La pietà domestica: cultura e devozione tra le campane di vetro

Ad onta del silenzio che le ha circondate, le campane di vetro – oltre a tramandare memorie, ricordi di affetti e tradizioni – diventano  nel tempo oggetti ricchi di fascino, che oltre ad esaltare sentimento di devozione e di fede, aprono spiragli nei campi della ricerca. Intervista allo scultore a appassionato studioso potentino Rocco Monteleone. Rocco Monteleone nasce a Genzano di Lucania, in provincia di Potenza, nel 1990 e si diploma all’ Istituto d’Arte del capoluogo, perfezionando i suoi studi sulla tecnica della lavorazione del legno e sul restauro. Dopo aver partecipato a numerose mostre e concorsi artistici, ha realizzato il bronzo Il Bersagliere nella Città di Matera in occasione del 67° Raduno Nazionale Bersaglieri. Promotore di numerosi laboratori artistico/artigianali, ha collaborato con l’Unicef Basilicata e l’associazione Art&venti 2012 di Potenza.. Per unire lo studio, la ricerca e la coprogettazione di Sacro e Profano ha partorito Innovazione e Devozione in Arte (IEDA): un progetto che si ispira alle botteghe d’arte d’Oriente e d’Occidente, dove la sapienza e l’abilità dei maestri artigiani hanno lasciato una memorabile traccia storico-culturale nel mondo dei segni, delle icone, delle statue, dei dipinti, degli archetipi e dei simboli conservati presso musei d’arte moderna e contemporanea, presso chiese e templi. L’obiettivo di Rocco Monteleone e l’artista Vito Palladino è di restituire la vita a questo enorme patrimonio umano attraverso un linguaggio contemporaneo, utilizzando materiali del nostro tempo, innestati in creazioni dal principio antico, ma dal valore attuale, grazie a uno spirito di innovazione e devozione che da sempre nutre il concetto di un’arte universale e unificante. La nostra intervista racconta la devozione domestica attraverso le figure dei santi sotto le campane di vetro, di cui Rocco Monteleone è un esperto internazionale.

Rocco, che cosa esprimono le statuette votive domestiche?

“Le statuette votive domestiche sono espressione di fede e di culto. Un tempo venivano esposte sui cassettoni, sui comò, sui canterani delle camere da letto, sulle alzate o sulle angoliere delle cucine, soprattutto nelle campagne, ma anche nelle abitazioni delle famiglie di paese e di città. Tramandate, nel corso del tempo, dalle varie generazioni delle famiglie a cui appartenevano, queste opere frutto di varie forme dell’artigianato locale, a volte pregiato ed altre volte più popolare, costituiscono una particolare espressione del variegato patrimonio culturale del territorio meridionale. I Bambinelli, le piccole Madonne, le figure di santi ed i presepi, protetti da campane di vetro e da scarabattole (armadi-vetrina), erano espressione popolare di fede e di culto privato, legati ad una sua precisa ritualità dei vari momenti della giornata e all’intima devozione degli abitanti della casa”.

Come si sviluppa l’usanza di conservare i primi fragili oggetti?

“L’usanza di conservare in contenitori di vetro i delicati e preziosi soprammobili – per difenderli dalla polvere, dagli insetti e dagli urti – si affermò già nel ‘700, quando si prese a coprire con cupole di vetro soffiato – le cosiddette campane – orologi, figurine di porcellana, composizioni floreali a perline di vetro o corallo, uccellini impagliati, bambole, automi meccanici e quant’altro collezionato, ornava consolle, tavolini, troumon, cassettoni, settimini, etagère, scrivanie e angoliere. Il compito era custodire, preservare,  contemplare ed esaltare l’arte raffinata, come anche la produzione artigiana di pregio o le riproduzioni dì flora e fauna e catturare il perenne ticchettio del tempo scandito dagli orologi e dai loro carillon.  Inghilterra, Germania e Francia furono i maggiori centri, dove erano  riscontrabili esempi di grande finezza. La produzione francese, in particolare, nei secoli XVIII e XX, esalta un momento importante della storia dell’orologeria: tra gli anni compresi fra il Direttorio e la Restaurazione”.

Come si diffonde l’arte della campana di vetro?

