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Il buffetto al Palermo basta agli azzurri, il paliatone sarebbe stato esagerato
Museo vince, centrale perde,la Regione ha il banco.
Si deve essere davvero bravi a capire questi rappresentanti delle istituzioni quando decidono sulle bellezze della loro Regione. Sono in confusione o piuttosto abili giocatori di tre carte ? La domanda se la pongono in queste ore cittadini ed amministratori locali , in particolare dalle parti del Cilento. Lunedi 14 marzo si presenta a Pertosa “un museo senza precedenti nel mondo” : il Museo del suolo. Un monumento fisico, ma anche ideale che “propone un singolare itinerario di conoscenza dedicato alla terra, e più precisamente a ciò che avviene in quei tre metri, fondamentali per la vita sul nostro pianeta, che dalla superficie portano in basso”. Tradotto dal comunicato ufficiale, una struttura che rende omaggio al patrimonio storico e naturale di una bellissima area della Campania. Sorge infatti nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il Museo è stato finanziato dalla Regione con fondi della Comunità Europea e si distende su 1.500 mq di esposizione coperta. Una lodevole iniziativa, senza dubbio. Ma non farà difetto sapere, a coloro che andranno a presentare la struttura così “senza precedenti nel mondo” , che a pochi chilometri di distanza, nella storica valle di Paestum, nel Comune di Capaccio, si sta per piazzare una centrale a biomasse. Proprio di fronte ai templi. Lunedi, gli esperti del progetto del Museo diranno di tutto ,di più . Cosa è stato fatto, come sono arrivati a costruirlo e aggrediranno – si fa per dire – tutto e tutti con le promesse di sviluppo turistico. Non a caso nel lancio d’agenzia si evidenzia che il Museo sarà un potente attrattore turistico. Tutti ben orgogliosi , del resto, di aver ricevuto il patrocinio morale della Commissione Europea. E poi di lì a poco metteranno mano anche ad un Museo Speleo-Archeologico, sempre a Pertosa. Masse di turisti alle porte e affari d’oro per la comunità locale. Una nuova stagione di rilancio per un vasto perimetro della Regione, su cui incombe, però, la costruzione della centrale a biomasse. Il gioco delle tre carte non si addice a seri e autorevoli rappresentanti del popolo. Il fatto che sindaci, scolaresche e monsignori da mesi si battano contro la centrale di Capaccio, deve far pensare. Il progetto è stato approvato dal governo, la giunta Caldoro l’ aveva condiviso, ma la popolazione non l’ha mai digerito. Se per quelli di Pertosa i futuri affari sono affidati ai due nascenti Musei, per quelli di Capaccio-Paestum, a sfumare sono anche gli affari di oggi. L’impianto di Capaccio – grida Legambiente – è una iattura. E’ una struttura di fonte rinnovabile alimentata a biomassa per la produzione di energia elettrica e termica della potenza di 0,999 megawatt. Va di sicuro bene per i consumi e le necessità della Campania. Ma perchè davanti al Tempio di Hera Argiva, a ridosso della via costruita dai Borboni, nell’area patrimonio dell’Unesco ? Un politico molto attivo nell’area cilentana – l’On Tino Iannuzzi – dice che il progetto ha seguito un tortuoso e contraddittorio procedimento nel quale la Regione Campania, allora guidata dal Presidente Caldoro, con una decisione sbagliata ha dato via libera alla costruzione della centrale. Bisogna rivedere tutto, ma alle popolazioni che protestano non arrivano segnali rassicuranti. Per questo sospettano la beffarda divisione tra figli (a Pertosa ) e figliastri ( a Capaccio- Paestum). Il gioco delle tre carte c’entra,eccome. **
Il Piano di Sviluppo Rurale, a Trecase un convegno promosso dal Consorzio Tutela Vini Vesuvio
Il convegno, moderato da Ciro Esposito (segretaria organizzativa del Consorzio Tutela Vini del Vesuvio), vedrà gli interventi di Francesco Fiore (direttore Confagricoltura Napoli), Palma Esposito (area economica Confagricoltura), Vincenzo Cerone (gestione assicurazioni agricole Confagricoltura), Alessandro Cremonesi (linea crediti Agricheck Confagricoltura) e Paolo di Palma (direttore Federcampania).
