Ottaviano. Aritmia e scompenso cardiaco. L’Open Day nella Clinica Trusso di Ottaviano

La Clinica Trusso ha attivato un servizio di aritmologia interventistica (in convenzione con il SSN), gestito dal dottor Giuseppe De Martino e dalla sua equipe. Più di duecento gli interventi effettuati ogni anno, dagli studi elettrofisiologici, agli impianti di PaceMaker, di defibrillatori, per la resincronizzazione cardiaca e ablazioni di tutte le forme di aritmia.  Un Open Day dedicato alle problematiche cardiologiche e in particolare all’aritmia e allo scompenso cardiaco. Una giornata di informazione e di screening gratuiti promossa dalla Casa di Cura Trusso di Ottaviano e dai suoi specialisti. L’evento si terrà lunedì, 21 dicembre 2015, a partire dalle ore 9:00 presso la clinica Trusso di via San Giovanni Bosco di Ottaviano. Questa iniziativa, oltre a rientrare nel calendario delle giornate di prevenzione Trusso, è stata organizzata in occasione dei cinque anni di attività della Casa di Cura polispecialistica di Ottaviano ed è aperta a pazienti affetti da aritmie, sincope o scompenso cardiaco oltre a chi semplicemente intende effettuare uno screening gratuito e conoscere meglio queste patologie. La Clinica Trusso ha attivato un servizio di aritmologia interventistica (in convenzione con il SSN), gestito dal dottor Giuseppe De Martino e dalla sua equipe. Più di duecento gli interventi effettuati ogni anno, dagli studi elettrofisiologici, agli impianti di PaceMaker, di defibrillatori, per la resincronizzazione cardiaca e ablazioni di tutte le forme di aritmia.   “Il nostro è uno dei tre poli di aritmologia del gruppo Neuromed, insieme a quello attivo alla Villa del Sole di Salerno ed all’Istituto Mediterraneo di Agropoli. – spiega il dottore Giuseppe De Martino, responsabile del centro di Aritmologia interventistica della Casa di Cura TrussoTutti e tre i centri sono gestiti dalla mia equipe, gli aritmologi Servisan e rappresentano un polo di riferimento regionale ed extraregionale importante per i pazienti aritmici o affetti da scompenso cardiaco. In tutti i nostri laboratori di aritmologia siamo in grado di offrire al paziente le più avanzate tecnologie e le migliori soluzioni interventistiche. L’integrazione nel gruppo Neuromed ha portato enormi vantaggi in termini di qualità, con l’introduzione di standard organizzativi e tecnologie che da anni rendono famoso Neuromed nel panorama italiano delle neuroscienze. Il centro di aritmologia Trusso si caratterizza, in particolare, per la grande esperienza negli impianti dei defibrillatori biventricolari, la cosiddetta terapia elettrica di resincronizzazione cardiaca, e per le ablazioni della fibrillazione atriale. Queste ultime vengono effettuate sia con radiofrequenza e sistema di navigazione elettroanatomica, sia con la più recente ed innovativa tecnica della crioablazione, ossia l’ablazione ‘col freddo’”.

