Napoli contro la camorra: corteo per vittime innocenti
Ancora una volta interi quartieri di Napoli marciano uniti contro il male più profondo e oscuro di questa città. Da Forcella un SoS alle Istituzioni.
“Salvate i nostri figli”. É il grido d’aiuto alle istituzioni che Lina, mamma di Maikol Russo, il 27enne ucciso per errore il 31 dicembre scorso nel quartiere Forcella a Napoli, ha lanciato, con altri parenti di vittime innocenti di camorra, a un corteo nel quartiere; il giovane fu colpito da un proiettile vagante, durante una scorribanda di persone armate a bordo di motorini. In prima fila anche i genitori di Genny Cesarano e Luigi Galletta, altre due vittime innocenti della camorra.
(Fonte foto: rete internet)
La processione non va alla Fiat. Ma accanto a don Peppino si radunano migliaia di fedeli
Il sindaco di Pomigliano Raffaele Russo ha disertato messa e processione.
Ieri la statua del santo patrono di Pomigliano non è passata in processione davanti alla Fiat. Ha infatti funzionato l’altolà del vescovo di Nola, Beniamino Depalma, imposto al “prete operaio”, don Peppino Gambardella, il parroco della chiesa madre di San Felice. Il sacerdote, da sempre molto vicino al mondo del lavoro e alle sue problematiche, voleva portare la statua del santo davanti ai cancelli dello stabilimento automobilistico per rispondere con quest’azione simbolica all’azienda guidata da Sergio Marchionne, che aveva deciso di tenere per la prima volta aperta la grande fabbrica della Panda nel giorno della ricorrenza del patrono. Ma ieri, a causa del diktat del vescovo, la processione con la statua di San Felice è stata di quelle brevi. Si è mantenuta entro le mura della città, restando a debita distanza dalle grandi fabbriche, Fiat in testa. “Comunque perdoniamo la Fiat in questo giorno di pace, la pax feliciana – ha detto don Peppino dall’altare – anche se ha impedito a tanti lavoratori di celebrare questa sacra festa”. Alla messa per il patrono e alla successiva processione hanno partecipato migliaia di fedeli. La chiesa di San Felice ha fatto registrare il tutto esaurito. Tante persone sono state costrette a restare nella strada antistante. Comunque anche ieri c’è stato spazio per la polemica. Questo perché il sindaco di Pomigliano non si è presentato in chiesa. Raffaele Russo (Forza Italia) ha preferito inviare al suo posto, fascia tricolore al petto, la vicesindaco Elvira Romano. Nei giorni scorsi il primo cittadino aveva duramente criticato la posizione di don Peppino e del vescovo, contrari alla decisione della Fiat di cancellare la festività. A ogni modo ieri la Fiat ha funzionato regolarmente. “L’assenteismo è rimasto alla percentuali fisiologiche, del 3 % – ha fatto sapere Raffaele Apetino, segretario regionale della Fim Cisl – mentre nessuno ha aderito allo sciopero di 8 ore indetto dal Si Cobas: è la dimostrazione che i lavoratori aderiscono in massa alle occasioni in cui la produttività manifesta le sue esigenze grazie all’aumento degli ordinativi”.
Pollena Trocchia. Associazioni in rete per divulgare i temi dell’enciclica «Laudato si’»
Un ciclo di seminari per diffondere tra i cittadini gli argomenti dell’enciclica papale sulla «cura della casa comune»: la mission delle associazioni «neAnastasis», «Urbe Vesuviana», «Centro letture Huck Finn» e «Vesuviani in Cammino».
Quattro associazioni dei comuni di Sant’Anastasia, Somma Vesuviana e Pollena Trocchia (foto) hanno deciso di unire le proprie forze per percorrere un cammino comune di approfondimento sui temi trattati ne «Laudato si’», la seconda enciclica di papa Francesco, che invoca il rispetto dell’ambiente.
E così «neAnastasis», «Urbe Vesuviana», «Centro letture Huck Finn» e «Vesuviani in Cammino» hanno presentato in conferenza stampa ieri sera, giovedì 14 gennaio, quattro seminari che hanno come filo conduttore la cura della casa comune. «Gli obiettivi di questo progetto – spiega Antonio Sasso di «neAnastasis» – sono di creare rete tra le associazioni, con l’auspicio che imparino a stare insieme per cercare di incidere nella nostra realtà, e poi informarci ed al contempo formarci sui temi affrontati nell’enciclica dove il Papa parla di ecologia integrale per sottolineare l’indissolubilità tra i problemi ambientali e quelli della giustizia sociale».
