Fiat Pomigliano, festa del patrono cancellata. L’azienda: “faremo anche due sabati di straordinario”

La multinazionale ha comunicato ai sindacati lavoro extra per il 29 e il 30 gennaio. Non si è spenta la polemica innescata dalla Chiesa sulla cancellazione in fabbrica della festività del santo patrono di Pomigliano. Una polemica basata sul fatto che ” l’azienda non può e non deve disporre a piacimento della vita dei lavoratori, bisognosi di spazi per la propria persona che vadano oltre lo sfruttamento sulla catena di montaggio “. Ieri intanto la Fiat, che giovedi ha fatto lavorare in via ordinaria gli operai nel giorno di San Felice, giovedi 14 gennaio, ha annunciato ai sindacati due sabati di straordinario, il 23 e il 30 gennaio prossimi. ” Si tratta di cogliere il momento favorevole di mercato – spiega Raffaele Apetino, segretario regionale del settore auto per il settore automotive – però a questo punto dobbiamo tornare a rivendicare presso l’azienda la necessità di ampliare la platea di coloro che stando in contratto di solidarietà necessitano di un impiego più stabile. Inoltre sarà anche necessario insistere sul fatto che senza un modello aggiuntivo di vettura Pomigliano non può sperare di saturare gli organici “.

Torre del Greco. Alessio Spataro con «Biliardino» per il genetliaco di Alt!

Per i tre anni di attività dell’Associazione Lettori Torresi, domenica 17 gennaio dalle ore 19 al Circolo Professionisti ci sarà l’incontro con Alessio Spataro, autore e disegnatore della graphic novel «Biliardino» e, a seguire, minitorneo di calciobalilla. ALT! Associazione Lettori Torresi festeggia i suoi tre anni di attività con la prima presentazione in Campania di “Biliardino”, graphic novel scritta e disegnata da Alessio Spataro, pubblicata da BAO Publishing. Una serata che coinvolge appassionati di calciobalilla, di fumetto, ma anche di Storia del Novecento: insomma, un appuntamento imperdibile per tutti i soci di ALT!. Domenica 17 Gennaio dalle ore 19 si terrà l’incontro con Alessio Spataro, a seguire firmacopie e minitorneo di Biliardino. Sarà possibile acquistare le copie del fumetto in loco, e ammirare alcune delle tavole del volume, esposte appositamente per l’incontro. Durante la serata sarà inoltre possibile associarsi ad ALT! per tutto il 2016. Alessio Spataro, dopo un monumentale lavoro di documentazione testuale e sul campo, ha creato un romanzo grafico stampato solo in rosso e blu (come i giocatori del biliardino), che ripercorre la vita di Alexandre Campos Ramírez, il galiziano che ha brevettato la moderna versione del biliardino. La storia dell’evoluzione del popolare gioco è il filo conduttore delle vicende del libro, che attraversano la guerra civile spagnola, il secondo conflitto mondiale, la dittatura franchista e l’affermarsi delle democrazia in Europa. Un libro appassionante, perché le sue storie lambiscono la Storia con la maiuscola, minuziosamente accurato ma ricco di emozioni, e autenticamente importante, perché racconta la storia di uomini che hanno consacrato la vita a un ideale di libertà che, per molti decenni, appariva irraggiungibile. L’esistenza di Campos Ramírez ha sfiorato quelle di Neruda, Camus, Sartre, lasciando un segno indelebile nella società spagnola, eppure sulla sua figura circolano più leggende che fatti assodati. Questo libro fa ordine nelle versioni alternative sulla vita leggendaria di un uomo la cui importanza travalica l’invenzione per la quale si fa ancora il suo nome.

