Fermati da guasto, agenti scoprono piantagione a ridosso dell’autostrada: acerrano in manette

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  ACERRA – Nel pomeriggio di martedì gli agenti della  Sottosezione Polizia Autostradale di Napoli Nord e del Distaccamento Polizia Stradale di Nola hanno arrestato G.M., 53enne di Acerra, per coltivazione e produzione di sostanza stupefacente. L’attività nasce da una segnalazione effettuata da un agente del Commissariato Roma-San Paolo e da un militare dell’Esercito Italiano i quali, liberi dal servizio, mentre transitavano sull’Autostrada A30 direzione Salerno, si sono fermati in una piazzola di sosta a causa di un problema meccanico della propria autovettura. Una volta scesi dal veicolo hanno avvertito un forte odore di sostanza stupefacente del tipo cannabis e, affacciatisi nella scarpata adiacente, hanno visto delle piante di canapa con foglie e infiorescenze e, accanto ad esse, una persona con un secchio di acqua. I poliziotti hanno predisposto un mirato servizio di osservazione e, ieri pomeriggio, hanno notato la presenza della persona descritta che prelevava dell’acqua da una cisterna e si dirigeva verso le piante di canapa. Gli operanti hanno bloccato l’uomo ed hanno rinvenuto circa 100 piante di canapa con foglie e infiorescenze “fresche” per un peso di 50 kg circa. Inoltre, hanno controllato un casolare agricolo poco distante dove hanno scoperto un impianto di videosorveglianza utilizzato per monitorare la strada di accesso al fondo agricolo e una serra adiacente. Infine gli agenti, all’interno della serra, adibita ad essicamento di tabacco, hanno rinvenuto altre 30 piante di canapa con foglie e infiorescenze essiccate per il peso di circa 10 kg. LE FOTO

