vero che i ragazzi sentono non per l’autorità, ma per l’autorevolezza. Sono testimone diretto del suo amore per la sua terra, un amore intenso, coinvolgente, che lui manifestava con lo sguardo e con certi silenzi più eloquenti di una predica: lui, che io chiamavo Cicerone, perché, quando era necessario, scioglieva in discorsi fiammeggianti la sua ira, la sua saggezza, la sua ironia. Dell’ironia conosceva e usava da Maestro tutti i gradi, dalla battuta leggera, allo sfottò, al sarcasmo. Sono testimone del coraggio con cui egli parlava dei lacci che impediscono alle nostre comunità di alzarsi in piedi, dei pesi che le schiacciano, e, soprattutto, della vigliaccheria e dell’ignoranza  di certi rappresentanti delle istituzioni che non vogliono vedere e non vogliono sentire. Il coraggio, l’amore per la concretezza, il rispetto degli altri e il rispetto di sé, il culto dell’amicizia, e il sentimento del tempo che passa – il sentimento dei suoi brevi incontri con la malinconia – sono stati i cardini della humanitas di Natalino Ammaturo: e oggi credo che le sue riflessioni sui “passi” in cui Seneca medita sulla brevità della vita siano state dettate non dalla paura della morte, ma dalla necessità di chiarire a sé stesso e agli altri da dove debba incominciare chi vuole avviare – almeno avviare –  a soluzione qualcuno degli smisurati problemi che scuotono l’Italia. Quando ho scoperto che nel 2010 Natale aveva pubblicato, con E. De Filippo e S. Strozza, “La vita degli immigrati a Napoli e nei paesi vesuviani”,  mi sono detto che era naturale che egli scrivesse questo libro, che questo libro era la naturale conseguenza del suo modo di “vivere” il territorio, di misurare la concretezza della storia, di confrontarsi con gli altri: gli altri, presi uno ad uno, e, nello stesso tempo, tutti insieme. Sono testimone del fatto che già nei primi anni ’70 Natale Ammaturo vedeva nella scuola e nell’educazione dei giovani la questione fondamentale, per il Sud e per l’Italia tutta. “La cultura dell’educazione nella società contemporanea ha per compito prioritario la formazione di un cittadino capace di catturare le innovazioni e di adattarsi ai cambiamenti continui in un processo di apprendimento vissuto da protagonista, nel pieno dell’autonomia decisionale”. E giustamente Giuseppe Masullo e Miriam Matteo sottolineano l’importanza della sfida che Ammaturo lanciò agli artefici dei luoghi comuni sul mondo giovanile. “Un pericolo del quale il ricercatore oggi prende le debite distanze è costituito dalle omologazioni con le quali ancora alcuni studiosi procedono nella loro analisi per definire l’universo giovanile…Non è possibile definire i giovani come una generazione piatta, priva di forma, senza storia.” Così egli scriveva in un testo di cui curò la pubblicazione nel 2008, “Il consumo culturale dei giovani. Una ricerca a Napoli e a Salerno”. E riflettendo sulle cause profonde del movimento studentesco del 2018, egli fece notare che i giovani contestavano un sistema scolastico che “non aveva né gli strumenti didattici adeguati, né un corpo docente preparato a rispondere efficacemente alle sfide poste da un mercato del lavoro in repentina trasformazione nella ormai società postindustriale” (Masullo- Matteo). Scriverò in un altro articolo della profonda analisi che Natale Ammaturo ha condotto sul passato e sul presente della “questione meridionale”. Sarebbe bello se la comunità di San Gennaro Ves.no riconoscesse, dedicando al professore una strada, una manifestazione annuale, l’importanza del contributo che egli ha dato alla storia culturale e sociale del territorio e l’intensità del suo amore per la sua terra.      