“La completa visibilità della campana ne favorì la diffusione, cosicché essa sostituì, dicevamo, le teche, le scarabattole e gli altri contenitori prismatici in cristallo e legno. Il vetro con cui era realizzata, quasi sempre bianco e cristallino, alcune volte ha presentato colorazioni uniformi in rosa, verde ed azzurrino. I fumisti, soffiatori muranesi, chiamavano la campana, in gergo, coperta (o coèrta). La sua base veniva quasi sempre realizzata in legno verniciato di nero con, sul piano di posa, una scanalatura atta all’inserimento della cupola. Le dimensioni delle campane, vuoi tonde che ovali, sono state varie: da un minimo di 16 cm ad un massimo di 101 cm d’altezza, con diametro in conformità con essa ed entrambi con la stabilità; ma la più grande, segnalata nella rivista La Voce di Murano del 1876, n.11, pag. 43, misurava 175 cm di altezza e 60 cm di diametro e fu eseguita nel Massachusetts da emigrati italiani giunti dal Veneto”.

Come si afferma in Italia?

“Nell’Italia meridionale e, in modo particolare, in Puglia, Campania, Basilicata e Sicilia, fu consuetudine che, nelle declinazioni popolari, assumesse le articolazioni del linguaggio figurativo, per dar corpo a sentimenti di devozione e di fede, nonché all’esigenza di tramandare memorie e ricordi di affetti e tradizioni. Ad onta del silenzio che le ha circondate, le campane – in particolare quelle dei santi – divengono oggetti ricchi di fascino, che aprono spiragli nei campi di ricerca: nella storia dell’ arte popolare, nelle espressioni del sentimento religioso delle masse, nella stessa storia dei luoghi, per la capacità di fornire elementi di ricostruzione della vita quotidiana di un passato non poi così remoto. Oggetto di devozione molto diffuso tra la gente del Sud fino alla metà del secolo scorso, la campana di vetro con statue di Santi, di Madonne e di altre figure sacre, oltre a custodire, preservare ed offrire alla contemplazione, acquista sacralità ed assicura protezione, rifugio e conforto. Artisti, cartapestai, intagliatori e ricamatrici hanno profuso tesori di sapienza artigianale, dando prova di una creatività inesauribile, che talvolta liberava l’immaginario più soggettivo, pur restando nella rigorosa fedeltà ai canoni dell’ iconografia religiosa ufficiale”.

Quali emozioni regalavano ai fedeli?

“Le campane regalavano, specialmente, ai fanciulli momenti di strana magia e di sogni esaltanti: sacri personaggi che facevano galoppare la fantasia, come l’Arcangelo Michele con la sua spada sguainata e il malefico dragone sotto il piede. Il passato è la nostra storia, anche quando il percorso è l’espressione popolare di fede e di culto, eloquente testimonianza di cultura. Quasi sempre l’immagine sacra – realizzata in cera, cartapesta, terracotta, gesso, tessuto ricamato, legno scolpito e dipinto, alabastro (San Michele), alta dai 60 ai 90 centimetri – si teneva al centro del piano superiore del comò, sulle alzate o sulle angoliere delle cucine, soprattutto nelle abitazioni di campagna, ma anche in quelle di paese e di città. Gli abiti e gli ornamenti rispettavano in miniatura, ma con fedeltà, le caratteristiche delle statue a grandezza naturale. Le figure di Gesù Bambino, in particolare, erano deposte in culle corredate da soffici cuscini di seta e si custodivano, oltreché, in campane ovali e nelle famose scarabattole o carabattole: una base di legno sulla quale si posizionava una cassetta di vetro a forma di parallelepipedo”.

A Napoli quando si diffusero?

“Le statuine di casa, le immagini votive, questi oggetti di devozione, si diffusero a Napoli nella prima metà del ‘700, durante il regno di Carlo di Borbone. Inizialmente erano dei manichini vestiti con stoffe pregiate, provenienti dal setificio di San Leucio presso la reggia di Caserta. Si diffusero, probabilmente, dalla seconda metà degli anni venti del Settecento fino al terzo decennio del Novecento, nella Terra d’Otranto, in particolare a Lecce, dove l’arte  della cartapesta si mise al servizio di queste opere sacre. Il momento culminante si registrò nell’Ottocento. Emblematica è certamente la presenza del culto mariano e la consequenziale scelta dell’icona della Madonna sotto i diversi titoli. L’immagine sacra più frequente era quella della Madonna Addolorata, non meno diffusa di quella del Carmine e dei Santi, come San Francesco, Sant’Antonio, San Ciro, San Giuseppe, Sant’Anna, San Nicola, San Michele e l’Angelo Custode. Le suore di clausura, con la loro paziente ed abile maestria, confezionavano minuziosamente gli abiti in stoffa”.

