Mazzette per riavere patenti sospese, 20 indagati: coinvolti agenti e funzionari
Il Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria del Comando Provinciale di Napoli, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Sezione Seconda della Procura della Repubblica di Napoli, ha dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari nei confronti di 20 persone, di cui 9 sottoposte alla misura degli arresti domiciliari, 5 alla misura dell’obbligo di dimora e 6 alla sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio.
L’indagine è relativa ad ipotesi di associazione per delinquere, corruzione, falso e truffa ai danni dello Stato.
In particolare, nel corso dell’attività investigativa venivano acquisiti gravi indizi in ordine a reiterati episodi di corruzione che sarebbero stati commessi da pubblici funzionari della Prefettura, addetti all’Ufficio Patenti, da un funzionario della Motorizzazione Civile di Napoli oltre che da un appartenente alla Polizia di Stato, cui si sarebbero rivolti intermediari di pratiche auto per rendere inefficaci i verbali relativi all’applicazione delle sanzioni di sospensione o revoca di patenti, redatti dalle varie forze di polizia per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, alcol e altre gravi violazioni al codice della strada.
Oggetto delle richieste illecite dei soggetti privati sarebbero state, di volta in volta, l’indebita restituzione di patenti di guida ritirate e gravate da provvedimento di sospensione o revoca; la falsificazione materiale della patente di guida o di altri provvedimenti autorizzatori; l’illecita richiesta del duplicato di patenti benché le stesse fossero già gravate da provvedimenti ostativi; il rinnovo delle patenti senza lo svolgimento delle previste visite mediche; la restituzione di punti decurtati dalle patenti per infrazioni al codice della strada in assenza dell’effettiva frequenza dei previsti corsi; la predisposizione di falsa documentazione abilitativa alla guida temporanea in presenza di sospensione o revoca; l’occultamento delle pratiche amministrative e dei verbali trasmessi in Prefettura dagli organi accertatori, con lo scopo di evitarne la trattazione, facendo decadere i termini di prescrizione previsti per l’emissione dei decreti sanzionatori.
Tali illeciti, che sarebbero stati realizzati previa remunerazione dei pubblici ufficiali coinvolti, avrebbero pertanto consentito ai soggetti sanzionati di continuare a circolare nonostante le gravi violazioni al codice della strada.
Le attività di riscontro sul territorio per verificare l’utilizzo di falsi permessi di circolazione sono state effettuate dai “Baschi verdi” del Gruppo Pronto Impiego di Napoli, deputati al controllo del territorio, che hanno proceduto al sequestro dei medesimi documenti a conferma delle ipotesi investigative.
Le attività di indagine avrebbero, inoltre, fatto emergere fenomeni di assenteismo da parte di alcuni dipendenti dell’Ufficio Patenti della Prefettura di Napoli attraverso la creazione di un sistema per la copertura delle assenze dal lavoro che prevedeva una sorta di “turno parallelo” per le marcature in entrata e in uscita, con il c.d. badge, di soggetti non presenti al lavoro, al quale avrebbe partecipato, in alcuni casi, anche personale esterno all’Amministrazione.
Somma, donati 500 tamponi antigenici alle scuole
Donati 500 tamponi antigenici ai tre Circoli Didattici e alla Scuola Media San Giovanni Bosco- Summa Villa di Somma Vesuviana. L’iter relativo all’acquisto di tamponi antigenici era stato già avviato nei mesi scorsi, con una delibera risalente al mese di Maggio del 2021 e con determina del 13 Dicembre 2021.
Salvatore Di Sarno (sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano) : “In queste ore ho trasmesso la comunicazione ai dirigenti dei Tre Circoli Didattici e della Scuola Media, contenente il protocollo operativo. Questi tamponi saranno a disposizione dei Dirigenti Scolastici affinché venga avviata la campagna di prevenzione sanitaria, volta a potenziare il tracciamento dei contagi per il contenimento del Covid- 19″.
