San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Ottaviano: controlli dei carabinieri per igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro e contro il lavoro nero

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Servizi dei carabinieri per contrastare violazioni in materia di sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro, il lavoro sommerso e la raccolta o lo smaltimento di rifiuti illeciti sono stati effettuati dai carabinieri della compagnia di torre annunziata coadiuvati da personale dell’ASL NA3 Sud e dell’ispettorato del lavoro. A San Giuseppe Vesuviano è stato denunciato il titolare 54enne di una attività per la torrefazione di caffè, ritenuto responsabile di violazioni penali in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. All’uomo sono state comminate sanzioni amministrative per 30.000 euro. A Terzigno, è stata denunciata la titolare 31enne di un opificio tessile del luogo resasi responsabile di violazioni penali in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e di sfruttamento di manodopera clandestina. I carabinieri della stazione di Terzigno le hanno sospeso l’attività imprenditoriale perché hanno trovato al lavoro 4 lavoratori “a nero” originari del Bangladesh sprovvisti di permesso di soggiorno. Ad Ottaviano, è stato denunciato il titolare 29enne di un opificio tessile per violazioni penali in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, sfruttamento di manodopera clandestina nonché, mancanza dei formulari per la raccolta e smaltimento dei rifiuti. I carabinieri della stazione di Ottaviano gli hanno sospeso l’attività imprenditoriale perché hanno trovato 7 lavoratori “a nero” originari del Bangladesh sprovvisti di permesso di soggiorno. Denunciato anche l’amministratore 41enne di una ditta di ecologia dedita allo smaltimento di rifiuti speciali per inquinamento ambientale e per attività di gestione di rifiuti non autorizzata in fase di stoccaggio. I carabinieri della stazione di Ottaviano nel corso di attività investigativa hanno accertato che gli operai della ditta dopo aver prelevato rifiuti speciali liquidi (fanghi delle fosse settiche) li smaltivano illegalmente senza emettere il formulario dei rifiuti, omettendo di aggiornare il registro di carico e scarico. (Fonte foto: rete internet)

Il patrimonio immateriale Unesco come i beni materiali:  c’è l’ok della Camera

Proposte di legge bipartisan firmate da Paolo Russo ed Alessandro Mazzoli votate in sede legislativa dalla commissione Cultura. Il patrimonio immateriale dell’umanità come i beni materiali Unesco. Da oggi una legge, che ora passerà all’esame del Senato, li tutela e gli accorda risorse proprio come accade per siti e monumenti. Il provvedimento é stato approvato oggi in sede legislativa dalla commissione Cultura della Camera, presieduta da Flavia Piccoli Nardelli. La misura é il frutto di un testo unificato nel quale sono confluite due proposte di legge analoghe che hanno avuto come primi firmatari  l’una il parlamentare di Forza Italia Paolo Russo e l’altra il deputato del Pd Alessandro Mazzoli. In una conferenza stampa organizzata alla Camera dei deputati la presentazione dell’iniziativa che riguarda i sei beni immateriali iscritti nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco: l’opera dei pupi siciliani, l’arte del violino di Cremona, la dieta mediterranea, la vite ad alberello di Pantelleria, il canto a tenore dei pastori sardi e la rete delle macchine a spalla italiane con i Gigli di Nola, la macchina di Santa Rosa di Viterbo, la varia di Palmi calabro, i candelieri di Sassari. “Una norma importante – ha sottolineato Paolo Russo – che è stata costruita dal basso quando, a cominciare dal 2014,  con il collega Beppe Fioroni poi  cominciammo un percorso che ha sempre trovato grande disponibilità da parte di tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Adesso, grazie alla rara sensibilità della presidente della commissione Cultura Flavia Piccoli Nardelli, della relatrice Giulia Narduolo ed all’appoggio di tutti abbiamo scritto una bella pagina che ratifica la qualità del lavoro del Parlamento e che valorizza le nostre radici e la nostra storia”. (Fonte foto: rete internet)

Palma Campania: lavoratore senza stipendio accanto ai biogas. Con una bottiglia di benzina…