Chi erano normalmente i detentori di questi manufatti?

“I piccoli capolavori di statuaria sacra, facevano parte degli oggetti, costituenti gli arredi, che gli sposi novelli acquistavano dopo il matrimonio. Certo, il costo era alquanto superiore  rispetto   ai   due consueti quadri che si appendevano al capezzale del letto matrimoniale. Spesso però, come la biancheria ed i mobili, al pari dei quadri, anche le statuine sotto la campana venivano donate dai nonni, come simbolo della loro fede contadina, in segno di continuità ed erano presenti in ogni dimora. La vita di tutti i giorni, contrassegnata da stenti, difficoltà, momenti di sconforto, portava tutta la famiglia a rivolgere anche solo uno sguardo fuggevole a quella statuetta per ritrovare suggerimenti e forza per andare avanti. Quindi, queste statuine generavano non solo raccoglimento, ma anche tanta riflessione, allo stesso modo delle antiche divinità tutelari del focolare domestico. La famiglia devota nascondeva sotto l’abito del santo l’icona ricamata o dipinta di un altro santo o di una Madonna, per scongiurare il pericolo che quel Santo o Madonna potessero offendersi per non averli riposti sotto la campana. Comparivano, spesso, anche corone di fiori artificiali. Il simulacro in campana testimoniava una autentica espressione di fede, un punto di riferimento, un sicuro protettore, vigile ed attento, di una famiglia che si rimetteva al santo, al suo sguardo”.  

Marigliano, il Castello Ducale ospita la XV edizione del Marigliano in Jazz Festival

Al via la tre giorni dell’evento pulsante dell’estate mariglianese. Per il quindicesimo anno consecutivo si terrà Marigliano in Jazz: il festival promosso e organizzato dall’associazione Skidoo con il patrocinio del Comune di Marigliano che, per la seconda volta, ha optato per la suggestiva cornice del boschetto del Palazzo Ducale.   Iniziato nel 2007 in occasione del gemellaggio della città di Marigliano (NA) con Madison (NJ, USA); quest’anno il MIJ si terrà il 3, 4 e 5 settembre. I concerti avranno inizio alle ore 21:00 e sarà possibile accedervi gratuitamente effettuando obbligatoriamente una prenotazione o all’email: info@mariglianoinjazz.it (indicando il numero di telefono); o al numero: 3296157789 tramite Whatsapp. Sarà possibile accedere al Palazzo Ducale solo se in possesso di Green Pass e mascherina. Questo al fine di svolgere l’evento nel pieno rispetto delle normative Covid19. Nutrito e variegato si presenta il programma di questa edizione che festeggia, con tanto zelo e passione i suoi 15 anni di vita. 3 settembre: Elio Coppola trio – con Gerald Cannon e Rick Margitza. Elio Coppola è un batterista napoletano che nonostante la sua giovane età si sta facendo già prepotentemente strada nel panorama Jazz internazionale. Ad impreziosire lo special trio ci saranno due fuoriclasse del jazz mondiale: Gerald Cannon al basso, che ha suonato con jazzisti del calibro di: Art Blakey, Dexter Gordon, Cedar Walton, Billy Higgings, Jimmy Smith, Frank Foster, Jimmy Scott, Stanley Turretine, Roy Hargrove, ed il grande Elvin Jones fino al 2004 e Rick Margitza al sax, uno dei più acclamati e virtuosi della scena internazionale che ha suonato e registrato con McCoy Tyner, Bobby Hutcherson, Tony Williams, Eddie Gomez, Chick Corea, Maria Schneider, Dave Douglas, suonando anche con il leggendario Miles Davis. 4 Settembre: Francesco Vacatello Trio e Mariano Mauro Tentet. Mariano Mauro Tentet è un laboratorio di musicisti campani che rappresentano ciò che sta accadendo ed è accaduto ora nel jazz del territorio. La missione del tentetto è quella di eseguire nuovi arrangiamenti di opere lasciate dai vecchi maestri rielaborandole con un occhio moderno e allo stesso tempo portando composizioni che rappresentano un connubio tra passato e presente. Francesco Vacatelo Trio – Francesco Vacatello alla chitarra, Mario Mazzaro al contrabasso, Dario Guidobaldi alla batteria – si propone l’obbiettivo di sostituire al concetto di “solista” e “accompagnatore/i”, quello di “dialoganti”. Un gioco di narrazioni che si incontrano potendo beneficiare di un punto cardine che, di volta in volta, si sposta affinché la danza delle opinioni non conosca ruoli predefiniti. 5 Settembre: Andrea Abbadia Quartet. – Andrea Abbadia al sax baritono, Lello Petrarca al pianoforte, Luca Varavallo al contrabbasso e Alex Perrone alla batteria – La peculiarità del quartetto è rappresentata dal suono inusuale del sax baritono del leader che, unito al virtuosismo e al forte interplay fra i musicisti, rende le esecuzioni particolari ed interessanti. Il titolo dell’album è di ispirazione “pirandelliana”: ognuno di noi quando si relaziona con gli altri indossa una maschera, non è mai realmente sé stesso, ma con la musica, in particolare con l’improvvisazione, questo non può accadere.

