MUGNANO – In carcere dopo blitz nella roccaforte storica dello spaccio: aveva 3 sostanze diverse.
Ancora Via Fellini, ancora Lotto T/A scenario di un nuovo arresto per droga eseguito dai Carabinieri della stazione di Scampia. E’ tardo pomeriggio e Angelo Ceparano, 27enne di Mugnano e già noto alle forze dell’ordine, è già da qualche ora osservato dai militari appostati in zona.
Quando è stato bloccato nelle sue disponibilità sono state trovate dosi di 3 differenti varietà di stupefacente: 12 di kobret, 18 di cocaina e 19 di crack. Non mancava il contante, 340 euro in banconote di piccolo taglio. Il denaro, ritenuto provento illecito, e la droga sono stati posti sotto sequestro. Ceparano, invece, è finito in cella per detenzione di droga a fini di spaccio ed è in attesa di giudizio.
POLLENA TROCCHIA – Piano Urbanistico Comunale, la giunta guidata dal sindaco Carlo Esposito ha approvato il preliminare dello strumento di base per avviare i processi di pianificazione territoriale.
«Il PUC rappresenta la sintesi complessa degli indirizzi urbanistici e delle linee programmatiche che si intendono adottare nel medio termine per dar vita a uno sviluppo socioeconomico sostenibile, coerente con quelle che sono le peculiarità storico-antropologiche e paesistico-ambientali del territorio. Siamo molto soddisfatti per l’adozione del preliminare del Piano, un traguardo per raggiungere il quale abbiamo lavorato duramente, nonostante in quest’ultimo anno e mezzo la gestione emergenziale della pandemia da Covid-19 abbia richiesto impegno e forze non indifferenti» ha detto il sindaco Esposito, proseguendo: «questo risultato rende orgoglioso me come primo cittadino di questa comunità e l’intero consiglio comunale: nel lungo percorso compiuto in questi anni, infatti, ciascuno dei consiglieri comunali, con osservazioni e proposte, ha contribuito alla redazione del Piano, obiettivo che ci eravamo prefissati già nel programma elettorale».
«Nel preliminare del PUC, la prima delle due fasi che porta all’adozione definitiva del documento di programmazione urbanistica, a seguito di una dettagliata analisi del territorio, delle sue potenzialità e criticità, sono state elaborate ed esplicitate le linee programmatiche lungo le quali si intende indirizzare lo sviluppo urbanistico e, con esso, quello socioeconomico del territorio» ha spiegato il consigliere comunale Antonella Borrelli, che da assessore delegato all’urbanistica ha seguito, fin dall’insediamento dell’Amministrazione, le prime fasi del Piano.
«Con il preliminare del PUC si forniscono indirizzi per la futura gestione del territorio, prendendo in considerazione, tra le altre cose, la valorizzazione delle risorse esistenti e il loro sviluppo economico e sociale, prestando grande attenzione agli aspetti della qualità urbana e ambientale e alla sostenibilità delle scelte. Ora avanti con la seconda fase, quella della divulgazione delle scelte e dell’ascolto, tramite audizioni e incontri, degli stakeholder e di tutti i soggetti interessati a qualsiasi titolo alla trasformazione del territorio. Solo a seguire ci sarà l’elaborazione del definitivo di PUC» ha commentato l’assessore all’urbanistica Arturo Cianniello.
Cresce l’attesa a Castello di Cisterna per le elezioni comunali in programma il 3 e 4 ottobre. Tre sono i candidati sindaci : Aniello Rega, sindaco uscente con la lista “Uniti per Castello di Cisterna”, Davide Nocerino con la lista “RinnoViamo Cisterna” e Andrea Di Sena con la lista “Il Castello di Cisterna”.Li abbiamo intervistati per capire i punti chiave dei loro programmi elettorali e il loro parere sui temi più stringenti per il territoriPerché nasce questa lista e quali sono i suoi punti chiave?Aniello Rega: “La lista UNITI per Castello di Cisterna si ripropone alle elezioni amministrative per chiedere il consenso agli elettori al fine di continuare i lavori già iniziati. Molti progetti sono stati finanziati, deliberati e devono solamente essere messi a gara”.Davide Nocerino: “RinnoviAmo Cisterna nasce dall’idea di una squadra costituita da uomini e donne, con storie ed esperienze diverse ma tutti cresciuti sul nostro territorio, che hanno deciso di metterci la faccia ed il cuore. Siamo pronti ad impegnarci perché è il tempo del rinnovamento, del coraggio, del coinvolgimento diretto, della fiducia, del fare, di sperare e costruire il futuro, tutti insieme. Il nostro programma trasparente, partecipativo ed innovativo è basato su 10 punti concreti ed attuabili, svincolato da logiche finalizzate alla propaganda ma che si prefissa quale preciso dovere quello del cambiamento radicale nella gestione della cosa pubblica. La casa comunale dovrà essere un luogo con le porte aperte a tutti, per incentivare e rivitalizzare il rapporto con la cittadinanza attraverso incontri con le realtà sociali ed economiche esistenti, a garanzia di una corretta informazione dell’attività politica e perfetta trasparenza dell’azione amministrativa. Consapevoli che si debba insediare un gruppo affiatato di persone competenti, poiché le attuali difficoltà della vita quotidiana non consentono improvvisazioni di sorta o pressappochismo. “Bisogna servire la politica e non servirsi della politica”!Andrea Di Sena: “La nostra lista è diretta espressione dell’associazione politico-culturale