Stop al brindisi di Capodanno: le ordinanze bloccano i festeggiamenti
Come per la vigilia di Natale, anche a Capodanno sono assolutamente vietati i brindisi, gli aperitivi, le feste ed ogni altro tipo di festeggiamento nei bar, locali e luoghi pubblici che potrebbe causare eventuali assembramenti. Molti sindaci della provincia, infatti, hanno deciso di procedere con un’ordinanza speciale per la giornata di oggi, 31 dicembre, e per quella di domani, il cui obiettivo è rafforzare i provvedimenti già emanati a livello nazionale e regionale e dare un ulteriore freno alla propria città, com’è accaduto a Somma Vesuviana.
A causa del forte aumento del numero di positivi al covid-19, la preoccupazione non può che essere tanta, soprattutto per quei paesi e città il cui bollettino epidemiologico non da cenni di stop ai contagi. Purtroppo da qualche settimana la situazione in riferimento alla pandemia è diventata quasi incontrollabile, motivo per cui ci si trova ora in una specie di limbo temporale per cui risulta ragionevole prevenire, ponendo dei limiti alle libertà di tutti, per preservare in primis la salute dei cittadini e provare ancora una volta a combattere il virus.
Grazie dunque alle ordinanze, ai controlli a tappeto sui territori delle forze dell’ordine e al buon senso dei cittadini che quest’anno a quanto pare non è mancato, durante la giornata della vigilia di Natale, a parte qualche rarissima eccezione, tutto è filato liscio come l’olio. L’obiettivo per oggi è infatti replicare ciò che è accaduto la scorsa settimana, ovvero rispettare le regole delle ordinanze per il bene comune, seguendo esattamente la linea guida portata avanti fin ora.
Certo, è la vigilia di Capodanno e tutti vorrebbero scendere in strada e brindare con amici e conoscenti come da consuetudine ma bisogna avere ancora un po’ pazienza nella speranza che si possa ritornare alla quotidianità persa ormai due anni fa il prima possibile.
Carabinieri trovano 200 chili di botti nella ditta tessile, imprenditrice nolana nei guai
Piazzolla di Nola – Carabinieri sequestrano 200 chili di botti illegali stipati in un ditta tessile
I Carabinieri stanno fornendo il massimo sforzo in tutta Napoli e Provincia per contrastare il mercato illegale dei fuochi d’artificio. Fenomeno illecito e quanto mai pericoloso.
E’ di poche ore fa l’ultima operazione dei Carabinieri della Compagnia di Nola. Nella frazione di piazzolla, i militari della locale stazione hanno rinvenuto e sequestrato 200 chili di materiale pirotecnico illegale.
Gli ordigni artigianali – 54 batterie da 100 colpi l’una – sono stati trovati presso l’area esterna di un’azienda tessile. Fortunatamente i Carabinieri hanno sequestrato il materiale esplodente che potenzialmente avrebbe potuto causare danni enormi visto il luogo in cui era stato stipato.
La titolare dell’azienda, una 40enne incensurata del posto, è stata denunciata a piede libero e dovrà rispondere all’autorità giudiziaria del reato di fabbri
Boscoreale, contagi raddoppiati in 5 giorni
Anche nella nostra città continua inarrestabile l’aumento dei contagi da Covid-19. In soli cinque giorni, dal 25 al 29 dicembre, gli attuali positivi sono passati a 243, quasi raddoppiati rispetto alla precedente rilevazione (al 24 dicembre erano 124).
Si ricorda, intanto, che il Consiglio dei ministri il 29 dicembre ha approvato il nuovo decreto sull’estensione del super green pass e le quarantene.
Si segnala, in particolare, l’introduzione dell’obbligo dell’uso della mascherina Ffp2, sui mezzi di trasporto pubblico, in cinema, teatri, musei, stadi, palestre e altri luoghi al chiuso.
In tema di quarantena, per le persone con dose booster o con vaccinazione completa da meno di 120 giorni (4 mesi) che hanno avuto un contatto stretto con un positivo ma non hanno sintomi, non è più prevista la quarantena ma una forma di autosorveglianza. Fino al decimo giorno successivo all’esposizione al caso, è obbligatorio indossare la Ffp2. Al quinto giorno dal contatto con il caso positivo Covid-19, l’effettuazione di un tampone con esito negativo.
Per le persone in possesso del green pass rafforzato da oltre 120 giorni (4 mesi), la quarantena si riduce a 5 giorni dagli attuali 7 con un tampone con esito negativo al termine di questo periodo.
