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Somma Vesuviana, il ricordo di un grande imprenditore: il Cav. Giuseppe D’Avino (1929 – 2002)
Il Cav. Giuseppe D’Avino alias Pinuccio ‘o vall, di cui tratteggeremo i momenti salienti della sua vita, discendeva da un’umile famiglia contadina del quartiere Margherita. Suo nonno, Francesco Michele ‘e ndrocchie, nacque il 28 settembre del 1860 e sposò nel 1888 la compaesana Teresa Di Somma. Il padre, Ernesto, nacque il 10 maggio del 1894 e iniziò, sin da giovane, l’attività di operaio presso la Cisa (Snia) Viscosa di San Giovanni a Teduccio. Nel 1924, convolò a nozze con Luisa Esposito (1902-1991) della famiglia ‘e Campanaro di Caprabianca, località a sud est del paese tra Somma e Rione Trieste, dove la coppia si trasferì a vivere. In questo luogo nascerà, il 17 settembre del 1929, il nostro Giuseppe, terzogenito di cinque fratelli: lo precedevano Teresa, Michele e lo seguivano Antonio ed Anna (Pupetta).
Giuseppe, sin da giovane, dimostrò – come afferma l’ing. Vincenzo Romano – tutte le sue spiccate qualità di imprenditore. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, giovanissimo, iniziò l’attività del commercio della frutta. Nel 1952, convolò a nozze con Antonella Legno (1925-2000) di San Giuseppe Vesuviano. Orfana, Antonella acquisirà in seguito il cognome Di Somma, in quanto figlia adottiva del possidente terriero sommese Giuseppe Di Somma (1888-1979), appellato in paese con il soprannome di Pepp ‘o vall (Peppe il gallo). Il matrimonio sortirà la nascita di quattro figli: Ernesto, Francesco Giuseppe (Peppino) e i gemelli Michele e Luisa.
L’attività imprenditoriale di Giuseppe D’Avino – per tutti Pinuccio ‘o vall dopo aver ereditato il soprannome del suocero – iniziò subito a gonfie vele. Agli inizi degli anni ’60 del Novecento, con la forte ascesa dell’attività edilizia in paese, pur non abbandonando la commercializzazione della frutta secca, iniziò ad intraprendere la vendita degli articoli per l’edilizia. Era il periodo d’oro per eccellenza, in quanto unico fornitore sulla zona con ampia e vasta scelta di prodotti. Dotato di un’affascinante presenza fisica e di un sorriso sempre allegro e gioviale, riuscì a stabilire con i suoi clienti ottimi rapporti commerciali, grazie alla sua abilità e al suo saper agire. Insomma, chi entrava nel suo ufficio – continua Vincenzo Romano – difficilmente usciva a mani vuote. Pinuccio, con la sua capacità di suggestionare, riuscì ad attirare una vastissima clientela, proveniente anche dai paesi limitrofi. I venditori facevano a gara per farsi ricevere e stipulare con lui nuovi contratti. All’epoca, decisivo nel settore dell’edilizia, fu l’accordo commerciale con l’Ital Cementi, che gli assicurò, in ogni caso, la fornitura di un carico di ben quattrocento quintali di cemento settimanali: un grande affare, all’epoca, d’ incommensurabile entità. Non a caso, nel 1967, con lo scoppio della guerra dei sei giorni tra Arabi ed Israeliani, ci fu la chiusura del canale di Suez con il conseguente blocco del traffico delle navi, le quali furono costrette a circumnavigare l’Africa per Città del Capo, con il consecutivo aggravio dei costi. Il cemento, dalle quattrocento lire al quintale, subì una decisiva impennata, arrivando a costare al dettaglio fino a quasi duemila lire al quintale. Per la ditta di Giuseppe D’Avino, il costo rimase invariato, in quanto per un contratto stabilito ab origine il valore rimase bloccato. La lungimiranza e l’astuzia del commerciante avevano vinto.
Nel 1968, Pinuccio acquistò un ampio locale in via Gobetti, dando vita ad un mega negozio per la commercializzazione di articoli generici: I Mille articoli. L’anno successivo, costituì la società D. D. Costruzioni, entrando di fatto nel mondo degli affari del mattone, realizzando un nuovo locale, decisamente più commerciale, nella centrale via Aldo Moro, laddove trasferì la vendita degli articoli edilizi.
