Sono state 4 le persone denunciate nella giornata di mercoledì, tra le 71 persone controllate ieri su tutto il territorio cittadino ad Acerra dalla polizia municipale, perché non hanno fornito “comprovate esigenze” per i loro spostamenti come stabilito dal DPCM “Io Resto a Casa”. Mentre nella sola mattina di oggi gli agenti della Polizia municipale hanno denunciato 3 persone per il mancato rispetto delle disposizioni emanate nel decreto del Governo, controllando le principali strade di accesso e nelle zone abitualmente più trafficate del territorio comunale.
Il DPCM “Io Resto a Casa” è stato adottato per fronteggiare l’emergenza coronavirus. I controlli da parte della polizia municipale di Acerra rivolti ad assicurare il rispetto delle disposizioni proseguiranno costanti.
Il Sindaco di Acerra Raffaele Lettieri ribadisce la necessità di rispettare le disposizioni emanate e di restare in casa a tutela della salute propria e di tutta la Comunità. Sono vietati gli spostamenti ad eccezione che per esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute. La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista dall’articolo 650 del Codice Penale: “Inosservanza di un provvedimento di un’autorità”, salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave.
Task force delle forze dell’ordine nell’hinterland partenopeo. Ancora controlli dei carabinieri del Comando provinciale di Napoli per garantire il rispetto del provvedimento governativo necessario ad arginare l’epidemia di Covid-19.
Due le persone denunciate nel quartiere napoletano Ponticelli: i titolari di un centro scommesse di via Principe di Napoli sono stati sorpresi in attività nonostante il divieto di apertura. A Villaricca i carabinieri hanno denunciato tre giovani di Marano perché sorpresi in un comune differente da quello di residenza senza un giustificato motivo. A San Giuseppe Vesuviano denunciato un imprenditore per non aver rispettato la norma che impone la chiusura dei ristoranti. Sei le persone denunciate a Ottaviano perché fuori dal comune di residenza senza valido motivo. Sette le persone denunciate a Giugliano: giocavano a calcio in via Colonne, nel parcheggio antistante la metropolitana. A Monteruscello, all’esterno di un bar regolarmente chiuso, tre persone sono state sorprese a giocare a carte. Invitati a compilare la prevista autocertificazione i tre si sono rifiutati e sono stati così denunciati. A Torre del Greco denunciato un 42enne di San Giorgio a Cremano, l’uomo non è stato in grado di fornire una spiegazione plausibile al suo spostamento.
(FONTE FOTO: RETE INTERNET)
Si allarga il contagio nel polo delle grandi fabbriche di Pomigliano. Dopo il caso del primo dipendente di un grande stabilimento italiano, un impiegato cinquantenne, residente a Pomigliano, dell’Avio Aero, ecco che spunta un nuovo contagiato, sempre nella stessa fabbrica aeronautica di proprietà dell’americana General Electric. Si tratta anche questa seconda volta di un impiegato. Lavora in un reparto distante da quello in cui è stato registrato il primo caso. Intanto l’azienda, da Torino, conferma: “C’è un secondo caso di Coronavirus nello stabilimento. Restano comunque intatte le nostre disposizioni: chiusura della fabbrica fino a lunedi e rientro martedi mattina di tutti i 1100 addetti dopo che avremo sanificato completamente l’intero impianto adottando ulteriori provvedimenti preventivi”. Martedi nell’Avio Aero dovranno fare rientro anche i 700 lavoratori dell’indotto. Ma la paura monta. Molti dipendenti dei grandi stabilimenti di Pomigliano non vogliono tornare al lavoro. Lo stanno scrivendo tutti i giorni sui social. La Fiat nel frattempo (4500 addetti), dopo aver chiuso anch’essa a causa di uno sciopero spontaneo dovuto ai timori da Coronavirus, è ugualmente in fase di sanificazione degli ambienti. Riaprirà lunedi. La Leonardo (3000 addetti) è invece rimasta sempre aperta. Ma qui tanti operai hanno presentato i certificati medici pur di non rischiare. C’è molta delusione nel polo di Pomigliano. L’altra sera i lavoratori si aspettavano che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante il messaggio alla Nazione annunciasse anche la chiusura delle grandi fabbriche che producono beni che non sono di primaria necessità come quelli alimentari e sanitari. Invece non è stato così. Sono state quindi moltissime le critiche rivolte al premier attraverso i social da Pomigliano e da tutto il Napoletano. In base alle critiche le grandi fabbriche costituiscono oggettivamente il principale volano di contagio, molto più pericoloso di una già pericolosa movida.
