Nola, va dall’ex armato di pistola dopo lite: voleva fargliela pagare

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    Nola: Litiga con il ragazzo e chiama i Carabinieri. Sul sedile una pistola pronta all’uso, 38enne arrestato A Nola i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato per detenzione illegale di armi comuni da sparo e munizioni un 38enne del posto già noto alle forze dell’ordine. Il 112 ha ricevuto la richiesta d’aiuto da parte di una donna. Aveva litigato al telefono con il suo ex compagno. L’uomo le aveva giurato che gliel’avrebbe fatta pagare e che sarebbe andato da lei. Tempestivo e forse provvidenziale l’intervento della gazzella dell’Arma. Quando i Carabinieri sono intervenuti a via monti hanno trovato i 2 che litigavano e gli animi erano agitati. Il 38enne è stato immediatamente perquisito. Nella sua utilitaria una pistola marca beretta calibro 22. L’arma – con 8 cartucce nel caricatore – era sul sedile lato passeggero a portata di mano. L’uomo è stato arrestato ed ora è in attesa di giudizio. La Beretta è stata sequestrata, sarà sottoposta ad accertamenti per verificarne la provenienza ed il suo eventuale utilizzo in fatti di sangue o altro reati.

Carabinieri contro l’abusivismo: blitz da parrucchiere, alimentari e panettiere

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    TORRE ANNUNZIATA: Carabinieri e contrasto ai simboli della prepotenza. Catene, sedie e pali abusivi rimossi dalla strada. Sanzioni e denunce nel rione Provolera Catene, pali metallici e sedie per affermare un diritto prepotente, abusivo. Una sedia per parcheggiare liberamente, una catena per delimitare il perimetro arbitrariamente acquisito dal marciapiede. Per stendere il bucato, per custodirci le biciclette dei bambini o solo per avere più spazio davanti casa. I carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, insieme ad agenti della polizia locale oplontina, hanno scovato molti di questi puntelli e li hanno rimossi, con la morte di Maurizio Cerrato ancora impressa nella memoria. 5 le sanzioni applicate ad altrettante persone. Anche per il “titolare” di un alimentari che, in Largo Genzano, aveva trasformato un prefabbricato in legno nel suo negozio abusivo.. Il rione Provolera è stato presidiato da decine di pattuglie, da militari del Reggimento Campania, del NIL e del NAS. Un 62enne, titolare di un panificio è stato denunciato per le numerose carenze igienico sanitarie riscontrate nell’attività. Dovrà rispondere anche dell’istallazione di un sistema di videosorveglianza grazie al quale monitorava i propri dipendenti. Per un coiffeur è scattata invece la chiusura. A sfoltire i capelli dei clienti presenti, due lavoratori “in nero”, privi di contratto. Al proprietario del salone oltre 9mila euro di multe. Centinaia le persone identificate, 34 i veicoli ispezionati e 31 quelli sanzionati per violazioni al codice della strada.  Un 19enne è stato denunciato perché sorpreso alla guida di una moto da corsa senza che avesse mai conseguito la patente. I controlli non si fermeranno e continueranno anche nei prossimi giorni

