“Miss & Mister New Generation” in onda su Italia Mia

L’agenzia “Mondo Eventi Campania” di Carlo Sommella continua a promuovere la fratellanza tra i popoli attarverso la bellezza delle nuove generazioni. Il 20 marzo alle 16.00 presso gli studi di Italia Mia (CE), avrà luogo la seconda tappa di “Miss & Mister New Generation 2016”, il concorso che rivolta alle giovani generazioni dai 14 ai 30 anni di età, è di sensibilizzare i ragazzi e le ragazze ai temi della fratellanza tra i popoli per contrastare ogni forma di razzismo e discriminazione sociale. I concorrenti saranno seguiti nelle diverse fasi del concorso dalla testimonial dell’agenzia, la fotomodella Pina Fiorucci, maestra di portamento e posa fotografica. Per dare dei volti in rappresentanza dei valori sani di una società futura, si è scelto di individuare una testimonial per la sezione Miss, quale Mariafrancesca Avallone e un testimonial per la sezione Mister, quale Maurizio Esposito. Entrambi giovanissimi e pieni di sogni, porteranno in giro il messaggio di speranza di un futuro migliore visto dalle “New Generations”. I concorrenti inoltre, nel corso della sfilata avranno modo di mettersi in gioco sfilando in due momenti, prima in abito Casual e l’altro in abito elegante e per mettere in risalto la loro bellezza verranno aiutati dall’hair style di “Angelo e Massimo Capelli” di Quarto. All’evento si esibiranno numerosi artisti tra i quali la cantante Lucrezia Esposito, il cantante Johnny Elvis e direttamente da Canale 5 il cabarettista Biagio Cipoletta. Le foto saranno realizzate dal fotografo ufficiale di Mondo Eventi Campania, Gaetano Sarno. Tutti i ragazzi e le ragazze che vogliono mettersi in gioco e lanciare questo messaggio di speranza possono telefonare al 329 24 87 467, le iscrizioni sono ancora aperte.

Pomigliano, ecco la supermaratona “duo”, a piedi e in bici: 120 chilometri fino ad Agropoli e ritorno

La sta organizzando la Team Zerosei. Partenza ad aprile. Tutti i riferimenti per l’iscrizione.     Una supermaratona di 240 chilometri, una maratona “duo”, a piedi e in bicicletta. Una grande evento sportivo. L’A.S.D. Team Zerosei, ha infatti organizzato la prima edizione della Marathon Spring Road 2016-Duo, “mtb e corsa”. Partenza fissata alle 10 del mattino di sabato 16 aprile, a Pomigliano, in via Roma 311. Le tappe intermedie sono quelle di San Giuseppe Vesuviano, Nocera Inferiore e Vietri sul Mare.  Arrivo previsto per le ore 17 ad Agropoli. Non è finita. Il giorno dopo, domenica 17 Aprile, in mattinata, è stata organizzata una 21 chilometri di corsa. La partecipazione a questa 21 chilometri è però  facoltativa. E nel pomeriggio della stessa giornata, alle 14, tutti in sella per il ritorno. L’ arrivo è previsto per le ore 19, sempre Pomigliano d’Arco e sempre dallo stesso punto di partenza, dal civico 311 di via Roma, dove ci sarà una distribuzione di souvenir per tutti. Per iscriversi all’evento bisogna contattare il presidente dell’A.S.D. Team Zerosei, Antonio Ferrara, al numero 348-2609738, anche Whatsapp. Il costo dell’iscrizione è di 10 euro. Nei prossimi giorni saranno comunicati i termini per il pernottamento ad Agropoli tra le giornate di sabato 16 e domenica 17.