Crisi dell’indotto Dema, l’Alenia: ” Si pagano colpe che non sono nostre “

Ambienti vicini all’azienda di Finmeccanica criticano le giustificazioni dei licenziamenti scritte dai responsabili della fabbrica di Somma Vesuviana.            Nella procedura di mobilità della Dema il gruppo aeronautico dello stabilimento di Somma Vesuviana tira in ballo come principali responsabili della crisi l’Alenia e l’Agusta Westland, settori di punta di Finmeccanica nonché committenti della fabbrica di via San Sossio. Ieri però l’Alenia ha rispedito al mittente le accuse del management Dema. ” Noi continuiamo a pagare regolarmente i nostri fornitori – hanno fatto sapere fonti vicine all’azienda, che in Campania realizza le fusoliere del velivolo turboelica commerciale Atr e manifattura parti delle fusoliere dei velivoli commerciali Airbus – a questo punto bisogna capire come Dema si sia preparata a fronteggiare eventuali cali di commesse da parte dei committenti “. Negli ambienti che gravitano attorno ad Alenia, in particolare a Pomigliano e a Nola, gli interrogativi puntano sulla qualità e sulla tempestività delle forniture. ” Forse – la critica mossa nei confronti della Dema dagli ambienti della committenza – sarebbe anche necessario interrogarsi sull’efficienza di un certo indotto delle forniture, sulla qualità del prodotto che viene inviato, sui tempi di consegna “. Restano però gli interrogativi legati al fatto che l’azienda vesuviana nella procedura di licenziamento collettivo consegnata alla Regione Campania ha scritto che l’Alenia ha internalizzato alcune attività di ingegneria che prima erano di suo appannaggio. E nella stessa procedura la Dema ha aggiunto che Agusta Westland, altra società di Finmeccanica, paga in ritardo i prodotti forniti. ” Il gruppo committente può anche internalizzare le attività che prima venivano svolte da Dema – fanno però notare fonti vicine all’ Alenia – ma la Dema a sua volta come si è preparata di fronte ad eventuali variazioni delle commesse ? Gettare la croce sulle aziende committenti ci sembra troppo facile “.

San Sebastiano, ma cos’è la protezione civile?

Abbiamo incontrato il nuovo presidente di “Save me”, la ONLUS che ricopre le mansioni di protezione civile a San Sebastiano al Vesuvio. I suoi chiarimenti e le nostre perplessità.

Lanciare le provocazioni come pietre può far male, a chi le riceve così come talvolta anche a chi lo fa. Questo accade per il fatto che, pur essendo consapevoli di toccare l’altrui suscettibilità, si agisce per innescare una reazione positiva e propositiva di una controparte apparentemente distratta o assopita.

È accaduto un qualcosa di simile dopo il nostro articolo sulla protezione civile di San Sebastiano al Vesuvio, dopo l’aver esposto, senza mezzi termini, i nostri dubbi a riguardo le mansioni e la funzionalità della struttura locale. Siamo per questo stati contattati da Giuseppe Cacace, l’attuale presidente dell’associazione “Save me” e abbiamo cercato di chiarire alcuni passaggi fondamentali della questione.

Finalmente sappiamo che, non solo esiste una associazione di Protezione Civile a San Sebastiano ma che c’è anche un presidente e questo francamente ci fa piacere, per il semplice fatto che non era stato reso noto alcun atto dell’avvicendamento e, in base alle affermazioni fatte dal suo predecessore e dal prof. Rolandi (autore del PEC), a sua volta informato dal Comandante dei Vigili Urbani, non si capiva se ci fosse un organo simile ad operare sul territorio comunale. In verità ci era stato detto che non esisteva e quindi, essendo la PC un organo innanzitutto statale, ci viene il dubbio che ci si riferisse a quella e non a una delle tante associazioni che potrebbero collaborare in tale contesto. Ma va bene così, esiste un’associazione, la “Save me” e questa dovrebbe dunque ricoprire le funzioni di protezione civile grazie a una convenzione con il Comune di San Sebastiano e questo sembrerebbe esser un bene e auguriamo ai soci e al nuovo presidente tutto il bene possibile.

Ma, veniamo al dunque dei nostri dubbi, alla richiesta se esistesse un rimborso da parte del comune, Cacace ci mostra la convenzione stipulata in data 24/12/2013 (Det. n°26, prot. A.P. n°132/2014), là dove, all’articolo 7, leggiamo: “Il Comune di San Sebastiano al Vesuvio, nel pieno rispetto delle finalità e degli scopi della presente convenzione, riconosciuti gli oneri che comportano tali attività, si impegna a riconoscere alla Associazione Volontari di Protezione Civile “Save me” la somma di € 3.000,00 (euro tremila) annui al fine di consentire il pagamento delle spese assicurative e quelle di gestione. […]”

