Incidente sulla 268 a Madonna dell’Arco, muore ambulante di Ottaviano: aveva 44 anni

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OTTAVIANO – Non ce l’ha fatta Fedele Radunanza, l’ambulante 44enne di San Gennarello di Ottaviano, coinvolto lunedì scorso nel terribile incidente sulla Statale 268 del Vesuvio nel tratto compreso tra Sant’Anastasia e Cercola. Troppo gravi le ferite riportate a seguito dell’impatto tra il veicolo sul quale viaggiava. Il 44enne aveva ereditato il lavoro di venditore ambulante dal padre ed era molto conosciuto nei mercati della zona ma recentemente svolgeva anche un’altra attività. Tantissimi gli attestati di cordoglio alla famiglia e i messaggi sui social per ricordarlo: “Questa volta veramente l’hai fatta grossa. Ci hai lasciato e non dovevi farlo. Fedele Radunanza riposa in pace amico mio. Ti porterò sempre nel mio cuore” L’incidente avvenuto lunedì pomeriggio ha coinvolto cinque veicoli, compresi due mezzi pesanti: il tratto tra gli svincoli di Cercola e Madonna dell’Arco è stato chiuso per ore provocando diversi chilometri di coda per consentire i soccorsi e i rilievi.

Acerra al voto, nasce nuovo gruppo: dialogo con la coalizione

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  Riceviamo e pubblichiamo la nota di Visione Comune Abbiamo iniziato incontro dopo incontro, a sensibilizzare tanti amici, per avviare e costruire insieme una nuova stagione di impegno civile. Per costruire “ INSIEME” una “ VISIONE COMUNE” per una nuova stagione politica. Una città aperta ed accogliente, custode dei grandi tesori della storia e capace di guardare con innovazione e creatività al futuro. Superando le gravi difficoltà accresciute dalla crisi  Pandemica, e sapendo al meglio cogliere le irripetibili opportunità che offre il P.N.R.R. Una città attenta ai vecchi e nuovi bisogni , un città che guardi alle nuove generazioni.  sapendo prestare ascolto e vicinanza ai nostri anziani .  Questa, è la città che non si ferma  nel superare le difficoltà  con coraggio,   cosi’ divenendo Popolo e  Comunità. È su queste basi che abbiamo avviato un confronto con  associazioni, tra le altre  “Acerra – Ecologisti & Cittadini”, “Patto Con Acerra”, “Movimento Per Acerra”, “Acerra Terra Nostra”, “Noi Ci Siamo” e “Più Acerra – CAMBIAMO!”, e con tanti CITTADINI. Continueremo il percorso, disponibili al confronto senza preclusioni, senza pregiudizi , per potere condividere ed arricchire un programma all’interno di una “Visione Comune” della nostra Città.   Il Portavoce f.to  Avv. Nello Giardinetto

Cagliari – Napoli, e la squadra delle occasioni perse (la trentaquattresima dell’alieno Gennaro)

Ciao, sono l’alieno Gennaro, vorrei ritornare sul mio mondo, vorrei abbandonare questo Pianeta per non essere costretto a vedere quanto visto nella partita del Napoli con il Cagliari. Ma il mio pianeta non esiste più, distrutto da una guerra. Non si può accettare questa attitudine del Napoli. L’Inter perde, ti dà la possibilità del sorpasso, dà a te la possibilità di decidere del tuo futuro, e tu cosa fai? Cosa ci si aspetterebbe in una situazione del genere? Mi aspetterei che gli azzurri si mangino letteralmente l’erba e gli avversari. Non puoi farti limitare così tanto da una squadra quartultima in classifica. A questo si aggiunge la papera di Ospina, il portiere azzurro cerca di farsi perdonare, ma l’errore è grave e peggiora la situazione di una squadra che evidentemente non ha gli attributi. Gli infortuni stanno pesando, è vero, ma nulla può spiegare una partita come quella con il Cagliari. Il Napoli non si abbatte totalmente, che sia chiaro, ma non basta. Serve uno che gioca fuori dagli schemi, che forse sfugge a quelle dinamiche masochiste del Napoli, che ragiona in maniera libera, con una forza datagli dalla natura, è Osimhen questo uomo. L’azzurro regala il punto agli azzurri

