Mariglianella. Il consigliere Esposito (M5S): “In consiglio comunale riconsegnata l’acqua pubblica nelle mani dei privati
Respinto in consiglio comunale l’emendamento sull’acqua pubblica: le accuse del consigliere pentastelalto Leopoldo Espsoito
In Consiglio Comunale del 27 Aprile 2016 con l’Adesione all’Ente Idrico Campano (EIC) ai sensi dell’art.21 L.R. 15/2015, praticamente HANNO RICONSEGNATO l’acqua pubblica nelle mani dei PRIVATI!
Abbiamo da sempre avuto una posizione diametralmente opposta sull’acqua, dalla campagna referendaria del 2011 che ci ha visti impegnati in prima linea con raccolta firme, gazebo, volantinaggio e campagne di informazione e sensibilizzazione. I cittadini votarono per l’acqua pubblica e questa e la scorsa amministrazione comunale vanno nella direzione completamente opposta, vedi il voto favorevole del nostro sindaco a favore degli aumenti tariffari, vedi il voto favorevole per le “famose” bollette del “Recupero Partite Pregresse” mediante delega al Sig. Cimitile, vedi il rifiuto netto da parte del nostro sindaco di aderire alla Rete dei Sindaci per uscire dalla GORI S.pA., ecc..
MA SI PERSEVERA…
Con grande amarezza vi comunico che l’emendamento presentato sull’approvazione dello Statuto dell’Ente idrico Campano, presentato in Consiglio Comunale non è stato neanche preso in considerazione! Volevamo chiedere al Sindaco di Mariglianella di assumere l’impegno a promuovere la gestione pubblica dell’acqua per affidare la gestione del Servizio Idrico Integrato unicamente ad Enti di diritto pubblico, quali aziende speciali o aziende speciali consortili come previsto dall’articoli 113 e dall’articolo 114 del TUEL.
Un emendamento che, inoltre, riconosceva: 1. il DIRITTO umano all’acqua, l’accesso all’acqua quale diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua quale BENE COMUNE; 2. Il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, le cui gestione va attuata attraverso gli art.31 e 114 del D.Lgs n.267/2000 (TUEL).
La loro risposta: “È solo una Presa d’Atto, non possiamo emendare nulla”.
Una scelta, la loro, che accentra i poteri decisionali nelle mani di pochi, nelle mani della E.I.C, allontanando e annullando completamente il potere dei sindaci e di partecipazione da parte dei cittadini. Tutto nelle mani delle lobby…!!!
Secondo loro, io sono un demagogo. Beh, se demagogo significa difendere un bene comune quale è l’acqua, allora sono FIERO di essere un DEMAGOG! Il mio voto: NO! Il M5S Mariglianella vota: NO!
– NO: perché l’acqua appartiene a TUTTI;
– NO: perché per l’ennesima volta ribadiamo e vogliamo un progetto di riordino ispirato alla pubblicizzazione del servizio idrico e alla partecipazione dei cittadini;
– NO: perché dovrebbero essere garantiti almeno 50 litri di acqua quale diritto alla vita, all’igiene e alla salute;
– NO: perché vogliamo che le competenze assegnate all’EIC devono invece essere affidate alle assemblee dei sindaci;
– NO: perché vorremmo che la legge rendesse alla gestione pubblica e quindi qualora non possa prevedere da subito la ripublicizzazione del servizio, prevedesse, già all’atto della sua stesura, le modalità di uscita dalla gestione privata, agevole sul piano burocratico ed economico.
Il #M5S non si arrende!
L’acqua DEVE tornare ad essere un Bene Comune e non un business per pochi e per le lobby degli amici!