Il temperamento dei Napoletani e quello dei Vesuviani…

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Gli intellettuali Napoletani del Settecento e del primo Ottocento pensavano che non ci fosse differenza alcuna tra il carattere dei Napoletani e quello dei Vesuviani. Furono i viaggiatori stranieri i primi a notare che c’era una sostanziale differenza di temperamento anche tra i Vesuviani della costa e quelli dell’interno. E vedremo, in un altro articolo,  che i pittori confermarono questa idea. La “metafisica del silenzio” nella cultura dei Vesuviani dell’interno. L’immagine di corredo è quella di un quadro di Oswald Achenbach “Una strada di Pompei”.   “Li Napoletani sono di un temperamento acceso, a cagione del gran solfo che hanno nel sangue, loro comunicato dalle minerali che sono in quest’aria, e del clima; e questo fa sì che siano di mente svegliata, e pronta a voltarsi a tutte le cose, , e perciò atta a vestire in un momento  tutte le passioni, ma non tanto stabili e fermi nel ritenerle, a cagione che, ancorché siano malinconici di temperamento, sono accensibili ed impetuosi. La grande vivacità di pensiero fa ancora che siano alla malizia abilissimi”:  così scrisse, tra il 1709 e il 1710, Mattia Doria. Alla fine del ‘700 Iannucci e Galanti fecero proprie le idee di Mattia  Doria sul carattere dei Napoletani e a metà dell’’800 Salvatore De Renzi ritenne di poter confermare, alla luce della scienza medica, che nella natura e nel carattere i Vesuviani erano Napoletani, insomma che non esisteva uno specifico carattere vesuviano. Ma forse tutti peccarono, un poco, di superficialità, per difetto di metodo. Se avessero lavorato sul campo, se non si fossero lasciati ingannare dalla sirena della centralità di Napoli, e, forse inconsapevolmente, dai pregiudizi sui “ cafoni ”, avrebbero visto che il Vesuvio costruiva una specifica identità vesuviana forgiandola con la forza del fabbro che lavora di maglio, e con la paziente finezza dell’ orafo che cesella ricami . Anzi, se avessero approfondito la questione, avrebbero scoperto che dall’officina del vulcano venivano fuori due identità vesuviane: quella dei Vesuviani della costa, quella dei Vesuviani dell’interno.  Per capirlo bastava leggere le memorie dei viaggiatori, le relazioni degli Intendenti e dei Prefetti, le statistiche che hanno misurato, dall’eruzione del 1821-22 in poi, i modi e le misure del vivere e del morire. E’ diversa perfino la lingua con cui i due popoli vesuviani parlano con i santi e con le Madonne. E’ anche una questione di prospettive: quelli della costa il Vesuvio ce l’hanno di fronte, tutto intero, incombente nella sua nudità minacciosa, e sono abituati a confrontarsi, ogni giorno, con le sue forme e con i suoi colori. Non ne hanno paura, infine, anche perché oppongono all’idea del fuoco l’immagine del mare, vitale: il mare dei pescatori, dei corallari, dei  velieri e dei vapori che sbarcavano grano e imbarcavano pasta. E poi la prima ferrovia,  Quisisana, Sorrento, i cortei di turisti incantati, le ville del Miglio d’Oro, i pittori. Il Vesuvio delle escursioni è quello che si affaccia sul mare. Giustino Fortunato vi sale, in una passeggiata notturna, dopo l’eruzione del 1872. Parte da Resina, segue il sentiero tra    “ vigneti e boschetti d’aranci ”: “ sentivamo la frescura  e il profumo dello zeffiro che alitava per quei dintorni ”.  Dalla cima contempla il golfo di Napoli, la marina di Portici e di Torre del Greco, poi, al sorgere del sole, guarda ad oriente: “ il cielo era ancora di un azzurro grigio, ma dietro la catena di Monteforte cominciava a sfumarsi in rosso carico: poche nubi, a lunghe falde, si stendevano al di sopra di questa luce misteriosa. Il vallone circolare, che divide il cono dai picchi del monte Somma, durava sempre nell’oscurità; la nebbia del mattino pendeva fitta e uguale sulla valle di Nola “.  Somma,  Sant’ Anastasia, Ottajano, Boscotrecase non esistono, l’oscurità li sommerge. Era il luogo del silenzio.  Di questa metafisica del silenzio nelle terre vesuviane al di qua  hanno parlato i visitatori “ eccentrici ” con una attenzione e una sorpresa che trovano la loro giustificazione nel confronto con i rumori continui e assordanti della città più chiassosa d’ Europa. Il silenzio del Vesuvio  diventa un simbolo: di molte cose: prima di tutto, di riflessione sugli “ strepiti “ delle eruzioni – lo “ strepitoso ” monte – , e di attesa: è un silenzio ambiguo come una delle molte maschere di Dioniso. E’ l’ambiguità del fuoco, descritta da Piero Camporesi: Elemento anfibio e ambivalente, nel sec.XVII poteva identificarsi con lo Spirito Santo, con l’ardore della santità, col lume della scienza e il fervore dello spirito, ma anche con la lussuria, la concupiscenza, la vendetta, l’inganno dell’ Anticristo, la pena eterna, il fuoco del giudizio.  L’ambiguità del Vesuvio è nell’ immaginario dei  “ viaggiatori “ che hanno visitato anche il Vesuviano interno: Macrino, De Salis Marschlins, Lear, Mayer, Tarchetti, Gregorovius, Sarmiento, Chalon, Pellet,  Benjamin, Soldati. La intuì, a metà dell’ Ottocento, anche Scipione Volpicella,  ma nessuno ne esprime il senso meglio di Nicola Covelli, che, conclusa l’eruzione del ’21, scrisse:  Quando il Vesuvio si giace in quel corpo silenzioso e par che in esso tutto sia morte, evvi una vita arcana che, mistero della natura, si nasconde all’ occhio profano del volgo. Il naturalista, il filosofo ministro o interprete di questo mistero, vi vede mille e mille chimiche forze, le quali sono in perpetua attività, ed ora concordi, ora nemiche, compongono, creano, distruggono e danno nascimento a mille opere meravigliose, le quali sotto un velo sacro si ricoprono, aspettando che mano animosa e perita giunga ad alzarlo, e mostri che meraviglioso e quasi incredibile spettacolo vi ha, dove i profani non veggono che pietre fumiganti e sterili sabbie. “  Ma tutti dipendevano da Chateaubriand : “ritrovo qui quell’assoluto silenzio che ho osservato altre volte a mezzogiorno, nelle foreste dell’ America, quando, rattenendo il respiro, non udivo che le pulsazioni delle arterie nelle mie tempie e quelle, più forti, del mio cuore.”.

