Licenziamenti Ipercoop Campania: chiuso per sciopero l’ipermercato di Afragola

Il sospetto: riduzione di qualifiche, mansioni e salari oppure si va verso la chiusura degli ipermercati.       Spese di Natale negate ieri e molto probabilmente anche oggi e domani. Ieri le saracinesche dell’Ipercoop di Afragola sono rimaste abbassate sin dalle 9 del mattino. L’ipermercato è rimasto chiuso per sciopero tutta la giornata. La protesta si ripeterà oggi e domani. L’Ipercoop di Avellino è invece rimasto aperto. L’adesione allo sciopero è stata più bassa nell’impianto irpino. Per il momento dunque andrà avanti così la lotta contro i 293 licenziamenti collettivi avviati l’11 dicembre scorso per gli Ipercoop di Afragola e di Avellino, stando almeno agli umori dei lavoratori radunati ieri in presidio davanti all’ingresso del centro commerciale Le Porte di Napoli, al cui interno si trova l’ipermercato controllato dalle coop emiliane e toscane, Adriatica e Unicoop. I manifestanti hanno steso un lungo striscione polemico, scritta rossa in campo bianco: “Coop decanta i valori e calpesta quelli dei lavoratori”. “Stanno per dare il via all’ammodernamento dell’ipermercato spendendo molti soldi – hanno detto alcune lavoratrici in sciopero – ma stanno disincentivando gli acquisti e il tesseramento soci: vogliono fare i rinnovi sulla nostra pelle ? “. Il restyling dell’ipermercato di Afragola è previsto tra il primo e il 10 marzo prossimo. Sarà ammodernato allo stesso modo anche quello di Avellino. Ammonta a 2milioni e 700mila euro la spesa complessiva della ristrutturazione prevista da Campania Distribuzione Moderna, la new company nata nel 2014 per il salvataggio di Afragola ( 202 addetti ) e che poi ha rilevato anche Avellino ( 147 addetti ), nel 2015. E’ una società controllata alla pari da coop Adriatica e Unicoop Livorno. Ora però la situazione si è  complicata. Questo perchè qualche giorno fa Campania Distribuzione Moderna ha avviato ” la procedura per il collocamento in mobilità del personale in esubero occupato presso gli ipermercati di Afragola e di Avellino “. Il documento è stato trasmesso alle rsa, a tutti i sindacati di categoria e alle direzioni regionali e provinciali del Lavoro. Nella sesta pagina dello stesso documento l’azienda scrive che sono 176 gli esuberi individuati ad Afragola mentre nella settima scrive che sono 117 gli esuberi di Avellino. Successivamente c’è stato un approccio tra le coop e i sindacati nel corso del quale Campania Distribuzione Moderna ha fatto capire di poter utilizzare mobilità volontaria e incentivata ( 15mila euro lordi di incentivi all’esodo ), cassa integrazione e trasferimenti  per evitare i licenziamenti forzati e la sostanziale chiusura dei due impianti. Ma si parla anche di una riduzione oraria e di demansionamenti in deroga al contratto nazionale di lavoro. Sulla questione è stato molto duro Mario Dello Russo, della segreteria regionale Uiltucs: ” Vogliono attuare riduzioni dell’orario eccessive e ingiustificate, dequalificazioni e demansionamenti sfruttando la copertura politica del governo Renzi e del ministro Poletti, che dalla Coop proviene. L’azienda quindi vuole usare la Campania come cavallo di Troia per imporre deroghe contrattuali inammissibili sia sul fronte salariale che su quello dei diritti: effettueremo lo sciopero a oltranza ad Afragola mentre ad Avellino attueremo altre forme di lotta “. Lunedi azienda e sindacati si incontreranno ad Afragola. Ma Campania Distribuzione Moderna sostiene che ” nel 2015 Afragola ed Avellino perderanno ancora 3milioni di euro ” e che “è necessario un ulteriore forte intervento sull’eccedenza di ore di lavoro e sugli altri aspetti della gestione per mettere in equilibrio i conti economici delle due strutture: politica commerciale, investimenti, organizzazione del lavoro “. Intanto il sindaco di                                                    Afragola, Domenico Tuccillo, commenta così: ” Solidarietà ai lavoratori Ipercoop in sciopero: è davvero sorprendente che una catena a marchio Coop comunichi l’esubero a pochi giorni dal Natale. Come abbiamo già fatto nel 2014 assumeremo ogni iniziativa per tutelare i posti di lavoro e l’ipermercato “.  

