Carabinieri sequestrano terreno a San Giuseppe Vesuviano

0
    SAN GIUSEPPE VESUVIANO – Sversamento illecito di rifiuti il reato contestato ad un 47enne di San Giuseppe vesuviano: in un’area di circa 60 metri quadri nella sua proprietà, ha sversato materiali di risulta e scarti di lavorazioni edili. L’area è stata sequestrata. E ancora, un 46enne di Torre Annunziata è stato denunciato per furto perché aveva portato via da un negozio di Corso Umberto I alcune bottiglie di alcolici del valore di circa €150. I controlli continueranno anche nei prossimi giorni.

Insospettabile di Terzigno in giro con due coltelli. Fermato pure un giovane di Ottaviano

0
  Area Vesuviana nel mirino dei carabinieri della compagnia di Torre Annunziata: 84 le persone controllate, 52 i veicoli passati al setaccio,11 le contravvenzioni al codice della strada notificate. Denunciato un 25enne di Terzigno per porto di oggetti atti ad offendere. Durante una perquisizione, il giovane incensurato è stato sorpreso con due coltelli con lame di 30 e 28 cm. Dovrà rispondere di evasione un 26enne di Ottaviano perché sorpreso fuori casa nonostante fosse sottoposto ai domiciliari. Ha 32 anni, invece, l’uomo denunciato nel comune oplontino per possesso di due carte di pagamento clonate. Era in una tabaccheria in via Vesuvio e ha provato ad acquistare sigarette con due tessere irregolari, intestate ad altri.

Acerra tra ambiente e giustizia sociale: vertici delle associazioni a confronto con studenti

0
        ACERRA – Giustizia sociale e giustizia ambientale. E’ stato questo il tema dell’incontro organizzato nella mattinata di ieri, sabato 19 febbraio, dal circolo Terra Nostra Acerra, in collaborazione con ANPI e Amnesty International Italia. Un dialogo con gli studenti del Liceo de’ Liguori di Acerra che ha toccato i temi dei diritti civili, della condizioni dei migranti, della condizione ambientale del territorio, dell’ antifascismo. I saluti del preside Giovanni La Montagna hanno aperto il convegno seguito dagli interventi di Emanuele Russo, Amnesty International Italia; Stefano Ciafani, presidente di Legambiente Italia, Vincenzo Calò, responsabile ANPI sud Italia, Mons. Di Donna vescovo di Acerra e presidente della Conferenza Episcopale Campana. L’incontro è stato moderato da Antonella Terracciano, Legambiente Campania. Importante il contributo delle studentesse e degli studenti del Liceo che con la loro preparazione e il loro senso critico hanno dato stimoli e spunti ai referenti delle associazioni coinvolte. Un evento importante per la comunità per tornare a parlare di giustizia ambientale e sociale in una città che vive criticità e contraddizione ma che, tuttavia, resiste.

Casalnuovo, Luca Abete in un asilo abbandonato e usato come casa

0
  CASALNUOVO – Fa di nuovo capolino nel Napoletano Striscia La Notizia. Luca Abete è andato a Casalnuovo di Napoli per raccontare la storia di alcune famiglie che vivono in una struttura abbandonata di proprietà del Comune nel più completo disagio. Si tratta di un ex asilo che era stato trovato come soluzione provvisoria, ma così non è stato.   Qui il servizio https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/un-ex-asilo-abbandonato-come-casa_76651.shtml

