La “Passione” dei licenziati Fiat: incatenati davanti al cardinale. Nel duomo di Napoli…

Attimi di imbarazzo tra i fedeli prima della Via Crucis. Polizia in allerta. (tutte le foto)    Tre sabati di straordinario alla Fiat di Pomigliano, il 2, il 9 e il 16 aprile prossimi. Le produzioni della Panda vanno sempre molto bene e il lavoro, dunque, non manca. Straordinari, questi di aprile, che si aggiungeranno agli otto già effettuati dall’inizio dell’anno. Ma resta tanta sofferenza. Parallelamente a questo vero e proprio boom produttivo, prosegue infatti la protesta dei 5 licenziati dello stabilimento logistico Fiat di Nola, estromessi due anni fa dopo aver manifestato davanti all’impianto contro i suicidi di due operai. Ieri sera sono stati protagonisti di un’azione clamorosa: due di loro, Mimmo Mignano, 49 anni, di Sant’Anastasia, e Massimo Napolitano, 51 anni, di Acerra, si sono incatenati a una colonna del duomo di Napoli, davanti all’altare, mentre l’arcivescovo, il cardinale Crescenzio Sepe, stava officiando la messa che precede la Via Crucis. Alla fine, dopo una mediazione con la polizia, i manifestanti si sono tolti le catene e hanno incontrato l’arcivescovo in una cappella. Qui gli hanno consegnato una lettera aperta indirizzata a papa Francesco. “So che il vescovo di Nola si è occupato del vostro caso”, ha detto Sepe ai manifestanti. Mignano ha consegnato all’arcivescovo la lettera, nella speranza che questa venga “girata” a papa Francesco. “Siamo cinque operai Fiat che sono stati licenziati -è scritto nella missiva – perché abbiamo contestato pacificamente e con ironia il nostro padrone, stanchi di tanti anni di cassa integrazione e dei suicidi dei nostri colleghi”.      Subito dopo aver consegnato la lettera Mignano ha abbracciato il cardinale. Alla fine Sepe ha guadagnato la strada dell’uscita verso la Via Crucis. Ma non ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione sull’accaduto.
La consegna della lettera al cardinale da parte di Mignano
La consegna della lettera al cardinale da parte di Mignano
Licenziati Fiat 4          

Napoli: Cantone, non sia crocifissa la legalità

Presidente Anticorruzione a Via Crucis organizzata a Napoli.
“Dobbiamo fare in modo che non sia crocifissa la legalità”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, parlando con i giornalisti prima di prendere parte alla funzione della Via Crucis nell’antica chiesa dell’arciconfraternita dei Pellegrini a Napoli. “Credo che anche con questi momenti – ha aggiunto – si voglia affermare un desiderio profondo di giustizia”. Cantone ha voluto infine ricordare le vittime innocenti della mafia (in chiesa era presente una delegazione di familiari). (Fonte foto: rete internet)

Rapporti tra politica e camorra: i comuni di Acerra e di Casalnuovo tra i sorvegliati speciali

La prefetto Pantalone relaziona all’antimafia. Ma il contenuto delle rivelazioni è top secret.   Tra i 27 comuni che la prefettura di Napoli sta monitorando nell’ambito dei rapporti tra i politici (ma sarebbe meglio dire i politicanti) locali e i clan della camorra ci sono anche quelli di Acerra e di Casalnuovo. Due comuni che storicamente hanno vissuto una storia amministrativo-delinquenziale intrecciata, non foss’altro che per il fatto che sono confinanti. Intanto Acerra e Casalnuovo compaiono in cima alla black list della collusione mafiosa, in buona compagnia con Nola, Torre Annunziata e Giugliano, vale a dire con il gotha della “camurria” napoletana. Nei prossimi giorni sarà possibile vederci più chiaro. C’è chi si sta già adoperando affinché i contenuti del rapporto presentato da Pantalone divengano pubblici. Una storia tormentata. Il comune di Acerra è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche nel 1993. Quello di Casalnuovo nel 2007. Da allora nei rispettivi consigli comunali si sono succedute o sempre le stesse persone oppure i loro parenti ed amici. Ma non si sa fino a che punto la prefetto Pantalone voglia spingersi. In realtà la situazione di tutto l’hinterland napoletano richiederebbe lo scioglimento costante degli organi elettivi in tutti i centri dell’area metropolitana, per un numero ben superiore a quello elencato dalla prefetto. E’ una situazione da incubo che soltanto la soppressione delle municipalità locali potrebbe risolvere. Municipalità che dovrebbero quindi diventare altrettanti quartieri di Napoli: l’unico modo per togliere ai politici camorristi la possibilità di controllare il voto persona per persona. Come invece avviene ancora adesso. (Fonte foto: rete internet)

