Terra dei Fuochi: perchè giornali e TV mettono in prima pagina una notizia vecchia di due anni?

La riflessione viene fatta dall’Associazione Marco Mascagna, organizzazione impegnata in progetti e ricerche di educazione all’ambiente, alla pace ed allo sviluppo. “Nella Terra dei fuochi il tumore uccide di più: i nuovi dati dell’Istituto superiore della sanità” (Repubblica), “Emergenza bambini nella Terra dei Fuochi: tumori già a 1 anno” (Corriere della Sera), “La diossina, il rimpianto: la Terra dei Fuochi avvelenata due volte. I parenti delle vittime dopo il rapporto dell’Istituto di Sanità: “Dicono che avevamo ragione, nessuno guarirà per questo” (La Stampa), “L’Istituto Superiore di Sanità: nella Terra dei Fuochi ci si ammala e si muore di più” (Il Mattino). Questi sono i titoli di alcuni degli articoli usciti in questi ultimi giorni sui giornali. Da questi titoli si evince che l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) ha pubblicato una nuova ricerca che evidenzia che nella Terra dei fuochi vi sono più morti, ci si ammala di più (soprattutto di tumori, e soprattutto i bambini) e che questo (almeno per La Stampa) dipende dalla diossina. Se si leggono gli articoli si leggono frasi come queste: – “Aumento di mortalità, patologie e ricoveri nella popolazione adulta” (Corriere della Sera); – “Cosa finalmente viene riconosciuto. Un pezzo d’Italia è malato. Così avvelenato da anni di sversamenti illegali e roghi tossici, da ammalare la sua gente” (La Stampa); – “Quella che prima era un’ipotesi avvalorata da dati in continuo aggiornamento, oggi è una certezza. Almeno per l’Istituto superiore di sanità, che nella Terra dei fuochi ci si ammala e si muore di più per diverse patologie collegate in qualche modo allo smaltimento illegale dei rifiuti” (Il Fatto Quotidiano); – “Nella Terra dei fuochi ci si ammala e si muore di più per diverse patologie collegate in qualche modo allo smaltimento illegale dei rifiuti” (Il Mattino). In sintesi la mortalità, le patologie e i ricoveri sono aumentati, si muore di più che altrove e questo dipende dai rifiuti. Quanto c’è di vero in tutto ciò? Facile saperlo basta andare sul sito dell’ISS. 1) Non c’è nessun nuovo studio dell’Istituto Superiore di Sanità. L’ultimo studio è del maggio 2014, pubblicato sul sito nel luglio 2014 e sulla rivista dell’ISS nel settembre 2015. La domanda sorge spontanea: perché tutto ad un tratto viene recuperato uno studio vecchio di quasi 2 anni e sbattuto in prima pagina? Ciò non contraddice il criterio principale della “notiziabilità”, che è la novità? 2) “Aumento della mortalità, di patologie e ricoveri” in italiano significa che prima ne erano di meno e ora sono di più. L’ISS dice questo? No. Lo studio non fa altro che confrontare i dati di una zona (i 55 comuni della Terra dei Fuochi) con quelli regionali o nazionali (confronto tra aree geografiche e non nel tempo). Quindi l’ISS non dice niente in proposito. I dati però si trovano sul sito dell’ISTAT, che riporta che i tassi di mortalità standardizzati per età (per neutralizzare il fattore invecchiamento della popolazione) sono in diminuzione sia in provincia di Napoli che in quella di Caserta (a Caserta nei maschi erano 146/100.000 abitanti nel nel 2003 e 123 nel 2012, nelle femmine erano 94/100.000 ora sono 79). Quindi non c’è nessun aumento della mortalità, anzi, c’è una diminuzione. 3) Nel rapporto dell’ISS le parole diossina, diossine, PCDD non compaiono neanche una volta. 4) Il rapporto confronta mortalità e ricoveri dell’area della Terra dei Fuochi (nonché l’incidenza dei tumori nell’area del registro tumori dell’ex ASL Napoli 4) con gli analoghi dati della Campania (o dell’Italia Centro-meridionale per le patologie infantili) per vedere se si muore, ci si ricovera e ci si ammala di più o di meno. Ecco i principali risultati: – nessun eccesso di mortalità nella fascia d’età 0-14 anni (“I dati relativi alla mortalità nell’età evolutiva sono analoghi a quelli osservati nel resto della Regione”) – nessun eccesso di mortalità per tumori nella fascia d’età 0-14 anni – eccesso di tumori del sistema nervoso centrale nel primo anno di vita e nella fascia di età 0-14 – eccesso di bambini ricoverati per tumore nel primo anno di vita – eccesso di tumori negli adulti (circa 10% in più) – eccesso di mortalità per tumori negli adulti (circa 8%) – eccesso di incidenza e mortalità riguarda i tumori di stomaco, fegato, polmone e vescica e mammella – difetto di incidenza di leucemie, tumori tiroidei e pancreatici negli adulti. 