La protesta di un operaio del Consorzio Unico di Bacino. Senza stipendio da 49 mesi.  Giuseppe Perillo, 52 anni, di Somma Vesuviana si è barricato stamattina sul tetto di un edificio della discarica “Pirucchi”, a Palma Campania. L’operaio del Consorzio Unico di Bacino, senza stipendio da 49 mesi, come tutti gli oltre 600 colleghi dell’ente in liquidazione, ha portato con sé una bottiglia di benzina e si è piazzato accanto al collettore del biogas. Si è creata dunque una situazione molto pericolosa. Ma a un certo punto, nel primo pomeriggio, Perillo ha avuto un malore e i suoi colleghi lo hanno persuaso a scendere. Francesco Ciniglio, di Ottaviano, un altro operaio del CUB, lo ha accompagnato al pronto soccorso per le cure del caso. Ora Giuseppe sta meglio. Ma la situazione degli addetti CUB resta tremenda. Sono state fatte varie leggi regionali e norme del momento che però non sono servite a nulla. I soldi non sono più tornati nelle tasche di questa manodopera tuttora utilizzata dalla Città Metropolitana per svolgere mansioni all’interno delle varie discariche napoletane sorte con le emergenze rifiuti.

Parco pubblico di Pomigliano: al via il restyling del laghetto

Gli animali che popolano l’invaso saranno provvisoriamente affidati a un ricovero specializzato. Sta per iniziare la ristrutturazione del laghetto artificiale del parco pubblico di Pomigliano. La ditta che si è aggiudicata l’appalto dei lavori di restyling trasformerà completamente il volto di un impianto che è stato finora uno dei principali problemi strutturali del grande spazio urbano verde ed attrezzato, l’unico di queste dimensioni in tutta la provincia di Napoli.  Operazioni complesse. Prima che il laghetto venga prosciugato tutta la fauna che lo popola sarà catturata e quindi messa al sicuro in un ricovero specializzato, questo almeno stando al comunicato del comune. A quel punto la ditta darà il via alla nuova impermeabilizzazione del fondo sforacchiato ( cosa che ha determinato pericolosi dissesti idrogeologici )  e provvederà all’installazione di un impianto in grado di ossigenare l’acqua, creando dunque un ricambio finalmente accettabile. Non è finita. Il restyling prevede anche la realizzazione di due pergolati con annesse panchine su entrambi i moletti di cemento che si protendono nel lago nonché di un nuovo sistema di illuminazione alimentato con i pannelli solari.  

Nola. Giunta comunale, via libera alla terza quota rosa

È di qualche giorno fa lo scambio di deleghe tra gli assessori Cutolo e De Stefano nella giunta Biancardi che lascia libera a un eventuale nuova nomina la delega alle politiche sociali. Scambio di deleghe in giunta comunale. Se infatti tarda ad arrivare il terzo assessore donna, che andrebbe a regolarizzare la questione quote rosa per l’esecutivo di Biancardi, qualcosa cambia nello scacchiere delle competenze politiche. Gli assessori interessati da questa sorta di rimpasto sono Michele Cutolo e Carmela De Stefano, entrambi eletti in quota Pdl. Cutolo, già assessore ai servizi sociali e alle politiche giovanili nella passata amministrazione Biancardi, perde le deleghe in questione e assume quella all’annona e al commercio, contestualmente revocate a Carmela De Stefano. De Stefano, che con Cinzia Trinchese detiene la rappresentanza del gentil sesso in giunta, mantiene le deleghe alle Pari Opportunità, allo Sport e ai Rapporti con le Associazioni. Lo scambio è stato ufficializzato con due decreti sindacali lo scorso 28 aprile e lascia al momento fuori dal valzer delle deleghe quella alle politiche sociali, probabilmente quella destinata alla tanto attesa terza donna della giunta comunale, che attualmente continua ad essere composta da un numero di cinque assessori maschi, Michele Cutolo, Enzo De Lucia, Luciano Parisi, Antonio Manzi e Roberto De Luca, e dalle sole De Stefano e Trinchese come donne.

Somma Vesuviana, grande successo per la mostra degli artisti D’Ambrosio e Tirelli al Summarte

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I visitatori hanno potuto spaziare tra la pittura e la scultura, in una continuità dello spazio dedicato ai due autori.   Si è conclusa con un bilancio largamente positivo la mostra degli artisti Diana D’Ambrosio e Franco Tirelli, aperta il primo aprile e chiusa l’altro giorno nel “Teatro Summarte, in via Roma a Somma Vesuviana. Il bilancio di pubblico è stato lusinghiero per i due artisti impegnati da anni nella ricerca di nuove forme artistiche ed espressive. I visitatori hanno potuto spaziare tra la pittura e la scultura, in una continuità dello spazio dedicato ai due autori. Ad occuparsi di scultura è in particolare Diana D’Ambrosio, che nel suo percorso di crescita è partita dagli anni degli studi accademici, con opere figurative ancestrali, accostandosi poi più di recente all’utilizzo di materiali poveri, quali tufo, ferro, pietra e plexiglass. In lei si avverte il bisogno di sperimentare materiali eterocliti e diversi tra loro, prescelti per le vibrazioni della materia. La parte relativa alla pittura è stata invece affidata a Franco Tirelli, che si caratterizza per i forti transiti tumultuosi nel mondo del colore. Gli squarci cromatici sulle tele informali rimandano al mondo della cronaca, della passione e della carne. Rimangono talvolta filamenti nella sua pittura che ne segnano il complesso iter espressivo. Non è la prima volta che i due artisti organizzano insieme una mostra: negli anni scorsi il loro sodalizio si è già espresso in un cammino comune, caratterizzato comunque da grandi riscontri da parte del pubblico.