Sant’Anastasia, esposto alla Corte dei Conti sui fondi delle Ferrovie, la consigliera Zucconi: «Uno schiaffo ai cittadini del quartiere Starza».

fotoAlleanza per Sant’Anastasia, il circolo Arcobaleno e il movimento I Cittadini prima di tutto hanno promosso una petizione popolare e sottoscritto un esposto inviato alla Corte dei Conti e alla Rete Ferroviaria Italiana ipotizzando irregolarità contabili e amministrative oltre che una inadempienza contrattuale. Il sindaco Abete: «Continuano a insistere su un argomento già accantonato: quell’atto è legittimo». «Uno schiaffo ai cittadini del quartiere Starza – Ponte di Ferro, un atto immorale e illegittimo che abbiamo denunciato alla Corte dei Conti». Così i manifesti, fatti affiggere ieri da Alleanza per Sant’Anastasia, Arcobaleno e «I Cittadini prima di tutto», definiscono la decisione dell’amministrazione Abete di dirottare parte dei fondi stanziati dalle Ferrovie come ristoro per il quartiere, verso una strada del centro città, via Marconi. «Abbiamo detto in consiglio comunale che la decisione è immorale e illegittima – dice la consigliera Veruska Zucconi, capogruppo di Alleanza per Sant’Anastasia – abbiamo promosso una petizione firmata da numerosi cittadini e presentato un esposto alla Corte dei Conti».  
Il manifesto
Il manifesto
Il dirottamento di fondi, lo spostamento di una cifra (novantamila euro circa) per la riqualificazione di via Marconi – strada lontana dalla zona alla quale quello stanziamento era destinato – è invece ritenuto legittimo dall’amministrazione. «L’abbiamo spiegato in consiglio – dice il sindaco Lello Abete – abbiamo i pareri degli uffici, dell’assessore competente e dei revisori dei conti, riteniamo di aver reso un buon servizio alla comunità. Tra l’altro proprio in queste ore stiamo avviando i lavori per l’illuminazione di via De Filippo e via Macedonia». Non la pensano così gli esponenti dei movimenti che hanno raccolto le firme e segnalato sia alla RFI (rete ferroviaria italiana) che alla Corte dei Conti, una «inadempienza contrattuale e irregolarità contabile e amministrativa». «Il protocollo d’intesa tra Comune e RFI, registrato all’Agenzia delle Entrate nel 2013, stabilisce che i fondi siano destinati al miglioramento della viabilità di via Pomigliano – dice la capogruppo Zucconi – ossia l’area che ha subito e subisce disagi dovuti alla costruzione del ponte della linea ad alta velocità, ecco perché riteniamo non solo che si debba rispettare il contratto ma che sia eticamente necessario utilizzare quei fondi solo per interventi a ridosso di via Pomigliano». L’esposto, presentato alla Corte dei Conti e alle Ferrovie e indirizzato per conoscenza ai responsabili degli uffici Ragioneria e Lavori Pubblici, chiede di intimare la revoca della delibera in questione e di sottolineare che le somme vadano per le finalità previste nel protocollo d’intesa sottoscritto nel 2013 dall’amministrazione Esposito: costruzione di una scuola materna, riqualificazione del manto stradale, marciapiedi e illuminazione di via Pomigliano, via Starza, via De Filippo, via Canesca, via Palmentola, via Marciano e via Coscialonga, per un totale di due milioni e cinquecentomila euro. «Il comune ha già incassato un milione e ottocentomila euro – sottolinea la consigliera Zucconi – dei quali nulla è stato speso per il quartiere cui erano destinati». Le diverse posizioni, quella del sindaco e degli amministratori contro quella degli oppositori e dei cittadini firmatari, si giocano su due precisi punti del protocollo d’intesa ed è su questi che sia la «parte» in causa (la RFI), sia la Corte dei Conti, sono chiamati ad esprimersi: Al comma 3.2 dell’art. 3, infatti, c’è nero su bianco la dicitura cui si appella l’amministrazione: «Si precisa che le suddette somme saranno corrisposte a favore del Comune per lo svolgimento di attività rientranti nei propri compiti istituzionali per la realizzazione delle sopracitate opere di urbanizzazione e/o di interesse generale per il Comune». Il gioco sta tutto su quella barra e/o. Via Marconi è di interesse generale? Allora – sostengono da Palazzo Siano – si può fare. Se non fosse – ed è su questo punto del protocollo che fanno leva i movimenti che hanno promosso la petizione e l’esposto, oltre che il tentativo di far ritirare la delibera in consiglio comunale con il solo voto della consigliera Zucconi – per il passaggio che si trova al comma 3.4 dello stesso articolo nel medesimo protocollo in cui si citano, anche qui nero su bianco, le opere:  «Le opere di cui innanzi, nuova sistemazione stradale di Via Pomigliano- Sant’Anastasia altezza sottopasso RFI e ampliamento scuola di via Starza, saranno inserite nel programma delle opere pubbliche del Comune di Sant’Anastasia ed il contributo di € 2.500.000,00 che RFI con il presente accordo si impegna ad erogare, sarà vincolato nel bilancio comunale alla realizzazione delle opere medesime». L’ultima parola sta ora alla Corte dei Conti, nel caso si profili l’irregolarità contabile esclusa per ora sia dall’assessore al bilancio in carica, sia dagli altri organi comunali, e alla Rete Ferroviaria Italiana laddove sia possibile ipotizzare, come sostenuto nel manifesto affisso ieri sulle mura della città e intitolato «Giù le mani dai soldi delle periferie», una inadempienza contrattuale.      

