Ragazzina ipovedente non può andare a scuola: stop al trasporto dedicato

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A Portici ragazzina ipovedente rimasta senza trasporto scolastico pubblico, M5S: “Troviamo una soluzione alla svelta”

PORTICI – Rimanere senza trasporto scolastico è già un problema normalmente, se poi si aggiunge anche una diagnosticata patologia per la piccina e il suo papà, la situazione diventa davvero difficile. Infatti, Mario Barbaro, il papà della ragazzina di Portici che frequenta la scuola dell’obbligo, ha raccontato come all’improvviso sia arrivato lo stop al trasporto scolastico dedicato, a partire da quest’anno, che ha reso davvero difficoltoso raggiungere il plesso scolastico. Secondo quanto comunicato alla famiglia Barbaro, infatti, l’autista del bus è andato in pensione al termine dello scorso anno scolastico e il Comune non è ancora riuscito a riorganizzare il servizio. Mario è costretto, dunque, ad accompagnare la figlia a scuola svegliandosi alle 5 del mattino e prendendo diversi mezzi pubblici.

“Ci troviamo un Comune sempre più voto, tra pensionamenti e problemi da risolvere – spiega il capogruppo del M5S Alessandro Caramiello, che si è attivato per risolvere la problematica -. La politica deve fare la sua parte, l’assessore alla pubblica istruzione, sollecitata dal sottoscritto, sta cercando di risolvere il problema. Ma il tempo stringe perché parliamo di una bambina ipovedente che fino allo scorso anno veniva accompagnata a scuola con il trasporto pubblico dedicato, e che quest’anno si trova in piena difficoltà. Tutto a causa di un pensionamento, quello dello autista che si occupava della bambina. Adesso – prosegue Caramiello – il papà, a sua volta ipovedente, deve svegliarsi alle 5 del mattino e raggiungere piazza San Ciro per prendere un pullman: è mai possibile che un’amministrazione comunale non si riesca a organizzare in tempo per risolvere problematiche così delicate?”

Prosegue Alessandro Caramiello, ribadendo: “Con l’assessore alla Pubblica Istruzione stiamo cercando di individuare una soluzione tempestiva. Speriamo quanto prima che si trovi un escamotage al problema: noi abbiamo proposto di impiegare un percettore del reddito di cittadinanza che possa accompagnare la bambina a scuola. Nel frattempo, confidiamo nell’operato dell’assessore che sta svolgendo un lavoro egregio”.