Il buffetto al Palermo basta agli azzurri, il paliatone sarebbe stato esagerato

Tre buoni motivi per i quali vincere 1 a 0 era decisamente opportuno. C’è stato un periodo, quando il Napoli giocava in serie C, in cui sulle magliette dei calciatori c’erano i nomi dei film invece dello sponsor. Una soluzione singolare quanto inutile, sia perché i film erano prodotti da De Laurentiis (e quindi non entravano soldi freschi, a meno che non ci fossero sconosciute alchimie contabili dietro), sia perché a nessun tifoso verrebbe mai in mente di leggere, allo stadio o in tv, il titolo di un film sulla maglietta di un calciatore e poi correre al cinema a vederlo. Ma eravamo agli albori dell’era Aurelio, ci chiamavamo ancora Napoli Soccer e arrangiarsi era una regola, in attesa di tempi migliori. Poi venne Zamparini, proprio lui: l’attuale presidente del Palermo. E fece lo sponsor del Napoli, che da quel momento esibì sulle divise la scritta “Mandi”, il nome della catena di supermercati del patron dei rosanero. Lo stesso Zamparini, anni dopo, fece fare un affare a De Laurentiis: vendette Cavani ad una cifra non certo irrisoria, ma neppure proibitiva. Considerata la plusvalenza successiva che fece il Napoli quando lo cedette al Psg, praticamente glielo regalò. Basterebbero questi due motivi per accogliere con piacere il risultato di misura, l’1 a 0 su rigore (netto) che ha consentito agli azzurri di prendere i 3 punti e restare vicini alla Juventus. Aggiungiamocene un terzo: il mister Walter Alfredo Novellino, irpino di nascita, che portò il Napoli in serie A con uno Stefan Schwoch in più ma con un portiere in meno, tale Alessio Bandieri, che quell’anno prese addirittura un gol da centrocampo (di lui si diceva che fosse miope). Il cuore e i denari, dunque, suggerivano sobrietà. E così è stato: niente goleada, nessuno ha maramaldeggiato. Al Palermo nessun paliatone: è bastato un buffetto per metterlo in riga. Certo, gli azzurri non lo hanno fatto apposta: hanno avuto un possesso palla imbarazzante e creato occasioni. Altri goal, insomma, li avrebbero segnati volentieri: ed è un dato che fa ancora sperare, nonostante la Juventus continui a vincere. Ma mercoledì c’è la Champions e la domenica delle Palme il derby della Mole: insidie e trabocchetti.

Museo vince, centrale perde,la Regione ha il banco.

 Il logo del Museo del suolo pg
Nel Cilento, la curiosa vicenda tra due nuove Musei e una centrale a biomasse. Errori e battaglie all’insegna dell’ambiente e del turismo.

Si deve essere davvero bravi a capire questi rappresentanti delle istituzioni quando decidono sulle bellezze della loro  Regione. Sono in confusione o piuttosto abili giocatori di tre carte ? La domanda se la pongono in queste ore cittadini ed amministratori locali , in particolare dalle parti del Cilento. Lunedi 14 marzo si presenta a Pertosa  “un museo senza precedenti nel mondo” : il Museo del suolo. Un monumento fisico, ma anche ideale che  “propone un singolare itinerario di conoscenza dedicato alla terra, e più precisamente a ciò che avviene in quei tre metri, fondamentali per la vita sul nostro pianeta, che dalla superficie portano in basso”. Tradotto dal comunicato ufficiale, una struttura che rende omaggio al patrimonio storico e naturale di una bellissima area della Campania. Sorge infatti nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il Museo è stato finanziato dalla  Regione con fondi della Comunità Europea e si distende su 1.500 mq di esposizione coperta. Una lodevole iniziativa, senza dubbio. Ma non farà difetto sapere, a coloro che  andranno a presentare  la struttura così “senza precedenti nel mondo” , che a pochi chilometri di distanza, nella storica valle di Paestum, nel Comune di Capaccio, si  sta per  piazzare una centrale a biomasse. Proprio di fronte ai templi. Lunedi, gli esperti  del progetto del Museo diranno di tutto ,di più . Cosa è stato fatto, come sono arrivati a costruirlo e aggrediranno – si fa per dire –  tutto e tutti con le promesse di sviluppo turistico. Non a caso nel lancio d’agenzia si evidenzia che il Museo sarà un potente attrattore turistico. Tutti ben orgogliosi , del resto, di aver ricevuto il patrocinio morale della Commissione Europea. E poi di lì a poco metteranno mano anche ad un Museo Speleo-Archeologico, sempre a Pertosa. Masse di turisti alle porte e  affari d’oro per la comunità locale. Una nuova stagione di rilancio per  un vasto  perimetro  della Regione, su cui incombe, però, la costruzione della centrale a biomasse. Il gioco delle tre carte non si addice  a  seri e autorevoli rappresentanti del popolo. Il fatto che sindaci, scolaresche e monsignori da mesi si battano contro la centrale di Capaccio, deve far pensare. Il progetto è stato approvato dal governo, la giunta Caldoro l’ aveva condiviso, ma la popolazione non l’ha  mai digerito. Se per quelli di Pertosa i futuri affari sono affidati ai due nascenti Musei, per quelli di Capaccio-Paestum, a sfumare sono anche gli affari di oggi. L’impianto  di Capaccio – grida Legambiente – è una iattura. E’ una  struttura di fonte rinnovabile alimentata a biomassa per la produzione di energia elettrica e termica della potenza di 0,999 megawatt. Va di sicuro bene per i consumi e le necessità della Campania. Ma perchè davanti al Tempio di  Hera Argiva, a ridosso della via costruita dai Borboni, nell’area patrimonio dell’Unesco ? Un  politico molto attivo nell’area cilentana –  l’On Tino Iannuzzi – dice che il progetto ha seguito un tortuoso e contraddittorio procedimento nel quale la Regione Campania, allora guidata dal Presidente Caldoro, con una decisione sbagliata ha dato via libera alla costruzione della centrale. Bisogna rivedere tutto, ma alle  popolazioni che protestano non  arrivano segnali rassicuranti. Per questo sospettano la beffarda divisione tra figli (a Pertosa ) e figliastri ( a Capaccio- Paestum). Il gioco delle tre carte c’entra,eccome. **

