Pomigliano d’Arco: sorpreso in casa in casa con botti illegali e materiale per la falsificazione di documenti d’identitĂ 

A seguito di controlli dei carabinieri, sorpreso in casa con botti illegali e materiale per la falsificazione di documenti d’identitĂ . I carabinieri della stazione di Afragola hanno arrestato per detenzione di materiale esplodente, possesso e fabbricazione di documenti d’identificazione falsi Rizzo Salvatore, 44 anni, giĂ  noto alle forze dell’ordine e denunciato in stato di libertĂ  per lo stesso reato la moglie 41enne, incensurata, entrambi del luogo. Durante controlli i militari dell’arma hanno perquisito l’abitazione della coppia, trovandoli in possesso di 150 ordigni esplosivi artigianali comunemente chiamati “rendini”, 10 carte d’identitĂ  in bianco false e vario materiale telematico utilizzato per la falsificazione di documenti d’identitĂ , tra cui pc e stampanti. Tutto il materiale è stato sequestrato. L’arrestato è stato tradotto nel carcere di Poggioreale.

Sant’Anastasia: convegno sui DSA, uno sportello a scuola

  Un interessante convegno sui temi della “Dislessia e dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)” si è tenuto presso il terzo I.C. F. D’Assisi. Sono intervenute le dott.sse Mariassunta Esposito, psicologa e la pedagogista Alessandra Verde, introdotte dalla preside Angela De Falco. L’incontro è stato rivolto ad insegnanti e genitori, in presenza di una rappresentanza di docenti del primo I.C. Elsa Morante, ai quali la dott.ssa De falco ha anticipato la notizia sulla prossima apertura di uno sportello per DSA, finanziato dal quarto I.C. di via Rosanea per far fronte ai tanti problemi inerenti a tali difficoltĂ . Nel suo intervento la dott.ssa Alessandra Verde ha messo in evidenza che “nella scuola è fondamentale osservare con grande attenzione gli alunni che presentano difficoltĂ  di concentrazione, di comprensione dei testi scritti e di calcoli matematici”, specificando che i DSA comprendono varie problematiche, come la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia. Molto interesse ha suscitato l’accento posto sull’importanza del lavoro da svolgere nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, anche perchĂ© ha dato suggerimenti pratici per insegnanti e genitori. E’ intervenuta poi la psicologa Esposito Mariassunta mettendo in risalto le problematiche emotive attinenti ai ragazzi con DSA, affermando che per “fronteggiare simili difficoltĂ  l’insegnante deve formarsi lungo tutta la sua carriera professionale. Di fronte a tali discenti è importantissima avere adeguata formazione, perchĂ© il ruolo del docente è anche quello di favorire e cercare di far corrispondere quanto piĂą possibile l’etĂ  cronologica dell’alunno con quella mentale”. E’ stato messo l’accento anche sull’importanza dell’autostima, che bisogna saper alimentare nei discenti. Agli applausi destinati agli interventi delle due esperte, si sono aggiunti quelli tributati ad una mamma di una bambina dislessica, che ha fatto capire quanto sia importante l’azione congiunta scuola-famiglia. “Un convegno interessante per tutti – conclude la preside De Falco – e sono convinta ancor piĂą che la valutazione scolastica dei discenti con DSA vada effettuata in base al contenuto e non alla forma. Ringrazio tutti i partecipanti che hanno reso questo incontro molto produttivo”.  