Ottaviano: al Circolo “ A.Diaz” la prima serata Telethon, con i ragazzi delle scuole

Venerdì, 18 dicembre: i ragazzi dell’ I.C. “Mimmo Beneventano” e dell’ I.C. “ A.D’ Aosta” con il canto e la musica colorano di festa la prima serata di Casa Telethon, organizzata dalla sezione ottavianese dell’ “Uildm” e dal Circolo Diaz. Il merito è tutto di Maria Maddalena Prisco, giovane, infaticabile presidentessa della sezione ottavianese della “Uildm”, dei suoi giovani collaboratori, di Michele Del Giudice, che presiede il Circolo “ A.Diaz” e dei soci che gli hanno dato una mano nell’organizzare questa splendida serata. Il merito è quello di aver rischiarato Casa Telheton con il canto la musica i sorrisi i volti degli allievi dell’I.C. “ A. D’ Aosta” e dell’ I.C. “ M.Beneventano”, di aver ricordato, nel modo più bello, che la solidarietà non è “uno” dei valori sociali, ma è, oggi, “il” valore sociale per eccellenza, è il fondamento primo dell’identità civica di una comunità. E’ stata la festa della speranza, del “ noi non ci arrendiamo”: i giovanissimi allievi delle scuole, i genitori, i docenti hanno visto e misurato la serenità e la forza d’animo con cui chi è stato colpito dalla distrofia affronta la propria condizione: è stata una lezione di vita che non si può dimenticare. Ed è giusto che il Circolo “Diaz” ospiti da anni le serate di Telethon: lo impone la storia del sodalizio, sempre in prima fila nel sostenere manifestazioni di forte rilievo sociale: uno dei soci ricordava che nel 1945 il Circolo organizzò una raccolta di fondi per i soldati ottavianesi che ritornavano dalla guerra feriti e mutilati. Dopo che Francesco Prisco ha aperto Casa Telethon si sono esibiti prima l’orchestra (v.f) e poi il Piccolo Coro dell’ I.C. “Mimmo Beneventano”. Le note dell’ “ Alleluia” di Haendel, di “Last Christmas” di George Michael, di “ Happy Christmas” di John Lennon, di “ Oh happy day”, e le “voci” che cantavano i testi di Mengoni, della Pausini, dei “pezzi” classici del Natale hanno creato nella sala la fascinosa atmosfera di una letizia tutta interiore, che coristi, musici, spettatori, docenti sentivano il bisogno di esprimere e di comunicare agli altri, con un gesto, con un sorriso, intonando sottovoce un passaggio musicale. E’ il miracolo della musica, è il prodigio delle intenzioni buone e generose. Osservava uno dei presenti che da anni le scuole di Ottaviano educano al canto corale e alla tecnica strumentale i loro alunni, e spesso con risultati di notevole rilievo: ma quando i ragazzi lasciano la scuola media, questo patrimonio si disperde. Ed è cosa grave, in tutti i sensi, perché siamo convinti che la musica, prima ancora che la bellezza, salverà il mondo. Hanno curato lo spettacolo offerto dai ragazzi dell’I.C. “ Mimmo Beneventano” i docenti Fiore, De Simone, Vella e Andreoli che ha anche presentato e descritto i momenti dell’esibizione. Alla fine, applausi per tutti, e per tutti i dolci del buffet approntato in una saletta del Circolo. Poi la scena è stata tutta dei piccoli alunni delle classi V dell’ I.C. “A, d’ Aosta”, guidati dalla docente Fiorella Saviano ( v.f.): iniziava la seconda parte della serata, riservata all’ “Archeo” di Ottaviano, alla recita del dott. Bernardo Franzese, alla “declamazione” della prof.ssa Liliana Borriello. Ci piace sottolineare la varietà e la complessità del contributo culturale che le istituzioni scolastiche e le associazioni hanno dato alla Casa Telethon 2015: il canto, la musica, i diversi stili di recita, e ieri, sabato, la danza, e stasera la moda. E’ la conferma di ciò che dicevamo all’inizio: la battaglia contro la malattia muove tutte le forze sociali, non è solo una raccolta di fondi, è un’onda di energia che mette ognuno di noi di fronte allo specchio della coscienza perché ognuno di noi veda la sostanza della verità e ritrovi sé stesso nell’altro. Credo che non ci sia modo migliore per festeggiare il Natale.      

La fine della crisi?