Il Piano di Sviluppo Rurale, a Trecase un convegno promosso dal Consorzio Tutela Vini Vesuvio

Il consorzio a tutela dei vini DOP Vesuvio e IGP Pompeiano che conta circa 114 soci tra viticoltori, vinificatori e imbottigliatori, presieduto da Ciro Giordano (Cantine Olivella) presenta martedì 15 marzo la prima delle iniziative pro valorizzazione del territorio.                                                                                                                              L’appuntamento per la presentazione del Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020 è alle 16, 30 di martedì 15 marzo al Cinema Corelli di Trecase. L’evento si aprirà con i saluti del presidente del Consorzio Tutela Vini Vesuvio, Ciro Giordano, del sindaco di Trecase Raffaele De Luca, di Luca Capasso (presidente comunità del Parco Vesuvio e sindaco di Ottaviano), di Filippo Diasco (direzione generale politiche agricole e forestali Regione Campania) e di Ugo Leone, commissario dell’Ente Parco in attesa dell’insediamento del nuovo presidente, Agostino Casillo. locandina Il convegno, moderato da Ciro Esposito (segretaria organizzativa del Consorzio Tutela Vini del Vesuvio), vedrà gli interventi di Francesco Fiore (direttore Confagricoltura Napoli), Palma Esposito (area economica Confagricoltura), Vincenzo Cerone (gestione assicurazioni agricole Confagricoltura), Alessandro Cremonesi (linea crediti Agricheck Confagricoltura) e Paolo di Palma (direttore Federcampania).  

La sfida di Salvatore: iniziato l’allenamento in America. Nuoterà dalla Florida a Cuba