I fatti dimostrano come il Napoli possa gareggiare per il premio “squadra delle occasioni perse”, delude i tifosi, delude le occasioni che le altre squadre e il fato le forniscono. Ma non fermiamoci, si ritorna a lavorare, il Barcellona arriva a Napoli. Sarà l’ennessimo sforzo sovraumano, che speriamo di non veder rovinato dal masochismo di questa squadra, che rischia di essere premiata solo come “squadra delle occasioni perse”.

Famiglia di scrittore attivista afghano in fuga salvata da regime: sarà ospitata a Pomigliano

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  POMIGLIANO D’ARCO – Da qualche giorno vivono tutti a Pomigliano dopo una rocambolesca fuga dall’Afghanistan e l’intervento decisivo dell’amministrazione comunale locale che con la collaborazione della Farnesina per assolvere a tutte le pratiche burocratiche necessarie, è riuscita a portare in città, sani e salvi, un giornalista, scrittore ed attivista afghano e tutta la sua famiglia. Esito felice di una vicenda che ha avuto inizio circa 6 mesi fa. Doveva infatti prendere parte lo scorso settembre al FLIP, il Festival della Letteratura Indipendente di Pomigliano d’Arco, ma in Afghanistan la situazione geo politica con l’arrivo dei talebani è precipitata e lui Najeeb Farzad, giornalista e scrittore afghano, attivista, responsabile della Asian Culture House, nonché tra i protagonisti del progetto Afghan Human Rights Home dal 2009, non solo non ha potuto prendere parte alla manifestazione letteraria in provincia di Napoli, ma si è dovuto nascondere dai talebani con tutta la famiglia: moglie, due figli e madre anziana. Najeeb Farzad avendo aiutato negli anni i giovani attivisti e gli artisti di Kabul a continuare i loro sogni come creativi per sostenere la democrazia era ovviamente in forte pericolo di vita sia lui che la sua famiglia. Il suo grido d’allarme è stato raccolto proprio dagli organizzatori di FLIP ed in particolare da Ciro Marino, editore della casa editrice indipendente Wojtek Edizioni nata proprio a Pomigliano, e dalla locale amministrazione comunale che si è subito attivata con la Farnesina per avviare l’iter per portare in salvo in Italia e in particolare a Pomigliano d’Arco, Farzad e la sua famiglia. «Appena Ciro Marino ci ha girato l’sos di Najeeb Farzad – racconta il sindaco di Pomigliano d’Arco, Gianluca Del Mastro – non ci abbiamo riflettuto neanche un secondo ed abbiamo interessato immediatamente la Farnesina per fare in modo che lui insieme a tutta la sua famiglia potessero essere portati in salvo in Italia e noi li avremmo accolti volentieri nella nostra città». Najeeb Farzad, nel frattempo, dopo aver percorso a piedi centinaia di chilometri tra le montagne era riuscito da solo a raggiungere il Pakistan, per poter studiare una via di fuga sicura per poi portare in salvo tutta la sua famiglia. Tornato poi indietro in Afghanistan insieme a moglie, due figli e madre, percorrendo gli stessi sentieri è riuscito a trovare riparo in Pakistan. Qui dalla Farnesina era già stata attivata l’ambasciata italiana per far ottenere il visto per tutti e cinque i componenti della famiglia in modo da poter poi volare verso l’Italia. «Anche in Pakistan – spiega Del Mastro – la situazione non è stata semplice per loro che nel frattempo avevano trovato riparo in una città al confine con l’Afghanistan dove però non si sentivano ancora al sicuro. Riusciti a farli trasferire ad Islamabad li abbiamo messi in contatto con la nostra ambasciata». Nel frattempo, la macchina della solidarietà si muoveva a Pomigliano d’Arco. L’amministrazione comunale ha innanzitutto ottenuto attraverso il parroco della Chiesa di San Felice in Pincis di Pomigliano, Don Peppino Gambardella, la disponibilità di un appartamento della curia. Appartamento che è stato rimesso a nuovo con l’ausilio dell’ufficio tecnico comunale.. Sono stati anche attivati i servizi sociali in modo da poter predisporre tutto l’aiuto possibile e fare anche in modo che i due bambini al loro arrivo potessero frequentare la scuola con la collaborazione della dirigente dell’istituto comprensivo “D’Acquisto-Leone” di Pomigliano d’Arco, Tiziana Rubinacci. «Ancora una volta Pomigliano – afferma l’Assessore alle Politiche Sociali, Salvatore Esposito – dimostra di avere un cuore grande nella speranza di un futuro di pace senza violenze e soprusi e di diritti uguali per tutti». Inoltre, Ciro Marino, l’editore di Wojtek Edizioni e proprietario della libreria Wojtek a Pomigliano ha dato la disponibilità per un lavoro con quest’ultima. «Abbiamo anche da subito avviato una raccolta fondi – racconta ancora il sindaco di Pomigliano d’Arco, Gianluca Del Mastro – per poter acquistare i biglietti d’aereo per tutta la famiglia. E devo dire che anche in questo caso la città di Pomigliano d’Arco ha risposto alla grande, tanto che abbiamo raccolto il doppio dei soldi che servivano e racimolato quindi anche una somma di denaro utile per le prime esigenze della famiglia di Farzed una volta giunti qui a destinazione». E così pochi giorni fa, dopo aver superato ulteriori difficoltà di ordine burocratico, l’intera famiglia Farzad è arrivata a Pomigliano d’Arco, accolta in Municipio dal sindaco Del Mastro e da tutti coloro che hanno partecipato a questa gara di solidarietà. «Sono enormemente grato alla città di Pomigliano d’Arco ed alla Farnesina – le prime parole del giornalista-scrittore attivista Najeeb Farzad al sindaco Del Mastro – di aver salvato me e la mia famiglia. In Afghanistan rischiavamo seriamente la nostra incolumità, proprio per la mia opera di attivista nel Paese. Abbiamo ricevuto un’accoglienza calorosa e davvero non finiremo mai di ringraziare tutti per averci soccorsi ed aiutati come mai ci saremmo attesi».