In 24 ore due episodi di violenza all’ospedale Cardarelli

Nuova tensione e violenza questa notte all’ospedale Cardarelli di Napoli. Intorno alla mezzanotte, spiegano fonti dell’ospedale, è morto un paziente che era in medicina d’urgenza. I parenti erano all’esterno dell’edificio ad attendere e i medici hanno preavvisato la polizia che ha accompagnato i sanitari a dare la comunicazione del decesso: al momento della notizia, però, i parenti hanno avuto una reazione di rabbia nonostante la presenza di quattro volanti. Familiari e amici dell’uomo deceduto hanno cercato di entrare all’interno del padiglione che ospita il reparto di Medicina d’Urgenza, con l’intento di picchiare i medici in servizio. Momenti di altissima tensione nei quali i familiari e gli amici del paziente deceduto hanno distrutto il vetro della porta di accesso al Padiglione. Le forze di polizia li hanno identificati e hanno poi riportato la calma. Già sabato, alle 23 circa, un gruppo di donne, familiari di una paziente deceduta, avevano preso d’assalto il reparto di Medicina d’Urgenza con l’intento di aggredire i medici in servizio, reagendo così alla morte di un loro parente.

Somma Vesuviana, Lega Giovani presenta una istanza con raccolta firme per ripulire via Malatesta

Riceviamo e pubblichiamo dal coordinatore cittadino dei Lega Giovani   Il coordinatore della Lega Giovani di Somma Vesuviana ha eseguito una raccolta firme in Via Malatesta, per chiedere all’amministrazione comunale di eseguire immediatamente lavori di manutenzione stradale, rimozione dei rifiuti poiché la strada é diventata una discarica a cielo aperto, con pesanti sanzioni per chi disperde rifiuti per strada, e rimozione delle erbacce presenti sulla carreggiata. Il commento del coordinatore:” Ho raccolto con gioia la proposta dei cittadini della periferia di Via Malatesta, stamani ho presentato al comune l’istanza con la raccolta firme, sono contento per la disponibilità, l’accoglienza e la voglia dei cittadini di questa periferia abbandonata ad avere quel desiderio e quella spudorata voglia di far si che non vengano abbandonati, anche perché pagano come gli altri e non possiedono nemmeno il 50% dei servizi che possiede chi abita al centro città. 59 firme raccolte dimostrano la tanta voglia di voler rinascere. Confido nell’ amministrazione comunale, che risolvi in breve tempo i disagi della popolazione, dal mio punto di vista, mi batterò per questa causa come per chiunque altra causa mi vedrà interpellato. Sempre con la disponibilità e l’ascolto e tanta voglia di far rinascere questa città”.

“L’arte eterna” nella basilica di San Giovanni Maggiore di Napoli

Riceviamo e pubblichiamo Nell’incantevole cornice della basilica di San Giovanni Maggiore, nel centro antico di Napoli, lunedì 14 giugno alle 11 sarà inaugurata la mini collettiva “L’arte eterna, con le opere di dieci artisti: Domenico Sepe, Francesco Cretella, Raffaele Canoro, Michelangelo Della Morte, Gianni Strino, Marcello Di Pierro, Antonio Gesualdi, Vittorio Valiante, Gianluigi Infante e Ferdinando Sorgente. La mostra è stata curata interamente dal direttore artistico Ferdinando Sorrentino per conto dell’associazione culturale “Non me ne vado” e porterà in scena la pittura classica nella suggestiva atmosfera della chiesa monumentale. In concomitanza con l’evento sarà possibile visitare la basilica, tra cui il Cappellone del Crocifisso 1689, il Cappellone di S. Lucia, la Cappella di San Raffaele, l’affresco cinquecentesco de “La Madonna in trono con San Pietro e un donatore”, la Cappella Ravaschieri, il Battesimo di Cristo, i Busti dei Quattro Vescovi Santi, la Cripta sottostante della Congregazione dei LXVI Sacerdoti, il soffitto decorato dell’oratorio della Congrega 1694.  Sarà, tuttavia, necessario prenotare direttamente scrivendo in privato alla pagina “Curatore Sorrentino Ferdinando”, mentre la visita per la mostra “L’arte eterna” sarà disponibile tutti i giorni, tranne la domenica, dalle ore 9.00 alle 13.00 fino al 26 giugno. Ogni venerdì si potrà effettuare la visita guidata dell’intera struttura, visitando spazi solitamente chiusi al pubblico (come la Cripta e l’altare bizantino), mentre nel giorno dell’inaugurazione sarà possibile visitare l’intera basilica. Rimasta chiusa per decenni a causa di lavori di restauro e indagini archeologiche, la basilica di San Giovanni Maggiore, testimonianza preziosa dei principali periodi storico-artistici della città, è stata recentemente riaperta al pubblico grazie alla Curia Arcivescovile di Napoli, Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per il Comune e la Provincia di Napoli, Fondazione degli Ingegne ri di Napoli.    