«Partendo dall’enciclica potremmo spingere affinché nei nostri Comuni la raccolta differenziata venga fatta meglio, il sistema dei trasporti pubblici sia più efficiente – ha rintuzzato il presidente del gruppo attivo a Sant’Anastasia – Ed inoltre valorizzare il nostro territorio nello specifico il Parco Nazionale del Vesuvio e promuovere lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile». L’incontro con la stampa si è svolto a Pollena Trocchia presso la sede de «Vesuviani in Cammino» gruppo guidato da Mimmo Di Sapio, il quale ha auspicato che possa prendere forma «una discussione seria e proficua sui temi del manifesto ecologista di papa Bergoglio, centrando l’attenzione anche sulla solidarietà tra le generazioni».
Michele Montella, anima del «Centro letture Huck Finn» di Somma Vesuviana, ha precisato che «ciascuna associazione, rispetto alla propria collocazione territoriale e sociale, sta digerendo questi temi attraverso le proprie peculiarità. Il mio gruppo, ad esempio, ha come scopo la lettura: lavoriamo soprattutto con le parole e stiamo studiando le caratteristiche linguistiche dell’enciclica perché con i ragazzi con i quali lavoriamo possiamo tentare un lavoro di traduzione in un linguaggio semplice dell’enciclica stessa. Abbiamo dato agli incontri una formula seminariale e speriamo che chi li condurrà possa far nascere un dibattito per garantire un seguito alla conoscenza di tematiche importanti e delicate che riguardano i nostri territori».
Daniele Ambrosio e Vincenzo di Costanzo, vicepresidenti de «Urbe Vesuviana», associazione che ha sede a Sant’Anastasia, infine, hanno sottolineato la necessità di trattare questioni come il destino e la cura del pianeta Terra «con grande attenzione al nostro circondario, particolarmente colpito dall’inquinamento, sperando di sensibilizzare i giovani su tali temi ed essere il punto di partenza di una sinergia con altre associazioni». Saranno proprio i giovani de «Urbe Vesuviana» a moderare il primo incontro che si svolgerà il 22 gennaio, ore 18.30, presso l’auditorium dell’I.C.S. «Francesco D’Assisi» di Sant’Anastasia. Per l’occasione si parlerà di «Cambiamenti climatici globali: catastrofismo o opportunità per un nuovo sviluppo?» con i relatori Pasquale Schiano, C.M.C.C. Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici – Membro del Comitato Strategico e Guido Barone, professore emerito di Chimica dell’Università di Napoli Federico II.
A fine ciclo, il 21 maggio si terrà a Sant’Anastasia (luogo di incontro ancora da definire) un convegno dal titolo «Noi, custodi responsabili della casa comune» i cui relatori saranno Stefano Bartolini, docente di Economia Politica Università degli Studi di Siena e padre Alex Zanotelli, missionario comboniano. Gli esponenti delle quattro associazioni coinvolte nel progetto, quindi, cercheranno di coinvolgere i cittadini nei seminari affinché ci sia un sussulto di coscienza e responsabilità nei confronti del nostro territorio e puntare sulla «conversione ecologica».
CALENDARIO_EVENTI_ENCICLICAPAPALE2016
Somma Vesuviana, l’amministrazione Piccolo perde ancora pezzi: il gruppo misto passa all’opposizione
Riceviamo e pubblichiamo la relazione nella quale i consiglieri, ex moderati, del gruppo misto spiegano i motivi del dissenso rispetto alle scelte della giunta Piccolo.
Di seguito il testo integrale della relazione a firma dei consiglieri Iorio e Mocerino protocollata questa mattina.
La condizione politico – amministrativa in cui versa la nostra Città ci impone una riflessione approfondita quanto definitiva. È, dunque, giunto il momento delle assunzioni di responsabilità.Siamo stati tra i fondatori della compagine che ha vinto le elezioni amministrative del Maggio 2014, abbiamo fortemente voluto l’allora nascente Amministrazione, abbiamo messo in campo, con lealtà e coerenza mai corrisposte, determinazione ed impegno per avviare questa esperienza.
