Blitz a Ercolano, sequestrate 4 tra ditte e negozi: multe per 100mila euro

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Ercolano – Venerdì 17 marzo 2022, durante l’Action Day (operazione di controllo straordinario interforze contro lo smaltimento illecito e i roghi di rifiuti industriali, artigianali e commerciali) le Forze dell’Ordine, col concorso dei militari dell’Esercito Italiano impiegati per l’Operazione “Terra dei Fuochi”, hanno effettuato nuovi controlli per il contrasto agli illeciti ambientali nel comune di Ercolano (NA), dove sono state controllate 6 attività imprenditoriali e commerciali (di cui 4 sequestrate) a cui sono state comminate complessivamente 109.500 euro di sanzioni amministrative, 9 persone identificate (di cui 4 denunciate e 2 sanzionate), 85 veicoli controllati e sequestrati, 10 m3 di rifiuti sequestrati e un’area di complessivamente 20.920 m2 posta sotto sequestro. Prosegue, in tal modo, lo sforzo di repressione e prevenzione dell’abbandono illecito di rifiuti, secondo la pianificazione stabilita nel piano coordinamento della Prefettura di Napoli con la Prefettura di Caserta, le due Questure e con le altre Forze di Polizia delle Province, in base alla programmazione proposta dall’Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi nella regione Campania. Sono, infatti, 16 gli equipaggi impiegati per un totale di 38 uomini messi in campo congiuntamente dall’Esercito Italiano su base 8° reggimento bersaglieri, Polizia di Stato di Portici (NA), Carabinieri di Ercolano (NA) e Portici (NA), Carabinieri forestali di Torre del Greco (NA), Polizia Metropolitana di Napoli, Guardia di Finanza di Ercolano (NA), Guardia di Finanza R.O.A.N. di Napoli, Polizia Municipale di Ercolano (NA), unità ICQRF per la tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agro-alimentari, unità dell’Agenzia area Nolana. A supporto delle attività operative sul terreno sono stati impiegati un equipaggio R.O.A.N. (Reparto operativo aeronavale) della Guardia di Finanza di Napoli e un equipaggio dell’Esercito utilizzante un drone (aeromobile a pilotaggio remoto) che a premessa e durante le operazioni hanno consentito il controllo aereo e la ricerca informativa sui siti sottoposti a verifica, con sorvoli aerei volti ad individuare aree destinate a sversamenti illeciti e possibili attività riconducibili. A tal proposito tali aree individuate e segnalate in fase di coordinamento, in seguito ad una analisi delle immagini per il completamento delle informazioni, hanno portato al conseguimento di risultati operativi nella giornata odierna.

Somma Vesuviana, il laboratorio politico: “Nessuno vuole costruire, tutti vogliono aggregarsi con il più forte”