A partire dal 10 gennaio sarà obbligatorio il Super green pass per: trasporti a lunga percorrenza; fiere e congressi; impianti sci; alberghi; feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, come i matrimoni; servizi di ristorazione anche all’aperto; piscine e centri natatori, sport di squadra e centri benessere anche all’aperto; centro culturali, centro sociali e ricreativi per le attività all’aperto.
Guerra ai botti illegali, provincia blindata: blitz in depositi e bancarelle. E la bomba D10s fa paura…
Siamo sempre più vicini alla vigilia di Capodanno e, oltre ai continui controlli sul territorio di bar, ristoranti e locali vari, le forze dell’ordine dovranno anche tenere d’occhio la questione dei botti illegali.
Già da qualche giorno sono arrivate notizie di controlli e sequestri di fuochi pirotecnici non a norma, ricordiamo il caso di Somma Vesuviana, i diversi episodi accaduti in varie zone di Napoli per cui sono scattati anche degli arresti e il sequestro della fabbrica clandestina di fuochi pirotecnici di Piazzolla di Nola avvenuto agli inizi di dicembre.
Fuochi d’artificio venduti illegalmente che aprono un mercato nero di botti in tutta Napoli e provincia non indifferente: si va dai grandi classici fino ad arrivare alla “leggendaria” Bomba Maradona (oggi D10s), botto creato appositamente in onore di Diego che dalla morte dell’ex campione è risultata una delle più utilizzate.
Si parla di tonnellate di botti clandestini che risultano anche molti pericolosi in quanto di grossa carica e per questo, se non maneggiati da professionisti con grande esperienza, il rischio è che sfoci in tragedia. Servirebbe in questo senso interessarsi maggiormente alla questione e attivare continue campagne di sensibilizzazione contro l’utilizzo di questo tipo di botti illegali anche in funzione della protezione del benessere degli animali e dell’ambiente che ci circonda (come quella iniziata da alcune scuole di Napoli nel 2012), perché c’è sempre un modo per inseguire la legalità, non infrangere le regole e divertirsi ugualmente, anche quando si tratta di fuochi pirotecnici.
“L’anno nuovo” e il mito necessario della speranza. Anche Leopardi e Neruda…….
Le riflessioni di Leopardi nel “Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere”, e quelle di Neruda nella poesia “Il primo giorno dell’anno”. I riti del capodanno di Roma antica nei versi di Ovidio. La funzione apotropaica dei fuochi di artificio: il racconto di Mastriani. L’immagine di corredo è quella di un quadro di Vincenzo Migliaro, “Il mercato del pesce a Porta Capuana”.
Nel famoso dialogo leopardiano dice il “passeggere” al “venditore di almanacchi”“…se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura.” .Leopardi fu certo di aver convinto il “venditore di almanacchi”: è una pietosa illusione credere che il domani sarà migliore di oggi e di ieri. Ma forse la sua certezza non fu assoluta: forse anche nel suo pessimismo restò aperto un varco per la speranza che il fluire monotono della nostra vita potesse, all’improvviso, cambiare direzione, e uscire dall’alveo del dolore e della disperazione. Anche Neruda fu ispirato dal “mito” del “primo giorno dell’anno”: “lo distinguiamo dagli altri/ come se fosse / un cavallino diverso da tutti i cavalli.. lo andiamo a ricevere / come se fosse / un esploratore che scende da una stella”. E gli uomini, che amano miti e teatro, si preparano a vivere questo giorno “in altro modo”, sebbene sia un giorno del tutto uguale agli altri giorni , “come i pani /a ogni altro pane”: insomma, anche per Neruda il primo giorno dell’anno è “una piccola porta della speranza”. Questa piccola porta l’hanno aperta, in piena concordia, l’astronomia, le civiltà, le religioni. Quando incominciarono a considerare il primo giorno di gennaio – il mese dedicato a Giano bifronte – come primo giorno dell’anno civile, i Romani presero l’abitudine di scambiarsi doni e di augurarsi “buon anno”. E Ovidio li esortava a fare attenzione alle parole, in quel giorno fortunato: “in un giorno felice si devono pronunciare solo parole felici. Non vedi come l’aria riluce di fiamme profumate, e come lo zafferano, il fiore della Cilicia crepita nei bracieri accesi?” ( Fasti, I, vv.73-78). E il poeta spiega anche perché, in quel giorno felice, i Romani si scambiavano doni particolari, “i datteri, i fichi secchi, il candido miele racchiuso nei vasi di colore bianco”: “il motivo è augurale, perché tutte le cose abbiano questo sapore e l’anno completi dolcemente il corso appena iniziato.”