5) Il rapporto analizza poi l’insieme delle patologie che i rifiuti tossici potrebbero causare (se bruciati o interrati) e confronta i ricoveri per l’insieme di tutte queste patologie nella Terra dei Fuochi e in Campania. Nell’area TdF della provincia di Caserta vi è un tasso di ricoveri significativamente più basso che in Campania per queste patologie, nella parte riguardante la provincia di Napoli non vi sono differenze significative col resto della Regione. Associazione Marco Mascagna messaggio 2 del 14 gennaio 2016 6) Nel rapporto è scritto (pag. 2) “Le caratteristiche metodologiche dello studio SENTIERI non consentono, in linea generale, la formulazione di valutazioni di nessi causali” … “Queste considerazione valgono in particolare per le patologie ad eziologia multifattoriale” come i tumori. A pag. 26 è scritto “E’ al momento difficoltoso individuare i fattori ambientali specificamente associati all’insorgenza dei tumori infantili … poiché i tumori, in particolare quelli infantili, possono essere il risultato di una combinazione di cause genetiche e ambientali”. Quindi lo studio non dimostra nessun nesso tra rifiuti e tumori o altre patologie semplicemente perché è uno studio epidemiologico trasversale (o geografico) e questo tipo di studi non ha questa capacità (vedi il nostro documento “ABC per orientarsi nei dati epidemiologici”). In conclusione giornali e TV hanno preso un rapporto vecchio di quasi due anni, di cui avevano già ampiamente parlato (vedi per esempio l’articolo di Saviano sulla prima pagina di Repubblica del 5/7/14 e il nostro commento) e l’hanno sbattuto in prima pagina, facendo dire all’ISS quello che non dice (non c’è alcun aumento della mortalità e dei tumori, non è dimostrato alcun nesso tra rifiuti e malattie, non parla per niente di diossine e malattie, non c’è eccesso di mortalità e di mortalità per tumori nei bambini) e non dicendo una cosa importante che dice (che nell’area TdF della provincia di Caserta vi è un tasso di ricoveri, per le patologie che potrebbero essere favorite dai rifiuti, significativamente più basso che in Campania). Lo studio dice solo che nella cosiddetta Terra dei fuochi forse c’è un aumento dei tumori nel primo anno di vita. E bisogna dire “forse”, perché il numero di ricoveri non è un buon indicatore del numero di bambini malati e perché il numero di casi è, per fortuna, molto esiguo (7 casi di tumore del sistema nervoso invece dei 3 attesi). I dati “statisticamente significativi” lo sono con un intervallo di confidenza del 90%; se si usasse, come solitamente si fa, un intervallo di confidenza del 95% nessuno di questi eccessi di tumore sarebbe significativo. Il rapporto dice inoltre che tra Napoli e Caserta si muore di più e ci si ammala di più che nell’Avellinese, Beneventano o Salernitano o al Centro e Nord Italia. Un dato che è conosciuto da decenni e che non stupisce se si considera che la popolazione di quest’area è più povera, vive in un contesto urbanistico-ambientale più degradato (traffico automobilistico, fabbriche, congestione urbana, carenza di servizi, rifiuti ecc.), ha stili di vita meno salutari (a Napoli il 15% della popolazione è obesa, in Italia il 10%, a Napoli il 42% è sedentario, in Italia il 29%) e dispone di servizi sanitari carenti. Continuiamo a chiederci: perché sbattere in prima pagina una notizia vecchia di 2 anni e già ampiamente trattata proprio ora? Perché si vogliono spaventare i cittadini? Perché si polarizza tutta l’attenzione sui rifiuti tralasciando tutti gli altri problemi di questo territorio (e povertà, disoccupazione e inquinamento da traffico incidono sulla salute molto di più)? Associazione Marco Mascagna

