Far west davanti al McDonald’s di Tavernanova, vigilante ferito dai rapinatori

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    POMIGLIANO D’ARCO. Tavernanova blindata nella mattinata di oggi a seguito dell’assalto al portavalori: il mezzo era diretto al McDonald’s collocato proprio al confine tra Pomigliano d’Arco e Casalnuovo. Stando alle prime testimonianze una guardia giurata è rimasta ferita alla testa dai rapinatori, nel tentativo di opporsi al raid. I malviventi non hanno esitato a colpirlo col calcio del revolver per guadagnarsi la fuga. Il loro obiettivo era l’incasso del fast-food del weekend che doveva essere depositato in banca proprio dal portavalori.  

Ladri in casa, furto va in tempo reale sul cellulare del proprietario: 2 arresti

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    GRAGNANO – In 3 a svuotare un appartamento ma sono ripresi dalle telecamere. Carabinieri arrestano 2 persone. È caccia al terzo Erano in tre e avevano già razziato un’abitazione in Via Giovanni della Rocca. Avevano riempito alcuni borsoni con capi d’abbigliamento e liquori ma non avevano fatto i conti con le svariate telecamere nascoste in casa. Allertato da un applicazione che gli consente di monitorare in tempo reale dal cellulare il proprio appartamento, il proprietario ha subito chiamato i Carabinieri. I militari se li sono trovati difronte, borsoni in spalla. Uno di loro è riuscito a fuggire mentre altri due sono stati bloccati dopo una violenta colluttazione. Nonostante la forte reazione, i due “topi d’appartamento” – un 41enne bulgaro e un 34enne georgiano – sono finiti in manette e poi ristretti in camera di sicurezza in attesa di giudizio. La refurtiva, intanto, è stata interamente restituita.

Scoppia la bolla delle società dei rifiuti, decine di arresti e sequestri

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    NAPOLI – Decine di indagati nel blitz della Dda veneta che ha portato a diversi arresti anche in Campania. I carabinieri di Belluno, in collaborazione con quelli del locale Gruppo Forestale, stanno arrestando una decina di persone appartenenti ad un’associazione per delinquere dedita al traffico illecito di rifiuti, emissione di fatture per operazioni inesistenti e creazione di società “cartiere” per rimborsi Iva.   I provvedimenti restrittivi dell’operazione denominata ‘Plastic connection’ sono stati emessi dalla Procura Distrettuale Antimafia di Venezia ed hanno interessato cittadini italiani, tra cui alcuni imprenditori veneti. Il blitz dell’Arma è stato esteso nelle province di Belluno, Treviso, Padova, Vicenza, Napoli, Avellino e Pisa.   Sequestrati attività produttive, immobili e conti correnti per alcuni milioni di euro. Indagati a piede libero anche 10 persone responsabili di condotte analoghe, ma meno gravi. I dettagli dell’operazione verranno illustrati nel corso della conferenza stampa che si terrà alle 11,30 presso il Comando Provinciale Carabinieri, di Belluno.

Green Pass obbligatorio anche per lavoratori ed esponenti istituzionali: ecco le novità dal 15 ottobre