Una balenottera fa capolino a largo di Ischia

Le acque del Golfo di Napoli continuano a riservare sorprese. Dopo il cucciolo di balenottera avvistato un mese fa – il 7 aprile – nel porticciolo di Nisida, nelle acque di Ischia spunta un’altra balenottera comune (Balaenoptera physalus). È un adulto di circa 24 metri di lunghezza, per 60-80 tonnellate di peso. Un gigante marino che si è lasciato ammirare proprio nel tratto di mare antistante il promontorio di Sant’Angelo d’Ischia, in piena Area marina protetta “Regno di Nettuno”.

Un avvistamento raro, ma non certo unico: fortunatamente nelle acque di Ischia e del Golfo di Napoli le balenottere comuni si possono osservare con una certa regolarità. Questi cetacei sono infatti parte della ricca comunità di cetacei presenti in Campania, insieme a capodogli, stenelle, tursiopi, grampi e delfini comuni. Ultima arrivata, in via del tutto eccezionale, una megattera. Merito della presenza, tra le isole di Ischia e Ventotene, del canyon di Cuma, una profonda valle sottomarina che costituisce un luogo privilegiato di passaggio e di alimentazione per questi esemplari.

Tutte queste specie sono inserite nella lista rossa dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) perché minacciate dall’inquinamento dei mari, dalle collisioni con i mezzi navali e dal rumore prodotto da navi e dagli air gun utilizzati per le prospezioni geologiche.

Per questo, da 25 anni, la onlus Oceanomare Delphis promuove programmi di educazione e conservazione dei cetacei e della biodiversità marina. L’isola di Ischia è infatti il sito di partenza del Jean Gab, il veliero laboratorio della Onlus, che per il progetto Ischia Dolphin Project ha percorso, solo nel 2015, un totale di 4.044 chilometri in mare, in 662 ore di attività e di monitoraggio. Uno sforzo di campo che ha fruttato ben sessanta avvistamenti di cetacei, tutti schedati e identificati.

Somma Vesuviana, Nunzia Schiano al teatro Summarte

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Nunzia Schiano è in scena il 6 maggio al Summarte. Il divertimento è assicurato, ma anche una buona dose di riflessioni da portarsi a casa.

Mille volti di donna, tra musica e teatro. Al Summarte di Somma Vesuviana , arriva Nunzia Schiano in scena il 6 maggio con “Fémmene”, regia di Niko Mucci. Uno spettacolo nato dai testi di Myriam Lattanzio e tratti da “Nostra signora dei friarielli” di Anna Mazza. La storia da spazio all’ animo femminile. C’è la signora pettegola ed intrigante, la colf con problemi familiari, la ragazza di Scampia e la madre di un giovane teppista ucciso e poi c’è anche lei, la “signora dei friarielli”. Questa è una madre dedita alla cucina della “sublime” verdura. Ha piccole certezze che si distruggono una dopo l’altra a causa delle rivelazioni della figlia, della sorella e del figlio. Rivelazioni che vengono fuori, mentre si mangia insieme la nota verdura della tradizione napoletana.

Il divertimento è assicurato, ma anche una buona dose di riflessioni da portarsi a casa.

Sul palcoscenico, dunque, la bravissima Nunzia Schiano, perno principale dei racconti, Myriam Lattanzio, che esprimerà tutto dell’animo delle donne del sud, che hanno una vita più sofferta, reinterpretando le canzoni di Chavela Vargas, Mercedes Sosa, Violeta Parra, Consuelo Velasquèz. Una voce incantevole accompagnata dalla chitarra di Edo Puccini e dalla fisarmonica di Vittorio Cataldi.