Cimmino, atleta di Torre Annunziata, non ha una gamba ed è un dipendente della ex Selex di Finmeccanica.    La notizia risale a qualche mese fa ma le novità che si stanno susseguendo e che stanno giungendo da Oltreoceano (anche l’altro ieri appena) stanno entusiasmando i tanti napoletani che lo conoscono. Questo perchè Salvatore Cimmino, 51 anni, di Torre Annunziata, dipendente della divisione Selex di Finmeccanica, con sedi a Giugliano, Bacoli e Roma, venerdi ha iniziato l’allenamento in mare aperto in vista dell’impresa storica che lo vedrà protagonista a metà settembre: la traversata a nuoto del canale oceanico che collega la Florida a Cuba. Sarà il tentativo di un’impresa puntata alla pace, all’unione dei popoli ma anche finalizzata a far capire che se non hai una gamba puoi farcela come qualsiasi altro atleta normodotato. Già perchè Salvatore non ha la gamba sinistra. Gliel’hanno mutilata i chirurghi 15 anni fa per fermare l’osteosarcoma, un terribile tumore, contro cui sta combattendo a colpi di bracciate in mare. Intanto l’impiegato del grande gruppo aerospaziale, che sta finanziando il tentativo d’impresa, ha promesso di farcela: tra sei mesi nuoterà senza protesi per tre giorni nel tratto d’Atlantico tra l’Avana e Key West. 180 chilometri di acque insidiose, infestate dagli squali. Lo scopo dell’impresa, a cui Finmeccanica offre il suo sostegno, è sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni al tema della disabilità. E qualche giorno fa sono iniziati gli allenamenti. La preparazione atletica prevede un carico di 20-22 chilometri al giorno. “Tutti possiamo fare tutto”, il messaggio che lancia nel frattempo Salvatore. La traversata del tratto di mare tra Cuba e la Florida non è la prima impresa di Salvatore che, all’età di quarant’anni, sotto consiglio medico, comincia a nuotare. Non era mai stato in acqua prima di allora ma dopo soli otto mesi compie la sua prima traversata: i 22 chilometri che separano Capri da Sorrento nuotando senza l’ausilio di protesi performanti. Nel 2007 Salvatore organizza il Giro d’Italia a nuoto: dieci tappe, ciascuna di quindici chilometri, circumnavigando l’Italia da Genova e Trieste. Al 2009 risale un’altra impresa di Salvatore che, nel Giro d’Europa a Nuoto, batte il record italiano di tutti i tempi nell’attraversamento della Manica. Nel 2010 Salvatore dà vita a “nuoto nei mari del globo – Per un mondo senza barriere e senza frontiere”, una nuova sfida per conquistare i mari dell’intero pianeta, il progetto che lo ha portato a compiere imprese via via più difficili. “Sto tentando di attirare l’attenzione delle istituzioni locali sui problemi legati alla disabilità. La mia impresa – racconta Salvatore – è un modo per rappresentare desideri e bisogni di chi non può esprimerli. Nuoto per superare le barriere, non solo fisiche, ma anche quelle che impediscono ai disabili un approccio inclusivo, nella società, nel mondo del lavoro”. Il 17 aprile prossimo Cimmino parteciperà a Miami ad una gara in mare aperto organizzata dalla federazione americana di nuoto di fondo, la Swim Miami 2016. Sarà un primo test importante, una nuotata di 10 chilometri con professionisti del settore.

Pizza:1 mln firme candidatura Unesco

Pecoraro Scanio, lunedì a Parigi presentazione del risultato della campagna.
Obiettivo centrato. Anzi di più. Le firme a sostegno dell’arte dei pizzaiuoli napoletani Patrimonio Unesco ha superato il milione di firme. Ad annunciarlo è Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde e promotore dell’iniziativa. “Siamo a un milione e 38mila firme – ha detto Pecoraro Scanio – con le 150.000 firme raggiunte in Giappone, le 30.000 arrivate dai pizzaioli e mulino Caputo da Las Vegas, le ulteriori 30.000 consegnatemi da Rossopomodoro con l’attore Lello Arena e le altre 80.000 raccolte da Coldiretti nei 1000 mercati di Campagna Amica”. Così, lunedì, a Parigi, il milione e più di firme a sostegno della pizza saranno portate a Parigi in occasione del campionato francese dei pizzaioli ‘Parizza’”. E sarà quella l’occasione anche per presentare l’arte dei pizzaioli napoletani, nella sede mondiale Unesco. (FONTE FOTO: RETE INTERNET)

Aggrediti dai fans di Bassolino. La risposta dei licenziati Fiat: “Se avete qualche problema ammazzateci !”