. E quando i Romani incominciarono a gustare la dolcezza del guadagno, venne apprezzato anche il dono di una moneta. Poi venne il tempo dei fuochi di artificio, che proprio nella settimana tra il Natale e il Capodanno avevano la funzione di tener lontano dall’anno nuovo che arrivava i neri fantasmi dell’anno che si avviava alla fine. Questi fuochi “apotropaici” divennero essenziali nelle celebrazioni napoletane: “ quasi ad ogni canton di strada – scrisse Francesco Mastriani – vedesi un arsenale di tronaro: tutti i trovati dei moderni artiglieri non reggono al paragone delle botte inventate per festeggiare il Natale: ce n’è di ogni dimensione, di ogni nome, di ogni forza, di ogni rumore e di ogni colore. Fulmini innocenti, nunzi di pace e non di guerra, il folgore e il tuono primeggiano tra i colpi.” E appena le “tenebre cadono sui capitoni e sulle anguille, incomincia un fuoco vivissimo da tutte le parti. Ben diceva un bello spirito napoletano che non si consumò tanta polvere a Waterloo, quanta se ne consuma a Napoli per questa occasione”. Un tempo, anche nel Vesuviano c’era l’abitudine di sparare, la notte di Capodanno, colpi di fucile in aria, come se si volesse intimare all’anno che finiva di finire per sempre: e si lanciavano in strada piatti e bicchieri , perché , scriveva Elias Canetti, “il rumore della distruzione, il frangersi del vasellame, il fracasso dei vetri contribuiscono considerevolmente ad aumentare il piacere. Sono i forti suoni di vita di una creatura nuova, le grida di un neonato. La facilità con cui si suscitano li rende ancora più graditi: il fracasso è l’applauso delle cose.”. Di tutto questo oggi resta ben poco: oggi occupa tutti gli spazi l’amaro sospetto che l’anno che va via non porterà con sé la pandemia, e le sofferenze, e tutto il repertorio delle miserie umane che essa, implacabile, ha seminato e ha alimentato.
Ottaviano, sindaco chiude scuole e scrive a Draghi: “Tamponi gratis per studenti”
Ottaviano, il sindaco dispone lo screening della popolazione scolastica e scrive al premier: “Tamponi molecolari gratis”
Per consentire una adeguata prevenzione del contagio da covid – 19 ed un ripresa delle attività didattiche in presenza in sicurezza, con l’ordinanza numero 86 del 2021 il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, ha disposto uno screening della popolazione scolastica, con tamponi antigenici salivari che saranno forniti dal Comune agli istituti pubblici e paritari del territorio. Per consentire lo svolgimento delle operazioni di screening, le lezioni in presenza riprenderanno il 17 gennaio 2022 per tutte le scuole pubbliche e paritarie di ogni ordine e grado. Dal 10 al 17, invece, le lezioni si terranno in modalità dad. Il 10 gennaio 2022, invece, riprenderanno le lezioni per tutte le scuole private, che dal giorno 3 dovranno provvedere allo screening.
Il sindaco di Ottaviano ha anche scritto al ministro della Salute, Roberto Speranza e al premier Mario Draghi per chiedere loro di intervenire per ridurre il prezzo dei tamponi molecolari e renderli gratis per chi ha reddito basso, con l’esenzione da ticket proprio come avviene con i medicinali; ha chiesto, inoltre, di ridurre il pezzo delle mascherina ffp2, diventate obbligatorie per viaggiare sui mezzi pubblici, oltre che per andare a teatro, cinema, eccetera e non far pagare i tamponi a chi ha già tre dosi di vaccino ma si vede costretto a fare il test.
“Con tutto il rispetto per la salute, sempre prioritaria, questa variante sta facendo male anche al portafoglio. Io sono un sindaco di strada, sto in mezzo alla gente e so quanto può essere difficile sborsare soldi ogni due giorni per un tampone. Spero di essere ascoltato da chi ci governa”, spiega Luca Capasso.
Nola, buoni spesa: allargata la platea dei beneficiari agli 813 nuclei familiari esclusi
Riceviamo e pubblichiamo dal comune di Nola
Si allarga la platea degli aventi diritto al beneficio erogato dall’amministrazione comunale verso i nuclei familiari in difficoltà.
Il comune, infatti, su proposta dell’assessore alle politiche sociali Annunziata Muto, ha esteso il contributo alle 813 famiglie inizialmente escluse per esaurimento dei fondi.
Rimodulate in questa fase le misure e gli importi, con la ridistribuzione dei fondi previsti per il “Patto per la casa”, la mensa scolastica ed il contributo fitti (che saranno distributi a breve attraverso un nuovo bando).