Sant’Anastasia, domenica conferenza stampa degli ex alleati di Abete

L’ex vicesindaco Armando Di Perna, l’ex capostaff Ciro Pavone, l’ex assessore Lucia Barra, la consigliera comunale Veruska Zucconi ed altri esponenti di Alleanza per Sant’Anastasia tra cui Ciro Busiello e Angelo Tabellini saranno presenti domenica 24 gennaio alla conferenza stampa. Errori amministrativi, perdita di finanziamenti, mancata erogazione del buono di 100 euro alle famiglie indigenti, cimitero, debiti fuori bilancio, stato dell’arte sui tributi: sono gli argomenti che gli esponenti di Alleanza per Sant’Anastasia affronteranno nella conferenza stampa convocata per le 10, 30 di domenica mattina nella sede di via Verdi (ex via Marconi) a Sant’Anastasia. In primo piano il finanziamento per la riqualificazione di via Arco e quello di via Marconi, entrambi – stando alla versione degli ex alleati di Abete – irrimediabilmente perduti.        

Napoli. Apre un nuovo micronido comunale nella Municipalità Vomero – Arenella

L’inaugurazione si terrà domani 23 gennaio. Saranno presenti il sindaco Luigi De Magistris, l’assessore alle politiche sociali Roberta Gaeta e il presidente della Quinta Municipalità di Napoli Mario Coppeto.   Si terrà domani, 23 gennaio, alle 10,30 l’inaugurazione del micronido  comunale “Il cucciolo” nella Quinta Municipalità di Napoli  (Vomero – Arenella) in via Bernardo Cavallino 54. I micro nidi saranno gestiti dai consorzi di cooperative sociali “Co.re.” e “La Rada”, che hanno partecipato a un bando indetto dal Comune di Napoli. “Co.re.” e “La Rada” gestiscono anche altri 3 nidi a Napoli,  nulla  Sesta Municipalità. La struttura, che prevede 25 posti destinati a bambini dai 13 ai 36 mesi, è stata realizzata con i fondi  previsti dal Piano di Azione e Coesione Infanzia (PAC). All’inaugurazione parteciperanno il sindaco Luigi De Magistris, l’assessore alle politiche sociali Roberta Gaeta e il presidente della Quinta Municipalità di Napoli Mario Coppeto. (Fonte foto: Rete internet)

Buone notizie per Pomigliano: nel 2015 il fatturato Atr è di 2 miliardi di dollari