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Aspettando la data per l’election day delle amministrative e a poca distanza dalle elezioni metropolitane che hanno eletto, a Somma Vesuviana, ben due consiglieri nella ex Provincia di Napoli, per il laboratorio politico formato da Onda Bianca e Movimento Civico Sommese spuntano  nomi che potrebbe essere  «papabili» candidati sindaco. Almeno è così che la pensa Antonio Polise (Onda Bianca): Noi  abbiamo proposto un sindaco  della società civile, l’ex preside Ernesto Piccolo,  e un sindaco politico, Pasquale Di Mauro”   «Siamo disposti a ragionare e fare anche un passo indietro se c’è un nome che possa aggregare sul serio, finora però non è arrivato – continua Polise – da un anno e mezzo ci sediamo ai tavoli di confronto ma il punto è sempre lo stesso: ciascuno pensa a sé, ognuno ha paura di esporsi e di costruire seriamente, tutti vogliono aggregarsi con il più forte e basta». Sul fronte del centro sinistra, che appare ormai totalmente spaccato, complici anche le vecchie ruggini tra consiglieri regionali e loro referenti, complici pure i «tradimenti» che hanno fiaccato più di qualche velleità proprio nelle elezioni metropolitane, le divisioni imperano. Commenta in proposito Polise: «Ci contattano, vogliono parlare con noi e accadono due cose in alternanza: o non si presentano o lo fanno con proposte assurde, chiedendoci magari di “spaccare” il loro tavolo perché loro non hanno il coraggio di farlo». Due nomi di candidati sindaci ci sarebbero già: l’autocandidato Bianco che a tratti sarebbe sostenuto dal consigliere regionale Mocerino e a tratti no. A sentire lui è una candidatura che nasce dalla sua volontà e sostiene di non aver alle spalle nessuno. Come ad ogni tornata spunta poi il nome di una donna, in questo caso la consigliera Adele Aliperta. L’ex sindaco Pasquale Piccolo non avrebbe ancora abbandonato il sogno di tornare al Comune e starebbe preparando le liste. Il referente di Onda Bianca non commenta oltre ma dice: «Il nostro progetto è a lungo raggio, non siamo rassegnati, visto che siamo delle forze coese, noi con Ciro Sannino siamo una cosa sola quindi punteremo a portare i nostri consiglieri in assise e poi inizieremo a lavorare su un progetto serio per le prossime elezioni perché ora non si può creare niente di concreto. Un progetto futuro con i nostri consiglieri e con il coraggio di essere liberi: ora il problema è l’apatia, il problema è la paura che sta uccidendo questo paese. Bisogna ricominciare daccapo ma purtroppo costruire un’alternativa ora è impossibile, ognuno vuole fregare l’altro. Una cosa posso prometterla ai cittadini, noi non saremo il giocattolo di nessuno, abbiamo un progetto nostro molto chiaro e una strategia: se non possiamo costruire un’alternativa adesso lavoreremo piano piano per farlo in futuro per le prossime elezioni». La poca chiarezza del quadro politico locale favorisce al momento solo l’attuale sindaco che aveva già annunciato la sua ricandidatura.

Antimafia, Cantone: “Qui i boss non sono affatto cambiati. Ed hanno consenso”

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Insieme con il comandante della polizia municipale Luigi Maiello, Salvatore Cantone, piccolo imprenditore degli impianti elettrici, è da anni uno dei rarissimi punti di riferimento dell’antimafia in tutto il territorio a oriente della provincia di Napoli. Cantone, con l‘aiuto di Tano Grasso, fondò nel 2008 l’associazione antiracket “Pomigliano per la legalità Domenico Noviello”, che finora ha portato alla sbarra e fatto condannare diversi esponenti della camorra del pizzo e dell’usura. E’ una storia particolare quella del presidente antiracket. Lui è un cognato di uno dei fratelli Foria, uno di quei legami di parentela che nella provincia napoletana pesano moltissimo, anche troppo. Ciò però non gli ha impedito di fare la scelta coraggiosa di intraprendere un percorso del tutto personale e autonomo, anche religioso. Un percorso che gli è costato in termini di rapporti familiari e che lo ha trasformato in un’ancora di salvezza per tante persone vessate dalla criminalità organizzata.   Cantone, innanzitutto le chiedo se ci sia o meno la camorra  a Pomigliano, visto che anche da queste parti c’è chi ne ha negato l’esistenza…  “A Pomigliano la camorra c’è e c’è in tutte le sue sfaccettature. C’è la camorra tradizionale delle estorsioni, dello smercio di droga, dell’usura, c’è quella della collusione tra imprenditoria e pubblica amministrazione. C’è di tutto: riciclaggio, reinvestimenti. Perché quando c’è collusione con il settore pubblico allora è possibile il riciclaggio. Faccio un appello ai cittadini e allo Stato. Se un’impresa ha un’interdittiva antimafia nei lavori pubblici questa non può e non deve avere nessun permesso a costruire. Perché se per lo Stato quella determinata azienda viene esclusa dagli appalti pubblici perché ritenuta collusa con la camorra allora questa stessa azienda non deve proprio operare nemmeno in modo privato, in quanto pur sempre un’azienda della camorra resta. Per me quindi imprese del genere devono essere bandite dal territorio. Inoltre, ma questa non è cosa secondaria, i pubblici funzionari che sono chiamati a concedere permessi e autorizzazioni sono obbligati a informarsi molto bene sul conto delle imprese,  in modo approfondito. E se c’è un’interdittiva del prefetto o della magistratura non devono rilasciare nulla” E quando dicono che i clan storici sono decaduti, che praticamente non esistono più ? “Se uno è camorrista resta camorrista. Molto difficilmente ho visto mafiosi cambiare del tutto dopo essere rimasti fulminati sulla via di Damasco. Il camorrista ha un modo di parlare alla gente tutto particolare. Sa incutere timore. Sa come comportarsi per fare paura. E quando continuano a incutere timore significa che non sono affatto cambiati. Io con loro non mi vado a prendere nemmeno un bicchiere d’acqua. Ma dalle nostre parti quando vedono un boss al bar fanno a gara a offrirgli il caffè. Per non parlare dei professionisti o di certi avvocati. Loro sanno che il boss ha i soldi, tanti soldi. E che paga in contanti e al nero. Per qui sono prima loro, certi professionisti e certi avvocati, ad avvicinarsi al capoclan.” Il quadro di Casalnuovo e Acerra è diverso da quello di Pomigliano ? “No, per niente. A Casalnuovo c’è una forte influenza dei clan provenienti dai confinanti comuni di Volla e di Afragola mentre ad Acerra c’è anche un’ingerenza dei clan di Caivano. Pomigliano invece presenta marcate caratteristiche proprie, autoctone” Lei negli ultimi anni ha insistito molto sull’usura. Ha lanciato un allarme su questo… “E’ il vero allarme del momento. Soprattutto a Pomigliano. Per la grande maggioranza anche l’usura viene gestita dalla camorra. C’è però un trenta per cento del fenomeno che è gestito dai cosiddetti colletti bianchi. E’ una tenaglia che stringe nella sua morsa le imprese, i cittadini, i commercianti. Per cui faccio un altro appello: rivolgetevi a noi e alle forze dell’ordine” L’usura è una forma di estorsione.. “Certo. A Pomigliano ci sono alcuni colletti bianchi che fanno proprio questo: prestano danaro a usura mantenendo rapporti personali con i clan. In questo modo riescono a incutere timore e ottengono sempre tutti i soldi che esigono. Quando una persona è sotto usura è un soggetto debole” E invece l’estorsione vera e propria quali settori caratterizza ? “Il mondo delle aziende, non tanto quello del commercio. In ogni caso alligna laddove si sa che ci sia una certa fatturazione di danaro. Ma il problema più grande è che le vittime hanno paura di denunciare. Però l’unico modo di venirne fuori è quello di denunciare. Intanto sto notando una cosa molto brutta: chi non vuole denunciare lo fa per una forma di convenienza personale. Io comunque lo ripeterò sempre: quando si denuncia la vittima non resta sola, c’è l’associazione, ci sono le forze dell’ordine, c’è la magistratura”

