Pomiglianese fermato alla Cisternina con 4 tipi di droga

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    CASTELLO DI CISTERNA – Droga per ogni “gusto” nelle tasche di un 54enne, arrestato dai Carabinieri E’ la “Cisternina” lo scenario in cui i carabinieri della sezione operativa di Castello di Cisterna hanno arrestato Marco Venosa, 54enne di Pomigliano d’Arco già noto alle forze dell’ordine. I militari lo hanno sorpreso in Via Leopardi. Nelle sue tasche un vero e proprio stock di stupefacenti. 154 dosi di crack, 46 di cocaina, 9 di marijuana, 18 di hashish e 194 euro in contante ritenuto provento illecito. Un campionario di droga per i “clienti” della zona che gli è costato le manette per detenzione di droga a fini di spaccio. E’ ora in carcere, in attesa di giudizio. LA FOTO DELLA DROGA SEQUESTRATA A CISTERNA

“Una storia antiracket”, a Pomigliano Nino Daniele e Tano Grasso raccontano “la sconfitta della camorra”

Notevole partecipazione di pubblico ieri sera al convegno organizzato da Nicola Manna di “Pomigliano 2020” nei saloni della Distilleria Certamente l’argomento è stato di quelli, come dire , parecchio scottanti, ma l’illustrazione in quel di Pomigliano del libro di Nino Daniele, Tano Grasso e Antonio Di Florio sull’incredibile esperienza antiracket vissuta a Ercolano alcuni anni fa, ha conosciuto ieri sera un momento di notevole partecipazione di pubblico ai limiti del singolare. Sarà stata evidentemente la voglia di comprendere da queste parti in che modo, tra il 2004 e il 2008, con Daniele sindaco della città vesuviana, Di Florio a capo della tenenza dei carabinieri e Grasso consulente della lotta alle estorsioni, sia stato possibile creare un vero e proprio fenomeno di organizzata reazione sociale alla piaga del pizzo. Reazione che all’epoca portò all’arresto di 411 camorristi e all’emanazione di 88 condanne. Un racconto che è stato preceduto dagli interventi del sindaco di Pomigliano, Gianluca Del Mastro, del vicesindaco, Eduardo Riccio, e di Salvatore Cantone, che con l’aiuto di Tano Grasso fece nascere nelle città della fabbriche, 14 anni fa, la prima organizzazione anti estorsioni dei commercianti e dei piccoli imprenditori del territorio a nordest dell’hinterland napoletano. “A Pomigliano abbiamo creato una white list di coloro che hanno denunciato le estorsioni – ha annunciato Del Mastro – e stiamo studiando la possibilità dell’esenzione dal pagamento delle tasse comunali per queste persone. Si tratta di misure tese a incentivare la denuncia di pratiche aberranti nella speranza che la nostra terra diventi terra di legalità. A ogni modo rivolgo un plauso a Daniele, Di Florio e Grasso per quello che sono riusciti a fare a Ercolano”. Il vicesindaco Riccio ha poi messo in evidenza la necessità che “l’amministratore comunale non debba chiudersi nelle stanze del municipio scegliendo invece di stare tra la gente e al fianco della gente”. “Il libro su Ercolano è un manuale di buona amministrazione pubblica – ha detto Riccio – e l’associazione antiracket è fondamentale per una città, così come è fondamentale la costituzione di parte civile dei comuni ai processi”. Parole, queste, che hanno richiamato l’intervento di Salvatore Cantone, il quale ha ribadito la necessità di sostenere la sede dell’associazione antipizzo di Pomigliano, che si trova in un bene confiscato a un clan della camorra, nel centro della città. “Le istituzioni devono sempre sostenerla – ha detto il presidente dell’associazione Pomigliano per la Legalità-Domenico Noviello – perchè la sede non è mia, di Salvatore Cantone, ma è di tutti i cittadini di Pomigliano”. Poco dopo sono intervenuti gli autori del libro. “Sono piacevolmente sorpreso dalla partecipazione di stasera – ha esordito Daniele – comunque a proposito della mia esperienza da sindaco a Ercolano devo ricordare che la camorra in quegli anni è stata sconfitta grazie alla realizzazione di un metodo che ha visto nell’associazionismo antiracket il suo fulcro: a Ercolano ora il racket non c’è più. Ma non se ne parla a sufficienza, non si comunicano adeguatamente le esperienze vincenti”. “Bisogna rendere poco conveniente il pizzo a chi è propenso a pagare – l’intervento finale di Tano Grasso, padre dell’associazionismo antiracket in Italia a partire dall’esperienza di Capo d’Orlando, nel 1990 – ed è quello che abbiamo fatto anche a Ercolano. Noi non possiamo aspettarci dai politici la soluzione del problema. Dobbiamo invece unirci trovando le strade giuste, soprattutto quelle che tolgono la convenienza reciproca tra estorsore e vittima ad alimentare una piaga che va eliminata. Io ricordo sempre a tutti che la ‘ndrangheta è diventata la più potente organizzazione mafiosa italiana anche perché le aziende del nord durante la costruzione dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria hanno trovato reciprocamente conveniente pagare il pizzo pure attraverso i sub appalti di movimento terra. E ora gli imprenditori onesti calabresi si trovano nella quasi impossibilità di operare perché le aziende della ndrangheta sono più ricche, più forti e monopolizzano tutte le attività”.