A breve una splendida e imperdibile raccolta di Franco Battiato 

Il 4 febbraio esce “Correnti gravitazionali”, trenta canzoni distribuite in un arco di tempo che va da “L’era del cinghiale bianco” del 1979, fino a “Torneremo ancora” del 2019, ultimo brano pubblicato da Franco Battiato.    Ecco la tracklist: CD UNO:
  1. Summer on a solitary beach
  2. Bandiera bianca
  3. L’era del cinghiale bianco
  4. Up patriots to arms
  5. La stagione dell’amore
  6. Centro di gravità permanente
  7. Cuccurucucù
  8. Gli uccelli
  9. Voglio vederti danzare
  10. La cura
  11. Tutto l’universo obbedisce all’amore con Carmen Consoli
  12. I treni di Tozeur con Alice
  13. Prospettiva Nevski
  14. Alexander Platz
  15. Chan-son egocentrique con Alice
CD DUE:
  1. L’animale
  2. Stranizza d’amuri
  3. Povera patria
  4. Ruby Tuesday
  5. E ti vengo a cercare
  6. No time no space
  7. Sentimiento nuevo
  8. Shock in my Town
  9. La canzone dell’amore perduto
  10. Te lo leggo negli occhi
  11. La canzone dei vecchi amanti
  12. Inneres Auge
  13. Di passaggio
  14. Strani giorni
  15. Torneremo ancora

Nipote della capoclan accoltella rivale in amore: l’ha trovato con la compagna

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  TORRE DEL GRECO – Si reca a casa del rivale in amore e nel corso di una lite viene accoltellato cinque volte: ferito gravemente, aggressore arrestato. Il fatto è avvenuto a Torre del Greco dove la scorsa notte i carabinieri della locale compagnia hanno infatti sottoposto a fermo di polizia giudiziaria Gennaro Buonocore, 30 anni di Secondigliano, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è infatti figlio di Concetta Licciardi, sorella di Maria Licciardi, ritenuta dalla Dda a capo dell’omonimo clan fondato dal fratello Gennaro, detto “a’ scigna” (la scimmia, ndr) e anche elemento di vertice del cartello criminale denominato “Alleanza di Secondigliano”. Maria Licciardi è stata arrestata la scorsa estate dai carabinieri del Ros nell’aeroporto romano di Ciampino, mentre era in attesa di prendere un volo diretto in Spagna. Buonocore è accusato di tentato omicidio nei confronti di un trentaquattrenne del Parco Verde di Caivano, anche lui già noto alle forze dell’ordine. I militari sono intervenuti in un appartamento di secondo vico San Vito per una lite: lì hanno appurato che poco prima, per cause riconducibili a questioni sentimentali, il 34enne si era presentato nell’abitazione dove Buonocore era con la sua compagna. E’ nata una lite durante la quale il trentaquattrenne di Caivano è stato colpito alla schiena con cinque fendenti. Le indagini hanno consentito ai carabinieri di accertare quanto accaduto e di individuare il nipote di Maria Licciardi. Il ferito è ricoverato, non in pericolo di vita, nel pronto soccorso dell’ospedale Maresca. Il fermato è invece in attesa di giudizio nel carcere napoletano di Poggioreale.