In questo modo si è potuto procedere ad allargare la platea secondo la seguente tabella:
Nucleo di una persona: 100 euro
Nucleo di 2-3 persone: 150 euro
Nucleo di 4-5 persone: 200 euro
Nucleo di 6 e oltre persone: 250 euro
“Un modo per consentire a tutti di trascorrere questi giorni in serenità – spiega l’assessore Muto – con questa rimodulazione nessuno sarà lasciato indietro. Un’azione resa possibile grazie alla sinergia istituzionale con gli uffici comunali, con l’assessore al bilancio Elvira Caccavale e con il sindaco Gaetano Minieri”.
“Lavoriamo per tutelare le fasce deboli mettendo in campo tutti gli strumenti per i diritti dei cittadini, soprattutto se in difficoltà – aggiunge il sindaco Gaetano Minieri – per il prossimo anno sono previste nuove misure, nell’ottica dell’ottimizzazione delle risorse a disposizione. Buon 2022”.
Sant’Anastasia, eventi sì ma in sicurezza: misure straordinarie per il concerto di Capodanno
SANT’ANASTASIA – A Sant’Anastasia eventi in sicurezza Misure straordinarie per il concerto di Capodanno, a Sant’Anastasia si anticipano, per accedere allo spettacolo che si terrà al cineteatro Metropolitan di via D’Auria, le precauzioni volute dal Governo che andranno in vigore solo il 10 gennaio.
«Dobbiamo essere responsabili, non ipocriti – dice il sindaco Carmine Esposito – rispettiamo il lavoro degli artisti e di coloro che hanno lavorato per preparare gli eventi, quanto rispettiamo il lavoro di ristoratori, supermercati, negozi. Chi vorrà intervenire al Concerto di sabato 1 gennaio 2022 dovrà aver fatto il tampone entro le 48 ore precedenti ed aver ricevuto la terza dose di vaccino, oltre ad indossare per tutta la durata dell’evento una mascherina FFP2. Si chiama “Christmas time” la nuova rassegna di musica e spettacoli promossa dal Comune di Sant’Anastasia con il contributo della Città Metropolitana di Napoli.
Una prima edizione – alla quale hanno lavorato gli assessori Veria Giordano (Cultura) e Cettina Giliberti (Eventi e Spettacolo) all’insegna delle più tipiche tradizioni legate a questi particolari giorni di festa. Si parte, infatti, alle 20 del 1 gennaio 2022 al il Cinema Teatro Metropolitan con il concerto di Capodanno del tenore Raffaele Abete, accompagnato al pianoforte da Riccardo Serenelli, dal soprano Raffaella Di Caprio, dal baritono Francesco Auriemma e con la presenza – come special guest – del maestro Luca Violini. La serata rappresenta un omaggio a Caruso e ai tenori del XX secolo. Domenica 2 gennaio, invece, appuntamento con Christmas in gospel, alle 20:30, nella suggestiva cornice della chiesa di Santa Maria La Nova. La chiusura della rassegna è affidata all’evento dal titolo Christmas circus artist and dreams rivolto ai più piccoli e alle famiglie. L’evento si svolgerà di mattina il giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, dalle ore 10 alle 13 lungo le vie cittadine. Uno spettacolo di artisti di strada colorerà la piazza cittadina con le dovute precauzioni e distanziamento. L’ingresso agli eventi è gratuito con green pass obbligatorio e mascherina ffp2, fino ad esaurimento dei posti disponibili.
• Solo per il concerto di Capodanno è richiesto il Green Pass rafforzato (tre dosi di vaccino), un tampone con referto negativo eseguito nelle 48 ore precedenti e la mascherina FFP2. La rassegna è realizzata con il contributo della Città Metropolitana di Napoli – ed è una iniziativa contro il “sistema della camorra”.