Palma Campania, al via l’iniziativa “Se fossi sindaco”, una due giorni per i giovani insieme al sindaco

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del comune di Palma Campania.  Pianificazione urbanistica, ecologia, valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico. A Palma Campania, il sindaco Nello Donnarumma chiama a raccolta i più giovani e indice un avviso pubblico per farsi affiancare, per qualche giorno, alla guida della città. Nasce così “Se fossi sindaco”, un processo di condivisione della macchina comunale e delle potenzialità da sfruttare per il rilancio del territorio rivolto ai giovani palmesi dai 16 ai 25 anni. La volontà è quella di consentire alle nuove generazioni la conoscenza del funzionamento dell’ apparato comunale e di parteciparvi attivamente. Attraverso l’affiancamento al sindaco, in due giornate di lavoro, i giovani avranno un’occasione per conoscere la realtà istituzionale e amministrativa, i suoi interpreti e le attività svolte da uffici e impiegati per rispondere ai bisogni del territorio. Con “se fossi sindaco”, i giovani di Palma Campania potranno vivere un’esperienza a stretto contatto con il primo cittadino nella sua duplice veste di guida della struttura amministrativa e istituzionale e conoscere la dinamiche politiche che portano alle scelte per il governo di una città. L’evento si terrà il 18 e il 19 giugno. La prima giornata (venerdì 18) sarà dedicata ad una serie di visite nei punti più importanti e significativi del territorio di Palma Campania, mentre la seconda (19 giugno) prevede un approfondimento e un confronto negli uffici del Municipio, per meglio conoscere il funzionamento degli organi comunali e la finanza locale. L’avviso completo, con il programma delle due giornate e il modulo per iscriversi, può essere consultato sul sito internet del Comune, oltre che sui canali social dell’ente. «Si tratta di un modo per avvicinare i giovani alla politica. Cerchiamo idee dalle nuove generazioni, nuovi slanci e spunti per migliorare la vivibilità e favorire anche una crescita intergenerazionale. È necessario essere vicini ai nostri giovani, coinvolgerli nei processi decisionali attraverso una fruizione partecipata della macchina comunale, anche facendogli capire le difficoltà che siamo costretti ad affrontare ogni giorno», spiega il sindaco Nello Donnarumma.

Nola, Confartigianato e Facile impresa: concorso per start up tra tradizione e innovazione

