La città del sindaco Giosy Romano citata come esempio di buona pratica in terra dei Fuochi Il piano agricolo di Brusciano come esempio di buona pratica in “Terra dei fuochi”.
Il lavoro svolto nella città amministrata dal sindaco Giosy Romano ha ricevuto l’importante vetrina nel corso della presentazione del quarto Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare. “Un encomio che ci riempie d’orgoglio –spiega il primo cittadino bruscianese- e ci fa essere sempre più consapevoli di aver intrapreso la strada giusta per impedire che disastri, come quelli accaduti in alcune località della cosiddetta “Terra dei fuochi” , possono essere combattuti e prevenuti avendo il massimo rispetto per l’agricoltura e per le società che lavorano in questo settore sul territorio”. Il rapporto presentato nella capitale ha messo in evidenza che l’affare agromafie supera i 16 miliardi di euro nel 2015. Un business che dalle parti di Brusciano non ha potuto attecchire. “Vogliamo continuare ad essere la città che tiene lontana ogni tipo di criminalità. Le sentinelle ambientali e i nostri cittadini virtuosi ci aiuteranno a tenere a bada ogni tipo di irregolarità dai nostri splendidi territori” spiega Giosy Romano. Intanto sul territorio è partita la fase delle “visite a domicilio” alle aziende agricole che operano nel territorio della città di Brusciano. Fondamentale avere una mappatura completa delle coltivazioni, allo scopo di poter lavorare nella direzione indicata dall’adozione del regolamento De.Co., approvata all’unanimità dal consiglio comunale ed utile a dare una vera e propria carta di identità alle varie tipologie di prodotto. Le prime a ricevere la visita a domicilio del professor Vincenzo Peretti della Federico II, esperto di biodiversità, denominazioni comunitarie, marchi collettivi ed attestazioni De.Co., sono state le aziende di Vincenzo Egizio, Giuseppe Turboli e di suo cugino Luigi Turboli. Oltre alla ultranota Papacella, ortaggio tipico della zona, sono stati visitati anche i luoghi che servono alla produzione del “fagiolo dente di morto”, oltre ad una eccezionale varietà di verdura come la tipica Torzella. Nelle prossime settimane si continuerà in questa direzione fino a completare l’elenco degli operatori del settore. E’ sempre opportuno ricordare che dai risultati delle indagini tecniche per la mappatura dei terreni destinati all’agricoltura nella Regione Campania (con priorità ai 57 Comuni della Terra dei Fuochi) emerge invece che solo il 2% dei terreni mappati in Terra dei Fuochi è a rischio mentre il restante 98% degli stessi, fra i quali ovviamente quelli bruscianesi, non si possono definire a rischio secondo i rigorosi criteri utilizzati per la rilevazione.
Legambiente sostiene la Dema e si schiera dalla parte dei dipendenti dell’azienda di Somma Vesuviana: “. Dobbiamo unirci ai lavoratori, dobbiamo dare la nostra solidarietà, dobbiamo impedire che questa fabbrica venga smembrata ed accompagnata alla propria fine”, si legge in una nota.
Non possiamo permetterlo!!! Non possiamo rimanere a guardare !!! Il nostro territorio sta per perdere un insediamento produttivo vitale per l’economia del territorio Vesuviano: la DEMA di Somma Vesuviana. La DEMA è un azienda innovativa del settore aero spaziale che utilizza processi innovativi, frutto della ricerca, della sperimentazione, nella progettazione, lavorazione e produzione di manufatti per le maggiori imprese aerospaziali. La DEMA dà lavoro a 100 persone ed è una fabbrica che non produce veleni, un’eccellenza nel panorama produttivo Italiano. Il nostro territorio ha bisogno anche di queste realtà, ha bisogno che queste continuino a fare ricerca, a sviluppare prodotti e tecniche innovative rispettose dell’ambiente, continuino a produrre ricchezza. Questa ricchezza non va intesa solo come Capitale per gli imprenditori ma anche come ritorno per chi vive su questo territorio, in termini di lavoro e sviluppo dell’indotto: la fabbrica come moltiplicatore dello sviluppo. Pensiamo allo sviluppo buono, diverso da quello delle tantissime attività sommerse che sono portatrici di morte, di illegalità diffuse che Mortificano il nostro territorio, la nostra salute, le nostre vite. Dobbiamo unirci ai lavoratori, dobbiamo dare la nostra solidarietà, dobbiamo impedire che questa fabbrica venga smembrata ed accompagnata alla propria fine. LEGAMBIENTE DIFENDERÀ LA DEMA COME DIFENDE TUTTE LE ALTRE ECCELLENZE DEL NOSTRO TERRITORIO.