Neuromed. Nel sangue un possibile marcatore per la schizofrenia

La misurazione dei livelli di acido xanturenico potrebbe rappresentare una delle chiavi per avere diagnosi più accurate e precoci, oltre a rappresentare una possibile strada per nuove terapie.  La schizofrenia è uno dei più gravi disturbi psichiatrici, e molte sono ancora le lacune nelle conoscenze sui meccanismi che ne sono alla base. Una ricerca del Dipartimento di Patologia Molecolare dell’Istituto I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), condotta in collaborazione con l’Unità di Diagnostica Molecolare Avanzata e il Dipartimento NEMOS dell’Ospedale S. Andrea, Università Sapienza di Roma, evidenzia ora come il livello di acido xanturenico (XA) nel sangue potrebbe rappresentare un marcatore della malattia. Questo studio, pubblicato sul giornale Scientific Reports, apre la porta a possibili sviluppi nel campo della diagnosi, oltre che all’ipotesi di nuove terapie che andrebbero ad aggiungersi a quelle oggi disponibili.   L’acido xanturenico è un metabolita dell’aminoacido triptofano e si forma nel quadro di una serie di reazioni chimiche denominate “via delle chinurenine”. Un collegamento tra le molecole caratteristiche di questa serie di processi e alcuni disturbi psichiatrici, inclusa la schizofrenia, era già stato avanzato molti anni fa. Ciò che i ricercatori Neuromed hanno ora dimostrato è che nel sangue dei pazienti schizofrenici si riscontra un tasso di acido xanturenico molto più basso della media, questo indipendentemente dal fatto che siano al primo episodio oppure che siano già in terapia da tempo. La stessa situazione si osserva anche nei loro familiari, pur se non affetti dalla malattia.   “Questi dati – dice Ferdinando Nicoletti, Professore Ordinario di Farmacologia, Università Sapienza, Roma e Responsabile del Laboratorio di Neurofarmacologia dell’Istituto Neuromed – ci spingono a pensare che il livello di acido xanturenico nel sangue possa essere un marcatore di alcuni processi biologici alla base di situazioni che possono predisporre alla patologia. Ciò suggerisce che la misurazione di questo metabolita potrebbe rappresentare un elemento da tenere in considerazione quando si esaminano i pazienti o le famiglie a rischio di schizofrenia, in particolare nella fase di diagnosi”.   Nello stesso studio i ricercatori hanno anche stabilito, su modelli animali, uno dei possibili meccanismi di azione dell’acido xanturenico, che influenzerebbe il comportamento di alcuni recettori metabotropici per il glutammato (mGlu), in particolare i recettori mGlu2. Il glutammato è il principale neurotrasmettitore, cioè una sostanza che consente la comunicazione tra una cellula nervosa e l’altra. La ricezione di questa comunicazione è affidata a proteine presenti sulla membrana cellulare, i recettori, capaci di “catturare” la particolare molecola e “trasmettere” il suo messaggio modificando il comportamento della cellula a cui appartengono.   In particolare, nei modelli animali di schizofrenia usati in questa ricerca, la somministrazione di acido xanturenico ha avuto un effetto antipsicotico, che però non si verificava in topi geneticamente privi dei recettori mGlu2. “Questo – continua il Prof. Nicoletti – ci spinge a ipotizzare che l’acido xanturenico possa comportarsi come un potenziale antipsicotico endogeno proprio attraverso l’attivazione di quei recettori. Il basso livello di XA nel sangue dei pazienti, quindi, potrebbe essere il segno di una minore attivazione”.   Ulteriori ricerche saranno ora necessarie per determinare con precisione i meccanismi in gioco. “Siamo di fronte – conclude il professor Nicoletti – a una strada ancora tutta da percorrere. Esiste già l’ipotesi che la schizofrenia sia legata, tra gli altri fattori, a alterazioni del sistema di neurotrasmissione basato sul glutammato. Alterazioni riguardanti altri neurotrasmettitori, come dopamina e serotonina, sono ben note e su di esse agisce la maggior parte dei farmaci oggi disponibili. Adesso possiamo pensare che anche farmaci capaci di elevare i livelli di acido xanturenico potrebbero essere utili per il trattamento dei pazienti schizofrenici, soprattutto nelle prime fasi della malattia”.