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Dal 15 settembre fino al 31 dicembre, quando è prevista la scadenza dello stato d’emergenza sanitaria, scatta l’obbligo del green pass per tutti i dipendenti pubblici e privati. De Luca: “Evitare che l’Italia precipiti in una nuova ondata di contagio ed evitare che l’economia italiana si blocchi a fine settembre-inizio ottobre”.     Fabbriche, aziende, uffici, studi professionali: meno di un mese e dal 15 settembre il vaccino sarà obbligatorio anche per tutti i dipendenti pubblici e privati. A stabilirlo il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 16 settembre che prevede per i lavoratori privati e pubblici senza green pass la sospensione dello stipendio a partire dal primo giorno, mentre nelle imprese con meno di 15 dipendenti la sospensione scatterà dal quinto giorno. “C’è stata una lunga discussione sul green pass, le posizioni della stragrande maggioranza degli italiani alla fine hanno avuto una conclusione positiva attraverso le decisioni espresse dal governo” spiega il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca che aggiunge “Il governo ha deciso di difendere fino in fondo la salute dei nostri concittadini e l’economia del nostro Paese. Le misure relative al green pass rispondono a questa doppia esigenza: evitare che l’Italia precipiti in una nuova ondata di contagio ed evitare che l’economia italiana si blocchi a fine settembre-inizio ottobre”. Una misura, dunque, necessaria per incrementare il numero di vaccinati e scongiurare anzitempo il rischio di nuove ondate di contagi in vista della stagione invernale, a cui il covid da più di un anno si è dimostrato essere particolarmente affezionato.  L’obbligo del green pass riguarderà tutti i dipendenti che dovranno esibire su richiesta la certificazione verde, ma anche i lavoratori che svolgono la propria attività nella Pubblica Amministrazione o presso privati con contratti esterni. Tra le categorie coinvolte rientrano, oltretutto, colf, baby sitter, idraulici, elettricisti e collaboratori familiari. Inoltre, l’obbligo è esteso anche ai titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice. “Hanno reso obbligatoria la vaccinazione anche per i Sindaci, i Presidenti delle Regioni, gli esponenti istituzionali. Meglio tardi che mai. Ci avete messo un anno per capire che i vertici istituzionali erano quelli che dovevano vaccinarsi per primi. Non solo per dare l’esempio, cosa utile come stiamo vedendo in queste settimane, ma anche perché – e mi riferisco in maniera particolare ai Presidenti di Regione – da loro dipendono i sistemi sanitari. Dunque, è una priorità assoluta” aggiunge il governatore De Luca. Un provvedimento importante che sarà soggetto a ulteriori limature. Il capitolo smart working rappresenta, a tal proposito, un nodo non facile da sciogliere. La possibilità del lavoro agile sarà lo strumento principale per aggirare l’obbligo del green pass, ma non sarà così facile ottenere il permesso del lavoro da casa senza prima averlo concordato con il titolare. Insomma, lo smart working non potrà essere ottenuto automaticamente. Importante chiarire, però, che il green pass non obbligherà i dipendenti che già hanno adottato la modalità di lavoro agile a un ritorno in ufficio, ma a tal proposito il ministro Brunetta sta spingendo per un ritorno massiccio in presenza quantomeno per i lavoratori impegnati nella Pubblica Amministrazione.

La posizione del “punto” nella comunicazione digitale

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La questione del punto alla fine della frase è un argomento ormai dibattuto da tempo, soprattutto negli ultimi anni in cui la scrittura digitale ha quasi del tutto sostituito quella cartacea ed ha ridisegnato il valore della punteggiatura all’interno delle varie chat che usiamo quotidianamente per comunicare.     Spesso omesso anche dai docenti nelle email universitarie, il valore del più iconico segno di interpunzione della grammatica vacilla giorno dopo giorno. Se però negli atti ufficiali e cartacei il ruolo del punto non viene mai posto in discussione, non si può dire lo stesso negli spazi dedicati alle app che offrono comunicazione istantanea, pare anzi che il punto provochi sensazioni negative. A studiare questo “fenomeno” ci ha pensato la Binghamton University di New York. I ricercatori hanno elaborato un test sottoposto a 126 studenti, assidui utilizzatori di smartphone: ognuno ha visionato una serie di conversazioni tra utenti, sia scritte a mano che tramite sistemi di chat, come WhatsApp. Il risultato è stato evidente: circa il 90% degli studenti hanno percepito le frasi – in digitale – che terminavano con un punto poco sincere, molto fredde o “arrabiate”; mentre non ha destato nessuna reazione il punto sul testo cartaceo. Quando si tratta di scrivere in chat, la presenza di un punto alla fine della frase può ribaltarne totalmente il significato: da semplice segno di punteggiatura si trasforma in un simbolo che esprime aggressività e distacco. Il motivo principale di questo disturbo è dovuto proprio alla flessibilità del linguaggio scritto delle chat, che ne ha stravolto la nostra stessa concezione, aprendo nuove possibilità di comunicazione. Oggi, nella messaggistica istantanea, per separare due frasi basta premere “invio”, ottenendo una lettura su più linee e annullando l’utilità del segno d’interpunzione. Il punto risulta superfluo e per questo – quando viene utilizzato – rappresenta una scelta per cercare di far capire con che “tono” leggere quello che è stato scritto. Nelle conversazioni digitali, in cui è essenziale specificare la presenza dominante del messaggio vocale, quando scriviamo tendiamo a riempire le frasi con emoji per cercare di imitare i gesti della lingua parlata e spronare così il destinatario a continuare il discorso. Secondo la psicologa Danielle Gunraj, il problema deriva dal contesto: noi cambiamo stile comunicativo in base a dove siamo, con chi parliamo e come ci sentiamo. Dal punto di vista verbale, non utilizzeremmo mai le stesse parole in un colloquio di lavoro o in un’uscita al pub con gli amici. Allo stesso modo, siamo in grado di cambiare registro quando scriviamo un messaggio su WhatsAppSkype o Instagram che sono contesti in cui ci sono determinate regole e l’utilizzo del punto è considerato eccessivamente formale. Resta da comprendere se l’assenza dell’utilizzo di elementi grammaticali – o di trasformazioni comunicative – possa rappresentare un processo di semplificazione o di imbarbarimento. Non pochi sono i dati sconcertanti che mostrano come molti studenti siano richiamati da docenti a causa dell’utilizzo di “linguaggi da chat” in verifiche scritte. Un declino che a mio ricordo cominciò a diffondersi con il “xkè”, utilizzato ai tempi dell’app Messenger, che andrò a finire in qualche tema di amici di scuola. Ovviamente è un errore generalizzare, pensando che chi su whatsapp non utilizza il punto non è in grado di farlo al momento giusto ma è importante prestare attenzione ai più piccoli, come ad esempio gli studenti di scuola media, che contraendo pessime abitudini – nell’età in cui stendono le basi della loro formazione – fanno fatica ad applicare il registro corretto al contesto corretto.