Nola: IV Festival dei diritti dei ragazzi nel nome di Aylan e dei migranti

Sabato la presentazione dell’iniziativa in programma per il prossimo mese di aprile “Siamo tutti migranti”: questo il tema della quarta edizione del IV Festival dei diritti dei ragazzi, manifestazione che coinvolge 30mila studenti dei 45 comuni della diocesi di Nola. Sabato, 28 novembre 2015, la presentazione dell’iniziativa, firmata anche quest’anno dall’ufficio Scuola della diocesi di Nola, dall’assessorato alla cultura ed all’istruzione del Comune di Nola e dalla Cooperativa “Irene’95” di Marigliano. L’appuntamento è per le 9,30 a Corso Campano, nella sede della cooperativa Irene 95 di Marigliano. Oltre alla presentazione della kermesse, che gode anche del patrocinio del Comune di Marigliano, il programma prevede un focus dal titolo: “Bambini ed adolescenti migranti: quale protezione ed accoglienza?”. Il tema sarĂ  trattato da Andrea Morniroli, esperto in politiche sociali e sociosanitarie rivolte ai migranti. Previsto anche il ricordo di Aylan Kurdi, il bambino siriano annegato durante la traversata nelle acque dell’Egeo tra Turchia e Grecia. Le prossime tappe del percorso che approderĂ  al festival dei diritti dei ragazzi, in programma a Nola dal 7 all’11 aprile del 2016 sono quelle previste il prossimo 27 gennaio a Nola in occasione della Giornata della memoria ed il 19 marzo per la celebrazione della giornata della legalitĂ .    

Un malore e quindi la fine: è morto il re delle ambulanze. Era nel mirino dell’antimafia

La onlus di Vincenzo Di Maio Mastellone è stata interdetta per infiltrazioni della camorra. Un po’ appesantito ma tutto sommato sereno ed equilibratamente combattivo. Così appariva, a settembre, il 51enne Vincenzo Di Maio Mastellone dietro la scrivania dell’ufficio di Varcaturo della Paf, la Pubblica Assistenza Flegrea, la sua Onlus, l’associazione che detiene il quasi monopolio del 118 in tutta la provincia di Napoli, decine e decine di ambulanze sparse nell’area metropolitana di Napoli.  In quell’occasione Di Maio Mastellone ostentava addirittura una calma serafica, proprio mentre i finanzieri del comando di Giugliano gli rovistavano carte e documenti delle sue societĂ . Qualche mese prima la Prefettura aveva interdetto per infiltrazioni mafiose la Paf. Pesante l’accusa, secondo cui l’appalto delle ambulanze era sostanzialmente finito nelle mani dei Mallardo e del clan dei casalesi. Il provvedimento del ministero dell’Interno ha nel frattempo messo in imbarazzo le Asl Napoli 2 e 3, che finora non hanno provveduto a sostituire la onlus. Intanto sullo sfondo di questa situazione c’è da registrare una disgrazia, un dramma nel dramma. Mastellone infatti l’altro ieri pomeriggio, lunedi, è morto. Ha avuto un malore. Centinaia di persone hanno inviato alla famiglia comunicati di cordoglio. Il segnale che l’imprenditore era riuscito nel corso del tempo a farsi stimare da un’intera comunitĂ  e da molti lavoratori. Ma non si sa quale possa essere la sorte della sua onlus, chi ne prenderĂ  le redini. Corre voce che possa essere affidata a un parente di provata esperienza.

L’acqua sospesa

In attesa di una lettura piĂą accurata della nuova legge regionale sul sistema idrico integrato, abbiamo ascoltato Peppe Grauso, giĂ  impegnato con i comitati per l’acqua pubblica. Incominciamo a capire qual è la direzione che sta intraprendendo il nuovo governo regionale. Continuiamo a muoverci tra le nebbie della politica e soprattutto nella gestione che questa fa dell’acqua pubblica, tanto decantata ma a conti fatti poco attuata. PerchĂ© accade ciò? Favoritismi a gruppi di potere, holding dall’apparente maggioranza pubblica ma che si traducono spesso in un paravento per giustificare i lauti guadagni dell’azionariato privato che pure le compone, sono questi i gli scenari piĂą probabili. La redistribuzione dei dividendi agli azionisti lascerĂ  poco o nulla alla gestione pubblica e agli investimenti, privatizzando di fatto ciò che invece si ritiene erroneamente pubblico. No ci rimane quindi che attendere la lettura del testo e affidarci all’interpretazione di chi mastica meglio di noi tali argomenti. Durante la nostra prima intervista all’avvocato Giuseppe Grauso (LEGGI) è stata varata la legge regionale sull’acqua pubblica e, a quanto pare, ancora una volta, si sovverte la volontĂ  popolare espressa chiaramente nel referendum del 2011. Abbiamo quindi chiesto lumi all’autore del ricorso contro la GORI, quello per le ormai famigerate partite pregresse. Avvocato, ci può dire qualcosa di piĂą su questa legge? «Certo, noi pensiamo che questa legge tradisca lo spirito dei referendum che era quello di affidare l’acqua agli enti pubblici e in particolar modo ai comuni. Questa legge crea un meccanismo istituzionale che prevede che la maggior parte dei comuni della Campania non parteciperanno alla gestione del servizio idrico e al controllo di questo servizio nei loro territori. I comuni saranno chiamati ad eleggere 20 rappresentanti che per cinque anni decideranno sulla gestione dell’acqua campana.» Quindi non ci sarĂ  la possibilitĂ  di creare una sorta di ABC come a Napoli per le altre realtĂ  regionali? «Non è questo il problema! Il problema non è legato alla gestione delle aziende, il problema è legato a: chi decide l’affidamento del servizio? Chi decide se un’azienda va bene o va male? Chi decide le tariffe? Non saranno piĂą i comuni del territorio ma lo faranno organi eletti o addirittura delegati di terzo livello di quei sindaci, perchĂ© si creerĂ  un organo di venti comuni, venti sindaci di tutta la regione, e che dovrĂ  decidere per tutta la Regione Campania! Quindi, il problema non è solo se è pubblica o privata l’azienda che gestisce il servizio idrico ma, se questa azienda è gestita bene o gestita male, se le tariffe sono buone o sono cattive, se bisogna cacciarla via o mantenerla; e non lo decideranno piĂą i comuni del territorio ma solo venti rappresentanti di tutta la regione Campania e questo riduce lo spazio di democrazia e contrasta con lo spirito del referendum. Per questo siamo contro l’ATO unico regionale (EIC ovvero l’Ente Idrico Campano secondo la nuova legge, ndr.)  e pensiamo che la legge vada cambiata.» E ci sono iniziative in atto a tal riguardo? «Abbiamo indetto una manifestazione per il 28 novembre a Napoli, questa manifestazione inizierĂ  da piazza Matteotti e si concluderĂ  probabilmente a Santa Lucia, sotto la sede della Giunta Regionale alla quale chiediamo di cambiare la legge, dare piĂą potere ai territori ed avere una maggiore presenza dei comuni all’interno degli enti; chiediamo inoltre di rivalutare la proposta di legge fatta dai consiglieri regionali del PD di cui noi ne condividevamo i punti di partenza e che prevedeva cinque Ambiti Territoriali Ottimali in cui sarebbero stati rappresentati tutti i comuni,  dando quindi un maggiore spazio democratico.» Quindi vorreste ritornare a questa prima proposta di legge? «Sì, questa proposta di legge fu messa da parte con una proposta della Giunta, cioè di De Luca e Bonavitacola che hanno scavalcato lo stesso Partito Democratico costringendolo al ritiro del loro progetto. Comunque pensiamo che ci sia spazio per cambiare la nuova legge e con questa manifestazione del 28 chiediamo che vengano cambiati i punti fondamentali e che venga ridato potere al territorio così come previsto nella precedente proposta di legge presentata dal PD.» E qualora la Regione fosse sorda a tale iniziativa e a tale richiesta … «Noi pensiamo che la Regione non rimanga sorda a tutto ciò e comunque ci opporremo in tutte le sedi legali, istituzionali, politiche e di piazza all’applicazione di questa nuova legge regionale sull’acqua, che non condividiamo.»    