Arch. Leopoldo Esposito
Consigliere Comunale M5S Mariglianella
Somma Vesuviana, lettera in redazione: “il tombino di via Auriemma icona di un’agonia”
Un lettore ci scrive per il tombino “ballerino” a cinque metri dagli uffici comunali. Un simbolo, a suo parere, di un’incuria dilagante
Il simbolo di Somma Vesuviana è tutto in questa foto in via Gino Auriemma. Simbolo di decadenza e oblio. Di rassegnazione e degrado. Da due mesi questa transenna che circonda un tombino, probabilmente ballerino, si trova a cinque metri dagli uffici comunali ed altrettanti dal comando dei Vigili Urbani. Ed ovviamente nessuno si pone il problema. Chissà quante volte sindaco, assessori, consiglieri, tecnici, l’hanno visto e rivisto ma senza domandarsi: forse è il caso di riparare il tombino e togliere questa transenna che ostacola il traffico. Macchè le miserie di questo paese sono ormai arrivate ad un punto di non ritorno. Melanconicamente si avvia verso il tramonto e la classe politica appare inerte di fronte ad un destino ripiegato su stesso.
Se questo è un paese (e non appaia irriverente l’accostamento con Se questo è uomo), allora anche per noi la tragedia è vicina. E non si tratta solo di cattiva amministrazione ( almeno uno saprebbe con chi prendersela), ma di assoluta incapacità di mettersi a disposizione della collettività, di rapportarsi coi cittadini, di servirli almeno nelle cose essenziali. E se per due mesi nessuno vede una transenna in una strada in pieno centro, adiacente al comune addirittura, una cosa da niente insomma, figuriamoci cosa devono essere le periferie.
La città mostra un evidente stato di abbandono, va avanti per inerzia, senza che ci sia la presenza dello Stato nelle sue ramificazioni più elementari. Anche solo per far rispettare le regole più semplici. Un paese anarchico e invertebrato, che si imbelletta in occasione di feste e sagre, ma che dietro la maschera nasconde, diciamoci la verità, una modesta classe politica. Adusa solo a giochi di danza, ad entro ed esco dalla maggioranza, voglio questo e voglio quello, senza capacità progettuale, privi disegni programmatici, di idee e, perchè no, di sogni. Già siamo diventato un paese che non sogna. Si addormenta per disperazione per non vedere gli scempi quotidiani. Per non vedere una transenna su un tombino diventata l’icona di un’agonia.
S.Piccolo
Palma Campania, la Guardia di Finanza smaschera falso dentista
L’ odontotecnico era privo di qualsiasi abilitazione universitaria all’esercizio della professione e non aveva presentato le dichiarazioni dei redditi dal 2010
Un falso dentista che operava in uno studio di Palma Campania è stato scoperto dagli uomini della Guardia di Finanza. I militari hanno individuato un giovane odontotecnico privo di qualsiasi abilitazione universitaria all’esercizio della professione. Le Fiamme Gialle, nel corso della perquisizione dei locali, carenti peraltro di ogni cautela igienico sanitaria, hanno trovato diversi medicinali, tra i quali anestetici, fili per sutura chirurgica e strumenti tipici per la cura e l’estrazione dei denti, oltre a numerosi referti clinici ‘odontoiatrici’. Il falso dentista è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Nola ed è anche risultato completamente sconosciuto al Fisco per non aver presentato le dichiarazioni dei redditi dal 2010.
(Fonte foto: rete internet)
“Maggio dell’Arte”: da Avella a Lauro in rete per promuovere il patrimonio culturale nolano
Quattro week end con proposte di visite guidate dal sabato mattina alla domenica pomeriggio in cinque diversi centri dell’area nolana.
Da Avella a Lauro, passando per Cimitile e per Pernosano, facendo tappa a Nola. È l’itinerario condiviso da Fondazione Avella Città d’Arte, Laboratorio di ricerche medievali Èmile Bertaux, Nuvla onlus, Pro Loco Cimitile, Pro Lauro, Pro Loco Nola per questo mese di maggio. Quattro week end con proposte di visite guidate dal sabato mattina alla domenica pomeriggio in cinque diversi centri dell’area nolana, con i volontari e i professionisti delle associazioni del territorio uniti per far conoscere il patrimonio culturale locale attraverso una soluzione unica, valida per tutto il mese in ciascuno dei centri interessati dall’iniziativa.