Nuovo record: consegnati 88 aerei. Ricevuti 76 ordini fermi e 81 opzioni. Superata la soglia di 200 operatori.    Buone notizie per L’Alenia di Pomigliano, dove si producono le fusoliere dell’Atr, il velivolo regionale turboelica a corto raggio. ATR, joint venture paritetica tra Finmeccanica e Airbus, ha raggiunto infatti nel 2015 un nuovo fatturato record pari a 2 miliardi di dollari (2014: 1,8 miliardi di dollari). Durante l’anno ATR ha stabilito anche un nuovo record in termini di consegne per un totale di 88 velivoli (2014: 83), con un incremento del 72% rispetto alle 51 consegne del 2010. I 76 ordini fermi e le 81 opzioni registrate nel 2015 provengono da clienti di 5 continenti (si veda tabella 1). Dal 2010 l’ATR è stato il velivolo più venduto al mondo della categoria fino a 90 posti, rappresentando il 37% dei velivoli complessivamente venduti in questo segmento di mercato(quota che arriva al 77% se si considerano solo i velivoli della categoria turboprop). ATR ha iniziato il 2016 con un portafoglio ordini di 260 velivoli che ammonta ad un valore complessivo di 6,6 miliardi di dollari che garantisce circa 3 anni di produzione. Dodici nuovi operatori hanno scelto nel 2015 la nuova serie “-600” consentendo di superare la soglia di 200 compagnie aeree (includendo tutti i modelli) che operano il velivolo in oltre 100 paesi del mondo. Nel 2015 ATR ha ricevuto il 1.500° ordine fermo dall’inizio del programma. Il contratto è stato firmato al Paris Air Show con Japan Airlines e rappresenta la prima vendita ATR in Giappone, paese con un elevato potenziale di mercato per la vendita degli ATR di ultima generazione. ATR ha inoltre aperto due nuovi uffici a Tokio e Beijing. Dall’inizio del programma ATR ha ricevuto ordini fermi per 1.538 velivoli e ne ha consegnati 1.278. Nel 2015, ATR ha ottenuto le certificazioni per idue nuovi modelli di cabina: la “High Density” portando la capacità massima a 78 posti e la “Cargo Flex” che coniuga il trasporto di 44 passeggeri e una capacità di carico merci fino a 20 metri cubi. Questi nuovi sviluppi sono parte della strategia di ATR di continuare a migliorare la propria gamma di prodotti e di consolidare il proprio primato nelle scelte delle compagnie aeree regionali. Patrick de Castelbajac, Amministratore Delegato di ATR, ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti dei risultati e delle performance di ATR nel 2015. Sebbene il clima economico sia particolarmente difficile in paesi e regioni importanti per il nostro business,siamo riusciti a consolidare il nostro successo commerciale con le compagnie aeree regionali. I nostri risultati dimostrano che l’appeal dei nostri aerei va ben oltre il loro basso consumo di carburante. Resta però il problema del futuro. Se Atr infatti accantona il progetto turboprop da 90 posti resta da capire quanto possa restare sul mercato l’attuale velivolo.

Bliz della forestale, scoperta discarica nel comune di Nola

L’area sottoposta a sequestro, individuata a confine dei comuni di Nola, Somma Vesuviana ed Ottaviano, estesa per circa 1000 mq, conteneva rifiuti pericolosi, derivanti da demolizioni, miscele bituminose, legno, plastica oltre a rifiuti organici.   Il Corpo Forestale dello Stato – Comando Stazione di Ottaviano (NA), durante un’operazione di P.G. per la prevenzione e repressione dello smaltimento e combustione di rifiuti pericolosi, nelle aree agricole vesuviane di pertinenze del Parco Nazionale del Vesuvio, ha individuato e sequestrato a confine dei tre Comuni, Nola, Somma Vesuviana ed Ottaviano, una discarica di rifiuti pericolosi, di circa mq 1.000, gestita da tre persone, le quali sono state deferite all’A.G. di Nola. Nell’area oggetto di sequestro, sono stati accertati rifiuti derivanti da demolizioni, miscele bituminose, legno, plastica e rifiuti organici. Inoltre, vi erano presenti nell’area, vari cumuli di rifiuti pericolosi illecitamente incendiati. Successivamente ci saranno ulteriori verifiche con A.R.P.A.C. per la classificazione e repertazione dei rifiuti.

Rischio Vesuvio, nella Zona Gialla 63 Comuni della provincia di Napoli e Salerno e tre quartieri della capitale.