Riapriamo i sipari, al Teatro Italia di Acerra artisti uniti per la chiamata del Rotary

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ACERRA – La città di Acerra riapre al teatro con un evento speciale. In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, il Rotary Club Acerra-Casalnuovo “A. Montano” ha organizzato presso il Teatro Italia di Acerra, col patrocinio dei Comuni di Acerra e Casalnuovo, una serata speciale. “Riapriamo i sipari” si terrà domenica 27 marzo a partire dalle 18 al teatro acerrano con ingresso gratuito. Sul palco di via Castaldi tanti artisti locali per un momento di esibizione e di discussione al termine di due difficili anni per il settore dello spettacolo. L’evento vedrà infatti la partecipazione di Magic Vision, Teatro Italia Acerra, Il Teatro di Ottavio, Centro Internazionale Danza, Non Solo Sipario – Produzioni Teatrali Il Faro, Teatro Macco APS, Opus Cafè, Nuove Consonanze Onlus, Associazione MARIO MONTI, The DREAM Continues, Associazione Culturale Albatros, La fiaba di Fió, Officina Liberi Geniattori, Salotto Teatrale Troisi – Akery TV, i Folli Attori ed altre organizzazioni e associazioni che si aggiungeranno. Nel corso della serata sarà possibile acquistare i prodotti di Nativ Azienda Vinicola e Carofaro Pasticceria, contribuendo alla raccolta fondi per la Rotary Foundation. Gli organizzatori hanno creato un momento di solidarietà e cultura in un momento spartiacque per la collettività: “Vogliamo celebrare così, con la partecipazione di tutti, l’arte del palcoscenico che unisce i popoli e, al contempo, rafforza l’identità.”