Palma Campania, vacanze di Natale in ludoteca: aperte le iscrizioni

L’iniziativa, voluta dall’assessorato alle politiche sociali retto da Nello Donnarumma, terminerà il 5 gennaio e sarà interamente gratuita.  Le iscrizioni, da inoltrare presso l’ufficio protocollo del Comune, sono aperte a tutti i bambini tra i 4 e i 12 anni.   Chiudono le scuole ma i bambini, a Palma Campania, hanno la possibilità di non restare a casa ad oziare. Avrà inizio il 23 dicembre, infatti, il servizio di ludoteca comunale invernale del Comune di Palma Campania che consentirà ai bambini della cittadina di stare insieme e giocare proprio come è avvenuto, con grande successo, in estate. L’iniziativa, voluta dall’assessorato alle politiche sociali retto da Nello Donnarumma, terminerà il 5 gennaio e sarà interamente gratuita. Le iscrizioni, da inoltrare presso l’ufficio protocollo del Comune, sono aperte a tutti i bambini tra i 4 e i 12 anni.   La struttura che ospiterà la ludoteca invernale sarà il polo dell’infanzia di via vecchia San Gennaro. Tutte le mattine dalle 9 alle 13 i bambini di Palma Campania saranno impegnati con giochi, attività  legate al Natale, tombolate, cacce al tesoro e mille altre attività inserite nella fittissima programmazione.   “Con la chiusura delle scuole per il periodo natalizio, abbiamo programmato un’iniziativa che potesse aiutare le famiglie e i più piccoli. Dopo il successo della ludoteca estiva, la ludoteca invernale rappresenta un esperimento che siamo sicuri si rivelerà vincente. Chiudiamo un 2015 ricco di grandi soddisfazioni e grandi risultati per le politiche sociali di Palma Campania”,  commenta l’assessore Nello Donnarumma.

In memoria di Angelo Prisco, esempio di coerenza e di coraggio

Sono passati vent’anni dalla barbara uccisione di Angelo Prisco, il finanziere finito a colpi di fucile nella Valle dell’Inferno, nel parco nazionale del Vesuvio. Non una celebrazione, non una parola in suo onore, nel suo ricordo.

L’unica cosa buona che ci resta di questi 20 anni di parco nazionale del Vesuvio è Angelo, Angelo Prisco, e mi piace chiamarlo per nome, e questo anche se non l’ho mai conosciuto, ma Angelo è come se lo conoscessi da sempre, perché da sempre percorro i suoi sentieri o quei sentieri che lui avrebbe voluto percorrere col suo cane e con le sue scarpette da corsa, se non lo avessero così prematuramente fermato.

Angelo è l’unico esempio positivo di un’idea di Parco Nazionale degna di questo nome, unica idea di area protetta nel vero senso della parola, e non da spot politico per giustificarne una opportunistica e clientelare esistenza. Angelo è stato l’unico baluardo contro ciò che è successo in vent’anni di niente assoluto e scrivo questo non certo perché Angelo è morto da martire ed io voglia farmi scudo della sua immagine intoccabile per dire la mia opinione, ma perché Angelo è stato ammazzato dalla prepotenza, dall’ignoranza ma anche dall’oblio e perché se ci fossero state altre persone come lui, in questo parco nazionale di carta, questo sarebbe stato un po’ più Parco o, per lo meno, si sarebbe lottato, per il suo esempio e per quell’idea di ambiente protetto che tanto amava, e invece no, fatta la lapide la si è lasciata lì, alla dimenticanza e alle domande di chi si chiede ancora oggi chi sia mai stato Angelo Prisco e perché lo abbiano ucciso LEGGI.

Mentre altri martiri vengono ancora usati a proprio piacimento e opportunità, Angelo rimane lì dimenticato da tutti. Non una celebrazione, non una parola per la prima vittima del Parco Nazionale del Vesuvio; la seconda, il parco stesso, ucciso dall’ipocrisia di chi lo vive e di chi lo amministra tace anch’essa, così come le altre vittime del Vesuviano. Anche per l’omicidio di Angelo Prisco, i suoi assassini sono ancora a piede libero, anche per il processo che ne conseguì furono sollevati dubbi e interrogativi ma pare che una coltre nera e spessa sia calata su quella storia, non ci fu ricorso in cassazione dopo il ribaltamento della sentenza di primo grado, si scagionò l’imputato, lo stesso che all’atto dell’arresto, minacciò l’amico di Angelo che vi partecipò, dicendogli che gli avrebbe fatto fare la stessa fine, lo stesso personaggio che fu assistito da un locale principe del foro per la sua difesa LEGGI.

