Giovedì sarà presentato il primo aspirante alla poltrona più importante della capitale del Mezzogiorno. E’ un operaio licenziato di Pomigliano.
Elezioni al comune di Napoli: la sinistra extraparlamentare fa sul serio. Il Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat presenterà infatti la sua lista tra pochi giorni. Giovedì 25 febbraio, alle 11 del mattino, conferenza stampa ” Sott’agrù”, in piazza Municipio. Obiettivo, secondo quanto scritto dal comitato nel comunicato stampa: ” presentare il “candidato sindaco” per il potere operaio, il simbolo ed il programma operaio “. Dunque, dopo essere saliti a maggio sulla gru del cantiere metro ed esservi rimasti per giorni in segno di protesta , Mimmo Mignano e Marco Cusano, operai licenziati dalla Fiat di Pomigliano, tornano sul “luogo del delitto” e presentano la lista per il rinnovo del consiglio comunale partenopeo. I fondatori del comitato di lotta Fiat, cinque operai, Mimmo Mignano, Marco Cusano, Antonio Montella, Massimo Napolitano e Roberto Fabbricatore, erano stati licenziati in blocco dall’azienda dopo aver inscenato davanti al reparto logistico di Nola la finta impiccagione di un manichino raffigurante Sergio Marchionne. Una iniziativa politica, questa, voluta per protestare contro i suicidi degli operai cassintegrati di Pomigliano. Con ogni probabilità il candidato a sindaco scelto dal Comitato è Mimmo Mignano, 51 anni, di Sant’Anastasia, che si ispira a “Potere Operaio” la storica organizzazione fondata da Oreste Scalzone.