Perché Vincenzo Gemito odiava questo capolavoro di Domenico Morelli…

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  La rubrica del prof. Cimmino   Perché Vincenzo Gemito odiava questo capolavoro di Domenico Morelli…   Anna Cutolo, detta “Nannina” e “Cosarella”, posò per questo quadro (olio su tela, cm.111 x 77) nel 1874: Vincenzo Gemito la sposò otto anni dopo, ma la sua gelosia retroattiva e i disturbi psichici facevano sì che si infuriasse anche solo a sentir nominare i pittori per i quali la moglie aveva posato. La magistrale “impaginazione” del quadro di Morelli. C’è chi crede che Anna Cutolo sia stata anche la Musa di “Era de Maggio” di S. Di Giacomo.   Nel 1881 la tisi portò via la prima moglie di Vincenzo Gemito, Matilde Duffaud, “una Bovary esiliata a Napoli, francese dalle palpebre pesanti, dal sudore odoroso”. Così scrive Alberto Savinio, il quale aggiunge che l’artista “alle sue donne, quando erano vive, stava avvinghiato come la vite all’olmo, morte le dimenticava di colpo”. E questo amare appassionatamente solo chi è vivo e presente nulla aveva a che fare con i seri problemi psichici di Gemito, ma era un riflesso della sua “grecità”: perché l’artista era l’ultima, prodigiosa incarnazione di uno spirito dell’antica Grecia: di questo Savinio era assolutamente convinto. L’anno dopo Gemito sposò Anna Cutolo, detta “Cosarella”, la formosa modella che aveva posato per Domenico Morelli, per Paolo Vetri, per Francesco Jerace, e per molti altri. Anna Cutolo, “devota fino alla schiavitù”, prestò ogni cura al marito nei terribili anni in cui egli, vinto dalla pazzia, visse chiuso in una stanza, seduto in un angolo o steso a terra, in un’assenza totale che si manifestava già nello sguardo. Quando si accendevano i momenti di lucidità, Gemito disegnava con la sanguigna e con la matita nera parti del corpo di sua moglie, costretta a restare a lungo immobile, in pose anche stravaganti. Nel 1906 “Cosarella” si spense vinta da un cancro, e Gemito dimenticò rapidamente anche lei. La sua gelosia era stata una vera e propria allucinazione, in cui si mescolavano presente e passato e che gli rendeva insopportabili anche solo i nomi degli artisti per i quali la moglie aveva posato. Possiamo facilmente immaginare quanto fossero intensi gli spasimi che lo scuotevano quando nei suoi occhi tornava l’immagine di questo quadro, “La dama col ventaglio”, che Domenico Morelli aveva dipinto nel 1874, creando una sintesi geniale dei suggerimenti che gli venivano dalla pittura di Fortuny, da Francesco Netti, dagli artisti inglesi e francesi e da quella moda orientaleggiante di cui portava il segno già l’”Odalisca” del 1873. Anna Villani ha sottolineato “il raffinato contrasto tra i bianchi dell’incarnato e delle lenzuola e il fondo scuro, il gioco di ombre sul viso, con la massa color rame dei capelli colpita dalla luce solare vivissima che irrompe nel buio dello spazio angusto, nella materia pittorica pastosa e calda.” Il quadro è certamente un omaggio alla “pittura di luce”, che Fortuny proprio in quegli anni proponeva all’attenzione dei pittori napoletani, ma possiamo dire che la nota distintiva del capolavoro è il realismo “naturalistico” con cui Morelli dipinse il volto e l’espressione della modella, di Anna Cutolo, che egli sottopose, per questo lavoro, a una estenuante serie di sedute. Sta seduta la dama, ma l’intreccio dei veli che si sovrappongono su pieghe nette e lunghe, la linea del ventaglio, le strisce del panno increspato che copre la poltrona, il movimento dei capelli in controluce, e soprattutto due diagonali maliziose – quella del braccio destro e quella dell’orlo del panno che copre parzialmente il petto alla sinistra della dama – mirano a mettere in risalto la struttura “copiosa” del seno di Annarella, un seno famoso presso tutti i pittori napoletani: e il “ritratto” che ne fa Morelli induce a credere che abbia ragione chi scrive che Anna Cutolo “dettò” a Salvatore Di Giacomo anche l’ “attacco” di “Era de maggio”: “ Era de maggio e te cadeano ‘nzino /a schiocche a schiocche li ccerase rosse..”. Tutti i movimenti vanno verso il lato destra della tela, ma lo sguardo e la mammella scoperta sono volti a sinistra: anche in questo quadro Morelli si rivela un Maestro dell’impaginazione che sapeva trarre profitto dalle “lezioni” di Luca Giordano e di Francesco Solimena. La geniale disposizione delle fonti e dei flussi della luce – si osservi l’efficacia pittorica della linea luminosa che scorre lungo il braccio destro – consentono a Morelli di “lavorare” l’incarnato con una prodigiosa scala di toni di rosso la cui potenza espressiva viene esaltata dal contrasto tra il grigio di perla del panno che copre la modella e gli ocra “ranciati” e il verdeazzurro delle strisce che “si muovono” sulla poltrona, alle spalle della donna. Del resto, Morelli fu uno dei primi a intuire che una nuova invenzione, la fotografia, avrebbe influito anche sulle arti figurative: e su questo punto anche Gemito dovette dargli ragione. A proposito di Gemito e di Di Giacomo. L’editore Achille Minozzi, che possedeva una ricca collezione di opere di Gemito, incaricò Di Giacomo di scrivere un libro sull’artista, perché anche il resto d’Italia prendesse atto della sua grandezza. Il libro venne pubblicato nel 1905 e in una lettera a Raffaele Montuoro Di Giacomo si lamentava: aveva lavorato un anno, per dimostrare “che a Napoli si può stampare bene e dire la verità anche attraverso le esagerazioni”: “sapessi che fatica!  E per fare tutto quanto ho avuto 1200 lire”, solo 1200 lire. Poco, in verità.              