Somma Vesuviana, il ricordo di un grande imprenditore: il Cav. Giuseppe D’Avino (1929 – 2002)

Il Cav. Giuseppe D’Avino alias Pinuccio ‘o vall, di cui tratteggeremo i momenti salienti della sua vita, discendeva da una umile famiglia contadina del quartiere Margherita. Sin da giovane, dimostrò tutte le sue eccezionali qualità di grande imprenditore. Fulgido esempio per le generazioni future, ancora oggi vive nei ricordi di quanti lo ebbero a conoscere ed apprezzare le sue eccezionali doti umani d’instancabile lavoratore.   Nel libro I cognomi di Somma Vesuviana di Chiappinelli – Diodato, all’epoca della pubblicazione nel 2006, il cognome D’Avino era presente ben 853 volte sul territorio, collegandolo molto probabilmente al diminutivo di David e magari facendo intuire indirettamente una probabile ascendenza ebraica della gens D’Avino. Il dott. Domenico Russo, a riguardo, invece, secondo un ragionamento logico – sociale, dissentì all’epoca da questa probabilità, in quanto s’avrebbe voluto riscontrare più volte questo cognome in tutte, o quasi, le grandi comunità  ebraiche italiane, cosa che invece non si è  riscontrato. E avremo dovuto, altresì, ritrovarlo, così come ci appare oggi o  in maniera simile, nell’elenco dei cognomi degli ebrei d’Italia di Samuele Schaerf, edito nel 1925 (5865) per i titoli della Casa Editrice Israel di Firenze. Mi sembra, comunque, più plausibile che  il cognome derivasse invece da de vino, poiché l’abate e storico Domenico Maione nella sua Breve Descrizione di Somma del 1703, cita un notaio di nome Andrea de Vino, che potrebbe pure essere uno dei tre sindaci dell’Università di Somma, attestato dallo storico Angelo Di Mauro nel 1601. La blasonatura dello scudo, comunque, è la seguente: d’azzurro al grappolo d’uva gambato e fogliato sostenuto da un braccio al naturale. Calice d’oro in punta dello scudo. Il Cav. Giuseppe D’Avino alias Pinuccio ‘o vall, di cui tratteggeremo i momenti salienti della sua vita, discendeva da un’umile famiglia contadina del quartiere Margherita. Suo nonno, Francesco Michele ‘e ndrocchie, nacque il 28 settembre del 1860 e sposò nel 1888 la compaesana Teresa Di Somma. Il padre, Ernesto, nacque il 10 maggio del 1894 e iniziò, sin da giovane, l’attività di operaio presso la Cisa (Snia) Viscosa di San Giovanni a Teduccio. Nel 1924, convolò a nozze con Luisa Esposito (1902-1991) della famiglia ‘e Campanaro di Caprabianca, località a sud est del paese tra Somma e Rione Trieste, dove la coppia si trasferì a vivere. In questo luogo nascerà, il 17 settembre del 1929, il nostro Giuseppe, terzogenito di cinque fratelli: lo precedevano Teresa, Michele e lo seguivano Antonio ed Anna (Pupetta). Giuseppe, sin da giovane, dimostrò – come afferma l’ing. Vincenzo Romano – tutte le sue spiccate qualità di imprenditore. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, giovanissimo, iniziò l’attività del commercio della frutta. Nel 1952, convolò a nozze con Antonella Legno (1925-2000) di San Giuseppe Vesuviano. Orfana, Antonella acquisirà in seguito il cognome Di Somma, in quanto figlia adottiva del possidente terriero sommese Giuseppe Di Somma (1888-1979), appellato in paese con il soprannome di Pepp ‘o vall (Peppe il gallo). Il matrimonio sortirà la nascita di quattro figli: Ernesto, Francesco Giuseppe (Peppino) e i gemelli Michele e Luisa. L’attività imprenditoriale di Giuseppe D’Avino – per tutti Pinuccio ‘o vall dopo aver ereditato il soprannome del suocero – iniziò subito a gonfie vele. Agli inizi degli anni ’60 del Novecento, con la forte ascesa dell’attività edilizia in paese, pur non abbandonando la commercializzazione della frutta secca, iniziò ad intraprendere la vendita degli articoli per l’edilizia. Era il periodo d’oro per eccellenza, in quanto unico fornitore sulla zona con ampia e vasta scelta di prodotti. Dotato di un’affascinante presenza fisica e di un sorriso sempre allegro e gioviale, riuscì a stabilire con i suoi clienti ottimi rapporti commerciali, grazie alla sua abilità e al suo saper agire. Insomma, chi entrava nel suo ufficio – continua Vincenzo Romano – difficilmente usciva a mani vuote. Pinuccio, con la sua capacità di suggestionare, riuscì ad attirare una vastissima clientela, proveniente anche dai paesi limitrofi. I venditori facevano a gara per farsi ricevere e stipulare con lui nuovi contratti. All’epoca, decisivo nel settore dell’edilizia, fu l’accordo commerciale con l’Ital Cementi, che gli assicurò, in ogni caso, la fornitura di un carico di ben quattrocento quintali di cemento settimanali: un grande affare, all’epoca, d’ incommensurabile entità. Non a caso, nel 1967, con lo scoppio della guerra dei sei giorni tra Arabi ed Israeliani, ci fu la chiusura del canale di Suez con il conseguente blocco del traffico delle navi, le quali furono costrette a circumnavigare l’Africa per Città del Capo, con il consecutivo aggravio dei costi. Il cemento, dalle quattrocento lire al quintale, subì una decisiva impennata, arrivando a costare al dettaglio fino a quasi duemila lire al quintale. Per la ditta di Giuseppe D’Avino, il costo rimase invariato, in quanto per un contratto stabilito ab origine il valore rimase bloccato. La lungimiranza e l’astuzia del commerciante avevano vinto. Nel 1968, Pinuccio acquistò un ampio locale in via Gobetti, dando vita ad un mega negozio per la commercializzazione di articoli generici: I Mille articoli. L’anno successivo, costituì la società D. D. Costruzioni, entrando di fatto nel mondo degli affari del mattone, realizzando un nuovo locale, decisamente più commerciale, nella centrale via Aldo Moro,  laddove trasferì la vendita degli articoli edilizi. Ciò nonostante, non aveva mai abbandonato l’originaria attività, che lo aveva immerso nel mondo del commercio e reso decisamente noto e competitivo: la lavorazione e la trasformazione della frutta secca, realizzata nel 1970 con un ampio e moderno opificio. La struttura, all’epoca, fu dotata delle più innovative attrezzature per la selezione e la lavorazione della frutta secca con noci e nocciole che la facevano da padrone. La filiera