Caivano. Nei disegni di Fortuna i segni della violenza

L’avvocato Angelo Pisani, legale dei nonni e del padre della piccola Fortuna. “Siamo solo alla prima pagina di un libro di orrore, violenza, degrado e criminalità mai  letto prima”   Disegna e cancella con insistenza figure femminili, come fossero una minaccia per lei. Disegna finestre con le sbarre, case senza porte, inaccessibili. E poi disegna case con due porte, che indicano la paura della separazione, il ricatto, la necessità di farle mantenere il segreto. Manifestava così il suo malessere Fortuna Loffredo, la bimba uccisa il 24 giugno del 2014, nel Parco Verde di Caivano (Napoli). E dalle risultanze delle analisi eseguite dalla grafologa Sara Cordella, incaricata della lettura dei disegni per le indagini difensive sulla tragedia (di cui hanno riferito organi di stampa), emerge che Chicca, nei suoi disegni, parla, comunica. Quando usa i pennarelli nel palazzo dove vive, a casa con le amichette, sceglie colori vivaci e con un tratto marcato. Carichi di rabbia, eccitazione, aggressività, secondo il perito di parte. Sul suo corpicino, durante l’autopsia, sono emersi i segni di violenze sessuali reiterate che la piccola, secondo i magistrati della Procura di Napoli Nord, subiva da Raimondo Caputo, il vicino di casa accusato di averla violentata e uccisa lanciandola dall’ottavo piano del palazzo dove abitava. Dopo la sua morte, che all’inizio sembrava fosse accidentale, l’avvocato Angelo Pisani, legale dei nonni e del padre della bambina, e il pm Federico Bisceglia, che si stava occupando del caso, deceduto in un incidente stradale qualche mese dopo, avviano una serie di perizie sui quaderni e i disegni di Fortuna, che nel Parco verde chiamavano Chicca, consapevoli che è proprio quella la più genuina forma di comunicazione dei sentimenti dei bambini. Inquietanti interrogativi sul palazzo degli orrori del comune napoletano sono infatti ancora da chiarire. Ed è per questo che è stata infatti chiesta la riesumazione del corpo del piccolo Antonio Giglio, morto a 4 anni il 27 aprile 2013 nello stesso modo, e nello stesso stabile, in cui un anno dopo è morta Fortuna. La giustizia deve “Arrestare tutti’ i responsabili”, ha detto l’avvocato Angelo Pisani, legale dei nonni e del padre della piccola Fortuna. “Siamo solo alla prima pagina di un libro di orrore, violenza, degrado e criminalità mai  letto prima” Pisani dice poi di non credere al fatto che l’omicidio di Fortuna abbia come unico responsabile. Dunque l’indagine si potrebbe allargare ad altri inquilini di quello che viene definito il ‘palazzo dell’orrore’. Iscritti nel registro della Procura i due inquilini cui sono stati contestati i reati di false dichiarazioni al pm e favoreggiamento, per aver depistato le indagini sin dai primi momenti successivi alla morte di Fortuna. Due aspetti dell’inchiesta strettamente collegati, perché – secondo gli inquirenti – è probabile che qualche altro residente nel palazzo abbia fatto qualcosa di più che sviare le indagini. (Fonte foto: rete internet)

Portici, San Sebastiano al Vesuvio e Cercola: servizi dei carabinieri contro lavoro nero e per la sicurezza sui luoghi di lavoro

Servizio dei carabinieri della compagnia di Torre del Greco a Portici, San Sebastiano al Vesuvio e Cercola, per il contrasto al lavoro sommerso e per la verifica del rispetto della normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. In un cantiere edile per la ristrutturazione di un immobile privato in Via Madonna della Salute a portici i carabinieri della locale Stazione e personale del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Napoli hanno denunciato in stato di libertà il titolare 40enne della ditta edile che non aveva inviato i lavoratori alla preventiva visita medica per l’idoneità alla mansione e non aveva formato in materia di sicurezza sul lavoro i lavoratori impiegati. Contestate anche violazioni in materia di lavoro nero, essendo stata riscontrata la presenza di 3 operai irregolari, il 100% degli impiegati, circostanza che ha comportato la sospensione dell’attività imprenditoriale. A San Sebastiano al Vesuvio i carabinieri della locale Stazione e personale del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Napoli hanno controllato un centro scommesse in Via Capasso di proprietà di un 46enne del luogo. contestata la violazione prevista dall’avere impiegato un lavoratore “a nero”. A Cercola i carabinieri della locale Tenenza hanno denunciato la proprietaria 42enne di una macelleria ritenuta responsabile di commercio e trasporto di carne in cattivo stato di conservazione. Gli Operanti hanno accertato che la predetta impiegava il figlio 17enne (che in sella a uno scooter senza patente di guida, senza copertura assicurativa e senza casco effettuava consegne a domicilio di carne su veicolo non idoneo e senza le prescritte autorizzazioni igienico-sanitarie). (Fonte foto: rete internet)