Rione setacciato dopo la notte di sangue, militari trovano droga e orologio illegale

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    Napoli – Carabinieri setacciano le strade di Ponticelli e San Giovanni a Teduccio Servizio alto impatto e strade di ponticelli e San Giovanni a Teduccio al setaccio per i Carabinieri della Compagnia di napoli Poggioreale. Controlli mirati nelle zone “calde” dei 2 quartieri partenopei. Denunciati 2 uomini che nel loro appartamento di via Franciosa nascondevano 4 piante di marijuana e 118 grammi di fogliame della stessa sostanza lasciato ad essiccare. Denunciato anche un 43enne per tentato furto di un furgone. Il proprietario lo ha visto mentre stava forzando la portiera del veicolo  parcheggiato in via Don Agostino Cozzolino. I Carabinieri hanno denunciato anche un 41enne beccato ad accendere materiale pirotecnico in via Sambuco. È invece il possesso di materiale contraffatto il reato di cui dovrà rispondere un 39enne che i Carabinieri hanno fermato e trovato in possesso di un orologio di marca di dubbia provenienza. Denunciati poi 2 autisti che si ostinavano a guidare senza aver mai conseguito la patente con recidiva nel biennio. Denunciato infine un cittadino risultato irregolare sul territorio nazionale. Sono 4 gli assuntori di droga segnalati alla prefettura di napoli. A Ponticelli- durante le operazioni – i militari dell’arma  hanno chiuso ai sensi dell’articolo 100 del T.U.L.P.S. un’attività commerciale di via Cleopatra. Il provvedimento di sospensione dell’attività – 10 giorni – è stato emesso dall’autorità di pubblica sicurezza su richiesta dei carabinieri del nucleo operativo della compagnia Poggioreale.

Dai covi della droga alle sale scommesse, maxi blitz nel rione: trovata pure pistola

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    Torre Annunziata -Controlli, perquisizioni e strade a setaccio:  alto impatto dei Carabinieri al rione Poverelli di Torre Annunziata. I Carabinieri della compagnia di Torre Annunziata – nell’ambito dei servizi disposti dal comando provinciale di Napoli – hanno effettuato un servizio alto impatto in città. Posti di controllo rafforzati e diverse perquisizioni nel rione di edilizia popolare “parco Trento” noto per la tragica morte di matilde sorrentino. I Carabinieri della compagnia oplontina sono stati affiancati dai militari del reggimento Campania, dal nucleo cinofili, dal nucleo carabinieri elicotteristi di Pontecagnano e dai Vigili del fuoco. Quest’ultimi impegnati per la rimozione degli ostacoli fissi. 86 persone identificate e 57 veicoli controllati, 8 di questi sono stati sequestrati. Durante le operazioni è finito in manette per detenzione di droga a fini di spaccio Salvatore Gallo, 21enne del posto già noto alle forze dell’ordine. I Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato 37 grammi di marijuana, vario materiale per il confezionamento dello stupefacente, un bilancino di precisione e 3 coltelli a serramanico. La droga era all’interno di una cantina ma non è stato semplice trovarla. La chiave del “nascondiglio” era infatti all’interno dell’abitazione del 21enne e non apriva alcuna porta. I militari hanno setacciato tutti i locali del piano terra – ad uno ad uno – fino a quando quella chiave non ha aperto la serratura della cantina utilizzata dal ragazzo che è stato tradotto al carcere in attesa di giudizio. Il servizio anti-droga è continuato con il rinvenimento e sequestro di un sistema di videosorveglianza abusivo. 4 le microtelecamere sequestrate che erano state posizionate nell’impianto della corrente elettrica esterna che perimetra il palazzo sorvegliando così l’intera area. I carabinieri hanno appurato che la “diretta” poteva essere vista e registrata da un dispositivo nascosto sul tetto del civico 39 dove l’eventuale vedetta si posizionava. Rinvenuta e sequestrata in un’area comune una pistola replica marca “Bruni” calibro 8 modificata e priva di tappo rosso con 45 proiettili a salve dello stesso calibro. I Carabinieri insieme al personale dell’agenzia dei Monopoli di Stato hanno controllato 4 sale scommesse a via Vittorio Veneto identificando tutti i presenti. Sanzionata un’attività perché trovata in difetto della prevista documentazione autorizzativa relativa agli apparecchi di intrattenimento ivi presenti e alla somministrazione di bevande e alimenti.