si attrezzò per lo sgusciamento, la tostatura e la riduzione in granella di varie pezzature. La frutta insacchettata era pronta per la spedizione in ogni angolo del mondo. Il successo aziendale fu immenso, tantoché furono allestiti un centro a Gorizia e, successivamente, un altro a Trieste. Entrambe le aziende diventarono le punte avanzate per la commercializzazione con i paesi dell’Est. Da ditta individuale si passò ad una Società per Azioni: certamente un bel traguardo! A coronamento della sua attività, il Presidente della Repubblica, On. Giovanni Leone, gli conferì nel 1978 il prestigioso riconoscimento di Cavaliere del Lavoro. Intanto, l’attività edilizia iniziò pian piano a calare, in relazione sia al Decreto Galasso del 1985, sia alle successive disposizioni del Parco Nazionale del Vesuvio nel 1991. Pinuccio, però, sempre attento e precursore degli eventi nefasti, cominciò a rivolgere l’attenzione imprenditoriale nello sconfinato mondo dell’alimentazione. Per l’attuazione del suo progetto, procedette alla ristrutturazione e all’ammodernamento dei vetusti locali adibiti, inizialmente, allo stoccaggio dei materiali edilizi, realizzando un moderno ed efficiente centro per la vendita di prodotti alimentari. Il 10 giugno del 1995, alla presenza di autorità politiche, civili e religiose, il Cavaliere inaugurò il supermercato D&C, affiliato alla EUROSPAR, primo centro in assoluto della grande distribuzione in città. Decisamente lungimirante, alla fine degli anni Settanta, D’Avino fu anche attivamente coinvolto, in qualità di presidente, nella locale squadra di calcio della Viribus Unitis. All’epoca, 1980 – 81, il glorioso sodalizio sportivo raggiunse il 2° posto nel girone B di Promozione Campania, perdendo dapprima gli spareggi promozione, ma poi ammesso al Campionato Interregionale a completamento organici. Il primogenito Ernesto, intanto, inizierà ad occuparsi dell’attività imprenditoriale del padre per poi sfociare nella distribuzione alimentare. Il secondogenito Francesco Giuseppe, per tutti Peppino, con stile e personalità paterna, darà vita alla formazione di nuove catene alimentari tra Brusciano, Somma e Sirignano in collaborazione con gli altri fratelli. Da buon amministratore, infatti, Peppino inizierà a guidare e coordinare le attività della società, insieme al fratello Ernesto e alla sorella Luisa. Infine Michele, gemello di Luisa, eccelso imprenditore come il padre, gli verrà assegnata la gestione paterna della lavorazione della frutta secca, portando l’attività a primeggiare in campo nazionale ed internazionale. Il Cavaliere, intanto, ancora nello splendore della sua encomiabile vita, fu colpito da un male incurabile. Dopo aver resistito eroicamente, si arrenderà alle forze preponderanti della natura il 31 agosto del 2002 all’età di 73 anni tra il conforto dei suoi cari. Fulgido esempio – conclude Vincenzo Romano – per le generazioni future, ancora oggi vive nei ricordi di quanti lo ebbero a conoscere ed apprezzare le sue eccezionali doti umani di instancabile lavoratore.

