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Sant’Anastasia, polemica a distanza tra l’assessore al bilancio e gli ex alleati del sindaco Abete.

Ciro Pavone
Ciro Pavone

In un manifesto pubblico, l’assessore Antonio Squillante appella come «personaggetti vigliacchi» coloro che nelle scorse settimane avevano chiesto le sue dimissioni, sostenendo che si nascondano dietro dei simboli anonimi. A replicare, ieri mattina in una riunione aperta alla cittadinanza, l’ex capostaff Pavone e l’ex sindaco Carmine Esposito: «Noi non ci nascondiamo e siamo pronti a qualsiasi confronto, qualcuno dovrebbe spiegare al “professore” di Angri la storia politica di Sant’Anastasia»

Scintille a distanza tra l’assessore al bilancio Antonio Squillante e gli ex alleati del sindaco Abete. Il tecnico di Angri voluto in giunta dal sindaco per succedere al dimissionario Armando Di Perna, firma un manifesto durissimo dal titolo «Vigliacchi». «Nei giorni scorsi – scrive l’assessore che si firma non con il titolo conferitogli dal primo cittadino per delega ma semplicemente “dott. Antonio Squillante” – alcuni personaggetti (definizione in gran voga mutuata, guarda caso, da un altro salernitano come il governatore della Campania), nascondendosi dietro dei simboli, hanno offeso la mia onorabilità con ignobili affermazioni, strumentalizzando una questione che sarà, dopo gli opportuni chiarimenti, oggetto di archiviazione».

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Antonio Squillante

Squillante si riferisce, con evidenza, alla richiesta di dimissioni che Alleanza per Sant’Anastasia (quanto meno la parte del movimento civico che in consiglio comunale è rappresentato dalla capogruppo Veruska Zucconi passata all’opposizione mesi fa) aveva avanzato dopo la vicenda riportata, alcune settimane or sono, su tutti i quotidiani campani, ossia quella che concerne ben 29 provvedimenti giudiziari emessi dai giudici contabili della Corte dei Conti e recapitati dalla Guardia di Finanza. A dire il vero l’assessore aveva già replicato ampiamente grazie ad una nota stampa da Palazzo Siano che, con il pretesto di annunciare il bilancio di previsione (in Primavera…), gli dava l’opportunità di dire la propria, sostenendo di aver portato l’Asl di Salerno, nel periodo in cui era direttore generale, ad un attivo di 7 milioni di euro e dicendosi sereno rispetto all’inchiesta della Corte dei Conti che gli ha chiesto deduzioni per un presunto danno erariale scaturito dalla mancata riduzione dei primariati, ovvero delle strutture complesse. Una vicenda che riguarda non solo Squillante ma noti personaggi legati alla Sanità campana: funzionari e dirigenti di primo piano, responsabili di aziende ospedaliere e universitarie.

Ma tale visibilità non deve essergli bastata se ha poi deciso di firmare un manifesto ad hoc e «personale» in cui invita «Questi signori, ove mai avessero il coraggio di uscire dall’anonimato, ad un pubblico dibattito sui temi di legalità e trasparenza e della correttezza contabile e amministrativa. «Ovviamente non credo si faranno vivi – continua Squillante – ma continueranno ad operare nell’ombra, confermando di non essere degni di parlare e rappresentare il popolo anastasiano». L’assessore, che non si firma come tale sul manifesto pubblico, chiude il proclama con «Vergognatevi».

