La prefetto Pantalone relaziona all’antimafia. Ma il contenuto delle rivelazioni è top secret.
Tra i 27 comuni che la prefettura di Napoli sta monitorando nell’ambito dei rapporti tra i politici (ma sarebbe meglio dire i politicanti) locali e i clan della camorra ci sono anche quelli di Acerra e di Casalnuovo. Due comuni che storicamente hanno vissuto una storia amministrativo-delinquenziale intrecciata, non foss’altro che per il fatto che sono confinanti. Intanto Acerra e Casalnuovo compaiono in cima alla black list della collusione mafiosa, in buona compagnia con Nola, Torre Annunziata e Giugliano, vale a dire con il gotha della “camurria” napoletana. Nei prossimi giorni sarà possibile vederci più chiaro. C’è chi si sta già adoperando affinché i contenuti del rapporto presentato da Pantalone divengano pubblici. Una storia tormentata. Il comune di Acerra è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche nel 1993. Quello di Casalnuovo nel 2007. Da allora nei rispettivi consigli comunali si sono succedute o sempre le stesse persone oppure i loro parenti ed amici. Ma non si sa fino a che punto la prefetto Pantalone voglia spingersi. In realtà la situazione di tutto l’hinterland napoletano richiederebbe lo scioglimento costante degli organi elettivi in tutti i centri dell’area metropolitana, per un numero ben superiore a quello elencato dalla prefetto. E’ una situazione da incubo che soltanto la soppressione delle municipalità locali potrebbe risolvere. Municipalità che dovrebbero quindi diventare altrettanti quartieri di Napoli: l’unico modo per togliere ai politici camorristi la possibilità di controllare il voto persona per persona. Come invece avviene ancora adesso.
(Fonte foto: rete internet)