“La somma per l’acquisto dei tamponi antigenici è stata detratta dal capitolo nel quale confluisce lo stipendio della dott.ssa Guerra Giusiana – Staff Sindaco. Come Amministrazione Comunale non abbiamo ritenuto opportuno uno screening finalizzato al rientro in presenza a scuola, dopo Natale, in quanto il tampone “fotografa” una situazione istantanea. I 500 tamponi, potranno essere utilizzati dalla fascia di età dai 6 ai 13 anni prioritariamente da studenti appartenenti alle fasce meno abbienti. In questo modo i Dirigenti potranno intervenire nell’immediato, evitando così lunghi tempi di attesa e ulteriori spese a carico delle famiglie. Sono ben lieto di questa decisione che va in favore della comunità di Somma Vesuviana. Da sempre abbiamo lavorato per la sicurezza dei bambini e dei ragazzi, affinché il desiderio di una vita scandita principalmente dalla relazione, divenisse realtà”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, Sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano.
A Palma Campania uno stadio da Premier: negozi e ristoranti con vista sul campo
Negozi e ristoranti con vista sul terreno di gioco, a Palma Campania uno stadio all’avanguardia
Con il finanziamento di 5 milioni di euro, ottenuto con i contributi dello Stato ai progetti di Rigenerazione Urbana, lo stadio comunale di Palma Campania e tutta l’area vicina si apprestano ad essere oggetto di un restyling importante, destinato a dare nuovo impulso economico alla città e a migliorare la fruizione degli eventi sportivi da parte dei cittadini. Nello specifico, il finanziamento riguarda la tribuna dal lato di via Querce, che verrà completamente rifatta, con l’aggiunta di una copertura che ripari da pioggia e intemperie. La stessa strada sarà allargata e verrà predisposto uno spazio per negozi lungo tutto il perimetro esterno dello stadio, con un ristorante con vista sul campo da gioco, pensato per le famiglie che vogliono assistere alle partite. Saranno, inoltre, abbattute tutte le barriere dinanzi al terreno di gioco: non ci saranno fossati, né altri ostacoli, sul modello degli stadi inglesi. Quello di Palma Campania diventerà, così, il primo stadio della Campania “all’inglese”. Il finanziamento di 5 milioni, peraltro, si aggiunge a quello ottenuto dal Credito sportivo, di circa un milione di euro, per la realizzazione del terreno da gioco in erba sintetica. “Grazie alla nostra capacità di intercettare fondi, rivoluzioneremo il concetto di stadio e di fruizione dello sport. Stiamo realizzando un impianto sportivo che non ha eguali in tutta la provincia di Napoli, se non della regione: sarà utile e funzionale non solo per le partite di calcio, ma anche per tanti altri eventi sportivi, sociali e culturali”, commenta il sindaco di Palma Campania, Nello Donnarumma.Scandalo vaccini a Napoli: 150 euro per fingere somministrazione, indagati infermiere e operatore
Al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Sezione Seconda della Procura della Repubblica di Napoli, i militari del N.A.S. di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere e del divieto di espatrio, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari nei confronti di due dipendenti dell’ASL Napoli 1 gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, peculato e falso in atto pubblico.
In particolare gli indagati, nelle loro rispettive qualità di infermiere professionale addetto all’effettuazione delle vaccinazioni presso un HUB vaccinale di Napoli e di operatore socio sanitario, avrebbero posto in essere una serie di condotte criminose, consistite, da parte dall’infermiere, nel simulare l’inoculazione del siero vaccinale COVID – 19 nei confronti di oltre trenta persone, reclutate dall’altro indagato, previa consegna di danaro pari ad euro centocinquanta (150,00) per ciascuna della vaccinazioni simulate.
Le dosi di vaccino sarebbero state disperse in un batuffolo di ovatta, utilizzato per simulare l’inoculazione.
In seguito alla presunta falsa attestazione di avvenuta vaccinazione, i pazienti avrebbero ottenuto, pur non avendo titolo, la “certificazione verde anti – SARS – COV-2”.
Le indagini hanno inoltre evidenziato che quattordici soggetti, cui sarebbe stato falsamente inoculato il vaccino, risultano appartenere a categorie di lavoratori per le quali è previsto l’obbligo di vaccinazione al fine di ottenere il rilascio del cd. Green Pass e proseguire nello svolgimento delle rispettive mansioni.
Le persone tratte in arresto sono:
- DI GIROLAMO Giuliano
- CIRILLO Rosario.