Giuseppe Cacace ci informa, come del resto aveva fatto anche l’ultimo presidente dell’associazione, Armando Madeo, che nella realtà dei fatti, dopo la prima elargizione, il comune non ha più rispettato la convenzione, costringendo i soci, in passato come attualmente, ad autotassarsi o ad istituire banchetti per la raccolta fondi. Rimaniamo allibiti quindi per l’ambiguità della situazione e per l’inadempienza dell’amministrazione, là dove un comune che spende 37.000 euro e forse più per il Piano di Emergenza Comunale (senza soffermarsi sui milioni di euro transitati per le casse comunali per le più disparate ed esose delle spese), non trova tremila euro per mandare avanti un qualcosa di fondamentale quale dovrebbe essere un’azione di volontariato in tal senso.

In verità ci chiediamo il perché non esista una Protezione Civile comunale e perché sia stata scelta la formula associativa, anche perché, nella Legge Nazionale sulla Protezione Civile, la 225 del 1992, si evince, all’articolo 11, che: “Costituiscono strutture operative nazionali del Servizio nazionale della protezione civile: a) il Corpo nazionale dei vigili del fuoco quale componente fondamentale della protezione civile; b) le Forze armate; c) le Forze di polizia; d) il Corpo forestale dello Stato; e) i Servizi tecnici nazionali; f) i gruppi nazionali di ricerca scientifica di cui all’articolo 17, l’Istituto nazionale di geofisica ed altre istituzioni di ricerca; g) la Croce rossa italiana; h) le strutture del Servizio sanitario nazionale; i) le organizzazioni di volontariato; l) il Corpo nazionale soccorso alpino-CNSA (CAI)” e inoltre, all’art. 3 comma 7 si afferma: “Alle attività di cui al presente articolo le amministrazioni competenti provvedono nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente”.

Quindi, come si evince dalla normativa, le organizzazioni di volontariato, vengono solo dopo tutta una serie di organismi dello stato che concorrono a formare il complesso sistema della Protezione Civile. Inoltre i compiti della PC sono innanzitutto un onere delle amministrazioni e delle proprie risorse umane. Del resto, pare che il comune conosca molto bene quale sia il suo ruolo in questo contesto, nel momento in cui stanzia, come da PEC, circa 6.000,00 euro per l’attività dei Vigili Urbani in qualità di esperti di PC e concretizzata nell’esclusiva presenza di questi alle relazioni del Prof. Rolandi presso gli istituti scolastici cittadini. Ma va ancora bene così, purché si dia alla “Save me” e alla PC pari dignità e pari spesa, ad esempio, di quella fornita per la costruzione di una fontanella pubblica. (LEGGI)

Ma ancora, alla domanda di come pagassero e se pagassero le assicurazioni, il nuovo presidente ci comunica l’intenzione di pagarle ma di non averlo fatto ancora. Strano a dirsi e in vero ci siamo chiesti ed abbiamo chiesto, come avrebbero fatto in caso di incidente durante un intervento e se avessero potuto agire senza assicurazione ma ci è stata esclusivamente ribadita l’imminenza della stipula delle polizze che speriamo, all’atto della pubblicazione di quest’articolo, sia cosa avvenuta. Nel frattempo però c’è ancora chi li guida per le strade del paese in una non meglio specificata funzione di ausilio alle forze dell’ordine e non si sa in base a quale autorità, vista la vacanza istituzionale in cui versiamo ormai da mesi.

In effetti, Giuseppe ci mostra, all’articolo 2 della convenzione, le attività garantite dall’associazione dove, oltre a quanto previsto dalla già citata normativa nazionale, “L’ente si avvale del gruppo volontari dell’Associazione al fine di garantire, nell’ambito del proprio territorio, le seguenti attività: […] d) collaborazione con il servizio di Polizia Locale durante manifestazioni che comportano un afflusso straordinario di persone o che espongono la cittadinanza a rischi derivati dallo svolgimento delle stesse […] f) Svolgere attività di assistenza logistica durante le manifestazioni pubbliche che si terranno sul territorio comunale, patrocinate dal comune stesso.” Abbiamo già sottolineato nel nostro precedente articolo  (LEGGIl’incongruenza di tali mansioni rispetto alla normativa nazionale ma è pur vero che in apparenza non si commette nulla di illegale. Il problema è però legato al fatto che agendo in questo modo, non solo si svilisce la legge ma anche il compito e l’immagine di una protezione civile che è pur sempre fatta di volontari, uomini e donne che si impegnano sul territorio gratuitamente e si aggiornano costantemente, e non certo per andare esclusivamente appresso i santi e presenziare alle sagre di paese, tutto questo lo si lasci alla libera iniziativa di altri, perché è questo l’equivoco di fondo e che va ben chiarito, perché la PC, come abbiamo specificato, è ben altra cosa.