Ragazzino portato via da Afragola: i carabinieri chiariscono

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Ecco la prima ricostruzione dei militari che stanno conducendo le indagini   Si tratta di una vicenda relativa a un ragazzo di 14 anni conteso dal padre biologico e da quello adottivo. In base a quanto finora appreso pare che nella prima serata di ieri il giovane minorenne sia salito a bordo dell’auto del padre biologico, che conosce, e con lui si sarebbe allontanato. Il fatto è avvenuto in via Amendola, nei pressi di una gelateria, intorno alle 19. Il padre adottivo ha intanto presentato denuncia presso i carabinieri di Afragola. Sono in corso accertamenti finalizzati a comprendere la reale dinamica e l’entità dell’evento. Anche le ricerche sono ovviamente già state avviate. Una delle ipotesi avanzate dai militari è che il padre biologico (di origini serbe) abbia cercato di riprendersi il figlio, adottato da una famiglia italiana. Ma è solo un’ipotesi. I militari della stazione di Afragola stanno lavorando duramente per ricostruire i fatti e inquadrare la vicenda in modo esatto.

Sant’Anastasia, l’Uici promuove l’iniziativa “Caffè letterario Vesuvio”

Riceviamo e pubblichiamo dall’Uici   CAFFÈ LETTERARIO VESUVIO Ogni domenica, sulla nostra pagina fb “Uici Sant’Anastasia e paesi Vesuviani”, vi aspettiamo col nostro “Caffè letterario Vesuvio”, un’iniziativa che si propone di offrire uno spazio culturale condiviso. Ogni domenica pubblicheremo letture di poesie, racconti e romanzi che ci permetteranno d’immergerci in un’atmosfera di altri tempi. Durante l’800 gli intellettuali europei si incontravano infatti nei caffè parigini per discutere di arte, politica e letteratura e per scambiarsi idee e pensieri. Cercheremo di vivere insieme, con entusiasmo e curiosità, l’aria frizzante dell’arte e della cultura in questo momento così particolare. Avremo la possibilità di interagire commentando le letture con riflessioni e pareri personali. Circondarci di bellezza è, più che mai, necessario e fondamentale. Chi vuole partecipare attivamente, mettendo a disposizione la propria voce o per supportare l’iniziativa, può inviare un e-mail all’indirizzo uici.anastasia@gmail.com – 3735419953. I contenuti di tutti gli interventi (poesie, racconti e romanzi letti da un lettore) come già anticipato, ogni domenica verranno presentati sulla nostra pagina Facebook. (fonte foto: rete internet)

Pomigliano D’Arco, ecco i vincitori della terza edizione dell’Inferenze Short Film Festival

Riceviamo e pubblichiamo  

Si è conclusa,  presso il “Parco Giovanni Paolo II”, la kermesse sul cinema in forma breve, organizzata dall’associazione campana “Luna di Seta”