Esagera con l’alcol e ci prova con la titolare del locale col marito presente: era ricercato dalla Dda
CASORIA – Molesta una donna e i Carabinieri lo portano in caserma. Dall’analisi delle impronte emergono a suo carico anche misure da eseguire. 35enne finisce in carcere
E’ ubriaco e agitato. Ha 35anni e origini nigeriane.
L’uomo si trova in Via Ventotene, nella frazione Arpino del comune di Casoria, all’esterno di una sala per ricevimenti.
Quando entra trova la titolare e complice l’ebbrezza prova a baciarla. La donna riesce a divincolarsi e grida, chiede aiuto al marito che interviene e ingaggia una colluttazione.
Intanto al 112 è arrivato l’allarme e una pattuglia della stazione locale viene mandata in soccorso della coppia.
Quando il 35enne viene bloccato e foto-segnalato emerge dai terminali una sequela di misure cautelari pendenti, da eseguire a suo carico.
La prima è un divieto di dimora nelle province di Bolzano e Roma emesso dal tribunale di Trento, su richiesta della locale DDA, per associazione a delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti nelle province di Roma, Trento e Bolzano. La misura rientra nell’ambito di un’attività di indagine denominata “Acqua Verde” condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Trento nel periodo compreso tra ottobre 2019 e dicembre 2020.
E ancora un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di Roma, su richesta della locale procura, per le violazioni alla misura dell’obbligo di presentazione alla p.g. a cui era sottoposto. E’ ora in carcere a Poggioreale.
Ex pastificio Russo, tutto da rifare: il Comune di Pomigliano annulla il centro commerciale
Revocati dall’ufficio tecnico comunale tutti i permessi a costruire rilasciati tra il 2019 e il 2020 all’imprenditore della fabbrica alimentare chiusa per fallimento oltre dieci anni fa
“L’autorizzazione del Comune per un centro commerciale al posto dell’ex pastificio Russo ha consentito di far eludere tasse per quasi 800mila euro e di aggirare l’ostacolo dei permessi di competenza della Regione Campania”. Con questi due principali presupposti l’attuale dirigenza dell’ufficio tecnico del Comune di Pomigliano ha annullato tutti i permessi a costruire concessi alla immobiliare Russo Real Estate dalla stessa municipalità, permessi rilasciati dall’ente locale fino a pochi giorni prima delle elezioni amministrative del 2020. Il cantiere del centro commerciale che l’immobiliare vuole realizzare si trova in via nazionale delle Puglie, nell’area della fabbrica alimentare chiusa per sempre a seguito di un fallimento, oltre dieci anni fa. Un cantiere che è stato sequestrato due volte dalla polizia municipale, l’anno scorso. Una prima volta a causa di una contestazione legata a violazioni di natura ambientale. La seconda proprio per gli stessi motivi che hanno spinto la dirigente dell’ufficio tecnico, l’architetto Lucia Casalvieri, ad annullare, il 21 gennaio scorso, le pratiche e i permessi rilasciati dal Comune sotto l’amministrazione retta dall’ex sindaco Raffaele Russo. Entrambi i sequestri erano stati convalidati dal tribunale di Nola. Poi però il tribunale del Riesame ha dissequestrato il cantiere. Ma l’architetto Casalvieri ha lo stesso annullato i permessi a costruire. Dunque, tutto da rifare per la Russo Real Estate. A ogni modo l’azienda può rivolgersi alla magistratura amministrativa nel tentativo di far annullare, a sua volta, il provvedimento appena formato dall’ufficio tecnico del Comune di Pomigliano. Un provvedimento che è stato notificato per conoscenza anche alla progettista del centro commerciale. Secondo quanto emerso dalle carte dell’annullamento dei permessi il pastificio Russo era stato “frazionato” in due unità catastali, ciascuna delle quali è stata definita nel progetto “una media struttura di vendita”. Le due unità catastali hanno quindi ricevuto dal Comune, tra