Mascherati da Pulcinella sono andati a contestare l’ex sindaco ed ex presidente di Regione: parapiglia davanti all’Augusteo. Il profilo di Mimmo Mignano. E’ da tempo che prende di mira il Pd di oggi e i Ds di una volta il comitato dei cassintegrati e licenziati Fiat Pomigliano, gruppetto di operai della provincia di Napoli fatti fuori dall’azienda. Lavoratori ultra licenziati, che si ispirano a Oreste Scalzone, storico fondatore di Potere Operaio e punto di riferimento di un tempo delle Brigate Rosse. Ebbene, ieri mattina questi militanti politico-sindacali ( attualmente aderenti al sindacato autonomo di base Si Cobas ) sono andati davanti all’Augusteo a inscenare una manifestazione in maschera contro il debutto pubblico “in solitaria” di Antonio Bassolino alle prossime comunali di , Napoli. “Dici palle da una vita e ancora vuoi farle credere”, hanno gridato Mimmo Mignano, 51 anni, di Sant’Anastasia, leader del comitato, e i suoi: Marco Cusano da San Nicola La Strada, Antonio Montella da Torre del Greco e Massimo Napolitano da Acerra. Tutta gente licenziata in blocco dalla Fiat quasi due anni fa per aver manifestato contro Marchionne in modo parecchio forte: un manichino con la faccia dell’ad impiccato a un patibolo. La provocazione era stata messa a segno contro i suicidi e i tentati suicidi di alcuni operai di Pomigliano e dell’annesso reparto logistico di Nola. Ma è costata cara agli attivisti del comitato licenziati e cassintegrati. Poi ieri s’è aggiunta la provocazione contro Bassolino. Apriti cielo: alcuni fans dell’ex governatore si sono scagliati fisicamente contro Mignano e i suoi. Ne ha fatto le spese anche qualche giornalista, travolto dagli spintoni degli aficionados dell’ex governatore. “Se avete qualche problema ammazzateci”, ha gridato Marco Cusano agli aggressori, in piena via Roma. Il tutto è stato a ogni modo complessivamente controllato dalla polizia. Nessun ferito. Più che altro solo urla. Intanto, per tentare di capire qualcosa in più, ecco il profilo sommario di Mignano. Mimmo Mignano ha 51 anni, è sposato, ha una bambina e vive in una casa di Somma Vesuviana per la quale aveva contratto un mutuo quando era operaio della Fiat di Pomigliano. Ma nel frattempo Mignano è stato licenziato dall’azienda: quattro volte. La prima quando, da attivista dello Slai Cobas, il sindacato degli “autorganizzati”, lancia uova e bulloni, era il 2006, contro i segretari dei sindacati confederali, durante un’assemblea nello stabilimento automobilistico. Poco dopo Mimmo il “pasionario” viene reintegrato dal giudice ma poi licenziato di nuovo, per lo stesso motivo. E poi, in appello, ancora una volta reintegrato. Il terzo licenziamento arriva nel 2008. Mignano e i suoi irrompono nella filiale Fiat del corso Meridionale, a Napoli: striscioni, urla, slogan contro l’azienda. Anche in questo caso l’operaio viene reintegrato dal tribunale, operaio che stavolta milita sotto le insegne dei Cobas, dopo la rottura politica con il leader locale dello Slai, Vittorio Granillo, causata dal fatto che nel frattempo Mignano ha deciso di costruire all’interno della fabbrica un “movimento per il potere operaio”. Bisognerà attendere cinque anni prima del quarto licenziamento. Tra febbraio e maggio del 2014 si suicidano due operai cassintegrati del reparto logistico Fiat di Nola. Altri due cassintegrati tentano il suicidio. Mignano e quattro militanti Cobas del neo costituto Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat Pomigliano e Nola sono protagonisti di una protesta clamorosa: montano un patibolo con tanto di corda davanti al reparto logistico e vi appendono un manichino raffigurante la faccia di Marchionne. Secondo i Cobas si tratta di una “satira” molto forte per denunciare i suicidi. Ma per il giudice del lavoro di Nola non è così: Il magistrato conferma il licenziamento. L’anno scorso Mignano prende di mira sul serio il Pd. Alle primarie del Partito Democratico di Pomigliano lui e io suoi compagni licenziati, nel bel mezzo delle operazioni di voto, occupano il seggio principale, la Casa del Popolo. Motivo: “le politiche liberiste e filo aziendali dei democrat”. Bersaglio dell’iniziativa è Michele Caiazzo, bassoliniano della prima ora, ex sindaco di Pomigliano e in quel momento candidato a sindaco nelle primarie. E prima del blitz con la maschera di Pulcinella Mignano, l’altro giorno, si presenta in tuta da guerra batteriologica per ripulire gli svincoli della Fiat zeppi di rifiuti.