A partire da sabato 7 fino a domenica 29 maggio sarà possibile ritirare una card presso ciascuno dei partner coinvolti, con cui ogni visitatore potrà essere accompagnato alla scoperta del complesso di Santa Maria Assunta in Pernosano – Pago del Vallo di Lauro (AV), delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile (NA), del Castello Lancellotti a Lauro (NA), del centro storico e del Museo Archeologico di Nola (NA), dei maggiori monumenti di Avella (AV), secondo il programma stabilito. Oltre alle visite guidate, ci saranno poi una serie di eventi e manifestazioni curate dalle singole associazioni, tra cui spicca la collaborazione con il risto-bistrò culturale La Festa dei Folli, che andranno ad arricchire il congiunto “Maggio dell’Arte” con proposte pensate per offrire momenti di svago e di intrattenimento per tutti.
Il programma completo del “Maggio dell’Arte” è disponibile presso le sedi delle diverse associazioni ed è consultabile, oltre che sulle pagine facebook di riferimento, anche sui seguenti portali: fondazioneavellacittadarte.it, prolauro.it, proloconola.it, unit.nuvla.it.
Il programma completo del “Maggio dell’Arte” è disponibile presso le sedi delle diverse associazioni ed è consultabile, oltre che sulle pagine facebook di riferimento, anche sui seguenti portali: fondazioneavellacittadarte.it, prolauro.it, proloconola.it, unit.nuvla.it.
Bocciatura dell’intesa Almaviva: i commenti dei sindacalisti campani
Anche nella sede di Napoli il no ha stravinto.
Negli uffici del call center di via Brin, a Napoli, i no all’ipotesi di accordo raggiunta tra azienda e sindacati, la scorsa settimana, hanno toccato quota 543. 93 sono stati i si: davvero pochini. Non si sono espressi invece 233 lavoratori. E pure quest’ultimo è un segnale della confusione che si è sviluppata attorno alla “quadra” in un primo momento trovata nel tentativo di scongiurare i 400 licenziamenti a Napoli e gli altri ben 2590 che rischiano di abbattersi sulle sedi di Palermo e di Roma. Intanto sulla situazione sono intervenuti i dirigenti sindacali della Campania di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom. Ecco che cosa hanno detto ieri sera.
Alessandra Tommasini, segretaria regionale della Slc Cgil e Osvaldo Barba, segretario della Slc Cgil di Napoli e provincia: “Le nostre strutture a seguito dei passaggi assembleari sono impegnate a mantenere il mandato acquisito dalle lavoratrici e dai lavoratori di una trattativa ad oltranza che comporti il ritiro dei 400 licenziamenti su Napoli, un piano di rilancio ed il mantenimento delle prospettive del sito e dei lavoratori stessi.Fermo restando la posizione espressa durante i passaggi assembleari tenutisi in tutte le sedi dalla maggioranza dei lavoratori in merito alle linee guida tracciate nel comunicato nazionale, i lavoratori e le lavoratrici del sito partenopeo hanno confermato alle segreterie territoriali e regionali e alle Rsu il mandato a continuare la trattativa sul futuro del sito di Napoli e sul ritiro dei 400 licenziamenti. Riteniamo inoltre che il Mise debba, in nuovo incontro, creare tutte le condizione per un accordo che consenta alle parti sociali di affrontare definitivamente le problematiche del gruppo Almaviva”.