il 2019 e il settembre del 2020, due licenze edilizie distinte. Ma adesso il Comune definisce questo frazionamento catastale “un espediente irregolare che ha avuto come conseguenza l’apertura di un cantiere per la realizzazione non di due medie strutture di vendita ma di un unico, grande, parco commerciale”. “Una trasformazione edilizia dell’area oggetto di intervento – scrive l’architetto Casalvieri – avvenuta in violazione degli standard urbanistici”. Un espediente che ha comportato anche “l’aggravio del carico urbanistico cittadino da parte del parco commerciale”. A proposito di quest’ultimo aspetto della vicenda l’ufficio tecnico fa notare che “il parco commerciale in costruzione”, proprio a causa delle dimensioni che stava per assumere grazie alle autorizzazioni comunai ritenute non a norma di legge, avrebbe dovuto subire “una procedura abilitativa ben più gravosa e complessa, che tra l’altro doveva prevedere l’istituzione di una conferenza dei servizi presso la Regione Campania e non certo la procedura, più semplice, prevista per la realizzazione di strutture commerciali di medie dimensioni”. “Il frazionamento del pastificio – scrivono i tecnici municipali – non è stato autorizzato né poteva essere autorizzato in quanto l’edificio industriale essendo destinato a un’unica attività industriale non poteva essere frazionato in unità autonomamente utilizzabile per uso industriale o altro uso compatibile (commerciale) con la destinazione urbanistica, senza la previsione di opere di ristrutturazione edilizia necessarie al frazionamento stesso”. “Dulcis” in fundo c’è la faccenda delle tasse di costruzione da versare al Comune. “Oltre 800mila euro di oneri – si specifica nella relazione del Comune – non sono stati versati al Comune per questo progetto. Ma bisogna specificare che non sono stati nemmeno chiesti dal Comune al momento del rilascio dei permessi”.
Somma Vesuviana, la straordinaria piazza centrale che merita di tornare a rivivere
La piazza Vittorio Emanuele III, come la vediamo oggi, a forma rettangolare con dimensioni di circa 300 x 40 mt., costituisce per la sua ampiezza e la sua specifica conformazione una delle più estese e singolari piazze del territorio vesuviano.
Nel tempo – afferma l’ing. Romano Vincenzo nei suoi scritti inediti – ha sempre rappresentato il cuore vivo e pulsante del paese. All’attento osservatore si presenta come un maestoso e naturale palcoscenico, che vede unificate due piazze contigue: la piccola Piazza Trivio e quella più grande, rialzata rispetto alla prima, intitolata al re Savoia, raggiungibile tramite un’imponente gradonata di ben nove scaloni, delimitati da due massicci cordoli, su cui si elevano due blocchi di travertino, recanti lo stemma cittadino. Le prime notizie ufficiali di questa località dell’antico quartiere Prigliano risalgono già al 1253: era – come riferisce lo studioso Domenico Russo – lo burgo (borgo) attorno alla parrocchiale chiesa di San Giorgio martire. Somma, infatti, si divideva già dal 1326 in tre grandi quartieri: Casamale, Prigliano e Margherita. I primi nomi (toponimi) accostati alla piazza furono Largo del Duca e Largo Mercato: il primo, in relazione al maestoso palazzo ducale che inglobava gli attuali palazzi Giusso e Torino; il secondo, invece, in riferimento ad un antico mercato settimanale, che a partire dagli inizi del XIX secolo – riferisce il compianto storico Giorgio Cocozza – è stato il custode della memoria collettiva: l’occasione per i cittadini di ritrovarsi non solo per acquistare prodotti e cibo, ma anche per scambiare storie e mantenere vive le tradizioni. A ciò bisogna aggiungere che per secoli la stessa piazza ha pure ospitato l’antica Fiera del Martedi Albis di concessione angioina (1294). Come tutte le piazze, comunque, quella di Somma ha avuto sempre la sua rilevanza economica, sociale, funzionale e rituale.