Ritenevamo fosse una sfida vincente, che avrebbe fatto crescere la nostra Comunità. Più passa il tempo più il sogno svanisce, più passa il tempo più diventa impossibile riconoscersi in quel che resta della maggioranza consiliare uscita vincente dalle urne.
Da tempo manifestiamo il nostro malessere, indichiamo soluzioni diverse per il Governo della Città. Negli ultimi mesi con chiarezza, senza sotterfugi, abbiamo rappresentato i problemi e proposto alternative. Questa Amministrazione è, però, sempre più sola e sorda. Il Sindaco e la sua Giunta sono sempre più avvitati su se stessi e lo scollamento con la Città reale è sotto gli occhi di tutti.
Le poche scelte che vengono effettuate troppo spesso mortificano la logica e la trasparenza.Avevamo su questo aspetto, come su tanti altri, assunto impegni precisi: tutti disattesi. La nostra doveva essere, deve essere una casa di vetro.
La gente è sempre più sfiduciata, non crede alla politica ed alle Istituzioni e questa Amministrazione, in tale contesto, non dà segnali positivi, anzi. Rappresentiamo come emblematica, nella consapevolezza che non è l’unica, la vicenda del rinnovo del contratto relativo ai servizi cimiteriali che, per come si è dipanata, è di una gravità inaudita e conferma la scelta di un metodo che non possiamo condividere.
Nessuno di noi vuole sostituirsi alla Autorità giudiziaria, la quale farà il suo corso. La nostra è una critica politica che denuncia un metodo che non ci appartiene, che non garantisce trasparenza e che, soprattutto, tradisce i nostri propositi. Rinnovare un servizio per 36 mesi (3 anni), per un importo di circa 800.000,00 euro, senza prevedere un bando pubblico non è, secondo noi, possibile quindi condivisibile.
Né può essere condivisibile la scelta di procedere al rinnovo mediante una semplice determina del Responsabile della relativa P.O. Nutriamo forti dubbi sulla correttezza normativa del procedimento individuato, ma saranno altri a valutare, e soprattutto abbiamo una certezza che ci guida: si poteva fare anche diversamente.
La opportunità indica altre scelte, altri percorsi. Una procedura aperta a tutti e soprattutto sarebbe stato necessario fare un punto sulla qualità del servizio fin qui offerto, individuandone le criticità e le necessarie migliorie da apportare. Vale per questo servizio come per altri.
La buona amministrazione coinvolge tutti, valuta le migliori soluzioni messe a disposizione. Ciò non è stato fatto ed è stato dato un pessimo segnale.Con tale precedente è naturale che la preoccupazione cresca perché nel prossimo futuro bisognerà affrontare, tra l’altro, le questioni inerenti i servizi di riscossione tributi e di raccolta e smaltimento rifiuti.
Se questo è il modo di procedere di questo Sindaco, di questa Giunta, di questa Amministrazione si preannunciano tempi bui per la cittadinanza, per le regole della trasparenza, per il buon governo della nostra Città. Scompare il bene comune, scompare l’interesse dei cittadini.
Ma è in generale che questa Amministrazione ha perso la sua spinta, è lontana dalla Città. Qualcuno sta trasformando il Comune in una rocca blindata e noi non ci stiamo. Le richieste più semplici dei cittadini, delle zone più centrali e delle periferie, sono sistematicamente ignorate.
Manca la pianificazione dei più elementari interventi sia quelli quotidiani che quelli da programmare, manca la capacità di pianificare progetti utili a drenare risorse nazionali ed europee, molti servizi sono abbandonati a se stessi, senza controllo e senza capacità di indirizzo.
Serve dell’altro.
Nel 2016 per la nostra comunità ci saranno sfide decisive e riteniamo che l’attuale Governo cittadino non sia all’altezza. Siamo pronti a mettere in campo le nostre proposte. Vogliamo essere dinamici e siamo quindi incompatibili con quelli che stanno fermi, rinchiusi nella loro rocca.
