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Mariglianella: incendio in impresa, muore un operaio
Fiamme domate da vigili del fuoco. In corso indagini carabinieri.
Un operaio è morto nel pomeriggio a Mariglianella, nell’azienda l’azienda “Menichini Industriale e Navale srl”, specializzata nella realizzazione di carrelli elevatori, a causa di un incendio. Le fiamme, scoppiate per cause in corso di accertamento in uno dei locali dello stabile che ospita l’impresa, sono state domate dai vigili del fuoco. Sull’accaduto indagano i carabinieri della vicina Brusciano. (Fonte foto: rete internet)La pioggia di maggio e il secondo posto ancora incerto: storie di straordinaria ingiustizia
Fondi europei al Sud: che fatica spenderli!
Possibile che mentre il premier gira il Mezzogiorno a firmare patti di sviluppo e inaugurare opere, in Europa continuino a classificarci come colpevoli ritardatati ? Ritardatari e incapaci di spendere i soldi che ci arrivano. Di fare in fretta le cose che si possono fare, creare nuovi posti di lavoro, sistemare l’ambiente e dare lavoro ai giovani. L’Italia nelle prossime settimane rischia di perdere una bella fetta di fondi europei 2007-2013 . Per l’esattezza 9,3 miliardi di euro non ancora certificati , come invece previsto dalle severe procedure dell’Unione. E avremmo dovuto imparare la lezione, perché non è il primo ciclo di finanziamenti che ci vede inadempienti. Nei passati cinque anni ci sono stati assegnati 46,4 miliardi, ma ne abbiamo rendicontato solo 37 : poco meno dell’80 per cento. L’ultima bacchettata l’ha data la CGIA di Mestre che ha studiato il fenomeno e reso pubblici dati così poco edificanti. La massa di risorse è calata su tutta la Penisola, ma il buco più grande sta in Campania e Sicilia. Sono le Regioni con più difficoltà a dare concretezza a progetti e piani a lungo elaborati. Piani che prima di essere ammessi a beneficiare dei fondi europei, entrare a far parte di Por o Pon, hanno dovuto superare una seria selezione. Campania e Sicilia da sole toccano il record negativo del 54 per cento di fondi a disposizione non certificati. In Campania mancano 1,6 miliardi, in Sicilia 1,9 . Non siamo nemmeno capaci di amministrare i nostri soldi. Ogni italiano versa all’Unione Europea mediamente 970 euro all’anno. Meno di altri Paesi che ne sborsano dai 2000 ai 4000 euro procapite e finiscono per pesare di più nelle scelte politiche. Ma l’Ue ha avuto bisogno dei nostri soldi, dell’apporto di oltre 210 miliardi tra il 2000 e il 2014. Ce ne sono stati restituiti 151,6 sotto forme di incentivi e il saldo economico è stato positivo. Se fossimo più attenti a queste cifre non sconteremmo certo la pena di dover restituire soldi preziosi. Il governo cerca di accelerare la ripresa nelle zone depresse ,ma è inconcepibile – come dicono gli analisti CGIA – che di fronte alle difficoltà del Mezzogiorno, a migliaia di disoccupati , di giovani in cerca di occupazione , si lasci a Bruxelles qualche miliardo di euro per l’ignavia o l’incapacità delle burocrazie regionali a portare a casa queste risorse. Sconforta sapere che i settori su cui concentrare questi soldi sono stati a lungo dibattuti – ambiente, turismo, infrastrutture, energia, smart city – approvati dalle Regioni e dal governo. I piagnistei non piacciono a Renzi ed ha ragione. Rileggiamo l’ultimo Rapporto Svimez e ci ricordiamo che il pil procapite delle Regioni del Mezzogiorno è ancora meno della metà di quelle del Centro Nord. Non lo facciamo sapere a Bruxelles.****
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