Due le persone denunciate dai carabinieri della stazione di Afragola per frode in commercio: una 44enne e un 46enne, entrambi del posto.
La donna aveva allestito un tavolo di metallo sul quale erano esposti per la vendita 67 flaconi di sanificante per mani senza tracciabilità e della stessa tipologia di quelli prodotti e recentemente sequestrati in un impianto abusivo di Scisciano.
31, invece, erano i flaconi dello stesso prodotto posti in vendita dal 46enne, titolare di un negozio alimentare della cittadina. Erano esposti in strada e non erano accompagnati da documentazione che ne attestava la provenienza.
Dopo la concessione della misura di custodia domiciliare all’ex segretario Egizio Lombardi (assistito dall’avvocato Antonio De Simone) arrivata ieri, questa mattina il gip Fortuna Basile ha disposto la stessa misura anche per l’imprenditore Alessandro Montuori (difeso dagli avvocati Vincenzo Desiderio e Antimo D’Alterio).L’avvocato Vincenzo Desiderio, difensore di Alessandro Montuori
Alessandro Montuori sarà agli arresti nella sua abitazione di Pellizzano, in provincia di Salerno e non potrà comunicare con l’esterno. Le misure meno afflittive per i due, dopo quella concessa all’ex consigliere comunale Pasquale Iorio già mesi fa, arrivano in virtù della disponibilità a collaborare e con il placet del pm.
Resta invece in carcere l’ex sindaco Lello Abete per cui i legali presenteranno però istanza di scarcerazione.
CHIUSURA DEGLI SPORTELLI PER RIORGANIZZARE IL SERVIZIO IN MODALITÀ’ AGILE ATTRAVERSO L’AREA CLIENTI MY GORI ED IL NUMERO VERDE COMMERCIALE
POSSIBILE QUALSIASI OPERAZIONE
GARANTITI COMUNQUE TUTTI I SERVIZI ESSENZIALI
L’azienda GORI sta seguendo con costanza l’evolversi della situazione relativa alla diffusione del Coronavirus (Covid 19) in Italia, e sta mettendo a punto con tempestività misure idonee a garantire la sicurezza e la salute della comunità e dei propri dipendenti.
A tal fine l’azienda comunica che, per motivi di riorganizzazione del servizio conseguenti all’emergenza sanitaria in corso, gli sportelli al pubblico presenti sul territorio dell’Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano resteranno chiusi da giovedì 12 marzo a sabato 14 incluso.
Sono state sospese già da diversi giorni tutte le attività di interruzione programmata del servizio non indifferibili, al fine di evitare la mancanza d’acqua in questa fase di emergenza sanitaria.
Restano sempre garantiti i servizi essenziali, oltre che l’operatività delle squadre di pronto intervento per emergenze e lavori non rimandabili, per garantire la continuità del servizio e la distribuzione di acqua sottoposta ai controlli di qualità.
Si tratta di un atto di responsabilità imposto a tutti gli attori sociali dall’attuale scenario: è fondamentale, in questo momento, il contributo di ciascuno di noi.
Per questo si chiede ai cittadini la massima collaborazione, ricordando di utilizzare l’area clienti myGORI del sito http://www.goriacqua.com con cui si possono effettuare tutte le operazioni eseguite presso gli sportelli al pubblico: dai nuovi contratti alla voltura, dalle rateizzazioni ai duplicati della bolletta, oltre che, ovviamente, la
comunicazione della lettura del contatore.
Le medesime operazioni sono possibili anche contattando il
Numero Verde commerciale di GORI
800900161 (gratuito da rete fissa) e 0810206622 (da rete mobile):
gli operatori rispondono dal lunedì al venerdì dalle
08:30 alle 17:30 ed il sabato dalle 09:00 alle 13:00.
GORI si scusa per gli eventuali disagi arrecati, legati unicamente alla ferma e assoluta volontà di contribuire alla tutela della salute dei cittadini e del personale dell’azienda, affinché quanto prima le vite di tutti possano tornare alla normalità.
Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dal deputato MS5 Gianfranco Di Sarno.
Ieri pomeriggio l’ on. Gianfranco Di Sarno ha presentato un interrogazione parlamentare indirizzata al ministro dello Sviluppo economio e al Ministro del lavoro, per chiedere un monitorago scrupoloso sulle condizioni precarie in cui si trova anche l’azienda eronautica Avio Aero di Pomigliano d’Arco, produttrice di componenti per velivoli militari e civili, dove lavorano circa 1100 addetti.
Dove oggi è stato registrato il primo caso di coronavirus che ha reso necessario mettere in quarantena l’ufficio ove l’impiegato prestava servizio.