Somma, scatta il drive-in per i tamponi

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  Salvatore Di Sarno (sindaco Somma Vesuviana): “Da Venerdì il Drive – In per tamponi a Somma Vesuviana. La curva scende ma lentamente. Per il Carnevale con ogni probabilità piazze aperte ma responsabilità!”   “La curva dei contagi scende ma non lentezza. Ad esempio ieri abbiamo registrato 63 nuovi positivi. Da Venerdì apre  il Drive – In per i tamponi presso l’area mercatale di Via San Sossio, con la Inco Farma S.p.A. che gestisce la Farmacia Comunale ed in convenzione con l’Asl Na3. Ci saranno ben 7 gazebo. Il servizio sarà attivo dal Lunedì al Venerdi, dalle ore 9 alle ore 16 e la Domenica dalle ore 9 alle ore 13. La Inco Farma ha aderito all’Accordo integrativo, proposto dalla Direzione Generale dell’Asl Na 3 Sud, con il quale si autorizzano le farmacie territoriali ad eseguire, per conto della Asl, tamponi antigenici rapidi. Inoltre in vista del Carnevale non chiuderemo le piazze come invece abbiamo fatto lo scorso anno, tra i pochi Comuni a farlo, ma chiedo ai cittadini la massima responsabilità ed il rispetto delle regole. Inoltre ricordo altresì che a Somma Vesuviana abbiamo anche il Polo Vaccinale per la campagna di vaccinazione dai 12 anni in su, in Via Trentola, località Rione Trieste ed abbiamo anche l’hub vaccinale per la campagna di vaccinazione dai 5 agli 11 anni, presso la sede del Distretto 48 in via Tenente Indolfi nella zona centrale del paese”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano.  

