Terra dei Fuochi: perchè giornali e TV mettono in prima pagina una notizia vecchia di due anni?
Sant’Anastasia, domenica conferenza stampa degli ex alleati di Abete
Napoli. Apre un nuovo micronido comunale nella Municipalità Vomero – Arenella
Buone notizie per Pomigliano: nel 2015 il fatturato Atr è di 2 miliardi di dollari
Bliz della forestale, scoperta discarica nel comune di Nola
Rischio Vesuvio, nella Zona Gialla 63 Comuni della provincia di Napoli e Salerno e tre quartieri della capitale.
Le unioni civili
Somma Vesuviana, aperte le iscrizioni al corso per entrare in Croce Rossa
Somma Vesuviana, domenica le «Sentinelle In Piedi» in piazza. Le reazioni sui social sono aspre: «Fascisti».
Peppe Maiello – componente della commissione comunale Pari Opportunità su Facebook: «Sono solo fascisti o politici falliti».
Si sistemano a distanza di due metri l’uno dall’altro, stanno in silenzio e leggono un libro per un’ora: si svolgono così le «veglie» della rete che ha preso il nome di «Sentinelle In Piedi». Le loro «veglie» – così si chiamano – avvengono in tutta Italia, protestando nel nome della «libertà di espressione». Avevano cominciato le proteste contro il ddl Scalfarotto definendolo un testo liberticida, ora la loro attenzione si accentra sul ddl Cirinnà, dal nome della senatrice Pd che lo ha presentato.
Ieri a Somma Vesuviana è nata la rete «Sentinelle in Piedi Vesuviana», ne è referente l’ingegnere Francesco Di Sarno, docente all’Itis Majorana. Il movimento si definisce apartitico e aconfessionale. Domenica prossima dunque, dalle 11 alle 12, almeno cinquanta persone – tante sono per ora le adesioni – protesteranno silenziosamente in piazza. «Noi esprimeremo le nostre opinioni, in libertà, come tutti hanno diritto di fare – dice Di Sarno – perché non accettiamo che il concetto di famiglia si snaturi aprendo alle adozioni omosessuali, un bambino ha bisogno di una mamma e di un papà». Ma l’annuncio della manifestazione, sia pur pacifica e annunciata come silenziosa ha scatenato il putiferio sui social, a partire dal post di Giuseppe Maiello, componente della commissione Pari Opportunità cittadina indicato dall’Arcigay.
«Boicottate questa manifestazione indecorosa – scrive Maiello su Facebook raccogliendo molti consensi – in queste azioni non c’è l’amore per la famiglia, per la società, per i figli, ma solo tanto odio da parte di omofobi fascisti e politici falliti che tentano di mettersi in evidenza sentendo l’odore di prossime elezioni…». I commenti sui social rispetto alla vicenda si moltiplicano di ora in ora solleticando le reazioni di chi è pro o contro il Cirinnà. Soprattutto contro quell’articolo 5 che istituisce la stepchild adotion, cioè la possibilità di adottare il figlio biologico del compagno o della compagna. Per le «Sentinelle» si legittimerebbe così in Italia la pratica dell’utero in affitto, andando contro quel che definiscono il «diritto primordiale di un bambino, ossia avere una mamma ed un papà».
Somma Vesuviana, mozione di sfiducia di dodici consiglieri. Il sindaco: «Ho tanto da dire, lo farò in Consiglio».
E i firmatari invocano lo spettro dell’Anticorruzione, con la mozione di sfiducia ma anche con un documento in cui chiedono a sindaco e giunta di impegnarsi per la revoca, o meglio l’annullamento, della determina che rinnova per tre anni la concessione dei servizi cimiteriali, già in precedenza oggetto di un esposto del Movimento 5 Stelle.
La mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Pasquale Piccolo porta le firme di dodici consiglieri comunali: Antonio Granato, Giuseppe Sommese, Giuseppe Di Palma, Salvatore Di Sarno, Lucia Di Pilato, Giandomenico Di Sarno, Crescenzo De Falco, Giuseppe Cimmino, Giuseppe Auriemma, Antonio Mocerino, Nunzio Iorio e Vittorio De Filippo. Dodici su ventiquattro, senza contare ovviamente il sindaco.
Una mozione che i firmatari chiedono sia messa in discussione nel prossimo consiglio comunale – previsto per venerdì 29 gennaio – tirando in ballo, come motivazione principale, il rinnovo del contratto in concessione dei servizi cimiteriali per tre anni dal 1 febbraio prossimo fino al 1 febbraio del 2019 e invocando la «necessaria anticipata interruzione di questa esperienza amministrativa, prima che la situazione peggiori ulteriormente diventando terreno fertile per la “non politica” e il buio sociale”.
Così, i consiglieri chiedono di prevedere uno specifico punto all’ordine del giorno del consiglio comunale per discutere e deliberare a riguardo, oppure in alternativa di convocare una apposita seduta dell’assise per «esplicitare con maggiore puntualità e dovizia di particolari» le motivazioni della mozione di sfiducia.
Chi ha firmato la mozione ha però anche prodotto un ulteriore documento indirizzato al presidente del consiglio comunale e al sindaco, vagliando punto per punto l’iter della determina n. 1643/2015 che ha portato a questo punto e sottolineando le decisioni della giurisprudenza nonché le direttive dell’Anticorruzione in merito all’utilizzo improprio delle proroghe e dei rinnovi contrattuali. Compresa la direttiva comunale con la quale la segretaria generale del Comune di Somma, Annalisa Raimo richiama interamente un comunicato di Raffaele Cantone (presidente Anac) – mettendone a conoscenza il sindaco – invitando i responsabili del servizio a non utilizzare impropriamente l’istituto delle proroghe e dei rinnovi contrattuali «sulla scorta degli strettissimi limiti anche temporali imposti dalla legislazione vigente».
«La determina n 1643/2015 evidenzia una modalità operativa contraria alla trasparenza e alla buona amministrazione, nonché lesiva dei principi di libertà e concorrenza nella scelta del migliore contraente – scrivono i consiglieri – tali ultimi principi, oltre ad essere stati gravemente compromessi dalla determina in parola, risultano essere fortemente a rischio in relazione alle gare in programmazione per l’affidamento del servizio di tesoreria e conferimento frazione umida, atteso che lo stesso rappresenta un pericoloso precedente. La eventuale e probabile nullità del contratto, a seguito di intervento dell’Anac, comporterebbe ulteriori e gravissimi danni economici e contabili per l’ente, nonché irreparabili all’immagine del comune di Somma Vesuviana».
«Le suindicate circostanze – si legge inoltre nel documento – fanno sì che la determina di cui sopra appaia oltre che illegittima anche lesiva dei primari principi in materia di azione amministrativa e inoltre la stessa decisione, in quanto inerente la delicatissima materia dell’affidamento di beni e servizi, espone l’ente a possibili e gravi conseguenze sia sul piano della legalità che dell’opportunità e legittimità amministrativa, con ripercussioni in termini di contrasto all’Anticorruzione».
Premesse con le quali si chiede a sindaco e giunta comunale di «attivare ogni e qualsiasi utile ed efficace iniziativa di competenza volta a tutelare l’ente contro eventuali effetti che potrebbero derivare dall’adottata determina n 1643/2015 con particolare riferimento ad eventuale indirizzo della giunta comunale al responsabile del servizio per l’adozione tempestiva degli strumenti di autotutela riservati in tali casi dalla legge alla Pubblica Amministrazione».
Il sindaco Piccolo ha annunciato che replicherà punto per punto in consiglio comunale. 