Da industria a parco pubblico: i bambini inaugurano il cantiere della ex fabbrica

Centinaia di alunni delle scuole di Casalnuovo hanno tenuto a battesimo l’inizio dei lavori del primo parco pubblico della cittĂ .  Ieri tantissimi bambini hanno assistito alla nascita di un pezzo del loro futuro (si spera prossimo): l’apertura del cantiere del primo parco pubblico di Casalnuovo. Lo spazio verde sorgerĂ  al posto della Moneta, la storica fabbrica di pentole, che dovrĂ  essere rasa al suolo per fare posto agli alberi. Per dare un esempio di quanto accadrĂ  in quest’area di 22mila metri quadrati, una ruspa ha abbattuto durante la cerimonia d’inaugurazione un muro dello stabilimento. I bambini hanno anche piantato il primo albero del futuro parco. Il sindaco, Massimo Pelliccia, ha dichiarato che “ora in questa cittĂ  martoriata si cambia, si volta pagina, si pensa alla vivibilitĂ , non piĂą al cemento”. Accanto a lui c’era il presidente regionale di Legambiente, Michele Buonomo.

IOLOFACCIO – Ritornare protagonisti del proprio futuro

Continua la battaglia per Terzigno: il prossimo obiettivo del progetto “Perseo” – un progetto a tappe – è quello di censire le patologie collegate al rischio ambientale e di definire una mappatura del territorio. Il significato del fiocco rosa, simbolo del censimento. Terzigno è un paese nato per essere baciato dalla fortuna, per posizione geografica, clima, fertilitĂ  della terra, panorama, poi è intervenuto l’uomo; ciò che era è stato modificato ed in parte distrutto. La terra ha smesso di essere vita, madre e sostentamento, finendo per diventare pura fonte di guadagno per qualcuno mentre per la maggioranza “res nullius” Non è il caso di approfondire colpe ataviche e recenti responsabilitĂ , ma la storia ci ha portato nel 2015 a fare i conti con un territorio devastato da discariche di Stato, di camorra, abusive, da roghi e terreni abbandonati, incolti, ed una situazione sanitaria allarmante. Non è servita, dunque, la “guerra del 2010 per la discarica Sari e contro la Vitiello”, non sono servite le denunce, i ricorsi, gli atti, nessuna scartoffia ha protetto Terzigno dal mondo circostante nĂ© da se stesso. La lava ed il fuoco, però, danno il loro contributo in energia e forza, così, da un comitato scientifico è nato il Progetto Perseo, chiamato come l’eroe che uccise Medusa, un programma fatto a tappe, la prima delle quali consiste in una relazione sanitaria-ambientale, mentre la seconda, IOLOFACCIO, è in pieno fermento. IOLOFACCIO è un censimento, per l’analisi delle patologie collegate al rischio ambientale, attraverso un modulo da compilarsi in forma anonima, al fine di creare una mappatura del territorio, che inizierĂ  il primo dicembre 2015 sino al 31 gennaio 2016. Un progetto ambizioso e complesso per il quale un gruppo di lavoro, finanziato dal Consorzio delle farmacie comunali e con il patrocinio morale del Comune di Terzigno, lavora incessantemente dal mese di ottobre. Il simbolo del censimento è un fiocco rosa, un colore che rappresenta una nascita, la vita e Terzigno vuole rinascere, come tante volta è accaduto, dalle ceneri del Vesuvio. Il lavoro non è solo quello di scavalcare il muro spalmato di olio delle Istituzioni,  quello piĂą gravoso consiste nello scalfire le coscienze dei singoli cittadini, nello spiegare che se non prendono coscienza dell’influenza del territorio sul proprio stato di salute per Terzigno non può esserci alcun futuro. Per questo motivo, gli organizzatori di IOLOFACCIO hanno avviato progetti nelle scuole, hanno parlato con i ragazzi e spiegato loro l’importanza di riappriopriarsi della propria terra, di proteggerla e custodirla come fonte di vita, di ricordare ciò che è stato perchĂ© non accada piĂą. Il 27 novembre prossimo, presso lo Sweet cafè a Terzigno, alle ore 18,00, in occasione della terza edizione della GIORNATA DELLA MEMORIA, sarĂ  presentato il progetto “Dillo a chi vuoi”, sviluppato dalle terze medie dell’istituto comprensivo G. Giusti di Terzigno, con la lettura di lettere aperte, per dare voce alle nuove generazioni. L’evento si aprirĂ  con la lettura degli elaborati dei ragazzi, perchĂ© da loro parta una lezione sulla voglia di vivere, non solo di sopravvivere, ma vivere bene. Per tale motivo, gli organizzatori di IOLOFACCIO hanno deciso di ascoltare il punto di vista, disincantato e senza condizionamenti dei ragazzi, dal quale prendere spunto per un dibattito in temi di ambiente e salute. SI PUO’ PERDONARE, MA DIMENTICARE è IMPOSSIBILE. [Honore dè Balzac] Il pensiero di Balzac racchiude il motore della mostra fotografica “BORDERLINE, che seguirĂ  il dibattito, attraverso immagini delle battaglie di Terzigno del 2007 e del 2010. Maria Rosaria Esposito

A Napoli la giornata internazionale contro la violenza sulle donne si ricorda con decine di iniziative: scendono in campo la CGIL e l’Assessorato alle Pari Opportunità

I 152 femminicidi del 2014 parlano da soli: quello che si è fatto non è nemmeno lontanamente sufficiente. Ma i numerosi eventi per il 25 novembre testimoniano la diffusione di un rinnovato interesse e la disponibilitĂ  a profondere energie per il contrasto alla violenza di genere. Non si era mai visto a Napoli un 25 novembre così ricco di iniziative partecipate e significative. La giornata  internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne fu istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre del 1999, in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, donne rivoluzionarie che furono torturate e uccise per aver tentato di contrastare il regime dittatoriale nella Repubblica Dominicana. In Italia si è cominciato a celebrare questa ricorrenza piĂą o meno dal 2005 e da allora la data è diventata sempre piĂą conosciuta e importante. Il fiorire di iniziative nella cittĂ  di Napoli di quest’anno non può che rallegrarci, anche se ha luogo sullo sfondo di uno scenario internazionale sempre piĂą cupo e allarmante. Dimostra che l’attenzione alle questioni di genere e in particolare al problema della violenza sulla donna negli ultimi anni è sicuramente cresciuta con la diffusione di iniziative  nelle scuole, nelle universitĂ  e nei luoghi di lavoro. L’Assessorato alle Pari OpportunitĂ  del Comune di Napoli quest’anno ha proposto un fitto calendario di eventi e incontri che non riguarda solo la giornata del 25, ma dura una settimana, da venerdì 20 a venerdì 27, al quale ha dato un titolo bellissimo: “Putesse essere allera”, riprendendo al femminile una canzone di Pino Daniele. L’aspirazione che il titolo rivela, quella dell’allegria, rimanda all’aspirazione a uscire dalla dipendenza, dalla sottomissione e dallo stato di vittima e di soggetto debole per definizione. Insomma giĂ  il titolo è tutto un programma. Nella manifestazione, organizzata dalla consigliera Simona Marino, coadiuvata da Rosanna Persico, Elisabetta Calabria, Luisa Festa e Luigia Esposito, ci sono mostre fotografiche, tavole rotonde, flash mob e spettacoli musicali. E nell’antisala dei Baroni al Maschio Angioino si è svolto “Le Scuole raccontano”, con la partecipazione di sedici scuole, in cui gli studenti, con gli insegnanti, hanno presentato i loro lavori. All’incontro, coordinato da Laura Capobianco, hanno partecipato la stessa Simona Marino, l’assessora Annamaria Palmieri e il sindaco De Magistris. Questo a dimostrare quanto il lavoro educativo sia considerato importante per la prevenzione della violenza. All’appello non poteva mancare la CGIL, delle cui iniziative si è giĂ  parlato in queste colonne, che ha messo in campo nella giornata del 25 un flash mob e un interessante convegno che si è tenuto nella sala della FILCAMS in piazza Garibaldi. Il flash mob ha significativamente avuto luogo vicino all’installazione delle lumache (nel nostro caso quella rosa) nella stazione di Napoli Centrale. “Significativamente”, abbiamo detto, visto che quello che si voleva mettere in evidenza è la lentezza delle istituzioni, risultato anche dell’insufficiente coordinamento tra le stesse, nel rispondere ai bisogni delle vittime di violenza: dall’ascolto, alla denuncia, all’assistenza, al supporto, alla sicurezza post-denuncia. Dopo i saluti e l’introduzione di Federico Libertino, Segretario Generale della Camera del Lavoro, hanno preso la parola le organizzatrici Teresa Potenza e Grazia Zimmaro, della segreteria generale della CGIL. Nei loro interventi hanno spiegato le iniziative che il sindacato sta mettendo in campo. Sono giĂ  sette mesi che lo sportello di ascolto anti-violenza è attivo e si è appena siglato un protocollo con Lilith per delle borse lavoro. Cioè le donne che si rivolgono allo sportello e che ne avranno bisogno potranno essere indirizzate ad un percorso lavorativo attraverso questo protocollo. La CGIL propone azioni molto concrete attraverso la contrattazione territoriale sociale, aziendale e attraverso appunto i protocolli di intesa, allo scopo di dare risposte e articolare aiuti efficaci alle donne vittime di violenza e in difficoltĂ . All’incontro è poi intervenuta la prof.ssa Francesca Marone della Federico II, direttrice del laboratorio di ricerca DGF (donne genere formazione), che ha parlato del ruolo fondamentale dell’educazione nella prevenzione, della cyberviolenza, del sostegno alla genitorialitĂ , della pedagogia di genere. Giovanni Russo, responsabile del centro Lilith, ha spiegato le difficoltĂ  economiche vissute dall’associazione, la determinazione a continuare, i successi conseguiti, cioè l’estensione della rete e l’essere diventati punto di riferimento. Interviene infine Alessia Schisano, avvocatessa, consulente per lo sportello di ascolto, che illustra il problema dal punto di vista giuridico. IMG_20151125_155339IMG_20151125_155326 QUESTIONI DI GENERE http://ilmediano.com/category/questioni-di-genere/  