Villa Trusso: il dottor Gianni Ricco eletto nel Consiglio della Società Italiana di Endoscopia area Chirurgica

 Il dottor Gianni Ricco, direttore sanitario di ICM (Istituto Clinico Mediterraneo) è stato eletto nel Consiglio nazionale della Società Italiana di Endoscopia area Chirurgica (ISSE). Lo specialista, che ricopre anche la carica di coordinatore sanitario delle cliniche ICM di Agropoli, Casa di Cura Villa del Sole di Salerno e Casa di Cura Trusso di Ottaviano (Gruppo Neuromed), siederà nel Consiglio per un mandato biennale. “Onorato per questa elezione – commenta il dottor Gianni Ricco – che per me rappresenta un riconoscimento da parte del mondo scientifico all’impegno professionale di anni. Un lavoro che ha sempre riservato una forte attenzione al bisogno di salute del cittadino. La mia attività, e quella dei miei collaboratori, è sempre stata orientata all’offerta di un’assistenza sanitaria in grado di rispondere con certezza e professionalità alle richieste dei pazienti. La chirurgia endoscopica, inoltre, sta ampliando le proprie conoscenze verso una caratterizzazione sempre più tecnologicamente avanzata tanto da portare, a Salerno e in tutte le altre strutture del nostro Gruppo, servizi sempre più innovativi.” “Apprendo con piacere la notizia circa la prestigiosa elezione del dottor Gianni Ricco a cui vanno le mie congratulazioni. – commenta Mario Pietracupa, amministratore delle cliniche ICM, Villa del Sole e Trusso – Un meritato riconoscimento al medico che, quale punto di riferimento delle strutture campane di cui è coordinatore, è riuscito a trasferire con perizia e professionalità le sue esperienze nell’ambito della chirurgia endoscopica. Nella Clinica Trusso di Ottaviano, inoltre, – continua Pietracupa – verranno sviluppate nuove tecniche di endoscopia chirurgica e chirurgia endoscopica mininvasiva nonché nuove iniziative di prevenzione. La nostra è una cultura orientata ad una sanità di qualità e di salvaguardia della salute del cittadino.”  

Chiesa di San Felice a Pomigliano: il rito pasquale della “Lavanda dei piedi” con gli operai Adler che hanno perso il lavoro

E’ stato il “prete operaio”, don Peppino Gambardella, a tenere l’iniziativa.   Il cattolicesimo come reincarnazione del grido dolore dei più deboli, dei più sofferenti. E’ in questo modo che don Peppino Gambardella interpreta il suo ruolo di sacerdote ed è per questo motivo che ieri il rito della “Lavanda di piedi” nella chiesa madre di Pomigliano, la chiesa di Sana Felice in Pincis, ha avuto come protagonisti i cinque operai che l’Adler non ha voluto nei suoi organici durante il trasferimento del personale da un’azienda decotta di Acerra allo stabilimento produttore di componenti plastici. C’era un accordo per questo trasferimento, ma non è stato è stato rispettato. Ieri sera quindi gli operai rimasti senza soldi e senza posto hanno impersonato gli apostoli ai quali il Govedì Santo Gesù lavò i piedi. Don Peppino e gli altri sacerdoti suoi collaboratori si sono inginocchiati ai piedi delle tute blu lasciate sole da tutti. Ma non dalla Chiesa che crede fermamente nella Resurrezione degli ultimi.   