La decisione della Fed e le conseguenze sui mercati. 2000px-US-FederalReserveSystem-Seal.svgDopo quasi dieci anni, la Federal Reserve aumenta i tassi d’interesse. Nel 2008 era cominciato quello che qualcuno ha definito “l’esperimento” della banca centrale americana: politiche monetarie accomodanti e costo del denaro ai minimi storici, rasente allo zero. La Banca d’Inghilterra, come da copione, ne aveva seguito le orme; a ruota, la Banca Centrale Europea e anche le banche asiatiche. Tutto il mondo, quasi all’unanimità, sembrava aver deciso che la risposta giusta alla crisi fosse questa. Lo strumento delle banche centrali è il tasso d’interesse interbancario: il costo del denaro per le banche. Abbassando quest’ultimo, le banche possono comprare denaro ad un prezzo inferiore, e sono quindi maggiormente incentivate a piazzarlo sui mercati e a concedere credito. A beneficiarne sono chiaramente i risparmiatori, chi prende a prestito, meno gli investitori, che si vedono ridurre i rendimenti sui loro investimenti. I tassi di interesse scendono, i prezzi dei titoli aumentano, percepiti come più rischiosi, e una gran quantità di moneta è iniettata nell’economia reale. La Fed, mercoledì scorso, ha deciso che il tempo della “beneficenza” è finito: l’economia si è ripresa, i livelli di consumo e di occupazione lo segnalano, si può tornare, dunque, alla normalità, o meglio al “new normal”. In effetti, tassi di interesse così bassi, o addirittura negativi, rasentano l’illogicità. Pagare per investire, guadagnare per prendere a prestito: il mondo della finanza al contrario. Era necessario, per far ripartire l’economia; e a quanto pare, in Europa, lo è ancora: la BCE ha da poco annunciato un prolungamento delle misure monetarie straordinarie. I mercati erano in trepidante attesa dell’annuncio della Yellen. Erano ormai mesi che la decisione era nell’aria, che il provvedimento era stato annunciato prima come possibile e poi come necessario. Il rapporto tra le banche centrali e i mercati è tutto basato su un gioco di aspettative, su un “lanciare la pietra e nascondere la mano” per vedere i mercati come reagiscono; la decisione più opportuna da prendere, se non aggrada i mercati, diventa immediatamente la più sbagliata. BN-LT057_yellen_P_20151216144305Dopo il giochetto che la presidente della Fed aveva fatto negli ultimi mesi, la decisione dell’ultimo consiglio appariva quasi scontata. I mercati, infatti, sembrano aver reagito bene. Il punto di domanda, adesso, è cosa accadrà nel 2016. I tassi sono stati aumentati dello 0,25%, portando il costo del denaro in un range tra 0,25 e 0,50%; il programma è di apportare, gradualmente, nuovi rialzi, arrivando fino a 1,375%. Le conseguenze di quest’operazione potrebbero essere molteplici e non è ancora chiaro, a nessuno, cosa accadrà. I prezzi potrebbero diminuire, il dollaro apprezzarsi