Abbiamo l’entusiasmo e la voglia di fare dei primi giorni, non ci rassegniamo alla logica della quotidiana sopravvivenza. Questa nostra impostazione, la nostra volontà di essere al servizio della comunità, il nostro entusiasmo è ormai chiaramente incompatibile con questo Sindaco, con questa Giunta, con questa Amministrazione.
Continueremo a svolgere il mandato affidatoci dagli elettori fuori da essa, lo faremo nell’aula consiliare, sempre attenti alle proposte che andranno nell’esclusivo interesse della cittadinanza, e lo faremo, soprattutto, tra la gente.
Senza più vincoli verso chi ha tradito lo spirito del Maggio 2014.
I Consiglieri comunali
Nunzio Iorio
Antonio Mocerino
Johnny Dalbasso in concerto a Pomigliano d’Arco
L’appuntamento con l’artista è venerdì 15 gennaio presso il Frequency di Pomigliano d’Arco in via Romani. L’ingresso è gratuito.
Johnny Dal Basso torna con una nuova serie di appuntamenti live per il “Copia Pirata Tour”, che anticipa la pubblicazione del suo nuovo album in uscita a febbraio. Nella sua prima tappa, l’artista si esibirà venerdì 15 gennaio presso il Frequency di Pomigliano d’Arco (Na) (via dei Romani, 11 – ore 22:00 – ingresso gratuito), dividendo il palco per l’occasione con gli “Incomprensibile FC”, dubstep-rock band torinese.
Johnny DalBasso segna il suo grande ritorno ai live con questo tour di anticipazione del suo nuovo disco, nel corso del quale saranno vendute (senza pubblicizzarle) 100 copie numerate in un particolare packaging, che però non rivelerà la copertina originale del disco. Dalla sua Campania all’Emilia, passando per il Centro per arrivare alla data di presentazione ufficiale del disco il 25 febbario presso Le Mura di Roma, Johnny DelBasso proporrà al pubblico uno show energico e coinvolgente, in cui il chitarrista è Johnny DalBasso, il cantante è Johnny DalBasso, il batterista è Johnny DalBasso, l’armonicista è Johnny DalBasso…
Dopo la pubblicazione negli ultimi mesi del 2015 dei tre live video (“Isabella”, “Lorenna” e “Boom Boom”, registrati presso i Red Box Studios di Napoli), Johnny DalBasso si appresta a pubblicare il suo secondo album a febbraio, anticipato dall’uscita il 14 gennaio del primo singolo ufficiale, “Isabella”.
Fiat Pomigliano, dietrofront della Chiesa: la processione del patrono non passerà davanti alla fabbrica
La decisione presa a seguito di una telefonata del vescovo di Nola.
Non è stato reso noto il contenuto della telefonata di ieri pomeriggio tra il vescovo di Nola e don Peppino Gambardella, parroco della chiesa madre di San Felice in Pincis. Fatto sta che dopo quella telefonata il sacerdote ha fatto sapere che ” la statua del santo patrono non passerà in processione davanti ai cancelli della Fiat ” e che ” non ci sarà nessuna messa nel piazzale della fabbrica automobilistica “.
Don Peppino ha riferito tutto questo con una voce sommessa, cosa che lascia pensare al notevole dispiacere provocato da una situazione oggettivamente difficile per lui. Intanto la statua del santo uscirà dalla chiesa intorno alla 11 di stamattina. Sarà portata a spalla dai lavoratori della Fiat e da altri lavoratori di altre realtà industriali, da immigrati, emarginati. Ma la processione resterà entro le mura cittadine.
L’altro ieri dalla conferenza stampa della Fiom, a cui aveva partecipato don Peppino, era emerso invece che la comunità di San Felice e gli operai avrebbero portato la processione fino all’ingresso dello stabilimento della Panda. Questo per rispondere alla decisione della Fiat di abolire la festa del patrono in fabbrica.
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Hinterland, manometteva biglietterie automatiche Trenitalia e intascava i soldi dei passeggeri. Preso
Aveva messo a segno 5 azioni tra Frattamaggiore, Sant’Antimo, Sant’Arpino e Casoria, dal 17 novembre 2015 al gennaio 2016.