Professore pestato a sangue per aver sgridato gli alunni in classe

0
Enrico Morabito è un insegnante di Casavatore balzato in cima alle cronache per un brutto episodio di violenza subita. Nello specifico, il docente si trovava a casa quando ad un certo punto qualcuno gli ha citofonato, facendolo scendere e, dopo essersi assicurato che fosse proprio lui, lo hanno pestato e lasciato per terra in strada. Un’aggressione subita in pieno giorno sotto gli occhi di tutti che ha sconvolto l’intero napoletano. Morabito, che ha raccontato il brutto accaduto su Facebook, ha specificato che la motivazione del pestaggio era una semplice ammonizione nei confronti dei suoi alunni per il troppo rumore in classe e per questo, si è ritrovato addosso 5 adulti, probabilmente genitori o comunque legati ai ragazzi di prima media di cui l’uomo è stato un professore supplente per alcuni giorni. Pare che queste persone non abbiamo nemmeno chiesto spiegazioni al professore e lo abbiamo aggredito violentemente con calci e pugni. Dopo avere denunciato l’accaduto ai Carabinieri, Morabito è stato portato in ospedale con una prognosi di 7 giorni. Un brutto spavento unito a qualche ammaccatura fisica generale che però avrebbe potuto trasformarsi in tragedia, come lo stesso professore ha scritto nel post:”[…]per fortuna che non erano armati: avrebbero potuto fare di peggio. Ho sempre pensato che la rovina dei figli sono proprio i genitori… ed è così. Ne resto deluso e schifato. Tuttavia voglio addormentarmi con la speranza che domani sia un giorno migliore fatto sempre di legalità e che il marcio che si insidia anche nelle scuole possa svanire presto“.

Le ricette di Biagio: carciofi alla Romana. “Ma che stai sulla Salaria?”

0
Perché è necessario che i docenti mangino carciofi almeno due volte alla settimana. Da sempre il carciofo è simbolo dell’eros: in lingua italiana, dell’ eros “maschile”. E dunque potrei essere accusato di sessismo. Bersaglio di accuse “sessiste” e di provvedimenti disciplinari è quell’insegnante che in un liceo romano, avendo sorpreso un’alunna che in classe ballava a pancia più o meno scoperta, le ha rivolto la domanda indicata nel titolo. Per fortuna in napoletano  il carciofo diventa “’a carcioffola”, metafora dell’organo sessuale femminile, celebrata da Di Giacomo in una poesia ricca di allusioni, “Carcioffolà”, che la musica di Eduardo Di Capua trasformò in una sfiziosa  canzone.   Ingredienti: carciofi mammole, olio, mentuccia, aglio, sale, pepe e mezzo limone. Liberate i carciofi dalle foglie esterne, tagliate la parte finale del gambo, allargate la parte centrale dei carciofi eliminando le così dette “barbette” e collocate i carciofi in una ciotola piena d’acqua in cui è stata spremuto un limone piccolo. Poi scolateli, riempiteli con un “composto” di aglio e di menta tritati, di sale e di pepe e metteteli, capovolti, in un tegame e versate acqua e olio in modo che i carciofi siano coperti fino all’inizio del gambo. Coprite il tegame e lasciate cuocere a fuoco moderato per circa 30 minuti. I carciofi andranno in tavola ancora caldi (blog : giallo zafferano).   In provincia di Napoli un supplente sgrida i ragazzi di una classe, e nel pomeriggio si presentano a casa sua, a Casavatore,  alcuni signori che, a volto scoperto, lo pestano a sangue, perché impari e ricordi che non gli è consentito concedersi più certe libertà. A Roma una supplente entra in una classe di un noto Liceo durante un’ora di buco e trova una ragazza che sta ballando sul ritmo di una musica, e ha il pancino scoperto. Si irrita, la supplente: “Ma che stai sulla Salaria?”: è la Salaria un luogo frequentato da donne che vendono il loro corpo. Si abbattono sulla supplente scrosci di proteste e di insulti, e i compagni della ragazza si presentano a scuola, per solidarietà, in pantaloncini e in pigiama. I docenti, supplenti, incaricati e di ruolo, dovrebbero mangiare carciofi almeno due volte alla settimana, perché tra le molte virtù salutari il carciofo ha anche quella di rendere salda la prudenza e vigile lo sguardo sulla realtà che ci circonda. Proprio per queste virtù i condottieri Persiani e Alessandro il Macedone disposero che i carciofi non mancassero mai nel menù dei loro guerrieri. Forse il ballo della ragazza veniva registrato in un video che poi sarebbe stato pubblicato, e la pubblicazione non avrebbe giovato al buon nome del Liceo: ma anche se fosse vera questa storia del video, la docente supplente avrebbe dovuto farsi i cavoli, o i carciofi, suoi, e soprattutto, non usare metafore scivolose. Da oggi in poi, se una classe è chiassosa, non permettetevi di esclamare: “ma che è questo casino?” Potreste essere denunciati. E non dico da chi. Che i carciofi e la parmigiana di melanzane ci aiutino a “vedere” a cosa sono ridotte la famiglia, la scuola, la società. Il carciofo è il simbolo della saggia lentezza: si pulisce e si mangia una foglia alla volta. Era fatale che per la sua struttura l’ortaggio diventasse un simbolo della politica. I Savoia ne fecero, già sul finire del sec. XVIII, l’immagine del loro progetto di conquista dell’Italia settentrionale: ci mangiamo prima la Lombardia, poi il Veneto, e poi il resto, una regione alla volta. Dal 1946 a stamattina non c’è stato politico italiano, di maggioranza o di minoranza, che non si sia ispirato al carciofo, sia nel bene –la comunità progredisce un passo alla volta – sia nel male: le poltrone che contano ce le pappiamo una alla volta, se no ci chiamano “mangioni”. Il carciofo è anche un afrodisiaco, e lo era già per l’Aretino: per questo, e per la sua forma, già gli scrittori del ‘500 lo usano come immagine dell’organo sessuale maschile. I Napoletani, invece, tagliano il gambo e così la “carcioffola” diventa “figura” dell’organo sessuale femminile. C’è malizia allusiva in “Carcioffolà” la poesia di Salvatore Di Giacomo, che Di Capua musicò. Abbiamo già detto che Caterina de’ Medici fece conoscere ai Francesi il carciofo che Filippo Strozzi aveva introdotto in Toscana con il “fico gentile”. Possiamo ricordare la storia di Cynara, la ninfa dai capelli biondo- cenere e dagli occhi verdi, di cui Zeus si innamorò e che poi, quando lei incominciò a stancarsi e disse di voler tornare sulla Terra, trasformò in carciofo, ruvido e spinoso all’esterno e all’interno tenero, proprio come era la ninfa infelice. Ho già scritto alcune di queste cose  in un articolo di due anni fa: ma i carciofi, imbottiti di metafore,  insegnano anche che “repetita iuvant”. (fonte foto:giallozafferano)  