Dopo quattro serate consecutive, si è conclusa ieri, domenica 29 agosto, presso il “Parco Giovanni Paolo II” di Pomigliano D’Arco (NA), la terza edizione dell’Inferenze Short Film Festival, la kermesse ideata dall’associazione campana “Luna di Seta”, dedicata al pensiero complesso e all’abbandono di ogni interpretazione ingenua e, quindi, consolatoria della realtà. Organizzato da Valentina Sodano, il festival ha visto la direzione artistica di Massimo Piccolo e ben quattordici cortometraggi finalisti (selezionati tra circa trecento proposte arrivate da tutto il mondo) valutati da tre giurie: quella tecnica, composta da Samatha Cito, Enzo Caiazzo, Angelo La Pietra e Chiara Rigione e presieduta dal professore Lello Savonardo, la giuria giovane e  la giuria popolare.

Dalla media ponderata delle tre giurie (50% giuria tecnica, 25% giuria giovane e 25% giuria popolare) è stato proclamato:

Miglior cortometraggio Isff 2021 (premio d’argento): BATACLAN DI EMANUELE ALDROVANDI (Produzione: Big Nose Production e Distributore: Premiere Film)

Inoltre la giuria tecnica, ha assegnato i premi per ogni categoria:

Miglior cortometraggio: BATACLAN DI EMANUELE ALDROVANDI

Miglior regia: EMANUELE ALDROVANDI PER BATACLAN

Miglior attore: GIORGIO BORGHETTI PER CAPTAIN T

Miglior attrice: OLIVIA CORSINI PER BATACLAN

Miglior montaggio: DAVIDE DEL MARE PER FRAME OF MIND- SILENZIO IN SALA

Miglior fotografia: STEFANO TRAMACERE PER NAIK

Miglior sonoro: FABIO VISOCCHI PER FRAME OF MIND- SILENZIO IN SALA

Miglior sceneggiatura: RAPHAEL TOBIA VOGEL E DAVIDE DEL MARE PER FRAME OF MIND- SILENZIO IN SALA

 La “giuria giovane ha attribuito i seguenti premi per la sezione “Cortometraggi”:

Miglior cortometraggio: REVENGE ROOM DI DIEGO BOTTA

Miglior performance attoriale: FRANCESCO SFERRAZZA PAPA PER FRAME OF MIND- SILENZIO IN SALA

 La “giuria popolare ha attribuito i seguenti premi per la sezione “Cortometraggi”:

Miglior cortometraggio: FRAME OF MIND- SILENZIO IN SALA DI RAPHAEL TOBIA VOGEL E DAVIDE DEL MARE

Miglior performance attoriale: ASTRID MELONI PER BATACLAN

 

Boscoreale, prima istituito e poi soppresso il punto vaccinale: la rabbia del sindaco