Una autodifesa lecita, sia chiaro, che avrebbe avuto più peso magari con un manifesto firmato dalla stessa maggioranza. O con la voce del sindaco a difesa del suo assessore tecnico. Ma tant’è, così stanno le cose. Fatto sta però che l’attacco ai danni dell’assessore al bilancio non è per nulla anonimo, giacché nomi e cognomi che stanno dietro il simbolo di Alleanza per Sant’Anastasia non “operano nell’ombra” e sono noti ai più, quantomeno a coloro che almeno un po’ si siano interessati negli ultimi anni delle vicende politiche anastasiane: l’ex capostaff Ciro Pavone, l’ex assessore Lucia Barra, l’ex vicesindaco Armando Di Perna, l’attuale capogruppo consiliare Veruska Zucconi, tra gli altri. Che, al contrario di quanto profetizzato dall’assessore, si sono fatti vivi eccome. E la replica degli stessi, appellati quali «personaggetti» nonché «vigliacchi», non si è fatta attendere molto, con la convocazione di una riunione pubblica, ieri mattina (domenica 21 febbraio), nella sede anastasiana del movimento. A prendere la parola, Ciro Pavone e l’ex sindaco Carmine Esposito.

«Squillante è un ignorante, nel senso che ignora la storia di questo paese, non conosce le persone e soprattutto i motivi per cui oggi lui può sedere sulla poltrona di assessore – ha replicato Pavone – evidentemente è stato mal consigliato. I simboli dei movimenti civici Alleanza per Sant’Anastasia e Arcobaleno portano marchiati i nostri nomi, non operiamo nell’ombra, non ci nascondiamo e siamo pronti a qualsiasi confronto. Noi ci aspettavamo che questo “professore” venisse a Sant’Anastasia per lavorare, per occuparsi di tasse, incentivi alle imprese, sostegno alle fasce deboli, opere pubbliche ma purtroppo, a sei mesi dalla nomina, dobbiamo dare ragione a qualche attuale componente della maggioranza che commentò: “è venuto qui a svernare”».

«Noi abbiamo detto una cosa semplice – ha proseguito l’ex capostaff – ossia che riteniamo i cittadini abbiano diritto di vedere affidata la gestione dei propri soldi a persone al di sopra di ogni sospetto e ci auguriamo che l’assessore, così come ha profetizzato nel manifesto, possa risolvere ogni problema con le sue deduzioni alla Corte dei Conti ma, intanto, in virtù dei principi che lui stesso cita, quelli di trasparenza, avrebbe dovuto dimettersi. Se lui ci permette di permetterci di pensare – se mi si passa il gioco di parole – noi abbiamo tutto il diritto di dire ciò che abbiamo detto e non ci nascondiamo».

Carmine Esposito
Carmine Esposito

Quanto all’ex sindaco Esposito, che nel suo intervento ha duramente stigmatizzato l’andamento dell’amministrazione comunale in carica senza peraltro risparmiare l’opposizione, ha affermato in merito che «Squillante è venuto a Sant’Anastasia per esternalizzare il servizio tributi, così come qualche attuale consigliere comunale voleva fare anche nella scorsa amministrazione, ma non accadrà, non lo consentiremo, e siamo pronti a qualunque dibattito pubblico in merito». «Quel che l’assessore dovrebbe spiegare, invece di consentirsi offese a tutti i cittadini anastasiani – ha proseguito Esposito – è come mai da Angri, guarda caso proprio da Angri, si sia trovato qui. Anche noi, nella scorsa amministrazione, abbiamo avuto un tecnico napoletano, ma all’urbanistica e nel momento in cui si doveva redigere il Puc. Per scegliere l’ex assessore Graziani mi confrontai con il presidente dell’Ordine degli architetti di Napoli perché ritenevo cosa utile che di quella materia, e in quel particolare momento, si occupasse, evitando conflitti di interesse, un tecnico esterno.  Quel manifesto porta la firma del sindaco Abete, una regia chiara e palese, quindi o il tecnico o il sindaco ci spiegassero come mai Squillante è stato scelto, con quali canali si sia individuato un assessore che in consiglio comunale – ignorando i principi fondamentali della politica di bilancio – si trova a dire che i soldi per il finanziamento di un’opera precisa possono servire anche ad altro scopo. Nell’ombra? Noi siamo qui, a Sant’Anastasia lo sanno tutti che l’Arcobaleno e Alleanza per Sant’Anastasia siamo noi. La cosa più grave è che nessuno, consigliere o assessore che sia, glielo abbia spiegato».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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