Chiusura clinica San Felice: faccia a faccia interlocutorio

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Per l’ultimo, importante, presidio ospedaliero di Pomigliano è stato ipotizzato il trasferimento a Ottaviano “Noi siamo praticamente certi che vogliano chiudere questa clinica a Pomigliano e trasferire le attività lontano da qui, così come siamo certi che una cosa del genere possa creare seri pericoli ai posti di lavoro oltre che costituire un depauperamento della città delle fabbriche. Comunque i vertici aziendali, durante l’incontro con noi rappresentanti sindacali, non hanno ufficializzato la loro volontà di chiudere e trasferire. Sono stati vaghi. E questo c’inquieta ancora di più”. Massimo Tizzano, rsa della Cgil Funzione Pubblica Sanità della clinica San Felice, commenta così l’esito dell’incontro tenuto ieri in tarda mattinata con l’azienda. Azienda che, in base a quanto depositato al tribunale di Nola nel concordato con i creditori, ha ipotizzato la chiusura della struttura sanitaria di via Mauro Leone a Pomigliano e il trasferimento dei 40 posti letto dei reparti nella clinica Trusso di Ottaviano (cardiologia, ortopedia, oculistica, unità di terapia intensiva coronarica e laboratorio di analisi, tutti convenzionati con il sistema sanitario nazionale). Comunque la proprietà durante il confronto sindacale ha assicurato che i posti di lavoro non saranno messi in discussione, che nessuno degli oltre 50 dipendenti della clinica sarà licenziato. Intanto, sempre secondo quanto ha riferito Tizzano, “per fare questa operazione di smantellamento a Pomigliano, la proprietà avrà bisogno di un’autorizzazione dell’Asl Napoli3 Sud”. “Autorizzazione che” – ha aggiunto il sindacalista dopo la riunione – “l’azienda non ha ancora chiesto all’Asl”. Negli ambienti sindacali serpeggia la voce in base alla quale l’operazione di chiusura e trasferimento del presidio sanitario possa essere messa a segno entro la prossima primavera. “Noi – ha avvertito però Tizzano – tenteremo di impedirlo e in ogni caso abbiamo già chiesto garanzie precise sui posti di lavoro. Ma adesso è necessario che le istituzioni facciano la loro parte. Per questo territorio sarebbe una grave perdita. Questa clinica è un simbolo per Pomigliano, porta anche il nome del santo patrono della città”.

Castello di Cisterna, municipio sottosopra: chiuso in mattinata . Indagano i carabinieri

Mistero sull’episodio avvenuto nella notte. I militari hanno ascoltato una serie di persone in caserma Brutta sorpresa questa mattina a Castello di Cisterna, centro di circa 8mila abitanti ubicato accanto a Pomigliano, nella zona nordorientale dell’hinterland, lungo il percorso della nazionale delle Puglie. Nella notte ignoti sono penetrati nel Comune, che si trova praticamente al centro del paese, sul nastro della vecchia nazionale che qui prende il nome di via Roma. Gli sconosciuti, si pensa più di uno, hanno rovistato negli armadi e nei cassetti di alcune stanze, che sono state messe sottosopra. L’indomani mattina, stamane, i dipendenti comunali hanno quindi avuto la brutta sorpresa di ritrovarsi davanti agli uffici violati. Sono stati subito chiamati i carabinieri della locale caserma. I militari hanno fatto gli accertamenti di rito. Le attività del municipio sono state sospese per alcune ore. Secondo indiscrezioni non sarebbe stato rubato niente. Si ipotizza che qualcuno evidentemente volesse cercare qualcosa. Sempre in base alle stesse indiscrezioni ci s’interroga sul fatto che il sistema d’allarme del municipio non abbia funzionato durante il raid. L’episodio capita poco dopo le elezioni amministrative per il rinnovo della carica di sindaco che hanno portato alla conferma del primo cittadino uscente, Aniello Rega. L’esito delle elezioni anche da queste parti ha conosciuto momenti di tensione. Lunedi sera il papà di una candidata al consiglio comunale è stato ferito al capo nel corso di un’aggressione, una colluttazione consumata davanti all’ingresso della casa. L’uomo si è fatto medicare al pronto soccorso e ha sporto denuncia.