Nola isolata da ore, camion bloccano autostrada contro caro-benzina

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  NOLA – Da questa mattina Nola e il suo hinterland sono isolate per la protesta dei camionisti. Da questa notte i mezzi pesanti stanno bloccando l’autostrada A30 dallo svincolo di Nola. Si sono formate code per decine di chilometri e anche la Strada Statale 7bis è diventata impraticabile. Molti automobilisti sono stati costretti a usare le strade secondarie per raggiungere i Comuni dell’hinterland nolano, a partire da Marigliano fino alla città bruniana. I rischi dello sciopero. “Con l’85% delle merci che viaggia su strada lo sciopero dei Tir, con i blocchi stradali, provoca danni incalcolabili, dal campo alla tavola, con i prodotti deperibili come frutta, verdura, funghi e fiori fermi nei magazzini che marciscono e il rischio concreto di scaffali vuoti anche per la mancanza di forniture all’industria alimentare costretta a fermare gli impianti di lavorazione”. Lo afferma Coldiretti in riferimento alla protesta degli autotrasportatori dalla Sicilia alla Puglia fino alla Campania, a Nola dove è stato coinvolto anche un tratto dell’autostrada A1 che rappresenta la principale arteria di collegamento del Paese. L’organizzazione agricola sottolinea che è “una situazione che aggrava le già pesanti difficoltà della filiera agroalimentare costretta a far fronte a pesanti aumenti dei costi di produzione per le materie prime, l’energia e la capacità di auto approvvigionamento alimentare del Paese in un momento di grandi tensioni internazionali con accaparramenti, speculazioni e limiti alla circolazione delle merci e venti di guerra in Ucraina che soffiano sui prezzi di gas e carburanti. Oltre a un rischio di dover buttare I prodotti salvati nelle campagne dalla difficile situazione climatica a preoccupare- sostiene Coldiretti- è anche l’impatto sulle esportazioni con i concorrenti stranieri pronti a prendere lo spazio del made in Italy sugli scaffali di negozi e supermercati all’estero mettendo a rischio il record di 52 miliardi di export agroalimentare realizzato nel 2021. “Occorre trovare- sostiene l’organizzazione- una soluzione immediata per rimuovere i blocchi stradali e consentire la ripresa dei ritiri dei prodotti nei magazzini e la consegna ad industrie alimentari e distribuzione commerciale”. Coldiretti conclude sottolineando che sullo “scenario pesa il deficit logistico italiano per la carenza di infrastrutture per il trasporto merci, che costa al Paese oltre 13 miliardi di euro, con un gap che penalizza il sistema economico nazionale rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea”.

Le Iene minacciate a Ottaviano dopo caso Cutolo: “Lasciatelo in pace”