Non a caso la maggiore festa – quella patronale, dedicata a San Gennaro – ha certamente avuto (ed ha, pandemia permettendo) un ruolo di primo piano. Nel 1857, la sera del 9 giugno, veniva colpito a morte sotto la torre dell’orologio, con premeditazione e agguato, l’avvocato napoletano Camillo Curato, villeggiante e possidente di beni in città. La torre dell’orologio esisteva in piazza, presumibilmente, già dal 1828, come afferma Cocozza. Il torrione ebbe vita breve, in quanto fu abbattuto alla fine dell’Ottocento. Nel 1861, fu cornice di una tragica fucilazione condotta dai piemontesi contro sei presunti briganti locali. Il 14 settembre del 1903 – dopo avere udito il discorso pronunciato dall’assessore Avv. Francesco Auriemma sulle eccelse virtù della dama napoletana Teresa Filangieri Fieschi Ravaschieri (1826 – 1903), la Giunta cittadina intitolò la piazza all’ amata duchessa. La motivazione era legata, soprattutto, ai grandi benefici compiuti dalla nobilissima dama a sollievo dell’umanità sofferente. L’intitolazione sarebbe rimasta invariata fino al 1916. Successivamente, nella seduta del 18 giugno del 1916, il Consiglio comunale propose di intitolare la piazza a Vittorio Emanuele III (1869 – 1943), esempio mirabile di valore e di sacrificio che il nostro beneamato Sovrano andava quotidianamente mostrando sui campi di battaglia. La meritevole proposta fu approvata per acclamazione dal Consiglio comunale.
Nel 1935 in piazza fu inaugurato il monumento dedicato ai Caduti della Grande Guerra, alla presenza di Sua Altezza Reale Umberto II. Il monumento svettava al centro della piazza, testimoniando la grandezza di un popolo e il sacrificio dei suoi figli. Nel 1944, la piazza ospitò pure il campo di calcio della gloriosa Viribus Unitis. Più tardi nel 1958, l’Amministrazione cittadina, per riqualificare l’intera piazza, fece abbattere lo splendido monumento, costruendo uno più piccolo, attualmente ben visibile. Nello stesso anno nasceva pure la Scuola Media San Giovanni Bosco, offrendo così la possibilità ai numerosi studenti di poter frequentare la scuola nel proprio paese. L’ originaria pavimentazione delle due piazze – di cui oggi resta solo quello della piazzetta Trivio – era tradizionalmente lastricata con grossi blocchi rettangolari, costituiti da pietra basaltica vesuviana. Tra le cisterne più antiche, che fornirono l’acqua ai cittadini di Somma, ricordiamo quella, molto grande, inaugurata proprio in questa piazza nel 1865 a circa 10 metri dalla gradonata. Fino all’avvento della fornitura dell’acqua potabile, il cisternone era stato progettato per raccogliere l’acqua piovana dai tetti, per poi essere prelevata ed utilizzata a scopo potabile, nonché per gli usi domestici, dagli abitanti del posto.
Durante la stagione estiva, purtroppo, la città soffriva in parte di mancanza d’acqua e, oltretutto, bisognava appellarsi alla clemenza del re, affinché si potesse attingere acqua dalla sorgente di S. Maria del Pozzo, da cui partiva il tubo che conduceva a Portici. La spesa iniziale prevista fu di 2400 ducati. Venuta meno, nel tempo, la necessità dell’utilizzo, con l’arrivo dell’acqua nelle case, la cisterna fu tombata. Nel 1987, riferisce Romano, durante l’ esecuzione dei lavori di pavimentazione della piazza, emerse a sorpresa la sagoma di una grande volta a copertura di una camera circolare concentrica, che risultò essere l’anteposto di altri due ambienti tra loro non collegati. L’esplorazione stabilì che le strutture in questione erano state tombate per la loro precaria stabilità. Il direttore dei lavori, arch. Luigi Ragone, si trovò sorprendentemente di fronte ad un raro esempio strutturale.
La scoperta destò non poche sorprese e preoccupazioni per la criticità in fatto di stabilità. Il caso fu risolto con una nuova tombatura dell’intera superficie, stavolta, con una piastra in conglomerato di calcestruzzo armato, ritenuta indispensabile per la sicurezza della struttura portante e, poi, coperta da una pavimentazione di mattoni di argilla. Oggi chi passeggia in piazza – continua l’ing. Romano – non ha nessuna cognizione di ciò che giace sottoterra. Sarebbe, però, utile di poter verificare ogni tanto lo stato di sicurezza e, soprattutto, poter ripristinare e valorizzare le particolari strutture architettoniche, predisposte a sostegno della volta, realizzando la vera (ossia una balaustra) protetta da una grata metallica di sicurezza e con l’installazione di un’idonea illuminazione degli ambienti, in modo da poter ammirare la particolare conformazione architettonica degli ambienti sottostanti. A questo punto, per il grande compito svolto dalla cisterna in passato, sarebbe significativo di titolarla piazza della Cisterna. Non scontenta e non favorisce alcuno! Il luogo rimane, comunque, il biglietto di visita della città, il fiore all’occhiello. Nessun paese vesuviano – conclude Romano – può vantarsi di avere oggi una piazza così immensa e particolare. Per questo motivo va sempre valorizzata e tutelata a memoria dei propri avi.