Distretti del commercio: pubblicato il bando. L’assessore Marchiello: “L’unione fa la forza”
Cinque milioni per il momento a disposizione dei comuni. Il responsabile della giunta De Luca: “Ora gli enti locali e le associazioni facciano la loro parte”
Distretti del commercio: è stato pubblicato il bando regionale, l’altro ieri. Il bando è destinato a tutti i comuni campani. Si tratta di un’iniziativa di non poco conto, di quelle che tendono a metterci al passo delle regioni del Nord, o almeno sulla loro scia. Con questo bando la Regione Campania ha indirettamente risposto all’appello lanciato con un’assemblea pubblica tenuta a Pomigliano, il 2 dicembre scorso. Un evento promosso dalla vicepresidente del consiglio regionale, nonché pomiglianese doc, Valeria Ciarambino, nel corso del quale tecnici provenienti dalla Lombardia hanno spiegato il successo ormai decennale dei distretti commerciali nella loro regione. Una ricetta semplice quanto ambiziosa: meno tasse ai commercianti, riqualificazione urbana e rilancio basato su formazione professionale, cultura, turismo e itinerari enogastronomici. Il tutto grazie a un fondo messo a disposizione dalla Regione Campania. Ci sono 5 milioni a disposizione. Ma il fondo potrà essere potenziato. Nel frattempo, ora che è stato pubblicato il bando, Il Comune di Pomigliano è pronto a raccogliere questa sfida. Con l’avviso appena pubblicato sul bollettino regionale si chiede ai comuni di costituire un organismo, il distretto del commercio appunto, che comprenda l’ente locale e le associazioni dei commercianti. La costituzione di questo organismo dovrà essere contenuta nella domanda da inviare alla Regione Campania. Regione che infine avrà il compito di approvare o meno l’iniziativa dei vari comuni e di stilare la graduatoria per la ripartizione dei fondi. “Stiamo attuando una serie di misure sulla base del testo unico regionale per il commercio – commenta l’assessore regionale alle attività produttive, Antonio Marchiello – ritengo che ci siano le condizioni per metterci in riga, sia attraverso il bando sui distretti del commercio che attraverso quello, anch’esso pubblicato di recente, per il sostegno alle piccole imprese. Il motto deve essere “l’unione fa la forza”. Ora infatti la parola passa ai comuni e alle associazioni territoriali di categoria e alla loro capacità di dare forma e contenuto ai distretti. Intanto – suggerisce l’assessore – abbiamo istituito uno sportello presso “Sviluppo Campania” con cui potremo fornire tutti i chiarimenti necessari”. I distretti del commercio sono di due tipi: il “DUC”, Distretto Urbano del Commercio, costituito su una porzione del territorio comunale o sull’intero territorio comunale, e il “DDC”, il Distretto Diffuso del Commercio, formato da più comuni o porzioni di essi. Ogni distretto, Urbano o Diffuso, deve avere una rilevanza demografica non inferiore a 15mila abitanti. Adesso però tocca ai sindaci, che dovranno costituire i distretti insieme con i rappresentanti delle associazioni dei commercianti. La graduatoria del bando terrà conto di una lunga serie di requisiti come la riduzione dei canoni per l’occupazione di spazi pubblici e dei tributi sui servizi e sui rifiuti, le politiche di riuso delle unità immobiliari ad uso commerciale anche attraverso modelli contrattuali volti a calmierare i canoni di affitto, la riqualificazione di edifici e spazi destinati al commercio (sistemazione di facciate, insegne, vetrine, realizzazione di aree attrezzate per i mercati), l’arredo, l’illuminazione, il verde pubblico, i servizi di pulizia e sicurezza, le isole pedonali, la mobilità sostenibile, l’abbattimento delle barriere architettoniche, gli accessi facilitati alle aree di vendita, i laboratori di formazione professionale e gli itinerari turistici, culturali ed enogastronomici.
Contagio vola, Nola da zona rossa. Ecco i Comuni più colpiti nel Vesuviano
Secondo il bollettino regionale della Campania, il numero dei positivi continua a crescere: i dati del 28 dicembre parlano di circa 7 mila positivi mentre nella giornata di ieri se ne sono registrati ben 9.802 su circa 111.000 tamponi effettuati che è attualmente il record assoluto di contagi giornalieri mai raggiunto dall’inizio della pandemia.
Ogni giorno sembra ci si avvicini sempre di più alla zona arancione soprattutto visti i numeri crescenti di contagi e la lentezza di questo periodo della campagna vaccinale. Restano sotto controllo al momento i ricoveri in ospedale sia nelle sale intensive che sub intensive ma se si guarda al tasso di incidenza, che ad oggi è di circa 8,5 %, ci si rende conto realmente di quanto la situazione contagi stia sfuggendo di mano e che, dopo il giorno di Natale, si è andato via via sempre peggiorando.
In Provincia ad esempio, ci sono paesi che hanno abbondantemente superato i livelli di guardia come Nola in cui si è intorno a quota 1000 positivi totali, situazione che richiederebbe una zona rossa abbastanza urgente, stessa cosa per Castelvolturno, seguita da Marigliano che conta 957 positivi totali, San Giorgio a Cremano 797, San Giuseppe Vesuviano 780, numeri altissimi per cui andrebbe prontamente trovato un soluzione dai parte dei singoli sindaci perché a quanto pare gli appelli continui sui social media non sono più sufficienti.