Agnelli di Pasqua: a Crispano sequestrati dai Nas 3 quintali di ovini macellati

La merce è stata sigillata dai carabinieri in uno noto ingrosso della zona.         A Crispano, a poca distanza da Afragola, è stato controllato dai carabinieri del Nas di Napoli il deposito carni all’ingrpsso gestito dalla società “C.G. Carni srl”, legalmente rappresentata da P.G., 34 anni, di Crispano.  Il controllo è stato effettuato insieme ad alcuni operatori dell’ asl Napoli 2 nord. Alla fine i militari hanno sequestrato 36 carcasse di agnelli macellati, per un peso complessivo di circa tre quintali. Il sequestro è stato motivato dal fatto che le carni ovine erano prive di indicazioni utili a garantirne la loro rintracciabilità.

O.R.S.A. Atti vandalici contro i treni della Circumvesuviana

Alla vigilia delle festività pasquali, alla vigilia dell’apertura vera e propria della stagione turistica, ancora aggressioni, ancora violenza, ancora scippi e sassaiole contro i treni della Circumvesuviana. L’immagine della civiltà di un paese è la percezione che gli stranieri hanno dell’efficienza del “sistema trasporto”. Stamattina, intorno alle ore 7:35, un treno della Circumvesuviana, partito da Napoli alle ore 7:09, tra le fermate di via Sant’Antonio e Via del Monte, nel territorio del comune di Torre del Greco, è stato oggetto di un lancio di pietre che ha provocato la frantumazione di un vetro ed il ferimento di un viaggiatore. Ieri sera, tra le 20:40 e le 21:15, su tutti e tre i treni transitati per la fermata di NapoliGianturco, sempre della Circumvesuviana, sono stati effettuati tre scippi ai viaggiatori, il bottino è stato di uno smartphone, un tablet ed una collanina d’oro. Oramai siamo in piena emergenza sociale e il recente vertice alla Questura di Napoli tra i vertici Aziendali e quelli delle Forze dell’Ordine ci aveva fatto sperare che qualcosa potesse cambiare, ma visti i recenti sconcertanti eventi, ci viene da pensare che, superato “l’effetto annuncio” delle iniziative, qualcosa non ha funzionato nei meccanismi di prevenzione e repressione dei reati sui (e verso) i treni, ci viene da pensare che forse le risorse messe in campo o non sono sufficienti, oppure non sono state ben distribuite ed impiegate. E mentre sui binari è emergenza quotidiana per guasti, aggressioni, atti vandalici, c’è chi, come il commissario governativo per l’EAV, il dottor Pietro Voci, che invoca la precettazione dei lavoratori in caso essi dovessero manifestare o scioperare per affermare i propri diritti, a lui ed a tutti quelli che la pensano allo stesso modo, diciamo che comincino a pensare finalmente alle cose serie e concrete, comincino a pensare, “loro” che lavorano comodamente in un uffici climatizzati e protetti, alla sicurezza ed alla tranquillità delle persone che viaggiano e che lavorano sui treni, prima che avvenga qualche tragedia.

Pomigliano D’Arco: spaccio di stupefacenti, due persone finiscono in manette

Scoperto anche un sistema di videosorveglianza installato per proteggere la casa dei trafficanti. A Pomigliano D’Arco, in via legge 219, durante un servizio antidroga i carabinieri della locale stazione hanno tratto in arresto Pascucci Carmela, 55 anni ed Esposito Vincenzo, 18 anni, entrambi del luogo. A seguito di perquisizione domiciliare eseguita nella loro abitazione i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato 137 grammi di sostanze stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana), un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento, oltre alla somma di circa 850 euro in denaro contante. Trovato e sequestrato anche un sistema di videosorveglianza usato dai 2 per monitorare i dintorni della loro abitazione. Gli arrestati sono in attesa di rito direttissimo.