Contro lo smantellamento scendono in campo Depalma e il leader pentastellato vicepresidente della Camera, originario di Pomigliano.
I licenziamenti e la vendita della fabbrica Dema sono dietro l’angolo. L’altro giorno si sono mobilitati il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, che ha ricevuto in vescovado una delegazione delle maestranze dell’impianto, e il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, che ha consegnato al ministro per lo sviluppo economico, Federica Guidi, una dettagliata richiesta finalizzata alla salvaguardia produttiva e occupazionale di questa che è la più grande realtà industriale dell’indotto aeronautico campano. Ieri sera, intanto, si è consumata una “braciata della speranza ” davanti ai cancelli dello stabilimento, iniziativa organizzata allo scopo di foraggiare la lotta. ” Il Sud è come sempre penalizzato: non possiamo consentire i licenziamenti “, ha nel frattempo dichiarato, secondo quanto riferito dagli operai, il vescovo Depalma, durante l’incontro di sabato mattina in vescovado. ” Il vescovo – fanno sapere ancora i lavoratori – ha interpellato le istituzioni regionali e ci ha promesso un suo articolo sull’argomento “. E’ dato per imminente un consiglio intercomunale congiunto, a Somma Vesuviana, insieme ai consiglieri comunali di Sant’Anastasia e di Marigliano. Ma in queste ore appare rilevante nell’ambito del pressing politico anche il ruolo ricoperto dal vicepresidente della Camera nonché leader del Movimento Cinque Stelle. ” Ho letto nel verbale di riunione del 15 aprile del 2015 – scrive Di Maio nella lettera consegnata al ministro Guidi – che il Ministero si sarebbe impegnato, accogliendo la richiesta delle parti, a sollecitare un chiarimento proprio con Finmeccanica. Per questo le chiedo a nome di quei lavoratori di fare quanto in suo potere per salvaguardare la forza occupazionale attualmente impiegata in Dema spa, di fare chiarezza riguardo alla politica industriale della Seri Spa e di sollecitare i promessi chiarimenti da parte di Finmeccanica in modo che possa essere verificata un’eventuale possibilità di sviluppo per la Dema “. Il vicepresidente della Camera punta il suo messaggio, consegnato al ministro e al responsabile dell’unità vertenze del suo dicastero, Giampiero Castano, anche sulla questione della vendita alla Seri. ” Vengo a conoscenza, con preoccupazione, della volontà di Vincenzo Starace, presidente e amministratore delegato di Dema spa, di vendere alla Seri spa di Vittorio Civitillo, imprenditore che si occupa di varie produzioni, dai pannelli solari al recupero delle batterie esauste ma che sarebbe al suo esordio nel complesso mondo dell’aerospazio “. ” A questo punto – conclude il delfino di Beppe Grillo – la situazione appare complessa e poco chiara, soprattutto per quei lavoratori che ancora una volta vedono in pericolo il loro futuro “.