“Napoli, Arte e Rivoluzione”: al PAN il premio artistico per il recupero della memoria storica partenopea

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Giunto alla VII edizione, il premio artistico “Napoli, Arte & Rivoluzione” rappresenta un percorso di recupero della memoria storica partenopea, dedicato a un popolo che non si è mai piegato alla tirannia.     Al via il premio artistico “Napoli, Arte & Rivoluzione”, un percorso di recupero della nostra memoria storica attraverso l’arte come antidoto contro ogni forma di oppressione o tirannia. Fino al 2 ottobre, nella sala Loft del Palazzo delle Arti di Napoli, PAN, pittori, scultori e fotografi racconteranno attraverso un percorso espositivo i principali episodi della storia napoletana e di un popolo che non si è mai inginocchiato ai piedi dell’oppressore di turno, trovando sempre una spinta comune per combattere il tiranno. Giunto ormai alla settima edizione, il premio 2021 sarà dedicato alla memoria del regista Arnaldo Delehaye e in suo onore verrà proiettato il film “Bruciate Napoli” per tutta la durata del premio. A fare da apripista alla mostra, domenica 19 settembre alle ore 18, l’artista Pietra Montecorvino presenterà “Je suis amour”, un percorso espositivo – fuori concorso – dei suoi lavori pittorici, dall’omonimo titolo del suo ultimo e recentissimo singolo musicale. Nato da un’idea della curatrice Daniela Wollmann con il gruppo rivoluzionART/creativiATTIVI, “Napoli Arte & Rivoluzione” fin dalla sua prima edizione ha sempre ottenuto il sostegno della V Municipalità e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli. Insieme alla curatrice Daniela Wollmann e allo storico Giuseppe Aragno, alla premiazione prevista per il 1° ottobre saranno chiamati a presiedere e consegnare i premi l’assessore Annamaria Palmieri, lo scrittore Maurizio De Giovanni e il presidente dell’ANPI Antonio Amoretti. A dare il proprio giudizio critico sulle singole opere una prestigiosa giuria, composta da cinque membri tra storici, critici d’arte, pittori e giornalisti, designerà i vincitori. Anche il pubblico sarà chiamato a prendere parte attiva alla premiazione. Infatti, nei primi nove giorni espositivi i visitatori avranno la possibilità di esprimere il proprio giudizio, compilando un’apposita scheda. L’opera più votata riceverà il “Premio Speciale del Pubblico”.  