Ragazzina ipovedente non può andare a scuola: stop al trasporto dedicato

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A Portici ragazzina ipovedente rimasta senza trasporto scolastico pubblico, M5S: “Troviamo una soluzione alla svelta”

PORTICI – Rimanere senza trasporto scolastico è già un problema normalmente, se poi si aggiunge anche una diagnosticata patologia per la piccina e il suo papà, la situazione diventa davvero difficile. Infatti, Mario Barbaro, il papà della ragazzina di Portici che frequenta la scuola dell’obbligo, ha raccontato come all’improvviso sia arrivato lo stop al trasporto scolastico dedicato, a partire da quest’anno, che ha reso davvero difficoltoso raggiungere il plesso scolastico. Secondo quanto comunicato alla famiglia Barbaro, infatti, l’autista del bus è andato in pensione al termine dello scorso anno scolastico e il Comune non è ancora riuscito a riorganizzare il servizio. Mario è costretto, dunque, ad accompagnare la figlia a scuola svegliandosi alle 5 del mattino e prendendo diversi mezzi pubblici.

“Ci troviamo un Comune sempre più voto, tra pensionamenti e problemi da risolvere – spiega il capogruppo del M5S Alessandro Caramiello, che si è attivato per risolvere la problematica -. La politica deve fare la sua parte, l’assessore alla pubblica istruzione, sollecitata dal sottoscritto, sta cercando di risolvere il problema. Ma il tempo stringe perché parliamo di una bambina ipovedente che fino allo scorso anno veniva accompagnata a scuola con il trasporto pubblico dedicato, e che quest’anno si trova in piena difficoltà. Tutto a causa di un pensionamento, quello dello autista che si occupava della bambina. Adesso – prosegue Caramiello – il papà, a sua volta ipovedente, deve svegliarsi alle 5 del mattino e raggiungere piazza San Ciro per prendere un pullman: è mai possibile che un’amministrazione comunale non si riesca a organizzare in tempo per risolvere problematiche così delicate?”

Prosegue Alessandro Caramiello, ribadendo: “Con l’assessore alla Pubblica Istruzione stiamo cercando di individuare una soluzione tempestiva. Speriamo quanto prima che si trovi un escamotage al problema: noi abbiamo proposto di impiegare un percettore del reddito di cittadinanza che possa accompagnare la bambina a scuola. Nel frattempo, confidiamo nell’operato dell’assessore che sta svolgendo un lavoro egregio”.

Focolaio al Liceo, classe in quarantena dopo i primi 4 casi

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    ACERRA. Quattro positivi tra gli studenti fanno scattare la quarantena per l’intera classe di un liceo polispecialistico di Acerra. A finire in didattica a distanza, fino al 10 ottobre, 27 studenti di una prima superiore, tra i quali sono risultati positivi quattro ragazzi.   “Ma il numero sta crescendo – spiegano alcuni genitori – abbiamo infatti deciso di non aspettare l’Asl e di effettuare i tamponi privatamente. Finora abbiamo notizia di sei positivi, tra vaccinati e non vaccinati. Riteniamo assurdo che l’azienda sanitaria non si sia mossa in tempi rapidi, facendo così aumentare il rischio di contagi nella platea scolastica: la convocazione per i tamponi, infatti, è prevista tra dieci giorni. Purtroppo i ragazzi hanno continuato a frequentare fino alle disposizioni arrivate ieri, e non sappiamo quanti ancora potrebbero risultare positivi. Nel frattempo sono stati a contatto con genitori e familiari, e il rischio che ci siano molti più contagiati, sta diventando elevato”. “I nostri figli sono andati a scuola fino a ieri – sottolineano alcune mamme – e alcuni studenti hanno effettuato privatamente il tampone oggi. In che modo è stato effettuato questo computo dall’Asl non lo abbiamo compreso, in quanto anche ieri abbiamo avuto notizia sui gruppi dei ragazzi, che altri due studenti, oltre a quelli noti alla scuola, sono positivi. E dall’Asl ancora quasi nessuno è stato contattato. Sembra tutto assurdo, quasi come se il Covid non esistesse e non ci fossero persone fragili che possono ammalarsi in maniera grave”.

Le dichiarazioni del preside

Il dirigente scolastico, Giovanni La Montagna, invece, tranquillizza sull’eventualità di un focolaio, sottolineando che tutte le misure previste dal ministero di competenza e dall’unità di crisi “sono state rispettate”.   “Nei giorni scorsi i genitori di uno studente ha informato la scuola della positività dello stesso ad un tampone rapido – ha spiegato – ed è stata subito informata l’unità di prevenzione. I genitori sono stati invitati a verificare eventuali sintomi riconducibili al Covid, e purtroppo altri tre ragazzi sono risultati positivi. A questo punto, secondo quanto previsto dalle normative, l’asl ha disposto la quarantena dell’intera classe e sono partite le indagini molecolari per i rimanenti ragazzi. Come scuola abbiamo fatto tutto quanto rientra nei protocolli e non possiamo recriminarci nulla”.

