martedì, Luglio 21, 2026
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Il buffetto al Palermo basta agli azzurri, il paliatone sarebbe stato esagerato

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Tre buoni motivi per i quali vincere 1 a 0 era decisamente opportuno.

C’è stato un periodo, quando il Napoli giocava in serie C, in cui sulle magliette dei calciatori c’erano i nomi dei film invece dello sponsor. Una soluzione singolare quanto inutile, sia perché i film erano prodotti da De Laurentiis (e quindi non entravano soldi freschi, a meno che non ci fossero sconosciute alchimie contabili dietro), sia perché a nessun tifoso verrebbe mai in mente di leggere, allo stadio o in tv, il titolo di un film sulla maglietta di un calciatore e poi correre al cinema a vederlo. Ma eravamo agli albori dell’era Aurelio, ci chiamavamo ancora Napoli Soccer e arrangiarsi era una regola, in attesa di tempi migliori. Poi venne Zamparini, proprio lui: l’attuale presidente del Palermo. E fece lo sponsor del Napoli, che da quel momento esibì sulle divise la scritta “Mandi”, il nome della catena di supermercati del patron dei rosanero. Lo stesso Zamparini, anni dopo, fece fare un affare a De Laurentiis: vendette Cavani ad una cifra non certo irrisoria, ma neppure proibitiva. Considerata la plusvalenza successiva che fece il Napoli quando lo cedette al Psg, praticamente glielo regalò. Basterebbero questi due motivi per accogliere con piacere il risultato di misura, l’1 a 0 su rigore (netto) che ha consentito agli azzurri di prendere i 3 punti e restare vicini alla Juventus. Aggiungiamocene un terzo: il mister Walter Alfredo Novellino, irpino di nascita, che portò il Napoli in serie A con uno Stefan Schwoch in più ma con un portiere in meno, tale Alessio Bandieri, che quell’anno prese addirittura un gol da centrocampo (di lui si diceva che fosse miope). Il cuore e i denari, dunque, suggerivano sobrietà. E così è stato: niente goleada, nessuno ha maramaldeggiato. Al Palermo nessun paliatone: è bastato un buffetto per metterlo in riga. Certo, gli azzurri non lo hanno fatto apposta: hanno avuto un possesso palla imbarazzante e creato occasioni. Altri goal, insomma, li avrebbero segnati volentieri: ed è un dato che fa ancora sperare, nonostante la Juventus continui a vincere. Ma mercoledì c’è la Champions e la domenica delle Palme il derby della Mole: insidie e trabocchetti.

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