Non a caso la maggiore festa – quella patronale, dedicata a San Gennaro – ha certamente avuto (ed ha, pandemia permettendo) un ruolo di primo piano. Nel 1857, la sera del 9 giugno, veniva colpito a morte sotto la torre dell’orologio, con premeditazione e agguato, l’avvocato napoletano Camillo Curato, villeggiante e possidente di beni in città. La torre dell’orologio esisteva in piazza, presumibilmente, già dal 1828, come afferma Cocozza. Il torrione ebbe vita breve, in quanto fu abbattuto alla fine dell’Ottocento. Nel 1861, fu cornice di una tragica fucilazione condotta dai piemontesi contro sei presunti briganti locali. Il 14 settembre del 1903 – dopo avere udito il discorso pronunciato dall’assessore Avv. Francesco Auriemma sulle eccelse virtù della dama napoletana Teresa Filangieri Fieschi Ravaschieri (1826 – 1903), la Giunta cittadina intitolò la piazza all’ amata duchessa. La motivazione era legata, soprattutto, ai grandi benefici compiuti dalla nobilissima dama a sollievo dell’umanità sofferente. L’intitolazione sarebbe rimasta invariata fino al 1916. Successivamente, nella seduta del 18 giugno del 1916, il Consiglio comunale propose di intitolare la piazza a Vittorio Emanuele III (1869 – 1943), esempio mirabile di valore e di sacrificio che il nostro beneamato Sovrano andava quotidianamente mostrando sui campi di battaglia. La meritevole proposta fu approvata per acclamazione dal Consiglio comunale.
Nel 1935 in piazza fu inaugurato il monumento dedicato ai Caduti della Grande Guerra, alla presenza di Sua Altezza Reale Umberto II. Il monumento svettava al centro della piazza, testimoniando la grandezza di un popolo e il sacrificio dei suoi figli. Nel 1944, la piazza ospitò pure il campo di calcio della gloriosa Viribus Unitis. Più tardi nel 1958, l’Amministrazione cittadina, per riqualificare l’intera piazza, fece abbattere lo splendido monumento, costruendo uno più piccolo, attualmente ben visibile. Nello stesso anno nasceva pure la Scuola Media San Giovanni Bosco, offrendo così la possibilità ai numerosi studenti di poter frequentare la scuola nel proprio paese. L’ originaria pavimentazione delle due piazze – di cui oggi resta solo quello della piazzetta Trivio – era tradizionalmente lastricata con grossi blocchi rettangolari, costituiti da pietra basaltica vesuviana. Tra le cisterne più antiche, che fornirono l’acqua ai cittadini di Somma, ricordiamo quella, molto grande, inaugurata proprio in questa piazza nel 1865 a circa 10 metri dalla gradonata. Fino all’avvento della fornitura dell’acqua potabile, il cisternone era stato progettato per raccogliere l’acqua piovana dai tetti, per poi essere prelevata ed utilizzata a scopo potabile, nonché per gli usi domestici, dagli abitanti del posto.
Durante la stagione estiva, purtroppo, la città soffriva in parte di mancanza d’acqua e, oltretutto, bisognava appellarsi alla clemenza del re, affinché si potesse attingere acqua dalla sorgente di S. Maria del Pozzo, da cui partiva il tubo che conduceva a Portici. La spesa iniziale prevista fu di 2400 ducati. Venuta meno, nel tempo, la necessità dell’utilizzo, con l’arrivo dell’acqua nelle case, la cisterna fu tombata. Nel 1987, riferisce Romano, durante l’ esecuzione dei lavori di pavimentazione della piazza, emerse a sorpresa la sagoma di una grande volta a copertura di una camera circolare concentrica, che risultò essere l’anteposto di altri due ambienti tra loro non collegati. L’esplorazione stabilì che le strutture in questione erano state tombate per la loro precaria stabilità. Il direttore dei lavori, arch. Luigi Ragone, si trovò sorprendentemente di fronte ad un raro esempio strutturale.
