Bruxelles: algerino arrestato in Italia

Faceva parte rete falsi documenti per terroristi anche Parigi.
La polizia ha arrestato a Salerno un algerino destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità del Belgio: secondo gli investigatori di quel paese era implicato in una rete che produceva falsi documenti che sarebbero stati utilizzati anche da alcuni terroristi implicati nelle stragi di Parigi e Bruxelles. L’uomo è stato arrestato a Bellizzi, in provincia di Salerno, al termine di un’indagine degli uomini della Digos di Roma e dell’ antiterrorismo. (Fonte foto: rete internet)  

I call center napoletani in pericolo: mappa e numeri

Oltre 3mila addetti impegnati nel settore. Già 620 licenziamenti.     A Napoli e provincia le società di call center più consistenti sotto il profilo quantitativo e qualitativo, sia per numero di addetti che per volumi produttivi, si chiamano Almaviva, Gepin, Assist, Visiant e Innova Way. Occupano circa duemila persone. Poi c’è la galassia dei piccoli e piccolissimi call center di aziende minori. Il settore, nell’intera area metropolitana partenopea, occupa oltre 3mila addetti. Intanto la batoste che sono state riservate ad Almaviva e a Gepin (620 licenziamenti annunciati di recente) stanno facendo tremare tutto il comparto. Finora non si ricordano nel Napoletano provvedimenti draconiani come quelli che hanno appena colpito Gepin e Almaviva. Intanto anche se le altre aziende di call center non sono in piena emergenza c’è la netta sensazione, il timore, che il livello di attenzione potrebbe diventare molto alto. In questo settore si registrano gravi problemi legati alla mancanza di regole. Proprio i call center che hanno investito sono infatti a  rischio in questo momento. Una settore strategico a Napoli e provincia. Qui Assist ha 150 dipendenti. Si trova in via Sannio, a Gianturco, a pochi metri ad Almaviva. E’ un call center di Vodafone ed Eni. Visiant invece sta ad Arzano. Conta 700 addetti che lavorano su commesse Inps e ramo assicurativo. Prima aveva Enel ed ha ancora un pezzettino di Vodafone. Dulcis in fundo c’è l’eccellenza nazionale del settore: Innova Way. Ha sede a Soccavo e occupa 300 persone. E’ un call center di alta specializzazione che lavora su commesse multilingua. (Fonte foto: rete internet)  

Somma Vesuviana, la vita spezzata di Antonio

Antonio Tufano aveva solo 28 anni e una vita non proprio semplice alle spalle, spezzata poche ore fa da un tragico incidente in via San Sossio. La sua Toyota Yaris si è scontrata con una Opel Corsa che proveniva dalla carreggiata opposta, non è ancora chiaro per quale motivo uno dei due conducenti abbia perso il controllo dell’auto. A bordo della Opel c’erano due bambini, ancora ricoverati in ospedale, alla guida un loro parente. Per Antonio, diplomato all’Itis Majorana e collaboratore in una concessionaria di auto a Somma Vesuviana, non c’è stato nulla da fare e ai parenti non è stata risparmiata lo strazio della vista del suo corpo tra le lamiere dell’auto. Il giovane viveva con la mamma, qualche anno fa aveva perso il papà e più di recente anche un fratello, condannato da una malattia incurabile. Frequentava la parrocchia, aveva lavorato per un po’ con la ditta che a Somma Vesuviana si occupa di igiene urbana, amava la musica e cantava spesso, riprendendosi allegro con il telefonino e postando poi i video su Facebook. Era tifoso del Napoli, amava gli animali e soprattutto la sua fidanzata, come dimostra la galleria di foto che li ritrae costantemente insieme. I risultati dei rilievi effettuati dai carabinieri al comando del maresciallo Raimondo Semprevivo sul luogo del tragico schianto potranno forse dire qualcosa in più sulla dinamica dell’incidente in cui un altro giovane uomo ha perso la vita.

Pasqua sicura: ancora carcasse di agnello sequestrate dai Nas. Nel mirino di nuovo la nota ditta Di Palo

Operazione a Cardito in un ingrosso carni e in un supermercato.         A Cardito i carabinieri del Nas, il nucleo anti sofisticazioni,  hanno chiuso un deposito alimentare risultato privo della prevista registrazione sanitaria e dei requisiti minimi igienico sanitari e strutturali. Nella stessa operazione i militari hanno sequestrato 450 chili di carni e vegetali trovati privi di indicazioni utile a garantirne la rintracciabilità. Gli alimenti sono stati sequestrati in due diverse aziende. Nel supermercato “Sigma”, a Cardito, in via Domenico Cirillo, supermercato gestito dalla società “Supermercato Zanfardino s.a.s.”, legalmente rappresentata da Z. A, 51 anni, è stata disposta la chiusura  del deposito alimenti e sono stati sequestrati 330 chili carni e vegetali (carcasse di agnelli, misto di salumeria e formaggi). E in un furgone coibentato, utilizzato per il trasporto di alimenti, automezzo in uso alla societa’ “B. & G. Di Palo commercio e lavorazione carni s.r.l.”, ubicata a Cardito  e con sede legale a Napoli, sono stati sequestrati 120 chili  circa di prodotti carnei (anche in questo caso carcasse di agnelli). Il valore della struttura sottoposta a sequestro ammonta a circa 50mila euro mentre quello della merce a circa 8.000 euro.    