 Cinque mesi di tempo alla Protezione Civile per aggiornare i piani di emergenza.  È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la direttiva con cui il presidente del consiglio Mattero Renzi ha disposto l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio Vesuvio nelle aree soggette alla ricaduta di materiale piroclastico. Le variazioni riguardano la cosiddetta «zona gialla» e comprende ben 63 comuni delle province di Napoli e Salerno oltre a tre quartieri di Napoli. Sono le aree in cui, in teoria e in caso di eruzione sub pliniana, si verificherebbe una importante ricaduta di materiale piroclastico, causando dunque il collasso delle coperture degli edifici. Il valore di riferimento è 300 chilogrammi al metro quadro, ossia 30 centimetri di accumulo al suolo: questo valore potrebbe essere superato, nei paesi inseriti in zona gialla, con una probabilità del 5 per cento. Queste aree dovranno adottare misure ad hoc e il capo del dipartimento della Protezione Civile d’intesa con la Regione avrà cinque mesi di tempo per aggiornare i piani di emergenza per la zona gialla in linea on la precedente direttiva del presidente del consiglio dei ministri che risale al 14 febbraio del 2014 in merito alla Zona Rossa. Nella «Zona Gialla» sono compresi i comuni di Agerola, Angri, Avella, Baiano, Bracigliano, Brusciano, Camposano, Carbonara, Casalnuovo, Casamarciano, Casola, Castel San Giorgio, Castellammare, Castello di Cisterna, Cava de’ Tirreni, Cimitile, Comiziano, Corbara, Domicella, Forino, Gragnano, Lauro, Lettere, Liveri, Mariglianella, Marigliano, Marzano, Mercato San Severino, Meta, Monteforte Irpino, Moschiano, Mugnano del Cardinale, Nocera Inferiore, e Superiore, Nola, Pagani, Pagode Vallo di Lauro, Pimonte, Pomigliano, Positano, Quindici, Ravello, Roccapiemonte,   San Marzano, San Paolo Bel Sito, San Valentino Torio, San Vitaliano, Santamaria La Carità, Sant’Antonio Abate, Sant’Egidio del Monte Albino, Sarno, Saviano, Scala, Scisciano, Siano, Sperone, Striano, Taurano, Tramonti, Tufino, Vico Equense, Visciano, Volla. Nel Comune di Napoli sono coinvolte         porzioni dei     quartieri Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio: la restante parte della periferia orientale rientra invece nella «zona rossa».