Somma Vesuviana, c’è il nuovo assessore.  Di Sarno toglie le politiche sociali al suo vice

Un nuovo assessore, geometra, già componente di commissioni comunali (nominato nel 2019 nella commissione per il rilascio delle autorizzazioni sismiche) è il nuovo delegato a Lavori Pubblici, Scuola e Pubblica Istruzione, Rapporti con l’Asl e Sanità.  Le deleghe, dunque, che appartenevano al socialista Ciro Cimmino, dimesso quando il suo partito è passato all’opposizione. Il geometra nuovo responsabile dell’istruzione e della salute pubblica a Somma Vesuviana è del movimento civico “Rinascita Sommese”, come il consigliere Vincenzo De Nicola. Un risultato importante, dunque, per il movimento civico, come ancor più rilevante è lo «scippo» delle politiche sociali al vicesindaco Sergio D’Avino. Il sindaco Di Sarno ha avocato a sé la delega, attribuendo invece al vicesindaco la delega al personale che è stata finora dell’assessore Francesco Giordano. Non si può non pensare a tutti gli eventi accaduti negli ultimi mesi e che riguardavano sia l’ambito del sociale, sia il personale, con una serie di delibere approvate ed annullate. Avranno avuto un peso questi episodi? Sarà, ma le scelte compiute oggi da Di Sarno avranno sicuramente un peso specifico per eventuali accordi in vista del voto di primavera.    

Job Road Academy lancia petizione per combattere la povertà educativa

  Nel 2020, oltre il 13% dei minori è finito in povertà assoluta e di conseguenza in povertà educativa. I comuni della provincia di Napoli sono al vertice dei questa classifica della vergogna. Per questo, l’ente Job Road Academy è in prima fila per contrastare il fenomeno attraverso azioni concrete. Infatti, ha deciso di lanciare una petizione con il chiaro intento di: costruire un comitato nazionale di lotta alla povertà educativa, con enti del Terzo settore presenti sul territorio.   Gli effetti della pandemia da Covid-19 hanno messo a dura prova bambini e ragazzi che vivono in famiglie in condizioni non favorevoli. È risaputo, la DAD se da un lato è stata fonte di salvezza dall’altro, è stata una rovina in quanto ha generato un allargamento delle distanze e un livello di esclusione sociale e di povertà. Perdita di motivazione e competenze, abbandono scolastico, disuguaglianze, aumentano a dismisura colpendo la parte più fragile della popolazione. Insomma, se già prima dell’emergenza pandemica molti giovani venivano abbandonati a sé stessi a causa della povertà economica ed educativa, oggi queste difficoltà si sono acuite. Nel 2020, oltre il 13% dei minori è finito in povertà assoluta e di conseguenza (con tutta probabilità) in povertà educativa. Una delle regioni che maggiormente ne paga le conseguenze, è la Campania. Il dato emerge da uno studio condotto dalla Job Road Academy sui dati della Fondazione Openpolis. I comuni della provincia di Napoli sono al vertice di questa classifica della vergogna. Nel complesso sono circa 90.000 i bambini in potenziale povertà educativa in Campania (Leggi approfondimento). Questa mappa interattiva ha incentivato la Job Road Academy a mettere l’acceleratore alla campagna TESC – Tutt’ Egual Song’ ‘e Criature: prima con la donazione di kit a scuola (a studenti in povertà educativa) e poi con il bando di 60 posti gratuiti per bambini. Next Generation EU (fondo per la ripresa al fine di sostenere gli Stati membri dell’Unione Europea colpiti dalla pandemia) è una vera opportunità di rinascita e l’Italia non può perdere questa occasione. Come possiamo evitare di sprecare questa opportunità? L’idea parte dalla rete solidale capitanata dalla Job Road Academy, che ha deciso di lanciare una petizione con il chiaro intento di: costruire un comitato nazionale di lotta alla povertà educativa, con enti del Terzo settore (esperti della materia) presenti nei TERRITORI. La cooperazione è l’unica possibilità che abbiamo per essere cittadini responsabili. Pertanto, è opportuno interloquire con gli enti presenti sul territorio e costruire una rete capillare ed efficace per combattere la povertà educativa. Le ragioni sono serie e complesse:
  • Assenza di un registro sul tema;
  • Assenza di aderenza territoriale degli enti che spesso si trovano a gestire tali fondi;
  • Assenza di strutture distribuite (in maniera omogenea) sul territorio nazionale per fungere da centri aggregativi e di recupero;
  • Spreco di risorse economiche e sociali;
Queste sono solo alcune delle ragioni che hanno spinto la JR  Academy a promuovere questa importante raccolta firme. L’urlo dei bambini campani non può essere ignorato! Riappropriamoci del futuro!  