La rivelazione choc del pentito: “La camorra voleva comprare il Calcio Napoli”

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  NAPOLI – “Hanno una disponibilità economica pazzesca Cerrone e Imperiale, volevano anche comprare la società Napoli Calcio”. A parlare del narcotrafficante internazionale più importanti e del suo socio in affari, Raffaele Imperiale e Mario Cerrone, entrambi destinatari di una misura cautelare in carcere per l’accusa di associazione a delinquere di tipo mafioso, è il collaboratore di giustizia Gennaro Carra, in un interrogatorio reso alla DDA lo scorso 20 gennaio. Carra, parlando con gli inquirenti, riferisce parecchi particolari che riguardano Imperiale e Cerrone.   Carra è il genero di Salvatore Cutolo, boss del Rione Traiano del quartiere Fuorigrotta di Napoli, una delle piazze di spaccio più importanti della città. Riferisce di avere fatto la conoscenza di Imperiale grazie a Mario Cerrone, nel 2006, nel corso di un incontro a casa del suocero Cerrone. I rapporti di “amicizia” tra Imperiale, Cerrone e il suocero di Carra iniziarono quell’anno e furono cementati da un regalo: “…Imperiale e Cerrone regalarono a mio suocero, Cutolo Salvatore, una pistola Glock a mitraglietta in segno di rispetto come capo del Rione Traiano…”, dice Carra nel corso di un interrogatorio tenuto il 16 marzo scorso. Carra, nello stesso interrogatorio, riferisce che Imperiale gli aveva parlato delle sue capacità di approvvigionamento: “…aveva rapporti diretti in Sud America… loro dicevano che avevano navi con container, prima con scalo in Spagna e poi in Olanda e da lì con camion di import export del mercato dei fiori di Pompei…”.   Il pentito, inoltre, ebbe l’immeritato privilegio, di vedere i due quadri di Van Gogh rubati, di inestimabile valore, entrati in possesso di Imperiale. A mostrarglieli, nel 2013, alla presenza di Imperiale e Cerrone, fu il suocero di quest’ultimo, in una villa che si trova a Lago Patria, una località del Napoletano: “...li portò in uno straccio di stoffa e fece vedere due quadri, uno era una spiaggia ventosa (“La spiaggia di Scheveningen”, ndr)… dissero che erano di Vincent van Gogh, io non sapevo chi fosse… dicevano che erano il loro asso nella manica per uscire dal carcere. Io non riuscivo a metabolizzare… ma poi quando ho visto Mario Cerrone uscire agli arresti domiciliari…”. Sempre secondo il racconto di Carra i quadri erano stato acquistati per due milioni di euro da tre ladri olandesi.

Somma Città della Salute: il patentino sarà la prima tappa

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  Somma Vesuviana Città della Salute. Prima tappa sarà il Patentino della salute poi la proposta alimentare a chilometro zero!  Riceviamo e pubblichiamo Salvatore Di Sarno : “Domenica 10 Ottobre diamo il via al progetto “Rinascere” per la Città della Salute.  Dal controllo cardiovascolare, al patentino della salute. Poi il 24 Ottobre il team di medici, nutrizionisti, racconterà le qualità nutritive della produzione alimentare locale. Poi si proseguirà nelle scuole con il coinvolgimento capillare delle famiglie per arrivare alla Città della Salute!”. Gilda Pagano (Direttrice del progetto Rinascere – Direttrice del Centro di Riabilitazione Metabolica Nutrizionale Endocrinologica) : “Quello che inizieremo Domenica a Somma Vesuviana non è la normale azione di prevenzione o un sostituirsi alle visite dal cardiologo. Noi andremo a mappare su base volontaria la popolazione per poi attivare anche nelle scuole quelle azioni educative necessarie a migliorare la situazione. Vorrei cogliere l’opportunità per ringraziare i medici di base ed anche i pediatri che stanno dando anche tutto il loro sostegno al progetto. In Campania metà degli individui con più di 18 anni risulta in una condizione di eccesso di peso, con una percentuale del 50,6% contro il 42,9% dell’Italia.  I bambini obesi italiani sono il 10.2% del totale a livello mondiale. “Rinascere” rappresenta il primo progetto del genere in Italia con queste caratteristiche legate soprattutto alla conoscenza dei prodotti territoriali”. Sergio Terracciano  (Amministratore Delegato della Casa di Cura Santa Maria del Pozzo) : “Non è la tradizionale e semplice attività di prevenzione. Siamo invece in presenza di un progetto innovativo che punta a creare le condizioni per arrivare alla Città della Salute”. Ciro Cimmino  (Assessore alla Salute) : “E’ un progetto innovativo  basato soprattutto su un’alimentazione a chilometro zero. In primo luogo approfondiremo lo stato di salute dei cittadini, su base volontaria, poi andremo a valorizzare una filiera alimentare a chilometro zero”.  