Ciro PavoneIn un manifesto pubblico, l’assessore Antonio Squillante appella come «personaggetti vigliacchi» coloro che nelle scorse settimane avevano chiesto le sue dimissioni, sostenendo che si nascondano dietro dei simboli anonimi. A replicare, ieri mattina in una riunione aperta alla cittadinanza, l’ex capostaff Pavone e l’ex sindaco Carmine Esposito: «Noi non ci nascondiamo e siamo pronti a qualsiasi confronto, qualcuno dovrebbe spiegare al “professore” di Angri la storia politica di Sant’Anastasia»
Scintille a distanza tra l’assessore al bilancio Antonio Squillante e gli ex alleati del sindaco Abete. Il tecnico di Angri voluto in giunta dal sindaco per succedere al dimissionario Armando Di Perna, firma un manifesto durissimo dal titolo «Vigliacchi». «Nei giorni scorsi – scrive l’assessore che si firma non con il titolo conferitogli dal primo cittadino per delega ma semplicemente “dott. Antonio Squillante” – alcuni personaggetti (definizione in gran voga mutuata, guarda caso, da un altro salernitano come il governatore della Campania), nascondendosi dietro dei simboli, hanno offeso la mia onorabilità con ignobili affermazioni, strumentalizzando una questione che sarà, dopo gli opportuni chiarimenti, oggetto di archiviazione».
Antonio Squillante
Squillante si riferisce, con evidenza, alla richiesta di dimissioni che Alleanza per Sant’Anastasia (quanto meno la parte del movimento civico che in consiglio comunale è rappresentato dalla capogruppo Veruska Zucconi passata all’opposizione mesi fa) aveva avanzato dopo la vicenda riportata, alcune settimane or sono, su tutti i quotidiani campani, ossia quella che concerne ben 29 provvedimenti giudiziari emessi dai giudici contabili della Corte dei Conti e recapitati dalla Guardia di Finanza. A dire il vero l’assessore aveva già replicato ampiamente grazie ad una nota stampa da Palazzo Siano che, con il pretesto di annunciare il bilancio di previsione (in Primavera…), gli dava l’opportunità di dire la propria, sostenendo di aver portato l’Asl di Salerno, nel periodo in cui era direttore generale, ad un attivo di 7 milioni di euro e dicendosi sereno rispetto all’inchiesta della Corte dei Conti che gli ha chiesto deduzioni per un presunto danno erariale scaturito dalla mancata riduzione dei primariati, ovvero delle strutture complesse. Una vicenda che riguarda non solo Squillante ma noti personaggi legati alla Sanità campana: funzionari e dirigenti di primo piano, responsabili di aziende ospedaliere e universitarie.
Ma tale visibilità non deve essergli bastata se ha poi deciso di firmare un manifesto ad hoc e «personale» in cui invita «Questi signori, ove mai avessero il coraggio di uscire dall’anonimato, ad un pubblico dibattito sui temi di legalità e trasparenza e della correttezza contabile e amministrativa. «Ovviamente non credo si faranno vivi – continua Squillante – ma continueranno ad operare nell’ombra, confermando di non essere degni di parlare e rappresentare il popolo anastasiano». L’assessore, che non si firma come tale sul manifesto pubblico, chiude il proclama con «Vergognatevi».
Una autodifesa lecita, sia chiaro, che avrebbe avuto più peso magari con un manifesto firmato dalla stessa maggioranza. O con la voce del sindaco a difesa del suo assessore tecnico. Ma tant’è, così stanno le cose. Fatto sta però che l’attacco ai danni dell’assessore al bilancio non è per nulla anonimo, giacché nomi e cognomi che stanno dietro il simbolo di Alleanza per Sant’Anastasia non “operano nell’ombra” e sono noti ai più, quantomeno a coloro che almeno un po’ si siano interessati negli ultimi anni delle vicende politiche anastasiane: l’ex capostaff Ciro Pavone, l’ex assessore Lucia Barra, l’ex vicesindaco Armando Di Perna, l’attuale capogruppo consiliare Veruska Zucconi, tra gli altri. Che, al contrario di quanto profetizzato dall’assessore, si sono fatti vivi eccome. E la replica degli stessi, appellati quali «personaggetti» nonché «vigliacchi», non si è fatta attendere molto, con la convocazione di una riunione pubblica, ieri mattina (domenica 21 febbraio), nella sede anastasiana del movimento. A prendere la parola, Ciro Pavone e l’ex sindaco Carmine Esposito.