Non può lasciare Boscoreale, sorvegliato speciale preso a Pompei

0
    Pompei – Carabinieri arrestano sorvegliato speciale A Pompei i Carabinieri della stazione di Boscoreale hanno arrestato Crescenzo Palumbo, 38enne di boscoreale già noto alle forze dell’ordine. I carabinieri, poco prima della mezzanotte, hanno fermato l’uomo a bordo della sua auto mentre percorreva via nolana. Il 38enne era però colpito dalla misura dell’obbligo di soggiorno nel comune di residenza e non poteva spostarsi da Boscoreale. L’arrestato è ora ai domiciliari in attesa di giudizio.

Abusivismo sul Vesuvio, a Ottaviano denunciato incensurato di San Giuseppe

0
  OTTAVIANO: abusivismo edilizio alle pendici del Vesuvio. Denuncia dei Carabinieri Forestali I carabinieri forestali della stazione Parco di Ottaviano hanno denunciato per abusivismo edilizio un 55enne incensurato di San Giuseppe Vesuviano. Durante una pattuglia a piedi in area montana, i militari hanno scoperto che in località Recupe, alle pendici del Vesuvio, erano state avviate opere di sbancamento e livellamento del terreno.   Tuttavia, nessuna autorizzazione era stata richiesta e ottenuta. In un noccioleto era stata spianata anche una strada: per garantire il passaggio lungo una linea di circa 65 metri erano stati estirpati molti alberi. La strada è stata sequestrata, così come i terrazzamenti creati.

Giancarlo Bigazzi, l’artigiano della canzone

A fine marzo, per le Edizioni Melagrana, dopo “Tante facce nella memoria” e “Martini Cocktail”, esce il mio nuovo libro interamente dedicato a Giancarlo Bigazzi. Raccontare il suo percorso artistico e umano per me ha significato raccontare quasi cinquant’anni della storia della musica italiana, grazie a tantissimi artisti che ho interpellato, a sua moglie Gianna e a suo figlio Giovanni.