A Palma Campania nasce la “Casa del Calcio a 5”: 700mila euro per il nuovo impianto

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  “Sport e Periferie”, arrivano 700mila euro per Palma Campania. Nascerà un nuovo impianto sportivo     PALMA CAMPANIA – Nascerà un piccolo Palazzetto dello sport a Palma Campania. Sarà realizzato nell’area della scuola di via Macello, fungerà anche da palestra per il plesso scolastico e diventerà la “casa del calcio a 5”, sport sempre più praticato, con successo, a Palma. Ad annunciarlo sono il sindaco Nello Donnarumma e il consigliere delegato allo sport Nello Gemito. Il Comune, infatti, ha ottenuto un finanziamento di 700mila euro aggiudicandosi il bando “Sport e Periferie”,  promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio per lo sport.   “L’elenco dei progetti che questa Amministrazione sta mettendo in campo diventa sempre più importante. Voglio ringraziare il consigliere delegato Nello Gemito per l’ottimo lavoro: siamo l’unico Comune del Vesuviano ad essere risultato finanziato col bando “Sport e Periferie”. Un risultato gigantesco”, spiega il sindaco Nello Donnarumma   “Non posso che essere fiero e orgoglioso del risultato raggiunto. Il finanziamento di  700mila euro rappresenta un intervento che si va ad aggiungere ai tanti altri progetti che abbiamo già messo in campo. Ciò non vuol dire che mi fermerò, anzi continuerò con ancora più entusiasmo ad impegnarmi per portare lo sport a Palma Campania dove merita: sempre più in alto”, aggiunge il delegato allo sport Nello Gemito.

Casa dell’avversario politico assaltata durante corteo di festa: “Nel video i sostenitori del sindaco”

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Castello di Cisterna – Sostenitori del sindaco eletto assaltano la casa di un sostenitore avversario durante il corteo della festa. Lo sdegno di Borrelli (Europa Verde): “Scena inquietante, primo cittadino prenda le distanze. I protagonisti siano identificati e denunciati”

“In un video che abbiamo ricevuto ci sono le immagini del corteo festante per la rielezione del sindaco uscente di Castello di Cisterna dal quale si stacca all’improvviso un gruppo di balordi che decide di assaltare l’abitazione di un sostenitore avversario. La casa viene centrata da oggetti di ogni genere  e immondizia. Si sentono anche rumori di vetri infranti.

 

Una scena inquietante per la quale chiedo al sindaco di prendere nettamente le distanze da questi facinorosi e di attivarsi per identificare e denunciare i protagonisti di questa vergogna”.

Queste le parole del consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, che ha ricevuto la video denuncia.

Il video tratto dal profilo ufficiale del consigliere Borrelli

Imprenditrici e parità di genere, nasce a Nola Associazione Donne Giuriste

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  Nola Riceviamo e pubblichiamo – La nota dell’Associazione Donne Giuriste Italia.   Si parlerà di imprese al femminile e del sistema nazionale di certificazione della parità di genere venerdì nel corso di un incontro organizzato dalla sezione di Nola dell’Adgi: l’Associazione Donne Giuriste Italia. L’evento rappresenta il battesimo ufficiale della sezione di Nola dell’associazione, che avvia con questo incontro una serie di appuntamenti che saranno centrati sull’obiettivo di tutelare i diritti delle donne, attraverso l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle stesse. Ecco l’elenco degli ospiti che prenderanno la parola nel corso della manifestazione: Avv. Italia Ferraro – Presidente ADGI Sez. Nola Avv. Ciro Sesto – Presidente COA Tribunale di Nola Avv. Vincenzo Salvati – Direttore Fondazione Forense “Scuola Bruniana” Avv. Irma Conti – Presidente Nazionale ADGI Avv. Carolina Scarano – Componente CNF Avv. Giancarlo Madonna – Delegato Campania Camera di Commercio Romania/Italia Arch. Sarah Zotti – Vice presidente ANCE Genova Avv. Carmela Rescigno – Presidente CPO Tribunale di Nola Dott.ssa Vincenza Barbalucca – Presidente II Sez. Civile Tribunale di Nola Sen. Valeria Fedeli – Commissione Lavoro del Senato Sen. Avv. Francesco Urraro – Commissione Giustizia del Senato Avv. Maria Masi – Presidente f.f. CNF. L’evento (che sarà moderato dal giornalista Antonio Russo) si terrà on line, ed avrà inizio alle 15. “La sezione di Nola dell’Adgi – spiega Italia Ferraro, presidente del gruppo nolano – incoraggerà il confronto fra le socie riguardo tematiche di interesse generale; si dedicherà all’organizzazione di webinar, convegni e di momenti di studio; organizzerà occasioni di incontro non istituzionali, per rafforzare il legame e le sinergie tra le socie”. Avv. Italia Ferraro