Somma Vesuviana, Lettera in redazione: a giugno Padre Costanzo lascerà la Collegiata…

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di un gruppo di volontarie della comunità parrocchiale del Casamale.   Sussurri, ammiccamenti, espressioni di incredulità. Poi un mormorio sempre più insistente. Oramai la notizia è quasi certa: padre Costanzo Nganga, parroco della Collegiata, è stato “trasferito” in un’altra parrocchia, forse in una del sul paese in Congo. Non c’è ancora l’ufficialità ma Padre Costanzo dovrebbe lasciare   la Collegiata il prossimo giugno. Ci piace dire “trasferito” o “spostato” così come impone la regola dei Padri Trinitari che, in qualsiasi momento, possono essere destinati altrove.   Non ci piace pensare né credere alle chiacchiere di quartiere che parlano di una lettera inviata ai vertici dell’Ordine Trinitario Provinciale nella quale, alcuni parrocchiani, avrebbero messo in cattiva luce la missione e l’operato di Padre Costanzo sul borgo antico Casamale e ne avrebbero chiesto il trasferimento. In ogni modo, la cosa certa è che la  nostra comunità è rimasta letteralmente sconvolta dalla notizia e si sta già attivando per chiedere chiarimenti al Padre Provinciale o, se necessario, al Vescovo. Intanto, mentre ancora cerchiamo di capire e di fare ipotesi sul perché di questo “trasferimento” improvviso, sappiamo con certezza che cosa ha rappresentato e cosa rappresenta il nostro Padre Costanzo per un quartiere difficile e complesso come il Casamale. Sappiamo infatti che da quando è arrivato Padre Costanzo alcuni “galli” hanno smesso di cantare e di spadroneggiare nei fatti della Chiesa, sappiamo che negli ultimi quattro anni Padre Costanzo ha fatto il possibile e anche l’impossibile per portare i bambini in Chiesa, per formare e guidare tanti giovani ministranti, per attirare tante coppie e tante famiglie che in chiesa mancavano ormai da anni. E per farlo, Padre Costanzo si è aperto e ha aperto le porte della Chiesa ad associazioni, gruppi musicali, paranze e non solo. Aprirsi significa diventare giovane, sorridere, divertirsi insieme con e come bambini, organizzare e partecipare alle visite missionarie e di piacere, imparare il linguaggio dei giovani, e perché no, vestirsi sportivo, fermarsi a pranzo con i giovani e le famiglie. Da quando c’è Padre Costanzo la comunità ha ritrovato l’allegria, il sorriso, la voglia di impegnarsi con gli altri  e per gli altri. E, soprattutto, da quando c’è Padre Costanzo non si sono mai  visti tanti adolescenti partecipare alla messa e  iscriversi al gruppo dei giovani ministranti.   Annullare le distanze, aprirsi e vivere il territorio, contribuendo a valorizzare le tradizioni, promuovere iniziative di beneficenza: questo quello che ha provato a fare, non senza difficoltà, e sta continuando a fare Padre Costanzo. Dopo tanti anni, grazie a questa nuova e giovane guida spirituale, il Casamale sta riprendendo vita e la Collegiata, storica chiesa del quartiere, sta tornando a essere il cuore pulsante del borgo. Certo, non si può piacere a tutti, in particolar modo a quelli che pensano di fare della Chiesa il luogo e il mezzo per fare miseri affari. Ci auguriamo che quanto si mormora sia solo frutto della fantasia di qualche folle e nel contempo auspichiamo che il Padre Provinciale sappia leggere bene nel cuore della gente e non tra le righe della falsità e dell’ipocrisia. Il borgo antico ha bisogno di una guida giovane, stabile, entusiasta, capace di aggregare e di unire. Il borgo antico ha bisogno del suo Parroco, di Padre Costanzo. Antonella de Simone- Rosa Iacomini- Lucia Cimmino

Il nostro patrimonio: ALANBICI

Continuiamo il nostro viaggio in quello che potremmo definire il patrimonio immateriale di San Sebastiano al Vesuvio e anche stavolta non ci soffermeremo su qualcosa di scontato, sui prodotti tipici, sulle attività artigianali o produttive ma su di un’associazione attiva sul territorio e che diffonde la passione per lo sport.