Il deputato del Movimento 5 stelle ha chiesto nuove misure da adottare al fine di prevenire la diffusione del virus COVID-19 tra i lavoratori.
Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Ciro Ambrosio, presidente dell’associazione Somma Trekking.
Vorrei iniziare questo articolo con alcune considerazioni di carattere generale, la prima cosa che mi viene in mente è che per la prima volta da molti anni, la politica ha preso delle decisioni importanti scavalcando le leggi dell’economia e privilegiando le leggi di natura (il benessere dell’individuo). Oggi la politica per mantenersi in vita deve per forza di cose guardare l’economia che, a sua volta, guarda alle risorse tecnologiche. La seconda considerazione riguarda il nostro sistema comunicativo che al tempo del “coronavirus” è saltato completamente, nella prima parte di questa storia tragica abbiamo assistito a tantissime mancanze e a tantissime omissioni e bugie da parte di chi doveva informare bene la popolazione, e non sono mancati atti di sciacallaggio da parte di chi voleva cavalcare l’onda del virus per annientare i propri avversari politici, ma il virus non fa differenze e ha travolto anche loro, infatti alcuni di loro sono in quarantena all’estero, in silenzio, aspettando momenti migliori… Tutto questo ci fa capire come il comportamento sociale venga plagiato e indotto da “giornalai” senza scrupoli e da una fetta di politica compiacente. La terza considerazione è sul cambiamento delle nostre abitudini, e in questo dobbiamo ringraziare il “virus”, abbiamo un po’ rallentato le nostre azioni, abbiamo un po’più di tempo per riflettere sulla nostra condizione umana, con forza e con determinazione è entrata in noi l’idea della morte e con essa la consapevolezza di tutte le debolezze e la fragilità del nostro essere umano. Con il divieto di uscire, con gli appelli di stare in casa, abbiamo molto più tempo per coltivare cose che avevamo dimenticato, la vita, i rapporti con i famigliari, i gesti dimenticati nel tempo della velocità, come guardarsi negli occhi, accarezzarsi e prendersi per mano; riscoprire la lettura, magari leggendo i Promessi Sposi (il cap. XXXI la peste a Milano) e con essi rileggere il libro della tua vita, come un fotogramma che va a ritroso e dove ci sono tutte le immagini dei momenti della nostra esistenza. Interrogarsi sui mali di questo mondo e magari uscirne migliori, perché no, possiamo farcela, ma non perché io sia ottimista, anzi, io credo che l’ottimismo potrebbe essere la qualità delle persone poco informate, ma perché io credo nella verità delle cose, nella lealtà e nel riscatto storico dell’uomo, nel superamento e nel trionfo della natura umana. Restare umani è la forza di chi crede che il domani possa essere migliore. Per certi aspetti restare in casa è dura, ma bisogna organizzarsi, inventarsi la giornata in modo costruttivo e credetemi, non è difficile, solo le persone superficiali vivono questo momento con enorme difficoltà. Raccontarsi è un ottimo passatempo, arricchisce chi ti sta vicino e ti aiuta a vedere cose che prima non vedevi, e in certi casi a risolvere delle incomprensioni, nate dalla paura e dall’angoscia della solitudine. Infine non posso che fare un “in bocca a lupo” a tutti noi, augurandoci che in un immediato futuro ognuno si ricordi di questi momenti e di questa grande lezione di vita: un virus, una cosa invisibile ha messo in ginocchio un paese, un mondo fatto di giganti con i piedi di argilla.
Lo stabilimento aeronautico Avio Aero di Pomigliano ha fatto registrare il primo lavoratore del polo industriale di Pomigliano ufficialmente contagiato dal Coronavirus. Ieri subito dopo la comunicazione ufficiale del fatto è scattato il panico fuori e dentro la fabbrica. A ogni modo l’azienda produttrice di componenti per gli aerei militari e commerciali è corsa ai ripari nel tardo pomeriggio comunicando la chiusura temporanea dell’impianto. I 1100 addetti dello stabilimento da stamattina sono stati messi tutti in ferie forzate. Rientreranno al lavoro martedi 16 marzo. Ora però c’è grande paura. L’Avio Aero è una grande fabbrica in cui ogni giorno oltre ai suoi 1100 addetti lavorano anche altri 700 operatori dell’indotto. Ed è uno stabilimento stretto tra due colossi, la Leonardo, 3000 dipendenti, e la Fiat, 4500 dipendenti, dove si produce la Panda. Fiat che ha chiuso anch’essa, fino a domenica, a causa di una protesta degli operai della catena di montaggio impauriti dalla possibilità concreta di contagiarsi a causa dello stretto contatto tra gli addetti della catena di montaggio. La Fiat di Pomigliano riaprirà lunedi. La Leonardo prosegue invece testardamente a produrre tenendo ben aperti i battenti. Ma sono proprio le grandi fabbriche a rappresentare in questa fase difficile del contagio il pericolo più grande. Sono i luoghi di super affollamento per eccellenza. Al confronto la movida dei baretti di Chiaia, a Napoli, o quella del centro storico di Pomigliano, ritrovo di tutta la provincia orientale di Napoli, rischiano di assomigliare a timide festicciole da oratorio.