 Da domani Somma Vesuviana avrà  il trasporto urbano

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 Da domani Somma Vesuviana avrà  il trasporto urbano.
Riceviamo e pubblichiamo
Salvatore Di Sarno (sindaco) : “Il futuro è nel trasporto pubblico, nel turismo lento e nella qualità dei servizi. Un grande lavoro in piena sinergia con la Commissione trasporti ed EAV. A Settembre la Linea A, poi in rete tutte le periferie con le linee B ed E”.
“Da domani Somma Vesuviana riavrà il servizio di trasporto urbano.  Iniziamo dalla riattivazione della linea A a partire dalle ore 7 e 15.  La Circolare A interesserà un tratto periferico ma di un’importanza notevole per la città perché collegherà ad esempio la il centro con il cimitero, con la Clinica di Santa Maria del Pozzo e con l’Area Archeologica di Villa Augustea e soprattutto il Liceo Scientifico e l’Itis, dunque anche le scuole.
L’ottimo lavoro svolto dalla Commissione Trasporti ha dato il via a questo percorso portato a termine grazie anche alla risposta immediata del Presidente dell’Eav, Umberto De Gregorio. Il risultato è figlio di questa piena sinergia tra le parti. Cercheremo di riattivare anche linee B e E, in modo da completare la rete di trasporto urbano. Ringrazio l’Assessore ai Servizi del Cittadino, Salvatore Esposito e la Commissione Trasporti formata dal Presidente Vincenzo Neri, dai consiglieri comunali Ciro De Simone, Saverio Lo Sapio e Salvatore Granato che ringrazio per il forte interessamento”.
Il Capolinea sarà in Via Marigliano nei pressi del distributore di benzina. Ecco le fermate: Via Somma – Marigliano (altezza passaggio a livello), Via Macedonia (tabaccaio), Via Circumvallazione 95, Circumvallazione 57, Via Circumvallazione 41, Via Circumvallazione 9, Via Pomintella (altezza distributore), Via Spirito Santo (Scuola Elementare), Via Mercato Vecchio (Stazione Villa Augustea), Via Mercato Vecchio (incrocio Cimitero), Masseria Starza Regina, Via Rosanea (altezza supermercato), Via Pomigliano (altezza supermercato), Via Pomigliano (altezza Clinica), Traversa Duca di Salza (altezza incrocio via del Cenacolo), Via San Sossio (altezza Chiesa) , via San Sossio (Liceo Scientifico).

Urla e devastazioni, notte di follia sul corso

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Acerra. Di notte in strada prende a calci segnaletica stradale e impreca ad alta voce. Succede a corso Italia ad Acerra.

“Ad Acerra il nuovo ‘divertimento’ è prendere a calci la segnaletica stradale. Ci è giunto un video di un soggetto che ha ripetutamente calciato dei segnali stradali, per poi imprecare e urlare, non curandosi minimamente dell’orario tardo e del disturbo che stava provocando. Calci ripetuti contro la segnaletica stradale manifestano poco rispetto e mancanza assoluta di controllo. Pertanto, è bene che le strade siano molto più presidiate di notte, in centro quanto in periferia e in provincia. E’ un provvedimento che darebbe ai cittadini perbene una maggiore tranquillità. Viviamo un tempo in cui le città si presentano profondamente insicure, crescono gli episodi di violenza, giovani allo sbando e i week end che il più delle volte sono bollettini di guerra”. Lo hanno detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde e Rosario Visone, esponente de il Sole che ride.

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San Gennaro, miracolo tra pandemia e emergenza lavoro: applauso per pochi intimi