L’appello del presidente Piatto

“Le notizie sul contagio provenienti dal Liceo A. M. De’ Liguori non vanno sottovalutate, ma non debbono neanche creare inutili allarmismi. Convivere con il virus significa saper gestire queste fasi nel rispetto dei protocolli sanitari, in attesa del completamento del piano vaccinale.”
Così il presidente del consiglio comunale Andrea Piatto tranquillizza studenti e famiglie dopo la notizia del piccolo focolaio che riguarda una prima superiore del liceo polispecialistico “De’ Liguori” di Acerra dove 4 iscritti alla prima classe sono risultati positivi, numero che potrebbe essere destinato a salire nelle prossime ore.
“L’obiettivo resta mantenere aperte le scuole e sostenere la didattica in presenza, pur con ogni utile precauzione: dirigente e personale scolastico, ASL, genitori ed alunni, debbono far quadrato e, unitamente al Comune, collaborare per difendere i saperi e la salute” conclude Piatto.
 

Tornano i furti agli Scavi di Pompei: rubato chiusino dalla Domus Sirico

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  POMPEI – Tornano i furti negli scavi di Pompei dove il personale della Soprintendenza del Parco Archeologico ha constatato che ignoti, tra il 30 settembre e il 4 ottobre scorsi, hanno rubato un chiusino in marmo di forma circolare e del diametro di 20 centimetri che si trovava all’interno della “Domus di Sirico” (situata al Regio VII, insula 1, civico 25, ambiente 24).   Si tratta, viene sottolineato dalla Soprintendenza, di un’area accessibile al pubblico e interessata recentemente da lavori di restauro. Sull’accaduto sono in corso indagini da parte dei Carabinieri della Stazione di Pompei

Frode sulle tute anti-Covid destinate all’Asl, scattano sequestri: 7 indagati

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    NAPOLI – Nell’ambito di attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, nella mattinata odierna, ha dato esecuzione a due decreti di sequestro preventivo di somme di denaro – emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Napoli Nord – nei confronti di due fratelli indagati per i reati di truffa e frode nell’esercizio del commercio, nonché nei confronti di altri cinque soggetti, sottoposti ad indagini per una pluralità di condotte di ricettazione. Le indagini traevano origine della denuncia sporta dal rappresentante legale di una società attiva nel settore della fornitura di dispositivi medici, società cui l’A.S.L. Napoli 1 Centro, l’AS.L. Napoli 3 sud e l’A.S.L. di Salerno avevano richiesto, nei primi mesi dell’emergenza pandemica legata alla diffusione del Covid-19, la fornitura di tute per il bio-contenimento (dispositivi di protezione individuale di categoria III). In particolare, a causa della difficoltà nel reperire sul mercato quella specifica tipologia di materiale sanitario, l’imprenditore era stato spinto a rivolgersi a due principali odierni indagati che, attraverso la ditta individuale, formalmente riconducibile ad uno dei due, avevano promesso la fornitura di 15000 tute protettive monouso per il biocontenimento e poi fornito al committente un primo lotto composto da 600 tute, a fronte della corresponsione di una cifra di poco inferiore ai 60000 euro. Le tute erano risultate però del tutto prive delle necessarie caratteristiche e dei previsti requisiti tecnici: il materiale veniva sottoposto così a sequestro ed analizzato, risultando effettivamente completamente difforme rispetto a quanto indicato nelle schede tecniche contenute all’interno delle confezioni. Le successive attività di verifiche di natura finanziaria delegate alla Guardia di Finanza consentivano di accertare come il principale indagato avesse immediatamente trasferito la somma illecitamente guadagnata, svuotando il conto corrente con una serie di operazioni di frazionamento dell’importo complessivo attraverso più disposizioni di bonifico con causale solo apparente, destinate agli altri odierni indagati, al predetto legati da rapporti di parentela e/o di frequentazione.