Salvatore Topo, segretario regionale della Fistel-Cisl: “Intanto dobbiamo responsabilmente prendere atto del risultato del referendum, nonostante la netta affermazione del no. Dobbiamo almeno tentare di agire nuovamente sull’azienda e sul governo affinché le parti si rimettano ad un tavolo e si riprovi a sistemare i termini della bozza di accordo bocciata. A ogni modo questo risultato referendario non lo ritengo una bocciatura per tutti i soggetti che in questo mese hanno cercato di negoziare una soluzione nel tentativo di cercare di evitare i licenziamenti: non ci dobbiamo scoraggiare. Sicuramente molte valutazioni sono state fatte di pancia. L’azienda da parte sua ipotizzando anche un peggioramento della situazione, che sicuramente in questi giorni si sta verificando, ha la possibilità di rimettere al centro della discussione la messa in sicurezza del lavoro, con conseguenti benefici per il quadro economico”.
Massimo Taglialatela, segretario regionale della Uilcom-Campania: “Si sono voluti accelerare i tempi per una soluzione rapida della vicenda. Invece per la sua complessità questa vertenza necessitava di maggiori approfondimenti e soprattutto si dovevano prospettare altre determinazioni. Sostanzialmente si richiedeva alle parti di confermare per altri sei mesi le condizioni attuali, al limite con un inasprimento da parte aziendale che avrebbe applicato le regole di solidarietà con modalità più rigide. Ma in questo caso i lavoratori avrebbero continuato a sacrificarsi senza alcuna contropartita, mentre non risultava nessun impegno concreto da parte dell’azienda e soprattutto da parte del governo. Riconosco comunque alla senatrice Bellanova il suo fattivo impegno personale ma non bisogna dimenticare che per noti motivi il governo è senza il ministro titolare dello sviluppo economico affidato ad interim. Il governo, quindi deve dare seguito all’applicazione delle clausole sociali, dare ordine alle procedure di appalto per debellare il fenomeno delle gare al massimo ribasso e deve assolutamente disincentivare le delocalizzazioni. Esistono infatti già regole e leggi per cui ci vuole soltanto la volontà politica per farle applicare, individuando così sanzioni certe con penalizzazioni. Nel frattempo dopo il no dei lavoratori si ritorna a Roma per avviare nuovamente il confronto con azienda e governo”.
Oggi i sindacati comunicheranno via fax all’azienda il risultato del referendum. Corre voce che Almaviva prenderà una decisione la prossima settimana. Se dovesse riaprire i termini della procedura di licenziamento la scadenza, considerata la sospensione di alcuni giorni, potrebbe essere fissata alla fine di giugno.
Sant’Anastasia, UICI istituisce un punto d’ascolto
L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, rappresentanza di Sant’Anastasia, istituisce un punto d’ascolto che prevede l’accoglienza dei Soci da parte di figure specializzate (psicologo,
assistente sociale, educatore professionale, ortottista, avvocato).
Questo sportello nasce con lo scopo non solo di trovare una soluzione ai problemi afferenti alla
disabilità visiva, quindi erogazione di servizi e assistenza, ma vuole, soprattutto, “prendersi cura”
degli aspetti emozionali, morali e psicologici del disabile, instaurando una sinergia che ben esula
dal semplice disbrigo di pratiche.
L’intera struttura organizzativa della rappresentanza Uici di Sant’Anastasia, si propone ai Soci e al
disabile visivo in genere, come punto di riferimento proponendo non solo nuovi servizi, ma anche
nuove forme di aggregazione e partecipazione sociale con il consolidamento dei valori umani.
Lo sportello sarà operativo a partire da LUNEDÌ 16 Maggio e TUTTI i LUNEDÌ dalle ore 15,30 alle ore 18.
Le consulenze saranno completamente GRATUITE!
Sede: Rappresentanza Uici, Via San Giuseppe 12, Sant’Anastasia (Na)
Per info.: 334 604 88 50
(Fonte foto: rete internet)
Fallisce il centro commerciale I Pini: oggi la serrata di lavoratori ed esercenti
Un crack da 16 milioni tra Casoria e Afragola: 160 posti a rischio.