È forse proprio per questo che a San Giuseppe Vesuviano, città natale di Angelo Prisco, non è mai stato fatto nulla per lui; fatta esclusione per la fiaccolata del 2 ottobre 2012, organizzata da pochi e intimi amici; non una commemorazione, non una strada intitolata, non un vicoletto e neanche una lapide in città, perché la storia esemplare di Angelo, forse sporcava, con il suo lucido agire, quella logica che ci terrà sempre relegati nel nostro oscuro angolo di mondo a bearci della nostra presunta unicità ma senza fare niente per dimostrarla e soprattutto meritarcela, perché farlo significherebbe abbandonare le nostre ancestrali abitudini di prepotenza e di egoismo, quelle che ci hanno da sempre permesso di fare del territorio quel che si voleva, così con la caccia di frodo, così con l’abusivismo edilizio, così come lo si fa ancora oggi con lo scarico dei rifiuti e del loro rogo tossico.

I venti anni dal sacrificio di Angelo, contrastano con i venti anni di esistenza del parco nazionale, un parco che, dopo proroghe e rinvii, stenta ancora a trovare un presidente dell’ente che lo amministra e il completamento del suo direttivo, un parco nelle mani di una politica che cerca di porre strategicamente le sue pedine e che se ne infischia dell’ambiente e della sua reale gestione.

La lapide di Angelo sotto la neve del 31/12/2014
La lapide di Angelo sotto la neve del 31/12/2014

Vedi caro Angelo, col senno di poi forse anche tu avresti detto, ma chi me l’ha fatto fare, ma credo che la differenza tra un uomo, un eroe, nel vero senso della parola, e un ignavo, stia tutta là, nella presa di coscienza e della decisione giusta e vera da prendere ed è questo che ti rende ancora oggi un esempio unico di coerenza in questo limbo che è il parco nazionale del Vesuvio.

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Sant’Anastasia, giovane promessa del cinema a «Girando Intorno al Vesuvio»

Ugo Frezza, uno dei piccoli protagonisti del film «Babbo Natale non viene da Nord», ha infiammato le scolaresche che partecipano al cineforum ideato ed organizzato da Candida e Marinella Gifuni. Ha un sorriso per tutti, è cordiale, timido ma con le idee chiare: appare così Ugo Frezza (foto), uno dei piccoli protagonisti del film «Babbo Natale non viene dal Nord» di e con Maurizio Casagrande, proposto per l’occasione ieri mattina, venerdì 18 dicembre, al cineteatro Metropolitan ad alcune delle scolaresche partecipanti al cineforum «Girando Intorno al Vesuvio» che fa capo all’omonimo gruppo ideato dalle imprenditrici Candida e Marinella Gifuni. Guest star della mattinata, il dodicenne proveniente dal Vomero è appassionato di beat box che pratica per passione e debutta sul grande schermo con un attore della scuderia di Salemme che ha deciso di bissare l’esperienza da regista vissuta in prima persona nel 2012 con «Una donna per la vita» dando il via ad una favola natalizia trainata dal debutto in qualità d’attrice della cantautrice Annalisa Scarrone. Ugo, che studia da circa un anno recitazione alla Scuola di Cinema di Napoli, racconta che Casagrande, dopo aver guardato alcuni provini, è rimasto colpito dalla sua esibizione come beatboxer tanto da volerlo nel suo film. «Vorrei tanto diventare un attore professionista – spiega Ugo Frezza – Da piccolino guardavo i film e mi piaceva calarmi nei ruoli dei vari personaggi: da quel momento ho scoperto l’amore per la recitazione. Ad oggi mi ritengo un ragazzo fortunato e sono contentissimo di debuttare al cinema con Maurizio Casagrande, persona molto gentile, con il quale ho stretto un sincero rapporto d’amicizia. Per intraprendere questo mestiere ci vogliono fortuna, talento e tanto studio e mi impegnerò al massimo per riuscirci». Insieme al piccolo artista presente anche Rossella Iorio, director casting della Scuola di Cinema di Napoli e di Sant’Anastasia che ai nostri taccuini dichiara: «Per diventare attori lo studio è molto importante ma alla base ci deve essere il talento a soprattutto tanta passione che aiuta a superare gli ostacoli che ci sono durante le riprese del film: per i ragazzi, infatti, recitare è uno stress molto forte, con orari particolari da rispettare e copioni da imparare e non qualcosa di semplice come si pensa. Ugo Frezza è un mio artista: oltre ad aiutare i ragazzi sul set, ho un’agenzia cinematografica che tutela bambini ed adulti e sono io che li “inizializzo” in questo mondo. Oltre a trovare talenti, amiamo concretizzare i desideri dei piccoli o dei grandi. Noi, infatti, non vendiamo fumo ma realizziamo sogni».