ancora, le esportazioni diminuire e le importazioni aumentare. Seppur la BCE, non modificherà le sue decisioni sulla scia di quelle della Fed, questa inversione di marcia della politica monetaria americana potrebbe comunque influenzare i mercati europei, tramite due canali principali: le esportazioni e i tassi di cambio delle valute. Il ruolo cruciale di una banca centrale è quello di garantire la stabilità dei prezzi. L’obiettivo della Fed, leggermente diverso da quello della BCE, è di portare l’inflazione esattamente al 2%. Ad oggi il tasso di crescita dei prezzi è 0.2%, ben lontano dal target. Anche eliminando il prezzo del cibo e la volatilità del petrolio, il tasso resta molto basso: 1,3%. L’inflazione è strettamente collegata alla disoccupazione, da una relazione inversa. L’occupazione, negli USA, è positiva, il tasso di disoccupazione è solo del 5%. Questo potrebbe (si spera) trascinare verso l’alto anche l’inflazione, nonostante la decisione sui tassi.  

L’omicidio di Anatolij ispira la campagna natalizia dei supermercati Piccolo

Io sono “piccolo” ma a Natale vorrei un grande regalo…Un mondo più buono: è lo slogan per le festività 2015 scelto dai Supermercati Piccolo, in memoria di Anatolij Korol, della strage del Bataclan a Parigi e di tutte le guerre del mondo. No alle foto di panettoni e prosciutti, sì ai messaggi di pace. Un bimbo con l’espressione arrabbiata e un cappellino da Babbo Natale, in mano un fucile a canne mozze che sembra stia spezzando, rompendo, per poi gettarlo via. È la campagna natalizia dei Supermercati Piccolo dedicata principalmente ad Anatolij Korol, il muratore ucraino ucciso alla fine di agosto nel tentativo di sventare una rapina nella sede dello store Piccolo di Castello di Cisterna. «Io sono piccolo ma a Natale vorrei un grande regalo…un mondo più buono» – dice il bimbo che campeggia sui manifesti affissi a Cisterna, Pomigliano, Nola, Sant’Anastasia. La famiglia Piccolo non ha voluto stavolta puntare sui prodotti alimentari, preferendo un messaggio di pace tant’è che la campagna pubblicitaria firmata dalla Palumbo & Partners di Salerno è sì dedicata ad Anatolij ma prevede pure altre due immagini legate all’attualità e che sono state affisse anche a Napoli: la prima ritrae un bambino mentre soffia su candelotti di esplosivo, fotografia che evoca la strage del Bataclan a Parigi, la seconda raffigura il bimbo mentre colpisce un carro armato con un martello, ad evocare le guerre in corso nel mondo.Intanto la vedova di Anatolij lavora già da qualche settimana nel punto vendita di via Starza a Sant’Anastasia e Michele Piccolo sarà ricevuto dopo le festività dal Prefetto di Napoli, Gerarda Pantalone, dopo che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gli ha inviato una lettera di ringraziamento per il supporto e l’aiuto che sta dando alla famiglia Korol.