Abbiamo incontrato due esponenti dell’associazione ciclistica ALAnBici, Ciro Scarpato e Biagio Orlando, ex presidente e attuale presidente, con i quali ci siamo intrattenuti in una piacevole conversazione sulla storia e le finalità del sodalizio.

Innanzitutto, come nasce ALANBICI e cosa significa l’acronimo?

«È l’unione dei nomi dei soci fondatori: Aldo, Antonio, Biagio e Ciro e nasce come gruppo amatoriale ma partecipando anche a parecchie competizioni a livello nazionale. Nasce dalla nostra passione e quella dei nostri padri per il ciclismo, in particolar modo a San Sebastiano. Per questo organizzammo, più di dieci anni fa, il primo memorial Domenico Orlando. La cosa più gratificante per noi del gruppo fu quando durante la seconda edizione dell’evento, la Federazione Ciclistica Italiana, col Comitato Ciclistico Campano, designò la nostra gara come prova di selezione per Campionato Italiano. La gara consisteva in un circuito di otto chilometri, da percorrere per otto volte, lungo le strade di San Sebastiano; quella famosa edizione, così come il cross, organizzato sempre da noi qualche anno più tardi, fu vinta da un ragazzo di San Giorgio che si chiamava Iodice. Purtroppo, dopo sette edizioni consecutive della Medaglia d’oro Domenico Orlando, abbiamo dovuto sospendere l’evento per motivi di disorganizzazione interna e sul territorio.»

Un momento di competizione tra le strade di S.S.V.
Alcuni momenti di competizione tra le strade di S.S.V. (foto B. Orlando)
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(foto B. Orlando)

E poi non siete più riusciti ad organizzarlo?

«Sì, riuscimmo ad organizzare l’ottava edizione ma avemmo difficoltà notevoli sul territorio, e devo dire strumentalmente create, pur avendo infatti un notevole successo di pubblico, dovemmo registrare una negatività da parte dell’amministrazione, ci fu una presa di posizione da parte di qualcuno.»

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(foto B. Orlando)

In che senso?

«Quando si vuole sfuggire dall’impegno, si creano dei motivi ostativi che non trovano poi giustificazione nella realtà dei fatti. Per questo abbiamo sospeso il premio.»

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Una premiazione alla presenza del compianto sindaco R. Capasso (foto B. Orlando)

E non avete fatto più niente?

«Questo è il terzo anno che non si fa niente anche se, quest’anno è in programma qualcosa, inoltre, dopo questa pausa, il gruppo si è trasformato da semplice associazione sportiva, con indirizzo prettamente amatoriale, ad associazione sportiva dilettantistica, regolarmente iscritta alla Federazione Italiana. Come primo evento abbiamo organizzato lo scorso giugno una manifestazione ciclistica giovanile nel nostro parco urbano. Anche quest’anno lo organizzeremo e, con nostro rammarico, intitoleremo l’evento a colui che è stato il primo presidente del gruppo, il compianto Aldo Piccirillo. Inoltre, abbiamo deciso di creare una scuola ciclistica a San Sebastiano al Vesuvio, per i giovani fino alla sesta categoria e preventivando, per il prossimo settembre, la nona medaglia d’oro Domenico Orlando, per la categoria allievi nonché, l’altra manifestazione del gruppo, quella alla memoria di Gennaro Piro per la categoria esordienti che sarà anch’esso ripristinato dopo alcuni anni di sospensione, dovuta alle stesse problematiche in precedenza accennate. Altro progetto in ballo sarà quello della costituzione di un team di giovani da portare alle competizioni ciclistiche organizzate dalla FCI. Un progetto ambizioso che porterà a sacrifici enormi di impegno personale ma anche economico e per questo stiamo attuando una campagna di fidelizzazione e all’acquisizione di soci finanziatori e una ricerca di sponsor per dare le giuste strutture a questi giovani.»

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(foto B. Orlando)

Avete una sede?

«La sede, in pectore, perché da più di due anni abbiamo chiesto all’amministrazione un locale, potrebbe essere quella del Circolo Sociale degli anziani, ne abbiamo fatto richiesta al Commissario e siamo in attesa di una risposta a riguardo.»