Sant’Anastasia. Diamoci Una Mano: pacchi dono ai bisognosi

La proposta, condivisa e sostenuta dall’amministrazione a guida Abete, è partita da diverse associazioni operanti sul territorio. Obiettivo Natale: aiutare chi vive il disagio sociale. Tutte unite, scendono in campo le associazioni con un’iniziativa dal titolo “diamoci una mano”, che ha in programma una raccolta di vari generi alimentari, effettuata nei prossimi giorni, da donare poi a chi è nel bisogno. La proposta, condivisa e sostenuta dall’Amministrazione, è partita da diverse associazioni operanti sul territorio, i cui Presidenti hanno formalizzato al sindaco e all’assessore alle politiche sociali la richiesta di patrocinio morale con la presentazione del progetto: Centro anziani, Noa, Love for Sant’Anastasia, Commissione pari opportunità, Qua la mano, ASD Real vesuviana, Uici, Solid’Arte, Proloco Sant’Anastasia, Donne Anastasiane e Divertilandia. Grazie all’impegno dei volontari, che sono l’asse portante delle associazioni, partirà la campagna di raccolta di prodotti alimentari e subito dopo la suddivisione e distribuzione alle famiglie indigenti del paese, con il supporto dei servizi sociali, che avverrà in vari punti centrali e periferici della cittadina vesuviana. “Questa è collaborazione vera, quello che in politiche sociali si intende per azioni di aiuto aiuto – dice il sindaco, Lello Abete – vivendo il territorio in maniera reale e fattiva, interessandosi ai problemi dell’altro e proponendosi per collaborare, sostenere, condividere. Sono certo che la cittadinanza saprà rispondere con la generosità che ci distingue e colgo l’occasione per augurare a tutti di trascorrere le festività natalizie in serenità, pace e possibilmente nella gioia piena”. “L’associazione Noa ha deciso di aderire a questa bellissima iniziativa, e – dice Domenico Nocerino, Presidente NOA – siamo davvero fieri di contribuire con questo piccolo gesto a rendere più felice il Natale alle famiglie che ne hanno bisogno”. “Abbiamo accolto con molto piacere e partecipazione l’iniziativa di alcune associazioni di Sant’Anastasia, che poi è stata estesa alle tante associazioni tra cui anche i comitati di quartiere, la commissione pari opportunità, il centro anziani, supportandole con patrocinio morale. Personalmente sono orgogliosa – dice l’ass. Cettina Giliberti- perché finalmente percepisco il senso di integrazione e coesione, di aiuto reciproco tra le associazioni e tra l’Ente e le associazioni. Sono straconvinta che insieme, tutti, possiamo apportare un contributo per la crescita collettiva del nostro paese. Spero sia solo l’inizio di una bella ed efficiente sincronia”.

Sant’Anastasia. Il Pd presenta il libro di Marco Ehlardo «Terzo settore in fondo»

Politiche sociali e terzo settore: se ne parlerà stasera nella sezione del Pd in via Marconi. All’iniziativa, moderata dal giornalista Gianluca Di Matola, saranno presenti, oltre l’autore, anche la segretaria di circolo, Grazia Tatarella, Stefania Ferraro, membro della Commissione Pari Opportunità, e Giuseppe Fornaro, consigliere provinciale UICI. Sabato 19 dicembre alle ore 17.30, nella sezione del PD, si discute di politiche sociali e terzo settore con la presentazione del libro di Marco Ehlardo “Terzo settore in fondo”. L’autore, attivista di Actionaid, si occupa di un tema delicato: migranti, rifugiati, persone che vivono uno status che, da gran parte dell’opinione pubblica e, talvolta, delle istituzioni, sono percepite come una “categoria”, scomoda. Il libro non contiene soltanto una storia drammatica e quotidiana, ma vuole essere anche una forte denuncia a luoghi comuni, che sono sempre più utilizzati dai cittadini del nostro Paese nell’affrontare il tema. Mauro Eliah, il protagonista della storia, si occupa di disperati in terra straniera. Tra i richiedenti asilo c’è Thomas Compaoré, un giornalista con un passato difficile in Burkina Faso dove è stato arrestato e torturato per poi scappare in Italia. Si tratta di un libro importante, che riesce a trasmettere al lettore consapevolezza di una problematica difficile e che lo spinge, oltre che ad arrabbiarsi, a informarsi, a provare una maggiore empatia con chi spesso è vittima di discriminazione. E’ un atto di denuncia, forte, magistralmente incastrato con ironia e battute leggere: una denuncia che, con sagace ironia, cerca di correggere un modo di pensare infausto e deleterio. L’idea di fondo dei Democrat anastasiani è quello di far luce su una problematica importante focalizzando anche l’attenzione sul terzo settore e lanciare la proposta di un tavolo di concertazione tra le realtà associative anastasiane che operano sul territorio allo scopo di poter dar vita a iniziative e proposte da sottoporre al comune e alla Regione Campania. All’iniziativa, moderata dal giornalista Gianluca Di Matola, prendono parte, insieme a Marco Ehalrdo, la segretaria di circolo, Grazia Tatarella, Stefania Ferraro, membro della Commissione pari opportunità, Giuseppe Fornaro, Consigliere Provinciale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. (Fonte foto: Rete Internet)