Ipercoop consegna ai sindacati la procedura di licenziamento: 293 esuberi ad Afragola e Avellino

Oggi presidi e scioperi davanti ai centri commerciali coop.     In Campania la scure produttiva e occupazionale si abbatte ancora una volta sul settore della grande distribuzione commerciale. Ed è un colpo micidiale inferto a Natale, cioè nel periodo sicuramente meno appropriato per decisioni del genere: 293 licenziamenti avviati da Ipercoop per gli organici dei due ipermercati di Afragola e di Avellino. La procedura di mobilità forzata è stata consegnata ai sindacati di categoria. Per Afragola ( 202 dipendenti ) le coop emiliane Estense e Adriatica, che controllano il settore campano, prevedono l’estromissione di 176 addetti. Per l’impianto di Avellino ( 147 dipendenti ) l’esubero dichiarato è invece di 117 addetti. Tutti licenziamenti che se attuati porterebbero alla chiusura automatica degli impianti finiti nel mirino dei tagli, strutture enormi che infatti a quel punto resterebbero con pochissimi lavoratori a disposizione. La notizia ha fatto mettere in allarme rosso Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Oggi i lavoratori di Afragola e di Avellino manifesteranno davanti ai due ipermercati profittando della giornata di sciopero nazionale indetta dai sindacati contro “l’attacco al contratto nazionale di lavoro da parte delle aziende della grande distribuzione “. Sciopero nazionale che culminerà con un corteo a Milano. C’è intanto chi è pronto a scommettere che questa sarà una giornata piuttosto complicata sul fronte della regolarità delle attività di Ipercoop Campania. ” La misura è colma: non possiamo più concedere nulla a queste cooperative – la posizione, molto dura, di Mario Dello Russo, della segreteria regionale Uiltucs – oggi ci sarà solo la prima di una serie di iniziative. Non faremo sconti “. La sensazione diffusa è che coop Estense e coop Adriatica stiano forzando la mano per ottenere, in cambio della revoca dei licenziamenti, condizioni salariali e contrattuali  più favorevoli di quelle in vigore. Tra i lavoratori si parla di tagli allo stipendio molto sostanziosi e in deroga alla contrattazione nazionale. ” Non possiamo assolutamente firmare accordi in deroga alla contrattazione nazionale e al monte ore finora pattuito – ha però anticipato Dello Russo – non per niente oggi a Milano i sindacati e i lavoratori sono in corteo proprio contro questa che ormai è diventata la pessima abitudine delle aziende della grande distribuzione: tagliare indiscriminatamente i salari e i diritti proprio dove il tessuto sociale ed economico è più debole “. La dichiarazione dei 290 licenziamenti segue di circa due anni e mezzo una prima procedura di licenziamento, quella avviata nell’aprile del 2013 per 250 dei 660 addetti della catena campana di Ipercoop, che comprende tre ipermercati ( Afragola, Quarto e Avellino ) e due store ( Napoli-Arenaccia  e Santa Maria Capua Vetere ). In quell’occasione la coop che controllava il comparto regionale, la Unicoop di Livorno, voleva chiudere l’ipermercato di Afragola. Ma nel gennaio 2014 si arrivò all’accordo che prevedeva una medicina amara: il salvataggio di Afragola attraverso l’arrivo di una nuova coop “emiliana”, la Campania Distribuzione Moderna, con la drastica riduzione dell’orario e la cassa integrazione ( in parte a rotazione ) per 120 degli oltre 200 addetti dell’impianto ubicato in località Marchesa, nel centro commerciale le Porte di Napoli. Per Avellino invece gli esuberi sono stati in gran parte scongiurati grazie all’applicazione dei contratti di solidarietà. Ora però i nodi sembrano venuti al pettine. La situazione sembra più complicata di prima. La cassa integrazione scadrà a gennaio. ” Ma non possiamo assecondare                                                                                                                                  richieste puntate a un ulteriore riduzione degli stipendi – conferma Luana Di Tuoro, della segreteria territoriale Filcams Cgil – anche perchè i lavoratori hanno già fatto grandi sacrifici di recente per cui oltre questi limiti non potremo andare “.      