La sfida di Salvatore: iniziato l’allenamento in America. Nuoterà dalla Florida a Cuba
Pizza:1 mln firme candidatura Unesco
Pecoraro Scanio, lunedì a Parigi presentazione del risultato della campagna.
Obiettivo centrato. Anzi di più. Le firme a sostegno dell’arte dei pizzaiuoli napoletani Patrimonio Unesco ha superato il milione di firme. Ad annunciarlo è Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde e promotore dell’iniziativa. “Siamo a un milione e 38mila firme – ha detto Pecoraro Scanio – con le 150.000 firme raggiunte in Giappone, le 30.000 arrivate dai pizzaioli e mulino Caputo da Las Vegas, le ulteriori 30.000 consegnatemi da Rossopomodoro con l’attore Lello Arena e le altre 80.000 raccolte da Coldiretti nei 1000 mercati di Campagna Amica”. Così, lunedì, a Parigi, il milione e più di firme a sostegno della pizza saranno portate a Parigi in occasione del campionato francese dei pizzaioli ‘Parizza’”. E sarà quella l’occasione anche per presentare l’arte dei pizzaioli napoletani, nella sede mondiale Unesco. (FONTE FOTO: RETE INTERNET)Aggrediti dai fans di Bassolino. La risposta dei licenziati Fiat: “Se avete qualche problema ammazzateci !”
“Il camorrista fantasma. Le mille vite del superlatitante Pasquale Scotti”. Protagonista del libro il fantasma di una valigetta …..
L’università ai tempi della generazione Erasmus
Negli anni, il progetto è cresciuto ed ha continuato ad avere il sostegno della Commissione che, infatti, nel 2014 lo ha rivisto, espandendolo; oggi il nome è Erasmus + “Programma europeo per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport”. L’idea è quella di un progetto integrato, che miri a sfruttare le sinergie tra i Paesi europei, a promuovere sempre di più la mobilità e a stimolare la cooperazione civile. Per il periodo 2014-2020 il bilancio dei fondi è di 14,7 miliardi di euro, che rappresenta un aumento del 40% rispetto alla programmazione precedente. Nel 2014 sono stati 450mila gli studenti che hanno potuto prendere parte al programma, studiando in giro per l’Europa, almeno per un semestre. Nel 2015 i finanziamenti ammontano a 1miliardo e 736 milioni di euro.
Parallelamente alle Università, sono molteplici le organizzazioni che si sviluppano a supporto dei milioni di studenti. La più importante è sicuramente ESN (Erasmus Student Network), un’organizzazione non-profit i cui membri sono, per lo più, studenti che a loro volta hanno avuto un’esperienza all’estero; ESN è il sostegno principale di qualsiasi studente alle prese con una nuova vita in una nuova città.
Oltre l’aspetto didattico, oltre l’opportunità di confrontarsi con realtà universitarie diverse dalla propria e con studenti con un background completamente diverso, l’Erasmus è un’esperienza di arricchimento personale. La flessibilità è il principale valore aggiunto che un’esperienza di studio all’estero conferisce, e le aziende lo sanno.
Per comprendere l’importanza di questo progetto non si può prescindere dall’attuale contesto socio-economico: 6 milioni di giovani europei disoccupati, con livelli nazionali di disoccupazione giovanile record.
Le statistiche rilasciate dalla Commissione Europea testimoniano che la partecipazione all’Erasmus accorcia i tempi d’inattività dopo gli studi: due terzi degli Erasmus trovano lavoro in poco tempo dopo la laurea, contro la metà dei non Erasmus.
Oltre alla possibilità di studiare, Erasmus + permette anche di fare esperienze lavorative all’estero, sono circa 70.000 i neolaureati che ogni anno trovano opportunità di tirocinio in Europa.
Far parte della “generazione Erasmus” significa godere dell’Europa, sfruttare il Trattato di Schengen e migliorare il proprio profilo formativo, aumentando le proprie possibilità di impiego.
CONTI IN TASCA
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