IlCastellodiCisterna, nata circa due anni fa dall’incontro di donne e uomini che hanno voluto proporre un nuovo modo di fare politica che mettesse finalmente al centro dei propri discorsi i cittadini e il territorio, perseguendo l’obiettivo comune della rinascita socio-economico della nostra piccolo comunità. Nel nostro programma elettorale sono stati individuati otto punti programmatici; otto “contenitori”, analizzati e condivisi all’interno della associazione e con i nostri concittadini e in cui sono confluite idee e progetti di sviluppo per il nostro territorio”.La scuola è il luogo educativo e formativo per la personalità del bambino. La rinascita di un paese può germogliare solo dalla scuola. È risaputo che la scuola di Castello di Cisterna è vittima dello spopolamento, in quanto la maggior parte preferisce iscrivere i propri figli alle scuole dei paesi limitrofi. Ciò ha portato alla chiusura di molte sezioni e persino del plesso G. Rodari. Quando si parla della scuola di Cisterna si tende a giocare allo scaricabarile, com’è accaduto lo scorso 13 luglio quando si è riunito il Consiglio Comunale per discutere sul trasferimento dell’edificio Rodari. Secondo lei, chi è il responsabile di questa triste realtà scolastica? E qual è la soluzione per riportare alla luce un luogo fonte di crescita, di conoscenza e di senso civico?Aniello Rega: “La scuola è un argomento molto delicato. Per rispondere a questa domanda in modo netto ed esaustivo non basterebbero solo due righe, perché dovremmo fare un salto temporale nella storia di Castello di Cisterna di anni addietro. Le cause della chiusura di tante sezioni vanno discusse e affrontate anche con altri attori dell’ambito scolastico e socioculturale nonché familiare, in un canale di comunicazione diverso (tavolo di confronto). Il Consiglio Comunale del mese di luglio è stato rinviato perché dovevano essere apportate modifiche alla convenzione che si doveva stipulare con la Città Metropolitana di Napoli, perché per la prima volta Castello di Cisterna ospiterà una scuola secondaria di secondo grado. Infatti, saranno trasferiti in uso gratuito alla Città Metropolitana i locali della scuola elementare “G. Rodari” siti in via Manzoni, per le esigenze dell’Istituto superiore Munari di Acerra, liceo artistico, delle scienze umane e musicale, per un periodo di 20 anni. Negli ultimi due anni abbiamo anche dovuto affrontare gli effetti della pandemia da Covid-19, che ha avuto effetti devastanti anche sulla scuola. Ed è per questo che il nostro programma elettorale si focalizza sull’istruzione e sulla cultura tramite attività volte a riportare i piccoli cittadini nelle scuole di Castello di Cisterna. Tra le iniziative abbiamo pensato alla realizzazione della scuola 4.0. Una scuola moderna orientata all’innovazione grazie anche ad aule didattiche di nuova concezione con la trasformazione di classi tradizionali in ambienti di apprendimento connesso e tecnologicamente avanzato”. Davide Nocerino: “L’emorragia di iscrizioni è un fenomeno iniziato circa 15 anni fa e mai arrestato. Negli ultimi anni il trend non è diminuito, anzi ha subito un’impennata anche a seguito della perdita dell’autonomia scolastica. I fattori, a mio avviso sono molteplici: mancanza del tempo prolungato, disagio sociale, abbandono scolastico, strutture non abbastanza moderne e il cosiddetto fenomeno della “moda” di iscrivere i ragazzi nelle scuole della città di Pomigliano. La nostra proposta prevede di riorganizzazione l’asilo nido comunale, esigenza emersa dall’ incrocio dei dati demografici per fascia di età con le strutture esistenti sul territorio. Si provvederà contestualmente a rinnovare e potenziare sia gli stabili che gli arredi interni, nel senso di creare una scuola più moderna, acquisteremo nuovi e moderni pc, procederemo all’abbattimento delle barriere architettoniche attraverso l’ installazione di montascale nei pressi Sciascia e De Gasperi, rafforzeremo la sinergia tra personale scolastico, assistenti sociali e famiglie al fine di rilevare e sostenere i casi più critici, maggiore attenzione alla qualità del sevizio mense, alla pulizia dei plessi e alla fornitura di materiale di cancelleria e igienico sanitario. Creare un collegamento diretto tra scuola e imprese operanti sul territorio mediante l’insegnamento, in orario extra scolastico, di arti e mestieri utili allo sviluppo futuro dei nostri figli. Intensificare i rapporti con l’ufficio scolastico provinciale ed organizzare e promuovere convegni e giornate studio su vari temi: legalità, bullismo, abbandono scolastico, mancata integrazione, ambiente”.Andrea Di Sena: “L’istituzione scolastica locale vive oggi un momento di profonda crisi; il numero degli iscritti è in progressivo ribasso; il corpo docenti si trova spesso ad affrontare problematiche che vanno ben oltre gli aspetti didattici, sfociando in questioni sociali. Ecco perché abbiamo ritenuto mettere in campo delle proposte in grado di rilanciare il “prodotto scuola”, attraverso una fattiva e costruttiva sinergia tra istituzioni scolastiche e comunali per elevare la qualità dell’offerta formativa ma soprattutto elevare la qualità della comunicazione immessa sul “mercato globale” rendendola più competitiva”.Se venisse eletto sindaco quale sarebbe il primo provvedimento sul