«Squillante è un ignorante, nel senso che ignora la storia di questo paese, non conosce le persone e soprattutto i motivi per cui oggi lui può sedere sulla poltrona di assessore – ha replicato Pavone – evidentemente è stato mal consigliato. I simboli dei movimenti civici Alleanza per Sant’Anastasia e Arcobaleno portano marchiati i nostri nomi, non operiamo nell’ombra, non ci nascondiamo e siamo pronti a qualsiasi confronto. Noi ci aspettavamo che questo “professore” venisse a Sant’Anastasia per lavorare, per occuparsi di tasse, incentivi alle imprese, sostegno alle fasce deboli, opere pubbliche ma purtroppo, a sei mesi dalla nomina, dobbiamo dare ragione a qualche attuale componente della maggioranza che commentò: “è venuto qui a svernare”».
«Noi abbiamo detto una cosa semplice – ha proseguito l’ex capostaff – ossia che riteniamo i cittadini abbiano diritto di vedere affidata la gestione dei propri soldi a persone al di sopra di ogni sospetto e ci auguriamo che l’assessore, così come ha profetizzato nel manifesto, possa risolvere ogni problema con le sue deduzioni alla Corte dei Conti ma, intanto, in virtù dei principi che lui stesso cita, quelli di trasparenza, avrebbe dovuto dimettersi. Se lui ci permette di permetterci di pensare – se mi si passa il gioco di parole – noi abbiamo tutto il diritto di dire ciò che abbiamo detto e non ci nascondiamo».
Carmine Esposito
Quanto all’ex sindaco Esposito, che nel suo intervento ha duramente stigmatizzato l’andamento dell’amministrazione comunale in carica senza peraltro risparmiare l’opposizione, ha affermato in merito che «Squillante è venuto a Sant’Anastasia per esternalizzare il servizio tributi, così come qualche attuale consigliere comunale voleva fare anche nella scorsa amministrazione, ma non accadrà, non lo consentiremo, e siamo pronti a qualunque dibattito pubblico in merito». «Quel che l’assessore dovrebbe spiegare, invece di consentirsi offese a tutti i cittadini anastasiani – ha proseguito Esposito – è come mai da Angri, guarda caso proprio da Angri, si sia trovato qui. Anche noi, nella scorsa amministrazione, abbiamo avuto un tecnico napoletano, ma all’urbanistica e nel momento in cui si doveva redigere il Puc. Per scegliere l’ex assessore Graziani mi confrontai con il presidente dell’Ordine degli architetti di Napoli perché ritenevo cosa utile che di quella materia, e in quel particolare momento, si occupasse, evitando conflitti di interesse, un tecnico esterno. Quel manifesto porta la firma del sindaco Abete, una regia chiara e palese, quindi o il tecnico o il sindaco ci spiegassero come mai Squillante è stato scelto, con quali canali si sia individuato un assessore che in consiglio comunale – ignorando i principi fondamentali della politica di bilancio – si trova a dire che i soldi per il finanziamento di un’opera precisa possono servire anche ad altro scopo. Nell’ombra? Noi siamo qui, a Sant’Anastasia lo sanno tutti che l’Arcobaleno e Alleanza per Sant’Anastasia siamo noi. La cosa più grave è che nessuno, consigliere o assessore che sia, glielo abbia spiegato».
Giovedì sarà presentato il primo aspirante alla poltrona più importante della capitale del Mezzogiorno. E’ un operaio licenziato di Pomigliano.
Elezioni al comune di Napoli: la sinistra extraparlamentare fa sul serio. Il Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat presenterà infatti la sua lista tra pochi giorni. Giovedì 25 febbraio, alle 11 del mattino, conferenza stampa ” Sott’agrù”, in piazza Municipio. Obiettivo, secondo quanto scritto dal comitato nel comunicato stampa: ” presentare il “candidato sindaco” per il potere operaio, il simbolo ed il programma operaio “. Dunque, dopo essere saliti a maggio sulla gru del cantiere metro ed esservi rimasti per giorni in segno di protesta , Mimmo Mignano e Marco Cusano, operai licenziati dalla Fiat di Pomigliano, tornano sul “luogo del delitto” e presentano la lista per il rinnovo del consiglio comunale partenopeo. I fondatori del comitato di lotta Fiat, cinque operai, Mimmo Mignano, Marco Cusano, Antonio Montella, Massimo Napolitano e Roberto Fabbricatore, erano stati licenziati in blocco dall’azienda dopo aver inscenato davanti al reparto logistico di Nola la finta impiccagione di un manichino raffigurante Sergio Marchionne. Una iniziativa politica, questa, voluta per protestare contro i suicidi degli operai cassintegrati di Pomigliano. Con ogni probabilità il candidato a sindaco scelto dal Comitato è Mimmo Mignano, 51 anni, di Sant’Anastasia, che si ispira a “Potere Operaio” la storica organizzazione fondata da Oreste Scalzone.