Carburante, Governo ferma l’incremento per 3 mesi di appena 20 centesimi

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Il prezzo dei carburanti continua ad essere molto alto, seppure con un lieve calo rispetto alle scorse settimane. Il Governo aveva promesso di trovare una soluzione e pare che l’abbia trovata nell’accisa mobile.  In pratica il prezzo dei carburanti dovrebbe diminuire di un massimo di 15/20 centesimi al litro alla pompa per circa tre mesi, in cui verrebbe utilizzata come copertura finanziaria l’extragettivo Iva causato dai prezzi in aumento. In questo modo l’accisa, ossia la tassa sulla tassa, avrebbe un leggero calo e sarebbe possibile diminuire il costo dei carburanti. Il prezzo del petrolio nelle scorse settimane è diminuito di circa il 29 % eppure nonostante questo benzina e gas restano comunque altissimi. Ed è proprio per questo che la Procura di Roma, unitamente ad altri, sta attualmente indagando sulla vicenda per far luce su un nodo tutto italiano che ha destato sospetti fin da subito, al punto che si è parlato di forti speculazioni da parte delle aziende. Attualmente non ci sono novità sul caso carburanti aperto qualche settimane fa ma l’indagine continua perché se le supposizioni fatte da chi di dovere dovessero rivelarsi fondate allora si tratterebbe di una vera e propria truffa ai danni dei cittadini italiani.

Riforma Cartabia, ciclo di incontri della Scuola Bruniana. Si inizia martedì

Prenderà il via martedì 22 marzo alle 15 con un convegno on line il ciclo di incontri organizzato dalla Scuola Bruniana – Fondazione forense di Nola e dall’Ordine degli Avvocati di Nola dedicato alla cosiddetta Riforma Cartabia. Nello specifico, martedì si parlerà dell’Ufficio per il Processo e del giudizio di cognizione di primo grado. Dopo i saluti istituzionali del direttore della Scuola Bruniana, avvocato Vincenzo Salvati, e del Presidente del Tribunale di Nola, dottoressa Vincenza Barbalucca, ci saranno le relazioni di Geremia Casaburi, Presidente della prima sezione civile del Tribunale di Nola, che interverrà su “L’Ufficio per il processo: da progetto a realtà nel Tribunale di Nola”, e del professore Francesco De Santis, associato di Diritto processuale civile all’Università “Federico II”, che interverrà sul “Giudizio di cognizione di primo grado: novità ed obiettivi prefissati dalla legge 206/2021”. Le conclusioni saranno, invece, affidate al professore avvocato Antonio Vecchione dell’Università degli Studi di Salerno; moderatrice l’avvocato Paola Iannelli, dottore di ricerca in Diritto Processuale Civile e vicedirettore della Scuola Bruniana. La partecipazione darà diritto a tre crediti formativi, per iscriversi e ottenere il link per collegarsi al convegno è necessario inviare una email a scuolabruniana@pec.it

Verona – Napoli, come dite voi? (la trentottesima dell’alieno Gennaro)

Ciao, sono il tuo amico alieno Gennaro, come dite voi? Giulietta cos’è? Oggi sarò breve, perché devo scappare, devo andare a mangiarmi una bella pizza. Gli azzurri ripartono, non sono tutti al massimo, ma riescono ad avere la meglio sul Verona di Tudor. Il Napoli va in vantaggio con la prepotenza di Osimhen. E raddoppia nella ripresa grazie ad un’azione di rapina, che sfrutta un momento di sonnolenza avversaria, che bella fotografia di Osimhen,. Il Verona accorcia, ma i giochi sono fatti, il Napoli mantiene il controllo. Non un Napoli al top, ma una prestazione che consente agli azzurri di non perdere la capolista. Peccato per l’occasione persa contro il Milan, ma il Napoli non è morto. Felici per la vittoria, felici di vedere la capolista. Felici di aver vinto in un posto dove troviamo striscioni di dubbio gusto. Come dite voi? Cos’è Giulietta?

Condannato per aver adescato bimbe sui social: è un giudice del tribunale dei minori

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NAPOLI – Clamoroso verdetto per un giudice,  accusato di avere adescato alcune bambine tramite chat di un social network. Per questo un giudice onorario del tribunale dei minori di Napoli è stato condannato a dieci mesi e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. La sentenza è stata emessa dal tribunale monocratico di Roma dove il procedimento è giunto per competenza territoriale. I fatti risalgono agli anni 2016 -2017 e, da quanto emerso dalle indagini, i dialoghi avvenivano anche con altre utenze (di cui non è stato possibile risalire all’identificazione e non compaiono nel capo d’imputazione), con una media di 9 contatti al giorno per un totale di quasi ventimila messaggi, attraverso un account fittizio, con cui l’uomo avviava conversazioni con bambine utilizzando espressioni sessualmente esplicite. “Quando siamo venuti a conoscenza di tale condotta – afferma Roberto Mirabile presidente della onlus La Caramella Buona – abbiamo valutato approfonditamente quanto in nostro possesso e abbiamo deciso di costituirci parte civile al processo perché combattiamo la pedofilia da 25 anni e lo facciamo con ancora più forza quando a macchiarsi di questo reato sia un soggetto che dovrebbe proteggere i bambini e non importunarli. Grazie al lavoro del nostro avvocato Monica Nassisi siamo riusciti a confermare con forza il quadro accusatorio e il giudice ha condannato l’imputato nonostante il Pubblico Ministero ne avesse richiesto l’assoluzione”.

Operaio muore dopo calvario in seguito a incidente, chiesto processo per datore di lavoro

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E’ stato mandato a lavorare a due metri d’altezzasenza alcun dispositivo di sicurezza e su un trabattello “di fortuna” privo di parapetti. E’ frutto delle solite, gravi violazioni delle norme antinfortunistiche, ancora più fatali nei lavori in quota, la morte bianca, l’ennesima, di Enrico De Waure, resa ancora più tragica dal lungo calvario ospedaliero vissuto dal sessantatreenne operaio partenopeo, che non si è più ripreso dai gravi postumi della caduta di cui è rimasto vittima ed è deceduto dopo oltre sette mesi. A stabilirlo l’inchiesta della Procura di Napoli affidata al Pubblico Ministero dott. Mario Canale che, conclusione delle indagini preliminari del procedimento penale per il reato di omicidio colposo, con l’aggravante di essere stato commesso, per l’appunto, in violazione delle normative per la sicurezza sul lavoro, ha chiesto il rinvio a giudizio per il datore di lavoro che gli aveva affidato quell’intervento edilizio e che era stato iscritto fin da subito nel registro degli indagati: A. C., 54 anni, anche lui di Napoli. Riscontrando l’istanza, il Gip del Tribunale di Napoli, sezione 40, ha fissato per il 4 aprile 2022, dalle 10, l’udienza preliminare di un processo da cui i congiunti di De Waure si aspettano giustizia. L’incidente è successo il 9 luglio 2020 verso mezzogiorno. Com’è stato accertato dagli inquirenti il sessantatreenne era impegnato in alcuni lavori edili, in particolare di tinteggiatura, in un’unità immobiliare di via Vincenzo Ciaravolo dov’era in atto un intervento di manutenzione straordinaria e si trovava su un ponte mobile su ruote alto quasi due metri, quando ha perso l’equilibrio ed è caduto rovinosamente al suolo dall’impalcatura battendo violentemente la testa sul pavimento. De Waure è stato trasportato in ambulanza in condizioni gravissime e in codice rosso all’ospedale San Paolo dove però, non essendoci la Neurologia, non erano attrezzati per assistere adeguatamente il paziente che presentava un grave trauma cranico commmotivo con otorragia e stato di coma. Di qui l’immediato trasferimento al San Giovanni Bosco, dove De Waure, dopo otto ore di attesa nel reparto di Neurochirurgia, è stato ricoverato in Rianimazione, tenuto in coma farmacologico, e in prognosi riservata. I medici hanno dovuto operarlo al cervello per ridurre la pressione dell’ematoma e sottoporlo a tracheotomia. Solo l’inizio di una lunga via crucis, tra qualche timido segnale di miglioramento che aveva fatto sperare nel miracolo l’anziana mamma, i fratelli e le sorelle, che sono sempre rimasti al suo capezzale assistendolo con amore, e purtroppo altrettante ricadute. Il 21 settembre De Waure è stato trasferito nella casa di cura Santa Maria del Pozzo, a Somma Vesuviana, per tentare la riabilitazione, ma il 17 febbraio 2021 il suo fisico, duramente e troppo provato, ha manifestato l’ennesimo problema, un’emorragia interna: inutile il trasferimento d’urgenza all’ospedale del Mare, il 20 febbraio il suo cuore si è arreso. A questo punto la Procura di Napoli, che aveva già iscritto il fascicolo nel registro delle notizie di reato, attraverso il dott. Canale ha aperto un procedimento per omicidio colposo iscrivendo nel registro degli indagati A. C., il datore di lavoro dell’operaio e colui che gli aveva commissionato i lavori di manutenzione straordinaria dell’edificio in questione. Il magistrato, anche in considerazione del lungo lasso di tempo intercorso tra l’infortunio e il decesso, ha incaricato un consulente tecnico medico legale per effettuare l’autopsia, che non ha fatto che confermare come le morte fosse dovuta unicamente ai gravissimi postumi della caduta. I familiari, che inizialmente brancolavano nel buio non sapendo esattamente cosa fosse accaduto al loro caro, attraverso i consulenti Luigi Cisonna e Vincenzo Carotenuto si sono rivolti a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e tutela dei diritti dei cittadini, per essere assistiti in tutte le attività finalizzate al perseguimento dell’iter risarcitorio, fornendo anche ogni opportuno supporto peritale e tecnico al legale incaricato dalla famiglia per seguire le indagini preliminari. Acquisiti e vagliati tutti gli atti dell’inchiesta, le indagini di polizia giudiziaria e dell’organo di vigilanza preposto, gli accertamenti di polizia scientifica, le dichiarazioni delle persone informate sui fatti e la fitta documentazione sanitaria, non ultima la perizia autoptica, il Pm ha quindi chiesto l’emissione del decreto di rinvio a giudizio per l’imputato, accusato di aver causato la morte del suo lavoratore “per colpa dovuta a negligenza, imprudenza, imperizia nonché ad inosservanza” di svariati articoli del Testo Unico sulla Salute e Sicurezza del lavoro. In particolare, si imputa ad A. C. di “non aver dotato il lavoratore dei necessari dispositivi di sicurezza” per i lavori in quota; di “non averne verificato mediante l’acquisizione di attestati, la formazione e la relativa idoneità sanitaria”; di “avergli fornito un ponte mobile su ruote di altezza complessiva di cm 193 e dal suolo di cm 143 non circondato da normale parapetto e da tavola fermapiedi che ne impedissero la caduta”, come avrebbero prescritto le normative. Circostanze che acuiscono i rimpianti ma anche la rabbia dei familiari per una morte del tutto evitabile, così come la loro ansia di giustizia.

