Due giovani fermati per l’omicidio del vicino: assassinato per un sacchetto dell’immondizia contestato

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Una discussione tra condomini sarebbe sfociata in un omicidio. È questa l’ipotesi sulla quale stanno lavorando i carabinieri dopo la morte di Salvatore Solimene, 46 anni, ferito mortalmente da alcuni colpi di pistola a Boscotrecase.

Nella notte i militari dell’Arma, su disposizione della Procura di Torre Annunziata, hanno notificato due decreti di fermo nei confronti di un 33enne e di un 27enne, accusati a vario titolo di aver preso parte alla violenta aggressione culminata con l’uccisione dell’uomo.

Secondo gli accertamenti finora eseguiti, la vicenda avrebbe avuto origine da una controversia tra vicini relativa allo smaltimento dei rifiuti. La tensione sarebbe rapidamente degenerata fino a trasformarsi in un confronto violento all’interno di un’area condominiale.

Durante la lite sarebbero stati esplosi tre colpi di arma da fuoco. Due proiettili hanno colpito il 46enne, che è stato soccorso in condizioni disperate. Nonostante i tentativi dei sanitari, per lui non c’è stato nulla da fare.

Le indagini dei carabinieri hanno consentito di recuperare una pistola calibro 9, ritenuta compatibile con il delitto e già sottoposta a sequestro. Gli investigatori stanno ora ricostruendo con precisione ruoli e responsabilità dei presenti.

L’inchiesta prosegue per chiarire tutti gli aspetti della vicenda che ha sconvolto la comunità vesuviana.

Somma Vesuviana, minacce al responsabile di un ufficio per una pratica di contenzioso. Scatta la denuncia

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La vicenda trae origine da una pratica di risarcimento relativa a un sinistro stradale avviata tra il 2019 e il 2020, per la quale un ufficio di assistenza aveva fornito supporto ai soggetti interessati, affidando la gestione della pratica a un professionista incaricato. A causa dei tempi necessari per l’iter assicurativo e giudiziario, la definizione della pratica si è protratta per diversi anni.
Nel maggio 2026, una persona si è presentata presso l’ufficio insieme a una delle interessate, lamentando i ritardi nella conclusione della procedura risarcitoria. Durante l’incontro avrebbe assunto un atteggiamento intimidatorio, pretendendo il pagamento immediato della somma di 3.000 euro e sostenendo che, qualora il risarcimento non fosse stato liquidato entro breve tempo dalla compagnia assicurativa, tale importo dovesse essere versato personalmente dal responsabile dell’ufficio. A fronte del rifiuto di tale richiesta, l’uomo avrebbe rivolto gravi minacce, prospettando anche violenze fisiche e l’utilizzo di un’arma da fuoco. Le intimidazioni sarebbero poi proseguite attraverso ulteriori contatti telefonici. Ritenendo la richiesta economica illegittima e percependo un concreto pericolo per la propria incolumità, il responsabile dell’ufficio ha presentato formale denuncia-querela per i fatti accaduti. Nell’ambito degli accertamenti sono state inoltre acquisite le registrazioni del sistema di videosorveglianza presente nei locali. Proprio le immagini registrate dalle telecamere si sono rivelate fondamentali per le indagini. Grazie al sistema di videosorveglianza, infatti, i carabinieri della Stazione di Castello di Cisterna sono riusciti a identificare il soggetto coinvolto nella vicenda e a procedere nei suoi confronti con gli accertamenti e i provvedimenti previsti dalla legge.

Spara al vicino dopo lite e lo uccide

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BOSCOTRECASE. Un uomo di 46 anni è stato ucciso nel pomeriggio di oggi al termine di una violenta lite culminata in una sparatoria. Il drammatico episodio si è verificato in corso Umberto I, dove sono intervenuti in pochi minuti i carabinieri, il personale del 118 e i vigili del fuoco dopo la segnalazione di alcuni residenti che avevano udito gli spari.

  La vittima è stata identificata in Salvatore Solimeno, classe 1980, persona già conosciuta alle forze dell’ordine. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, l’uomo sarebbe stato raggiunto da almeno un colpo d’arma da fuoco durante una discussione avvenuta in uno spazio comune situato alle spalle di alcune abitazioni della zona.   Ferito gravemente, Solimeno sarebbe riuscito a raggiungere la propria casa nel tentativo di chiedere aiuto, ma le sue condizioni si sono aggravate rapidamente fino al decesso. Gli accertamenti effettuati nelle prime ore dell’indagine fanno ritenere che il proiettile possa aver lesionato l’arteria femorale, provocando una massiccia emorragia.   Dopo l’allarme, l’area è stata immediatamente isolata dai carabinieri che hanno avviato i rilievi tecnico-scientifici. Sul luogo del delitto sono stati rinvenuti e sequestrati tre bossoli che saranno ora sottoposti ad analisi. Presenti anche il magistrato di turno della Procura di Torre Annunziata e il medico legale.   Le indagini si concentrano su un uomo residente nelle vicinanze, anch’egli già noto alle forze dell’ordine, ritenuto il principale sospettato. Secondo quanto emerso nelle ore successive al delitto, il presunto autore degli spari si sarebbe allontanato subito dopo i fatti facendo perdere le proprie tracce.   Gli investigatori stanno cercando di chiarire il movente dell’omicidio e di ricostruire con precisione le fasi che hanno preceduto la sparatoria. La ricerca del sospettato è tuttora in corso.

Nel cuore di Napoli l’identità di Pietrarsa: un marchio che affonda le proprie radici nella tradizione sartoriale partenopea

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  L’ispirazione prende forma nella Napoli contemporanea, ancora oggi come nell’800, capitale cosmopolita e raffinata di riferimento Europeo per arte commercio e moda, in questa ottica nasce la visione che ancora oggi guida Pietrarsa a proporre un abbigliamento maschile capace di coniugare stile, qualità e accessibilità. Ogni collezione è pensata per uomini che ricercano capi realizzati con materiali selezionati, lavorazioni accurate e una vestibilità studiata per durare nel tempo, mantenendo vivo il valore della tradizione sartoriale napoletana. Il brand si distingue per un’offerta che spazia dal classico al formale, fino al casual contemporaneo, interpretando le esigenze dell’uomo moderno senza rinunciare all’eleganza. La filosofia è semplice: offrire prodotti di alto livello, curati nei dettagli e nei tessuti, a un prezzo competitivo, rendendo la qualità un valore accessibile e concreto. Oggi Pietrarsa è presente nel centro di Napoli con due punti vendita: il primo in Corso Umberto I 38, storico asse commerciale della città, e il secondo in Via Domenico Morelli 36, nel cuore di una delle zone più eleganti del capoluogo partenopeo. Due spazi che rappresentano l’incontro tra tradizione e modernità, dove l’esperienza sartoriale incontra il gusto contemporaneo. Più che un semplice negozio di abbigliamento, Pietrarsa rappresenta una continuità culturale e stilistica che celebra l’eccellenza napoletana attraverso capi pensati per accompagnare il tempo, senza seguire le mode passeggere ma valorizzando qualità, carattere e autenticità. Pietrarsa non è soltanto un marchio, ma una dichiarazione di stile: l’idea che l’eleganza debba essere duratura, autentica e accessibile, proprio come la migliore tradizione sartoriale napoletana insegna da generazioni. ‎<Questo messaggio è stato modificato>

Somma Vesuviana, la coalizione a sostegno di Silvia Svanera: “Le istituzioni si riconoscono nei progetti credibili”