quale lavorerebbe?Aniello Rega: “Se riconfermato come sindaco il mio impegno sarà quello di chiedere allo stato attuale la possibilità di incrementare l’organico del Comune che oggi appare assolutamente carente, per far fronte alla mole di lavoro che deve affrontare quotidianamente anche in virtù dell’intercettazione dei fondi derivanti dal Recovery Plan”.Davide Nocerino: “Su due temi: Occupazione e PUC. La nostra idea è quella di creare una sorta di “osservatorio Lavoro” in grado di favorire l’incontro tra domanda ed offerta. Istituire una vera e propria “Banca Dati” in grado di gestire richieste/offerte di lavoro in ambito locale. La logica sarà quella del vero e proprio “cacciatore di teste” che proattivamente farà da collante tra le aziende del territorio ed i cittadini in cerca di occupazione. Il piano urbanistico comunale è uno strumento di fondamentale importanza per la regolazione dell’assetto del territorio, disciplina la tutela ambientale e le trasformazioni urbanistiche ed edilizie. Pertanto si provvederà subito alla redazione dello stesso, al fine di tutelare i cittadini che hanno terreni in zone edificabili e che per anni hanno regolarmente versato l’IMU senza poter edificare, ed i cittadini che hanno investito i loro risparmi nell’acquisto delle abitazioni. Uno sguardo attento sarà posto anche verso le probabili zone commerciali e zone da adibire ad aree verdi, spazi ricreativi per i nostri amici a quattro zampe e “parchi avventura” dove sarà possibile divertirsi rispettando la natura”.Andrea Di Sena: “È necessario innanzitutto avviare un processo di normalizzazione amministrativa. Negli ultimi anni le campagne elettorali succedutesi hanno determinato una profonda spaccatura sociale tra i cittadini. Dovere di un Sindaco è invece quello di amministrare l’intero territorio e non solo la “parte votante”, solo così sarà possibile restituire fiducia nelle istituzioni. In quanto al programma elettorale i primi provvedimenti da attuare riguarderanno il rilancio del commercio locale e il blocco del Project Finacing per l’ampliamento del Cimitero Comunale, che riteniamo debba essere invece realizzato in autofinaziamento”.Come giudica il clima della campagna elettorale fino ad oggi?Aniello Rega: “È il classico clima di campagna elettorale dove si riscontrano anche comportamenti scorretti e notizie false su cui si monta ad arte la critica politica. Sarebbe opportuno che il confronto tra i candidati fosse ricondotto al confronto programmatico – politico”. Davide Nocerino: “Ho condotto diverse campagne elettorali, ricordo che a Castello di Cisterna il clima è stato sempre molto acceso nelle ultime settimane precedenti il voto. Certo nell’ultimo periodo i social sono diventati uno strumento di eccesso, dove i “leoni da tastiera” danno il meglio di se, con commenti offensivi ed attacchi personali che nulla hanno a che vedere con la Politica. Ma i concittadini “naviganti” sapranno cogliere, dalla lettura dei vari post, la qualità dei candidati, le loro idee, il modo di esprimersi e tanto altro”.Andrea Di Sena: “La campagna elettorale è ormai entrata nel vivo e il clima ha iniziato a surriscaldarsi. I nostri competitor si sono spessi vicendevolmente scambiate accuse anche personali. Noi abbiamo deciso di perseguire una strada diversa proponendo le nostre idee e i nostri progetti, confrontandoci con la gente e tra la gente”. La criminalità organizzata è una piaga sociale che il paese conosce molto bene. Dall’uccisione di Anatolij, morto per aver tentato di sventare una rapina, all’agguato a Giuseppe Orefice, figlio di un boss, alle piazze di spaccio sempre più affollate. Di fronte a questo quadro drammatico, quali potrebbero essere le azioni per contrastare la criminalità? Inoltre, questa realtà potrebbe essere un motivo che porta alla fuga delle attività commerciali o anche delle singole persone che, non tollerando e non potendo sopravvivere in una situazione di questo genere, lasciano il territorio e pertanto, cancellano la possibilità di una crescita economica e, dunque, le speranze e il benessere della piccola comunità?Aniello Rega: Il fenomeno criminoso che investe il nostro territorio è un problema che assilla tutta la provincia di Napoli e anche oltre. Appare evidente che l’attività delittuosa vada combattuta con il rafforzamento dell’apparato militare e giudiziario. Per quanto ci riguarda, riteniamo che i cittadini debbano essere messi in condizioni di poter partecipare alla vita sociale, politica ed amministrativa del nostro comune in modo individuale e organizzato. Più c’è partecipazione, maggiore è il controllo del territorio. Nonostante l’esistenza di tale fenomeno criminoso, che non può essere sottaciuto, noi con l’amministrazione uscente abbiamo creato le condizioni affinché imprenditori, anche di una certa importanza, venissero ad investire sul nostro territorio aumentando l’offerta di lavoro e creando nuova ricchezza.Davide Nocerino: “Uno dei punti del nostro programma è denominato proprio sicurezza e ordine pubblico: il paese che vogliamo. Le azioni che intendiamo intraprendere sono:
l’efficientamento del sistema di videosorveglianza già presente sul territorio, attraverso una manutenzione costante del sistema software;
potenziamento attraverso l’installazione di nuovi dispositivi.