Egizio Lombardi Nuovi sviluppi su «Concorsopoli», l’inchiesta che ha portato allo scioglimento dell’amministrazione comunale di Sant’Anastasia e consegnato la città alla gestione commissariale.
Da ieri in custodia domiciliare, dopo tre mesi e cinque giorni di carcere, l’ex segretario generale del comune di Sant’Anastasia, Egizio Lombardi. Il gip Fortuna Basile ha infatti accolto l’istanza del difensore di Lombardi, l’avvocato Antonio De Simone consentendo, con parere favorevole del pubblico ministero Luca Pisciotta, gli arresti domiciliari nella sua abitazione di Ponticelli, fermo restando il divieto di comunicare con l’esterno. La misura cautelare meno afflittiva arriva in virtù della piena collaborazione dell’ex segretario che ha non solo ammesso le sue responsabilità ma anche fornito un apporto utile alle indagini. Sarebbe imminente una misura simile anche per Alessandro Montuori, l’imprenditore salernitano titolare dell’agenzia selezioni e concorsi ma nel pomeriggio di ieri ancora non ve n’era la certezza e in ogni caso il suo legale Vincenzo Desiderio (che difende Montuori con il collega Antimo D’Alterio) non ha confermato la circostanza.
Alessandro Montuori
I due, Lombardi e Montuori, sono stati più volte interrogati nelle ultime settimane e protagonisti di un confronto al quale avrebbe preso parte anche Pasquale Iorio, l’ex consigliere comunale che già da dicembre, primo degli arrestati a collaborare, è in custodia domiciliare. Resta in carcere, da quel 6 dicembre in cui la guardia di finanza eseguì gli arresti dopo mesi di illuminanti indagini e intercettazioni, l’ex sindaco Lello Abete (difeso dagli avvocati Isidoro Spiezia e Valentino Di Ludovico).
Pasquale Iorio
I quattro (Abete, Lombardi, Montuori, Iorio) avevano messo su un sistema per truccare le prove dei concorsi pubblici indetti al comune di Sant’Anastasia e – per quanto concerne Lombardi e Montuori – si trattava di condotte illecite perpetrate, sembra, anche altrove. Di carattere estemporaneo, limitato a procurarsi voti e sovvenzioni per le elezioni amministrative scorse, per Iorio e, soprattutto, per Abete. Insomma, i vincitori dei concorsi anastasiani erano tutti soggetti che avevano sganciato denaro per conquistarsi l’ambito posto di lavoro e – in numerosi casi – così avevano fatto anche i successivi concorrenti presenti in graduatoria, meramente per l’idoneità confidando nello scorrimento. Tutti ai domiciliari tranne l’ex sindaco, dunque. Ma oggi stesso i suoi legali faranno istanza affinché anche a lui sia concessa la misura meno afflittiva, sia per la non possibilità di reiterare i reati e nonostante non vi sia stata né confessione né collaborazione perché Abete persiste nel silenzio. Intanto, il 25 marzo – emergenza coronavirus permettendo – ci sono due appuntamenti in Cassazione. Si deciderà quindi sia sul ricorso presentato dal pm Pisciotta rispetto alla decisione del Riesame che annullava l’accusa di associazione a delinquere, sia su quella avanzata dai difensori di Abete sul diniego di scarcerazione. Nel frattempo, mentre la vicenda che ha provocato il commissariamento del Comune prosegue nelle aule giudiziarie, a Sant’Anastasia la politica si unisce, tutta, da sinistra a destra, protestando contro la gestione commissariale. Solo ieri, ad esempio, è stato dato da Palazzo Siano il placet per tenere il mercato settimanale, in verità ampiamente disertato e con flusso controllato dalla polizia locale. Una decisione giudicata “leggera” sia da ex amministratori sia da ex oppositori, tant’è che starebbero valutando di rivolgersi al Prefetto per enumerare tutte le mancanze, scollamento con la città in primis, attribuite alla triade commissariale.
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