“Il camorrista fantasma. Le mille vite del superlatitante Pasquale Scotti”. Protagonista del libro  il fantasma di una valigetta …..

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La latitanza di Pasquale Scotti come un romanzo  scritto  a sei mani da Conan Doyle Agatha Christie e Camilleri. Un libro amaro su certi poteri che diventano il Potere e custodiscono i loro segreti e fanno i loro affari con ogni mezzo. E’ un libro che non passerà nei salotti delle TV “nazionali”.  Il libro l’hanno firmato  tre giornalisti, il compianto Enzo Musella, Gaetano Pragliola, Gianmaria Roberti e poi Luigi De Stefano che nel 1983, quando era capo della Squadra Mobile di Caserta, arrestò per la prima volta Pasquale Scotti. E’ un libro amaro, di cui non si parlerà nei salotti “buoni” della TV, perché ai conduttori, agli ospiti e agli spettatori di quei “salotti” non interessa l’Italia che esce da queste pagine. Un’ Italia strana, un’Italia che pare, a prima vista, un groviglio inestricabile di trame e di complotti, ma alla fine si sputtana:  gli “spioni, i faccendieri, i malavitosi “ sono personaggi banali,  si ripetono, come le trame dei gialli di serie B: una borsa piena di carte può seminare morti ammazzati e può garantire dorate latitanze di trenta anni: poi,all’improvviso, non garantisce più nulla, e Pasquale Scotti, alias Francisco De Castro Visconti, si fa catturare a Recife, in Brasile, e nell’aereo che lo porta in Italia piange: “la mia è una vita distrutta”( la Repubblica, 11 marzo). E Pasquale Scotti non è un camorrista qualsiasi. Confessò, la prima volta che lo arrestarono, 25 omicidi: ma questo feroce assassino lo chiamavano, oltre che “’o collier”, anche “l’ingegnere”, per il suo cervello, e anche “Armani”, per la sua eleganza. Dopo il primo arresto, Pasquale Scotti “collaborò”, un poco: ma la notte tra il 24 e il 25 dicembre del 1984 fuggì dall’ ospedale di Caserta. Dissero che aveva segato  le sbarre della finestra e si era calato al piano inferiore con una corda: “ scene da film, forse nemmeno il miglior Martin Scorsese avrebbe immaginato una cosa simile…Poi c’è un altro fatto agghiacciante. Quella giornata arrivarono alla centrale operativa della Questura di Napoli due telefonate anonime, “Scotti oggi evade”, dissero.”( p. 54-55).. Per 30 anni i poliziotti e gli uomini dei servizi segreti lo hanno cercato dalla Mongolia alla Tunisia, dalla Polonia alla Romania, in Olanda, in Belgio, in Venezuela. E’ “una pallina che schizza nel flipper delle squadre catturandi di mezzo globo,avvistato ai quattro angoli della Terra”, ma Scotti non ha rivali nello scavalcare le frontiere: “per lui le barriere cadono senza aspettare crolli di regimi e trattati comunitari. Un altro indizio degli appoggi nel continente sommerso dell’intelligence”( p. 57). Insomma, uomini delle istituzioni cercano Scotti ai quattro angoli della Terra, “bruciando milioni di euro”, e contemporaneamente altri uomini delle istituzioni lo coprono: “in alcuni casi è forte l’odore del depistaggio”. Il capitolo in cui si racconta la caccia in Tunisia pare un racconto di Agatha Christie, quando manda Poirot in Egitto e in Mesopotamia, luoghi sacri alle storie di complotti e di agenti segreti. A un certo punto alcuni investigatori della DIA seguono il fratello di Pasquale, “ imprenditore edile incensurato”, che si è imbarcato su una nave per una crociera nel Mediterraneo: sono convinti che Peppe Scotti li porterà da Pasquale. “ Riescono a mettere una cimice nella cabina e un’altra sotto il tavolo della sala da pranzo”: ascoltando si convincono che i due si incontreranno durante l’escursione in pullman a Tripoli, ma Peppe Scotti non partecipa alla gita. “Durante il viaggio nessun segno del latitante. Ma una fonte aggiunge un aneddoto sinistro: una sera un cameriere bussa alla porta della cabina di un agente e gli consegna una bottiglia di champagne. La accompagna un bigliettino con su scritto: “ Buone vacanze a tutti, Pasquale.”