Last but not least la questione della sede. La protezione civile ha la sua collocazione e ce lo conferma anche il suo presidente e con tanto di delibera (la n°8110 del 3/9/2015) che affida alla “Save me” i locali comunali in via M. Capasso. Ma, l’esistenza di tali locali, attrezzati con sistema radio e sala operativa, con posto auto per il fuoristrada, con in deposito attrezzi e strumentazione per il soccorso e le emergenze, è stata negata al Prof. Rolandi dal Comandante dei Vigili Urbani Alberto Baldissarra, indicandogli come sede del costituendo COC quella ben più angusta e non attrezzata dell’ufficio “informagiovani”, di fronte al Comune. Pare quindi che i locali di via Michele Capasso, sottostanti l’abbandonata piazza 19 marzo 1944, non meritino più d’esser considerati sede operativa mentre, sui “social”, si leggono altre possibili o quanto meno auspicate nuove destinazioni d’uso del sito, quali, ad esempio, un centro polivalente per i giovani o una sua totale ristrutturazione e riadattamento ad opera di una cordata pubblico/privata; insomma, la struttura, così come la PC, tutti la vogliono ma al momento nessuno se la piglia e gli eventi naturali non stanno certo a guardare quello che gli uomini faranno.

 

Ottaviano, “Notte bianca” al liceo “Armando Diaz”

L’appuntamento è per oggi dalle 18 alle 22. Gli alunni del Liceo daranno vita, per i loro compagni e genitori, ad un momento di espressione delle proprie conoscenze, competenze e talenti, mostrando le varie acquisizioni in atelier didattici allestiti per la serata.Notte bianca” al Liceo “Armando Diaz”: Venerdì 15 gennaio 2016, ore 18.00-22.00. Nella sede di via Camillo Peano ad Ottaviano gli alunni del Liceo daranno vita, per i loro compagni e genitori, ad un momento di espressione delle proprie conoscenze, competenze e talenti, mostrando le varie acquisizioni in atelier didattici allestiti per la serata. Letteratura classica e moderna, filosofia, arte, lingue straniere, archeologia, matematica e scienze, sport, musica e danza saranno interpretate dagli studenti nelle forme più consone ad indicare il senso di una cultura viva, profonda, dinamica. Sabato 16 gennaio 2016, ore 15.30-18.00 nella stessa sede di Ottaviano e Domenica 17 gennaio 2016, ore 10.00-12.00 nella sede di Terzigno, “Open day” rivolto agli alunni e alle famiglie dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado. Saranno presentati tratti distintivi più significativi dell’offerta formativa del Liceo al fine di orientare i genitori e i loro figli in vista delle imminenti iscrizioni.

Diminuzione delle temperature, Gori: Proteggere i contatori e l’impianto idraulico privato