La presenza di telecamere agli incroci, nei parcheggi, nelle zone particolarmente rilevanti (a concentrazione commerciale o isolate), costituisce una impareggiabile azione preventiva soprattutto se dotate di sistemi intelligenti di rilevazione. L’impegno è quello di migliorare tale servizio affinché si possa avere un controllo ancora più capillare del territorio. A tal proposito si intensificherà la collaborazione con le Forze dell’Ordine e saranno potenziati i controlli di Polizia Locale. Il progetto di videosorveglianza dovrà essere accompagnato da un’adeguata illuminazione pubblica che possa garantire maggiore sicurezza e visibilità nelle ore serali e notturne. Chiederemo al Comando dei Carabinieri di Castello di Cisterna la possibilità di organizzare incontri periodici calendarizzati di aggiornamento e condivisione informativa con la Polizia Municipale. Proporremo ai paesi limitrofi una regia comune di controllo del territorio, con riferimento alle cosiddette “zone di confine” o “terre di nessuno”. Crediamo fortemente nel valore della sinergia tra cittadini e forze dell’ordine con una compartecipazione al presidio del territorio. Sul versante commercio guai ad arrivare alla desertificazione del territorio: i Commercianti rendono vivo il Paese, creano ricchezza e posti di lavoro in uno sviluppo del territorio che porta ad un circolo virtuoso ove le istituzioni hanno il dovere di investire. Per la prima volta istituiremo una “cabina di regia” tra Ente, Carabinieri, Polizia Municipale ed Associazioni Antiracket ed Usura al fine di dare sostegno e protezione a coloro i quali si accingono a denunciare tali reati, favorendone la loro emersione”.Andrea Di Sena: “La criminalità è una piaga che investe non solo il nostro territorio. Abbiamo il dovere però di non abbassare la guardia e di avviare azioni di repressione e tutela al fianco delle forze dell’Ordine. È indispensabile, inoltre, una fattiva collaborazione con le Istituzioni scolastiche e le associazioni locali per contrastare l’abbandono scolastico. Al contempo è necessario avviare un grande progetto di rilancio del settore produttivo, in grado di creare occupazione specie tra i più giovani. Solo così potremmo contrastare il disagio sociale ed economico che è invece linfa vitale per la criminalità organizzata”.
Il tema del rapporto tra Totò e la cucina è stato trattato in un libro dalla figlia Liliana. Il tema della fame sul palcoscenico della comicità: Totò, che conosceva realmente la fame, la “rappresenta” da vari punti di vista, anche se la scena più celebre è quella in cui Totò – Felice Sciosciammocca si riempie di spaghetti non solo la bocca, ma anche le tasche: sarebbe interessante parlare dell’ “incontro” tra due “mostri” del teatro comico: Scarpetta e Totò.Ingredienti: gr. 400 spaghetti; gr. 250 pomodorini; 5 acciughe sott’olio; 2 fette di pane raffermo; 2 spicchi d’aglio; 2 cucchiai di origano; sale, olio d’oliva, basilico, peperoncino. Pulire gli spicchi di aglio e strofinarli sulle fette di pane raffermo. Tagliare il pane a tocchetti. In una padella versare l’olio e farlo scaldare. Aggiungere gli spicchi di aglio e, quando saranno ben dorati, anche i tocchetti di pane per farli tostare e diventare croccanti. In un’altra padella versare olio e aggiungere uno spicchio d’aglio e le acciughe diliscate. “Sciolte” le acciughe, aggiungere l’origano, i pomodorini tagliati a spicchi, e quando gli spicchi si sono appassiti, aggiustare di sale. Scolati gli spaghetti al dente, farli saltare nel sugo di pomodorini e di acciughe e servire con il pane tostato, e con la fresca nota del basilico (le immagini sono tratte da internet).
Dicono che questo “piatto” piacesse a Totò quasi quanto “pasta e fagioli”. Gli piaceva, forse, perché gli ingredienti, tutti “poveri” e semplici coniugandosi armoniosamente formano un “piatto” che nell’apparenza e nella sostanza del sapore risulta “nobile”: “signori si nasce”, ma bisogna sempre sperare che la sorte e le circostanze svelino a tutti questa naturale signorilità. Forse proprio questa nobile semplicità spinse qualcuno a dedicare questo “piatto”, chiara variante degli “spaghetti alla carrettiera”, al Patrono di Napoli. Totò, come Eduardo, capì che il cibo era un aspetto essenziale della napoletanità: lo spiega bene la figlia Liliana che nel 2000 pubblicò, con Matilde Amorosi, un libro sul rapporto complicato tra la “cucina e il padre”, e scelse come titolo “Fegato qua, fegato là, fegato fritto e baccalà”, dalla filastrocca che Totò intonava nel film “Totò contro Maciste”. Ha ragione Cristina Bragaglia, importante studiosa della storia del cinema, quando scrive che fu Charlot il primo a fare della “fame” un tema fondamentale della comicità. Ma Totò, che era nato e cresciuto in una città in cui la “fame” era un cardine della storia sociale, interpretò questa tema da molti punti di vista.