. Qualche informatore racconta che Scotti viaggia travestito da “vecchia con un bastone”, che autista e guardaspalle sono albanesi, e che, vestito da prete, il latitante ha perfino partecipato ai funerali di suo fratello, “stroncato da un male incurabile” : “alle esequie, mischiati al pubblico, sono presenti in massa gli investigatori”, che però non si sarebbero accorti di nulla ( p.61). Ma la realtà umilia l’immaginazione, anche quella di Kafka, nel ferragosto del 1995, in Polonia. Alla frontiera con la Repubblica Ceca la polizia ferma un certo Salvatore Giunta – il nome è confermato dal passaporto –, il quale dichiara di essere un impiegato della Fiat, di aver lavorato negli stabilimenti Fiat in Polonia e di risiedere a Piossasco, nel Torinese.  L’ Interpol aveva comunicato che spesso Pasquale Scotti  usava, tra i tanti passaporti falsi, anche uno intestato a Salvatore Giunta. Le impronte digitali dimostrano che l’uomo fermato sul confine polacco è il Salvatore Giunta originale, il quale due anni prima ha smarrito il passaporto, poi l’ha ritrovato, ma ha dimenticato di “segnalarne il ritrovamento”: del resto l’uomo è un cinquantaduenne con i capelli già bianchi, mentre Scotti a quella data ha 37 anni. Ma c’è, nella vicenda, un aspetto insieme drammatico e farsesco: “ Salvatore Giunta è in Polonia all’insaputa di moglie e figli, e per di più con una giovane polacca”.( p. 59). La Primula Rossa di Casoria, di cui molti investigatori pensavano che fosse già morto, si sarebbe fatto “incastrare”  consentendo al funzionario di Recife che gli doveva rinnovare la patente intestata a Francisco De Castro Visconti di prendergli le impronte digitali. Gli autori del libro sono scettici su questa versione.  Dopo che il latitante è stato arrestato a Recife, il giudice Carlo Alemi lo ha esortato a “svuotarsi la coscienza, a scoprire le carte del gioco retto per 31 anni al tavolo dei misteri di Stato.”: Se lo facesse, forse Scotti racconterebbe che il motore di tutta la storia è la borsa piena di documenti che il banchiere Calvi teneva con sé, a Londra, nel giugno del 1982 e che venne portata via da coloro che l’uccisero e ne lasciarono il cadavere sotto il Ponte dei Frati Neri. I documenti parlavano, quasi certamente, dei miliardi, anche alcuni miliardi riciclati di Cosa Nostra, arrivati, attraverso il Banco Ambrosiano, “ a Solidarnosc, il sindacato libero piantato nel cuore della Polonia comunista, sotto lo sguardo di Giovanni Paolo II “  e ai “regimi autoritari sudamericani, in lotta contro l’avanzata filo- marxista” ( p.72). Quelle carte si sono rivelate micidiali per tutti quelli che le hanno toccate: un lungo elenco di morti ammazzati. Pasquale Scotti non ha lasciato tracce significative della sua presenza sotto il Ponte dei Frati Neri, “ ma mostra di custodirne i segreti”. Della vicenda Calvi  egli sa ciò che è “ rimasto sottotraccia per decenni, il suicidio simulato del banchiere, il lavoro sporco appaltato alla camorra, killer in odor di servizi finiti sotto terra, a loro volta, altri documenti compromettenti spariti, la valigetta del presidente dell’ A.mbrosiano trovata ad anni di distanza. Vuota, naturalmente.” (p.84). Forse Pasquale Scotti sa qualcosa anche del caso Cirillo.  Conan Doyle, Agatha Christie, Camilleri:  l’”ingegnere” non ha scontentato nessuno.                          