Esercito a Pomigliano, 55 fermati in 2 giorni: multe e denunce

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  Attività interforze nella ‘Terra dei Fuochi’: Casandrino, Pomigliano d’Arco, Lusciano, San Cipriano d’Aversa, Capua, Melito di Napoli, Cicciano,   POMIGLIANO D’ARCO – Nell’ambito delle attività di repressione e prevenzione dell’abbandono illecito di rifiuti provenienti da utenze domestiche, industriali e agricole, mirate anche alle discariche abusive il Raggruppamento “Campania” dell’Esercito Italiano su base Reggimento Cavalleggeri “Guide” (19°), secondo le direttive  stabilite dall’Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi nella regione Campania nell’ambito della “Terra dei Fuochi” ha svolto un’operazione di controllo straordinario contro lo smaltimento illecito e sulla prevenzione di roghi industriali, artigianali e commerciali nei comuni di Casandrino (Na), Pomigliano d’Arco (Na), Lusciano (Ce), San Cipriano d’Aversa (Ce), Capua (Ce), Melito di Napoli (Na), Cicciano (Na),   Nella giornata del  4 ottobre,  a seguito di pianificazione del Raggruppamento “Campania” dell’Esercito Italiano su base Reggimento Cavalleggeri “Guide” (19°), equipaggi dell’Esercito Italiano congiuntamente a pattuglie della Polizia Municipale effettuavano controllo del territorio e posti di controllo su strada nei comuni di:
  • Casandrino (Na): 1 pattuglia dell’Esercito Italiano congiuntamente a 1 pattuglia della Polizia Municipale di Casandrino (Na), effettuavano posti di controllo realizzando i seguenti risultati:  07 persone identificate di cui 1 sanzionata, 7 veicoli controllati e  sanzioni amministrative comminate .
  • qqqqqqQ    Pomigliano d’Arco (Na): 1 pattuglia dell’Esercito Italiano congiuntamente a 3 pattuglie della Polizia Municipale di Pomigliano d’Arco (Na), effettuavano un controllo del territorio, successivamente effettuavano posti di controllo realizzando i seguenti risultati: 35 persone identificate, di cui 4 sanzionate, 35 veicoli controllati  e  sanzioni amministrative comminate .
  • Lusciano  (Ce): 1 pattuglia dell’Esercito Italiano congiuntamente a 1 pattuglia della Polizia Municipale di Lusciano (Ce), effettuavano un controllo del territorio,  per poi effettuare posti di controllo realizzando i seguenti risultati: 4 persone identificate di cui 3 sanzionate, 4 veicoli controllati e sanzioni amministrative comminate.
  • San Cipriano d’Aversa (Ce):1 pattuglia dell’Esercito Italiano congiuntamente a 1 pattuglia della Polizia Municipale di San Cipriano d’Aversa (Ce), effettuavano controlli del territorio.
  • Capua(Ce):1 pattuglia dell’Esercito Italiano congiuntamente a 01 pattuglia della Polizia Municipale di Capua (Ce), effettuavano controlli del territorio.
Nella giornata del  06 ottobre ,  equipaggi dell’Esercito Italiano congiuntamente a pattuglie della Polizia Municipale di Pomigliano d’Arco (Na), Melito di Napoli (Na), Cicciano (Na), Lusciano (Ce), Capua (Ce) effettuavano controllo del territorio e posti di controllo su strada nei  comuni di: –     Pomigliano d’Arco (Na):  1 pattuglia dell’Esercito Italiano congiuntamente a 1 pattuglia della Polizia Municipale di Pomigliano d’Arco (Na), effettuavano un controllo del territorio, successivamente effettuavano posti di controllo realizzando i seguenti risultati: 20 persone identificate, di cui 5 sanzionate e 1 persona denunciata, 20 veicoli controllati e sanzioni amministrative comminate. –      Melito di Napoli  (Na):  1 pattuglia dell’Esercito Italiano congiuntamente a 1 pattuglia della Polizia Municipale di Melito di Napoli (Na), effettuavano un controllo del territorio,  per poi effettuare posti di controllo realizzando i seguenti risultati: 11 persone identificate di cui, 11 veicoli controllati. –      Cicciano (Na): 1 pattuglia dell’Esercito Italiano congiuntamente a 1 pattuglia della Polizia Municipale di Cicciano (Na), effettuavano un controllo del territorio, successivamente effettuavano posti di controllo realizzando i seguenti risultati: 10 persone identificate, di cui 1 sanzionata, 10 veicoli controllati e  sanzioni amministrative  comminate. –     Capua(Ce):  1 pattuglia dell’Esercito Italiano congiuntamente a 1 pattuglia della Polizia Municipale di Capua (Ce), effettuavano un controllo del territorio, successivamente effettuavano posti di controllo realizzando i seguenti risultati: 8 persone identificate, 8 veicoli controllati. –      Lusciano  (Ce):  1 pattuglia dell’Esercito Italiano congiuntamente a 1 pattuglia della Polizia Municipale di Lusciano (Ce), effettuavano un controllo presso 2 autofficine,  successivamente effettuavano posti di controllo realizzando i seguenti risultati: 8 persone identificate, di cui 2 sanzionate, 8 veicoli controllati e sanzioni amministrative comminate.   Le attività si inquadrano nelle azioni di “secondo livello” (cioè operate da pattuglie congiunte dall’Esercito e dai corpi di Polizia municipale o metropolitana) che si aggiungono ai settimanali

