Maranello chiama Pomigliano: il comune campano è nella rete delle “Città dei Motori”

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  POMIGLIANO D’ARCO – La promozione di un turismo motoristico tra gli obiettivi dell’iniziativa La rete delle 35 città del motore italiane è presieduta dal sindaco di Maranello, la “patria” della Ferrari, Luigi Zironi. Con questo ingresso Pomigliano è entrata a far pare di un’organizzazione in grado di far promuovere nei vari territori iniziative pubbliche volte a creare un contatto “fisico” tra i cittadini e le eccellenze motoristiche locali. La storia di Pomigliano è una storia industriale legata all’auto e all’aeronautica per cui questo aggancio alla rete italiana dei comuni del motore appare del tutto naturale.   La notizia dell’inserimento della città campana nell’associazione è stata diramata poco fa dal sindaco Gianluca De Mastro, che si è dichiarato ovviamente soddisfatto da quanto accaduto. L’Associazione Città dei Motori, istituita nel 2008, riunisce sotto l’egida dell’Anci 35 Comuni italiani, appartenenti a 12 Regioni diverse e che rappresentano una popolazione di circa 2 milioni di abitanti, che hanno nei loro territori una vocazione motoristica, a livello di produzione (automotive, moto e scooter, aerospazio, cantieristica navale), sportiva (circuiti e rievocazioni storiche) o culturale (musei, collezioni, archivi). L’Associazione si propone di promuovere, valorizzare e tutelare il patrimonio motoristico italiano presente nei diversi territori attraverso progetti e iniziative di divulgazione, di sviluppo e di difesa dell’autenticità e della qualità, per contribuire alla sua valorizzazione anche al di fuori delle aree interessate.   In particolare, i principali obiettivi, previsti anche dallo statuto, sono: realizzare attività volte alla promozione, alla valorizzazione e alla tutela del patrimonio storico-culturale motoristico italiano, con particolare riguardo ai marchi “Made in Italy”; stimolare gli enti locali nella promozione e nella difesa dei prodotti, intraprendendo anche iniziative normative e di rivisitazione dell’ordinamento nazionale e regionale in materia; individuare, riconoscere e promuovere un marchio nazionale e internazionale di tipicità (STG) nelle regioni, province o comunità italiane, con apposito registro; ideare e coordinare iniziative promozionali sul motorismo italiano, sulla sua storia e sul retroterra economico e tecnologico; sottoscrivere e promuovere accordi-quadro con enti ed organizzazioni di carattere internazionale, nazionale, regionale e provinciale per intraprendere iniziative progettuali comuni; promuovere lo sviluppo dei territori e la ricerca, mantenendo stretto il legame con i temi della sicurezza e della tutela dell’ambiente.

Ai domiciliari per tangenti sugli abusi, dipendente comunale finisce in carcere

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    CASTELLAMMARE DI STABIA – In cella dipendente del Comune finito al centro dello scandalo corruzione all’Ufficio Tecnico. I carabinieri della Stazione di Castellammare di Stabia, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa del Tribunale di Torre Annunziata hanno tratto in arresto Ranieri Esposito, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per il reato di cui all’art. 319 quater c.p. per avere indebitamente indotto nel 2019, quale dipendente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Castellammare di Stabia, due distinti soggetti a corrispondergli indebitamente rispettivamente la somma di denaro di 10.000 euro ed altri vantaggi nonché la somma di denaro di 4.000 euro, per consentire agli stessi di ultimare le opere abusive edilizie dai medesimi commissionate in Castellammare di Stabia.   La sostituzione della misura degli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere è stata disposta in quanto l’Esposito, ristretto agli arresti domiciliari anche in forza di un secondo titolo custodiale emesso nei suoi confronti nell’ambito di altro procedimento pendente a suo carico dinanzi alla Corte di Appello di Napoli, tra agosto e gli inizi di settembre di quest’anno aveva violato ben quattro volte la misura degli arresti domiciliari, rendendosi responsabile del reato di evasione.   Espletate le formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto alla casa Circondariale di Napoli Poggioreale.

Promozione turistica, Marigliano capofila di 5 Comuni per i fondi

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  Riceviamo e pubblichiamo MARIGLIANO – A sostegno del progetto anche Unpli, Coordinamento distretti turistici della Campania, Agenzia area nolana ed Ordine dei tecnologi alimentari di Campania e Lazio.  Il sindaco Peppe Jossa: “Abbiamo messo in rete il meglio del  territorio: dalle basiliche Paleocristiane di Cimitile, ai santuari di Liveri, Visciano, Marigliano e Massa di Somma”.   Rafforzare il concetto di un’identità comune fondata sulla condivisione di valori e vocazioni culturali, sociali, produttive ed economiche che affondano le radici non solo nella contiguità territoriale ma anche, e soprattutto, sul modus vivendi di una comunità che grazie al culto, alle tradizioni, al sentimento popolare ed alla cura dei luoghi ha custodito un patrimonio esclusivo,  materiale ed immateriale,  che opportunamente valorizzato può diventare offerta turistica e culturale in grado di attrarre quel  pubblico nazionale ed internazionale che  giunge in Campania per visitare i grandi attrattori turistici ma che può essere sollecitato a fare tappa anche verso mete che sono culla di risorse di nicchia e per questo ancor più suggestive. Questa la vision di “Nolano – Vesuviano:  itinerari di fede e di gusto”un progetto che è partito da Marigliano e che ha portato alla creazione di un network territoriale che vede insieme Cimitile, Liveri, Visciano e Massa di Somma. Cinque comuni, con Marigliano capofila, che hanno stretto un’alleanza sui valori e sulle eccellenze per trasformare in sviluppo e crescita i propri punti di forza candidandosi ad ottenere le risorse del Poc Campania 2014 – 2020. “Il santuario della Madonna della Speranza, le Basiliche Paleocristiane, il santuario di Santa Maria a Parete, quello di Maria Santissima Consolatrice del Carpinello e di Santa Maria Assunta: elementi preziosi uniti in un itinerario di fede che punta a mettere a fattor comune la vocazione religiosa, le tradizioni agricole e culturali puntando – ha spiegato il sindaco di Marigliano Peppe Jossa – sulla valorizzazione delle radici territoriali attraverso la costruzione di eventi ed iniziative che utilizzano anche  le opportunità della nuova tecnologia applicata alla comunicazione per esaltare e promuovere il territorio”. A collaborare con i Comuni ed a sostenere una  proposta progettuale condivisa da tutti gli amministratori comunali e coordinata dall’assessore alla pianificazione territoriale Anna Terracciano, anche l’Agenzia di sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana, il comitato provinciale di Napoli dell’unione nazionale Pro – Loco d’Italia, il coordinamento dei distretti turistici della Campania,  l’ordine dei tecnologi alimentari di Campania e Lazio. Una collaborazione sancita attraverso la sottoscrizione di specifici protocolli d’intesa.

Romano ricorre contro l’ammissione di Montanile: a Brusciano la sfida è tutta in tribunale

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BRUSCIANO – Romano ricorre al Consiglio di Stato contro la riammissione di Montatile: la sfida si posta in tribunale.

“Il sindaco e i consiglieri comunali li sceglieranno con il loro voto solo i cittadini di Brusciano e per questo da ieri siamo nuovamente in campagna elettorale: per dare alla nostra comunità la facoltà di scegliere liberamente tra due diversi modi

di amministrare la comunità, tutelando solo gli interessi di tutti, rimanendo al fianco di chi ha meno voce e di coloro che pretendono di non scambiare i diritti con i favori” ha commentato Giuseppe Montanile, candidato sindaco a Brusciano, dopo la decisione del candidato sindaco Giacomo Romano che ha presentato, legittimamente, ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del TAR Napoli che l’altro giorno aveva riconosciuto la fondatezza e l’autenticità delle denunce di Montanile contro chi aveva impedito sabato 4 settembre di presentare le due liste della coalizione.

Continua Montanile: “Il ricorso al TAR è stato presentato per due motivi irrinunciabili: innanzitutto,  per consentire ai cittadini di Brusciano di poter ascoltare, maturare una idea e decidere a quale delle due coalizioni delegare il proprio futuro. Il secondo, non meno importante del primo, per non darla vinta ai prepotenti, a coloro che pensano che il diritto e le regole non valgano per tutti, che si applicano solo agli amici. È questo modo malato di interpretare la politica e il ruolo istituzionale che mi spinge ad andare oltre i luoghi comuni, a non arrendermi alle ingiustizie, a lottare per gli ideali. È strano, decisamente molto strano, al contrario, che il candidato Giacomo Romano ricorre al Consiglio di Stato, dopo non essersi costituito in primo grado al Tar, contro una sentenza che aveva restituito a Brusciano la dignità e la piena democrazia, oggi voglia ritornare per via giudiziaria a essere l’unico candidato sindaco. Perché?  Evidentemente teme il confronto, vorrebbe una competizione elettorale scontata, senza doversi misurare con gli avversari, pensa a una scampagnata piuttosto che a un passaggio fondamentale per il bene di Brusciano”.

“Da giovane ho imparato e vissuto il gioco democratico provando a fare sempre meglio del mio avversario, e per fare meglio avevo bisogno che nell’altra metà del campo ci fosse un altro giocatore. Ecco, fare meglio significa non giocare da solo, non voler segnare a porta vuota, che non serve a nessuno, esultare per aver battuto un avversario che non esiste. Fare meglio significa confrontarsi lealmente sulle idee, le proposte e le capacità e dare ai cittadini il diritto di scegliere l’una o l’altra squadra, senza barare e senza truccare la partita. Il futuro di Brusciano, questa volta, ricomincerà non da Napoli bensì da Roma”, conclude Montanile.

Volla al voto, il passo indietro di Mauriello: “Non voglio essere solo portatore di voti”

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  VOLLA – “….il mio ruolo nell’amministrazione comunale è servito anche a “contenere”, seppure in minima parte, coloro che si sentono padroni delle sorti della città per una loro presunta superiore esperienza politica che li renderebbe esclusivi detentori del “verbo” politico-amministrativo a Volla”. Parole e musica di Simona Mauriello, una delle grandi assenze di questa tornata elettorale. A giochi oramai avviati, spiccano le figure che nonostante negli ultimi anni abbiano contributo attivamente alla politica locale, in questa tornata parteciperanno da semplici elettori. Tra queste c’è sicuramente Simona Mauriello, nata a Portici il 12/12/70, laureata, insegnante, moglie di Gennaro, madre di Miriam e Mattia, assessore e vice sindaco nel 2012 nella giunta Guadagno, che in una nota motiva così la sua assenza. “Ringrazio coloro che hanno pensato di propormi una candidatura a sindaco alle prossime elezioni comunali. Ringrazio tutti i cittadini, le loro attestazioni di fiducia e di stima mi hanno riempito di gioia. E’ il tempo della responsabilità e della corresponsabilità. Solo il ‘noi’ è destinato a cambiare realmente le cose in profondità. La storia ci insegna che non ci sono scorciatoie. Per questo ‘noi’, io voglio continuare a lavorare, anche in futuro, in un progetto collettivo composto da uomini e donne competenti e funzionali al buon andamento amministrativo. Tuttavia la conoscenza della politica del Comune di Volla acquisita negli anni passati mi ha consentito di declinare oggi, con consapevolezza e convinzione, a tutte le successive proposte di candidatura come consigliere comunale che mi sono state fatte, a partire dal mio partito, il Partiti Democratico, innanzitutto perché non voglio essere solo un bagaglio di voti, e comunque alcuna proposta ha rinvigorito in me motivazioni ed entusiasmo. Negli anni trascorsi il mio ruolo nell’amministrazione comunale è servito anche a “contenere”, seppure in minima parte, coloro che si sentono padroni delle sorti della città per una loro presunta superiore esperienza politica che li renderebbe esclusivi detentori del “verbo” politico-amministrativo a Volla. Oggi, dunque, resto fuori da questa corsa elettorale ma continuerò ad esserci per la mia città. In questa fase osserverò, e, grazie alla cognizione che mi deriva dall’esperienza di questi anni, potrò valutare ciò che accadrà e ciò che verrà fatto nel Palazzo della Città, ed essere pronta di nuovo a scendere in campo con un ruolo attivo al momento opportuno. Il testimone della democrazia all’interno degli organi istituzionali sta per passare a chi verrà eletto. Auguro a tutti i candidati a sindaco uno spirito libero e carico di entusiasmo ma anche razionale e ragionevole; di contribuire ad arginare la deriva etica che come una maledizione invade la nostra vita cittadina e non solo, iniziando dallo svolgimento di una campagna elettorale educata e rispettosa delle altrui idee e posizioni.”

Mattarella a Pozzuoli, la disperazione degli operai Whirpool: “Non ci abbandoni pure lei”

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  Pozzuoli – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha lasciato il Rione Terra a Pozzuoli (Napoli) dove, insieme con il ministro Marta Cartabia, ha partecipato alla presentazione del progetto sociale Puteoli Sacra all’interno della Cattedrale di San Procolo. Tra i presenti anche l’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, ed i sindaci del comprensorio flegreo (Bacoli, Quarto, Monte di Procida). Nel corso della visita c’è la protesta pacifica dei lavoratori della Whirpool che hanno consegnato una lettera al Capo dello Stato.

La lettera per Mattarella

“Egregio Presidente Mattarella, le scriviamo per chiedere un Suo diretto interessamento sulla vertenza: non permetta che una lotta civile, democratica e giusta, possa subire un colpo tale da dimostrare che chi sta dalla parte dello Stato, crede nelle istituzioni e pretende il rispetto dei propri diritti in maniera civile, possa scoprire di avere torto e di venire abbandonato da chi ha giurato nelle Sue mani di difendere la Costituzione, i cittadini e il proprio Paese”. E’ quanto scrivono i lavoratori della Whirlpool di  Napoli in una lettera, firmata dalle Rsu dello stabilimento di via Argine, che hanno consegnato oggi allo staff del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in occasione della visita al Rione Terra di Pozzuoli. “In due anni tante sono state le promesse e gli impegni dei vari ministri e governi, che da Lei incaricati, si sono avvicendati sulla nostra vertenza, ma ad oggi nessuna risposta concreta e nessuna soluzione è stata prospettata e, cosa peggiore, nessuno è riuscito a ribadire che in Italia gli accordi vanno mantenuti e le istituzioni ed il Paese vanno rispettati. Siamo a pochi giorni dalla chiusura della procedura di licenziamento collettivo e il governo ancora non ci convoca, sul progetto che dice di stare predisponendo, per trovare una soluzione di respiro in grado di competere o di essere all’altezza degli accordi sottoscritti con la Whirlpool, nonostante gli impegni diretti del Presidente del Consiglio Draghi che ci ha assicurato, quando lo incontrammo in visita al carcere di S.Maria Capua Vetere, il suo interessamento diretto e un impegno ai massimi livelli del governo”.   “Ci permetta Presidente di sottolineare la peculiarità in questo momento della vertenza: la Whirlpool dopo la Pandemia, a differenza di quando dichiarò di voler chiudere Napoli, è piena di lavoro e ha circa 800 interinali impegnati nelle altre sedi d’Italia; non ha onorato impegni istituzionali senza mai riuscire a spiegare industrialmente la sua scelta di spostare le lavatrici top di gamma destinate a Napoli in altri siti; non si è avvalsa delle 13 settimane covid a costo zero per supportare eventuali scenari per uscire da una difficoltà che è dovuta alla sua scelta di delocalizzare; continuerà a chiedere supporto e agevolazioni per le altre produzioni presenti in Italia, nonostante nel momento in cui il Paese ha bisogno di ridurre l’impatto sociale e ci sono le condizioni di mercato per farlo, non receda da una scelta puramente economica e speculativa”.   “Crediamo e Le chiediamo un suo intervento perché questo è il momento, anche a fronte del PNRR che consente di gestire fondi importanti per lo sviluppo del mezzogiorno, per far valere l’azione di governo a difesa di lavoratori che in questi due anni hanno resistito con dignità, decoro e rispetto delle istituzioni e rappresentano la parte sana della società in un territorio difficile in cui ogni insediamento produttivo, ed in particolare quello della Whirlpool, rappresenta un presidio di legalità”.

Operaio muore sul cantiere delle Ferrovie, chiesto processo per 6

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  CASORIA – Secondo l’accusa è stato mandato a lavorare a quattro metri di altezza senza casco protettivosenza dispositivi e imbracature di sicurezzasenza parapetti e nonostante fosse inidoneo a svolgere lavori in quota. Sono innumerevoli e gravi le violazioni alle più elementari norme antinfortunistiche portate alla luce dall’inchiesta sull’ennesima, evitabile morte bianca, quella dell’appena 58enne Tommaso De Luca, per la quale ora, a conclusione delle indagini preliminari, la Procura di Benevento ha chiesto sei rinvii a giudizio: una tragedia aggravata dal fatto di essere accaduta in un contesto “pubblico”, un cantiere di Rfi, Rete Ferroviaria Italiana, che vede anche un proprio funzionario tra i sei imputati che dovranno comparire in aula per rispondere del reato di omicidio colposo il 4 aprile 2022. Si avvicina dunque il momento della verità e della giustizia per la moglie e i quattro figli della vittima che, per essere assistiti, tramite l’Area manager Luigi Cisonna, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, in collaborazione con l’Avv. Aldo Maria Fornari. De Luca, di Casoria (Na), dipendente dell’impresa edile R.e.m. Srl di Benevento, il 3 febbraio 2020 era impegnato con dei colleghi in un cantiere nella stazione di Benevento per realizzare un fabbricato destinato ad “Apparato computerizzato centrale”, quand’è precipitato dal solaio dell’edificio in costrizione da un’altezza di 3,73 metri: caduta che non gli ha lasciato scampo, è deceduto sul colpo. Il Pubblico Ministero della Procura beneventana, dott.ssa Maria Colucci, ha aperto un procedimento penale, prima contro cogniti e poi spiccando i primi avvisi di garanzia, sette, e ha disposto l’autopsia, incaricando il medico legale dott. Massimiliano dell’Aquila: alle operazioni peritali ha partecipato anche la dott.ssa Natascha Pascale come consulente di parte dei familiari del lavoratore, messa a disposizione da Studio3A. Le conclusioni del Ctu hanno fugato ogni dubbio sulla causa del decesso, dovuto “in tutto e per tutto” al grave trauma cranico riportato in seguito alla perdita d’equilibrio e alla caduta a testa all’ingiù dall’impalcatura: le indagini istologiche hanno escluso che la morte possa essere stata causata da un precedente malore. Per inciso, le analisi tossicologiche hanno altresì evidenziato la totale assenza di alcool e sostanze stupefacenti nel sangue della vittima, nulla che potesse comprometterne lo stato di attenzione: l’operaio era “pulito”, in condizioni psicofisiche perfette. Dunque, la sua tragica fine è stata dovuta unicamente al volo di sotto che però si sarebbe potuto e dovuto evitare se solo fossero state rispettate le normative. L’inchiesta, condotta con l’ausilio in primis degli ispettori del servizio di Igiene e Medicina del Lavoro dell’Asl beneventana, ha rilevato in quel cantiere le più svariate lacune e omissioni, per le quali sono già state sanzionate con provvedimenti amministrativi e ammende pecuniarie le imprese coinvolte, Rfi compresa, e in forza delle quali il Sostituto Procuratore ha chiesto il processo per sei persone, tutti accusati del reato omicidio colposo in concorso, aggravato dal fatto di essere stato commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, per aver causato “la morte di Tommaso De Luca il quale, privo del casco e dei sistemi di sicurezza previsti per i lavoratori in quota, cadeva dal solaio del fabbricato” per citare l’atto del magistrato. Al suo datore di lavoroEmilio Russo64 anni, di Villaricca (Na), legale rappresentate della R.e.m., si imputa di aver omesso “di dotare il fabbricato, e in particolare il costruendo solaio di piano, su tutti i lati verso il vuoto, di normali e robusti parapetti e cioè di protezioni contro le cadute dall’alto, alte almeno un metro”; di dotare i lavoratori che eseguivano lavori in quota di “dispositivi e imbracature di sicurezza e di allestire “linee vita da collegarsi alle stesse”; di “impiegare sistemi di accesso e posizionamento mediante funi alle quali il lavoratore fosse direttamente sostenuto”; di fornire agli addetti “necessari e idonei dispositivi di protezione individuale e dunque casco protettivo e imbracature di sicurezza”; di non aver tenuto conto, nell’affidare i compiti ai dipendenti, “delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e sicurezza”: De Luca eseguiva lavori in quota pur avendo “una limitazione sul giudizio d’idoneità fisica alla mansione a non eseguire lavori in altezza” da parte del medico dell’azienda. Oltre a Russo, è stato chiesto il rinvio a giudizio anche per un altro dipendente dell’impresaPasquale Moccia, 58 anni di Cardito (Na), per non aver vigilato, nella sua funzione di “preposto” sull’osservanza degli obblighi di legge nel cantiere e non aver segnalato al titolare queste gravi lacune. Ma R.e.m. era solo l’ultima ruota, la ditta subappaltatrice dei lavori: responsabilità altrettanto gravi sono state riscontrate ai “livelli superiori” sul piano del doveroso controllo e verifica dell’applicazione del piano generale di sicurezza e coordinamento e relative procedure, della congruità del piano di sicurezza dell’impresa esecutrice, della realizzazione delle protezioni collettive come i parapetti o della consegna ai dipendenti dei dispositivi di protezione individuale, dai caschi alle imbracature. E’ stato quindi chiesto il processo anche per Marco Cerullo, 60 anni, di Latina, funzionario di Rfi, quale responsabile del procedimento e dei lavori in questione, e, a cascata, per Luigi Tamantini, 45 anni, di Casoria, libero professionista incaricato da Rfi nella sua qualità di coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione; per Vincenzo Tucci, 55 anni, di Casoria, come legale rappresentante della società “Centro Meridionale Costruzioni srl” affidataria nonché mandataria e firmataria dell’accordo quadro di appalto tra Rfi e il Rti, il Raggruppamento Temporaneo di Imprese che se l’era aggiudicato; infine per Mario Filosa, 70 anni, di Itri, quale legale rappresentante della Macfer srl mandante del Rti ed esecutrice dei lavori, poi subappaltati alla R.e.m. Riscontrando la richiesta del Pm, il Gup, dott.ssa Gelsomina Palmieri, ha fissato l’udienza preliminare del processo per il 4 aprile 2022, alle 10.45, nel palazzo di Giustizia di Benevento: un processo da cui i familiari della vittima e Studio3A si aspettano che vengano chiarite e adeguatamente punite tutte le responsabilità, nella speranza che questo punto fermo dell’inchiesta porti anche le imprese coinvolte ad assumersi le proprie, di responsabilità, sul piano risarcitorio.

Irruzione nel negozio, sprangate su titolare per l’incasso: 3 denunciati grazie ai video

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    SANT’ANTIMO – Nei guai grazie ai video dopo la rapina choc. Tre le persone denunciate per concorso in rapina aggravata e lesioni dai Carabinieri della Tenenza di Sant’Antimo. Si tratta di 3 bengalesi, gravemente indiziati di aver commesso il primo luglio scorso una rapina ai danni di un imprenditore loro connazionale, titolare di un piccolo shop in Via Diaz.   Armati di spranghe e di un coltello, avrebbero aggredito il negoziante e la moglie e si sarebbero fatti consegnare circa 3mila euro, frutto dell’incasso di quella giornata.   Grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza e alle testimonianze dei presenti, i militari hanno ricostruito prima il percorso dei rapinatori e poi la loro identità.

Un “non cuoco” tra i fornelli: la video-ricetta degli spaghetti all’Appetitosa di Peppe Di Somma

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  Da oggi ilmediano ospita una nuova rubrica sulla cucina. L’autore delle ricette è Giuseppe Di Somma, che da circa 15 anni si occupa della gestione di attività di ristorazione. Attualmente Giuseppe, per tutti semplicemente Peppe, insieme al suo amico Alessio, gestisce il pub 10Hp a Marigliano. Peppe a si definisce un “non cuoco” ma ha appreso fin da giovanissimo la passione per la cucina dalla sua mamma, Anna.   “Il culto del cibo tipico della napoletanità  non è un rito lontano dal semplice nutrimento ma è un vero e proprio atto d’amore che, attraverso la percezione sensoriale della vista, dell’olfatto e del gusto è ciò che dà, letteralmente, sapore alla vita” ricorda il buon Peppe. E noi siamo perfettamente d’accordo. E ora non ci resta che deliziarci con la prima ricetta  di Peppe: “Spaghetti all’appetitosa” LA VIDEO-RICETTA

Lotta alle polveri sottili: a Pomigliano la settimana della mobilità sostenibile

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Dal 16 al 20 settembre anche Pomigliano, “capitale” campana dell’inquinamento dell’aria insieme con San Vitaliano, ospiterà la Settimana Europea della Mobilità     Si prova a imprimere nella popolazione una nuova mentalità, a far comprendere una volta per tutte che l’uso dell’automobile in qualsiasi circostanza sia un atto letale per la collettività, per le nostre città, per l’aria che respiriamo. Ed è un tentativo che non a caso si consumerà la prossima settimana nel secondo comune più inquinato della Campania, in quella Pomigliano la cui unica centralina di rilevamento della qualità dell’aria (si tratta di quella dell’Arpac, le altre, quelle del Comune installate sul tetto del municipio, non forniscono dati da quindici mesi) ha registrato già 70 giorni di sforamento delle polveri sottili PM10. Un dato che pone la città delle grandi fabbriche metalmeccaniche al secondo posto tra i comuni con l’aria più contaminata della regione dopo quello, distante appena nove chilometri, di San Vitaliano, che ha il triste primato campano di 87 giorni di sforamento dei livelli di polveri dall’inizio dell’anno. E’ in questo drammatico contesto ambientale che il Comune di Pomigliano, con alla guida il sindaco del laboratorio M5S-PD, Gianluca Del Mastro, ha voluto arricchire di contenuti in salsa locale la settimana europea della mobilità sostenibile. Escursioni collettive a piedi o in bicicletta e dibattiti pubblici animeranno la cinque giorni dedicata alla salvaguardia di aria, acqua e terra e alla promozione massiccia dell’uso di mezzi alternativi all’auto per ogni tipo di spostamento. Hanno contribuito all’organizzazione dell’iniziativa l’ingegner Alessandro Salvi e le associazioni ASD The Movers e Trekkultura. Ecco il programma: 16 settembre, ore 18:30 Convegno “UNA MOBILITA’ IN EVOLUZIONE” nei cortile del Palazzo dell’Orologio 17 settembre, ore 18:00 Una pedalata al tramonto: ciclopedalata per le masserie Raduno in Piazza Giovanni Leone ex piazza Primavera 18 settembre, ore 09:00 Trekking urbano “ESCURsionando per la città” percorso dal Parco Pubblico Giovanni Paolo II al Parco delle Acque. 18 settembre, ore 16:00 Laboratorio per bambini “E-Iaboriamo in natura” al Parco delle acque. 19 settembre, ore 10:00 Ciclopedalata con raduno in Piazza Giovanni Leone ex piazza Primavera 20 settembre, ore 19:00 Convegno dal tema “Muoversi in un ambiente sano ed accessibile” nella sala convegni del palazzo della ex distilleria Esposito (via Roma)