L’università ai tempi della generazione Erasmus

Numeri e statistiche a dimostrazione del valore aggiunto di un’esperienza all’estero. Il programma Erasmus nasce nel 1987, grazie ad un progetto dell’associazione studentesca AEGEE, in collaborazione con la Commissione Europea. Erasmus è un acronimo che sta per European Region Action Scheme for the Mobility of University Students. Sostanzialmente esso dà la possiblità ad uno studente universitario europeo di trascorrere un semestre (o due) in un’università estera, sostenendo lì gli esami, che gli saranno poi riconosciuti legalmente dalla propria università. Il nome del programma deriva, anche, da Erasmo da Rotterdam, umanista olandese, che spese buona parte della sua vita a viaggiare per l’Europa per comprendere le differenze culturali. In Italia il programma è di competenza di tre Agenzie nazionali, e ci collochiamo nella top 5 dei Paesi per studenti ospitati – insieme a Spagna, Germania, Francia e Regno Unito – con una media di circa 20.000 studenti all’anno. erasmuslogoNegli anni, il progetto è cresciuto ed ha continuato ad avere il sostegno della Commissione che, infatti, nel 2014 lo ha rivisto, espandendolo; oggi il nome è Erasmus + “Programma europeo per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport”. L’idea è quella di un progetto integrato, che miri a sfruttare le sinergie tra i Paesi europei, a promuovere sempre di più la mobilità e a stimolare la cooperazione civile. Per il periodo 2014-2020 il bilancio dei fondi è di 14,7 miliardi di euro, che rappresenta un aumento del 40% rispetto alla programmazione precedente. Nel 2014 sono stati 450mila gli studenti che hanno potuto prendere parte al programma, studiando in giro per l’Europa, almeno per un semestre. Nel 2015 i finanziamenti ammontano a 1miliardo e 736 milioni di euro. Parallelamente alle Università, sono molteplici le organizzazioni che si sviluppano a supporto dei milioni di studenti. La più importante è sicuramente ESN (Erasmus Student Network), un’organizzazione non-profit i cui membri sono, per lo più, studenti che a loro volta hanno avuto un’esperienza all’estero; ESN è il sostegno principale di qualsiasi studente alle prese con una nuova vita in una nuova città. Screen Shot 2016-03-12 at 19.04.33Oltre l’aspetto didattico, oltre l’opportunità di confrontarsi con realtà universitarie diverse dalla propria e con studenti con un background completamente diverso, l’Erasmus è un’esperienza di arricchimento personale. La flessibilità è il principale valore aggiunto che un’esperienza di studio all’estero conferisce, e le aziende lo sanno. Per comprendere l’importanza di questo progetto non si può prescindere dall’attuale contesto socio-economico: 6 milioni di giovani europei disoccupati, con livelli nazionali di disoccupazione giovanile record. Le statistiche rilasciate dalla Commissione Europea testimoniano che la partecipazione all’Erasmus accorcia i tempi d’inattività dopo gli studi: due terzi degli Erasmus trovano lavoro in poco tempo dopo la laurea, contro la metà dei non Erasmus. Oltre alla possibilità di studiare, Erasmus + permette anche di fare esperienze lavorative all’estero, sono circa 70.000 i neolaureati che ogni anno trovano opportunità di tirocinio in Europa. accordi-schengen-2010Far parte della “generazione Erasmus” significa godere dell’Europa, sfruttare il Trattato di Schengen e migliorare il proprio profilo formativo, aumentando le proprie possibilità di impiego. CONTI IN TASCA http://ilmediano.com/category/conti-in-tasca-2/