Le unioni civili

Sulla questione delle unioni civili, all’attenzione dell’opinione pubblica in questo momento, è intervenuto anche il Presidente dei vescovi italiani, card. Bagansco, che si è scagliato contro il disegno di legge Cirinnà (inerente le unioni civili e la stepchild adoption), definendolo “una distrazione grave e irresponsabile” rispetto “ai veri problemi dell’Italia”. E’ in atto, in questo momento, nel nostro Paese, un dibattito molto forte, che sta dividendo e unendo tutti, al di là del partito e dello stesso colore politico. Le questioni al centro del Disegno di legge sulle Unioni civili sono di grandissima importanza. E sono questioni molto delicate, perché implicano gli aspetti più profondi dell’essere umano: il bisogno di amarsi nella reciprocità di un rapporto, l’aspirazione di vedere riconosciuta la propria identità (sessuale), l’aspirazione ad avere dei figli, i quali hanno i propri diritti a prescindere da chi sia il genitore. Sono, queste, dimensioni dell’umano che impongono, innanzitutto, di essere esaminate con attenzione, prudenza, e tantissimo riguardo. E, ovviamente, è intervenuto sulla questione il Presidente dei vescovi italiani, card. Bagansco. Il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili e sulla stepchild adoption – ha detto il cardinale – è “una distrazione grave e irresponsabile” rispetto “ai veri problemi dell’Italia” e la manifestazione prevista il 30 gennaio a Roma è “condivisibile”. Il cardinale ha precisato che il Family Day (che si svolgerà a Roma il 30 gennaio) “è una iniziativa dei laici, con la loro responsabilità, come il Concilio Vaticano II ricorda”, ed è “condivisibile”. In particolare, ha precisato, l’obiettivo della manifestazione “è decisamente buono perché la famiglia è il fondamento di tutta la società” dal momento che “la famiglia non può essere uguagliata da nessun’altra istituzione o situazione”. “La difesa della famiglia, la promozione della famiglia e l’invocazione di sostegni reali – che fino ad adesso sembra che non ci siano – dovrebbe essere voce unitaria di tutto il Paese, di tutte le famiglie italiane, anche in modo diversificato, ma l’obiettivo è assolutamente necessario perché le politiche familiari sono piccolissime”. Parlando del disegno di legge Cirinnà, ha continuato il cardinale, “ci sono diverse considerazioni da fare ma la più importante è che mi sembra una grande distrazione da parte del Parlamento rispetto ai veri problemi dell’Italia: creare posti di lavoro, dare sicurezza sociale, ristabilire il welfare”. “Noi – ha proseguito – vediamo nelle nostre parrocchie una grandissima coda di disoccupati, inoccupati, di gente disperata che non sa come portare avanti giorno per giorno la propria famiglia”. Anche l’Azione Cattolica (l’associazione dei laici più importante che abbiamo in Italia) ha pubblicato una nota dal titolo: “Una legge da riscrivere” e ha preso nettissima posizione nel dibattito attorno al disegno di legge sulle unioni civili. Le ragioni del dissenso di Ac sono numerose, argomentate e ferme: dalla confusione col matrimonio come previsto dalla Costituzione all’adozione del figlio del partner, alla strumentalizzazione della delicata questione dei diritti e della stessa famiglia in chiave di contrapposizione ideologica. Anche l’Unione Giuristi Cattolici Italiani ha parlato di “viva preoccupazione” rispetto al dibattito sul riconoscimento delle unioni civili e della stepchild adoption, l’adozione del figlio del partner. Dibattito che “si è sviluppato essenzialmente in una prospettiva individualistica”: “non sembrano essere stati presi adeguatamente in considerazione i diritti dei minori i quali, considerati oggetti piuttosto che soggetti, rischiano di essere pregiudicati dalla “stepchild adoption”. In fondo, la tesi del mondo cattolico è la seguente: una legge per regolare le convivenze omosessuali e garantire a esse un riconoscimento da parte dello Stato va fatta. L’ha detto la Corte Costituzionale, ma lo dice soprattutto la necessità di dare una risposta a chi attende da tempo che lo Stato regolamenti in modo specifico diritti e doveri connessi a questo tipo di relazione affettiva, ma certamente i continui rimandi della legge al diritto matrimoniale non sono ammissibili in quanto le unioni civili finiscono per essere assimilate nei fatti al matrimonio. E questo, nella visione cattolica, non è possibile. Il Matrimonio è solo tra un uomo e una donna. In altre parole i cattolici chiedono con forza alla classe politica di rivedere la legge, soprattutto nel passaggio di voler introdurre la “stepchild adoption”, in quanto questa legge, come ogni legge, deve proteggere innanzitutto i soggetti più deboli, più indifesi, più esposti ai rischi che possono nascere dall’intervenire su una materia così delicata. E questi soggetti sono i figli, i piccoli. Invece, sembra che la proposta avanzata sia pensata innanzitutto non per garantire i diritti dei figli, quanto piuttosto per permettere di soddisfare l’aspirazione di genitorialità degli adulti, trasformando così un desiderio in un diritto. Come si vede i problemi sono tanti e complessi, anche dal punto di vista culturale e religioso. Ci auguriamo tutti che veramente si persegua il bene comune, che è di tutti e di ciascuno, mettendo sempre da parte gli interessi partitici o, semplicemente, di qualcuno.