Somma Vesuviana, incidente mortale in via San Sossio

Nell’impatto è morto un 28enne, Antonio T. Coinvolti anche due bambini ricoverati all’ospedale Santobono E’ di poco fa la notizia di un terribile impatto tra un’Opel Corsa ed una Toyota Yaris avvenuto in Via San Sossio a Somma Vesuviana, nei pressi dell’azienda Dema. Il conducente di una delle vetture coinvolte, A.T., è morto sul colpo.Tra i passeggeri feriti anche due bambini, che sono al momento ricoverati all’ospedale Santobono di Napoli.Sul posto,  i Carabinieri della stazione locale di Somma Vesuviana, la Protezione Civile e la Polizia Municipale. Più tardi aggiornamenti.

Nola: nasconde droga in casa, 57enne finisce in manette

 Nell’abitazione della donna i militari hanno trovato 6 panetti di hashish , 18 dosi di eroina (17 grammi) e12 dosi di cocaina (11 grammi). Al momento si indaga per verificare eventuali legami con la criminalità locale. Ieri pomeriggio i carabinieri della compagnia di Nola hanno arrestato rosa Anna De Rosa, 57enne del luogo, incensurata, perché ritenuta responsabile di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Gli operanti hanno fatto irruzione a casa della donna e hanno perquisito l’abitazione. In un secchiello da vernice trovato in uno scaffale del soggiorno i militari hanno scoperto: . 6 panetti di hashish (circa  593 grammi); . 18 dosi di eroina (17 grammi); . 12 dosi di cocaina (11 grammi). La donna è stata quindi arrestata. Ora si indaga per verificare eventuali complicità o legami con la criminalità locale. La 57enne  sarà processata oggi con rito direttissimo.

Pollena. Controllo del territorio, diventa operativa la centrale di videosorveglianza

La struttura raccoglie tutte le immagini catturate dalle telecamere presenti in paese. Entra in funzione la centrale di videosorveglianza del comune di Pollena Trocchia. Dopo il collaudo dei giorni scorsi e l’espletamento delle procedure di rito come la comunicazione al Garante della privacy, il sistema è finalmente operativo. Continua, dunque, l’impegno volto a garantire il controllo del territorio dopo il ripristino degli occhi elettronici già esistenti e l’implementazione del sistema con l’installazione, nei mesi scorsi, di nuove telecamere in zone del paese purtroppo colpite dall’abbandono illecito di rifiuti, come via Alveo Trocchia e via Ponte Valente. “Abbiamo messo in rete le telecamere già presenti sul territorio, che abbiamo ripristinato, con quelle di più recente installazione, facendo arrivare tutte le immagini in un unico luogo, appunto la centrale di videosorveglianza che in queste ore finalmente abbiamo potuto cominciare ad utilizzare” ha spiegato il Sindaco di Pollena Trocchia, Francesco Pinto, sottolineando come il sistema approntato sia strutturato in maniera tale da permettere agevolmente l’inserimento nel sistema di monitoraggio di nuove telecamere. “Il nostro obiettivo è quello di implementare ulteriormente la videosorveglianza ed estenderla all’intero territorio comunale. Per questo, stiamo predisponendo le risorse necessarie nel Bilancio di quest’anno e in quelli degli anni successivi, in modo tale da coprire anche altri punti del territorio” ha proseguito Pinto. “Lo sforzo enorme sia organizzativo che economico che abbiamo compiuto per dotare il nostro piccolo paese di una centrale di videosorveglianza all’avanguardia e di prim’ordine risponde sia all’esigenza di punire e scoraggiare chi si libera in maniera irregolare dei propri rifiuti, vanificando gli sforzi di tutti quei cittadini che quotidianamente si impegnano nella raccolta differenziata, sia a quella di garantire maggior sicurezza in paese grazie all’apporto della tecnologia, necessaria a sopperire alle carenze di organico che le forze dell’ordine sono loro malgrado costrette a patire” ha concluso Pinto. A questo proposito, l’Amministrazione comunale ha organizzato per la mattinata di giovedì 31 marzo una presentazione ufficiale della centrale di videosorveglianza alla quale sono stati invitati a partecipare anche il comandante della caserma dei Carabinieri di Cercola, tenente Gaetano Vrola, e il dirigente di Pubblica Sicurezza del Commissariato di Polizia di San Giorgio a Cremano, dottor Sergio Di Mauro. L’incontro servirà ad illustrare il funzionamento del sistema di sicurezza e al tempo stesso a rafforzare la sinergia con le forze dell’ordine territoriali.