Ciò nonostante, non aveva mai abbandonato l’originaria attività, che lo aveva immerso nel mondo del commercio e reso decisamente noto e competitivo: la lavorazione e la trasformazione della frutta secca, realizzata nel 1970 con un ampio e moderno opificio. La struttura, all’epoca, fu dotata delle più innovative attrezzature per la selezione e la lavorazione della frutta secca con noci e nocciole che la facevano da padrone. La filiera si attrezzò per lo sgusciamento, la tostatura e la riduzione in granella di varie pezzature. La frutta insacchettata era pronta per la spedizione in ogni angolo del mondo. Il successo aziendale fu immenso, tantoché furono allestiti un centro a Gorizia e, successivamente, un altro a Trieste. Entrambe le aziende diventarono le punte avanzate per la commercializzazione con i paesi dell’Est. Da ditta individuale si passò ad una Società per Azioni: certamente un bel traguardo! A coronamento della sua attività, il Presidente della Repubblica, On. Giovanni Leone, gli conferì nel 1978 il prestigioso riconoscimento di Cavaliere del Lavoro. Intanto, l’attività edilizia iniziò pian piano a calare, in relazione sia al Decreto Galasso del 1985, sia alle successive disposizioni del Parco Nazionale del Vesuvio nel 1991. Pinuccio, però, sempre attento e precursore degli eventi nefasti, cominciò a rivolgere l’attenzione imprenditoriale nello sconfinato mondo dell’alimentazione. Per l’attuazione del suo progetto, procedette alla ristrutturazione e all’ammodernamento dei vetusti locali adibiti, inizialmente, allo stoccaggio dei materiali edilizi, realizzando un moderno ed efficiente centro per la vendita di prodotti alimentari. Il 10 giugno del 1995, alla presenza di autorità politiche, civili e religiose, il Cavaliere inaugurò il supermercato D&C, affiliato alla EUROSPAR, primo centro in assoluto della grande distribuzione in città. Decisamente lungimirante, alla fine degli anni Settanta, D’Avino fu anche attivamente coinvolto, in qualità di presidente, nella locale squadra di calcio della Viribus Unitis. All’epoca, 1980 – 81, il glorioso sodalizio sportivo raggiunse il 2° posto nel girone B di Promozione Campania, perdendo dapprima gli spareggi promozione, ma poi ammesso al Campionato Interregionale a completamento organici.
Il primogenito Ernesto, intanto, inizierà ad occuparsi dell’attività imprenditoriale del padre per poi sfociare nella distribuzione alimentare. Il secondogenito Francesco Giuseppe, per tutti Peppino, con stile e personalità paterna, darà vita alla formazione di nuove catene alimentari tra Brusciano, Somma e Sirignano in collaborazione con gli altri fratelli. Da buon amministratore, infatti, Peppino inizierà a guidare e coordinare le attività della società, insieme al fratello Ernesto e alla sorella Luisa. Infine Michele, gemello di Luisa, eccelso imprenditore come il padre, gli verrà assegnata la gestione paterna della lavorazione della frutta secca, portando l’attività a primeggiare in campo nazionale ed internazionale.
Il Cavaliere, intanto, ancora nello splendore della sua encomiabile vita, fu colpito da un male incurabile. Dopo aver resistito eroicamente, si arrenderà alle forze preponderanti della natura il 31 agosto del 2002 all’età di 73 anni tra il conforto dei suoi cari. Fulgido esempio – conclude Vincenzo Romano – per le generazioni future, ancora oggi vive nei ricordi di quanti lo ebbero a conoscere ed apprezzare le sue eccezionali doti umani di instancabile lavoratore. La rivelazione choc del pentito: “La camorra voleva comprare il Calcio Napoli”
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Casa dell’avversario politico assaltata durante corteo di festa: “Nel video i sostenitori del sindaco”
Castello di Cisterna – Sostenitori del sindaco eletto assaltano la casa di un sostenitore avversario durante il corteo della festa. Lo sdegno di Borrelli (Europa Verde): “Scena inquietante, primo cittadino prenda le distanze. I protagonisti siano identificati e denunciati”
“In un video che abbiamo ricevuto ci sono le immagini del corteo festante per la rielezione del sindaco uscente di Castello di Cisterna dal quale si stacca all’improvviso un gruppo di balordi che decide di assaltare l’abitazione di un sostenitore avversario. La casa viene centrata da oggetti di ogni genere e immondizia. Si sentono anche rumori di vetri infranti.
Una scena inquietante per la quale chiedo al sindaco di prendere nettamente le distanze da questi facinorosi e di attivarsi per identificare e denunciare i protagonisti di questa vergogna”.
Queste le parole del consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, che ha ricevuto la video denuncia.
Il video tratto dal profilo ufficiale del consigliere BorrelliImprenditrici e parità di genere, nasce a Nola Associazione Donne Giuriste
Esercito a Pomigliano, 55 fermati in 2 giorni: multe e denunce
- Casandrino (Na): 1 pattuglia dell’Esercito Italiano congiuntamente a 1 pattuglia della Polizia Municipale di Casandrino (Na), effettuavano posti di controllo realizzando i seguenti risultati: 07 persone identificate di cui 1 sanzionata, 7 veicoli controllati e sanzioni amministrative comminate .
- qqqqqqQ Pomigliano d’Arco (Na): 1 pattuglia dell’Esercito Italiano congiuntamente a 3 pattuglie della Polizia Municipale di Pomigliano d’Arco (Na), effettuavano un controllo del territorio, successivamente effettuavano posti di controllo realizzando i seguenti risultati: 35 persone identificate, di cui 4 sanzionate, 35 veicoli controllati e sanzioni amministrative comminate .
- Lusciano (Ce): 1 pattuglia dell’Esercito Italiano congiuntamente a 1 pattuglia della Polizia Municipale di Lusciano (Ce), effettuavano un controllo del territorio, per poi effettuare posti di controllo realizzando i seguenti risultati: 4 persone identificate di cui 3 sanzionate, 4 veicoli controllati e sanzioni amministrative comminate.
- San Cipriano d’Aversa (Ce):1 pattuglia dell’Esercito Italiano congiuntamente a 1 pattuglia della Polizia Municipale di San Cipriano d’Aversa (Ce), effettuavano controlli del territorio.
- Capua(Ce):1 pattuglia dell’Esercito Italiano congiuntamente a 01 pattuglia della Polizia Municipale di Capua (Ce), effettuavano controlli del territorio.