In “Miseria e nobiltà” si parte dalla fame assoluta: “qui si mangia pane e veleno” esclama Pasquale- Enzo Turco, e Felice Sciosciammocca – Totò lo corregge: “Pasquale, qua si mangia solo veleno”. Poi arrivano i rifornimenti offerti dal “signorino”: e Totò interpreta da Maestro una scena che resta ai vertici del “teatro comico”: esulta sulla tavola mangiando spaghetti, e riempiendo di spaghetti le tasche, perché anche nell’ora fortunata chi è nato povero non deve dimenticare che la povertà e la fame sono sempre in agguato: e dunque, quando può, faccia il pieno di spaghetti e, come nel “Turco napoletano”, di babà. Poi c’è la “fame” di chi è mantenuto da una moglie avarissima: nel film “Totò, Peppino e i fuorilegge”, Teresa – Titina De Filippo risparmia perfino sulla stoffa delle camicie e sullo zucchero nel caffè, e fa la faccia brutta con il barbiere – Peppino De Filippo, che, invitato a pranzo, ha portato solo gli spaghetti e le salsicce che mangerà lui, sebbene Totò l’avesse avvertito: devi portare anche le porzioni per noi, padroni di casa, che per preparare il pranzo già consumiamo olio, acqua, tempo e lavoro ai fornelli. C’è poi la fame a cui si condanna l’avaro: nel film “47 morto che parla”, diretto da Carlo Ludovico Bragaglia, il barone Antonio Peletti – Totò è protagonista di un memorabile “duetto” con un macellaio che egli cerca di ingannare sia nel pagamento che sul peso delle fette di carne, manovrando con il bastone sotto il piatto della bilancia (vedi immagine in appendice). Ricordiamo che il film è la versione cinematografica della commedia omonima di Ettore Petrolini, e che “il morto che parla” a Napoli “fa” 48, mentre a Roma “fa” 47. Mi piace ricordare che tra gli sceneggiatori di questo film del 1950, in cui Totò diede una grande prova del suo genio versatile, c’era Marcello Marchesi, uno scrittore dalla penna “finissima”, che sapeva usale la satira in modo magistrale.
ll telogen effluvium (TE) è una delle forme più comuni di caduta dei capelli nelle donne. Sono stati identificati molti fattori scatenanti, come stress, farmaci, traumi, malattie endocrine, carenze nutrizionali e stati febbrili. Diversi sono i casi di TE che si sono verificati dopo una grave infezione da Sars-Cov-2 Il TE può essere associato a un’infezione post-grave da Sars-Cov-2.
Si parla di una perdita che sta tra i 100 e i 200 capelli al giorno, a fronte di una condizione normale in cui ne dovrebbero cadere una cinquantina, o comunque mai più di un centinaio nemmeno durante i cambi di stagione.
Sono tante le statistiche raccolte provenienti da tutto il mondo e cominciano ad essere solide.
Il problema della perdita dei capelli riguarda poco più del 30% delle persone guarite dal Covid-19 dopo aver superato una forma grave o gravissima della malattia. I pazienti guariti dall’infezione da COVID 19 riferiscono una copiosa caduta di capelli.
Questo si traduce in un diradamento copioso della chioma e talvolta assume anche la forma dell’alopecia acuta. La tempistica del fenomeno sembra essere piuttosto regolare. Il 90% delle persone che hanno avuto questo effetto collaterale lo hanno manifestato tra i 2 e i 4 mesi rispetto dalla guarigione dall’infezione virale.
Le società di dermatologia e tricologia di tutto il mondo, restano ad osservare l’andamento di questi effetti a lungo termine della malattia e la buona notizia, è che l’effetto pare essere TEMPORANEO: dopo qualche ulteriore mese la caduta dei capelli ritorna a ritmi standard, anche se l’effetto di diradamento generato nel frattempo paia essere irreversibile. Per questo dobbiamo ancora aspettare di avere altri risultati.
All’origine di questa caduta, paiono esserci ragioni sia di natura psicologica sia fisiologica. L’indebolimento e il diradarsi dei capelli sono stati infatti catalogati come telogen effluvium acuto, ossia una tipica evoluzione accelerata verso il fine vita del capello che si verifica dopo eventi traumatici.
La caduta “transitoria” induce a pensare che, oltre all’effetto psicologico dello stress, possano influire fattori come l’allettamento forzato, la ipo-ossigenazione nella fase acuta della malattia, il frequente dimagrimento, i tanti farmaci assunti: antibiotici, corticosteroidi sistemici e/o idrossiclorochina.
Il virus COVID 19 determina, cosi, un potentissimo effetto ossidativo che si traduce con la morte cellulare a partire dal microcircolo e la compromissione di tutto il sistema immunitario.
Il potere degli antiossidanti e dei micronutrienti è tale che potremmo avere una risoluzione del problema “caduta dei capelli”. Lo stato ottimale di specifici nutrienti è considerato fondamentale per mantenere i componenti immunitari all’interno della loro normale attività, aiutando ad evitare e superare le infezioni. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha, ad esempio, valutato e ritiene che sei vitamine (D, A, C, folato, B6, B12) e quattro minerali (zinco, ferro, rame e selenio) siano essenziali per il normale funzionamento del sistema immunitario.