Sant’Anastasia, il presidente del consiglio comunale: «Occorre rispetto delle regole».

Mario Gifuni promette, dalle prossime sedute, un impianto audio che si disattivi nel momento in cui un consigliere non ha diritto di parola. «Ho solo fatto rispettare le regole». Sente il dovere di precisare, il presidente del consiglio comunale di Sant’Anastasia Mario Gifuni, dopo le polemiche che hanno investito il suo ruolo nell’ultima seduta di consiglio comunale. Una seduta in cui, negata la parola alla consigliera Veruska Zucconi che ha abbandonato l’aula in segno di protesta, non è riuscito poi a zittire il consigliere Paolo Esposito che ha per di più accennato all’argomento «proibito» alla collega (questione fondi RfI) senza risparmiare giudizi sull’operato della consigliera assente. Ebbene, il presidente Gifuni spiega: «Basta leggere il nostro regolamento, nuovo, snello e con infinite possibilità dal question time (che va presentato entro le 12 del giorno precedente alla seduta di consiglio) alle interrogazioni, alle interpellanze, alle mozioni, per capire che i consiglieri hanno tutti gli strumenti per far valere in aula le loro istanze e quelle dei cittadini senza trasgredire alle regole». Su quanto accaduto nell’ultima assise, Gifuni chiarisce: «Da regolamento non aveva diritto di parola la Zucconi così come non l’aveva Paolo Esposito. Mi sono comportato allo stesso modo con entrambi ma mentre la consigliera è andata via, Esposito ha continuato a parlare in modo politicamente furbesco, quanto inappropriato, anche dopo la mia richiesta di lasciare il microfono. Sono loro ad aver avuto atteggiamenti diversi, non io. Inoltre, fuori microfono, ho avuto modo di invitare il dottor Esposito a non parlare in aula di consiglieri assenti che non possono replicare». Dalla prossima seduta, o comunque nelle prossime settimane, Gifuni promette novità: al momento l’impianto audio della sala consiliare non consente, se non ai consiglieri stessi, di disattivare i microfoni. «Sarà mia cura, martedì prossimo, rivolgermi all’ufficio tecnico per l’acquisto di un impianto che permetta di spegnere il microfono di chi non ha diritto di parola».

Cristo si è fermato a Pollena. Via Crucis vivente tra la folla emozionata

Commozione grandissima, la Via Crucis di Pollena Trocchia da 25 anni riporta i fedeli al percorso della Croce, nel ricordo del cammino doloroso di Gesù, fino alla morte e resurrezione. In questi giorni difficili macchiati dall’orrore delle mani del terrorismo, lunghe ombre rischiavano di coprire l’integrazione che non può scricchiolare se c’è la volontà e la coscienza dell’identità. Questa passa per la conoscenza e l’affermazione della cultura, del rito, della radice del nostro Credo. Particolarmente sentito il periodo della Pasqua per tutti i fedeli, un momento in cui la nostra vita si accosta al dolore, alla sofferenza, nell’attesa della rinascita. Proprio in questi giorni dalle pagine de “La Stampa” un articolo di Vittorio Sgarbi con parole profondamente incisive, ricordava che tutto passa per la Croce, il nostro simbolo, il tutto, in cui è racchiusa la nostra Cristiana, Cattolica, identità. Il rito della Via Crucis, tra le strade di Pollena Trocchia da 25 anni ripercorre quella strada, rinnova quel momento di dolore, riporta quella Croce che racconta, passando tra i fedeli, il dolore di un uomo che si stringerà alle braccia del suo Padre Eterno dopo aver sofferto lacrime e sangue di uomo. Particolarmente toccante questa volta per chiunque abbia avuto l’emozione di vedere il lavoro intenso di tutti i figuranti impegnatisi già dai primi giorni dopo Natale, nel ripercorrere le vie della Croce. Dalla Chiesa di San Giacomo Apostolo, la ricreazione dell’orto dei Getsemani, l’arresto. Dalle parole di uno dei figuranti, si evince tutto quanto provato e trasmesso, il sentimento che ha attraversato Piazza Amodio, il luogo in cui i presenti hanno assistito ad un vero e proprio processo con giudice, avvocato, giuria, testimoni e Lui, l’imputato vessato, alla Croce. “Ho letto negli occhi dei presenti tanta commozione” mi dice Cira Taurasi, una dei figuranti. “Per noi, questo è un momento di condivisione, c’è chi si impegna a cucire, chi prepara le scene. In armonia e generosità”. Nello spirito di quella che è l’essenza della Pasqua, la volontà della pace, che passa di gesto in gesto, anno dopo anno, generazione dopo generazione, la preghiera più forte di chi crede nella preghiera, l’impronta trasmessa da un uomo che soffrendo, da uomo, lasciava al mondo il suo messaggio d’amore. Ricordarlo, celebrarlo, riviverlo, come in questa emozionante Via Crucis è un modo per stabilire il nostro posto nel mondo con il peso della nostra viva identità.
Le tre croci sul Golgota nella rappresentazione della Via Crucis di Pollena Trocchia
Le tre croci sul Golgota
Momento della Via Crucis di Pollena Trocchia
Momento della Via Crucis di Pollena Trocchia