Un altro centro commerciale in serio pericolo, altri posti di lavoro e attività produttive che rischiano di sparire. I 160 lavoratori del parco Commerciale “I Pini”, con in testa i 66 addetti del supermercato Crai, hanno infatti annunciato per stamattina una serrata drammatica. Chiuderanno per tutta la giornata supermercato e negozi perché il tribunale di Napoli Nord ha dichiarato il fallimento della società proprietaria delle attività del centro commerciale ubicato sulla statale sannitica, in una zona molto trafficata e popolata, al confine con l’abitato di Afragola. Intanto Gianni Romani, amministratore di Selezione Italiana, azienda che gestisce in fitto di ramo d’azienda il supermercato Crai, ieri ha fatto sapere che “il curatore fallimentare, il dottor Matera, vuole mettere al più presto all’asta il supermercato per cui entro il 24 maggio il curatore vuole che venga rescisso il contratto con Selezione Italiana e predisposto lo sgombero dei locali in vista dell’asta”. “Questo vuol dire – ha aggiunto Romani – che i lavoratori saranno licenziati e che il volano del parco commerciale I Pini, cioè il supermercato Crai, sarà chiuso”. In stato di allerta anche tutti gli altri 30 negozi della galleria con i relativi 90 addetti. Ieri lavoratori, Selezione Italiana e curatore fallimentare sono stati ricevuti dal commissario prefettizio del comune di Casoria, la vice prefetto Silvana Riccio. Dall’incontro non è scaturito nulla di positivo. Confermata, dunque, la serrata di stamane. “Non devono essere toccati i posti di lavoro – ha avvertito nel frattempo Mario Restucci, delegato della Flaica Cub nel supermercato Crai – i nostri diritti acquisiti, gli stipendi, i contratti e le turnazioni, vale a dire ciò che la curatela sta ora mettendo in discussione”. Il fallimento della società “Parco Commerciale I Pini srl”, della famiglia Credendino, ammonta a circa 16 milioni di euro. Danaro che difficilmente potrà essere recuperato. ” Con l’ingresso nel 2014 di Selezione Italiana – ha però replicato Romani – abbiamo assicurato ai creditori-fornitori pagamenti regolari e puntuali consolidando un tessuto economico importante”.
“I Gigli di Nola, patrimonio immateriale dell’umanità, come i beni materiali dell’Unesco.
Grazie alla nostra determinazione ed alla sensibilità delle forze politiche in Parlamento si è colmato un vuoto legislativo che penalizzava dal punto di vista della promozione economica i beni immateriali e quindi anche i Gigli di Nola.
Un altro tassello si aggiunge al percorso di valorizzazione della nostra città e delle nostre tradizioni. Le nostre spalle non solo sotto le macchine da festa ma sotto tutti i beni immateriali. Nuove occasioni anche per i giovani studenti della nostra città grazie alla legge appena varata”: così, in un post su Facebook, il sindaco di Nola Geremia Biancardi che ha partecipato alla conferenza stampa alla Camera nel corso della quale é stata annunciata l’approvazione, in sede legislativa da parte della commissione Cultura, della legge che equipara i beni immateriali tutelati dall’Unesco al patrimonio materiale.
La legge, che ora passerà al vaglio del Senato, é il frutto di un testo unificato dove sono confluite due proposte di legge analoghe: l’una del deputato FI Paolo Russo e l’altra del deputato Pd Alessandro Mazzoli.
Napoli: carabinieri arrestano Walter Mallo, elemento al vertice tra i giovani camorristi
Al vertice di uno dei più agguerriti gruppi di giovani camorristi in espansione nel capoluogo, arrestato la scorsa notte.
Nella notte i carabinieri della compagnia Napoli Vomero hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal g.i.p. di Napoli su richiesta della d.d.a. partenopea a carico di Walter Mallo e di altri 2 giovani, ritenuti il primo promotore dell’omonimo gruppo criminale e gli altri i suoi uomini di fiducia.
I 3 sono ritenuti responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso e di detenzione e porto illegale di armi, aggravate dall’aver agito per finalità mafiose.