Mimmo Mignano dopo la settimana passata sulla gru
Boom di visitatori e di partecipanti sul borgo antico per il Carnevale, promosso e organizzato dalle associazioni e dalle antiche paranze del Casamale.
Alla fine Vicienz e Carnaval, dopo un lungo periodo di agonia, non ce l’ha fatta. Il Signore dello Scherzo e dell’Allegria è morto e le esequie si sono svolte ieri pomeriggio sul borgo antico Casamale, precisamente sulla piazzetta della Chiesa Collegiata. Alle 16 in punto, una banda suonando a lutto è arrivata nel portone adibito a camera ardente del Carnevale e, dopo la benedizione del prete in compagnia di una suora, è partito il corteo funebre che, stranamente, ha incrociato un altro corteo, stavolta nuziale, partito in simultanea da un altro portone. E lo spettacolo ha avuto inizio.
Ancora una volta, a distanza di circa un mese dalla festa di Sant’Antuono, i giovani di tutte le associazioni culturali e musicali, gli amici delle antiche paranze, i bambini e i giovani della comunità parrocchiale, tutti insieme, proprio come una grande famiglia, hanno riportato l’allegria e i colori per le vie del borgo antico. Giovanissime e simpatiche suore, un sacerdote, i chierichetti, la bara, i fiori, il lutto, le litanie, i pianti, le urla disperate e la musica: è stato un funerale davvero solenne. La Morte di Carnevale, opera del maestro Viviani, curata nei minimi dettagli, è stata inscenata lungo le vie del borgo in modo davvero mirabile. Il pianto, le urla e il lutto si sono scontrati con l’allegria e la festa di uno strano matrimonio. Con tanto di carrozza, la sposa dai tratti maschili e lo sposo dai tratti femminili , hanno sfilato regalando baci ai passanti e agli invitati. Coriandoli, stelle filanti, fiori, petali di rosa: un matrimonio insolito ma di classe.
Al Carnevale della storia napoletana e delle tradizioni sommesi con la recita dei dodici mesi, i giovani organizzatori hanno saputo aggiungere anche un pizzico di modernità, beffeggiando i politici locali, nazionali e non solo. Anche Papa Francesco dalla sua Papa mobile ha salutato e regalato benedizioni ai partecipanti. E’ il giorno in cui tutto è concesso, ognuno indossa la maschera che vuole e assume il ruolo che preferisce, è l’opportunità di sentirsi potenti, ricchi, sexy , giovani, alti, magri, di essere donne e non uomini e viceversa. E,dopo la bella e allegra sfilata per tutte le vie del borgo e di tutta via de Matha, tutti sulla piazzetta della storica e imponente Chiesa Collegiata per una tammurriata liberatoria.
Il successo della bella manifestazione di ieri porta ancora una volta la firma di una intera comunità, dove finalmente il gruppo prevale sull’individualismo e il “noi” fa da sfondo a tutto. Bambini, ragazzi, giovani, giovanissimi, adulti, anziani, musicisti, attori, ballerini, coreografi: la rete si infittisce sempre più e diventa la via maestra per riportare agli antichi splendori il borgo Casamale .
Fonte foto: facebook
L’evento, organizzato da Nunzio Russo Editore in collaborazione con ALT – Associazione Lettori Torresi e Parole Alate, si è svolto sabato 20 febbraio 2016 al Circolo Professionisti.
