Le Iene minacciate a Ottaviano dopo caso Cutolo: “Lasciatelo in pace”

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Ad un anno dalla morte, alcuni giorni fa c’è stata una messa in suffragio di Raffaele Cutolo, ex boss della camorra vesuviana e creatore della NCO. 

Non sono mancate ovviamente le polemiche e le critiche per il modo in cui si sono svolti i funerali del primo anniversario di morte, soprattutto per il manifesto posto ad Ottaviano, regno di Cutolo, in cui si legge “in suffragio dell’anima benedetta”.

In particolare Annamaria Torre, la figlia dell’ex sindaco di Pagani ucciso proprio da Cutolo, in un lungo sfogo ha inveito contro il mito cutoliano riemerso fin dalla morte del boss della NCO. Dolore, è sicuramente la parola perfetta per spiegare ciò che Annamaria e tutti i familiari delle vittime di Cutolo avranno provato nel leggere la il binomio “anima benedetta” accostato al nome dell’ex camorrista, dolore che si è poi trasformato in rabbia per le tante persone che ancora oggi divinizzano un mito che andrebbe, invece, spiegato per ciò che è, ovvero una pioggia di morti innocenti la cui unica colpa è stata dire no alla criminalità organizzata.

Nei giorni scorsi erano stati affissi degli altri manifesti dove veniva raccontata tutta la vita di Cutolo ad opera della Iena Ismaele La Verdera, in cui era stato ripreso l’epiteto ormai famoso, in questo caso modificato in, Cutolo “non è anima benedetta”. Questo manifesti, che erano stati approvati anche dal sindaco Capasso, sono stati prontamente strappati da alcune persone in segno di rispetto nei confronti della figura dell’ex boss della camorra.

“Abbiamo cominciato dalla piazza antistante il Municipio e poi proseguito nelle zone periferiche – afferma la Iena – ma al ritorno abbiamo notato che i manifesti davanti al Comune erano stati staccati. Li abbiamo rimessi e a quel punto si sono avvicinate alcune persone che ci hanno detto che Cutolo è morto e dovevamo lasciarlo in pace, altri hanno detto che era una brava persona ‘rispettabile’, ed uno in particolare ha staccato quelli appena riattaccati, ed ha cercato di strapparci il microfono. Altri manifesti sono stati staccati in altri punti del paese.”

Un atteggiamento assolutamente intimidatorio, quello assunto nei confronti della Iena, a cui è stato prontamente “detto” di abbandonare il suolo di Ottaviano e lasciare tutti in pace.

È già trascorso un anno dalla morte di Cutolo, eppure dopo 365 giorni i riflettori sono ancora puntati sulle vicende che lo hanno coinvolto. Un uomo che ha senza dubbi lasciato un vuoto nella storia di Ottaviano, un vuoto riempito oggi da ambivalenze, da diversi schieramenti e posizionamenti e che sembra ancora oggetto di accese discussioni nel territorio ottavianese e non solo.