Somma Vesuviana, aperte le iscrizioni al corso per entrare in Croce Rossa

Il corso avrà inizio il prossimo sabato presso la sede della Croce Rossa di Somma Vesuviana. Unico requisito per entrare nel gruppo: aver compiuto 14 anni. Sono aperte le iscrizioni al nuovo corso per entrare in Croce Rossa nella sede di Somma Vesuviana. Il Corso inizierà SABATO 30 GENNAIO 2016 alle ore 15.00 presso la sede di Croce Rossa in via Santa Maria del Pozzo,212. Unico requisito per entrare nel gruppo: aver compiuto 14 anni. Il Corso di Accesso prevede 18 ore totali di lezioni che si svolgeranno di sabato pomeriggio e domenica mattina. Le lezioni forniscono le prime nozioni legate alla storia di croce rossa, alle attività di emergenza, alle attività sociali e psicologiche ed alle manovre base di primo soccorso; in seguito ad un esito positivo dell’esame teorico/scritto e pratico conclusivo, si diventa a tutti gli effetti Volontari di Croce Rossa Italiana. Successivamente, dopo aver avuto una panoramica sulle attività svolte , il nuovo Volontario potrà decidere liberamente in quali e quante attività specializzarsi in base alle propri attitudini: salute, sociale, emergenze, principi e valori, giovani e sviluppo sono queste le aree di intervento che si concretizzano in attività di protezione civile, assistenza sanitaria, unità di strada, attività socio-assistenziali, salvataggio in acqua, soccorso su piste da sci, soccorso in bici, unità cinofile, squadre di supporto psicologico, clownerie e tanto altro. Domenica 24 i volontari della Croce Rossa saranno inm piazza con attività dì prevenzione, soccorso e per raccogliere adesioni per il nuovo corso. Per maggiori informazioni si può consultare la pagina fb Aspiranti volontari Croce Rossa Somma Vesuviana (2016) o scrivere una mail a segreteriacorsisomma@libero.it  oppure chiamare i seguenti numeri: Adriana 3664611468; Gina 3293214059; Cinzia 3331941472; Enzo 3703343603. Vi aspettiamo numerosi. I volontari di Croce Rossa: persone in prima persona.

Somma Vesuviana, domenica le «Sentinelle In Piedi» in piazza. Le reazioni sui social sono aspre: «Fascisti».

Peppe Maiello – componente della commissione comunale Pari Opportunità su Facebook: «Sono solo fascisti o politici falliti».

 

Si sistemano a distanza di due metri l’uno dall’altro, stanno in silenzio e leggono un libro per un’ora: si svolgono così le «veglie» della rete che ha preso il nome di «Sentinelle In Piedi». Le loro «veglie» – così si chiamano – avvengono in tutta Italia, protestando nel nome della «libertà di espressione». Avevano cominciato le proteste contro il ddl Scalfarotto definendolo un testo liberticida, ora la loro attenzione si accentra sul ddl Cirinnà, dal nome della senatrice Pd che lo ha presentato.

Ieri a Somma Vesuviana è nata la rete «Sentinelle in Piedi Vesuviana», ne è referente l’ingegnere Francesco Di Sarno, docente all’Itis Majorana. Il movimento si definisce apartitico e aconfessionale. Domenica prossima dunque, dalle 11 alle 12, almeno cinquanta persone – tante sono per ora le adesioni – protesteranno silenziosamente in piazza. «Noi esprimeremo le nostre opinioni, in libertà, come tutti hanno diritto di fare – dice Di Sarno – perché non accettiamo che il concetto di famiglia si snaturi aprendo alle adozioni omosessuali, un bambino ha bisogno di una mamma e di un papà». Ma l’annuncio della manifestazione, sia pur pacifica e annunciata come silenziosa ha scatenato il putiferio sui social, a partire dal post di Giuseppe Maiello, componente della commissione Pari Opportunità cittadina indicato dall’Arcigay.

«Boicottate questa manifestazione indecorosa – scrive Maiello su Facebook raccogliendo molti consensi – in queste azioni non c’è l’amore per la famiglia, per la società, per i figli, ma solo tanto odio da parte di omofobi fascisti e politici falliti che tentano di mettersi in evidenza sentendo l’odore di prossime elezioni…». I commenti sui social rispetto alla vicenda si moltiplicano di ora in ora solleticando le reazioni di chi è pro o contro il Cirinnà. Soprattutto contro quell’articolo 5 che istituisce la stepchild adotion, cioè la possibilità di adottare il figlio biologico del compagno o della compagna. Per le «Sentinelle» si legittimerebbe così in Italia la pratica dell’utero in affitto, andando contro quel che definiscono il «diritto primordiale di un bambino, ossia avere una mamma ed un papà».

 

 

Somma Vesuviana, mozione di sfiducia di dodici consiglieri. Il sindaco: «Ho tanto da dire, lo farò in Consiglio».