Sono stati più di quaranta i racconti pervenuti per «Ho un racconto nel cassetto», il concorso letterario bandito da Nunzio Russo Editore in collaborazione con ALT! – Associazione Lettori Torresi e Parole Alate la cui serata di premiazione, presentata dall’attore e sceneggiatore Paquito Catanzaro, si è svolta ieri sera, sabato 20 febbraio al Circolo Professionisti di Torre del Greco.
I lavori sono valutati in prima battuta da Maria Clara Esposito e Giovanna Russo di ALT! e supervisionati dal presidente di giuria, il giornalista e scrittore Antonio Menna, attualmente a Parigi per presentare il suo ultimo romanzo «Il mistero dell’orso marsicano ucciso come un boss ai quartieri spagnoli». Tra i racconti letti, a detta dell’associazione che si occupa di divulgare letteratura e fumetto, circa una decina erano a pari merito e da qui la decisione di dare una menzione ad almeno cinque autori: Alfonso Giannini, Antonio Di Rosa, Leila Alessandra Hassan, Antonio Sepe e per l’appunto Gianluca Di Matola, già autore di diversi romanzi e collaboratore del quotidiano online ilmediano.it.
L’autore di «Polvere» si è guadagnato la seguente menzione scritta di pugno, come per altre, da Antonio Menna: «Per la capacità di raccontare, in modo asciutto, non retorico, a tratti perfino ironico, una storia terribile di morte e malavita, proprio come fosse un’amicizia ingenua, un’adolescenza come tanti. Il racconto è spietato, carico di sentimento, lineare: l’autore adotta una lingua essenziale, mai retorica, eppure molto evocativa. È capace di utilizzare immagini rapide ed eloquenti ed è riuscito, in poche pagine, a raccontare tutto un cammino, tutta una vita, tutta una cultura».
A margine della premiazione abbiamo strappato a caldo una dichiarazione del vincitore che ha testualmente affermato: «Per chiunque provi amore nei confronti della scrittura, ricevere un premio da esperti del settore è pura benzina. Quando sei ancora un emergente e ti muovi nell’underground degli autori, vincere un concorso e poter vedere realizzata una tua opera, il frutto dei tuoi pensieri, ti fa capire che la dedizione, perfino i momenti bui, sono stati finalmente ripagati. Allora hai la percezione che devi andare avanti, che devi continuare su questa strada senza avere fretta».
«La scrittura richiede crescita, confronto. Maturità. Vuole tempo. È come una bella donna difficile da conquistare. Va corteggiata», ha aggiunto Gianluca Di Matola che ha lanciato un messaggio a chi intende avvicinarsi al mondo della scrittura: «Nell’ambizione dell’essere scrittori, di potersi definire tali, è necessario, indispensabile, leggere. Leggete, perché la lettura, proprio come la scrittura, è libertà». Come premio, Nunzio Russo Editore pubblicherà cento copie di un romanzo di Di Matola.
Nel corso della serata è stato premiato anche Michele Pedrone, vincitore del Concorso Fotografico «Click d’oro 2016 Memorial Stanislao Ferrandino» al quale saranno pubblicate cento copie di una raccolta di trenta suoi scatti.
Gli operai intendono organizzare una dura protesta per mettere fine ad una vergogna.
La sequela di lamentele riguardante la pessima viabilità di Boscofangone, Zona ASI di Nola, nell’anno 2013 venne battezzata dai lavoratori dell’Alenia Aermacchi come una “Catena di Sant’Antonio di giuste lagnanze e sacrosante rivendicazioni”. Il tempo passa, il disagio resta, anzi cresce ancora. Gli stessi lavoratori oggi della evoluta One Company Finmeccanica dicono basta allo stato di cose che mortifica la manodopera di una eccellenza industriale insieme alla più generale utenza di quei tratti viari che collegano la Zona ASI di Boscofangone con il resto del mondo.