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Boscoreale   E’ un vero giallo quanto accaduto con l’Asl Na3 Sud relativamente al punto vaccinale prima istituito e poi soppresso presso il consultorio familiare di via Settetermini – Villa Regina. Questi i fatti: Mercoledì 25 agosto, a mezzo pec, dall’Asl Na3 Sud pervenne la nota prot. 0165908 di pari data, a firma del direttore generale, del direttore amministrativo e del direttore sanitario, con la quale, nell’allegato alla stessa nota, annunciavano l’apertura di un punto vaccinale presso il consultorio familiare di via Settetermini – Villa Regina. Giovedì 26 agosto, sempre a mezzo pec, dall’Asl Na3 Sud pervenne nuovamente la stessa nota prot. 0165908 del 25 agosto, con un allegato diverso da quello precedentemente trasmesso, dal quale si rilevava che il consultorio familiare di Boscoreale non rientrava più tra i punti vaccinali, mentre veniva istituito a Boscotrecase. Tale ultima nota non è stata accompagnata da alcuna giustificazione, né sono state formulate scuse alla cittadinanza e all’amministrazione comunale. Tutto ciò ha indotto il sindaco Antonio Diplomatico, nel pomeriggio di venerdì 27 agosto, a scrivere una dura nota di protesta al presidente della giunta regionale della Campania, al direttore generale, al direttore amministrativo e al direttore sanitario dell’Asl Na3 Sud. Questo il testo della nota a firma del sindaco: “Chiedo di voler esplicitare le ragioni che hanno indotto, a distanza di poche ore alla cancellazione dell’Hub vaccinale di Boscoreale, presso il consultorio di via Settetermini, e il suo trasferimento nel Comune di Boscotrecase, per il potenziamento della campagna vaccinale. Rammento che il mio Comune ha una densità demografica di circa 28.000 abitati e trattasi di territorio altamente provato e martoriato dall’epidemia di Sars-Cov2, con una conta di 50 morti. Nulla ostava ed osta, se non motivi sconosciuti, illogici e irrazionali, che sfuggono all’intelligenza dei più, all’espletamento di tale fondamentale attività sul nostro territorio, come più volte richiesto. Vi chiedo di ripristinare l’operatività del centro vaccinale di Boscoreale, così da consentire ai miei concittadini di usufruire di tale servizio senza doversi spostare nei comuni limitrofi, in considerazione del fatto che le percentuali di giovani vaccinati sono basse e che la comunità boschese era già stata allertata, avendo accolto favorevolmente la notizia. Boscoreale ha tutto il diritto di essere rispettata. Troppe volte, dalla direzione del distretto 56, sono state prese decisioni che hanno penalizzato il territorio che mi onoro di rappresentare, e arrivano provvedimenti che tendono a spostare a Torre Annunziata quei pochissimi servizi che ci sono sul territorio. Mi domando e vi domando quanto spende l’Asl Na3 Sud per i cittadini di Boscoreale (il 33% del distretto 56)? Ricordo che, per tuti i servizi dell’Asl, dalla scelta del medico, all’esenzione ticket, ai servizi domiciliari per i malati gravi, ecc., i cittadini devono recarsi a Torre Annunziata, Boscotrecase e Trecase”. Rivolto al presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, il sindaco Diplomatico ha chiesto “Un autorevole intervento per riequilibrare questo andamento “Torrecentrico” che tratta i cittadini boschesi come cittadini di serie D”.  

Saviano, incidente mortale sulla SS 162, Iovino (M5S):”Riaccendere riflettori su sicurezza”

Riceviamo e pubblichiamo dal deputato M5S Iovino

Il deputato: “Vicino alla famiglia del 20enne di Saviano che ha perso la vita nello schianto”

“La morte di un ragazzo di appena 20 anni e il ferimento di suoi tre coetanei a epilogo di un incidente sulla Statale 162, deve farci riflettere sul livello di sicurezza di un’arteria sulla da anni continuiamo a contare troppe vittime. È evidente che le opere realizzate per la ripavimentazione di tratti della Statale non bastano ancora a porre un freno quella che negli anni scorsi si è tramutata in un’autentica mattanza. In attesa che siano ricostruite le cause del drammatico schianto, sto valutando iniziative istituzionali per riaccendere i riflettori sulla pericolosità di un’arteria percorsa ogni giorno da migliaia di automobilisti. Alla famiglia di Pasquale Somma, il giovane che ha perso la vita nell’incidente dell’altra notte, originario di Saviano e talentuoso giocatore del Cimitile Calcio, vanno le mie condoglianze e la mia vicinanza”. Lo dichiara il deputato del Movimento 5 Stelle Luigi Iovino, all’indomani dell’incidente stradale verificatosi sulla Statale 162, all’altezza di Pomigliano d’Arco, che ha fatto registrare il bilancio di un morto e tre feriti.

Acerra, il sindaco scrive a De Magistris:”Contrari ad accogliere i rifiuti di Roma”

 Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Acerra   Con una lettera al Sindaco della Città Metropolitana di Napoli Luigi De Magistris, il Sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ha espresso la più netta contrarietà a quanto annunciato questa mattina da De Magistris. Ecco il testo di quanto scritto dal primo cittadino di Acerra nella sua lettera: “Apprendiamo con stupore e sconcerto dagli organi di stampa, che sarebbe stata data l’autorizzazione dal 4 ottobre, esattamente da quando Lei non sarà più Sindaco della Città Metropolitana di Napoli, ad accogliere la richiesta di Ama per trattare negli impianti della provincia di Napoli i rifiuti prodotti nella Città a Roma. Premesso che nella Sua comunicazione non si indica con chiarezza quali saranno gli impianti della Città Metropolitana che saranno utilizzati per salvare la Città di Roma, ma siamo certi che questa Sua grave decisione significherà scaricare, proprio dal giorno successivo alla fine del Suo mandato, il problema di Roma, del Lazio, di Napoli, sul nostro territorio. Lei parla di “coesione sociale ed istituzionale” di “leale cooperazione ed aiutare con solidarietà chi si trova in difficoltà”, ma tutto questo operato attraverso SAPNA significa che la “solidarietà”, la “coesione sociale ed istituzionale” la “leale cooperazione” di Napoli verso Roma, in realtà, non sarà altro che “solidarietà”, “coesione sociale ed istituzionale”, “leale cooperazione”  di Acerra a discapito degli Acerrani. E’ un atteggiamento non sostenibile – continua ancora il Sindaco Lettieri -. Una preoccupante comunicazione che Lei fa proprio a ridosso del 29 agosto, una data, momento simbolico delle lotte per l’ambiente in Campania, molto significativa per la Comunità che mi onoro di guidare. E proprio nonostante quelle lotte, i nostri cittadini già sopportano l’imposizione del termovalorizzatore. Oltretutto, a dimostrazione della straordinarietà degli Acerrani, sono impegnati a raggiungere livelli di raccolta differenziata dei rifiuti urbani da primato europeo, cosa che non fanno altri territori campani e italiani. In qualità di Sindaco della Città di Acerra annuncio la nostra più netta contrarietà a tale decisione e l’intenzione di mettere in atto tutto il possibile e nei confini previsti dalla legge, per ostacolare questa Sua scellerata autorizzazione, al fine di tutelare il nostro territorio e la nostra popolazione che non merita tutto questo. Non permetteremo che la colpa dell’inettitudine di altri ricada sul nostro territorio: non consentiremo che Acerra diventi la discarica delle beghe e delle furbizie di altri e della spazzatura della Capitale. Piuttosto, vorremo suggerire di “copiare” le buone pratiche che la nostra Città e i nostri Cittadini adottano in materia; suggeriamo a Lei, ma anche ai futuri amministratori della Città Metropolitana di Napoli e di Roma, di agire esattamente come fanno quotidianamente i cittadini di Acerra, pratiche necessarie e utili a consentire di gestire dignitosamente il ciclo dei rifiuti urbani nei territori interessati, senza scaricare i problemi su altri luoghi. Queste potrebbero essere, finalmente, decisioni che potranno superare la grave situazione della Città di Roma come di altre città. Sindaco De Magistris – conclude il primo cittadino acerrano – Acerra è contraria all’impiego dell’inceneritore o di altri impianti, per smaltire i rifiuti provenienti da Roma. Acerra e gli Acerrani non molleranno di un centimetro su questo, perché l’obiettivo resta di scongiurare questa possibile condanna del nostro territorio che Lei e qualcun altro, avete deciso senza alcuna giustificazione”.

Genoa – Napoli, inaspettati (la seconda dell’alieno Gennaro)

Ciao, sono l’alieno Gennaro. Mi sono presentato nell’articolo nel quale ho commentato la scorsa partita. La scorsa volta, ho dimenticato di dirvi di tenere la notizia della mia esistenza per voi, l’impatto sul mondo potrebbe essere disastroso, si potrebbero verificare degli eventi inaspettati che potrebbero mandare in confusione la popolazione mondiale. Inaspettati come i protagonisti di Genoa – Napoli. A proposito, non vi ho detto una cosa, tutti gli avvistamenti UFO ai quali avete assistito negli ultimi (e oltre) 50 anni non sono riconducibili ad alieni, ma spesso a fenomeni fisici precisi, io sono il primo alieno col quale avete contatti, e vivo a Napoli.