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    NAPOLI – Un applauso ‘liberatorio’ ha accolto nel Duomo l’annuncio dell’avvenuto prodigio ‘del miracolo’ della liquefazione del sangue di San Gennaro. Un annuncio dato dall’arcivescovo, monsignor Domenico Battaglia, alle ore 10 in punto. Ma ancor prima dell’annuncio ufficiale, tra i fedeli sistemati lungo il passaggio dell’ampolla, che dalla Cappella di San Gennaro, dove è custodita, porta fino all’altare, già serpeggiava l’entusiasmo per l’avvenuto miracolo. ”E’ sciolto!”, ha detto una donna alla vista dell’ampolla stretta tra le mani dell’arcivescovo.   Il ripetersi del miracolo è infatti letto come buon auspicio per la città e per la Campania. Un miracolo che è ”dono, segno importante per la città”, ma che don Battaglia ha invitato i fedeli ”a non scambiare per un oracolo da consultare”. Celebrazioni che si sono svolte nel rispetto delle norme anti covid: solo 450 i fedeli ammessi all’interno e 200 sul sagrato. Un San Gennaro che cade in prossimità delle elezioni amministrative ma l’arcivescovo non aveva previsto inviti per i candidati. Solo l’ex sindaco ed ex presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, era in Duomo come da tanti anni è solito fare. Ma seppur assenti, ai candidati don Battaglia ha lanciato un messaggio: ”Solo chi ama Napoli sarà capace di amministrarla, solo chi sentirà di appartenerle potrà servirla. La funzione delle istituzioni – ha aggiunto – non è la promozione delle carriere politiche ma è il servizio del bene comunitario. La politica non può essere semplice gestione dell’esistente, ma deve essere progetto, sogno. Napoli ha bisogno di un tempo nuovo”.   Al futuro sindaco, l’arcivescovo ha ‘promesso’ di essergli accanto ”in tutte le iniziative che mettono al centro la persona ed il bene comune, combatterò tutte le battaglie autentiche per affermare i giusti diritti, starò accanto nella difesa delle istituzioni da ogni velleità affaristica e da ogni tentativo di infiltrazione camorristica”. Una camorra che – ha sottolineato don Mimmo – ”bagna Napoli del sangue di tante vite spezzate prima di spiccare il volo, di tanti sogni caduti sul suolo dell’indifferenza, del sangue dei poveri e degli innocenti, dei piccoli e degli umili, di coloro che ogni giorno faticano senza sosta per vivere con dignità, per camminare spediti sui sentieri dell’onestà e della giustizia”. Dall’arcivescovo è stato rivolto un pensiero ai genitori del piccolo Samuele, il bimbo, di quasi 4 anni, precipitato dal balcone di casa in via Foria (in relazione a questa vicenda è stato fermato un 38enne indiziato di omicidio), da cui ieri si è recato in visita a casa. Per loro, Battaglia ha chiesto ai fedeli di raccogliersi in preghiera ”perché hanno bisogno della vostra vicinanza”.   Nelle parole di don Mimmo attenzione anche al tema del lavoro e in particolare per gli operai della Whirlpool che in questi mesi ha più volte incontrato. Alla celebrazione hanno assistito l’ex arcivescovo metropolita, cardinale Crescenzio Sepe, e il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Assente il sindaco, Luigi de Magistris, che riveste anche il ruolo di presidente della Deputazione di San Gennaro, rappresentato dal suo vice, Carmine Piscopo. Al termine della celebrazione, l’ampolla con le reliquie del Santo Patrono di Napoli e della Campania è stata riposta nella teca nella Cappella a lui dedicata.

Samuele, domani nuovo interrogatorio per domestico: c’è la convalida

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    NAPOLI – Sarà davanti al gip domani mattina Mariano Cannio, il domestico accusato dell’omicidio del piccolo Samuele, il bimbo di 3 anni morto a Napoli dopo essere precipitato dal terzo piano della sua abitazione in via Foria, nel centro della città. La versione in un primo momento più accreditata, quella dell’incidente, vacilla dopo che la Polizia di Stato ha eseguito ieri mattina un provvedimento di fermo emesso dalla Procura nei confronti di un uomo di 38 anni, Mariano Cannio, incensurato, ritenuto gravemente indiziato dell’omicidio volontario del piccolo.   Il provvedimento dovrà essere convalidato dal giudice (l’udienza si terrà domani alle 9,30) ma gli inquirenti considerano importanti gli indizi raccolti. L’uomo fermato è un collaboratore domestico, molto conosciuto nella zona, sia perché risiede nel quartiere, sia perché presta la sua opera in favore di diverse famiglie nelle cui abitazioni ha accesso godendo della loro fiducia. La sua viene descritta dai conoscenti come una personalità particolare, dal carattere chiuso. Ma nessuno si spinge a indicarlo come un potenziale assassino. Al momento della tragedia la mamma del piccolo Samuele, incinta all’ottavo mese, si era allontanata dalla stanza dove era il figlio. In casa c’era anche Cannio, intento a sbrigare le faccende domestiche. Interrogato dagli inquirenti, è stato lo stesso 38enne ad ammettere di trovarsi su quel balcone e di aver preso in braccio il piccolo Samuele, negando però di averlo deliberatamente scaraventato giù dal balcone. L’uomo ha detto di soffrire di disturbi della psiche e di non saper spiegare come sia precipitato il bambino, negando comunque ogni ipotesi dolosa.   Sulla sottile linea che separa l’ipotesi colposa da quella dolosa si giocherà l’udienza per la convalida del fermo in programma, appunto, lunedì. Cannio al momento è difeso da un avvocato d’ufficio, la cassazionista Carmen Moscarella.