Si prenda atto che nel 2016 la stessa “Catena di Sant’Antonio”, incrostata di delusione, malcontento e rabbia dopo tante promesse, effluvi di parole al vento, altisonanti cerimonie e giochi di prestigio della politica, è diventata una indignata catena di solidarietà e mutuo soccorso tra gli operai dell’intera Zona ASI di Nola.
Ormai con la bretella chiusa da quattro anni questa landa desolata continua a sprofondare nel degrado. Nell’area persistono i rischi per gli automobilisti, fra cui tantissimi pendolari in transito da e per i siti produttivi ed industriali di quella zona dove c’è stato già un morto e si contano alcuni feriti. Il dipendente della One Company Finmeccanica, Felice Porcaro, Assessore allo Sport e Spettacolo del Comune di Mariglianella esprime la delusione per le vane attese, dà voce alle lamentele dei lavoratori e della più generale cittadinanza territoriale, ricordando che “con amara ironia quella realtà possiamo ormai assimilarla ad in percorso di Camel Trophy con la panoramica collina di ecoballe formata da oltre 50.000 tonnellate di rifiuti. La Regione Campania sembrava aver intrapreso la risoluzione dell’annosa questione della percorribilità stradale, quando nel luglio 2014, per il miglioramento della viabilità e della pubblica illuminazione dell’agglomerato di Nola sulla sua dorsale principale, con la previsione della spesa complessiva di Euro 4.703.445,81. Ringraziammo l’allora Presidente regionale Stefano Caldoro come invochiamo oggi l’impegno del nuovo Presidente, Vincenzo De Luca. E per quanto riguarda l’ASI, finalmente dopo un ventennio di commissariamento abbiamo, da 10 mesi a questa parte, un Presidente, l’Avvocato Giosy Romano, al quale chiediamo un fattivo interessamento confidando sulla sua sensibilità di amministratore locale e sulla sua nota competenza professionale profusa anche nell’agone dello sviluppo industriale del nostro territorio”.
Il mondo operaio si sta mobilitando per una grande manifestazione delle R.S.U. aziendali della Zona ASI per richiamare ancora una volta l’attenzione su questa annosa problematica.
Bretella chiusa Boscofangone Nola
Le associazioni area vesuviana sollecitano il piano di monitoraggio Arpac e la consulta inter-comunale.Nel convegno del 19 febbraio a Marigliano presentati i dati allarmanti dell’inquinamento atmosferico dell’area nolano-acerrana. Falcone insiste con i filtri sui camini. Il tavolo dei sindaci opererà presso l’assessorato all’ambiente della Regione.
Allarmanti i dati della qualità dell’aria nell’area nolana. E’ quanto è emerso venerdì scorso nel corso di un Convegno promosso dal locale Circolo dell’Unione, dal Direttore del settore meteorologico dell’Arpac, Onorati, che ha evidenziato livelli eccedenti quelli di legge delle concentrazioni di polveri sottili nel corso dell’anno 2015 su tutta la Piana Acerrana-Nolana , dove tutte le centraline Arpac hanno superato i limiti di legge con dei picchi “eccezionali” a San Vitaliano e Marigliano. Nel corso del convegno si sono succeduti numerosi interventi che hanno rimarcato il cambiamento degli stili di vita dei cittadini riguardo all’inquinamento atmosferico e la responsabilità delle istituzioni che debbono garantire la salubrità dell’aria attraverso provvedimenti restrittivi atti ad abbattere i livelli di inquinamento delle nostre città. Il sindaco di Marigliano Carpino ha ricordato che, tra le altre iniziative, i sindaci consorziati dell’area hanno deciso di far valere presso la Regione le proposte scaturite dagli incontri dei giorni scorsi, unitamente ai cittadini e alle associazioni, e si è dichiarato favorevole alla proposta del coordinamento di istituire una Consulta inter-comunale che faccia da supporto alle proposte sindacali. Il sindaco di San Vitaliano Falcone ha annunciato querele contro il quotidiano Il Mattino per la diffusione di notizie false in merito alla ormai nota vicenda dell’ordinanza di divieto di accensione dei forni delle pizzerie e dei camini privati, ribadendo l’intenzione di obbligare i cittadini a montare appositi