IMG_0112 IMG_0115E i firmatari invocano lo spettro dell’Anticorruzione, con la mozione di sfiducia ma anche con un documento in cui chiedono a sindaco e giunta di impegnarsi per la revoca, o meglio l’annullamento, della determina che rinnova per tre anni la concessione dei servizi cimiteriali, già in precedenza oggetto di un esposto del Movimento 5 Stelle. La mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Pasquale Piccolo porta le firme di dodici consiglieri comunali: Antonio Granato, Giuseppe Sommese, Giuseppe Di Palma, Salvatore Di Sarno, Lucia Di Pilato, Giandomenico Di Sarno, Crescenzo De Falco, Giuseppe Cimmino, Giuseppe Auriemma, Antonio Mocerino, Nunzio Iorio e Vittorio De Filippo. Dodici su ventiquattro, senza contare ovviamente il sindaco. Una mozione che i firmatari chiedono sia messa in discussione nel prossimo consiglio comunale – previsto per venerdì 29 gennaio – tirando in ballo, come motivazione principale, il rinnovo del contratto in concessione dei servizi cimiteriali per tre anni dal 1 febbraio prossimo fino al 1 febbraio del 2019 e invocando la «necessaria anticipata interruzione di questa esperienza amministrativa, prima che la situazione peggiori ulteriormente diventando terreno fertile per la “non politica” e il buio sociale”. Così, i consiglieri chiedono di prevedere uno specifico punto all’ordine del giorno del consiglio comunale per discutere e deliberare a riguardo, oppure in alternativa di convocare una apposita seduta dell’assise per «esplicitare con maggiore puntualità e dovizia di particolari» le motivazioni della mozione di sfiducia. Chi ha firmato la mozione ha però anche prodotto un ulteriore documento indirizzato al presidente del consiglio comunale e al sindaco, vagliando punto per punto l’iter della determina n. 1643/2015 che ha portato a questo punto e sottolineando le decisioni della giurisprudenza nonché le direttive dell’Anticorruzione in merito all’utilizzo improprio delle proroghe e dei rinnovi contrattuali. Compresa la direttiva comunale con la quale la segretaria generale del Comune di Somma, Annalisa Raimo richiama interamente un comunicato di Raffaele Cantone (presidente Anac) – mettendone a conoscenza il sindaco – invitando i responsabili del servizio a non utilizzare impropriamente l’istituto delle proroghe e dei rinnovi contrattuali «sulla scorta degli strettissimi limiti anche temporali imposti dalla legislazione vigente». «La determina n 1643/2015 evidenzia una modalità operativa contraria alla trasparenza e alla buona amministrazione, nonché lesiva dei principi di libertà e concorrenza nella scelta del migliore contraente – scrivono i consiglieri – tali ultimi principi, oltre ad essere stati gravemente compromessi dalla determina in parola, risultano essere fortemente a rischio in relazione alle gare in programmazione per l’affidamento del servizio di tesoreria e conferimento frazione umida, atteso che lo stesso rappresenta un pericoloso precedente. La eventuale e probabile nullità del contratto, a seguito di intervento dell’Anac, comporterebbe ulteriori e gravissimi danni economici e contabili per l’ente, nonché irreparabili all’immagine del comune di Somma Vesuviana». «Le suindicate circostanze –  si legge inoltre nel documento – fanno sì che la determina di cui sopra appaia oltre che illegittima anche lesiva dei primari principi in materia di azione amministrativa e inoltre la stessa decisione, in quanto inerente la delicatissima materia dell’affidamento di beni e servizi, espone l’ente a possibili e gravi conseguenze sia sul piano della legalità che dell’opportunità e legittimità amministrativa, con ripercussioni in termini di contrasto all’Anticorruzione». Premesse con le quali si chiede a sindaco e giunta comunale di «attivare ogni e qualsiasi utile ed efficace iniziativa di competenza volta a tutelare l’ente contro eventuali effetti che potrebbero derivare dall’adottata determina n 1643/2015 con particolare riferimento ad eventuale indirizzo della giunta comunale al responsabile del servizio per l’adozione tempestiva degli strumenti di autotutela riservati in tali casi dalla legge alla Pubblica Amministrazione». Il sindaco Piccolo ha annunciato che replicherà punto per punto in consiglio comunale.