Il provvedimento, emesso con urgenza, ha permesso di evitare il proseguire dello scontro armato fra gruppi criminali del capoluogo campano.
(Fonte foto: rete internet)
Rererendum AlmaviVa: stravince il no all’accordo salva posti. Si riaffaccia lo spettro dei licenziamenti
Anche nella sede di Napoli prevale la bocciatura del’intesa raggiunta la scorsa settimana.
Il risultato del referendum AlmavivA è di quelli col “botto”: la stragrande maggioranza dei lavoratori ha infatti detto no all’intesa salva posti raggiunta tra azienda e sindacati il 26 aprile scorso. Sconfessate dunque le indicazioni delle segreterie nazionali dei sindacati, che avevano sostanzialmente invitato i lavoratori a votare si. Dalle urne del referendum tenuto in questi giorni nei vari call center italiani della multinazionale stanno uscendo dati schiaccianti a favore della bocciatura di un’intesa che, ed il caso di sottolinearlo, è stata raggiunta all’Unione degli Industriali di Roma soltanto sotto forma di “impegno verbale”. Nessun testo scritto, quindi. Però il quesito referendario c’è stato lo stesso. Cosa che ha alimentato sconcerto e confusione tra le maestranze. Un quesito che ha puntato sul comunicato delle segreterie nazionali dei sindacati di categoria, stilato il giorno dopo l’esito del confronto della settimana scorsa presso Unindustria. All’interno del documento era stata sottolineata la necessità di traghettare questa fase difficile cogliendo “l’opportunità di evitare il ricorso ai licenziamenti”. Questo perché l’azienda si era impegnata a revocare la procedura di mobilità avviata per 2990 dei 7862 addetti del comparto italiano. Procedura che era già stata sospesa fino alla metà del prossimo settembre ma che con il no all’intesa rischia ora di essere riattivata. La sensazione dunque è che il sindacato stia uscendo con le ossa rotte da questa turbolenta fase della vertenza. Nelle sedi di Roma e di Milano si è già votato, l’altro ieri. A Roma su 1730 addetti si sono recati alle urne del referendum in 1276. Risultato: 1108 no e 176 si. A Milano, dove peraltro le condizioni dell’intesa erano molto più morbide, su 598 dipendenti hanno votato in 262: 206 no e 56 si. Determinante è risultato il voto di Palermo, la cui sede conta ben 3247 unità in organico. Qui il no ha superato il 90 %. Nella sede napoletana di Almaviva (868 addetti) il referendum si concluderà invece stasera. Ma pure nel call center partenopeo il no ha vinto. A ogni modo il dado è tratto. L’intesa appena bocciata, che prevedeva una maggiore flessibilità degli orari e la prosecuzione per sei mesi dei contratti di solidarietà a Napoli (35 %) e a Palermo e a Roma (45 %), puntava alla revoca della procedura di licenziamento per 920 addetti di Roma, 1670 di Palermo e 400 di Napoli. Da ora in poi, però, si navigherà a vista. Futuro più che incerto. “Non capisco il risultato che si sta delineando – commenta Salvatore Topo, segretario regionale della Fistel-Cisl Campania – in questo momento se dovessi scoprire che Almaviva sta bleffando allora inviterei tutti e tre i sindacati a non fare più accordi con questa azienda”. A Napoli si è parlato di una spaccatura nella Cgil. “Nessuna spaccatura – smentisce però Osvaldo Barba, segretario della Slc-Cgil partenopea – nel comunicato nazionale non si parla di Napoli ma i lavoratori ci hanno appena conferito il mandato a proseguire comunque la trattativa caratterizzandola in chiave territoriale”. “E’ stato un errore non aver sottoscritto un’ipotesi di accordo – conclude Massimo Tagliatela, segretario regionale della Uilcom – ed è stato un errore avere spinto per arrivare a una soluzione in tempi così rapidi: ora la situazione è estremamente complicata”.