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Ad un anno dalla morte, alcuni giorni fa c’è stata una messa in suffragio di Raffaele Cutolo, ex boss della camorra vesuviana e creatore della NCO.  Non sono mancate ovviamente le polemiche e le critiche per il modo in cui si sono svolti i funerali del primo anniversario di morte, soprattutto per il manifesto posto ad Ottaviano, regno di Cutolo, in cui si legge “in suffragio dell’anima benedetta”. In particolare Annamaria Torre, la figlia dell’ex sindaco di Pagani ucciso proprio da Cutolo, in un lungo sfogo ha inveito contro il mito cutoliano riemerso fin dalla morte del boss della NCO. Dolore, è sicuramente la parola perfetta per spiegare ciò che Annamaria e tutti i familiari delle vittime di Cutolo avranno provato nel leggere la il binomio “anima benedetta” accostato al nome dell’ex camorrista, dolore che si è poi trasformato in rabbia per le tante persone che ancora oggi divinizzano un mito che andrebbe, invece, spiegato per ciò che è, ovvero una pioggia di morti innocenti la cui unica colpa è stata dire no alla criminalità organizzata. Nei giorni scorsi erano stati affissi degli altri manifesti dove veniva raccontata tutta la vita di Cutolo ad opera della Iena Ismaele La Verdera, in cui era stato ripreso l’epiteto ormai famoso, in questo caso modificato in, Cutolo “non è anima benedetta”. Questo manifesti, che erano stati approvati anche dal sindaco Capasso, sono stati prontamente strappati da alcune persone in segno di rispetto nei confronti della figura dell’ex boss della camorra. “Abbiamo cominciato dalla piazza antistante il Municipio e poi proseguito nelle zone periferiche – afferma la Iena – ma al ritorno abbiamo notato che i manifesti davanti al Comune erano stati staccati. Li abbiamo rimessi e a quel punto si sono avvicinate alcune persone che ci hanno detto che Cutolo è morto e dovevamo lasciarlo in pace, altri hanno detto che era una brava persona ‘rispettabile’, ed uno in particolare ha staccato quelli appena riattaccati, ed ha cercato di strapparci il microfono. Altri manifesti sono stati staccati in altri punti del paese.” Un atteggiamento assolutamente intimidatorio, quello assunto nei confronti della Iena, a cui è stato prontamente “detto” di abbandonare il suolo di Ottaviano e lasciare tutti in pace. È già trascorso un anno dalla morte di Cutolo, eppure dopo 365 giorni i riflettori sono ancora puntati sulle vicende che lo hanno coinvolto. Un uomo che ha senza dubbi lasciato un vuoto nella storia di Ottaviano, un vuoto riempito oggi da ambivalenze, da diversi schieramenti e posizionamenti e che sembra ancora oggetto di accese discussioni nel territorio ottavianese e non solo.  

La partita nel fango diventa un film, il legame indissolubile tra Acerra e Maradona

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  ACERRA – Una partita nel fango per beneficenza, in un campetto di calcio ad Acerra sotto la pioggia ma con in campo Diego Maradona. E’ questo lo spunto avvenuto, a cui Tommaso Mandato e Gabriella Simoni hanno dedicato rispettivamente un libro e un docufilm, per raccontare Maradona in una giornata indimenticabile. “Il centravanti in giacca e cravatta” è il volume di Mandato, mentre “La partita nel fango” è il film della giornalista Simoni, entrambi presentati oggi a Napoli al Maschio Angioino, in una platea ricca di nostalgici ma anche dell’ex presidente Corrado Ferlaino e dello scrittore Maurizio de Giovanni. “Quella avventura di Maradona – racconta Ferlaino – nacque per una serie di combinazioni, lui lo volle e si fece. Io lessi la cosa sui giornali, sulla partita di Acerra non sapevo niente ma non mi arrabbiai. Maradona amava il calcio, giocava a Posillipo con il fratello e con altre persone anche di sera, voleva stare nel calcio e bisognava accettarlo come era. Con tutti i giocatori quando ero presidente ho sempre avuto qualche problema, ogni giocatore ha la sua mentalità e il cervello ma devo dire che Maradona è stato uno dei migliori anche su questo aspetto, non mi ha mai dato problemi veri, voleva andare in campo e vincere sempre”. Un grande del calcio che è ormai un segno della storia della città, come sottolinea de Giovanni: “Maradona è un elemento diventato cardinale nella cultura napoletana – spiega – una città che ha il suo pantheon in cui crea per valore oggettivo di essere elemento di napoletanità come è diventato Diego. Oggi se vai da Sudamerica, in Russia o in Cina e dici di essere napoletano useranno con te due parole, pizza e Maradona. Ma per i napoletani Maradona è un elemento narrativo per la città, ed è un dovere per la generazione che c’era raccontare di Diego ai giovani arrivati dopo, per questo sono felice di aver fatto con Mandato un percorso per leggere e creare un legame con la generazione che non c’era”. Lo scrittore napoletano ricorda la partita di Acerra come un segnale che “Maradona è stato scugnizzo, non è mai stato così tanto Diego come quando è andato a giocare nel fango ad Acerra. Perché lui giocava, noi oggi invece sul calcio usiamo parole sul business, sui milioni mentre Maradona non ha mai perso lo spirito del gioco, si divertiva e faceva divertire, non c’era serietà o sguardi truci. Dopo di lui in questo ho visto solo il Pocho Lavezzi quella stessa fantasia del gioco”. Un’avventura raccontata da Simoni che sottolinea come “la partita di Acerra racconta l’amore tra Maradona e la città e l’amore di Napoli per Diego. Un episodio a cui ha creduto chi lo ha fatto fare a me, che non sono di Napoli ma ho incontrato tante persone che sono state con me sinceri con materiale e racconti. E’ stata una grandissima avventura”. Un’avventura che, sottolinea Mandato, testimonia come “per Maradona – dice – rimane l’amore della città, una grande emozione che viene ben raccontata. Noi a Napoli e nel mondo conosciamo i valori atletici e calcistici di Maradona ma forse è stato messo poco in risalto il vero cuore di Maradona e questa partita di Acerra rappresenta davvero il cuore di Maradona”.  