Tra le terapie da attuare per rinforzare i capelli ci sono i cortisonici locali e gli integratori alimentari a base di antiossidanti. Ma decisivo è anche lavare i capelli bene e delicatamente, in modo che il sebo venga rimosso e allo stesso tempo non si metta sotto ulteriore stress il cuoio capelluto.
In che modo l’alimentazione può influire ed aiutare a risolvere questo problema?
Per tutti pazienti che hanno combattuto e vinto la battaglia contro il virus COVID 19, sarebbe opportuno conoscere, valutare ed eventualmente correggere il proprio stato vitaminico.
La vitamina A ha grandi proprietà benefiche per il capello, perché lo nutre ed aiuta a prevenirne l’invecchiamento e rafforza il sistema immunitario. Questa è contenuta in: Carote, cavoli, zucche, broccoli
Le vitamine del gruppo B, mantengono i capelli in buone condizioni di salute. Una carenza grave di Vitamina B comporta capelli grassi, forfora, capelli spenti e calvizie; fonti di vitamina B sono i fagioli, le uova, le verdure in genere, i cereali integrali e le alghe.
Tra le vitamine del gruppo B si ricordano:
vitamina B1: vanta un potere energizzante del cuoio capelluto;
vitamina B2 e B5: danno lucentezza ai capelli sfibrati e sono usate contro le doppie punte;
vitamina B3 (o vitamina PP): agisce con proprietà ristrutturante sulla capigliatura;
vitamina B12: ossigena il bulbo pilifero a vantaggio di una crescita sana del capello.
Questa è contenta in : carne, pesce ed uova, così come da legumi e fagioli, lenticchie e ceci, farina d’avena, riso integrale, cereali, pane e pasta. Le noci, il lievito di birra, le bacche e le banane sono anche ricche di vitamina B9.
La vitamina C favorisce la circolazione del sangue al cuoio capelluto e ai follicoli: per questo motivo potrebbe accelerare la ricrescita dei capelli. Sempre presenti nella frutta e nella verdura, in particolare in limoni, arance e carote.
La vitamina E, è un potente antiossidante aumenta l’assorbimento di ossigeno nelle cellule del corpo. Impedisce la perdita di colore e lucentezza dei capelli. Si trova soprattutto negli oli vegetali, nel germe di grano, nelle mandorle, nelle nocciole, nelle arachidi e nelle noci.
La vitamina H, in ultimo, sembra essere di grande interesse tricologico perché stimola la crescita del capello. Si può trovare nelle uova, nel pollo, negli spinaci e nelle arachidi.
NAPOLI – Un filmato da brividi. Allora sembrava forse uno scherzo, una frase da piccolo monello. Ma ora il video in cui il piccolo Samuele, il bimbo di quasi 4 anni morto ieri a Napoli dopo essere precipitato dal terzo piano della sua abitazione in circostanze ancora da chiarire (è stato fermato per omicidio un 38enne), ripete la frase “Io ti butto giù” e che sta circolando sui social in queste ore, assume un significato sinistro.
Dapprima è apparso su Tik Tok, per poi essere condiviso su altri social. Parole che alla luce dei fatti sono ora al vaglio degli inquirenti per stabilire eventuali collegamenti con quanto accaduto. Parole che il bambino potrebbe aver ripetuto dopo averle sentite pronunciare da un adulto. Come quelle pronunciate poco dopo: “Perché tu sei una ‘lota’” (termine dialettale dispregiativo, ndr). Il video si conclude con Samuele che di colpo non parla più, come per non farsi ascoltare da qualcuno verso cui volge lo sguardo. “Anche io sono entrato in possesso del video – dice il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli – e l’ho trovato inquietante. Faranno bene gli investigatori ad andare fino in fondo su questa vicenda”.
“Si parla di problemi psichici per il 38enne fermato. Non vogliamo entrare nel merito di quanto accaduto, se non esprimendo grande vicinanza alla famiglia – prosegue il consigliere regionale – Vogliamo però sottolineare la necessità in Campania di lavorare al potenziamento dei reparti di salute mentale, un’area della medicina spesso accantonata. Problemi, quelli psichici, che meritano assolutamente un’attenzione particolare. Venerdì abbiamo incontrato Valentina D. M., la sorella di Luca, 40enne che si è tolto la vita qualche giorno fa. Anche lui soffriva di problemi psichici. La famiglia ci ha parlato di come i problemi di suo fratello, nonostante le sollecitazioni, siano stati ignorati ripetutamente. E allora in pochi giorni, se confermata la versione di problemi mentali per il caso del piccolo Samuele, ci ritroveremmo a parlare di due tragedie causate da problemi di salute mentale troppo spesso sottovalutati”.
Boscoreale – Si arricchisce il parco auto in dotazione alla Polizia Municipale. Questa mattina nella corte della Casa Municipale si è svolta la cerimonia di benedizione della nuova auto, una Fiat Panda che va a potenziare i mezzi a disposizione degli operatori di Polizia Municipale.
L’autovettura è stata acquistata con i fondi del progetto “Scuole sicure”, finanziato dal Ministero dell’Interno.