Caos nell’indotto Poste Italiane: la paura dei 250 lavoratori Gepin

Gli addetti del call center di Casavatore, rimasto senza appalto, hanno apposto un fantoccio impiccato davanti al Consiglio regionale.   Donne che urlano la loro paura sotto le mura dell’assessorato regionale al Lavoro, impiegate del call center “Gepin Contact” di Casavatore che temono di perdere tra pochi giorni il posto di lavoro. La manifestazione si è consumata ieri mattina, al centro direzionale di Napoli. Le manifestanti hanno esposto il fantoccio impiccato di un lavoratore davanti all’ingresso della torre del Consiglio regionale. E’ una situazione drammatica, probabilmente la vertenza più delicata in questo momento nell’intera area metropolitana di Napoli. Il quadro è piuttosto complesso. La Gepin offre servizi di risoluzione dei reclami per Poste Italiane e per Sda, società di Poste Italiane che si occupa della consegna dei pacchi postali. Ma la Gepin ha perso l’appalto. Le Poste hanno dirottato la commessa nella mani di I-Care, altra società italiana che espleta gli stessi servizi di Gepin. I Care sarà attiva per Poste a partire da gennaio per cui sono rimasti senza lavoro i 250 dipendenti del Call Center Gepin di Casavatore, a due passi da Napoli città, e gli altri 450 colleghi del sito omologo di Roma. C’è una situazione a monte molto difficile. Ad aprile l’ex proprietario di Gepin, l’imprenditore Enzo Zavaroni, è stato arrestato per bancarotta fraudolenta: un crak di 170 milioni. Poco dopo la Gepin Contact è stata ceduta a una nuova società. ” Ma il nostro timore – spiega una manifestante – è che questa nuova azienda sia subentrata solo per smantellare “. Il prossimo 22 dicembre la Gepin Contact presenterà il suo piano industriale. C’è il terrore che questa sia la data in cui possano essere ufficialmente dichiarati i licenziamenti. Del resto la Gepin non ha più lavoro. Ieri mattina una delegazione di lavoratori del call center di Casavatore, accompagnata dai sindacati di categoria, è stata ricevuta dall’assessore regionale al lavoro, Sonia Palmeri, che si è subito attivata contro questa nuova emergenza produttiva e occupazionale. “L’assessore Palmeri – hanno fatto sapere le lavoratrici Gepin – si è messa in contatto con il ministero dello Sviluppo per concordare un tavolo nel tentativo di chiamare in causa Poste Italiane. Anche il ministero si è reso disponibile “. Non ci sono solo lavoratrici ma anche lavoratori nella Gepin di Casavatore. ” Ci sono molte coppie in azienda – hanno specificato le scioperanti di ieri – uomini e donne che si sono conosciuti e hanno formato la loro famiglia qui. In questo call center si guadagnano mediamente mille euro al mese. I contratti sono a tempo indeterminato e variano da quattro a sei e fino a otto ore al giorno “. Non solo paura. Serpeggia pure molta delusione tra i dipendenti del call center. ” Abbiamo fatto registrare – hanno tenuto a sottolineare  – sempre ottimi coefficienti di qualità. Intanto Poste Italiane ci ha reso noto di aver dirottato altrove l’appalto perché non ne abbiamo più i requisiti. Eppure noi prima non gestivamo solo i servizi per Poste Italiane ma anche i call center per conto di Enel Energia. E abbiamo lavorato per Poste Italiane per 15 anni “. La sensazione è che solo la politica possa sbrogliare questa matassa intricata. Intanto però è scattato il conto alla rovescia dei licenziamenti. Ma c’è nel frattempo un dato che sconforta: finora Poste Italiane non si è mai presentata ai tavoli istituzionali. Comunque i lavoratori avvertono: ” Gettare 250 famiglie in mezzo alla strada significherà creare a Napoli un caos sociale indescrivibile, e proprio durante le festività natalizie “.  

Somma Vesuviana, Il sindaco distribuisce doni ai bambini della Scuola dell’Infanzia

In questi giorni il sindaco Piccolo e l’assessore all’istruzione Di Palma stanno consegnando regalini a tutti gli alunni delle scuole dell’infanzia del territorio.   Colori, album e caramelle per tutti i piccoli alunni della scuola dell’Infanzia. A distribuirli però non è Babbo Natale ma il Sindaco, Pasquale Piccolo, insieme al neo assessore alla pubblica istruzione Milena Di Palma. Come lo scorso anno, il sindaco Piccolo è stato In tutti i plessi scolastici di tutti e tre i Circoli Didattici del territorio e ha voluto consegnare personalmente i doni ai piccoli concittadini sommesi. E’ stata anche l’opportunità per far conoscere al personale scolastico il nuovo assessore all’istruzione, Carmela Di Palma, docente del 2 Circolo Didattico, e per verificare ancora una volta lo stato strutturale delle scuole del territorio.