Un 40enne di Castellammare di Stabia, già noto alle forze dell’ordine, aveva ideato una tecnica per rubare il denaro ai malcapitati passeggeri che andavano ad acquistare i biglietti del treno nelle biglietterie automatiche, di quelle con il touch screen che si trovano nelle stazioni. Nei colpi realizzati a Frattamaggiore e Sant’Antimo, l’uomo aveva scassinato le macchine, aprendole e intascandosi il denaro che c’era all’interno. Ma il trucco più articolato lo aveva adottato nella stazione di Casoria: aveva aperto la macchina dei biglietti forzandola e inserito un bastone di legno che deviava il flusso degli spiccioli che i passeggeri avrebbero dovuto ricevere di resto. E che non ricevevano.
Numerosi clienti hanno lamentato la mancata erogazione del resto allo sportello trenitalia, finché la società ha deciso di inviare i tecnici per la manutenzione. E qui la scoperta: aperto l’apparecchio, il bastone di legno, che da fuori era assolutamente invisibile. Il personale della società di trasporti a quel punto ha sporto denuncia presso la stazione carabinieri di Frattamaggiore, che subito ha avviato le indagini. Ricomponendo il puzzle dei diversi episodi nel circondario, i carabinieri sono riusciti a identificare il colpevole, denunciandolo in stato di libertà per danneggiamento.
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Somma Vesuviana. Sul borgo antico rivive il culto di Sant’Antonio Abate
Per le vie del centro storico antichi riti, sacre rappresentazioni e la processione degli animali vestiti a festa
Il quartiere Casamale, circondato dalle possenti mura aragonesi, suggestivo per le sue viuzze e i suoi famosi archi, il borgo antico che da sempre affascina studiosi e artisti di ogni dove ma che non riceve mai le attenzioni che meriterebbe dalle istituzioni, vive e fa vivere le antiche tradizioni grazie a un nutrito gruppo di giovani del posto. Intorno all’imponente e storica chiesa Collegiata, cuore del borgo antico, brilla infatti l’incontenibile entusiasmo di tanti giovani che hanno dato vita ad associazioni musicali, teatrali, culturali e che, incoraggiati anche da Padre Costanzo, sono sempre in prima linea per qualsiasi iniziativa volta a valorizzare e a ridare dignità alla suggestiva città murata. Per non parlare delle numerose e antiche paranze, gruppi musicali popolari devoti in particolare alla Madonna di Castello, che mai si sottraggono all’impegno di coltivare e di tutelare le tradizioni popolari e gli antichi riti religiosi . E’ proprio grazie all’entusiasmo di giovani e giovanissimi e all’esperienza e alla memoria storica delle paranze che, dopo ben 25 anni, ritorna la festa di Sant’Antonio Abate, uno dei santi più amati e venerati nei borghi antichi dei Comuni all’ombra del Vesuvio, dove lo si festeggia, come in tutta Italia, il 17 Gennaio di ogni anno. Sant’Antonio, protettore degli animali domestici, del bestiame, del lavoro del contadino, patrono del fuoco, guaritore delle malattie della pelle, tornerà nelle vie del centro storico e non mancherà la consueta processione con il corteo di animali “annucchiati“. Sono vietati i fuochi d’artificio, ma sarà fiammeggiante il tradizionale falò che è simbolo di purificazione e di fertilità. Il fuoco esorcizza le paure, prefigura un futuro migliore, fa auspicare una rinascita, uno scatto di orgoglio di un quartiere che è custode dei grandi valori della civiltà contadina. Intorno a quel falò, all’imbrunire, i residenti, le paranze, i giovani, i giovanissimi, i bambini si sentiranno una vera comunità, unita per rivalutare il quartiere. Tammorra, , putipù, scetavaiasse e castagnette : gli amici delle paranze, come sempre, sapranno creare il cerchio magico, la perfetta armonia tra le persone e l’ambiente. Il momento conviviale, con i panini benedetti, generosamente offerti dagli organizzatori, servirà a sostenere la campagna di sensibilizzazione “salviamo la Collegiata”: la Collegiata, la casa di tutti, il cuore pulsante del Casamale E ancora una volta il culto di Sant’ Antonio Abate dimostrerà la sua ricchezza e la sua capacità di rispondere, in ogni epoca storica, alle esigenze dei tempi e dei luoghi. Sant’ Antonio Abate, quando era eremita nel deserto egiziano, resistette a tutte le tentazioni, carnali e spirituali, che il demonio congegnò per indurlo al peccato. Questa vittoria gli procurò la fama di taumaturgo e di guaritore. Alla fine del primo millennio d. C. le sue reliquie vennero portate in Francia e custodite a La Motte St. Didier, presso Vienne, in un santuario che divenne la meta di pellegrini e di infermi che chiedevano il miracolo della guarigione. Fu in quella sede che si creò la “figura” di Sant’ Antonio vincitore dell’ herpes zoster, “il fuoco di Sant’ Antonio”. Ma i testi agiografici ci dicono che la protezione del Santo era considerata fondamentale anche per liberare i posseduti dal demonio. E’ la simbologia complessa del fuoco: il Santo non solo vince l’herpes, ma libera i puri di cuore dalle tentazioni e, dunque, dalla minaccia delle fiamme dell’Inferno. “ Il fucarone” di gennaio serviva anche ad allontanare l’ostilità degli spiriti maligni dalla campagna che si accingeva a svegliarsi dopo il gelo dell’inverno: mentre danzavano intorno ai falò, i contadini intonavano, e in qualche luogo intonano ancora, canti propiziatori, invocando la protezione del Santo sui futuri raccolti. Nelle immagini spesso il Santo era accompagnato da un maiale. Gli agiografi spiegano questa presenza in due modi: il maiale è simbolo del demonio e del più infernale dei vizi, la lussuria, ma con il grasso del maiale si preparavano anche pomate usate per combattere le malattie della pelle. A partire dal sec. XIV, quando assunse forma definitiva il rapporto tra Sant’ Antonio e la cultura contadina, l’immagine del maiale si trasformò in simbolo positivo di ricchezza e di fertilità. All’interno del rapporto con la cultura contadina il Santo divenne il patrono degli animali domestici, che nel giorno a lui consacrato venivano, e vengono, benedetti. Edicole votive con l’immagine del Santo Abate erano erette lungo le strade che portavano ai mercati più importanti, e nei luoghi in cui si tenevano fiere. Ai piedi del Vesuvio il culto di Sant’ Antonio Abate restò importante anche dopo che le eruzioni del sec.XVII portarono al centro della religiosità dei Vesuviani il culto della Madonna. Il rito del “fucarone” oggi rappresenta, oltre ai valori tradizionali, anche quello della solidarietà sociale, condiviso dall’intera comunità. E il fuoco che arde è segno vivo di speranza. I giovani del Casamale hanno saputo leggere questo aspetto, e ancora una volta dimostreranno quanto siano vitali le tradizioni, se ne sappiamo cogliere il senso profondo. Fonte foto: rete internetSomma Vesuviana, cinque anni di carcere per Salvatore Losco, l’uomo che aggredì il sindaco
L’ex operaio che fino a luglio scorso viveva in auto è stato giudicato con rito abbreviato, difeso dall’avvocato Rosario Arienzo.
Tentato omicidio, premeditazione, detenzione illegale di arma da taglio: la condanna per Salvatore Losco è stata di cinque anni. Dunque l’uomo, ex operaio e da tempo senzatetto, resterà in carcere dove si trova fin da luglio. Non è stato possibile infatti per il suo legale, l’avvocato Rosario Arienzo del Foro di Napoli, chiedere la detenzione domiciliare perché nessuno, né i familiari né strutture private, ha voluto accogliere Losco. I fatti risalgono al 27 luglio scorso quando l’uomo aggredì il primo cittadino appena uscito dal municipio. Gli si avvicinò come faceva spesso – per chiedergli un alloggio comunale e un lavoro – e poi passò ai fatti accoltellandolo alla gola e al braccio con una lama di 27 centimetri. Poi tentò di fuggire ma i carabinieri al comando del maresciallo Semprevivo lo acciuffarono poco dopo, recuperando inoltre l’arma che aveva gettato in strada mentre si allontanava dalle Porte del Parco, luogo dell’aggressione. Intanto il sindaco Piccolo veniva soccorso alla clinica Trusso. Ora la condanna a cinque anni, con lo sconto di pena implicito nel rito abbreviato scelto dal legale e nonostante le serie accuse aggravate dalla premeditazione. L’amministrazione e lo stesso sindaco avevano prima di allora tentato di far accogliere Losco in strutture alloggio e sollecitato imprenditori per trovargli un lavoro ma l’uomo – così come scriveva l’assessore alle politiche sociali in una lettera inviata a luglio a ilmediano.it – aveva sempre rifiutato continuando a chiedere una casa comunale.
