Chiusura clinica San Felice: faccia a faccia interlocutorio

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La clinica San Felice di Pomigliano
La clinica San Felice di Pomigliano

Per l’ultimo, importante, presidio ospedaliero di Pomigliano è stato ipotizzato il trasferimento a Ottaviano

“Noi siamo praticamente certi che vogliano chiudere questa clinica a Pomigliano e trasferire le attività lontano da qui, così come siamo certi che una cosa del genere possa creare seri pericoli ai posti di lavoro oltre che costituire un depauperamento della città delle fabbriche. Comunque i vertici aziendali, durante l’incontro con noi rappresentanti sindacali, non hanno ufficializzato la loro volontà di chiudere e trasferire. Sono stati vaghi. E questo c’inquieta ancora di più”. Massimo Tizzano, rsa della Cgil Funzione Pubblica Sanità della clinica San Felice, commenta così l’esito dell’incontro tenuto ieri in tarda mattinata con l’azienda. Azienda che, in base a quanto depositato al tribunale di Nola nel concordato con i creditori, ha ipotizzato la chiusura della struttura sanitaria di via Mauro Leone a Pomigliano e il trasferimento dei 40 posti letto dei reparti nella clinica Trusso di Ottaviano (cardiologia, ortopedia, oculistica, unità di terapia intensiva coronarica e laboratorio di analisi, tutti convenzionati con il sistema sanitario nazionale). Comunque la proprietà durante il confronto sindacale ha assicurato che i posti di lavoro non saranno messi in discussione, che nessuno degli oltre 50 dipendenti della clinica sarà licenziato. Intanto, sempre secondo quanto ha riferito Tizzano, “per fare questa operazione di smantellamento a Pomigliano, la proprietà avrà bisogno di un’autorizzazione dell’Asl Napoli3 Sud”.

“Autorizzazione che” – ha aggiunto il sindacalista dopo la riunione – “l’azienda non ha ancora chiesto all’Asl”. Negli ambienti sindacali serpeggia la voce in base alla quale l’operazione di chiusura e trasferimento del presidio sanitario possa essere messa a segno entro la prossima primavera. “Noi – ha avvertito però Tizzano – tenteremo di impedirlo e in ogni caso abbiamo già chiesto garanzie precise sui posti di lavoro. Ma adesso è necessario che le istituzioni facciano la loro parte. Per questo territorio sarebbe una grave perdita. Questa clinica è un simbolo per Pomigliano, porta anche il nome del santo patrono della città”.