La sovrintendente del teatro San Carlo in visita ad Ottaviano

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Rosanna Purchia ed Emanuela Spedaliere, direttore degli affari istituzionali e del marketing del San Carlo, sono rimaste favorevolmente colpite dal patrimonio culturale ottavianese ed hanno ammirato la magia dei mercatini di Natale a Palazzo Mediceo, che quest’anno hanno fatto registrare il record di visite.   Rosanna Purchia, sovrintendente del teatro San Carlo di Napoli ed Emanuela Spedaliere, direttore degli affari istituzionali e del marketing del San Carlo, hanno fatto visita, questa mattina, alla città di Ottaviano. Accolte dal presidente del consiglio comunale Biagio Simonetti e dalla segretaria generale Filomena Zamboli, Purchia e Spedaliere sono state accompagnate in visita ad alcuni dei più belli e suggestivi siti storici e artistici del territorio di Ottaviano:  la chiesa di Santa Maria Visita Poveri, la mostra “Pompei invisibile”, la chiesa di San Michele Arcangelo e il palazzo Mediceo. A fare da guida, il restauratore Umberto Maggio e, a palazzo Mediceo, i volontari della Pro loco, che hanno anche consegnato loro una pergamena ricordo. Rosanna Purchia ed Emanuela Spedaliere sono rimaste favorevolmente colpite dal patrimonio culturale ottavianese ed hanno ammirato la magia dei mercatini di Natale a Palazzo Mediceo, che quest’anno hanno fatto registrare il record di visite. “Siamo onorati di tale visita, essa testimonia l’attenzione che importanti istituzioni culturali stanno avendo nei confronti della nostra Ottaviano: è uno stimolo in più a proseguire sulla strada della valorizzazione del territorio, come peraltro sta facendo fin dal suo insediamento l’amministrazione del sindaco Luca Capasso”, dichiara il presidente del consiglio comunale Biagio Simonetti.

Ancora i Nas in azione: scoperti un falso dentista, champagne contraffatto e alimenti non in regola

Un’ attività complessa tra Napoli e provincia e che ha portato a vari sequestri e denunce.   I carabinieri  del Nucleo anti sofisticazioni hanno deferito in stato di liberta’ il cinquantenne B.M. per esercizio abusivo della professione di odontoiatra.  L’odontotecnico infatti è stato scoperto dai militari mentre gestiva abusivamente uno studio odontoiatrico ubicato a Napoli, in via Bernardo Cavallino, strada residenziale che collega il quartiere Arenella all’ospedale Cardarelli . Le attrezzature presenti nello studio del finto dentista sono state sottoposte a sequestro. Non è finita.  Presso il ristorante -pizzeria “da Gighetto”, a Vico Equense, gestito dal 53enne R.L., i militari hanno proceduto alla chiusura di una sala adibita alla somministrazione di cibi e bevande, in quanto attivata in assenza di qualsivoglia autorizzazione. Il valore dei beni coinvolti nel provvedimento  è di poco inferiore ai 100mila euro.  I carabinieri del Nas hanno poi  eseguito un sequestro di 230 chili di carne (destinata alle salumerie), poiche’ privi di rintracciabilita’. La merce non conforme alla legge si trovava nel supermercato Sigma di via Cupa San Severino,  a Napoli, gestito dalla Loran Megastore srl, della quale e’ legale rappresentante la 28enne S.A. Infine,  nell’ambito della lotta alla contraffazione di vini e bevande di importanti marchi, i militari del Nas  hanno proceduto al sequestro di alcune bottiglie di champagne Moet Chandon, risultate contraffatte e trovate esposte alla vendita all’interno  di un esercizio che si chiama “L’angolo dei Sapori”, ubicato in via delle Brecce, a Napoli. Il negozio in questione è gestito da  D.L.C., un 30enne.

Ottaviano, gran successo per la seconda tappa del Lacryma Christi Tasting Concept 2015

Organizzato da Casavesuvio, la manifestazione ha visto la partecipazione di nove aziende vinicole del territorio: Cantine Villa Dora, Sorrentino Vini, Vigna Pironti, Michele Romano Vini, La Cantina del Vulcano, Azienda Fuocomuorto, Casa Setaro, Fiore Romano Vini e Donna Grazia Vini del Vesuvio.   Si è svolta ieri sera ad Ottaviano nella splendida cornice del Castello Mediceo, sede del Parco Nazionale del Vesuvio e resa viva dai mercatini di Natale organizzati dalla Proloco, la seconda ed ultima tappa del Lacryma Christi Tasting Concept 2015. Organizzato da Casavesuvio, la manifestazione ha visto la partecipazione di nove aziende vinicole del territorio: Cantine Villa Dora, Sorrentino Vini, Vigna Pironti, Michele Romano Vini, La Cantina del Vulcano, Azienda Fuocomuorto, Casa Setaro, Fiore Romano Vini e Donna Grazia Vini del Vesuvio. Il Lacryma Christi Bianco più apprezzato è risultato il Vigna Lapillo del 2014 delle Cantine Sorrentino, mentre tra i Rossi è emerso il Gelsonero del 2011 dell’azienda Villa Dora. Alle due aziende è stato consegnato il marchio “CASAVESUVIO ORO 2015”. La giuria, composta da consumatori di vino “medi” e non esperti, ha valutato, oltre ai classici aspetti tecnici, anche la credibilità della casa vinicola, l’etichetta e la completezza delle informazioni in essa contenute, nonché il rapporto qualità/prezzo. Obiettivo della manifestazione, che ha ricevuto il patrocinio del Parco Nazionale del Vesuvio, della Federazione Nazionale Parchi e Riserve Naturali, della Città Metropolitana di Napoli, della Federconsumatori e di Legambiente Campania, è quello di promuovere un prodotto di eccellenza del Vesuvio come il Lacryma Christi, mettendo in relazione le case vinicole direttamente con i consumatori finali. Il successo ottenuto e l’interesse dimostrato da tutti i soggetti coinvolti, sono un ottimo stimolo per avviare da subito i preparativi per l’edizione del 2016 che, dichiarano gli organizzatori, si svolgerà su molte tappe in giro per tutte le province della Campania.

Ottaviano, il concerto del tenore Aniello Sepe con i piccoli alunni della “Scotellaro”

L’artista ha messo a disposizione dei piccoli alunni dell’istituto comprensivo “Scotellaro” la sua professionalità per un concerto che promette di essere coinvolgente e commovente. Si terrà domani sera, 20 dicembre, alle20, 30 nella chiesa di San Gennaro Martire, a San Gennarello di Ottaviano, il concerto del tenore Aniello Sepe, con la partecipazione del piccolo coro dell’istituto comprensivo “Rocco Scotellaro”. Il grande  artista, nato a Napoli, ma fin da piccolo residente ad Ottaviano, negli ultimi anni ha avuto una escalation di successi che l’hanno portato alla ribalta, sia nazionale che internazionale. Si è esibito nei teatri di tutto il mondo ed ha raggiunto notevoli traguardi, ottenendo premi prestigiosi. Laureato con il massimo dei voti e con lode all’Accademia San Pietro a Maiella di Napoli, sotto la guida del maestro Raffaele Passero, coltiva la passione del canto fin da piccolo. Ha messo a disposizione dei piccoli alunni dell’istituto comprensivo “Scotellaro” la sua professionalità per un concerto che promette di essere coinvolgente e commovente.