Presenti alla cerimonia, oltre al parroco don Alessandro Valentino che ha benedetto il nuovo automezzo, il sindaco Antonio Diplomatico, l’assessore Luca Giordano, il Comandante della Polizia Municipale Giovanni Sansone insieme ad alcuni luogotenenti in organico al Comando.
“Il potenziamento del Comando Polizia Municipale con uomini e nuovi mezzi è una delle priorità dell’amministrazione comunale – commenta il sindaco Antonio Diplomatico -”.
“Ho portato a termine un progetto già iniziato da chi mi ha preceduto – spiega il comandante della Polizia Municipale Giovanni Sansone -. L’attuale organico è composto da soli sei agenti divisi su due turni e ciò comporta la contrazione dei servizi che inevitabilmente ricadono anche su quelli all’esterno delle scuole. Farò in modo di utilizzare anche una sola unità dinanzi le scuole per coprirne quante più possibile. Questa carenza di personale – aggiunge il comandante Giovanni Sansone – sarà mitigata con il prossimo arrivo di due unità part-time al 50%, per una durata complessiva di tre mesi, che prevalentemente saranno utilizzate per tutti i servizi ed in particolare per quelli di viabilità all’entrata e uscita dalle scuole. Maggiore presenza sul territorio sarà di certo assicurata con l’assunzione delle unità previste nel piano triennale”.
LE FOTO
Sul tuo profilo c’è scritto “Vissi d’arte, vissi d’amore”. Non faccio che rileggere questa frase da questa mattina, da quando ho appreso che non c’eri più. E’ una sintesi perfetta di te. Davanti a me si affollano i ricordi, ti rivedo mentre mi spieghi il perché e il percome e il senso di ogni cosa. Tu, uomo di scienze, avevi la capacità di spaziare in ogni anfratto dello scibile umano: la filosofia, l’etica, il diritto, la giustizia, la medicina. E io restavo, come sempre, ad ascoltarti incantata . La musica, l’arte, lo sport la cucina: quante passioni hai generosamente condiviso e donato agli amici e non solo. Custodisco gelosamente il tuo catalogo dell’arte presepiale: bellissimo, curato nei minimi dettagli. Rivedo i tuoi occhi ridenti ed emozionati mentre mi mostravi i tuoi presepi napoletani: splendidi nella suggestive campane di vetro.
Quanti nodi mi hai sciolto, quanti miei dubbi hai dissipato con la tua disarmante semplicità, quante mie domande hanno trovato le tue competenti risposte! Caro Enzo, pensavo che avremmo avuto ancora tanto tempo per un buon caffè, per le nostre chiacchierate, per riprendere da dove abbiamo lasciato. Ricordi? Pensavamo di riproporre le ricette di Lucullo…sognavamo di scrivere un libro insieme ed era già progetto… Ci è rimasto solo il titolo “la patologia del gusto”….E’ da lì che dovevamo partire ed è proprio in questo titolo che è racchiusa tutta la tua genialità. Ma come tutti gli artisti, anche tu spesso ti sei perso e avevi bisogno di lunghe pause per ritrovarti, per trovare il senso della vita. Artista e spirito libero dal pensiero chiaro ed inequivocabile, fragile nella tua umanità, padre meraviglioso e nonno straordinario. Amico sincero. Sempre.
Grazie per il contributo prezioso che hai dato al nostro giornale, grazie per i tuoi preziosissimi suggerimenti, per le importanti indicazioni che ci hai lasciato, grazie per il salto di qualità che ci hai permesso di fare. Grazie per averci onorati della tua amicizia.
Caro Enzo, mi mancherà la tua autoironia, la tua intelligenza creativa ed emotiva, le tue frasi scelte ad hoc, i tuoi commenti provocatori. Non ricordo se te l’ho mai detto: ti voglio bene e voglio ricordarti così sorridente e con lo sguardo verso l’infinito.
Qui, con noi. Per sempre. Forse non potremo vederti, ma la tua anima c’è, in ciascuna persona che ti ha apprezzato.
Carmela D’Avino
NAPOLI – Ha ammesso di essere sul quel balcone e di aver preso in braccio il piccolo Samuele ma ha negato di averlo volutamente scaraventato di sotto, Mariano Cannio, l’uomo fermato oggi con l’accusa di essere responsabile della morte del bambino precipitato dal terzo piano di uno stabile di via Foria a Napoli. E’ quanto apprende l’ANSA da fonti qualificate.
Il 38enne, noto nel quartiere come collaboratore domestico di diverse famiglie del posto, agli inquirenti ha detto di soffrire di disturbi psichici e ha fornito una sua versione dei fatti che escluderebbe il motivo doloso puntando invece sull’incidente. Ma non ha saputo spiegare con esattezza come il bambino sia caduto dal balcone. Sulla sottile linea che separa l’ipotesi colposa da quella dolosa si giocherà l’udienza per la convalida del fermo in programma lunedì mattina alle 9,30. Cannio al momento è difeso da un avvocato d’ufficio, la cassazionista Carmen Moscarella.
La rabbia del quartiere
Incredulità e stupore tra la gente del quartiere al diffondersi della notizia: “Non è possibile ammazzare un bimbo” urla una donna. Lumini, fiori bianchi e peluche in via Foria davanti al palazzo: la strada si era svegliata sgomenta, senza parole perché è troppo il dolore per una morte così “assurda e inconcepibile”. e ora, dopo aver appreso che c’è un uomo fermato per omicidio, lo stupore si trasforma in rabbia.