Come si è appreso da varie fonti di informazione, nei prossimi giorni è prevista in Campania una forte diminuzione delle temperature, accompagnata probabilmente da un’ondata di gelo. Pertanto, GORI invita gli utenti ad adottare alcuni accorgimenti che possono limitare i fenomeni di congelamento dei contatori.   In previsione di basse temperature, è consigliabile proteggere con materiale isolante i contatori ubicati al di fuori dei fabbricati e, se le temperature si abbassano al di sotto dello zero, è opportuno lasciar scorrere durante la notte un filo d’acqua da un rubinetto interno all’abitazione. Questo accorgimento esclude il permanere dell’acqua senza flusso all’interno delle tubature, che potrebbe congelare e quindi danneggiare l’impianto stesso.   Per le abitazioni o i locali non utilizzati nel periodo invernale (soprattutto nei comuni pedemontani) è invece preferibile provvedere alla chiusura della valvola di intercettazione del flusso dell’acqua (chiave d’arresto) posta in prossimità del contatore, svuotare l’impianto idraulico privato dall’acqua presente attraverso i rubinetti e proteggere il contatore con materiali isolanti.   L’eccezionale ondata di gelo che nei primi giorni del 2015 colpì la Campania provocò la rottura di circa 3.000 contatori nel territorio di competenza di GORI e determinò un anomalo aumento dei prelievi idrici con mancanze d’acqua diffuse in diversi comuni, soprattutto quelli pedemontani. GORI fronteggiò l’emergenza attivando una centrale operativa e un turno di lavoro straordinario che vide impegnati oltre 100 tecnici e operatori, rendendo possibile la risoluzione in breve tempo di gran parte dei circa 4500 guasti segnalati, con il ripristino del regolare servizio.   Si ricorda che per eventuali segnalazioni di guasti o disservizi idrici è disponibile il Numero Verde 800-218270 gratuito ed attivo h24. I guasti al contatore o alla rete idrica possono essere comunicati anche attraverso l’APP GORI per smartphone o tablet, scaricabile gratuitamente da coloro che utilizzano i software IOS e ANDROID, scattando semplicemente una foto del guasto, che sarà inoltrata automaticamente al sistema di gestione dei disservizi dell’azienda.

Nola. Ritorna la befana solidale degli “Amici del marciapiede”

L’iniziativa è in programma sabato 16 e domenica 17 gennaio prossimi, dalle ore 10:00 alle ore 13:30, presso la sede sociale dello storico sodalizio bruniano in piazzetta Immacolata a Nola, dove sarà allestito per l’occasione uno spazio con tutti gli abiti, donati da diverse aziende del settore operanti nel distretto Cis – Interporto – Vulcano Buono. Un aiuto utile, immediato e diretto, fondamentale per chi, purtroppo, non riesce nemmeno ad avere in inverno un abito caldo. Si tratta dell’aiuto che, per il sesto anno consecutivo, ha messo in atto l’Associazione Nazionale “Amici del Marciapiede” di Nola con la “Befana Solidale” nei confronti dei più bisognosi, quelli che si trovano quotidianamente a lottare contro la sopravvivenza e, purtroppo sempre più spesso, l’indifferenza. Abiti nuovi di prima necessità di tutti i tipi e per tutte l’età. L’iniziativa è in programma sabato 16 e domenica 17 gennaio prossimi, dalle ore 10:00 alle ore 13:30, presso la sede sociale dello storico sodalizio bruniano in piazzetta Immacolata a Nola, dove sarà allestito per l’occasione uno spazio con tutti gli abiti, donati da diverse aziende del settore operanti nel distretto Cis – Interporto – Vulcano Buono, destinati a chi ne avesse bisogno: dai pantaloni alle giacche, passando per maglioni di lana e scarpe. “Viviamo in un periodo di forte crisi e comprendiamo che la vita è diventata davvero difficile – afferma Giulio La Marca, presidente dell’Associazione – Difficile, ormai, è diventato anche comprare un semplice abito, un semplice maglione e per questo invitiamo la popolazione più bisognosa a recarsi da noi e prendere quello di cui ha bisogno. Con questa iniziativa l’Associazione vuole sottolineare ancora una volta l’impegno che diffonde sul territorio e la sua vicinanza nei confronti delle persone più bisognose”.

Boscoreale: apre lo sportello Federconsumatori

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  Per la Difesa e la Tutela dei Diritti e dei Servizi per il Cittadino si apre a Boscoreale uno Sportello della FEDERCONSUMATORI ospitato presso l’Associazione socio-culturale “Il Melograno”. Il Presidente di Federconsumatori Campania Rosario Stornaiuolo e il Presidente de Il Melograno Nicola Marano presenteranno l’iniziativa Venerdì 15 Gennaio alle ore 18,00 presso la sede dell’Associazione sita a Boscoreale in via Matteotti 12. Intervengono il Referente Territoriale  Federconsumatori Avv. Pierpaolo Telese e la Dott.ssa Anna Ruggiero Referente dello Sportello Locale La Federconsumatori, costituita nel 1988, è un’associazione senza scopo di lucro promossa dalla Cgil che ha come obiettivi prioritari l’informazione e la tutela dei consumatori e utenti. Alla sua costituzione hanno contribuito anche esperti di consumerismo operanti nell’ambito dell’università, dell’informazione e del Parlamento, impegnati da anni in difesa dei diritti dei consumatori. E’ presente su tutto il territorio nazionale con 998 sportelli per fornire assistenza e consulenza a tutti i cittadini.  I servizi di formazione, consulenza e assistenza sono espletati da esperti qualificati. Il consumatore che lo desideri può associarsi alla Federconsumatori e usufruire del relativo servizio di sportello versando una quota di iscrizione. La Federconsumatori che già da oltre venti anni opera con competenza e professionalità nella difesa dei diritti dei consumatori: ha promosso molteplici iniziative, incontri, dibattiti, conferenze, ricerche e campagne informative a livello locale, nazionale ed europeo. L’associazione collabora con istituzioni comunitarie e nazionali: la Commissione europea per le politiche dei consumatori, il Parlamento europeo, il Comitato economico e sociale, i Ministeri, il Cnel, la Commissione di garanzia legge n. 146/90, le Regioni, le Province, i Comuni e le Camere di commercio. (Fonte foto: rete internet)