Indotto aeronautico, la Dema sul baratro: 99 licenziamenti
Il grande stabilimento aeronautico di Somma Vesuviana è in grave difficoltà .
Stavolta la sensazione è quella da orlo del precipizio: l’indotto aeronautico campano annaspa nella palude profonda dei debiti e della riduzione di commesse da parte dei grandi gruppi, Alenia, Agusta Westland e Bombardier in testa. Intanto la Dema, che di questo settore è azienda di punta, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 99 dei suoi 500 addetti dello stabilimento di Somma Vesuviana. I tagli sono puntati in particolare sulle produzioni legate allo sviluppo ingegneristico. Coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo 59 impiegati, 36 operai, 2 dirigenti e 2 quadri. Il primo confronto tra azienda e sindacati su questa delicata faccenda si terrà mercoledi prossimo, 20 gennaio, all’Unione degli Industriali di Napoli. Dunque, dopo due annunci di esuberi, uno risalente al 2014, per 61 unità, l’altro agli inizi del 2015, per 82 unità, entrambi “ammortizzati” da una cassa integrazione che si concluderà il prossimo 16 marzo, l’azienda rischia di alzare bandiera bianca di fronte a quella che definisce ” la manifesta impossibilità di acquisire nuove commesse “. Nella procedura Dema fa una ricostruzione drammatica della situazione che sta attraversando. Lo stabilimento di Brindisi ha messo quasi tutti i lavoratori in cassa integrazione straordinaria a causa della riduzione drastica delle forniture di cabine e travi di coda per l’elicottero Agusta Westland 139. Quello di Montreal è stato chiuso a causa dell’internalizzazione da parte del gruppo canadese Bombardier delle commesse per l’aereo a reazione commerciale, a medio-corto raggio, Cseries. Intanto per alleggerire i costi degli affitti l’anno scorso Dema ha chiuso l’impianto di Pomigliano trasferendo tutti gli addetti in quello di Somma Vesuviana. Ma il momento resta molto difficile. ” Per effetto del nuovo mutamento in senso peggiorativo delle situazioni economico finanziarie della società – scrive l’azienda nella procedura di licenziamento – anche il rispetto delle condizioni negoziate con il tribunale di Nola per l’ammortamento del debito è stato reso più difficoltoso “. Il gruppo aeronautico che ha sede in via Partenope, a Napoli, spiega anche che c’è una transazione fiscale con l’Inps e con l’erario. Con l’Inps è stata pattuita una rateizzazione di 5 anni. Con l’erario di 10 anni. Ma preoccupa più di tutte la decisione di Alenia, Agusta Westland e Bombardier di produrre all’interno dei propri siti tagliando le forniture. E’ Dema è proprio questo: un fornitore dei grandi gruppi aeronautici nazionali e internazionali. ” C’è uno “stop work” da parte di Bombardier – spiega ancora la società – inoltre Alenia Aermacchi ha ridotto le commesse di ingegneria industriale “. Non è finita. Dema lamenta ” la riduzione dei pagamenti dei lavori svolti per conto dei committenti e la conseguente impossibilità di acquisire nuove commesse “. C’è anche il problema dei ritardi nei pagamenti. L’azienda scrive infatti di un “allungamento dei crediti vantati nei confronti di Agusta Westland “. Il tutto s’inquadra nell’ambito della più generale incertezza in cui è piombato il settore aeronautico campano e meridionale legato a Finmeccanica. I sindacati di categoria hanno chiesto ad Alenia e Selex un incontro urgente per comprendere il futuro industriale degli stabilimenti Alenia di Pomigliano e di Nola e della Selex di Giugliano. Le organizzazioni sindacali lamentano in particolare il mancato annuncio dell’avvio del nuovo velivolo Atr e la poco chiara situazione relativa al destino delle lavorazioni di fusoliera Airbus.