La scoperta destò non poche sorprese e preoccupazioni per la criticità in fatto di stabilità. Il caso fu risolto con una nuova tombatura dell’intera superficie, stavolta, con una piastra in conglomerato di calcestruzzo armato, ritenuta indispensabile per la sicurezza della struttura portante e, poi, coperta da una pavimentazione di mattoni di argilla. Oggi chi passeggia in piazza – continua l’ing. Romano – non ha nessuna cognizione di ciò che giace sottoterra. Sarebbe, però, utile di poter verificare ogni tanto lo stato di sicurezza e, soprattutto, poter ripristinare e valorizzare le particolari strutture architettoniche, predisposte a sostegno della volta, realizzando la vera (ossia una balaustra) protetta da una grata metallica di sicurezza e con l’installazione di un’idonea illuminazione degli ambienti, in modo da poter ammirare la particolare conformazione architettonica degli ambienti sottostanti. A questo punto, per il grande compito svolto dalla cisterna in passato, sarebbe significativo di titolarla piazza della Cisterna. Non scontenta e non favorisce alcuno! Il luogo rimane, comunque, il biglietto di visita della città, il fiore all’occhiello. Nessun paese vesuviano – conclude Romano – può vantarsi di avere oggi una piazza così immensa e particolare. Per questo motivo va sempre valorizzata e tutelata a memoria dei propri avi.
Torre, blitz interforze in una scuderia. In città oltre 100 identificati
Alto impatto a Torre Annunziata.
Ieri gli agenti del Commissariato di Torre Annunziata e i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Campania e delle Unità Cinofile antidroga della Guardia di Finanza, hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nella zona denominata “Annunziata” e sul lungomare di Torre Annunziata.
Nel corso dell’attività sono state identificate 101 persone, di cui 15 con precedenti di polizia e controllati 60 veicoli.
Inoltre, gli operatori hanno effettuato un controllo presso una scuderia di cavalli in via Asilo Infantile dove, con il supporto di personale ASL, hanno accertato che uno degli equini era sprovvisto di documenti identificativi e microchip; per tale motivo lo hanno sottoposto a sequestro sanitario concedendo al titolare 15 giorni al fine di regolarizzare la posizione amministrativa dell’animale che gli è stato affidato in custodia.
Infine, i finanzieri hanno sanzionato una persona per detenzione di sostanza stupefacente per uso personale poiché trovata in possesso di un involucro contenente tre grammi circa di hashish.
Belen e il ritorno di fiamma con Stefano: “Scelgo la felicità”
“Scelgo la felicità”, è questo il nuovo motto di Belen Rodriguez per l’inizio del nuovo anno.
Ormai lontana dall’ex compagno Antonio Spinalbese da cui ha avuto la sua secondogenita Luna Marì, la showgirl argentina non rinuncia ad essere felice anche da single. Accompagnata dai due figli ad una cena tra amici, tra cui Santiago avuto dalla storia con Stefano De Martino (originario di Torre Annunziata e protagonista ora dello show di Rai Due “Bar Stella”), Belen si diverte, canta al karaoke e balla con gli amici di una vita iniziando questo 2022 nel migliore dei modi.
Il gossip delle ultime settimane è tutto per lei: gli incontri con De Martino, hanno fatto impazzire il web mentre i fan della coppia sperano ancora in un ritorno di fiamma tra i due. La complicità tra Stefano e Belen è visibile ancora oggi, nonostante i continui periodi di up and down trascorsi dalla fine del matrimonio, tanto da far pensare che ci sia ancora qualcosa tra i due.
Nessuna conferma, o smentita, è ancora arrivata e il silenzio stampa della ex coppia non fa altro che aumentare la speranza di tutti quelli che hanno sognato per mesi di rivederli insieme, di nuovo uniti e felici perché, per stessa ammissione di Belen, non è mai troppo tardi riprendere un sogno.