Cioccolato, intelligenza e altri benefici: un po’ di chiarezza

Tra verità e dicerie. Quali sono le vere proprietà del cioccolato?

Al latte, fondente, bianco, con le nocciole. Resistere al “cibo degli dei” è quasi impossibile, ma siamo sicuri che tutto quello che si dice sul cioccolato sia vero?

Sicuramente ha diverse proprietà, ma da qui a dire che il suo consumo renda più intelligenti o addirittura possa aiutare a vincere un premio Nobel ce ne vuole. Principalmente il cioccolato è ricco di flavonoidi, preziosi antiossidanti che proteggono le arterie e aiutano a prevenire infarto e ictus. È una buona fonte di ferro, fosforo, potassio e magnesio e favorisce la produzione di serotonina, il neurotrasmettitore responsabile dell’effetto antidepressivo del cioccolato.

Ma c’è un’ultima novità che riguarda questa leccornia protagonista delle “uova di Pasqua”: pare che renda più intelligenti. Secondo lo studio pubblicato sulla rivista Appetite, le persone che mangiano cioccolato almeno una volta alla settimana vedono migliorare la loro memoria. I ricercatori australiani, guidati dalla psicologa Merrill Elias, hanno considerato i consumi di cioccolata di 968 individui di 23-98 anni nell’arco di 30 anni, valutandoli attraverso dei questionari per capire con che frequenza consumassero cioccolato. Stando ai risultati, un consumo settimanale di cioccolato è associato a migliori funzioni cognitive. E l’effetto si riscontra con qualunque tipo di cioccolata.

Il come, però, non è stato ancora spiegato. Cioè ancora non si sa in che modo il cioccolato migliori le funzioni cognitive. Ed è qui che casca l’asino. In realtà quella che è stata trovata non è una relazione causa-effetto, una causazione, ma una cosa che gli scienziati chiamano “correlazione”. E una semplice correlazione la maggior parte delle volte non significa nulla, non indica un rapporto di causa-effetto, ma solo che due fenomeni seguono un andamento simile.

Ad esempio, guardando il grafico, posso dire che c’è una correlazione tra il consumo pro-capite di formaggio negli Stati Uniti e il numero di persone morte aggrovigliate nelle lenzuola del loro letto. Ma questo non significa che se mangio più formaggio, ho maggiori probabilità di morire in questo modo.

Così come non posso dire che la diminuzione della pirateria nel Mediterraneo sta contribuendo all’innalzamento delle temperature e al riscaldamento globale. Sarebbe una sciocchezza senza senso.

Ma c’è chi con le correlazioni sul consumo di cioccolata si è spinto ben oltre. Il New England Journal of Medicine, nell’ottobre 2012, ha pubblicato un articolo in cui correlava il consumo di cioccolato al numero di premi Nobel vinti in una nazione. A guardare il grafico, sembrerebbe proprio che più in un paese si consuma cioccolato, più  si vincono premi Nobel. Svizzera in testa. Ma non significa che  il cioccolato aiuti a vincere un Nobel (come hanno titolato i maggiori quotidiani nazionali). Prendiamo la Svezia: consuma la metà del cioccolato mangiato in Svizzera e ha vinto più o meno lo stesso numero di Nobel. Come si spiega? Gli svedesi sono più sensibili all’effetto del cioccolato? No, è semplicemente una correlazione, non una causazione.

Quindi bisogna fare molta attenzione nel leggere informazioni di questo tipo, e dare per scontato che una sia la causa dell’altro. E poi, diciamocelo, abbiamo davvero bisogno della scusa che ci renda più intelligenti, per goderci un po’ di cioccolato?

LA NATURA NEL GOLFO

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