L’accoglienza

Domenica prossima celebreremo la Giornata del migrante e del rifugiato. E’, questo, uno dei problemi più seri del nostro tempo. Un fenomeno irreversibile. Con il quale tutti, non solo l’Italia, dobbiamo fare i conti. Vogliamo o non vogliamo. Tutti ne parlano. Tutti litigano su tutto negli inutili e costosi salotti televisivi. I pareri sono tanti e discordi. Il problema implica diversi fattori: personali, familiari, sociali, politici, religiosi, etnici. Ma noi, come cristiani, abbiamo il dovere dell’accoglienza. E, a questo proposito, la Fondazione Migrantes ha ideato dieci proposte che possono aiutare a migliorare l’accoglienza dei migranti in Europa e in Italia. 1) Rimane necessario aprire canali di ingresso regolari sia per ricerca occupazione per i migranti che di ingresso umanitario per i rifugiati che già si trovano nei grandi campi profughi vicino alle zone di conflitto: cosa che scoraggerebbe il traffico delle persone e che eviterebbe l’inutile e insostenibile morte di persone in mare (uomini, donne e bambini), che continua e cresce da troppo tempo. 2) Occorre trovare modalità nuove di gestione dei flussi delle persone in arrivo in Europa. 3) Trovare procedure di identificazione e di ricollocamento comuni in Europa che tengano conto del rispetto della dignità umana e dei diritti umani delle persone. 4) Riuscire a dare una risposta più competente e più celere alle persone che fanno domanda d’asilo, per arrivare a dare a tutti una risposta entro i sei mesi che le normative europee già prevedono e nello stesso tempo provando anche ad accorciare i tempi dei ricorsi dei diniegati, che al momento aspettano anche più di un anno per riuscire ad avere una risposta. I tempi lunghi di attesa, infatti, portano le persone a rimanere in accoglienza senza una risposta anche per un anno e mezzo – due anni, con la dimissione o l’allontanamento dal centro di accoglienza , e i conseguenti rischi della irreperibilità, di insicurezza e di sfruttamento delle persone. 5) Arrivare ad avere un sistema unico e diffuso di accoglienza in Italia, che risponda a medesimi standard, procedure e sia sottoposto a puntuali controlli e verifiche nella gestione dei fondi. Accogliere con trasparenza ed apertura è un reciproco vantaggio sia per chi viene accolto che per chi fa accoglienza. Il rapporto sull’accoglienza di migranti e rifugiati in Italia del Ministero dell’Interno dell’ottobre 2015 ha evidenziato come i soldi spesi per l’accoglienza delle persone hanno una ricaduta positiva anche sui comuni e le comunità accoglienti, evidenziando che dei 30-35 euro giornalieri per l’accoglienza circa il 37% serve per la retribuzione di operatori e professionisti e circa il 23% vada in spese relative ad affitto di locali, acquisti di beni alimentari e abbigliamento: tutte cose che sono una ricaduta positiva sull’economia locale della comunità che fa accoglienza. 6) Per arrivare ad avere un sistema unico l’accoglienza dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale deve diventare un servizio sociale specifico per ogni Comune o unione di piccoli Comuni, forte della collaborazione della rete di enti e associazioni di volontariato sul territorio, in relazione con la scuola e il mondo delle imprese: uno dei servizi alla persona garantiti su tutto il territorio nazionale (in proporzione alla popolazione, al Pil, ai fondi sociali ricevuti e alla quota di persone straniere già presenti). 7) L’accoglienza dei migranti e dei rifugiati se non è seguita da un serio programma di inserimento abitativo e lavorativo crea solo marginalizzazione, rischio di sfruttamento e frustrazione. A tal riguardo, può essere preziosa sinergia stato-Terzo Settore e Chiesa (come alcune esperienze dimostrano in diverse realtà). 8) Rispetto ai minori stranieri non accompagnati bisogna  arrivare a forme di accoglienza familiare. 9) Una proposta importante: riguarda la proposta di legge per il voto amministrativo ai migranti regolarmente presenti nel nostro Paese. 10) Parlare delle migrazioni e dello spostamento delle persone con competenza e serietà per superare finalmente un’informazione allarmistica e ideologica del fenomeno, che troppo spesso dimentica il popolo dei migranti, 5 milioni, per fermarsi ad esasperare alcuni casi. Nello specifico, poi, dei richiedenti asilo, non siamo di fronte a un’invasione del nostro Paese, ma siamo di fronte a un momento di grande sofferenza del mondo in cui il numero dei conflitti (di cui la nostra parte di mondo ha la sua responsabilità sia nella creazione che nella mancata gestione) e il numero di spostamento forzato di persone per cambiamenti climatici è davvero molto elevato. (Fonte foto: rete internet) ANNUNCIARE, DENUNCIARE, RINUNCIARE http://ilmediano.com/category/sociale/annunciare-denunciare-rinunciare/