Pomigliano, passo decisivo per il nuovo Puc: arriva il parere

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POMIGLIANO D’ARCO – Nuovo passo in avanti decisivo per la fase operativa del Piano Urbanistico Comunale (PUC) di Pomigliano d’Arco. Un PUC che si potrebbe definire partecipativo, perché è anche il frutto di una larga condivisione di tutta la città, di associazioni del territorio e di semplici cittadini che con il loro contributo hanno arricchito uno strumento prezioso per voltare davvero pagina e mettere le basi per la Pomigliano del futuro. È infatti arrivato il “disco verde” della Città Metropolitana di Napoli che ha dichiarato la coerenza della componente strutturale alle strategie a scala sovracomunale fornendo prescrizioni e indicazioni per la redazione del PUC Operativo. La Città Metropolitana ha fornito indicazioni che il Comune potrà recepire, con grande facilità anche perché attengono alla futura predisposizione della componente operativa del PUC quando bisognerà definire nel dettaglio i parametri edilizi per ogni singola zona omogenea. «La dichiarazione di coerenza del PUC da parte della Città Metropolitana – sottolinea Gianluca Del Mastro – è motivo di grande soddisfazione per tutta l’Amministrazione che guido. È il risultato del lavoro integerrimo dell’Assessore Mena Iovine che è stata capace di coinvolgere tutta la cittadinanza, le associazioni, gli operatori del settore per discutere e costruire concretamente il progetto che si presenta come un piano organico e partecipato. Un ringraziamento va a tutto l’Ufficio tecnico e a tutti coloro che hanno concretamente collaborato al Piano che la Città attendeva da più di venti anni».