Chiunque passa davanti al palazzo si ferma per qualche minuto, si fa il segno della croce, alza lo sguardo verso quel balcone del terzo piano. “È un dolore troppo forte – dice una donna anziana – Non riesco a immaginare il dolore dei genitori e della mamma che è anche incinta. Povera donna”. È l’incredulità il sentimento che si associa al dolore. “Non ci resta che pregare per questa povera giovane anima candida che è volata in cielo diventato un angioletto – dice un’altra donna – Io sono cattolica ma a volte mi chiedo perché ai criminali non succede nulla e poi un bimbo innocente debba morire così. Davvero non lo capisco”.
Tra i messaggi lasciati con i fiori una bigliettino recita: “Adesso giochi con gli angeli”. Il via vai di cittadini del quartiere che vogliono lasciare una loro testimonianza di affetto e vicinanza ai genitori, conosciuti nella zona, è incessante. Mamme che vengono qui con i loro figli a depositare un fiore o un messaggio per salutare a loro modo il piccolo. “Da mamma non riesco nemmeno a immaginare il dolore della mamma di questo angioletto – racconta Anna, giovane madre arrivata sul posto con la figlia di 8 anni – stamattina è stata proprio mia figlia a dirmi ‘Mamma andiamo a portare un fiore'”.
A Pomigliano G.V., 36 anni, dopo l’arresto dei militari è tornato in libertà. Uno dei carabinieri feriti ha ancora problemi alla milza
I carabinieri della stazione di Pomigliano lo hanno accusato di aver tentato di ammazzare la compagna con un coltellaccio lungo quaranta centimetri, di aver fatto del male alla figlia di lei, minorenne, e di avere anche ferito tre militari che per bloccarlo e arrestarlo hanno dovuto ingaggiare una colluttazione rischiando grosso. Uno dei carabinieri intervenuti, secondo quanto trapelato, è ancora sotto osservazione per problemi alla milza. Ma per il tribunale G.V., 36 anni, pregiudicato, non merita il carcere. Dopo l’arresto il giovane, con problemi di droga, è stato giudicato con il rito direttissimo e quindi liberato. Il magistrato ha comunque disposto per lui l’obbligo di firma. “Ho regolarmente denunciato il mio aggressore, che ha agito per motivi di gelosia. Ma ho saputo che è stato liberato e che sta girando di nuovo qui intorno: ho paura”, la dichiarazione rilasciata ieri dall’ormai ex compagna, un’impaurita donna di 45 anni che vive in un vecchio cortile malandato del centro vecchio di Pomigliano, insieme con le sue tre figlie. Una signora che giovedi pomeriggio se l’è vista proprio brutta. La vicenda si è consumata intorno alle 18 al primo piano di un malandato edificio ubicato in un cortile tutto pietrisco e pozzanghere di via Marconi, centro storico di Pomigliano, un rione in cui povertà e degrado non mancano. Qui a un certo punto G.V. ha perso la bussola, è diventato improvvisamente una furia ed ha afferrato un lungo coltellaccio da cucina. Quindi si è diretto verso la compagna, più grande di lui di nove anni ma fisicamente uno scricciolo al confronto del suo metro e novanta. Il pregiudicato si è avventato sulla donna con una violenza irrefrenabile, all’altezza della rampa esterna di scale che fa accedere all’appartamento. Determinante è stato però il tempestivo intervento della figlia diciasettenne della donna, che tra pugni e spintoni è riuscita a strappare il coltello dalle mani di G.V.. Un istante dopo la ragazza e sua mamma sono riuscite a barricarsi nell’alloggio mentre l’uomo tornava alla carica, pur essendo rimasto ferito a una mano dal coltello che aveva impugnato. A ogni modo la signora e sua figlia sono riuscite a chiamare i carabinieri. Una prima pattuglia è subito sopraggiunta. Ma la furia di G.V. era di quelle incontenibili. Dopo una colluttazione ingaggiata con i militari ci sono volute altre due pattuglie per fermarlo. Alla fine i carabinieri sono riusciti a bloccarlo mettendogli le manette e a portarlo in caserma. Il bilancio è stato sconcertante: tre militari feriti. Uno di loro ha ancora problemi alla milza. Poi l’indomani, ieri, c’è stato il colpo di scena: G.V. è stato liberato. Adesso nella casa al primo piano di via Marconi è tornata la paura. “L’arresto è stato revocato ed è stato concesso l’obbligo di firma – spiega l’avvocato Saverio Salierno, legale difensore di G.V. – durante il giudizio iniziato in mattinata e terminato nel pomeriggio è stato accertato che non si è trattato di un tentato omicidio della compagna e della figlia della compagna ma che si è trattato di una discussione tenuta in famiglia e poi terminata con una colluttazione con i carabinieri di Pomigliano”. Resta un clima di terrore anche da queste parti sul fronte della delicatissima quanto purtroppo più che attuale problematica della violenza alle donne. Qualche giorno fa sempre i carabinieri di Pomigliano hanno arrestato un tizio che ha minacciato la sua fidanzata brandendo una katana, la spada giapponese. Il fatto è avvenuto in un bar del centro, davanti agli sguardi atterriti della gente.
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