Pomigliano, un jet militare come monumento: pacifisti “sul piede di guerra”. Con loro padre Alex Zanotelli

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La replica dell’impresa che vuole collocare il caccia: “associare l’installazione a un simbolo di guerra lascia sbigottiti e sconcertati “.      Un imprenditore locale sta riqualificando a proprie spese l’ingresso dell’area industriale di Pomigliano, l’area industriale più importante del Mezzogiorno a causa degli insediamenti Fiat, Alenia e Avio. E per mettere la “ciliegina” sulla torta Vincenzo La Gatta, manager del settore aeronautico, domenica prossima farà installare nella zona rimessa a nuovo un jet militare, un vecchio Fiat G 91 Y degli anni Settanta. Ma i pacifisti si stanno ribellando. Annunciano iniziative per impedire quello che definiscono “uno sfregio alla cultura della non violenza “. E’ sceso in campo anche padre Alex Zanotelli, il noto missionario comboniano. leader a Napoli di tante iniziative sul fronte sociale. ” Pieno sostegno alla vostra iniziativa “, ha scritto il sacerdote ai firmatari della lettera aperta con cui La Gatta e il comune di Pomigliano sono stati in qualche modo “invitati” a non far installare il caccia nella rotonda antistante la fabbrica Avio. Missiva che è stata firmata da tutta la sinistra locale, dal Collettivo 48ohm alla Fiom, il sindacato dei metalmeccanici, dall’Anpi di Pomigliano e di Napoli, l’Associazione nazionale partigiani, all’Unione degli Studenti di Pomigliano, dal Comitato pace, disarmo e smilitarizzaione-Campania alla Rete No Trident, da Libera a “Un Ponte per “. “ È inconcepibile – spiega Antonio Barbati, del Collettivo 48ohm – che l’amministrazione comunale abbia avallato questo progetto. Forse per loro un caccia bombardiere è assimilabile a qualsiasi altro elemento con cui si fa un arredo urbano. Infatti collocano sulla stessa rotonda sia degli ulivi che un jet militare. Come a dire che hanno entrambi la stessa funzione e la stessa portata simbolica. Invece per noi no: un aereo militare è un mezzo di distruzione, di guerra, di terrore. Si parla ogni giorno di terrorismo, dopo i fatti di Parigi, eppure qualcuno non si rende conto di quanto possa contribuire ad alimentare questa cultura del terrore. Perché i simboli sono importanti ed è anche attraverso i simboli che si edifica una cultura. E noi in questa cultura di sangue e morte non ci riconosciamo: non  vogliamo che la nostra città non sia costretta ad annoverare tra i suoi monumenti strumenti che hanno provocato migliaia di vittime innocenti “. Il Fiat G 91 Y della discordia che l’azienda La Gatta sta per installare   nella rotonda stradale è uno dei 9 esemplari del genere rimasti in Italia.  In un comunicato “La Gatta” ha affermato che si tratta di un prodotto che è vanto e gloria della produzione industriale di Pomigliano.  Lo scopo è la celebrazione  di un prodotto industriale locale. ” Ci parlano – replica però Barbati – di fiore all’occhiello della nostra produzione industriale ma possiamo andar fieri per altro: noi la guerra la ripudiamo “. Intanto si preannunciano ” venti di guerra ” per  domenica 20.  ” Se non ascolteranno le nostre ragioni – avverte Barbati – domenica sarà soltanto l’inizio di una lunga battaglia “. Intanto nei social network sta girando la replica della La Gatta: ” associare l’installazione di un Fiat G-91 nell’area verde di Viale Impero, riqualificata dalla “V. La Gatta”, ad un simbolo di guerra atto a minare la pace nel mondo è un’idea che lascia davvero sbigottiti e sconcertati. Il velivolo che domenica campeggerà nella rotonda che dà il benvenuto alla zona Asi di Pomigliano d’Arco non ha altro scopo se non quello di omaggiare la città delle fabbriche, considerando che il Fiat G-91 è figlio della produzione aeronautica pomiglianese “.