Ma scusatemi, passiamo alla partita. Il Napoli gestisce egregiamente buona parte della partita, fino a poco dopo l’inizio del secondo tempo. Arriva a pungere nell’area avversaria, bravo Insigne ad inserirsi come centrale d’attacco. A centrocampo si vedono le solite cose che non vanno. Sulla Terra esiste un animale molto molto lento, proprio come Spalletti, è il bradipo, Fabian sembra il solito bradipo. Vive in una stanza buia buia. Ma all’improvviso accende la luce, finta col corpo, e segna di sinistro da fuori area. Inaspettato. Ma nella ripresa inizia a cambiare qualcosa, Meret si fa cogliere da 2 momenti di debolezza, sembra che abbia visto un’alieno. Perde per due volte la palla, al secondo scivolone concede il gol al Genoa, ma il Var, per fortuna degli azzurri, annulla. Non saprei dire chi abbia ragione: l’arbitro o i genoani. Ma l’inerzia della gara è cambiata da qualche minuto, e parte del merito è di Pandev, il nuovo entrato, il regista avanzato genoano, che grattacapo per gli azzurri. Il Napoli si fa fregare sul solito lato debole, è gol di Cambiaso, sul primo palo. Ounas e Petagna in campo. I cambi di passo e la capacità di tenere la palla attaccata al piede del primo danno una sferzata di novità in campo. Ma arrivano sorprese anche dal secondo, il secondo incorna il pallone di Rui da punizione. Sarà il gol che concederà al Napoli la vittoria. Sui social ho visto che il rapporto che i tifosi hanno con Petagna non è stato dei migliori, ma sento anche notizie che lo vogliono in partenza, vedremo. Finisce 1-2.

Il Napoli, alla sua seconda uscita, continua a mettere in evidenza alcune situazioni. Il gioco non è ancora rodato, ma ci sarà tempo per farlo, per ora il tempo non manca, sicuramente a me non manca. Il mister sta dando ampio spazio a tanti giocatori della rosa. La squadra non demorde mai, è forte mentalmente, almeno lo è stato fino ad ora. Le redini sono pienamente nelle mani del mister Spalletti. Mancano pochi momenti di calciomercato, il Napoli forse cerca uomini per rimpiazzare i partenti. Chi partirà tra Ounas, Petagna e Gaetano? Vedremo, mentre ci godiamo gli inaspettati: Fabian, Petagna e Ounas.

Castello di Cisterna, entra nel vivo la campagna elettorale per le comunali

I cittadini di Castello di Cisterna sono chiamate alle urne per scegliere il nuovo sindaco. Le elezioni si terranno il 3 e 4 ottobre. Ecco chi sono i candidati a sindaco.       È partito il conto alla rovescia per le elezioni comunali nel piccolo paese dalle dinamiche complesse di Castello di Cisterna, programmate per il prossimo 3 e 4 ottobre. Mai come questa volta, il quadro politico cisternese appare meno scontato di quello precedente che ha visto un solo vero antagonista per il primo cittadino uscente, Aniello Rega, eletto nella tornata del 2016 con il 60,20% (2.902 voti), contro lo il 39,79% (1.918 voti) dello sfidante, l’ingegnere Clemente Sorrentino. Il primo candidato a sindaco è il già noto Aniello Rega, 69 anni, medico, con la lista civica “con Aniello Rega sindaco”. Sul versante non molto distante, troviamo Davide Nocerino, 40 anni, assessore ai lavori pubblici della giunta locale. L’entrata in campo di Nocerino, docente e ricercatore di scienze motorie, rappresenta la prima novità di queste elezioni. Il giovane candidato a sindaco Nocerino è supportato dalla lista civica “Davide Nocerino sindaco”. La seconda new entry per le elezioni amministrative di questo comune di 8mila abitanti è il candidato Andrea Di Sena, 47 anni, architetto, da sempre impegnato nel sociale, prima con l’Azione Cattolica e poi con la Proloco Castrum. Di Sena è supportato dalla lista “IlCastellodiCisterna”. Il risveglio del paese dormiente coincide regolarmente con le elezioni comunali. Persino la pagina facebook del paese è più che mai attiva. Sul canale social piovono critiche e malcontenti da parte non solo dei cittadini, ormai amareggiati, ma anche dalle liste che non perdono tempo a rimproverarsi a vicenda per non aver messo in atto delle azioni concrete al fine di garantire il benessere di questa piccola comunità. Dai vari commenti sulla pagina facebook, infatti, si evince l’insoddisfazione in merito alla mancata riqualificazione del parco Enrico De Nicola, ex 219. Un’altra piaga del paese è la realtà scolastica, in quanto la maggior parte preferisce iscrivere i propri figli alle scuole dei comuni limitrofi determinando il sottodimensionamento dell’istituto Alcide De Gasperi.   Fonte foto: facebook