Alla Dema si prega contro i licenziamenti: tra qualche giorno raffica di incontri

Sale la tensione tra le maestranze del gruppo aeronautico vesuviano.  La faccenda è seria perché non riguarda solo i 99 licenziamenti appena annunciati per lo stabilimento di Somma Vesuviana, dove lavorano 500 persone. Il problema è che nel gruppo Dema aeronautica sta traballando anche il futuro di altri due impianti, quello di Brindisi (150 dipendenti), e quello della Cam di Benevento (100 addetti). Intanto il ministero per lo  Sviluppo Economico, su richiesta della Regione Puglia, ha organizzato un vertice con l’azienda e i sindacati per il 29 gennaio, a Roma . “L’obiettivo è di capire il piano industriale dell’azienda – spiega Franco Bruno, della segreteria provinciale Fiom – in merito alla programmazione delle commesse determinato dai tagli di Finmeccanica e dai mancati investimenti sull’Atr, il velivolo turboelica regionale la cui fusoliera è prodotta a Pomigliano”. Nello stabilimento di Somma Vesuviana c’è un’ovvia preoccupazione. Sulla sorte di quest’impianto, il più importante dell’azienda aeronautica vesuviana, le parti svilupperanno un confronto che si preannuncia serrato. L’appuntamento è stato fissato a mercoledi prossimo, 20 gennaio, all’Unione degli Industriali di Napoli. Nella procedura di licenziamento collettivo avviata dalla Dema per i 99 addetti di Somma Vesuviana l’azienda sostiene che “la crisi economica nazionale perdura” e che “la situazione debitoria e i tagli alle commesse voluti da Alenia, Bombardier e Agusta Westland stanno determinando l’impossibilità di fronteggiare il trend negativo e l’acquisizione di nuove lavorazioni”. Il precipizio è dunque dietro l’angolo, stando almeno alle parole utilizzate dall’azienda dell’imprenditore puteolano Starace nella procedura di mobilità presentata all’ufficio regionale del Lavoro e ai sindacati. Già due volte nell’ultimo biennio la Dema aveva annunciato a Somma Vesuviana una serie di esuberi: 61 nel 2014 e 81 nel 2015. Eccedenze che poi sono state gestite con la cassa integrazione straordinaria. Intanto la cigs terminerà il 16 marzo prossimo. “Ora però l’azienda fa sul serio – scrivono gli operai della Dema nei social network – eppure nessuno si sta muovendo per fronteggiare questa minaccia molto grave”. Effettivamente in questa fase non si stanno registrando proteste o proclamazioni di sciopero. La sensazione è che il prossimo incontro all’Unione degli Industriali possa rappresentare il punto di svolta di questa complicata vertenza. (Fonte foto: rete internet)