Due tonnellate di carni e insaccati conservati male: i Nas sequestrano nell’azienda Di Palo

L’operazione è stata messa a segno nel centro all’ingrosso di Cardito.          Durante un’ispezione igienico-sanitaria i carabinieri del Nas di Napoli, il Nucleo Antisofisticazioni, hanno sequestrato due tonnellate di carni e insaccati, freschi e stagionati, in uno dei centri all’ingrosso più noti e importanti del Napoletano, l’azienda “Di Palo”, ubicata a Cardito. Secondo quanto contestato dai militari le carni e gli insaccati erano tenuti in un cattivo stato di conservazione. Il valore della merce sequestrata ammonta a ventimila euro. La legale rappresentante della ditta, A.E., è stata deferita all’autorità giudiziaria. Prosegue dunque l’attività dei carabinieri del Nas in tutta l’area metropolitana di Napoli. Di recente i militari hanno anche sequestrato, in alcuni bar di Caivano e di Casoria, champagne falso delle migliori marche, Moet e Clicquot.

Impatto mortale ad Ottaviano, due 20enni perdono la vita

I due giovani stavano tornando da una partita di calcetto.  In prognosi riservata il conducente della Fiat Punto su cui viaggiavano.   Due giovani di 22 anni sono morti in un incidente stradale a Poggiomarino (Napoli). Alessandro Tamburrino e Carmine Annunziata, di Ottaviano, nel Napoletano, si trovavano a bordo di una Fiat Punto guidata da un 25enne, Domenico Forte, di Poggiomarino, ora in prognosi riservata, che all’incrocio tra via Turati e via Macedonia, ha impattato sulla porta laterale destra di un’Audi Q3 i cui due occupanti hanno riportato ferite non gravi. Le vittime tornavano da una partita di calcetto.