Foto dal settimanale Oggi
Somma diventa la prima Smart City: stop Co2, 4mila led per illuminarla
Ai piedi del Monte Somma la prima smart city con abbattimento di emissioni di Co2
Salvatore Di Sarno (Sindaco di Somma Vesuviana): “Ultimata una delle più grandi opere pubbliche ai piedi del Monte Somma: un’intera città a Led, dalle periferie al Borgo Antico. Abbiamo installato ben 4000 apparecchi a LED di cui 36 lanterne artistiche. Un modello che ci consente di risparmiare ben 289 tonnellate equivalenti di petrolio, 1548.000 kwh l’anno e oltre 800 tonnellate di Co2. Dunque impianti nuovi, decoro urbano, risparmio energetico, tutela dell’ambiente. Un project financing a costo zero per le tasche dei cittadini. L’impresa “Vesuvio Energia” ha investito 3 milioni di euro che recupererà attraverso il risparmio energetico e noi pagheremo il canone fisso, non aumentato rispetto al precedente mettendoci al riparo dagli aumenti di questi giorni. Una vera smart city, infatti non ci fermeremo alla pubblica illuminazione a led ma abbiamo già approvato progetti per realizzare Parchi e cammini green”.
L’opera, la più imponente sul territorio è già completa al 95%
“Somma Vesuviana è una città a Led. L’opera è stata praticamente ultimata, mancano circa un’ottantina di punti luce. Ai pedi del Monte Somma nasce dunque una vera smart city che consente di contribuire in modo concreto all’abbattimento di emissioni di co2. Con la realizzazione di questo progetto Somma Vesuviana andrà a risparmiare ben 289 tonnellate equivalenti di petrolio, ma anche 1548.000 kwh all’anno e oltre 800 tonnellate di Co2 in meno immesse in atmosfera. Tutto questo da una piccola città come Somma Vesuviana grazie al passaggio al Led. E c’è il risparmio importante per l’intera comunità. E’ un progetto di finanza in cui l’impresa “Vesuvio Energia” ha anticipato 3 milioni di euro che verranno recuperati grazie al risparmio energetico. Noi Comune paghiamo solo il canone fisso ed è un bene perché in questo modo siamo al riparo da qualsiasi aumento. Il tutto avendo impianti moderni sull’intero territorio di Somma Vesuviana, abbattendo i consumi energetici. Dunque nessun aggravio sulle tasche del cittadino, impianti nuovi e moderni, risparmio d’energia, abbattimento di emissione di Co2, una smart city che è stata realizzata per la prima volta in assoluto a Somma Vesuviana”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano.
“Ci siamo! L’opera è stata realizzata già per oltre il 95%. Con questo Project Financing abbiamo tutto il territorio a LED con la sostituzione di ben 3 431 apparecchi illuminanti stradali con apparecchi a Led, dotati di ottica stradale, di 35 apparecchi illuminanti a sospensione, ed ancora la sospensione di ben 71 apparecchi illuminanti stradali esistenti sempre con apparecchi di tipo arredo a LED, dotati di ottica stradale. Siamo dinanzi ad un’opera imponente – ha continuato Salvatore Di Sarno – con la sostituzione anche di 27 globi esistenti, sempre con il LED, di ben 36 lanterne artistiche con arredi artistici a LED, ma anche la riqualificazione di 346 corpi illuminanti attraverso l’installazione di kit retrofit a LED. L’opera davvero imponente e senza precedenti non solo sul territorio sommese è stata quasi completata, comunque è in uno stato ampiamente avviato. E vorrei ringraziare l’impresa Vesuvio Energia che ha donato alla città i punti a LED artistici installati lungo l’antica Cinta Muraria Aragonese al Borgo del Casamale”.
Le periferie tutte a LED. Il Borgo antico del Casamale tutto a LED. L’intero sistema a LED su tutto il territorio di Somma Vesuviana è dotato anche di telecontrollo.
“Siamo dinanzi ad un sistema di pubblica illuminazione che non ha simili sul territorio – ha concluso Di Sarno – anche perché dotato di telecontrollo punto per punto che consentirà di conoscere in automatico un eventuale guasto. Ogni punto luce ha un numero collegato ad una piattaforma in modo da verificare l’eventuale interruzione per un guasto, un fulmine etc… Ed infine tutti i cittadini potranno seguire il progetto sul sito https://www.illuminazionesv. com/ . Certo adesso daremo il via anche ad altre azioni che andranno ad integrazione con quanto abbiamo fatto sulla pubblica illuminazione come la realizzazione di Parchi verdi e cammini green”.