Bigazzi ha sempre sostenuto che “le canzoni sono come farfalle che a volte prendono il volo… e allora non sai fin dove possono viaggiare e andare a posarsi”. Con il mio libro, fatto di note biografiche, ricordi, testimonianze, interviste, retrospettive, aneddoti, foto e manoscritti, ho voluto rievocarle, rendendo il giusto e doveroso tributo al suo geniale compositore che da abile artigiano della Toscana, terra di grandi artisti, le ha sapute sapientemente forgiare per dare modo alle crisalidi di trasformarsi in meravigliose creature e di giungere fino a noi, entrando di diritto nella memoria collettiva.

L’ho fatto anche ponendo l’accento sul lavoro, la fatica e l’abnegazione che c’è dietro le quinte del mondo della canzone nella costruzione di un brano di successo che, portato sulla scena dall’artista di turno, diviene poi di dominio pubblico.

Qualcuno ha detto che la pittura o la scultura sono forme di arte che puoi solo ammirare: volendo e potendo le puoi anche comprare, le appendi o le sistemi in casa, ma non puoi farle tue. La canzone, invece, diventa di chi l’ascolta e la canta! Diventa (a volte sullo sfondo altre volte da protagonista) parte viva delle vite dei suoi fruitori.

Chi di noi non ha legato o non lega, spesso inconsapevolmente, gli attimi più emozionanti e significativi o la “semplice” quotidianità della sua vita a brani che finiscono per divenire la nostra colonna sonora?

Chi di noi non ricorda i primissimi brani ascoltati da piccoli che ci hanno dato delle emozioni forti e spiazzanti, attraverso la radio, la televisione, o attraverso la voce di chi le strimpellava accompagnandosi con un piano o con una chitarra?

Personalmente ne ricordo almeno una decina che, più di altre, hanno costituito la colonna sonora dei primi anni della mia esistenza: Volare, ascoltata la sera stessa dell’arrivo della nostra prima Tv a colori, O sole mio, eseguita – a gentile richiesta – al pianoforte da zio Pasquale ogni volta che lo andavamo a trovare, Azzurro, partita all’improvviso dal jukebox del bar di Don Vincenzo in piazza, Mattinata fiorentina che mamma amava cantare a cappella, con la sua voce squillante e melodiosa, mentre sistemava casa, Futura, proveniente dal balcone del mio vicino di casa, Balla balla ballerino che mio cugino Gianfranco mi faceva mettere in diretta dalla consolle di una delle prime radio private locali, piena zeppa di vinili, in cui lavorava, Gloria, Tu e Su di noi, mentre al luna park si “combatteva” sui Dischi volanti al fianco di mia cugina Michela e… Dolce uragano, di BellaBigazzi, ascoltata al mare mentre papà con tanta pazienza e tanto amore mi portava a vedere il passaggio del treno perché non volevo mangiare. Poi col tempo, per riderci sopra come farebbe il Bigazzi, ho recuperato tutto l’appetito, al punto da non fermarmi ancora! Sarà stato quel Dolce uragano che ancora oggi mi porta a scorgere tra le canzoni, le note e le vite dei loro compositori e interpreti, tanta poesia.

E a voi quali brani hanno fatto e continuano a fare compagnia al lungometraggio della vostra vita?

Estrae coltello al bar per farsi offrire la birra: arrestato

0
    POZZUOLI. La voglia di birra gli costa il carcere. 51enne arrestato dai Carabinieri Pochi minuti alle 14, pieno giorno in Via Verga a Monteruscello. C’è molta gente in strada e tra i clienti di un bar anche Pasquale Tufo, 51enne puteolano già noto alle forze dell’ordine. Non un cliente qualunque ma uno intenzionato a consumare senza spendere un soldo. Era evidentemente agitato e quando si è presentato al titolare gli ha immediatamente mostrato e puntato contro un coltello. Voleva una birra e un caffè e tale l’ardore non si è reso conto che il titolare aveva già allertato il 112 e i Carabinieri. Non ha fatto in tempo a stappare la bottiglia che i militari lo hanno disarmato, strappandogli il coltello dalle mani. Dovrà rispondere di tentata estorsione e porto ingiustificato di armi e nel frattempo, in attesa di giudizio, trascorrerà del tempo nel carcere di Poggioreale.