Volla al ballottaggio tra polemiche e voci incontrollate: “La verità sul premio di maggioranza”

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  Volla – Il senatore del Movimento 5 Stelle Vaccaro interviene a gamba tesa sul ballottaggio vollese dopo alcune voci incontrollate: “Basta con false notizie: premio di maggioranza solo a chi vincerà il ballottaggio”   “Per vincere le elezioni servono un progetto, tanto impegno, credibilità e una sana dose di competenza. Creare confusione o, peggio ancora, dare informazioni sbagliate ai cittadini è quanto di più deplorevole possa fare chi ha ruoli politici e istituzionali o ambisce ad averli. Il caso Volla è stato tale soltanto nelle parole di chi ha creduto che confondendo le acque, tirasse acqua al proprio mulino. Come si evince dal sito del Ministero dell’Interno e da una sentenza del Consiglio di Stato, per l’attribuzione del premio di maggioranza alle liste collegate al candidato eletto sindaco abbiamo voluto interpretare la normativa. Attraverso la prefettura, i colleghi al Senato e i tecnici del Ministero dell’Interno, abbiamo fatto piena luce sulla vicenda. La percentuale che attribuisce il premio di maggioranza, in questo caso, viene infatti calcolata sul totale dei voti validi ai candidati a primo cittadino e di liste collegate”. Lo dichiara il senatore del Movimento 5 Stelle Sergio Vaccaro. “L’art 73 (comma 10 del dlgs 267/2000) prevede – spiega Vaccaro – che al raggiungimento del 50% dei voti validi di una lista o gruppo di liste non viene attribuito il premio di maggioranza. Per calcolare tale percentuale il ministero ha chiarito che ai fini dell’attribuzione del premio di maggioranza le percentuali previste vanno sommati i voti espressi ai candidati sindaci e ai voti di lista così come chiarito dalla giurisprudenza e dalla sentenza del Consiglio di Stato 3021/2010. Dunque, a Volla come in qualunque città in cui si andrà al ballottaggio, i giochi sono aperti per tutti e il premio di maggioranza scatterà per il candidato che arriverà primo. Mi aspetto che in questi giorni che ci separano dal ballottaggio, i candidati si concentrino sulle priorità per Volla e non ricorrano al canto delle sirene”.