Mazzette per far risultare vaccinati i parenti del boss diretti a Dubai, due fermati

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    NAPOLI – Nel pomeriggio di ieri la Squadra Mobile della Questura di Napoli ha dato esecuzione in Fiumicino al fermo di indiziato di delitto emesso DAL Pubblico Ministero nei confronti di Esposito Luca e Bosti Maria, rispettivamente genero e figlia di Patrizio Bosti, capo della organizzazione criminale nota come Alleanza di Secondigliano. I due sono gravemente indiziati del delitto di corruzione di incaricati di pubblico servizio aggravato dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il sodalizio di appartenenza, risultando essi essersi procurati – previo pagamento di denaro in favore di medici compiacenti – false certificazioni di avvenuta vaccinazione SARS-Cov-2 nonché false certificazioni di test molecolare con esito negativo Covid 19 da utilizzare per potersi imbarcare su un volo diretto a Dubai (EAU). Naturalmente, alla esecuzione del decreto di fermo segue il giudizio di convalida previsto dalla legge.  

Leonardo di Pomigliano, svolta per una divisione: c’è l’accordo

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  POMIGLIANO D’ARCO – “E’ positivo l’accordo quadro per rilancio della Divisione Aerostrutture di Leonardo One Company, firmato da azienda e sindacati. Si tratta di un’operazione che potrà sostenere un settore e i lavoratori di un comparto pesantemente colpito dalla pandemia”. Lo afferma in una nota Gianfranco Di Sarno, portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera e membro della Commissione Difesa. “L’accordo -prosegue – dettagliata il percorso che l’azienda ha dichiarato di voler metter in atto nei prossimi anni assieme agli investimenti futuri. Le iniziative previste sono basi importanti per il programma Atr di Pomigliano. Allo stesso tempo è stata definita la gestione della cassa integrazione ordinaria, l’ammortizzatore sociale che l’azienda aveva richiesto per tutti gli stabilimenti del Mezzogiorno.” “L’intesa è un passo concreto per salvaguardare la filiera produttiva delle regioni del Sud Italia in un settore che sarà fondamentale per far proseguire la ripresa del Paese e per compiere importanti passi avanti in un comparto ad alto contenuto tecnologico” conclude.

Pomigliano, casi calano e sindaco ritira la Dad: “Si torna in classe già domani”

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  POMIGLIANO D’ARCO  L’amministrazione comunale di Pomigliano d’Arco (Napoli), il cui sindaco Gianluca Del Mastro aveva firmato un’ordinanza per la sospensione in presenza dell’attività scolastica fino al 22 gennaio per tutte le scuole di ogni ordine e grado, revoca il provvedimento ed anticipa il rientro in classe a domani. La decisione è stata presa dopo aver registrato un miglioramento dei casi di positività e l’aumento delle vaccinazioni nella fascia 5-18 anni. L’ordinanza del 7 gennaio, che decretava la sospensione delle attività in presenza fino al 22 gennaio, era stata emessa alla luce dei “dati preoccupanti sulla pandemia e dalla situazione di oggettivo allarme”, dopo che sul territorio c’era stato un aumento esponenziale di casi in pochi giorni, ed attenendosi alle indicazioni fornite dall’asl, unico organo preposto a valutare i dati dei contagi, ma anche a causa delle preoccupazioni espresse dai dirigenti scolastici sin dalla vigilia della riapertura delle scuole dopo le festività natalizie. Scuole che in questo modo hanno avuto più tempo per potersi allineare al nuovo protocollo del Governo. Il piccolo miglioramento nell’incidenza esponenziale dei casi nella fascia d’età scolastica degli ultimi giorni, grazie anche alle azioni messe in campo dall’amministrazione comunale, che ha chiuso parchi e giardini pubblici fino al 23 gennaio, ora dà la possibilità di poter far tornare gli studenti in presenza, mantenendo sempre la massima cautela. “Ma ovviamente – fanno sapere gli amministratori comunali – si rimarrà vigili sui dati della situazione pandemica e continuiamo a raccomandare massima prudenza a studenti a famiglie perché la situazione è ancora preoccupante”.