Riceviamo e pubblichiamo.    Implementare nuovi processi produttivi anche con il recupero degli antichi mestieri, soprattutto legati alla tradizione dei Gigli. E’ quello che si propongono di fare Primart delegata Confartigianato Imprese e Facile Impresa con la collaborazione del Movimento Piazza d’Armi, i quali hanno organizzato un concorso rivolto alla creazione di nuove imprese socialmente ed economicamente orientate alla valorizzazione dell’artigianato. L’iniziativa dal titolo “ F@BERLAB” si inserisce nel più ampio progetto delle OFFICINE del  Saper Fare con le Mani” inaugurato da PRIMART Confartigianato nel 2018  ed è finalizzata ad accompagnare con supporto tecnico qualificato i progetti imprenditoriali da ZERO A START UP.  In partenariato con Facile Impresa e il Movimento Piazza d’Armi, il concorso è rivolto a giovani disoccupati o con contratti a tempo determinato con età compresa tra 19 e 45 anni residenti nel Comune di Nola o nei centri limitrofi. I progetti sono rivolti al settore manifatturiero – bio economy e biotecnologie – smart city e green economy hight tech garage e manifacturing 2.0. Coloro che hanno un’ idea da realizzare in questo campo potranno presentare la propria candidatura a partire dal 06.06.2021 attraverso l’invio telematico della domanda di partecipazione  al seguente indirizzo pec rcqualitysistem@pec.it oppure tramite lettera racc.a r all’indirizzo: Facile Impresa Via Nazionale delle Puglie 145 San Vitaliano. Alla domanda dovrà essere unita una sintesi dell’idea progettuale. La modulistica ed il Bando saranno reperibili presso gli Enti comunali, la Pro Loco di Nola, ed in ogni caso verranno inviati su richiesta alla pec suindicata.  Le domande potranno pervenire entro il 15/09/2021. Gli autori delle domande che la commissione tecnica riterrà idonee, parteciperanno ad una serata di gala che sarà organizzata appositamente. Le idee saranno sottoposte alla valutazione di una giuria popolare composta dai rappresentanti di imprese del territorio e da professionisti esperti. Le due idee progettuali che avranno ottenuto il punteggio più alto riceveranno un premio da 1.000 euro ciascuna da investire nella stessa impresa, dopo l’attivazione dell’impresa stessa. “Quello che abbiamo intenzione di fare – spiega Mariangela Cignarella, delegata Confartigianato per Nola, che finanzia interamente il primo premio messo a bando – è coinvolgere tutti gli attori istituzionali del territorio per dare vita ad un nuovo tessuto imprenditoriale e moderno, socialmente responsabile e formato”. I candidati che avranno comunque raggiunto un punteggio alto e che abbiano presentato idee cantierabili riceveranno nozioni di economia, diritto, sistemi previdenziali ed assistenziali necessari per fare impresa.  L’iniziativa è mossa dalla profonda convinzione che un tessuto imprenditoriale nuovo e vivace sia necessario oggi più di ieri. La pandemia ha rimarcato quanto nessun sistema piccolo o grande che sia possa dipendere dalle leggi della globalizzazione ed ha evidenziato il bisogno di ciascuno di noi di ricercare beni e servizi di prossimità.  Ed è proprio sui valori dell’artigianato che bisogna fare leva per ripartire e rilanciare lo sviluppo, poiché solo l’artigianato racchiude quello l’equilibrio tra l’intelligenza della mano, la creatività della mente e la passione del cuore che si rispecchiano nel nostro Made in Italy. Questa iniziativa necessita di elevate competenze tecnico- professionali, garantite anche dalla partecipazione di Facile Impresa, una qualificata realtà di consulenza strategica aziendale che guiderà con un team di esperti gli aspiranti imprenditori e che finanzierà integralmente il secondo premio messo a bando. 

Somma Vesuviana, il sindaco :”Somma quasi covid free”

  Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana Salvatore Di Sarno (sindaco): “Somma quasi Covid Free, un risultato importante grazie anche alle politiche messe in campo”. Oggi l’Astrazeneca Day fino alle ore 20 al Polo Vaccinale di Rione Trieste. “Somma Vesuviana è quasi Covid Free con soli 31 positivi attivi. Un risultato possibile grazie alle politiche messe in campo dall’Amministrazione che ha chiuso, piazze, centri, scuole quando andavano chiuse. Siamo stati gli unici a chiudere le piazze in determinate occasioni come il Carnevale ma siamo stati anche gli unici ad istituire l’Ambulanza Comunale soprattutto nel periodo più acuto quando erano numerose le chiamate du persone che si trovavano in grave crisi d’aria. Inoltre abbiamo istituito anche il Team Psicologia Emergenza Covid che ha ascoltato i giovani ed i malati. Lo stesso Polo Vaccinale nasce esclusivamente grazie alla piena sinergia tra Comune, Asl, Curia, Caritas ed ha portato a risultati davvero eccellenti. Il Polo, ringrazio a tale riguardo la referente Carmela Tufano ma in particolare la dirigente dell’Asl Nunzia Tavella, il vescovo di Nola, Mons. Francesco Marino e il coordinatore dott. Pasquale Fornaro, è stato anche ampliato con l’apertura di ben 4 sportelli e sono stati ampliati anche i punti vaccinali. Oggi, dunque  al Polo Vaccinale, fino alle ore 20,  l’Open Day con il vaccino Astrazeneca. Bisogna vaccinarsi perché solo così usciremo dall’emergenza sanitaria. Al momento abbiamo raggiunto, per quanto riguarda l’Astrazeneca Day, 250 vaccinazioni. Su tutto il territorio sommese abbiamo superato il tetto delle 16.000 inoculazioni tra prima e seconda dose tenendo conto che alcuni cittadini hanno fatto il vaccino anche presso altri Poli Vaccinali. Ora però continuiamo a prestare attenzione perché il Covid comunque continua ad uccidere, è dei giorni scorsi la trentaseiesima vittima a Somma Vesuviana Ed un grazie a Protezione Civile e Corpo dei Vigili Urbani”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano.