Picchia barista perchè fa ubriacare figlia della compagna, ma è quello sbagliato

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  NAPOLI – Schiaffi e calci ma alla persona sbagliata. E’ quanto accaduto in un vicolo del centro di Napoli la notte scorsa quando un 46enne di Melito, già noto alle forze dell’ordine, è entrato in un locale gremito di persone in fila in attesa di consumare bevande ed ha aggredito il titolare del bar ritenuto responsabile dall’uomo di aver somministrato alcolici alla figlia minorenne della sua compagna.   La ragazza – non ancora 16enne – era stata portata nell’ospedale San Paolo per una lieve intossicazione da alcolici e poi dimessa. Il 46enne si è poi allontanato dopo aver anche lanciato verso la vittima un barile in ferro solitamente utilizzato come tavolino. I carabinieri – allertati dal 112 – sono intervenuti e hanno ricostruito la vicenda. La minorenne, in realtà, era stata in un altro locale poco distante dal luogo dell’aggressione.   I militari denunceranno il titolare per somministrazione di alcolici a minori di 16 anni e chiederanno la sospensione dell’attività del locale. La vittima dell’aggressione ne avrà per 5 giorni e potrà presentare querela.

Ucciso a 35 anni davanti alla chiesa: faida brutale nel Vesuviano

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Torre Annunziata – Agguato di camorra vicino a una chiesa a Torre Annunziata: è stato ucciso un pregiudicato.
A cadere sotto i colpi dei sicari Francesco Immobile, 35 anni, già noto alle forze dell’ordine. Secondo una prima ricostruzione (sul posto sono giunti gli agenti del Commissariato e i carabinieri) l’uomo era nel piazzale antistante la chiesa di Sant’Alfonso, non distante dalla sua abitazione, quando è stato raggiunto da una serie di colpi di arma da fuoco che non gli hanno dato scampo.
Non è escluso che l’omicidio possa essere collegato al ferimento di un altro pregiudicato, raggiunto ieri da due colpi di pistola a gambe e glutei.
Da ciò che si apprende, dopo l’agguato di camorra avvenuto nella parte sud di Torre Annunziata, Francesco Immobile è stato caricato su un’auto privata e portato d’urgenza al Pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Un tentativo di salvargli la vita tanto disperato quanto vano visto che il trentacinquenne è deceduto a causa delle gravissime ferite riportate nel raid armato. Intanto sul luogo del delitto, la zona del piazzale antistante la chiesa di Sant’Alfonso de’ Liguori, sono giunti gli agenti del locale commissariato di polizia – che indagano sull’episodio di chiara matrice camorristica – per effettuare tutti i rilievi.
   

Elezioni a Castello di Cisterna, lo sfidante del sindaco: “evasori nelle liste”. La replica: “non sei senza colpe”

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Grave accusa di Nocerino in questa campagna elettorale. D’Angelo: “Ha visto volutamente solo una parte dei problemi”. Rega intanto apre la campagna elettorale con Manfredi, Mensorio, Casillo e Fiola   “Non è concepibile inserire in una lista un candidato consigliere comunale che si è rivelato un evasore fiscale che deve al Comune tasse di costruzione non pagate per decine e decine di migliaia di euro”. Con questa bordata del candidato sindaco Davide Nocerino, 40 anni, docente universitario e assessore uscente ai lavori pubblici e alla polizia urbana, la campagna elettorale di Castello di Cisterna subisce un’improvvisa impennata polemica. L’accusa rivolta alla compagine che sostiene il candidato sindaco Aniello Rega, 69 anni, medico, primo cittadino uscente, è stata lanciata da Nocerino durante l’ultimo consiglio comunale sui conti di bilancio, tenuto qualche giorno fa. Un’accusa che Nocerino sta reiterando a ogni comizio. Il leader della compagine “Rinnoviamo Cisterna” punta l’indice sul fatto che nella lista “Per Castello di Cisterna”, quella che sostiene Rega, è stato inserito un imprenditore edile il cui papà, pure lui costruttore, sempre secondo quanto fatto trascrivere in consiglio comunale dall’assessore Nocerino, non avrebbe pagato al Comune oneri di urbanizzazione per un totale di circa 90mila euro. “Gli oneri di urbanizzazione non pagati al Comune – ha però replicato in consiglio comunale Elpidio D’Angelo, capogruppo della maggioranza guidata dal sindaco Rega e consigliere con delega al bilancio, tributi e patrimonio – ammontavano complessivamente, da parte di tutti i costruttori, a circa 540mila euro ma il Comune ne ha recuperato 205mila nel solo 2020. Rimane quindi una morosità di 335mila euro. Io però chiedo a Nocerino: perché ti sei interessato soltanto a questo e non agli 800mila euro di multe stradali non pagate e del milione e 300mila euro di canoni non pagati degli alloggi del parco De Nicola ex 219 ?”. Una polemica destinata a durare dunque. Nel frattempo la compagine di Rega, “Per Castello di Cisterna”, ha aperto mercoledi sera la campagna elettorale nel centro cittadino. All’evento hanno partecipato i consiglieri regionali Mario Casillo, Massimiliano Manfredi, Giovanni Mensorio e Bruna Fiola.

E’ positiva ma esce di casa, trovata dai carabinieri e denunciata

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  Caivano – Esce di casa il sabato sera nonostante la positività accertata: ragazza denunciata dai carabinieri. E’ accaduto a Caivano dove i militari della compagnia di Casoria – nell’ambito dei servizi disposti dal comando provinciale di Napoli – hanno effettuato diversi controlli. La 25enne di Caivano è stata denunciata a piede libero alla Procura di Napoli nord. I carabinieri l’hanno trovata sotto casa nonostante la quarantena alla quale era stata sottoposta perché positiva al covid-19. La donna – con le massime cautele del caso – è stata accompagnata presso la sua abitazione.  

I controlli

Giornata caratterizzata da posti di controllo e perquisizioni. I militari hanno identificato 44 persone e di queste 29 sono già note alle forze dell’ordine. 27 le persone sottoposte a misure cautelari presso le loro abitazioni ai quali i Carabinieri hanno “fatto visita”. Sono 5, invece, i veicoli sequestrati durante i controlli al codice della strada.   Durante le operazioni, 3 le persone denunciate a piede libero: un 42enne per porto abusivo di armi. Perquisito, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico – poi sequestrato. Denunciato anche un autista di Cardito perché si è rifiutato di sottoporsi all’accertamento con l’etilometro.    

Lo mettono ai domiciliari: lui va dall’ex, la minaccia e poi scappa. Nuovo arresto

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    Pomigliano d’Arco – Ai domiciliari: va dall’ex e la minaccia, scatta nuovo arresto per pregiudicato I Carabinieri della stazione di Pomigliano d’Arco hanno arrestato per evasione e maltrattamenti in famiglia un pregiudicato del posto di 39 anni. I militari – allertati dal 112 – sono intervenuti nell’abitazione della ex convivente dell’uomo. Il 39enne, nonostante la misura cautelare degli arresti domiciliari a cui era sottoposto per detenzione di droga, era in casa della donna. Era evaso e stava minacciando la 40enne. I carabinieri hanno boccato ed arrestato l’uomo. Accertati, inoltre, analoghi episodi – caratterizzati da condotte violente e denigratorie nei confronti della vittima – che sono avvenuti negli ultimi mesi. L’arrestato è stato condotto a carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Camorra alza la testa pure in provincia: ferito in agguato uomo dei Gionta

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  TORRE ANNUNZIATA – E’ stato portato nell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia con ferite a un fianco e a una natica: un pregiudicato, considerato vicino al clan Gionta, egemone nel panorama criminale di Torre Annunziata, è la vittima di un agguato avvenuto intorno alle ore 18 di ieri al corso Vittorio Emanuele a Torre Annunziata.   L’uomo, di 57 anni, è stato raggiunto da due colpi di pistola e sanguinante e’ stato portato dai familiari all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, a bordo di un’auto. Al nosocomio stabiese e’ stato medicato per ferite alla natica, La polizia sta indagando per ricostruire i momenti dell’agguato e capire quanti e chi fossero gli esecutori.   L’uomo ferito si chiama Michele Guarro. Le sue condizioni sono gravi ma al momento non sarebbe in pericolo di vita. Lo scenario criminale a Torre Annunziata è alquanto incandescente; nelle ultime settimane alcune ”stese” sono state segnalate in diversi quartieri, ma nel corso delle quali non si sono verificati ferimenti.

Le Ricette di Biagio: la torta di mele. Le mele pericolose dei giardini incantati…

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La complicata simbologia della mela, frutto dell’amore e della conoscenza, ma protagonista anche del dramma di Eva e di Adamo nel Paradiso terrestre e del furto della mela d’oro che Eris, la dea greca della discordia, fece nel giardino delle Esperidi provocando la guerra di Troia. Ma da questi drammi sono nate la storia dell’uomo sulla Terra , la poesia di Omero e la fondazione di Roma. Alla fine, i valori simbolici della mela sono tutti positivi, soprattutto quando alla mela si abbinano le uova, come in questa torta.     Ingredienti: 3 uova, gr. 150 di zucchero, ml.50 di latte, gr. 60 di burro, gr. 300 di farina, gr. 18 di lievito per dolci, 2 mele. Mescoliamo in una ciotola le uova rotte, lo zucchero, il latte e il burro; versiamo il lievito  per dolci e, gradualmente, la farina, amalgamiamo fino a formare un impasto senza nodi: in questo immergeremo, mescolando ancora, i pezzi di mezza mela. L’impasto lo versiamo in una teglia unta e cosparsa di farina, e, tagliate in fettine l’altra mezza mela e la mela intera, sistemiamo queste fettine sulla superficie dell’impasto, opportunamente cosparsa di zucchero. La teglia va messa nel forno, e quando la cottura sarà completa, lasciamo che la torta si raffreddi: infine, la togliamo dallo stampo e la portiamo in tavola. Dice Biagio di essersi ispirato alla ricetta della signora Benedetta che “crea” i suoi “piatti” in diretta TV e poi conclude la trasmissione con la frase rituale “l’ho preparato in casa per voi”.   Nessun frutto ha suggerito significati simbolici così contrastanti. Nelle culture asiatiche prebibliche la mela, grazie soprattutto alla sua struttura, rappresenta la bellezza e la prosperità. Nel Paradiso terrestre la mela porta con sé la conoscenza del bene e del male, e sappiamo tutti cosa ci hanno combinato Eva e l’infelice Adamo, suo succubo. La mela era anche il simbolo della fertilità, e in alcuni territori dell’Europa medioevale i novelli sposi mangiavano una mela mentre si preparavano ad affrontare la prima notte. Una mela, cadendogli in testa, ha permesso a Newton di scoprire i principi della forza di gravità, e grazie a una mela e alla propria abilità di arciere Guglielmo Tell è diventato l’eroe nazionale degli svizzeri: la Grande Mela è New York, la città più ricca e potente. Una mela provocò la guerra di Troia. Raccontano il mito greco e Esiodo che nell’occidente estremo della Terra, là dove si incontrano il giorno e la notte, in un’isola misteriosa (Ischia?), c’era il giardino delle Esperidi, divinità della sera- dal loro nome, attraverso la lingua greca e quella latina, deriva l’italiano “vespro”. Loro madre fu la Notte, “canta” Esiodo (Teogonia, vv. 211- 225) e, dunque, furono sorelle di personaggi poco raccomandabili: “la Sorte odiosa, la Morte, il Sonno e tutta la stirpe dei Sogni, il Biasimo e la Sventura dolorosa”: questi figli la “Notte tenebrosa” li ebbe “senza essersi unita ad alcuno”. Sorelle delle Esperidi furono anche le tre Parche, Cloto, Lachesi e Atropo, “le quali ai mortali, non appena essi nascono, concedono in sorte il bene e il male.” E puniscono, le Parche, “le trasgressioni degli uomini e degli dei” e la loro terribile ira dura fino al momento in cui infliggono al colpevole un castigo tremendo. In questo giardino incantato le Esperidi, con l’aiuto del drago Ladone (nel quadro riprodotto in appendice il pittore Edward Burne-Jones, memore del serpente del Paradiso terrestre, raffigura Ladone come un serpente enorme) custodivano una favolosa pianta di mele d’oro, portatrici di amore e di fecondità. Eris, la dea della discordia, irritata per il fatto che non l’avevano invitata al matrimonio di Teti e Peleo (futuri genitori di Achille), penetrò furtivamente nel giardino delle Esperidi, schivò Ladone, rubò una delle mele d’oro, vi incise il motto “Alla più bella”, e, entrata da scostumata nella sala in cui dei e eroi celebravano i novelli sposi, lanciò il pomo sul tavolo intorno al quale sedevano gli dei. Venere, Giunone e Minerva (uso i nomi latini) – ognuna di esse credeva di essere la più bella- pretesero di mettere le mani sull’aurea mela. Poiché non era possibile porre fine amichevolmente alla contesa, le tre dee si rivolsero a Giove perché emanasse la sentenza e dicesse chi era la più bella. Ma Giove che per “cazzimma” sembrava un Napoletano verace non si immischiò, e passò la patata bollente – la mela d’oro- al più bello degli uomini, Paride, figlio di Priamo re di Troia. Paride assegnò la mela a Venere, anche perché la dea della bellezza gli promise che avrebbe fatto cadere ai suoi piedi, vinta dall’eros, Elena, la più bella delle donne, moglie di Menelao. Paride rapì Elena e fu la guerra, fu la distruzione di Troia. Ma fu anche Omero, e fu la fondazione di Roma. Alla fine la mela dalla Notte fa uscire l’alba e il sole splendente. Figuriamoci quali possano essere gli effetti di questa torta, in cui si fondono in salutare amalgama le mele e le uova. (FONTE FOTO:RETE INTERNET)                

Carmen Consoli ritorna alle origini con un attesissimo disco di inediti

A tre anni dall’ultimo lavoro discografico, dopo la collaborazione con i suoi conterranei Colapesce e Dimartino, il mega concerto del 25 agosto scorso all’Arena di Verona ricco di ospiti e colleghi del mondo della musica per festeggiare i suoi venticinque anni di carriera, Carmen Consoli è pronta a tornare. Venerdì 24 settembre, infatti, uscirà il suo nuovo album Volevo fare la rockstar.

 

È stata proprio la cantante, attraverso il suo profilo Instagram, ad annunciare il tanto atteso ritorno discografico. Sarà un disco composto da inediti che parlerà di quella Carmen Consoli bambina, rappresentata anche nella copertina dell’album, che sognava di diventare una rockstar. “Volevo fare la rockstar, il tavolo della cucina era un palco perfetto, volevo fare la musica e scuotere su e giù la testa, imbracciando una chitarra vera”, canta la Consoli nel nuovo singolo che farà parte del progetto.

Intanto il 3 settembre scorso è uscito Una domenica al mare, il nuovo singolo che anticipa l’album.

Nel testo della canzone la Cantantessa riprende alcuni dei temi a lei molto cari e li proietta verso prospettive più ampie: la vita nuova che ci aspetta oltre le nubi (la vita è un giorno da ricordare, un anno in più nel bene o nel male), la possibilità di vivere con maggior pienezza la libertà, i sogni, le relazioni, purché guidati dal cuore (se solo ci fermassimo ad ascoltare col cuore riaccenderemmo i sogni e i lumi della ragione, se almeno ci provassimo ad ascoltare col cuore saremmo un po’ più liberi di scegliere e amare).

Mentre il mondo accelera sempre di più, la Consoli invita saggiamente a riprendersi i propri tempi e affida a una metafora potentissima (respirare col cuore) l’invito a dare ossigeno a pensieri e parole, così… “vedremmo foreste riemergere da ceneri urbane”.

Interviene per difendere figlia, branco lo riempie di botte nella piazzetta

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    Sparanise (Caserta) – Un altro episodio di violenza cieca che tocca da vicino i giovani. Dopo le immagini dell’aggressione al rider di Fuorigrotta, un altro video da brividi in queste ore inchioda una baby gang ed una società sempre più carente in alcuni valori.   Sparanise, piccolo centro a ridosso di Capua, nel Casertano. Siamo nel playground del campo di basket che sorge nella villetta comunale: una serata di fine estate apparentemente tranquilla. Ma è qui, in un paese dove tutti si conoscono, che un uomo di 40 anni viene massacrato di botte dal branco: la sua “colpa” è quella di aver difeso la figlia 13enne dal gruppo. Pure la giovanissima sarebbe stata infatti aggredita e colpita dalla baby gang. Il padre sarebbe intervenuto per difenderla e lì sarebbe scattata la violenza più bieca e selvaggia. Il 40enne è stato riempito di calci e pugni dal gruppetto di violenti riportando la frattura del dito. La figlia ha riportato qualche contusione lieve.  

La camorra torna a uccidere: assassinato con una ventina di proiettili

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  NAPOLI – Gli assassini hanno esploso una ventina di colpi. Numerosi quelli che lo hanno raggiunto in diverse parti del corpo. Per Salvatore Astuto, 57 anni, non c’è stato nulla da fare. L’omicidio è avvenuto poco prima delle 16 in vico Fico al Mercato, a Napoli. Secondo una prima ricostruzione l’uomo era dinanzi ad un basso, una sorta di circolo ricreativo, quando sono giunti gli assassini che hanno aperto il fuoco. Hanno sparato visto il numero di bossoli ritrovati, con almeno due pistole.   Le indagini sono coordinate dai carabinieri della Compagnia Stella che stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza. “Il brutale assassinio di un pregiudicato in vico Fico al Mercato, ucciso questo pomeriggio senza pietà con dieci colpi di pistola, riapre dolorosamente il tema della sicurezza in città. Una camorra senza freni che non esita a sparare in pieno giorno, tra la gente. L’ennesima esecuzione in strada che sa di sfida allo Stato. La verità è che in diverse zone della città i clan tornano a spadroneggiare impunemente senza temere la presenza delle forze dell’ordine. Solo tre mesi fa, ai Quartieri Spagnoli, due lavoratori innocenti furono colpiti dalle pallottole di una stesa, anche stavolta in pieno giorno. Occorrono misure urgenti per arginare questa deriva di violenza cieca che quotidianamente mette a repentaglio la vita di onesti cittadini che hanno solo la sventura di camminare nel posto sbagliato al momento sbagliato”  ha dichiarato il consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli.