Pomigliano, il Pd: “Chiosco abusivo in pieno centro “
Il gruppo consiliare ha diffidato il Comune. E il onsigliere Russo ha denunciato il caso in Procura.
Chiosco nel centro cittadino: è polemica a colpi di denunce e diffide. I quattro consiglieri comunali del Partito democratico di Pomigliano hanno infatti consegnato una diffida ai dirigenti del comune attraverso cui intimato all’autorità di ” ripristinare la legalità in viale Terracciano “. Qui, al centro della strada, tra le più importanti della città delle fabbriche, l’ente locale ha fatto realizzare il chiosco di un bar, una struttura. ” L’hanno fatta realizzare con un atto illegittimo: si tratta di un’opera abusiva “, sostengono però gli esponenti dell’opposizione. Si tratta del chiosco di un bar in corso di apertura. Secondo quanto affermato nella diffida ” il chiosco non poteva essere realizzato sulla base delle norme urbanistiche vigenti nel territorio di Pomigliano “. E sempre a proposito di questa vicenda Giovanni Russo, consigliere comunale Pd, ha anche consegnato alla Procura di Nola una denuncia. All’interno si afferma che il manufatto realizzato in viale Terracciano ” è a tutti gli effetti di legge un manufatto abusivo “. ” Per realizzare un’opera del genere – spiega sostanzialmente Russo – ci vuole un permesso a costruire in quanto si tratta di una struttura permanente che crea un volume e che quindi è soggetta a precisi vincoli di legge “. Il particolare su cui si basano i democrat è che l’edificio di viale Terracciano è stato ancorato al suolo per cui, sempre in base a quanto sostengono, non si può ritenere che sia una struttura rimovibile.
Ercolano illustra al mondo i valori vitali della classicità, e perciò è già, nei fatti, capitale della cultura
I reperti di Ercolano illustrarono alla cultura europea i valori del realismo dell’arte classica. Le incisioni del Piroli. L’epicureismo e la Villa dei Papiri. La continuità vitale della storia della città. La villa settecentesca dei Riario Sforza. Il MAV. Una rarità: i reperti in legno.
“ Si va ormai a Ercolano per completare e integrare la visione di Pompei”
Amedeo Maiuri
Sul finire degli anni ’70 gli studenti universitari che seguivano con passione le illuminanti lezioni di archeologia tenute dal prof. Achille Adriani si dividevano in ammiratori di Pompei e in ammiratori di Ercolano. Tra i filo- ercolanesi erano diffusi due sospetti, che per Amedeo Maiuri esistessero, ai piedi del Vesuvio, solo Pompei e Ercolano, e che Pompei fosse molto più importante di Ercolano. I fatti, e in primo luogo gli scavi di Somma, hanno dimostrato che il primo sospetto era fondato, mentre la lettura completa degli scritti del grande archeologo hanno annacquato, di molto, l’altro sospetto.
Da sempre Pompei mi incuriosisce, Ercolano mi affascina. Quando visito Pompei, non riesco a liberarmi dall’idea che l’eruzione del 79 abbia interrotto per sempre la storia della città trasformandola in una metafora: della insensibilità degli dei, per Marziale e per Stazio; del tempo che tutto implacabilmente dissolve, per Marco Aurelio, e, per Leopardi, della stoltezza degli uomini che si lasciano sedurre dalle illusioni. Invece, non appena entro in Ercolano, ricordo che per quelle strade un giorno si aggiravano Filodemo di Gadara e Sirone, seguiti dai loro allievi, tra i quali c’erano Virgilio e i suoi amici Plozio, Vario, Quintilio, e che questi nomi vennero letti da Marcello Gigante in un frustulo di un papiro ercolanese. Manca il nome di Orazio, che però nella satira I, 5 indica gli amici di Virgilio nello stesso ordine del papiro: Plozio e Vario. La gloria del poeta dell’ Eneide illumina sia Ercolano che Mantova, scelta come capitale della cultura per il 2016.
Filodemo parlava ai suoi allievi di temi eterni, l’invidia, la calunnia, l’avidità, e intanto raccoglieva la sua biblioteca nella villa dei Pisoni, o dei Papiri, il cui scavo, scrisse Amedeo Maiuri, “ è la più avventurosa e la più romanzesca vicenda della storia degli scavi”. Le scuole di Filodemo e di Sirone a Ercolano e a Napoli furono l’officina dell’ epicureismo italico, e non è difficile dimostrare che i valori di questo epicureismo sopravvissero fino a diventare lievito della cultura napoletana, alimento archetipo anche di quella “ strafottenza” che qualche giorno fa Erri De Luca ha indicato come “virtù” importante del carattere dei cittadini di Partenope, riducendola però a qualità riflessa, a impulsiva contestazione dell’arroganza dei Piemontesi conquistatori.
Ogni volta che visito Ercolano, sento che non vi è stacco tra i resti della città antica e le forme che la vita assume lungo le strade della città di oggi: la prima assorbe i clamori dell’altra e le trasmette, in cambio, i suoi silenzi carichi di voci e di suggestioni. In un suo prezioso libro Amedeo Maiuri ricordò che le statue dei cittadini importanti, “ i notabili del luogo”, trovate nel Foro e nel Teatro di Ercolano ( v. foto in appendice), avevano “ quell’aria di provinciali danarosi e sicuri di sé che dava ai nervi a Cicerone quando rimproverava ai Capuani la loro magniloquente alterigia.”. Era “gente pratica” che con il proprio danaro aveva risolto qualche problema della città, messa in ginocchio dal terremoto del 63 d.C., e aveva ricevuto in cambio l’onore della statua eretta in luogo pubblico: Anneo Mammiano Rufo forse aveva fatto costruire il teatro, e Lucio Mammio Massimo il mercato coperto, e i Remmi, padre e figlio, l’ufficio di pesi e misure: avevano, tutti, “volti contadineschi, mascelle salde e robuste, naso largo carnoso”.
Questo tipo vesuviano – un tipo psicologico e fisico – esiste ancora. Ercolano ha trasmesso alla cultura europea i valori del realismo propri delle arti figurative dell’ ellenismo e dell’età imperiale. Sarebbe interessante studiare la misura dell’influenza che esercitò sugli artisti francesi il volume “ Antiquités d’ Herculanum”, con le immagini degli affreschi riprodotte dall’incisore romano Tommaso Piroli, che venne pubblicato nel 1804, a Parigi, dai fratelli Piranesi e dallo stampatore – libraio Leblanc. E Lord Hamilton e Emma Lyon Hamilton amarono Ercolano quanto Pompei: lo dimostrava la loro collezione di reperti.
A metà del sec.XVIII Gerolamo Riario Sforza si fece costruire a Ercolano, all’inizio della strada detta del “ Miglio d’oro”, una villa che il canonico Celano definì “ la Regina delle Ville, non solo di questi luoghi, ma di tutta Napoli”, “ niuna essendovene, di quelle che ai privati appartengono, che la uguagli in magnificenza, buon gusto e splendidezza”. Il Riario Sforza riprodusse, nell’architettura, nelle decorazioni, nelle epigrafi, e perfino “nel bosco”, una villa romana, dimostrando, con concreta immediatezza, l’attualità dei valori classici del bello e del “buon gusto”. Ma tutto il Miglio d’Oro, con le sue ville storiche, i suoi palazzi, con le rovine drammatiche del presente, con la gente che non è mai indistinta folla, ci dimostra che anche nel disordine di oggi ci sono i segni di un ordine che potremmo classificare con una parola dallo smisurato campo semantico, “humanitas”. E il MAV, il Museo Archeologico Virtuale, è il documento più suggestivo e più complicato della vitalità perenne della civiltà classica, capace di dare risposte significative anche quando si incontra con la tecnologia del post-moderno.
Ercolano è, nei fatti, capitale della cultura. Ercolano e Pompei ci dicono da dove dovremo ripartire, quando decideremo di ripartire. Per ripartire, è anche necessario che i docenti delle scuole vesuviane incomincino a inserire tra gli obblighi di programma le visite guidate a Ercolano, alla città di ieri e a quella di oggi, al MAV, alle ville e ai palazzi del “ Miglio d’oro”, al Museo Archeologico di Napoli. Consentitemi una “sententia” enfatica, che però qui “ci azzecca”: chi non conosce la propria terra, non conosce sé stesso: chi non ha visto i reperti in legno ercolanesi ( vedi foto) che il Vesuvio non riuscì a distruggere, non sa che le cose parlano, e non sa quante storie siano in grado di raccontare, se sei capace di ascoltare.
Mariglianella: In Aula Consiliare il Convegno “Evoluzione legislativa a tutela delle persone disabili”
L’Associazione Forense di Marigliano ha organizzato questo speciale evento a scopo formativo con l’Avvocato Anna Iossa e l’Avvocato Umberto Caccia che ha anche introdotto e moderato il convegno.
Sabato 7 novembre nell’Aula Consiliare di Mariglianella, con l’Ordine degli Avvocati di Nola e la compartecipazione dell’Associazione Forense di Marigliano, l’Ordine degli Psicologi della Campania e dell’ospitale Comune di Mariglianella, con il Sindaco Felice Di Maiolo, è stato svolto il Convegno intitolato “Evoluzione legislativa a tutela delle persone disabili”. L’Associazione Forense di Marigliano ha organizzato questo speciale evento a scopo formativo con l’Avvocato Anna Iossa e l’Avvocato Umberto Caccia che ha anche introdotto e moderato il convegno.
Il Sindaco di Mariglianella, Felice Di Maiolo, nel suo saluto ha sottolineato “il costante sforzo che come Amministrazione Comunale facciamo sul fronte delle politiche sociali le cui risorse si riducono sempre di più. Oltre alla disabilità, che teniamo in debito conto, ci stiamo confrontando con la povertà. Abbiamo attuato il sostegno alimentare cui hanno accesso 157 famiglie comprendenti circa 600 persone. Ringrazio i qui presenti promotori e relatori: il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Nola, Avv. Urraro; il curatore, Avv. Caccia; lo psichiatra, Dott. De Feo; la psicologa Dott.ssa Bolero e per suo tramite il presidente dell’Ordine Dott.ssa Bozzaotra; il Dott. Capasso, Sostituto Procuratore della Repubblica a Nola, l’Analista del Comportamento, Dott.ssa Mosca, nostra stimata concittadina; il valente Dott. Anaclerio, Direttore dell’Ambito Territoriale n. 22 e la promotrice di questa importante iniziativa, Avv. Anna Iossa”. Fra i tanti che hanno seguito il convegno vi erano i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, l’Assessore Arcangelo Russo ed il Consigliere Comunale, Capogruppo di Maggioranza, Rocco Ruggiero.
Nei sui saluti il Presidente del’Ordine degli Avvocati di Nola, Avv. Francesco Urraro ha apprezzato “il tema così sensibile mai da noi trattato prima. Sono da riconoscere i diritti specifici e da abbattere i tempi lunghi per la prima udienza che a volte arriva ad un anno mentre l’Avvocatura soffre il sotto dimensionamento spaventoso degli amministrativi. A tal proposito il Ministro della Giustizia, On.le Andrea Orlando, che la settimana scorsa ha fatto visita ai vertici istituzionali dell’Avvocatura e della Magistratura Nolana, lascia ben sperare per l’incremento di risorse umane ed economiche per la maggiore efficienza della Giurisdizione”.
Queste le interessanti relazioni svolte: Il medico e psichiatra, Dott. Salvatore De Feo, con “La proposta di riforma ed il superamento dell’O.P.G.”; la psicologa e psicoterapeuta, Dott.ssa Filomena Bolero, con “La discriminazione delle persone con disabilità”; il Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Nola, Dott. Ciro Capasso, con “Misure per la tutela giudiziaria delle vittime di discriminazione”; l’Avvocato Milena Guida con “Emersione dal lavoro irregolare nell’attività di assistenza e sostegno alle famiglie”; la Dott.ssa Carmen Mosca, Vicepresidente “Associazione Orientamento Autismo” con “Le Associazioni e i familiari come partecipanti attivi: la rete intorno alle disabilità”; Infine il Dott. Nicola Anaclerio, Direttore dell’Ambito territoriale n. 22 ha chiuso i lavori trattando le “Politiche sociali: diritti ed inclusioni”. Ai partecipanti, in regola con le firme di controllo, sono stati consegnati attestati con crediti formativi.
Via Cesare Augusto: cantiere da troppi anni
Il Sindaco: «Sembra che sia tutto fermo, invece, stanno ultimando i cosiddetti sotto-servizi. In ogni caso, l’opera sarà presto completata»
Alberi secolari che disegnavano un lieto sentiero e conducevano verso una “valle deliziosa”, intessendo con i loro colori un ritratto di felicità. Via Cesare Augusto. L’Ottaviano bella. Antica. Amata. Ma tutto ciò non esiste più. Ormai, è qualche anno che conviviamo con le macerie. Pietre scalcinate e polvere si dilaniano, dando soltanto un ricordo triste di un paesaggio che nessuno, tra gli abitanti di Ottaviano, potrà mai dimenticare. Eppure le precedenti amministrazioni ci avevano assicurato con progetto alla mano che tutto sarebbe diventato migliore. Nessuno avrebbe avuto di che temere: un paesaggio diverso, migliore avrebbe presto alleviato i nostri occhi. È anche vero che le radici degli alberi si erano impossessate dell’intera strada, rialzando l’asfalto e provocando seri danni alle vetture che la percorrevano. Le pigne, poi, cadevano dagli alberi anche spinte da tenui brezze, colpendo non solo veicoli, ma anche pedoni. C’era poi la necessità di creare un nuovo impianto fognario. Insomma le pretese erano tante, bisognava pure soddisfarle! Con una strada così in dissesto non si poteva più restare a guardare.
Ma nessuno avrebbe immaginato che i lavori andassero così per le lunghe. Certo, ora, essi sono avviati e attivi, ma ciò è avvenuto non senza lamentele e solleciti di residenti e commercianti. Proprio questi ultimi hanno ricevuto i maggiori danni, alcune attività sono state chiuse per il calo dei profitti causato dall’inaccessibilità della strada, altre lamentano di fare la stessa fine, e i giovani si lagnano di aver perso il loro luogo di ritrovo.
Un tratto di strada è stato riaperto, ma una buona parte è ancora un cantiere.
Intanto, mentre i danni fanno da testimonio al tempo che scorre, vogliamo ricordare il progetto che il Comune a suo tempo presentò, e che in parte si intravvede nel tratto già aperto, sperando che rispetti quanto promesso, almeno per riscattare tutti i mali sopportati.
Ricordate l’isola centrale? Ebbene dimenticatela. Sarà sostituita da uno spartitraffico di 50 cm circa arricchito di aiuole. Sul lato destro della strada, osservata dal basso verso l’alto, sarà costruito un marciapiede di 3 metri, per la gioia dei genitori che accompagnano i loro piccoli a scuola. Il lato sinistro della strada avrà un marciapiede molto più grande abbellito di fioriere e panchine. Gli alberi non mancheranno di certo: più grandi a sinistra,più bassi a destra offrendo a tutti l’impressione di trovarsi in un luogo davvero diverso. Grazie ai finanziamenti dati dalla regione sarà possibile sostituire anche la pubblica illuminazione. Ad ogni incrocio ci saranno rotatorie onde evitare i tanti incidenti causati, soprattutto, dai motorini che, oltrepassando il marciapiede centrale, si immettono irregolarmente sulla corsia opposta.
Un albero di Ulivo è stato piantato, il mese scorso, al centro di una rotatoria all’incrocio tra via Cesare Augusto e San Michele, come simbolo di una rinascita, di una crescita. Una parte della strada è stata riaperta, si vedono miglioramenti. E’ così che il sindaco, Luca Capasso, risponde alle tante polemiche sorte: «Sembra che sia tutto fermo, invece, stanno ultimando i cosiddetti sotto-servizi. In ogni caso, l’opera sarà presto completata, come più volte ho garantito mettendoci la faccia, l’impegno personale e quello di tutta l’amministrazione comunale. Stiamo parlando di un’opera rimasta ferma per molti anni e in pochi, davvero pochi, hanno alzato la voce o chiesto spiegazione di questi ritardi. Ci siamo tenuti la strada incompiuta, abbiamo sopportato, abbiamo taciuto. Ora è cambiato tutto, un tratto è stato completato e i lavori procedono: mi piacerebbe dirvi che saranno finiti in una notte, ma nessuno ha la bacchetta magica. Prendere in giro la gente, poi, non è mai stato il mio sport preferito: ho sempre detto le cose come stanno, ho chiesto pazienza ma, allo stesso tempo, non mi sono fermato un attimo per fare in modo che i lavori ripartissero. Siamo nel rush finale, manca davvero poco».
Somma, dal Casamale a via Aldo Moro e fino a Rione Trieste giovani incivili crescono
Silente, ma costante, si allarga la macchia del protagonismo negativo di tanti giovani. Controlli e politica non pervenuti.
“Se non c’è la presenza di Cristo nelle nostre vite, non c’ è rispetto per niente e ogni valore è compromesso”. E’ uno dei pensieri che Padre Costanzo, parroco della storica Chiesa Collegiata, allocata nel cuore del borgo antico Casamale, ha voluto trasmettere ieri alla comunità parrocchiale a margine di un’omelia incentrata anche sull’invito ad amare la nostra terra, a difendere e a proteggere il nostro quartiere, i nostri spazi.
“Basta- aggiunge il parroco- basta allo spettacolo indecente che ogni mattina si presente alla nostra vista, ovvero bottiglie vuote, cartacce sporche, bicchieri e cartoni sui gradini della nostra Chiesa. Basta! Dove è finito il rispetto per i luoghi sacri? Queste cose in passato non avvenivano, nessuno si permetteva di offendere i monumenti, i luoghi sacri. Perché i nostri giovani continuano a bivaccare e a imbrattare questo posto? Dobbiamo interrogarci tutti e , nello stesso tempo, tutti noi dobbiamo essere sentinelle dell’ambiente in cui viviamo. Nessuno deve girare la testa dall’altra parte . Andrò dal sindaco a chiedere maggiori controlli e più severità e invito voi tutti a vigilare”.
Una storia vecchia quella dell’inciviltà imperante nei nostri territori e Somma non fa eccezione. Anzi. Abbiamo scritto fiumi di parole, molti volontari e attivisti così come le associazioni religiose organizzano spesso iniziative per ripulire laddove si sporca o per sensibilizzare le giovani generazioni ma nulla sembra cambiare. Tant’è che si continua a bivaccare e a consumare alimenti sui gradini della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli a Rione Trieste così come si bivacca, e non poche volte si lasciano segni evidenti di urine, sui grandini della Chiesa Collegiata. Non solo. Cartoni, cartacce, bottiglie vuote si lasciano sui muretti delle scuole e delle piazze, così come si continua a imbrattare, senza ritegno, lo spazio antistante la Banca di Credito Popolare nella centralissima Via Aldo Moro.
Nonostante la lettera/denuncia di una lettrice di qualche settimana fa, i vandali e gli incivili continuano a sporcare e in particolare di lunedì mattina in quel posto lo spettacolo è davvero indecoroso: lattine di coca cola, residui di pizza, di panini, dolci calpestati, nutella sulla ringhiera. Ogni mattina gli operatori ecologici, ormai rassegnati, puliscono e rimuovono lo sporco , ma di controlli e di sanzioni pesanti neanche l’ombra. In molti comuni italiani sono state emanate ordinanze per la tutela dei beni monumentali contro ogni forma di comportamento lesivo della pubblica fruizione, della sicurezza e del decoro delle aree legate a luoghi storici e non solo.
In tali aree è vietato sia bivaccare che fermarsi per consumare alimenti (a meno che non si tratti di manifestazioni ed eventi organizzati e autorizzati) e la sanzione prevista va da 25 a 500 euro con pagamenti in misura ridotta di 50 euro. Inoltre, se i luoghi subiscono dei danni o forme di occupazione abusiva con dei beni mobili (cartoni ed altro) viene fatto obbligo al trasgressore di occuparsi personalmente della rimozione o del ripristino del luogo. Ma la parte più importante sta nel fatto che gli agenti municipali nei primi giorni di vigenza dell’ordinanza sono tenuti a fare informazione nei confronti delle persone, con invito a porre fine al comportamento sanzionabile. Segue poi il controllo e nelle zone critiche dove, prima o poi qualcuno viene individuato e sanzionato. Senza sconti, ovviamente.
Probabilmente questa ordinanza è stata pensata oppure già esiste anche a Somma, ma non ci risulta, al momento, che ad essa corrisponda regolare applicabilità e controllo. A Somma c’è immobilismo totale, sono anni che l’organico della polizia municipale è sempre ridotto, i soldi per gli straordinari non ci sono mai, le telecamere sono pochissime e non se ne possono comprare altre, l’assessore di riferimento riesce a durare il tempo di conoscere appena il territorio e quasi mai riesce ad avviare nuove iniziative. A Somma la tutela dell’ambiente e del decoro urbano vengono trascurate da una politica locale costantemente in crisi e litigiosa. E chest’è.
Ipermercati e concorrenza sleale: “Ma le Asl e l’Ispettorato del Lavoro che fanno?”
La grande distribuzione del lavoro regolarmente contrattualizzato è minacciata dalle aziende del riciclaggio. Immobili gli organismi di controllo.
Nonostante i problemi legati alla riduzione salariale e ai tagli occupazionali il settore della grande distribuzione nazionale e multinazionale resta quello in cui il rispetto dei contratti e dei diritti sostanziali dei lavoratori è complessivamente tutelato, sia pure tra le sempre maggiori difficoltà del momento. Così come in questo ambito tutelata risulta anche la vendita del prodotto alimentare di qualità. Il problema è che, politiche liberiste a parte, la gestione della grande distribuzione legale è seriamente minacciata dalle aziende del riciclaggio di danaro sporco, che con i loro piccoli supermercati, in particolare nel Mezzogiorno d’Italia, fanno concorrenza sleale offrendo prodotti a prezzi stracciati grazie a una diffusa illegalità sul fronte delle tutele normative, sindacali e occupazionali. In pratica, a causa dello sfruttamento e del lavoro nero nella galassia dei piccoli supermercati campani, viene danneggiato nettamente l’andamento economico delle grandi catene commerciali in cui non si può lavorare se non attraverso un contratto regolare. Più volte le grandi aziende della distribuzione si sono rivolte all’Ispettorato del Lavoro e alle Asl allo scopo di chiedere il rispetto da parte di tutti dei vincoli sindacali e delle normative che impongono l’esercizio commerciale nell’ambito di spazi adeguati, sia sotto il profilo della sicurezza che sotto quello sanitario. Sforzi che però si sono rivelati inutili.
Terra dei Fuochi, Di Maio ad Alfano: ” tutelare l’incolumità di Alessandro Cannavacciuolo “
Dopo le ultime minacce il vicepresidente della Camera trasmette un’interrogazione al ministro dell’Interno.
Il contenuto dell’interrogazione trasmessa al ministro dell’Interno Angelino Alfano è di quelli che non ammettono interpretazioni. Secondo il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, il figlio dei pastori di Acerra, Alessandro Cannavacciuolo, agguerrito ambientalista locale, è infatti seriamente minacciato dalla mafia dei rifiuti tossici e del malaffare diffuso nell’area compresa tra la provincia a nord est di Napoli e il basso Casertano. L’ultimo episodio, risalente al 2 novembre scorso, è stato di quelli da pelle d’oca: i cani di Cannavacciuolo, due pastori maremmani, Sergente e Belle, sono stati trovati morti nell’appezzamento di terreno che il figlio dei pastori di Acerra gestisce con la sua famiglia. In base alla diagnosi certificata dal veterinario i cani sono stati avvelenati. Di Maio intanto è particolarmente critico con Alfano. Sostiene che il ministro è rimasto impassibile di fronte a questa situazione, non avendo peraltro risposto alle sue precedenti interrogazioni relative ad altri episodi inquietanti hanno colpito Cannavacciuolo e la sua famiglia.
Ecco il contenuto integrale dell’interrogazione a risposta scritta di Luigi Di Maio:
” Premesso che: l’interrogante ha presentato numerose interrogazioni per segnalare il pericolo a cui è esposto il giovane acerrano Alessandro Cannavacciuolo a causa della sua instancabile attività di denuncia. In particolare, si segnalano le interrogazioni a risposta scritta del 21 ottobre 2013 e del 6 maggio 2014 alle quali non è ancora stata data alcuna risposta, nonostante quanto previsto dall’articolo 134 del regolamento della Camera e i reiterati solleciti. In tali atti si chiedeva al Ministro interrogato quali provvedimenti intendesse assumere a tutela dell’incolumità del cittadino Cannavacciuolo; negli ultimi anni Alessandro Cannavacciuolo e la sua famiglia hanno subito ripetute minacce e intimidazioni; l’ultima grave intimidazione sarebbe avvenuta negli ultimi giorni, quando i due cani di proprietà della famiglia Cannavacciuolo (due bellissimi esemplari di pastore maremmano di nome Sergente e Belle, rispettivamente di 7 anni e di 1 anno e mezzo) sono stati avvelenati mortalmente. Tale diagnosi sarebbe stata confermata anche dal medico veterinario; i due animali – curati da Franco, fratello di Alessandro – sarebbero stati avvelenati in un terreno gestito dalla famiglia dove erano custoditi in un sito presso Acerra, in via Ciminiera, in contrada Pagliarone. Peraltro, secondo quanto si apprende da fonti di stampa, i Cannavacciuolo hanno sporto denuncia contro ignoti alla polizia, giunta sul posto per accertarsi del decesso dei due cani; non sarebbero state trovate tracce di veleno sul terreno per cui l’ipotesi è che la sostanza mortale sia stata offerta agli animali da qualcuno, forse mescolata a qualche boccone di carne; si è in presenza dell’ennesima intimidazione ai danni di una famiglia che ha messo al primo posto la passione civile per la denuncia della gravissima contaminazione ambientale che attanaglia il territorio della cosiddetta «terra dei fuochi» –: se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti delineati in premessa e quali siano gli elementi in suo possesso; se il Ministro interrogato non ritenga di doversi attivare al fine di valutare le modalità attraverso le quali tutelare l’incolumità del cittadino Alessandro Cannavacciuolo e della sua famiglia da anni esposti a quelle che appaiono reiterate intimidazioni di stampo mafioso a causa di una instancabile ed encomiabile opera di denuncia civile “.
Abusivismo edilizio: la cartina di tornasole di mali antichi
Al palazzo Mediceo di Ottaviano confronto con tecnici e politici “Cartina al tornasole di mali antichi”. Così Carlo Sarro, deputato di Forza Italia, ha definito l’abusivismo edilizio nel corso dell’intervento tenutosi in occasione del primo appuntamento ufficiale di Azzurra Libertà, un’associazione che nasce con l’intento di farsi promotrice di un dibattito democratico, libero e politematico in un momento storico in cui le gerarchie di partito sono sempre più distanti dai cittadini. Con Sarro, anche il segretario dell’associazione, Giovanni De Vivo, che ha focalizzato l’attenzione sulla necessità di promuovere la diffusione di una coscienza politico-sociale tra i cittadini e soprattutto tra i giovani. Quelli di Sarro e De Vivo sono stati due tra gli interventi tenutisi il 6 novembre scorso nella suggestiva cornice del Castello Mediceo sul tema “abusivismo edilizio: pronunce o vincoli, opportunità o solo limiti?” Presenti molti amministratori e sindaci del territorio, il convegno ha avuto inizio con i saluti del sindaco di Ottaviano Luca Capasso, del presidente dell’ordine degli avvocati di Nola, Francesco Urraro e del presidente dell’ordine degli architetti di Napoli Salvatore Visone. A rafforzare ulteriormente le motivazioni che hanno spinto a scegliere il tema del convegno, il saluto del deputato Paolo Russo che ha sottolineato come Ottaviano rappresenti il baricentro di questa problematica. L’architetto Stefania Duraccio è entrata nel vivo della tematica rappresentando in maniera dettagliata gli aspetti normativi del problema e cercando di condurre i presenti in un percorso capace di farsi spazio nel grande caos normativo esistente. A supporto delle preoccupazioni già evidenziate dalla Duraccio, l’architetto Filomena Iovine ha scelto di capolvogere la comune deduzione dell’abusivismo quale figlio della malavita individuandone, invece, la causa in un circolo vizioso che, al contrario, trova la sua origine dal cittadino che bisognoso di costruire casa, nell’impossibilità di poterlo fare legalmente, arriva ad essere indotto a rivolgersi ad imprese di malavitosi. L’architetto Iovine, dunque, ha focalizzato la causa principale del problema a monte, nell’incapacità di pianificare prendendo reale coscienza dei nostri territori per i quali, a suo dire, la Soprintendenza dovrebbe esprimersi solo sul merito ambientale a fronte di una legge nazionale per l’urbanistica che divida il territorio in comparti e non si riduca, come oggi accade, al dibattito sul singolo permesso. Forte e chiaro l’invito arrivato sia dai sindaci che dai tecnici perché si trovino soluzioni rispetto al caldissimo tema dei condoni edilizi nella zona rossa. L’onorevole Sarro ha individuato nell’eccesso di regole e nella proliferazione di norme, di vincoli e pareri una realtà incompatibile col bisogno di casa che è, invece, un bene insopprimibile. Sarro ha poi chiuso l’evento richiamando l’attenzione sull’importanza di un approccio che tenga sempre più conto di una visione d’assieme della problematica adottando un criterio antico ma eternamente valido: il buon senso.
Forum Giovani Ottaviano: La scatola delle idee
Come vorresti il tuo paese, vota con un like. Su Facebook il contest che permetterà di realizzare un’idea comune
Se immaginiamo una città viene naturale pensare all’ambiente che si conosce e si ama per creare, almeno nella fantasia, un paradiso eliminando tutti gli inconvenienti. Una città ideale per tutti, costruita in base ai sogni, sulle idee dei bambini, sui desideri di chi ha a cuore il proprio territorio. “Come vorresti il tuo paese” è un’iniziativa del Forum Giovani di Ottaviano, che per la seconda volta ha proposto “la scatola delle idee”. Un’iniziativa dove ogni cittadino è libero di esprimere e dare la propria idea del suo paese. Lo scorso 11 Ottobre i ragazzi del Forum hanno portato la loro scatola delle idee in piazza San Francesco. La raccolta di idee ha avuto i suoi frutti, grandi e piccini hanno lasciato il loro pensiero sul fondo della scatola. Lo scrutinio ha suscitato sorrisi, qualche rammarico e anche un po’ di nostalgia. I bambini sognano in grande, parco giochi, spazi verdi, i giovani chiedono un luogo di ritrovo, un posto in cui poter stare insieme, gli adulti sono più realisti, c’è chi chiede scuolabus sovvenzionati dal comune, chi propone di migliorare il commercio agevolando imprese e attività commerciali. Le idee sono tante e varie.
Il secondo step per perseguire l’obiettivo di ridare linfa vitale al loro piccolo paese è quello di un contest sul web. Sulla pagina Facebook del ForumGiovani Ottaviano è possibile votare l’idea migliore. «Vota con un LIKE. Dai la preferenza della tua idea e cercheremo di porci come obiettivo il tuo desiderio per il nostro paese!» si legge sulla pagina web su cui è stato lanciato il contest.
«Lo scorso anno l’idea più votata fu quella di riproporre il Giovediamoci, l’appuntamento settimanale in piazza di tutti i giovani del paese. E’ stato facile e divertente» spiega il consigliere Vincenzo Ranieri, membro del Forum e via di tramite tra il gruppo dei giovani e l’Amministrazione comunale «quest’anno sembra che l’idea con più like sia quella di riproporre le casette di legno lungo via Cesare Augusto, come è stato fatto a San Michele. Se sarà quest’idea a vincere, mi impegnerò a presentarla ai vertici dell’Amministrazione».