Riceviamo a dalla coalizione a sostegno della  sindaca Silvia Svanera e pubblichiamo
La presenza di rappresentanti regionali e nazionali a sostegno della nostra candidata sindaca Silvia Svanera non è una semplice testimonianza di vicinanza politica, ma il riconoscimento della credibilità di un progetto chiaro, coerente e radicato nel territorio.
La nostra è una coalizione politica, composta da forze che condividono valori, programmi e una visione di governo. Per questo può contare su interlocuzioni solide con i livelli sovracomunali, indispensabili per cogliere opportunità concrete: finanziamenti per opere pubbliche, riqualificazione di scuole e impianti sportivi, miglioramento dei trasporti, sostegno alle attività produttive e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale.
 Le istituzioni si riconoscono nei progetti credibili. Aggregazioni elettorali di carattere civico prive di una solida cornice politica non aiutano un’interlocuzione giusta con i livelli di governo sovracomunali.
Chi considera queste presenze semplici passerelle elettorali dimostra non solo una visione politica miope, più attenta alle dinamiche personalistiche della competizione elettorale che al futuro della città, ma anche una scarsa conoscenza del funzionamento delle istituzioni. Il Comune è l’ente più vicino ai cittadini, ma senza un dialogo costante e proficuo con Regione, Governo ed enti sovracomunali si rischia di perdere opportunità importanti per il territorio.
Amministrare bene significa anche saper costruire relazioni istituzionali solide e metterle al servizio della comunità, trasformandole in risorse, investimenti e risultati concreti per Somma Vesuviana.

La lettera. Somma verso il ballottaggio: i cittadini chiedono rispetto, non passerelle elettorali

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  Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’ing. Vincenzo Piscitelli, candidato ed ex consigliere comunale Mancano ormai pochi giorni al ballottaggio del 7 e 8 giugno che vedrà contrapposti Antonio Granato e Silvia Svanera nella corsa alla guida del Comune di Somma Vesuviana. Una sfida che, nelle ultime settimane, ha assunto sempre più una dimensione sovracomunale, con l’arrivo in città di parlamentari, consiglieri regionali, assessori ed esponenti nazionali del centrosinistra chiamati a sostenere la candidatura di Silvia Svanera.   Una presenza massiccia che pone però una domanda politica tutt’altro che secondaria: dov’erano questi rappresentanti istituzionali quando Somma Vesuviana viveva una delle fasi più delicate della sua storia amministrativa?   Per giorni i cittadini hanno assistito a un susseguirsi di comizi, incontri pubblici, fotografie e appelli al voto. Un vero e proprio pellegrinaggio politico che racconta quanto il voto sommese sia considerato strategico dagli equilibri regionali. Eppure è proprio qui che emerge una contraddizione evidente.   La memoria dei cittadini non è corta. L’ultima esperienza amministrativa guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno si è conclusa anzitempo in un clima caratterizzato da tensioni e dinamiche che molti osservatori hanno ricondotto più agli equilibri politici esterni che alle reali esigenze della comunità locale. Una vicenda che ha lasciato in molti la sensazione che il destino dell’amministrazione cittadina sia stato deciso lontano da Somma Vesuviana, all’interno di logiche e accordi che nulla avevano a che fare con le priorità dei cittadini.   Ed è proprio questo il punto politico centrale. Chi oggi arriva a Somma Vesuviana per chiedere fiducia agli elettori dovrebbe spiegare ai cittadini quale garanzia esista affinché il futuro dell’ente non venga nuovamente condizionato da decisioni assunte nelle segreterie di partito o nei palazzi regionali.   I sommesi hanno il diritto di scegliere il proprio sindaco e la propria amministrazione senza il timore che, una volta spenti i riflettori della campagna elettorale, il destino della città possa essere nuovamente subordinato a strategie che guardano altrove.   Le campagne elettorali passano, le passerelle finiscono e gli onorevoli tornano a Roma o a Napoli. A restare sono i cittadini, i problemi della città e la necessità di garantire stabilità amministrativa.   Per questo motivo il tema vero di questo ballottaggio non è soltanto chi vincerà tra Antonio Granato e Silvia Svanera. La questione è capire se Somma Vesuviana potrà finalmente tornare ad essere governata dai sommesi e per i sommesi oppure se continuerà ad essere terreno di conquista per strategie politiche decise altrove.   I cittadini, questa volta, meritano una risposta chiara prima di recarsi alle urne.

Viribus Unitis 100, l’Under 19 verso la Coppa Campania: oggi la finale contro il Real Bacoli Sibilla

La categoria Under 19 della Viribus Unitis 100 di Somma Vesuviana è pronta a scrivere una pagina importante della propria storia sportiva. Oggi, venerdì 5 giugno, infatti, i giovani rossoblù disputeranno per la prima volta la finale di Coppa Campania contro il Real Bacoli Sibilla. La gara si giocherà oggi alle ore 17 allo stadio “Alberto Vallefuoco” di Mugnano di Napoli e rappresenta un traguardo storico per il club sommese. Dopo aver conquistato sei vittorie nel percorso di Coppa Campania, la formazione Under 19 è riuscita a raggiungere per la prima volta l’atto conclusivo della competizione. Un risultato ottenuto grazie al lavoro svolto dal tecnico Tommaso Pentella, responsabile anche del settore giovanile, e dal suo collaboratore Andrea Secondulfo. Per la squadra, tuttavia, questa finale non rappresenta un punto d’arrivo, ma una nuova tappa di un percorso di crescita iniziato due anni fa. «Vincere questa coppa significherebbe coronare il percorso intrapreso, ma soprattutto valorizzare ancora di più il lavoro svolto in questi due anni, dando il giusto riconoscimento ai sacrifici, all’impegno e alla dedizione che hanno accompagnato ogni momento da quando ho iniziato questo percorso», ha dichiarato Tommaso Pentella. L’allenatore individua il segreto di questo gruppo nella capacità di aver costruito un ambiente sereno e coeso, fondato sulla fiducia reciproca e sulla valorizzazione di ogni singolo ragazzo. Un lavoro condiviso con Andrea Secondulfo, collaboratore e amico di lunga data, scelto per la sua serietà e per il rapporto di stima che li lega da anni. Ed è forse proprio questo spirito di squadra, unito alla passione e al sacrificio quotidiano, ad aver permesso alla Viribus Unitis 100 di raggiungere uno dei traguardi più prestigiosi della sua storia recente.

Acerra, sequestra la compagna per 5 giorni poi si mimetizza tra la folla quando arrivano i carabinieri

ACERRA – Assisteva all’intervento dei carabinieri confuso tra i curiosi, osservando da pochi metri il salvataggio della donna che, secondo gli investigatori, avrebbe tenuto segregata in casa per cinque giorni. È uno dei particolari più inquietanti della vicenda avvenuta ad Acerra e conclusasi con l’arresto di un 34enne. Tutto è iniziato quando un cittadino ha sentito provenire da un’abitazione delle grida disperate. Le richieste di aiuto provenivano da una donna di 34 anni che si trovava all’interno dell’appartamento senza possibilità di uscire. L’uomo non ha esitato e ha chiamato il numero di emergenza 112. I carabinieri sono arrivati sul posto poco dopo le 20.30 trovando l’abitazione completamente chiusa. La porta d’ingresso risultava sbarrata mentre l’unica finestra disponibile era protetta da una pesante cancellata metallica. Per raggiungere la donna è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Una volta liberata, la 34enne ha raccontato di essere rimasta rinchiusa nell’abitazione per cinque giorni consecutivi. Secondo la sua versione, il compagno usciva di casa portando con sé le chiavi e il telefono cellulare della donna, lasciandola completamente isolata. La vittima ha inoltre riferito ai militari di aver subito episodi di violenza e maltrattamenti e di aver vissuto quei giorni in uno stato di forte paura. Proprio il timore di possibili ritorsioni avrebbe reso ancora più difficile chiedere aiuto. Mentre i soccorritori e i carabinieri erano impegnati nelle operazioni di salvataggio, il presunto responsabile si trovava nelle immediate vicinanze. Era tra le persone che osservavano quanto stava accadendo, cercando di passare inosservato. Il tentativo, però, non è riuscito. I militari lo hanno riconosciuto e fermato immediatamente. Dopo gli accertamenti, per il 34enne sono scattate le manette con l’accusa di sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia. L’uomo è stato condotto in carcere mentre la donna è stata affidata alle cure e all’assistenza previste per le vittime di violenza domestica. Una vicenda che ha profondamente colpito la comunità locale e che riporta l’attenzione sul fenomeno delle violenze tra le mura domestiche.

Acerra, la risposta dello Stato: imprenditore arrestato, sequestro record di tabacchi a Pomigliano

  ACERRA – Un arresto, cinque tonnellate di tabacchi lavorati esteri sequestrate e centinaia di controlli sul territorio. È il bilancio della vasta operazione ad “alto impatto” condotta nella mattinata di ieri ad Acerra e nelle zone limitrofe da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza.   L’attività, coordinata nell’ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio, ha visto l’impiego di numerosi uomini e mezzi appartenenti alle diverse forze dell’ordine. In campo gli agenti della Squadra Mobile di Napoli, del Commissariato di Acerra, del Reparto Prevenzione Crimine Campania e delle unità cinofile della Polizia di Stato. Presenti anche i militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, supportati dal personale della Polizia Metropolitana di Napoli.   Durante i controlli sono state identificate 273 persone e sottoposti a verifica 171 veicoli. Gli operatori hanno inoltre elevato 29 verbali per violazioni al Codice della Strada.   Nel corso delle attività sono state effettuate numerose perquisizioni che hanno portato alla denuncia di una persona trovata in possesso di 31 munizioni calibro 45 detenute illegalmente. Due soggetti sono stati invece segnalati amministrativamente per possesso di sostanze stupefacenti ad uso personale. Complessivamente sono stati sequestrati circa 20 grammi tra cocaina e hashish.   L’episodio più rilevante riguarda però il contrasto al contrabbando di tabacchi. Gli investigatori hanno eseguito una perquisizione all’interno di una società con sede a Pomigliano d’Arco, dove sono state rinvenute 12 pedane contenenti 500 casse di tabacchi lavorati esteri da 10 chilogrammi ciascuna. Il quantitativo complessivo ammonta a circa 5.000 chilogrammi di merce risultata introdotta in evasione dell’accisa.   Al termine degli accertamenti un uomo di 63 anni, ritenuto responsabile della detenzione del carico, è stato arrestato con l’accusa di contrabbando di tabacchi lavorati esteri.

Prostitute uccise, Landolfi prova a impiccarsi in cella. Era già stato aggredito

  SANT’ANASTASIA – Ha tentato di farla finita nel carcere di Poggioreale l’uomo che poche settimane fa ha confessato il duplice omicidio di due prostitute ritrovate senza vita in un cantiere abbandonato di Pollena Trocchia. Mario Landolfi, 48 anni, residente a Sant’Anastasia, avrebbe cercato di impiccarsi utilizzando un lenzuolo all’interno della struttura penitenziaria. A raccontare quanto accaduto è stata la moglie Fiorina Romano. «Ha ancora i segni sul collo», ha spiegato la donna. Un episodio che segue un’altra presunta aggressione denunciata dallo stesso detenuto. Secondo il racconto della consorte, infatti, alcuni giorni prima qualcuno avrebbe tentato di soffocarlo con un cuscino mentre dormiva. Dopo la segnalazione agli agenti della Polizia Penitenziaria sarebbe stato disposto il trasferimento in un altro reparto. La vicenda continua a scuotere profondamente Sant’Anastasia, dove Landolfi era conosciuto. L’uomo, sposato e padre di famiglia, viveva nel comune vesuviano ed è stato identificato dai carabinieri poche ore dopo il ritrovamento dei corpi delle due vittime grazie alle testimonianze raccolte sul posto. Secondo la moglie, il 48enne sarebbe oggi profondamente provato. «Ora che è lucido è pentito di quello che ha fatto», ha dichiarato. Durante i colloqui con le figlie, aggiunge la donna, scoppierebbe spesso in lacrime. Fiorina Romano continua a sostenere di non aver mai sospettato nulla. «Non avrei mai immaginato che fosse capace di uccidere qualcuno», afferma. E ricorda la notte in cui i carabinieri arrivarono a casa per arrestarlo: «Lui stava dormendo. L’ho svegliato e gli ho detto: “cosa hai combinato?”. Lui mi guardò e non rispose nulla». Mentre la giustizia prosegue il suo corso, resta alta l’attenzione sulle condizioni del detenuto e sulla sua sicurezza all’interno del carcere.