filtri e abbattitori sui comignoli per ridurre la produzione di polveri sottili. Il Coordinamento delle associazioni ha richiesto l’immediata istituzione della Consulta inter-comunale per avviare gli immediati interventi presso la Regione e all’Arpac l’avvio del piano di monitoraggio già esistente per l’elaborazione dei dati delle centraline in tempo reale e in maniera più trasparente come in altre regioni. Affollata l’aula consiliare. Apprezzati gli interventi del Prof. De Feo dell’Università di Fisciano e del Vice-prefetto Cafagna. Responsabile del Progetto Terra dei Fuochi, che ha ribadito la grande importanza della partecipazione dei cittadini ai processi decisionali e di controllo che riguardano l’ambiente e la prevenzione dei roghi tossici. “Mentre i sindaci si riuniscono da oltre un anno, nessun provvedimento collegiale è stato preso e i roghi continuano”. “Nessuno controlla le aziende e il termovalorizzatore di Acerra e non ci sono ordinanze per limitare il traffico veicolare. Siamo ancora all’anno zero”. “Non si pensa di piantare alberi, né di incentivare la bici con un percorso del territorio. Ben venga l’utilizzo della dismessa linea ferroviaria Cancello-Torre Annunziata”. Il coordinamento fa notare che “nessuno intervento da parte della regione è’ stato fatto per implementare il trasporto pubblico e cosí dopo il tracollo della circumvesuviana tutti coloro che ne hanno la possibilità prendono l’auto per spostarsi, aumentando traffico e inquinamento”. Appuntamento nelle piazze domenica 21 e 28 febbraio per informare i cittadini sulle polverii sottili e rimedi.
Tanti i partecipanti nel centro cittadino di Acerra e decine le famiglie che si sono fotografate sotto gli archi di palloncini.
Grande successo per la prima edizione di “Acerra in Love”, che si è svolta ieri a causa del maltempo di sabato 14 febbraio: tantissime le coppie (e le famiglie) a fotografarsi sotto gli archi di palloncini, tra cuori di cioccolato, gruppi musicali, saltimbanchi, burattini e lanterne. E decine anche le coppie che hanno caricato la foto, fatta sotto gli archi di palloncini, sulla pagina facebook #acerrainlove 2016, creata appositamente, in questo modo potranno partecipare al concorso per vincere un week end. La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco Città di Acerra, è stata patrocinata e cofinanziata dal Comune di Acerra.
A partire dalle ore 18,30 con l’inaugurazione ed il taglio del nastro da parte del Sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, in tutto il centro della Città di Acerra, decorato con palloncini colorati, ci sono state hostess con i cioccolatini di San Valentino (simbolo della festa) e gruppi musicali di giovani acerrani che hanno suonato fino a tarda sera: filo conduttore di tutto l’evento è stato, ovviamente, l’amore declinato nei modi più diversi, suonato e cantato sulle note di canzoni pop, rock, blues e jazz. Una merchant band con un gruppo di majorette ha accompagnato le tante famiglie partecipanti lungo il percorso che portava da Corso Garibaldi, Via Duomo, Corso Trento e Triste, via Leonardo da Vinci, via Pietro Nenni e Piazza Angelo Soriano.
Qui si sono svolti gli spettacoli itineranti, con gruppi di animazione fissa, i gruppi musicali dei giovani artisti acerrani, uno spettacolo di recitazione con la maschera di Pulcinella che si è esibita in splendidi racconti inerenti il tema dell’amore, un gruppo di “posteggia napoletana” al quale sono state richieste canzoni da dedicare al proprio partner, e uno spettacolo di artisti di strada. Inoltre, in piazza Angelo Soriano è stato allestito, invece, uno spettacolo di animazione per bambini con il teatrino dei burattini.
Al termine della serata, in piazza Duomo, c’è stata la proiezione di un video dedicato alla celebrazione della coppia di acerrani con più anni di matrimonio, Mauro e Maddalena Noce, sposati da 73 anni, premiati sabato scorso, ed un lancio di “lanterne dell’amore”, fornite gratuitamente a tutte le coppie partecipanti.
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