Perquisizioni a San Giuseppe Vesuviano, trovato con un chilo di droga in casa

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    SAN GIUSEPPE VESUVIANO, OTTAVIANO E TERZIGNO: Controlli dei Carabinieri. In manette 47enne, quasi 1 kg di droga in casa I carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno presidiato le aree più sensibili del vesuviano. Controlli a persone e veicoli: 64 le persone identificate, 33 le vetture ispezionate. Un 47enne di San Giuseppe Vesuviano già noto alle forze dell’ordine, è finito in manette per detenzione di droga a fini di spaccio. Durante una perquisizione i militari hanno rinvenuto 905 grammi di hashish, 1 bilancino di precisione e materiale vario per il confezionamento delle dosi. Arrestato,  è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio. Denunciato per violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro un 43enne di origini cinesi, titolare di un ingrosso di prodotti di varia natura. Dovrà pagare oltre 30mila euro in sanzioni. Ha 43 anni anche l’uomo di origini stabiesi denunciato per guida senza patente. E’ stato più volte controllato a bordo di un’auto nonostante non avesse mai conseguito la patente. Per lui una denuncia penale. I controlli continueranno ancora nei prossimi giorni.

Ercolanese fermato a Volla con 2 tonnellate di sigarette nei furgoni

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    VOLLA – Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha tratto in arresto a Volla un 49enne contrabbandiere di Ercolano sequestrando oltre 2 tonnellate di sigarette. L’operazione è stata condotta dai finanzieri del Gruppo di Nola che, durante la costante attività di controllo economico del territorio, hanno notato un soggetto, già conosciuto dalle stesse Fiamme Gialle per precedenti episodi di contrabbando, aggirarsi in una zona periferica della cittadina vesuviana. Dopo un breve pedinamento, i militari hanno individuato un box utilizzato dal pluripregiudicato e, una volta entrati nel locale, hanno controllato i due furgoni che vi erano parcheggiati. All’interno dei mezzi erano custodite 212 casse di sigarette di contrabbando, del peso complessivo di 2120 kg. Le “bionde”, marca “Marlboro”, destinate ad alimentare le piazze partenopee, sono state sequestrate, mentre il responsabile è stato tratto in arresto. L’attività in parola scaturisce dall’intensificazione dei servizi di controllo economico del territorio volti a contrastare il fenomeno del contrabbando di tabacchi lavorati esteri, ancora particolarmente diffuso nell’area napoletana. La Provincia partenopea si conferma importante “hub“ di transito delle sigarette verso altre città del nostro Paese e zona di consumo particolarmente radicato. Nei primi due mesi del 2022, infatti, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato quasi 2,5 tonnellate di tabacchi, denunciato 9 soggetti, di cui 3 tratti in arresto; numeri che denotano un trend stabile e che inducono a ritenere che il mercato illegale dei prodotti da fumo non stia subendo sostanziali contrazioni.